{"id":27899,"date":"2016-12-16T10:56:00","date_gmt":"2016-12-16T10:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/16\/pessimismo-antropologico-e-speranza-divina-alla-radice-della-fede-cristiana\/"},"modified":"2016-12-16T10:56:00","modified_gmt":"2016-12-16T10:56:00","slug":"pessimismo-antropologico-e-speranza-divina-alla-radice-della-fede-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/16\/pessimismo-antropologico-e-speranza-divina-alla-radice-della-fede-cristiana\/","title":{"rendered":"Pessimismo antropologico e Speranza divina alla radice della fede cristiana"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo domandati, in un precedente articolo, se il cristianesimo sia un umanesimo; se si possa equiparare ad un umanesimo; se sia ravvisabile, in esso, una dimensione tale, da poterlo accostare, o trasformare, o trasferire in un&#8217;area umanistica. La risposta \u00e8 stata completamente, assolutamente negativa, sotto qualsiasi punto di vista si voglia porre la questione. Diremo di pi\u00f9: ci sembra che certo filosofi e teologi sedicenti cristiani, che hanno perso la fede, ma non la presunzione intellettuale, farebbero bene a lasciar perdere il cristianesimo, e a lasciarlo morire di consunzione, se cos\u00ec vogliamo dire, invece di rovistare fra le ceneri fredde e spente per cercare la maniera di riciclarlo in qualcosa d&#8217;altro, in un ibrido mostruoso, in una specie di moderno Frankenstein, al solo ed unico scopo di trovare la maniera di rappacificarsi con la modernit\u00e0 e di celebrare le nozze sacrileghe fra Dio e il diavolo, ma senza sentirsi rimordere troppo la coscienza. Tutti costoro &#8211; e il loro numero, oggi, \u00e8 legione &#8211; sono persone intellettualmente disoneste, che non hanno il coraggio delle proprie convinzioni, o della perdita delle proprie convinzioni, e che pretendono di servire due padroni, il cristianesimo e il mondo moderno, anche al prezzo di stravolgere il cristianesimo e di ridurlo ad una fumosa e delirante pseudo teologia, misticheggiante e panteista, dove c&#8217;\u00e8 posto per tutto e il contrario di tutto, tranne che per l&#8217;unica cosa veramente essenziale, se non si vuol barare al giuoco e prendere in giro se stessi e gli altri: la divinit\u00e0 di Cristo, la gratuit\u00e0 della sua Incarnazione e l&#8217;assoluta necessit\u00e0 del valore redentivo della Sua croce e della sua Resurrezione. Tutto il resto \u00e8 accademia, gioco dialettico, svolto oltretutto in perfetta mala fede: se si \u00e8 cristiani, e se si parla da pensatori cristiani, prima di tutto si devono porre gli elementi qui sopra ricordati; poi si sviluppa il resto. Il resto \u00e8 il contorno. Diversamente, non si sta facendo teologia cristiana, si sta facendo del relativismo da quattro soldi: roba buona per palati grossi e per clienti di facile contentatura, in periodo di saldi di fine stagione; roba buona per il papato di Francesco e di una male intesa misericordia divina, per monsignor Galantino, che loda Dio per aver <em>risparmiato<\/em> Sodoma e Gomorra (!?), o per l&#8217;arcivescovo spagnolo Juan Barrio, che ordina sacerdoti due omosessuali notori e dichiarati. Tempi, bisogna dire, che sono anche molto tristi, e che stanno seminando un immenso disagio e una profonda sofferenza nelle anime dei credenti, i quali si vedono abbandonati e traditi proprio da chi dovrebbe esercitare il sacro Magistero, ossia indicare la giusta via a tutti i seguaci della fede cattolica.