{"id":27891,"date":"2013-12-20T07:20:00","date_gmt":"2013-12-20T07:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/12\/20\/perfide-sorelle\/"},"modified":"2013-12-20T07:20:00","modified_gmt":"2013-12-20T07:20:00","slug":"perfide-sorelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/12\/20\/perfide-sorelle\/","title":{"rendered":"Perfide sorelle?"},"content":{"rendered":"<p>Bram Dijkstra \u00e8 il classico intellettuale americano &quot;liberal&quot; e progressista, tanto bene intenzionato quanto politicamente corretto; professore di Letterature comparate alla Universiy of California di San Diego, si \u00e8 concentrato sul ruolo svolto dalle immagini sessuali dell&#8217;Occidente moderno nel determinare gli orientamenti culturali, politici e sociali.<\/p>\n<p>Emblematico \u00e8 il suo voluminoso saggio \u00abPerfide sorelle\u00bb (titolo originale: \u00abEvil Sisters\u00bb, 1996; traduzione italiana di M. Premoli, Milano, Garzanti, 1997), nel quale sostiene che l&#8217;immaginario erotico maschile della tarda modernit\u00e0 si \u00e8 alimentato di un mito antifemminile e razzista volto a demonizzare tanto le donne quanto le razze &quot;inferiori&quot;, per giustificare la supremazia della razza bianca e, all&#8217;interno di essa, del maschio &quot;ariano&quot;.<\/p>\n<p>Niente di originale in una tesi del genere: sono posizioni assai note, di cui abbiamo sentito parlare gi\u00e0 da parecchi autori, anche se, di solito, ciascuno di essi sembra convinto di meritare il primato in fatto di originalit\u00e0. Quel che \u00e8 notevole in questo libro del Dijkstra, oltre alla poderosa mole degli autori e dei documenti citati, \u00e8 lo sforzo notevolissimo, quasi titanico, di allargare il discorso il pi\u00f9 possibile, fino a includere nel calderone dei &quot;cattivi&quot;, cio\u00e8 dei teorici dell&#8217;imperialismo sessista e razzista, un numero sconfinato di esponenti della cultura moderna, da Freud a Jung (ma soprattutto Jung), da Hitler a Batman (s\u00ec, non \u00e8 un errore di stampa: abbiamo scritto proprio Batman), da Spengler a Bram Stoker, dal pittore Philip Burne-Jones (col suo celeberrimo quadro &quot;Il vampiro&quot;), a Lothrop Stoddard: l&#8217;elenco sarebbe lunghissimo e potrebbe seguitare per pagine e pagine, spaziando dalla filosofia all&#8217;arte, dalla psicanalisi al fumetto.<\/p>\n<p>Colpisce, inoltre, la disinvoltura, per non dire la faziosit\u00e0, con cui l&#8217;autore accosta nomi diversi, suggerendo relazioni organiche fra personaggi che hanno avuto la ventura di vivere e operare nello stesso torno di tempo: come quando dice che Jung pubblic\u00f2 il tale studio un anno prima, o un anno dopo, che Hitler facesse la tal cosa; una tecnica di sottile manipolazione dei fatti, mediante la quale si potrebbe suggerire praticamente qualunque cosa a carico di qualsiasi essere umano, per esempio che Gandhi sia stato un nazista o che Erasmo da Rotterdam sia stato un mandante morale dei &quot;conquistadores&quot; che distrussero le civilt\u00e0 precolombiane.<\/p>\n<p>La tesi di Dijkstra si pu\u00f2 sintetizzare in pochissime righe (anche se a lui ne occorrono pi\u00f9 di mezzo migliaio): a partire dai primi anni del XX secolo, i maschi occidentali vollero tenere sottomessa la donna e schiavizzare il resto del mondo, ma avevano bisogno di un alibi morale: lo trovarono inventandosi la leggenda della donna crudele e perversa, della donna dalla vagina dentata che attenta alla virilit\u00e0 dell&#8217;uomo per il puro piacere di umiliarlo e distruggerlo; e inventando anche la leggenda delle razze &quot;inferiori&quot; che complottano nell&#8217;ombra per sovvertire la civilt\u00e0, vanto dell&#8217;uomo bianco, imbastardendola, meticciandola e, qualora ci\u00f2 non sia sufficiente, preparandosi a ad aggredirla fisicamente (egli si sofferma, ad esempio, sulle voci circa le trame giapponesi nel Messico, trame che, nel 1914, erano finalizzate a preparare una invasione di Indiani, di Negri e di Asiatici contro il Sud-ovest degli Stati Uniti d&#8217;America: voce diffusa da Lothrop Stoddard e ripresa da Oswald Spengler).