{"id":27905,"date":"2007-01-30T11:21:00","date_gmt":"2007-01-30T11:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/01\/30\/francesco-petrarca-e-lo-spirito-della-modernita\/"},"modified":"2007-01-30T11:21:00","modified_gmt":"2007-01-30T11:21:00","slug":"francesco-petrarca-e-lo-spirito-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/01\/30\/francesco-petrarca-e-lo-spirito-della-modernita\/","title":{"rendered":"Francesco Petrarca e lo spirito della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Se qualcuno ci chiedesse di fissare il <em>momento preciso<\/em> in cui lo spirito della classicit\u00e0 greco-romana muore, senza esitare indicheremmo quel passo dell&#8217;<em>Eneide<\/em> in cui Virgilio, per bocca di Enea, davanti allo spettacolo delle anime che, nei Campi Elisi, si affrettano a reincarnarsi, non pu\u00f2 trattenere un moto di sorpresa e di pena, quasi d&#8217;incredulo orrore:<\/p>\n<p><em>O pater, anne qualis ad caelum hinc ire pudandumst<\/em><\/p>\n<p><em>Sublimis animas iterumque ad tarda reverti<\/em><\/p>\n<p><em>Corpora? Quae lucis miseris tam dira cupido?<\/em><\/p>\n<p>Ossia: &quot;Padre, devo credere allora che alcune di queste \/anime al mondo dei vivi risalgano e tornino \/ sotto il peso del corpo? Infelici, \/ cos&#8217;\u00e8 mai questa brama funesta del giorno?&quot; (<em>Aen.,<\/em> VI, 719-721; trad. E. Cetrangolo). Parole impensabili nello spirito della classicit\u00e0 &#8211; basta confrontarle con quelle che l&#8217;ombra di Achille rivolge ad Ulisse in <em>Odissea,<\/em> XI, 488 sgg. &#8211; , giacch\u00e9 la vita <em>vera,<\/em> per esso, \u00e8 quella terrena, e l&#8217;altra, seppure esiste, non \u00e8 che un pallido riflesso di questa, in nulla a lei paragonabile e niente affatto preferibile. E ben per questo Virgilio \u00e8 l&#8217;annunciatore di un mondo nuovo, di una civilt\u00e0 basata su valori radicalmente diversi: un mondo ove il cristianesimo fin\u00ec per imporsi proprio per la sua sostanziale affinit\u00e0.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, se ci venisse domandato di indicare il momento preciso (in senso letterario) in cui compare con piena consapevolezza lo spirito della modernit\u00e0, non avremmo molti dubbi: l&#8217;<em>Epistola<\/em> numero 1 del IV libro delle <em>Familiari<\/em> di Francesco Petrarca, quella in cui egli descrive l&#8217;ascensione al Monte Ventoso, in Provenza, effettuata il 26 aprile 1336. Era il giorno di Venerd\u00ec santo, e Petrarca &#8211; che sempre ama avvolgere persone ed eventi reali in un denso alone di misteriosi richiami e di ricercate analogie, certamente avr\u00e0 voluto sottolineare il carattere penitenziale di quella esperienza, pervasa da un&#8217;ansia religiosa di redenzione e da una urgenza di decisioni morali irrevocabili, come nella celebre pagina del <em>tolle et lege<\/em> in cui sant&#8217;Agostino descrive, nelle <em>Confessiones<\/em> (genere letterario da lui praticamente creato <em>ex nihilo<\/em>) il momento culminante della sua conversione al cristianesimo. E poco importa se quelle decisioni <em>irrevocabili<\/em> sono continuamente e pomposamente evocate, ma sempre prudentemente rinviate, un po&#8217; come Svevo, nelle pagine de <em>La coscienza di Zeno<\/em> dedicate al vizio del fumo, ci narra dei comici e solenni &quot;impegni&quot; di smettere di fumare da parte del protagonista &#8211; tanto che, parafrasando Zeno Cosini, sul diario ideale di Petrarca potremmo immaginare scritto: &quot;<em>Oggi, 26 aprile 1336, ultimo giorno da uomo carnale: da domani, incipit vita nova<\/em>&quot;. Nella lettera del Monte Ventoso, infatti, indirizzata al suo padre spirituale Dionigi da Borgo San Sepolcro, Petrarca esprime pienamente, pur fra le solite ambasce, indecisioni e gli abituali, martorianti sensi di colpa, quello che si pu\u00f2 considerare forse il carattere proprio della modernit\u00e0: la <em>curiositas<\/em>, come \u00e8 stato rilevato anche da Eric J. Leed nel suo saggio <em>La mente del viaggiatore. Dall&#8217;Odissea al turismo globale<\/em> (Bologna, Il Mulino, 1992, pp 212 sgg.).