<\/p>\n<p>E allora vediamo di ribadire che cosa il cristianesimo non \u00e8, e perch\u00e9 non pu\u00f2, in alcun modo, essere equiparato ad una forma di umanesimo. Il cristianesimo, pur essendo un messaggio di salvezza per l&#8217;uomo, non pone al centro l&#8217;uomo, ma Dio; e non ha una particolare fiducia nella bont\u00e0 dell&#8217;uomo, non perch\u00e9 egli non sia uscito perfetto dalle mani del Creatore, ma perch\u00e9, dopo il Peccato originale, la sua natura \u00e8 stata ferita e la sua inclinazione al male \u00e8 divenuta stabile; infine, non pensa assolutamente che l&#8217;uomo sia capace di redimersi da solo, ma pensa e crede con fermezza che solamente Dio, nella persona di Ges\u00f9 Cristo, e con l&#8217;aiuto dello Spirito Santo, lo possa redimere, beninteso se egli intende collaborare alla propria redenzione e se sceglie di farsi carico sia del necessario pentimento, in quanto peccatore, sia della richiesta d&#8217;aiuto soprannaturale, senza la quale egli non \u00e8 che una povera creatura, debole e superba al tempo stesso, capace solo di arrecare danni terribili a se stesso e agli altri, dominato, com&#8217;\u00e8, da una concupiscenza irrefrenabile e da un egoismo insopprimibile, che tendono ad erompere perfino nei santi, cio\u00e8 in coloro che pongono ogni studio per imitare Cristo e per essere degni della misericordia di Dio (e che non la danno affatto per dovuta e per scontata, come sembrano fare certi pastori cattolici odierni, i quali, pi\u00f9 che pastori, si direbbero lupi travestiti da pastori, per meglio divorare il gregge). E se questo accade ai santi, figuriamoci quelli che, alla santit\u00e0, non pensano affatto&#8230;.<\/p>\n<p>Due sono le componenti spirituali dell&#8217;uomo cristiano nei confronti del reale e di se stesso, anzi, soprattutto di se stesso: un pessimismo antropologico che si potrebbe definire &quot;realista&quot;, per togliere da esso ogni idea di compiacimenti masochistico e, pi\u00f9 ancora, di emotivit\u00e0 sentimentale; e un radicale orientamento concettuale ed esistenziale nel senso della Speranza divina, speranza come virt\u00f9 teologale, dunque, e non come conquista dell&#8217;uomo, bens\u00ec come dono di Dio a coloro che lo cercano con umilt\u00e0 di mente e con semplicit\u00e0 di cuore.<\/p>\n<p>Non si tratta di un pessimismo tetro e misantropico; non si tratta di disprezzo per l&#8217;uomo e di negazione delle cose che, in lui, sono buone, come avviene, per esempio, in Lutero e in Calvino, quei sinistri teologi che, giudicando l&#8217;umanit\u00e0 una massa dannata, disprezzano anche la creazione di Dio e bestemmiano contro l&#8217;eccellenza dei suoi disegni riguardo ad essa, nonch\u00e9 lo stesso sacrificio di Ges\u00f9 Cristo, fatto per amor suo, in perfetta consapevolezza e lucidit\u00e0 (ma che cosa avr\u00e0 avuto da condividere, con i tetri pastori luterani, papa Francesco, in quella disgraziata preghiera &quot;ecumenica&quot; celebrata a Lund, in Svezia, il 31 ottobre 2016?). Si tratta di un pessimismo pacato e ragionato, senza niente di morboso o di masochistico; si tratta del realistico pessimismo con cui Manzoni, ne <em>I Promessi sposi<\/em>, rappresenta gli esseri umani, e li mostra nei loro (rari) slanci sublimi e nei loro (frequenti, se non abituali) abbandoni alla voce dell&#8217;egoismo, della furberia, della pigrizia, della prepotenza. Il tipico rappresentante della specie umana \u00e8 don Abbondio, cos\u00ec ferocemente attaccato a se stesso, alla sua tranquillit\u00e0, al suo quieto vivere, da non accorgesi neppure di quanto tali abitudini lo trascinino sulla via della mancanza di carit\u00e0, e lo spigano addirittura a diventare collaboratore del male, e sia pure per paura e non per interesse.<\/p>\n<p>Ha scritto il teologo Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, nel suo saggio <em>Dalla parte dell&#8217;uomo. La Chiesa e i valori umani<\/em> (Cinisello Balsamo, Milano, Edizioni Paoline, 1992pp. 258-260):<\/p>\n<p><em>La vita del cristiano \u00e8 caratterizzata da un realismo &quot;pessimista&quot; e dalla rinuncia a un&#8217;ideologia costruita in nome del cristianesimo. Stando a una teologia catechistica corrente, ci sarebbe da pensare che il cristianesimo cominci solo l\u00e0 dove si rispettano determinate norme morali o cultuali o socio-ecclesiali. Ma non \u00e8 vero. Il compito vasto, ma veramente totale del