{"id":27884,"date":"2011-12-21T10:28:00","date_gmt":"2011-12-21T10:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/21\/la-perdita-delle-umane-sicurezze-e-una-preziosa-occasione-di-crescita-interiore\/"},"modified":"2011-12-21T10:28:00","modified_gmt":"2011-12-21T10:28:00","slug":"la-perdita-delle-umane-sicurezze-e-una-preziosa-occasione-di-crescita-interiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/12\/21\/la-perdita-delle-umane-sicurezze-e-una-preziosa-occasione-di-crescita-interiore\/","title":{"rendered":"La perdita delle umane sicurezze \u00e8 una preziosa occasione di crescita interiore"},"content":{"rendered":"<p>Se il crollo delle Torri Gemelle a New York, l&#8217;11 settembre del 2001, ha simboleggiato la fine della sicurezza in Occidente dal punto di vista politico e del terrorismo, la gravissima crisi finanziaria che da tre anni ci attanaglia rappresenta la fine irrimediabile di tutte le nostre sicurezze in fatto di lavoro, pensioni, risparmio.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga la fine della sicurezza nella stabilit\u00e0 del clima, dovuta agli effetti ormai evidentissimi del surriscaldamento globale; la fine della sicurezza nella tecnologia, ferita a morte dagli incidenti nei reattori nucleari di Cernobyl e di Fukushima; la fine della sicurezza nella protezione che ci offrono le nostre case e le nostre citt\u00e0, determinata dalle inondazioni di New Orleans, della East Coast nordamericana fino quasi a New York, e, per quel che riguarda la nostra Italia, da quelle delle Cinque Terre e di Genova, nell&#8217;autunno appena trascorso.<\/p>\n<p>Non vi sono pi\u00f9 sicurezze: questo bene impalpabile, che la cultura neoilluminista e scientista ci aveva abituato a considerare come scontato o, comunque, come dovuto, ci si \u00e8 dissolto fra le dita come nebbia al sole; non ne resta che il ricordo. Abbiamo capito che tutto \u00e8 possibile, che niente \u00e8 scontato e nulla ci \u00e8 dovuto; abbiamo finalmente capito quel che non volevamo capire, a dispetto di continui segnali e ammonimenti che la natura, oltre ai nostri stessi errori, frequentemente ci mandava.<\/p>\n<p>Sappiamo che non dobbiamo pi\u00f9 dare per scontato proprio nulla: n\u00e9 di vivere fino a ottant&#8217;anni; n\u00e9 di poter curare un tumore o una leucemia; n\u00e9 di poter goderci in santa pace i nostri risparmi; n\u00e9 di poter andare in pensione a sessant&#8217;anni; n\u00e9 uscire di casa al mattino e ritornarvi felicemente alla sera, senza rischiare di finire sotto le ruote di automobilista ubriaco o sotto i colpi di pistola di un delinquente, magari imbottito dio alcol e droga; n\u00e9 di vedere i figli sistemati, economicamente e affettivamente, dopo averli tirati su, accuditi e protetti per trent&#8217;anni e oltre; n\u00e9 di poter contare indefinitamente su nostra moglie o su nostro marito, che, magari, da un momento ci daranno il benservito, forse dopo parecchi decenni di tranquillo matrimonio; n\u00e9 di ricevere giustizia in un&#8217;aula di tribunale per un danno subito, anche se il nostro buon diritto apparirebbe lampante anche a un cieco; n\u00e9 che i nostri bambini non vengano maltrattati in asilo da maestre sadiche o, a scuola o in collegio, da insegnanti pervertiti.