<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che si tratta di una tesi e di un quadro storico che possiedono alcuni elementi di veridicit\u00e0, il che rende l&#8217;insieme della operazione culturale condotta da intellettuali come Dijkstra &#8212; giacch\u00e9 egli \u00e8 in buona compagnia &#8211; ancor pi\u00f9 sottilmente pericolosa di certi &quot;pamphlet&quot; pi\u00f9 rozzamente e ingenuamente costruiti. Qui, infatti, \u00e8 pi\u00f9 difficile cogliere l&#8217;arbitrariet\u00e0 o la malafede che sono sottese all&#8217;esposizione e alle conclusioni dell&#8217;Autore, perch\u00e9 molti argomenti sono sostenuti non solo da una mole imponente di riferimenti culturali assai precisi, ma anche da una prospettiva sociologica e culturale in una certa misura plausibile, se non incontrovertibilmente vera. Per esempio, nessuno potrebbe negare che taluni scrittori, taluni artisti, taluni psicologi e taluni filosofi, specialmente tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX, abbiamo effettivamente mostrato i tratti ideologici descritti da Dijkstra: misoginia, razzismo, paura ossessiva del &quot;diverso&quot; e, nello stesso tempo, pretesa di portare ovunque la propria civilt\u00e0 &quot;superiore&quot;.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che egli non compie il bench\u00e9 minimo sforzo per contestualizzarli obiettivamente, mostrando, cio\u00e8, anche il rovescio della medaglia, e ci\u00f2 facendosi forte, in modo sleale, di quel complesso di colpa per cui l&#8217;Occidente, dopo il 1945, non osa sostenere apertamente che non tutto il magma ideologico che poi and\u00f2 a confluire e a solidificarsi, in modo aberrante, nelle ideologie totalitarie e razziste culminate nel genocidio degli Ebrei, era, in se stesso, infondato o irragionevole; che il malessere per il modo in cui la modernit\u00e0 stava avanzando con passo spietato, instaurando il dominio della macchina, della finanza, del totalitarismo ideologico e del genocidio di classe (ma di quest&#8217;ultimo, Dijkstra non parla) era autentico e giustificato; che non basta accusare qualcuno di anti-femminismo per addossargli anche la correit\u00e0 nel progetto genocida hitleriano; e che la specificit\u00e0 individuale, in nome della quale Dijkstra conduce la sua battaglia civile &#8212; perch\u00e9 egli non \u00e8 uno storico spassionato, ma uno storico militante del costume e delle idee &#8212; non trova affatto la sua garanzia nel mondo multietnico e multiculturale del quale fa l&#8217;apologia, ma vi trova, semmai, il suo definitivo appiattimento e la sua irreversibile sepoltura.<\/p>\n<p>\u00c8 curioso: Dijkstra vorrebbe convincere i suoi lettori del fatto che vedere con timore l&#8217;avanzata della donna &quot;vampiro&quot; significa essere moralmente corresponsabili dell&#8217;Olocausto, e che l&#8217;unica maniera di evitare che simili tragedie tornino a ripetersi, \u00e8 quella di riconoscere &#8212; sono parole sue, quasi alla lettera &#8212; che vi sono tanti sessi quanti sono gli esseri umani e che il mondo sar\u00e0 tanto pi\u00f9 libero, pacifico e armonioso, quanto pi\u00f9 verranno abolite e dimenticate le differenze di genere, di stirpe, di identit\u00e0 collettiva. \u00c8 curioso, perch\u00e9 si vorrebbe ottenere il riconoscimento al diritto della massima &quot;differenza&quot; individuale, bollando per\u00f2 come mostruoso, infausto e potenzialmente genocida il fatto che le identit\u00e0 collettive di genere e di stirpe vengano viste e sostenute come fattori essenziali della civilt\u00e0.