cristiano in quanto cristiano, \u00e8 quello di essere un uomo, naturalmente un uomo con quella profondit\u00e0 divina che \u00e8 inevitabilmente presente e dischiusa nella sua esistenza. E di conseguenza la vita cristiana \u00e8 appunto accettazione dell&#8217;esistenza umana in generale, in contrapposizione a una protesta ultima. Ci\u00f2 per\u00f2 significa che il cristiano vede la realt\u00e0 cos\u00ec come essa \u00e8. Il cristianesimo non lo obbliga a vedere la realt\u00e0 del suo mondo esperienziale, della sua vita e della sua storia in una luce ottimistica. Al contrario, lo obbliga a vedere questa esistenza come oscura, amara, dura e radicalmente pericolosa in una misura inconcepibile. Il cristiano \u00e8 colui che crede che in questa breve esistenza egli prende realmente una decisione ultima, radicale, non pi\u00f9 rivedibile, in cui ne veramente di una beatitudine ultima e radicale o di una maledizione eterna. Naturalmente, quando egli osa guardare in faccia tutto questo, quando sostiene e vuole sostener pienamente lo spettacolo di questa realt\u00e0 estremamente pericolosa, spera e si rifugia con tutto se stesso nella promessa del Dio vivente la quale gli garantisce che egli esce vittorioso con il suo amore onnipotente in mezzo ai pericoli dell&#8217;esistenza. Ma per capire quel che Dio \u00e8 e vuole essere per noi, dobbiamo vedere e riconoscere questa minacciosit\u00e0 radicale della vita. Solo cos\u00ec possiamo sperare, credere e cogliere le promesse di Dio contenute nel Vangelo di Ges\u00f9 Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ulteriormente, questo realismo &quot;cristiano &quot;pessimista&quot; vede che l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo passa in maniera radicale, reale e inevitabile attraverso la morte. Al cristiano &#8212; pur presupposto che si ponga di fronte alla morte &#8212; \u00e8 consentito combattere qualsiasi battaglia del&#8217;esistenza, nutrire qualsiasi speranza di tipo intramondano, anzi gli \u00e8 addirittura imposto di farlo. Per\u00f2 egli \u00e8 cristiano soltanto se crede che tutta la realt\u00e0 positiva, bella e fiorente, \u00e8 destinata a passare attraverso quella che chiamiamo morte. Il cristianesimo \u00e8 la religione che ha riconosciuto colui che stato inchiodato in croce e che vi \u00e8 morto violentemente come segno di vittoria e come espressione realistica della vita umana, e che ne ha fatto il proprio segno distintivo. Naturalmente si potrebbe dire che noi cristiani dovremmo mostrare il Risorto quale espressione e somma di ci\u00f2 che crediamo. In effetti per\u00f2 il cristianesimo ha posto la croce sull&#8217;altare, ha appeso la croce alle pareti delle case cristiane e ha piantato la croce sulla tomba del cristiano. Perch\u00e9? Evidentemente perch\u00e9 ci ricordiamo che non possiamo fingere di non vedere la durezza, l&#8217;oscurit\u00e0 e la morte presenti nella nostra esistenza e che, in quanto cristiani, chiaramente non abbiamo il diritto di tener conto di questo lato della vita solo quando non ne possiamo pi\u00f9 fare a meno. In tal caso sarebbe la morte a venire a noi, non saremmo noi ad andare verso la morte. Eppure essa \u00e8 l&#8217;unica porta che immette nella vita che realmente non tramonta pi\u00f9 n\u00e9 possiede la morte come suo nucleo pi\u00f9 intimo. Nel mistero centrale della vita cristiana ed ecclesiale &#8212; nella cena &#8212; annunciamo la morte del Signore, finch\u00e9 egli venga. Noi cristiani quindi propriamente siamo gli unici che possiamo rinunciare all&#8217;&quot;oppio&quot; nella nostra esistenza, gli analgesici della vita. Il cristianesimo ci proibisce di far ricorso agli analgesici in maniera tale da non essere pi\u00f9 in grado di bere liberamente e volontariamente con Ges\u00f9 Cristo il calice della morte di questa esistenza. E in questo senso il cristianesimo, nell&#8217;attuazione dell&#8217;esistenza cristiana, \u00e8 indubbiamente