<\/p>\n<p>Gi\u00e0, la <em>curiositas<\/em>: sant&#8217;Agostino, san Bonaventura e san Tommaso l&#8217;avevano considerata un peccato, sia pure veniale; una &quot;concupiscenza dell&#8217;occhio&quot;, un desiderio &quot;non di godimento carnale, ma di acquisizione di esperienza personale attraverso la carne&quot; (cfr. Zacher, Christian, <em>Curiosity and Pilgrimage. The Literature of Discovery in Fourteenth Century England,<\/em> Baltimora, 1976, p. 22). Agostino, e con lui la cultura tardo-antica e poi quella medioevale, si erano mostrati diffidenti verso la <em>curiositas,<\/em> in quanto essa tende ad allontanare l&#8217;anima dalla contemplazione del Creatore per ammirare la bellezza delle creature, invertendo cos\u00ec il giusto ordine dei valori.<\/p>\n<p>&quot;<em>Et eunt homines admirari alta montium ed ingentes fluctus maris et latissimos lapsus fluminum et oceani ambitum et giros siderum, et relinquunt se ipsos<\/em>&quot; (<em>Conf.,<\/em> X, 8, 15). \u00c8 proprio il passo citato da Petrarca nella <em>Epistola<\/em> relativa all&#8217;ascensione del Monte Ventoso, in cui vorrebbe farci credere che, aprendo a caso il libro di sant&#8217;Agostino proprio in cima al monte, si sarebbe imbattuto: &quot;E gli uomini se ne vanno ad ammirare gli alti monti e i grandi flutti del mare e i larghi letti dei fiumi e l&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;oceano e il corso delle stelle; e trascurano se stessi.&quot; Ora, poco importa se tale coincidenza accadde realmente, e se Petrarca la interpret\u00f2 come un segno del destino; importa il fatto che volle citare proprio quel passo di Agostino a suggello della sua ascensione, un po&#8217; come, a suggello del <em>Canzoniere,<\/em> volle chiedere <em>&quot;piet\u00e0 non che perdono&quot;<\/em> ai propri lettori, nel sonetto d&#8217;apertura, per il suo &quot;primo giovenile errore&quot;, ossia l&#8217;amore per Laura. Sappiamo dunque in che conto tenere queste dichiarazioni solenni di Petrarca. Dobbiamo leggerle, in filigrana, come altrettante affermazioni di ci\u00f2 che, esteriormente, vuol negare o come negazioni di ci\u00f2 che ostenta di affermare. No, la sua parte pi\u00f9 profonda non era affatto pentita del lungo amore per Laura &#8211; chiunque Laura sia stata e qualunque cosa con quel nome abbia egli voluto rappresentare, fosse pure l&#8217;amore per la terrena ricerca della felicit\u00e0, nel senso pi\u00f9 ampio dell&#8217;espressione. Allo stesso modo, non possiamo prendere troppo sul serio quella citazione di Agostino sulla vetta del Monte Ventoso: <em>quel doppio uomo che \u00e8 in<\/em> Petrarca parla sempre un idioma cifrato e contraddittorio; la verit\u00e0 profonda \u00e8 ben diversa da quella sbandierata ai quattro venti, fingendo di rivelarci il <em>secretum<\/em> della sua anima: e cio\u00e8 un&#8217;immensa sete di gloria ed onori, una accesa sensualit\u00e0, una curiosit\u00e0 divorante verso le cose mondane, e sia pure vissuta con cattiva coscienza &#8211; ma, appunto perci\u00f2, con delizioso rimorso &#8211; rispetto agli imperativi etici del Super-Io.