<\/p>\n<p>In altre parole: per Dijkstra, va bene che il singolo individuo si dichiari diverso da tutti gli altri, unico e irripetibile, e che ci tenga a difendere in ogni modo la propria essenza specifica; ma non va affatto bene, anzi \u00e8 pericoloso e quasi criminale, che si voglia riconoscere un valore e che si pretenda di difendere la stabilit\u00e0 dell&#8217;essenza di genere (maschile e femminile) e di stirpe (l&#8217; appartenenza ad un determinato popolo, ad una determinata cultura, ad una determinata civilt\u00e0). Del resto, sono tutti cos\u00ec terribilmente prevedibili, questi intellettuali &quot;liberal&quot; anglosassoni: dall&#8217;alto della loro civilt\u00e0 democratica, guardano con estremo sospetto, per non dire con compatimento misto a disprezzo, un continente &#8212; quello europeo &#8212; che si \u00e8 macchiato di tanti crimini contro l&#8217;umanit\u00e0, quanti ne hanno potuti commettere i nazisti nei pochi anni in cui essi sono stati al potere in Germania e hanno dominato l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Ai crimini anglosassoni &#8212; lo sterminio degli Amerindi, le bombe atomiche sul Giappone, la guerra chimica e batteriologica in Vietnam &#8212; non si accenna; si dice solo che le forze da cui ha tratto la sua capacit\u00e0 di suggestione il nazismo, esistevano anche negli Stati Uniti; ma che l\u00ec, &quot;per fortuna&quot;, non c&#8217;era una rigida identit\u00e0 spirituale, n\u00e9 la cultura dell&#8217;uniformit\u00e0: il mondo anglosassone si sarebbe salvato dal nazismo e dalla tentazione del genocidio contro le minoranze, perch\u00e9 aveva in se stesso gli anticorpi della multietnicit\u00e0 e della multiculturalit\u00e0, rappresentati da milioni di immigrati europei che avevano varcato l&#8217;Atlantico in cerca di libert\u00e0 e di rispetto per le loro specificit\u00e0 individuali. Insomma, il solito sermone auto-celebrativo anglosassone.<\/p>\n<p>Quella di Bram Dijkstra \u00e8 la stessa filosofia che spinge, oggi, Barack Obama &#8212; e ieri Zapatero, ora anche Hollande e Cameron &#8211; a porre la questione del riconoscimento del matrimonio gay come la pi\u00f9 urgente e decisiva, da affrontare senza perdere altro tempo, perch\u00e9 non si pu\u00f2 ulteriormente tollerare una cos\u00ec grave violazione del diritto di ciascuno di esercitare la propria libert\u00e0 nell&#8217;ambito dei sacrosanti diritti &quot;naturali&quot;; e che spinge l&#8217;Alta Corte europea a condannare un Paese come l&#8217;Italia, il quale, oltre a salvare, accogliere, sfamare ogni giorno, da anni e anni, qualunque immigrato clandestino, magari senza documenti e, a maggior ragione, senza certificato medico e, dunque, ogni possibile criminale ed ogni possibile portatore di gravi malattie infettive, cerca di porre un sia pur minimo freno all&#8217;invasione e si dota di strumenti legislativi che gli consentano di contenerla e di limitarla.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 convincente dell&#8217;ampio saggio di Dijkstra \u00e8 quella in cui egli suggerisce un legame fra isterismo sessista e razzista e il dilagare di film, programmi televisivi, romanzi e fumetti il cui motivo dominante \u00e8 la lotta necessaria, perch\u00e9 difensiva, contro legioni di donne vampiro, di alieni cattivi, di mostri spaziali o soprannaturali, il tutto in un&#8217;orgia di violenza paranoica che mal nasconde la paura che la societ\u00e0 ha di se stessa, delle proprie contraddizioni e ambiguit\u00e0, delle proprie nevrosi e insicurezze (ad esempio, l&#8217;ossessione della propria omosessualit\u00e0 latente da parte del puro maschio &quot;ariano&quot;, esteriormente cos\u00ec sicuro di s\u00e9, della propria forza, della propria intrinseca superiorit\u00e0 su ogni altro tipo umano).<\/p>\n<p>Anche qui, per\u00f2, la tesi aprioristica e militante dell&#8217;Autore lo spinge ad andare molto oltre il legittimo bersaglio, e a fraintendere gravemente la natura delle sue stesse conclusioni. Invece di rendersi conto che il pericolo dell&#8217;accecamento e del delirio di onnipotenza nasce proprio da quella cultura di massa, e pi\u00f9 specificamente massmediatica, di cui la societ\u00e0 statunitense \u00e8 oggi il massimo esempio, egli si ostina a vedere nella societ\u00e0 americana una societ\u00e0 fondamentalmente &quot;sana&quot;, proprio grazie al &quot;melting-pot&quot; (letteralmente: crogiolo razziale), ossia alla progressiva