obbligato a dire con un realismo sobrio e oggettivo: s\u00ec, questa esistenza \u00e8 incomprensibile; essa infatti passa attraverso un&#8217;incomprensibilit\u00e0 in cui ci viene tolta ogni capacit\u00e0 di comprensione, passa appunto attraverso la morte. E solo quando non ci limitiamo a dire questo in parole pie, ma lo accettiamo nella durezza della vita reale &#8212; non moriamo infatti solo alla fine, ma durante tutta la vita; e la nostra morte, come sapeva gi\u00e0 Seneca, comincia con la nostra nascita -, solo quando viviamo questo realismo pessimista rinunciando a un&#8217;ideologia che assolutizzi e idolatri un settore ben determinato dell&#8217;esistenza umana, solo allora siamo in grado di farci donare da Dio quella speranza che realmente ci libera.<\/em><\/p>\n<p>In altre parole, il cristianesimo non \u00e8, e non potr\u00e0 mai essere, un umanesimo, perch\u00e9, oltre alla consapevolezza della fragilit\u00e0 e dell&#8217;egoismo connessi alla natura umana (cos\u00ec come essa \u00e8 dopo la Caduta), possiede anche una vivissima coscienza del fatto che la vita \u00e8 una partita assai dura con le difficolt\u00e0, le sofferenze, la vecchiaia, la malattia, e che termina ineluttabilmente con la morte; ragion per cui, senza la prospettiva della dimensione ultraterrena, si ridurrebbe a una macabra ironia, a un tragico scherzo giocato da una qualche divinit\u00e0 inferiore, maligna e diabolica.<\/p>\n<p>Il cristiano sa che la vita terrena \u00e8 la via della Croce: <em>chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua<\/em>; e sa che il Calvario non \u00e8 stato un incidente che si poteva evitare, ma il sacrificio di s\u00e9 che Ges\u00f9 Cristo ha voluto e affrontato in maniera assolutamente libera, appunto per crocifiggere con s\u00e9 la morte e il peccato, e per redimere, con tale atto inaudito, sconvolgente (un Dio che si fa crocifiggere dalle Sue creature: e che, nell&#8217;imminenza della morte tormentosa, prega dicendo: <em>Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno!<\/em>), gli esseri umani. Niente croce, niente redenzione, niente cristianesimo. Ecco il terribile peccato teologico che stanno perpetrando certi pastori della Chiesa cattolica, in questi nostri tempi: ingannare i fedeli, facendo loro credere che non ci sia pi\u00f9 bisogno della croce; e che Ges\u00f9, attraverso la sua Passione e Resurrezione, abbia reso inutile il valore della sofferenza!<\/p>\n<p>La vita terrena \u00e8 una faccenda dura: non c&#8217;\u00e8 molto spazio per i fronzoli poetici; o, se c&#8217;\u00e8, bisogna lottare duramente per conquistarselo, strappandolo ogni giorno a una selva irta di fastidi, di pene, di delusioni, di amarezze, di fallimenti. Certo, vi sono anche schiarite, momenti di serenit\u00e0: ma sono costantemente appesi a un filo. In qualsiasi momento (e senza scomodare Leopardi), la natura, o il caso, ci possono togliere i tesori di cui credevamo di godere per sempre, a cominciare dal sorriso delle persone amate. Eppure, non \u00e8 tetro, n\u00e9 pessimista il cristianesimo: \u00e8 semplicemente realista. Anche la Speranza cristiana, considerata da un punto di vista razionale, cio\u00e8 umano (ossia prescindendo dalla sua natura soprannaturale), \u00e8 un atto di realismo, come ben avevano visto Pascal e Kierkegaard. Con <em>timore e tremore<\/em>, davanti all&#8217;assurdit\u00e0 dell&#8217;esistenza, \u00e8 realistico non fare alcun affidamento sulle risorse umane, ma rivolgere ogni speranza a Chi non mente, perch\u00e9 \u00e8 la Verit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo domandati, in un precedente articolo, se il cristianesimo sia un umanesimo; se si possa equiparare ad un umanesimo; se sia ravvisabile, in esso, una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117,157],"class_list":["post-27899","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27899\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}