<\/p>\n<p>Sgombrato il campo dalle costruzioni artificiali che Petrarca ha voluto ricamare sui suoi istinti profondi, \u00e8 sufficiente invertire la <em>direzione<\/em> dell&#8217;interpretazione che egli d\u00e0 della propria <em>curiositas<\/em> per intenderne il senso genuino. Di quella <em>curiositas<\/em>, in s\u00e9 stessa non condannabile, ma facilmente portata a smarrire la ricerca del Creatore per bearsi delle creature, Dante aveva gi\u00e0 pronunciato la condanna senza appello nel canto del &quot;suo&quot; Ulisse (il XXVI dell&#8217;<em>Inferno<\/em>), travolto dalla tempesta al termine del <em>folle volo<\/em> verso i mari australi, simbolo del mistero di ci\u00f2 che, nel mondo naturale, <em>sta oltre<\/em>: oltre le Colonne d&#8217;Ercole, ma anche oltre le possibilit\u00e0 di umana comprensione, proprio come l&#8217;Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Per Dante, \u00e8 evidente che la <em>curiositas<\/em> (&quot;<em>fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e cagnoscenza<\/em>&quot;) costituisce il preambolo della <em>hybris,<\/em> del peccato della dismisura: il voler eccedere dalle umane possibilit\u00e0, dai limiti umani, per abbandonarsi con orgoglio temerario alla sensazione dell&#8217;onnipotenza. Opposta \u00e8 la disposizione d&#8217;animo di Petrarca, che nella <em>curiositas,<\/em> al contrario, vede il segno di una mente superiore, in quanto considera innato l&#8217;umano desiderio di &quot;vedere luoghi nuovi&quot;, che per\u00f2 solo pochi sanno tradurre in atto. \u00c8 la sua ben nota concezione aristocratica della cultura che lo spinge a plaudire ci\u00f2 che il <em>suo<\/em> Agostino (ma anche san Bonaventura e lo stesso san Tommaso d&#8217;Aquino) bollano invece come peccato.<\/p>\n<p>E cos\u00ec abbiamo individuato gi\u00e0 due aspetti fondamentali della modernit\u00e0 traverso il prisma della filosofia di Petrarca: sete di conoscenza del mondo naturale e aristocratico disprezzo per il <em>vulgo,<\/em> sempre &quot;odioso et inimico&quot;. Si dir\u00e0 che, al contrario, \u00e8 il democraticismo l&#8217;anima profonda della modernit\u00e0, e non l&#8217;aristocraticismo; ebbene non lo crediamo. Dietro le apparenze, il democraticismo di matrice giacobina e, poi, liberale non \u00e8 che la maschera di un profondo disprezzo nei confronti del &quot;popolo&quot;. L&#8217;Umanesimo \u00e8 aristocratico perch\u00e9, sul modello dei classici, crede nelle qualit\u00e0 dell&#8217;uomo eccezionale, dell&#8217;eroe; per dirla con Machiavelli, crede nella Virt\u00f9 del &quot;Principe&quot;; l&#8217;Illuminismo \u00e8 aristocratico perch\u00e9 ritiene il popolo una massa ignorante e superstiziosa, incapace di autogovernarsi; quindi, con Voltaire, proclama la necessit\u00e0 di riforme, ma da parte di un potere assoluto: Voltaire sta a Machiavelli come Federico di Prussia sta a Cesare Borgia. Infine il Positivismo (nella cui corrente pi\u00f9 tarda noi siamo tuttora immersi) \u00e8 aristocratico perch\u00e9 ha fatto suoi d\u00e8i la Scienza e la Tecnica, dunque solo il tecnico e lo scienziato &quot;sanno&quot; cosa sia vero e cosa sia giusto per la societ\u00e0. Se il volgo ignorante lo sapesse, non ci sarebbe bisogno di costringerlo, con la minaccia delle sanzioni di legge, alle vaccinazioni mediche obbligatorie; n\u00e9 lo si vedrebbe cos\u00ec di frequente protestare contro i portentosi ritrovati dell&#8217;apparato tecno-scientifico, siano essi alimenti geneticamente modificati o centrali per la produzione di energia nuclearte o linee ferroviarie ad alta velocit\u00e0 