scomparsa delle identit\u00e0 etniche e culturali; e viceversa a vedere nella societ\u00e0 europea, ancora &quot;colpevolmente&quot; legata al proprio passato di ordine, di certezze, di culture distinte e gelosamente preservate, il modello negativo che deve essere superato &#8211; ovvero, in parole povere, prima criminalizzato (cio\u00e8 distrutto moralmente), poi distrutto materialmente. Proprio quello che sta avvenendo oggi, con la benedizioni di quei poteri oscuri internazionali &#8212; l&#8217;alta finanza, le borse, le multinazionali, le agenzie di rating, le societ\u00e0 segrete o semi-segrete sul tipo degli &quot;Illuminati&quot; &#8212; le quali puntano, a tappe forzate, all&#8217;instaurazione di un super-governo mondiale mediante il quale esercitare il totalitarismo democratico sino alle pi\u00f9 estreme conseguenze.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo quanto dice l&#8217;Autore a conclusione del suo saggio (Op. cit., pp. 513-515):<\/p>\n<p>\u00abTutti noi, uomini E donne &#8211; e ogni altra sfumatura del concetto di s\u00e9 tra questi due poli &#8212; possiamo sottrarci alle immagini feticistiche del sesso che ci circondano soltanto rifiutandoci di accettare il richiamo massmediatico dello stereotipo della &quot;sorella malvagia&quot;. Fantasticare su streghe e demoni, vampiri e lupi mannari, su marte, Venere e sull&#8217;uomo delle caverne dentro di noi, significa perpetuare le fantasie di un mondo che anela alla guerra, significa continuare a essere complici della feticizzazione degli &quot;altri&quot; come &quot;malvagi&quot;, &quot;stranieri&quot; e &quot;inferiori&quot;. Fare questo significa considerare la diversit\u00e0 una malattia.<\/p>\n<p>Il male sta in agguato ALL&#8217;INTERNO di ogni configurazione sociale. \u00c8 un prodotto del nostro concetto di noi stesi, non il risultato della &quot;predestinazione&quot;. I raggruppamenti sono politici; il sesso, la razza,e la classe so accessori fisiologici eticamente e moralmente irrilevanti. Ma i media fanno il possibile per alimentare il nostro desiderio di credere il contrario. Infatti, trasformando il conflitto di sesso e razza nella &quot;realt\u00e0 virtuale&quot; degli spettatori odierni, hanno efficacemente istituzionalizzato le immagini del &quot;razzismo scientifico&quot; sviluppatesi durante i primi anni di questo secolo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Finzioni di rigenerazione personale attraverso la violenza organizzano tuttora il nostro mondo. L&#8217;omogeneizzazione dei media visivi e il rapido declino della nostra capacit\u00e0 di lettura inducono a credere che a molti di noi non sar\u00e0 mai data l&#8217;opportunit\u00e0 di capire che le immagini che ci forniscono i media NON fanno parte della natura umana, NON sono una semplice espressione dei nostri &quot;ISTINTI BASILARI&quot;, ma un rafforzamento delle fantasie sociali di conquista del primo Novecento. I film, i video musicali e la maggior parte dei romanzi di oggi esaltano ancora il &quot;piacere&quot; della sottomissione estatica o della aggressione sadica. Pochi sembrano capire che l&#8217;esaltazione di simili rapporti non rappresenta una liberazione sessuale ma un&#8217;abietta resa ai valori della separazione dualistica e all&#8217;ideologia della paura. [&#8230;]<\/p>\n<p>Qualunque &quot;ordine formale&quot; imposto alla nostra immaginazione sociale non pu\u00f2 essere che profondamente repressivo. Ci siamo illusi che gli eccessi nazisti dell&#8217;inizio del XX secolo fossero poco pi\u00f9 che una spiacevole &quot;aberrazione&quot; nell&#8217;ordinario &quot;progresso&quot; della societ\u00e0. Ma la mentalit\u00e0 genocida era un prodotto di idee che continuano a governare il nostro senso dell&#8217;io. Il mostro del nazismo si aggira ancora tra noi &#8211; perch\u00e9 le funzioni del dualismo sessuale che gli permisero di conquistare il potere ottenebrano ancora le nostre vite.