<\/p>\n<p>Non siano sicuri di niente: nemmeno del fatto che un grosso meteorite non cadr\u00e0 domani sulla superficie della Terra e spazzer\u00e0 ogni cosa nel raggio di decine o centinaia di chilometri, come probabilmente accadde sul fiume Tunguska, in Siberia, nel 1908; o come avvenne, ma in forma assai pi\u00f9 catastrofica, nello Yucatan, qualcosa come 65 milioni di anni fa&#8230;<\/p>\n<p>Finalmente la dura scorza della nostra presunzione e della nostra incoscienza si sono incrinate, sono andate in pezzi, e noi possiamo vederci come realmente siamo: dei piccoli esseri presuntuosi che credevano di dominare il mondo, incuranti delle immense distruzioni provocate dalla nostra infinita avidit\u00e0; e che hanno creato una societ\u00e0 apparentemente felice ed efficiente, ma in realt\u00e0 costruita sopra un castello di menzogne vergognose, d&#8217;intollerabili ipocrisie e di mezze verit\u00e0, il tutto all&#8217;insegna dell&#8217;avere, dell&#8217;avere sempre di pi\u00f9, senza limiti e senza pudore, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, magari passando sopra il cadavere del nostro migliore amico, pur di raggiungere denaro, potere e divertimento a volont\u00e0.<\/p>\n<p>Nessun amaro compiacimento nell&#8217;avverbio &quot;finalmente&quot;, nessuna masochistica esultanza per la situazione in cui ci siamo venuti a trovare; piuttosto, la coscienza che solo cos\u00ec, solo dopo aver visto cadere a pezzi le nostre illusorie sicurezze, ci si presenta l&#8217;occasione preziosa e, forse, irripetibile, per fare un po&#8217; di chiarezza in noi stessi, per riscoprire la nostra parte pi\u00f9 vera e per ri-orientare tutta la nostra vita, che stava correndo su dei binari sbagliati e pericolosi, a folle velocit\u00e0, senza pi\u00f9 capotreno n\u00e9 macchinista in grado di controllarla.<\/p>\n<p>Eppure, per trasformare il vicolo cieco, nel quale siamo andati a cacciarci, in una preziosa occasione di crescita e di maturazione interiore e in una riscoperta di quello che realmente \u00e8 importante nella vita, \u00e8 necessario, per prima cosa, capire che non potremo mai pi\u00f9 ritornare alle sicurezze perdute, cos\u00ec come le abbiamo conosciute, o creduto di conoscerle, negli anni passati.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile; forte \u00e8 la tentazione di aggrapparsi a ci\u00f2 che si \u00e8 perduto, di illudersi che bastino alcuni ritocchi per restaurarlo e riprendere la nostra vita come prima, quasi che non fosse accaduto proprio niente di speciale.<\/p>\n<p>Si faccia attenzione al linguaggio corrente, per constatare fino a che punto la presunzione positivista ci ha mentalmente contagiati: si parla tranquillamente di &quot;mettere il territorio in sicurezza&quot;, volendo con ci\u00f2 affermare che bisogna far s\u00ec che non accadano pi\u00f9 frane, o inondazioni, o magari terremoti o maremoti, oppure eruzioni vulcaniche, e insomma che noi umani non corriamo pi\u00f9 rischi nei confronti della natura.<\/p>\n<p>Quando capiremo che nessuna sicurezza totale \u00e8 possibile, perch\u00e9 l&#8217;uomo, sulla Terra, \u00e8 un semplice inquilino temporaneo, e la Terra ha ben altro da fare che stare attenta a non disturbare i nostri importanti e ambiziosissimi progetti, magari rivolti contro di lei e contro tutte le altre specie viventi, quasi che avessimo il monopolio del suo sfruttamento e ogni diritto di fare quel che ci aggrada, ma nessun dovere da rispettare?<\/p>\n<p>Siamo piccoli e fragili; siamo transitori; siamo in balia di forze immense, che possiamo bens\u00ec assecondare, ma non certo domare o soggiogare, come fa il domatore del circo con le bestie feroci: e prima prenderemo consapevolezza di ci\u00f2, e meglio sar\u00e0 per noi. Vivremo pi\u00f9 sereni, abituandoci alla nostra precariet\u00e0.