{"id":27897,"date":"2010-02-22T08:03:00","date_gmt":"2010-02-22T08:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/22\/quelle-persone-buone-semplici-e-miti-che-mandano-avanti-il-mondo\/"},"modified":"2010-02-22T08:03:00","modified_gmt":"2010-02-22T08:03:00","slug":"quelle-persone-buone-semplici-e-miti-che-mandano-avanti-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/22\/quelle-persone-buone-semplici-e-miti-che-mandano-avanti-il-mondo\/","title":{"rendered":"Quelle persone buone, semplici e miti che mandano avanti il mondo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno mi \u00e8 tornata in mente la signora Alice.<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 anziana quando io ero bambino; ed era gi\u00e0 carica di acciacchi e di delusioni.<\/p>\n<p>La ricordo cos\u00ec: piccola, tondetta, che si muoveva a fatica, e quasi cieca da tanto era miope; per\u00f2 sempre indaffarata, sempre al lavoro: e sempre con un sorriso.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi ho saputo che il suo cuore non era lieto; che i dispiaceri familiari le amareggiavano la vita; che, a volte, una lacrima le scorreva gi\u00f9 dalle guance, e allora si passava velocemente le dita sotto gli occhiali dalle lenti spessissime, simili a fondi di bottiglia, quasi vergognosa della propria momentanea debolezza.<\/p>\n<p>Era una piccola donna eccezionale.<\/p>\n<p>Credo fosse ignorantissima, nel senso corrente della parola; probabilmente non aveva neanche il diploma di quinta elementare e di certo non aveva letto n\u00e9 Virgilio, n\u00e9 Dante. Per\u00f2 molte cose aveva imparato dalla scuola della vita e dalla sua rude pedagogia; molti dolori aveva sopportato e molta solitudine; per non parlare delle strettezze economiche.<\/p>\n<p>Vestiva in modo decoroso, ma modestissimo, infagottata in quei suoi cappotti sformati; portava in testa il suo fazzolettone nero, come usavano le donne friulane, e, non avendo i soldi per il dentista, si teneva i denti mezzi guasti. Parlava con voce un po&#8217; rauca, asmatica, quasi a fatica. E stanca doveva esserlo perennemente, dato che faceva mille mestieri di fatica, nei locali pubblici e nelle case private, per guadagnarsi da vivere.<\/p>\n<p>A casa nostra veniva per amicizia e, prima di andarsene, riceveva un sacco di pare duro per i suoi conigli e qualche ordinazione per dei lavori di cucito.<\/p>\n<p>Una volta venne a trovare mia mamma, ma era turbata, quasi piangente: le lenti dei suoi occhiali erano rotte e lei non vedeva praticamente nulla. Disse che le erano caduti, ma vi era motivo di credere che le cose fossero andate altrimenti, che qualcuno glieli avesse rotti; troppo dignitosa per confessare fino a che punto la sua vita fosse intessuta di umiliazioni, non volle dire niente. Mia mamma le offr\u00ec del denaro per farsi rifare le lenti e lei se ne and\u00f2 un po&#8217; racconsolata, con quei suoi passetti corti e veloci e quella sua caratteristica camminata dondolante.<\/p>\n<p>Non l&#8217;ho mai dimenticata.<\/p>\n<p>Non ricordo episodi particolari legati alla sua figura, n\u00e9 gesti clamorosi, e nemmeno frasi memorabili. Era una piccola, curva, vecchia donna, che tirava avanti con fatica, in una casa ove si sentiva di troppo; ma non aveva i mezzi per andarsene e doveva, perci\u00f2, convivere con quotidiane mortificazioni.<\/p>\n<p>Quando parlava e sorrideva, il suo viso si illuminava di bont\u00e0.<\/p>\n<p>Era una persona semplice e mite: una delle tante, sconosciute persone semplici e miti che mandano avanti il mondo con la loro pazienza ed il loro coraggio, mentre gli altri &#8211; i ricchi, i sani, gli intelligenti, i colti, i giovani e i belli &#8211; si ingegnano in mille modi per mandarlo a rotoli, pur senza aver mai dovuto fare neanche la decima parte dei sacrifici di quelle.<\/p>\n<p>Le sue amarezze non l&#8217;avevano amareggiata; le sue delusioni non l&#8217;avevano inaridita; le sue preoccupazioni non riuscirono mai a toglierle del tutto dal viso quel sorriso buono, quello sguardo mite e benevolo, di chi guarda al mondo con amore.<\/p>\n<p>Anni e anni dopo che ci eravamo trasferiti in un&#8217;altra citt\u00e0, lei continuava a chiedere di mia mamma ogni volta che incontrava i nostri parenti. Era fedele nel ricordo e non perch\u00e9 si aspettasse qualche cosa in cambio, visto che ormai non saremmo pi\u00f9 tornati.