nel cuore delle valli alpine. Si noti che il marxismo-leninismo non \u00e8 che una variante di questo aristocraticismo positivistico: solo il partito dei <em>veri<\/em> rivoluzionari (anzi, la ristretta cerchia dei suoi capi) sa che cosa \u00e8 bene per il popolo; il popolo, da s\u00e9, non ragiona: \u00e8 perfino capace, nelle elezioni dell&#8217;Assemblea Costituente russa del novembre 1917, di dare ai suoi <em>veri<\/em> rappresentanti (cio\u00e8 i bolscevichi) un misero quarto dei membri, e tre quarti ad altre formazioni politiche, come i socialrivoluzionari. Inaudito!<\/p>\n<p>Tornando a Petrarca, il <em>terzo<\/em> carattere fondante della modernit\u00e0 \u00e8 &#8211; ancora &#8211; presente nell&#8217;<em>Epistola<\/em> del Monte Ventoso, e potremmo riassumerlo cos\u00ec: una crescita ipertrofica dell&#8217;Ego individuale. Infatti la <em>curiositas<\/em> di Petrarca \u00e8 solo apparentemente estrovertita, cio\u00e8 diretta al mondo naturale circostante: basta leggere anche frettolosamente quel testo per rendersi conto che non vi \u00e8 nominata una sola specie di pianta o d&#8217;animale o di minerale, neanche la pi\u00f9 comune, quella che perfino le persone pi\u00f9 incolte erano in grado di riconoscere; che nulla vi si dice di pertinente sulle precedenti scalate di quel monte, o in generale sul rapporto storico fra esseri umani e montagne; nulla sulle risorse economiche, sulle coltivazioni, sull&#8217;allevamento, sull&#8217;estrazione dei minerali; nulla sul clima; nulla sull&#8217;altitudine; nulla sul senso <em>filosofico<\/em> del viaggio, della salita, della scoperta; insomma nulla di nulla di quanto pertiene a una sana curiosit\u00e0 e a un normale spirito d&#8217;osservazione. Non del Monte Ventoso si parla, ma di Francesco Petrarca che ne sale le pendici, che si dilunga in sentieri sbagliati, che fatica verso la vetta, che si consulta col fratello Gherardo, con sant&#8217;Agostino e con la sua coscienza tormentata e lacerata, sopesa tra due mondi: l&#8217;antico al tramonto ed il nuovo, non ancora ben delineato. Sarebbe vano, leggendo quella lettera, cercarvi dei riferimenti naturalistici precisi: \u00e8 un luogo dello spirito; ma non dello spirito in generale: dello spirito di Francesco Petrarca. Esattamente come sarebbe vano cercare nel <em>Canzoniere<\/em> qualche traccia del personaggio di Laura, dei suoi sentimenti, della sua individualit\u00e0; Laura \u00e8 un&#8217;astrazione, un miraggio, un sogno: ma un sogno voluttuosamente narcisistico. Quel che il <em>Canzoniere<\/em> non ci dice di Laura, ci dice in abbondanza del suo malinconico e onnipresente innamorato: come egli soffra per amore (ma soffre davvero?), come si strugga di tristezza, come invochi la morte e s&#8217;immagini di vedere l&#8217;amata impietosirsi sulla sua pietra tombale&#8230; Fantasie adolescenziali incredibilmente banali, spudoratamente ostentate e macroscopicamente artefatte, il cui monotono filo conduttore \u00e8 l&#8217;Io sconfinato, incontenibile, patologico del poeta. <em>Curiositas<\/em>? S\u00ec, ma di s\u00e9 stesso: \u00e8 come se la realt\u00e0 esterna fosse una galleria di specchi, e in ciascuno di essi Petrarca contemplasse ed ammirasse s\u00e9 stesso, ritratto sotto ogni angolazione possibile e immaginabile. E senza dimenticare la bella figura che vuol fare sugli altri : anche quando si rimprovera, anche quando si mortifica: come fa, appunto (oltre che nel <em>Secretum<\/em>), nella lettera in questione, diretta al frate Dionigi da Borgo San Sepoclro &#8211; ma diretta anche, e soprattutto, alla <em>posteritas,<\/em> affinch\u00e8 nei secoli dei secoli gli uomini possano riconoscere e celebrare la grandezza del suo autore.