<\/p>\n<p>Nel Medioevo, ovviamente &quot;buio&quot; e &quot;ignorante&quot;, nessuno gridava allo scandalo se un giovane boscaiolo moriva travolto da un albero mentre stava lavorando, o se una giovane donna moriva di parto, magari a vent&#8217;anni; nessuno si sentiva derubato di qualcosa, nessuno considerava la morte come una ladra, come un&#8217;intrusa, anche se, ovviamente, i parenti e gli amici del defunto erano addolorati per la sua scomparsa (peraltro, non pensavano che egli si perdesse nel nulla, ma avevano la ferma speranza di ricongiungersi a lui, al termine della loro vita).<\/p>\n<p>Non ci si sentiva per\u00f2 defraudati, non ci si sentiva traditi o ingannati, e meno ancora si malediceva il Cielo per tanta &quot;ingiustizia&quot;: cos\u00ec era la vita, cos\u00ec \u00e8 la vita, da sempre e per sempre, con buona pace della nostra bioingegneria e di tutte le diavolerie che i nostri apprendisti stregoni in camice bianco, laureati nelle migliori universit\u00e0 e ben decisi a farsi simili a Dio, stanno mettendo a punto nei loro laboratori,con la precisa e dichiarata intenzione di dichiarare scacco matto alla nostra condizione mortale.<\/p>\n<p>Da quando, con l&#8217;ideologia del progresso illimitato e della pubblica felicit\u00e0, l&#8217;Illuminismo ha creato una nuova religione laica, basata sui riti e sui miti della scienza e della tecnica moderne, abbiamo perso la testa e il senso delle proporzioni: impazziti di presunzione e dismisura, immaginiamo di poter capovolgere il corso delle cose, di vendicarci di tutto il male che la natura pensiamo ci abbia fatto (ed ecco Leopardi, cattivo maestro lui pure della modernit\u00e0 arrogante), di &quot;fargliela pagare&quot; e di mostrarle chi \u00e8 che comanda: come il cacciatore bianco, con il casco coloniale in testa e il fucile fra le mani, che si faceva fotografare accanto al corpo della tigre o del leone da lui uccisi, magari calcando lo stivale sulla testa della fiera.<\/p>\n<p>Ebbene: tutto questo dobbiamo lasciarcelo dietro le spalle, perch\u00e9 il mondo non sar\u00e0 mai pi\u00f9 quello, illusorio e farneticante, che ci eravamo costruito nel corso delle ultime dieci o dodici generazioni; a tutte quelle sicurezze dobbiamo dare addio e assumerci il fardello della nostra debolezza, della nostra piccolezza, della nostra labilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 detto che sar\u00e0 un male; anzi, pu\u00f2 scaturirne parecchio bene, se sapremo cogliere l&#8217;occasione e se saremo all&#8217;altezza del cambio di paradigma che, palesemente, s&#8217;impone.<\/p>\n<p>Non vogliamo dire, con ci\u00f2, che sia una bella cosa sapere che il proprio lavoro pu\u00f2 scomparire dal mattino alla sera, che i nostri risparmi possono volatilizzarsi prima che abbiamo potuto goderceli, o che un giro sbagliato di amicizie possa portare nostro figlio nel circuito infernale della tossicodipendenza; e nemmeno che un piccolo delinquente potrebbe sbudellarci per la strada allo scopo di rubarci venti euro: ci mancherebbe altro.<\/p>\n<p>Quel che vogliamo dire \u00e8 che, se l&#8217;insicurezza materiale che contraddistinguer\u00e0, d&#8217;ora in poi, la nostra vita, ci avr\u00e0 insegnato a ritrovare, nel profondo, le antiche certezze che permisero ai nostri padri di stare saldi come rocce anche in mezzo alla povert\u00e0, alla guerra, alle calamit\u00e0 naturali, allora non sar\u00e0 stato invano e, nel cambio, noi guadagneremo forse qualcosa di pi\u00f9 prezioso di quel che avremo perduto.