<\/p>\n<p>Se qualche volta mi torna alla memoria la signora Alice, o meglio, semplicemente Alice, come la chiamavamo affettuosamente (e non certo per mancanza di rispetto, dato che mi \u00e8 stato sempre insegnato a guardare con eguale considerazione qualunque persona, indipendentemente dalla sua posizione sociale), \u00e8 perch\u00e9 non finisco mai di stupirmi al pensiero di quanti bravi uomini e donne sconosciuti esistono al mondo e gli permettono di andare avanti, nonostante il trionfo apparente dell&#8217;egoismo e della stupidit\u00e0, eretti a sistema di vita.<\/p>\n<p>E non finisco mai di provare sdegno al pensiero di come gli intellettuali, tradendo la responsabilit\u00e0 che viene affidata loro, facciano di tutto per esaltare modelli di vita narcisisti e distruttivi, veicolando l&#8217;idea funesta che una persona colta e intelligente deve essere per forza scontenta e rabbiosa contro tutto e contro tutti, non deve credere a niente e deve farsi beffe della bont\u00e0, ogni volta che la incontra, per mostrare di che stoffa &quot;superiore&quot; sia fatta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, partendo dal ricordo di Alice, passo in rassegna tutte le persone buone, semplici e miti che ho avuto modo di incontrare nella vita, e il mio cuore d\u00e0 un balzo di orgoglio, perch\u00e9 mi rendo conto di essere stato fortunato.<\/p>\n<p>Ripenso a tanti piccoli eroi anonimi, quasi tutti di estrazione sociale modesta, la cui presenza, e sia pure occasionale, ha riempito di calore lo sfondo della mia vita, aggiungendosi al calore della mia famiglia; e anche a quelli che ho conosciuto pi\u00f9 tardi, per arrivare fino a quelli che ho l&#8217;onore di conoscere attualmente.<\/p>\n<p>Mi sento un privilegiato; ma ho il sospetto che tutti dovremmo sentirci cos\u00ec, se solo sapessimo guardarci intorno un po&#8217; meglio, e riconoscere le pietre preziose che incontriamo sul nostro cammino, in mezzo ai comuni ciottoli di fiume.<\/p>\n<p>Ripenso, ad esempio, ad Angelo, il negoziante che aveva sempre un sorriso gentile ed un cioccolatino da offrire alle mie bambine, quando entravo nella sua piccola bottega di paese per fare la spesa. Un tumore se l&#8217;\u00e8 portato via quasi da un giorno all&#8217;altro, ma il suo sorriso \u00e8 rimasto nel ricordo di quanti l&#8217;hanno conosciuto.<\/p>\n<p>Oppure ripenso a Regina, la nonnina che viveva sola, perfettamente lucida e dignitosa, a pi\u00f9 di novant&#8217;anni d&#8217;et\u00e0, nel suo appartamento, alle cui finestre splendevano sempre dei bellissimi vasi di gerani, e che sempre si mostrava sollecita del prossimo e si interessava ai problemi degli altri, trovando ogni volta una parola di fede e di incoraggiamento da donare. Era bravissima a lavorare all&#8217;uncinetto; ed erano dei piccoli gioielli quelli che uscivano dalle sue mani.<\/p>\n<p>L&#8217;elenco sarebbe lungo, lunghissimo.<\/p>\n<p>Se lo facessi tutto (ma certo chiss\u00e0 quante persone dimenticherei), alla fine una cosa apparirebbe evidente: che queste persone umili e nascoste, piene di bont\u00e0 e di delicatezza, sono molto, ma molto pi\u00f9 numerose delle persone egoiste e cattive che, pure, ciascuno di noi ha fatto l&#8217;esperienza di incontrare nella propria vita.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una scoperta da poco.<\/p>\n<p>Significa che, nel mondo, la bont\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 diffusa della cattiveria; anche se bisogna aver sviluppato quel minimo di maturit\u00e0 per saperla riconoscere e per apprezzarla al suo giusto valore, per quanto possa vestire i pi\u00f9 umili panni.<\/p>\n<p>E anche quest&#8217;ultima constatazione non \u00e8 cosa poco. Significa che per poter vedere la bont\u00e0 che ci circonda, bisogna esserne degni: perch\u00e9 non si rivela a chiunque, non si rivela alle persone superficiali, distratte, egoiste.<\/p>\n<p>Questo ci riconduce ad una ulteriore verit\u00e0: che, nella vita, niente ci viene dato gratis; o meglio, che tutto ci viene offerto gratis, ma solo allorch\u00e9 noi abbiamo maturato la capacit\u00e0 di apprezzare ogni singola cosa.<\/p>\n<p>Ed giusto che sia cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il dono non pu\u00f2 e non deve essere pi\u00f9 grande della capacit\u00e0 di apprezzarlo da parte di colui che lo riceve.<\/p>\n<p>Non si deve regalare a un bambino un giocattolo pi\u00f9 grande di lui; non si deve regalare a una persona un amore pi\u00f9 grande di lei.<\/p>\n<p>Devono esistere una proporzione e una corrispondenza ben precise fra l&#8217;entit\u00e0 del dono e l&#8217;anima del suo destinatario.