<\/p>\n<p>Di nuovo, si dir\u00e0 che questo non \u00e8 moderno: che moderno \u00e8 Colombo nella traversata dell&#8217;Atlantico o Copernico nella costruzione della nuova immagine del cosmo. Al contrario, ci sembra evidente che in Colombo e in Copernico si verifichi esattamente la stessa inversione dell&#8217;immagine rappresentata: l&#8217;uomo moderno non cerca l&#8217;<em>altro,<\/em> bens\u00ec cerca <em>l&#8217;altra parte di s\u00e9 stesso.<\/em> Per cui <em>l&#8217;altro<\/em> si riduce a pretesto per trovare la conferma del proprio Ego debordante: se la conferma ha luogo, allora <em>l&#8217;altro<\/em> \u00e8 riconosciuto come una copia di s\u00e9 (e lo si pu\u00f2 tollerare, almeno fino a quando si riveler\u00e0 utilizzabile e manipolabile); se invece rappresenta una smentita, lo si rimuove e lo si elimina dall&#8217;orizzonte conoscitivo &#8211; e, all&#8217;occorrenza, fisico (come le popolazioni extra-europee sottoposte a genocidio o gli animali e le piante considerati &quot;nocivi&quot;). Vasco Nunez de Balboa, che nel 1513 &#8211; mentre marcia attraverso l&#8217;istmo di Panama alla scoperta del Pacifico &#8211; fa divorare vivi dai suoi mastini gli <em>indios<\/em> colpevoli di omosessualit\u00e0, vuole uccidere quella parte inconfessabile che alberga nei recessi segreti del &quot;virile&quot; uomo bianco, cos\u00ec come il missionario protestante che, nel XIX secolo, vuole imporre abiti lunghi e &quot;decenti&quot; alla conturbante <em>vahin\u00e9<\/em> polinesiana non \u00e8 che un analfabeta delle proprie pulsioni, cui reagisce aggredendo il corpo dell&#8217;altro. Non \u00e8 un caso che spesso la modernit\u00e0 abbia coinciso con il moralismo sessuale (di cui la presente dissoluzione non \u00e8 affatto segno di liberazione, ma solo l&#8217;altra faccia della medaglia); l&#8217;ipertrofia dell&#8217;Ego, che produce l&#8217;ipertrofia dei prolungamenti materiali del corpo egoico, cio\u00e8 gli strumenti tecnologici, \u00e8 direttamente proporzionale alla sua frustrazione sessuale. O sia ama il potere o si ama l&#8217;amore, <em>tertium non datur<\/em>: e se \u00e8 vero che il potere logora chi non ce l&#8217;ha, \u00e8 pur vero che il potere logora, anzi distrugge, la normale esplicazione dell&#8217;istinto sessuale e lo riduce a maschera sfigurata di s\u00e9 stesso, pervertendolo in sadismo, masochismo e necrofilia.<\/p>\n<p>Siamo cos\u00ec giunti al <em>quarto<\/em> aspetto fondante della modernit\u00e0, di cui Petrarca appare esemplare anticipatore. Egli, infatti, \u00e8 troppo innammorato di s\u00e9 stesso per poter amare le donne; ha, nondimeno, una natura fortemente sensuale: non gli rimane altro da fare che &quot;sublimare&quot; (in realt\u00e0, deformare e stravolgere orribilmente) i suoi istinti sessuali, trasferendo tutta la sua <em>libido<\/em> in una continua e ossessiva ricerca di autocelebrazione. La sensualit\u00e0, introvertita, si tende al massimo e rientra, non in una sintesi superiore &#8211; come in certe pratiche tantriche finalizzate al trattenimento del seme per attingere sfere superiori di libert\u00e0 coscienziale &#8211; ma in una ricerca compulsiva di autoreferenzialit\u00e0 e di autoaffermazione (spesso, ma \u00e8 un espediente che non inganna nessuno, travestita da autoflagellazione e da automortificazione). Il tutto &#8211; si badi &#8211; senza mai perdere di vista il proprio tornaconto immediato, il proprio utile spicciolo &#8211; a cominciare da quel beneficio ecclesiastico che gli consente la deliziosa sensazione della sicurezza economica, sia pure a prezzo di qualche compromesso con la sua coscienza e con la sua vita sociale e affettiva.