\u00bb<\/p>\n<p>Con siffatto terrorismo psicologico e con una simile teoria della &quot;guerra infinita&quot; contro il nazismo, mostro ognora risorgente dalle mille teste, Dijkstra ci ammonisce a non considerare come rilevanti le differenze di genere e nemmeno quelle etniche, se non vogliamo essere arruolati, magari a nostra insaputa, nelle legioni demoniache che stanno tramando nell&#8217;ombra qualche nuovo orrore, qualche nuova crociata o qualche nuovo genocidio.<\/p>\n<p>Dijkstra se la prende con il dio denaro e gli imputa la responsabilit\u00e0 di questa cultura della violenza e della paura: e sta bene, anzi benissimo; ma non lo sfiora l&#8217;idea che essa non nasca, come lui mostra di credere, dal progetto di distruggere le differenze individuali, bens\u00ec da quello distruggere le differenze collettive: le quali potrebbero anche non essere cos\u00ec totalmente, cos\u00ec irrevocabilmente artificiali come lui mostra di credere.<\/p>\n<p>Il suo ragionamento ha qualcosa di puritano, di dogmatico, di manicheo: o con me, o contro di me; o per il progresso, cio\u00e8 per il relativismo e il soggettivismo pi\u00f9 spinti, oppure per la reazione, anzi per il genocidio, cio\u00e8 per la tradizione e per l&#8217;identit\u00e0 di genere o quella collettiva. E non c&#8217;\u00e8 dubbio da che parte voglia collocarsi chi intende combattere la buona battaglia.<\/p>\n<p>Il suo ragionamento, inoltre, ha qualcosa di schematico, di cupo, di lugubre: in esso non c&#8217;\u00e8 posto, non diciamo per il sorriso e per l&#8217;ironia, ma anche soltanto per il libero confronto fra posizioni diverse. Per esempio: dove metterebbe, Dijkstra, una donna &#8212; e abbiamo ragione di credere che ce ne siano in giro parecchie &#8212; alla quale piace sottomettersi al suo uomo; dove lo metterebbe un extra-europeo che abbia l&#8217;indelicatezza di voler imparare qualche cosa dalla civilt\u00e0 occidentale, sentina di tutti i vizi e incubatrice di tutti gli imperialismi, gli sciovinismi e i razzismi? Probabilmente li metterebbe entrambi a bruciare nel fuoco dell&#8217;Inferno, perch\u00e9 essi costituirebbero la testimonianza vivente del fatto che i suoi ragionamenti sono tutti a senso unico e, pertanto, non tollerano alcuna forma di obiezione o di contraddittorio. Come si fa a contraddire, del resto, uno che si esprime come Dijkstra, se non si ha voglia di passare per dei fiancheggiatori del maschilismo, del razzismo e del genocidio; se non si vuol salire sulla gogna destinata ai malvagi propagatori di una cultura di morte?<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che Dijkstra trascuri cos\u00ec disinvoltamente di spingersi un po&#8217; pi\u00f9 indietro a quei primi anni del XX secolo, nei quali, a suo dire, l&#8217;Occidente e il mondo hanno incubato la terribile malattia che ci ha descritto, la lebbra dell&#8217;anima sempre pronta ad erompere in maniera virulenta e assassina.<\/p>\n<p>Davvero non si rende conto che, al principio del XX secolo, non \u00e8 nata la malattia dell&#8217;Occidente, ma \u00e8 nata la reazione &#8212; spesso patologica anch&#8217;essa, su questo non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio, e talvolta criminale &#8211; alla malattia della modernit\u00e0, cio\u00e8 all&#8217;appiattimento, alla omologazione, alla mercificazione non solo degli individui, ma anche dei popoli &#8212; s\u00ec, anche dei popoli: vedi oggi il caso dei popoli europei della zona &quot;debole&quot;, sbranati in nome della formula magica dei &quot;conti in ordine&quot; -, allo strapotere di chi manovra le leve della speculazione finanziaria internazionale e, attraverso di essa, esercita anche il controllo quasi assoluto dei mezzi d&#8217;informazione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bram Dijkstra \u00e8 il classico intellettuale americano &quot;liberal&quot; e progressista, tanto bene intenzionato quanto politicamente corretto; professore di Letterature comparate alla Universiy of California di San<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[110],"class_list":["post-27891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}