<\/p>\n<p>Se questo non avviene, allora il dono non viene capito e il suo destino \u00e8 quello di essere gettato in un angolo e di restare inutilizzato o, peggio, di venire calpestato. Qualcuno disse in proposito: \u00abNon date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perch\u00e9 non le pestino coi loro piedi e, rivoltandosi, vi sbranino\u00bb (Matteo, 7, 6).<\/p>\n<p>E si potrebbero citare molti esempi di persone che non solo non hanno saputo ricavare alcun giovamento da un dono troppo grande che era stato fatto loro, ma che, addirittura, ne hanno ricevuto un danno per la propria evoluzione spirituale.<\/p>\n<p>\u00c8 per questa ragione che una persona piccola e meschina non potr\u00e0 mai comprendere il vero significato dell&#8217;amicizia o dell&#8217;amore: perch\u00e9 l&#8217;amicizia e l&#8217;amore sono doni grandi, per persone grandi.<\/p>\n<p>Una formica non pu\u00f2 capire se il sasso su cui si aggira \u00e8 un sasso qualunque in mezzo a un campo oppure se \u00e8 la cima della montagna pi\u00f9 alta della Terra; perch\u00e9 la formica giudica ogni cosa secondo la propria prospettiva e secondo le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi vede e giudica la realt\u00e0 secondo la propria prospettiva e secondo le proprie capacit\u00e0, ossia in base al livello della propria maturazione spirituale.<\/p>\n<p>Rimanere a bocca aperta davanti a un bel corpo seducente, davanti alla giovinezza e alla ricchezza: queste cose non richiedono alcuna maturazione spirituale e chiunque ne rimanga conquistato, senza desiderare di spingere lo sguardo un po&#8217; oltre, mostra in maniera evidente tutta la propria superficialit\u00e0 e tutta la propria piccolezza.<\/p>\n<p>Infatti le pi\u00f9 grandi qualit\u00e0 dell&#8217;anima, come abbiamo visto, non di rado si nascondo sotto umili apparenze: e saperle riconoscere e apprezzare richiede, se non un&#8217;anima grande, quanto meno una disposizione alla grandezza d&#8217;animo.<\/p>\n<p>Esiste, a questo proposito, un grosso equivoco intorno al concetto di virilit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;opinione corrente, &quot;virile&quot; sarebbe, pi\u00f9 o meno, sinonimo di duro, di brutale, di insensibile; oltre che, si capisce, di potente in senso sessuale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 un&#8217;opinione del tutto sbagliata. La vera virilit\u00e0 \u00e8 sinonimo di forza calma e tranquilla, di noncuranza del superfluo e di capacit\u00e0 di puntare dritto all&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>La vera virilit\u00e0, pertanto, \u00e8 una caratteristica piuttosto rara; n\u00e9 si pu\u00f2 dire che sia una qualit\u00e0 esclusivamente maschile. Al contrario, sono abbastanza rari gli uomini davvero virili, e questo specialmente al giorno d&#8217;oggi; mentre una donna pu\u00f2 essere virile, senza perdere nulla della propria femminilit\u00e0.<\/p>\n<p>Una persona virile \u00e8, quindi, una persona grande: perch\u00e9 solo le persone grandi, o le persone capaci di aprirsi alla grandezza e accoglierla in s\u00e9, sanno riconoscere e apprezzare la grandezza di un&#8217;altra anima.<\/p>\n<p>Le persone inconsapevoli non la vedono neppure, mentre quelle ottenebrate dal falso Ego si infiammano di invidia e di gelosia, perch\u00e9 intuiscono quanto uscirebbero umiliate dal confronto, e fanno di tutto per sminuirla.<\/p>\n<p>Grandezza chiama grandezza, meschinit\u00e0 chiama meschinit\u00e0: ciascuno \u00e8 attratto o respinto secondo le leggi della propria natura.<\/p>\n<p>La vecchia Alice, con le sue lenti che parevano fondi di bottiglia e il suo sorriso buono e mite (una persona buona pu\u00f2 anche non essere mite), era una donna grande.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 dico: &quot;era&quot;?<\/p>\n<p>Alice \u00e8 qui, \u00e8 viva: \u00e8 viva nelle mille e mille persone come lei, piccole, umili, sconosciute. La televisione non parla mai di loro, n\u00e9 lo fanno i giornali. Ma sono loro a mandare avanti il mondo in cui viviamo e a renderlo respirabile, vivibile, col profumo del loro sorriso.<\/p>\n<p>Guai se non ci fossero loro.<\/p>\n<p>Potremmo fare a meno di Cesare o di Napoleone, ma non delle persone come la cara, vecchia Alice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altro giorno mi \u00e8 tornata in mente la signora Alice. 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