<\/p>\n<p>Ed eccoci giunti al <em>quinto<\/em> e ultimo elemento costitutivo della modernit\u00e0: un opportunismo senza vergogna e senza limiti; una facolt\u00e0 calcolante sempre desta dietro gli apparenti voli dell&#8217;anima romantica; un pragmatismo e un utilitarismo mai dimentichi di coniugare ci\u00f2 che \u00e8 &quot;giusto&quot; e ci\u00f2 che \u00e8 conveniente. I navigatori portoghesi e spagnoli che sfidano le rotte dell&#8217;Occidente e dell&#8217;Oriente cercano spezie, oro e pietre preziose, ma anche anime da convertire e da salvare; George Washington e Thomas Jefferson vogliono affermare i &quot;diritti naturali&quot; della persona umana &#8211; la propriet\u00e0 non meno della vita &#8211; ma non li sfiora neanche l&#8217;idea di riconoscerli agli altri tipi umani: l&#8217;Indiano che abita appena oltre la foresta, e il Nero che lavora come schiavo nelle loro piantagioni. George Bush <em>junior<\/em> e Tony Blair vogliono portare la democrazia in Irak e in tutto il [M]{.smallcaps}edio Oriente (alleati, com&#8217;\u00e8 perfettamente logico, alla monarchia saudita e allo sceicco del Kuwait, che ne sono illustri esempi) e anche, gi\u00e0 che ci sono &#8211; <em>why not?<\/em> &#8211; mettere le mani su quel bendidio di pozzi petroliferi che scoppiano letteralmente di greggio. Due piccioni con una fava: l&#8217;utile e il giusto; anzi &#8211; James e Dewey <em>docent<\/em> &#8211; , l&#8217;utile che diventa criterio di giudizio e di verit\u00e0, e dunque l&#8217;utile che diventa, appunto perch\u00e9 utile, anche giusto.<\/p>\n<p>Riassumendo. Curiosit\u00e0 desacralizzata e volont\u00e0 di dominio; profondo disprezzo del <em>vulgus<\/em>, sulla base di un aristocratismo non di matrice spirituale, bens\u00ec rozzamente materiale, e conseguente idolatria servile dell&#8217;esistente, cio\u00e8 <em>del pi\u00f9 forte<\/em>; ipertrofia dell&#8217;Ego spinta fino al delirio solipsistico (culminante nell&#8217;Idealismo hegeliano); perversione dell&#8217;istinto sessuale; cinismo e opportunismo senza limiti, spesso accompagnati da un moralismo d&#8217;accatto profondamente ipocrita: ecco i cinque pilastri della modernit\u00e0 che troviamo fedelmente anticipati in Petrarca e, specificamente, nella prima lettera del IV libro delle <em>Epistole Familiari.<\/em> \u00c8 proprio vero che, nell&#8217;essere umano e nelle sue opere, si trovano molte pi\u00f9 cose di quante egli creda di possedere o di avervi poste deliberatamente. Si trovano quasi pi\u00f9 indicazioni <em>su<\/em> quel che egli realmente \u00e8 che non <em>di<\/em> chi egli pensi di essere; a dispetto dei suoi sforzi &#8211; con s\u00e9 stesso e con gli altri &#8211; per apparire <em>altro,<\/em> per dare un&#8217;immagine onesta e rassicurante delle sue motivazioni e degli scopi verso i quali tende.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se qualcuno ci chiedesse di fissare il momento preciso in cui lo spirito della classicit\u00e0 greco-romana muore, senza esitare indicheremmo quel passo dell&#8217;Eneide in cui Virgilio,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[107,143],"class_list":["post-27905","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-cattolicesimo","tag-francesco-petrarca"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27905"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27905\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}