<\/p>\n<p>Infine, le nostre sicurezze si basavano su un misto di illusione e di protervia; non \u00e8 mai una cosa negativa sbarazzarsi di un falso bene e tornare con i piedi per terra, poich\u00e9 solo cos\u00ec si pu\u00f2 ritrovare il senso della realt\u00e0 delle cose &#8211; e di se stessi.<\/p>\n<p>Un mondo illusorio produce individui falsi, simili a bolle di sapone: al primo urto con la realt\u00e0, scoppiano e svaniscono nel nulla. E noi abbiamo bisogno di individui veri, di persone vere, per costruire un mondo solidamente ancorato alla realt\u00e0, anche se proteso &#8211; come \u00e8 giusto e necessario che sia &#8211; verso un ideale che, nella realt\u00e0, non trova mai il suo perfetto compimento, ma sempre rinvia ad una istanza superiore.<\/p>\n<p>L&#8217;inautenticit\u00e0, la falsit\u00e0, l&#8217;inconsistenza, sono le forme oggi pi\u00f9 diffuse di degenerazione della personalit\u00e0; e sono difetti mortali, perch\u00e9 stanno a indicare una carenza dell&#8217;essere o, per essere pi\u00f9 precisi, una netta e pericolosissima prevalenza dell&#8217;avere sull&#8217;essere, dell&#8217;apparire sull&#8217;essere, e, non di rado, del simulare e del dissimulare sull&#8217;essere.<\/p>\n<p>Quando si rinuncia alle sicurezze illusorie, quando si rinuncia alla pretesa dei mettere ogni cosa &quot;in sicurezza&quot;, sia nell&#8217;ambito materiale che in quello spirituale, ci si pu\u00f2 aprire, contestualmente, alla dimensione della permanenza rispetto a quella della transitoriet\u00e0; si pu\u00f2 fondare la propria casa sul terreno solido, donde nemmeno i venti pi\u00f9 impetuosi potranno strapparla: perch\u00e9 nulla pu\u00f2 essere sottratto a chi non stringe nulla, e niente pu\u00f2 essere rubato a chi non considera niente come sua propriet\u00e0 o suo diritto, ma ogni cosa come dono generoso dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che un simile atteggiamento spirituale si pu\u00f2 prestare a un grave fraintendimento: che esso si possa tradurre, cio\u00e8, in una forma di acquiescenza verso il pi\u00f9 forte; ad esempio, nel caso dei rapporti di lavoro, in una rassegnata e totale arrendevolezza del lavoratore nei confronti del padrone, libero di licenziarlo in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Ebbene, diciamo subito che non \u00e8 questo quello che intendevamo, ma tutt&#8217;altro; che questa interpretazione sarebbe una forzatura indebita di quanto sopra abbiamo detto. Esiste l&#8217;ambito della giustizia sociale ed esistono i diritti delle persone, che vanno difesi e tutelati; ma ci\u00f2 non significa che noi abbiamo anche dei &quot;diritti&quot; nei confronti della vita, o della natura, o di chiunque altro, che non si accompagnino ai corrispettivi doveri e che, soprattutto, si possano esercitare a nostra assoluta discrezione, come una cambiale in bianco che si possa riscuotere allo sportello d&#8217;una banca, in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Siano ospiti della Terra, siamo ospiti della vita: dobbiamo ricordarcene sempre. Tutto quello che riceviamo dalla vita, a cominciare dalla vita stessa che stiamo vivendo, \u00e8 dono; non \u00e8 nostro diritto, ma benevolenza di una istanza superiore verso di noi.<\/p>\n<p>Il nostro atteggiamento essenziale verso la vita, pertanto, dovrebbe essere sempre quello dello stupore, del ringraziamento e della lode.<\/p>\n<p>Non siamo qui per imprecare, per maledire, per digrignare i denti e battere i pugni sul tavolo; ma per contemplare, per ringraziare e per lodare incessantemente lo spettacolo meraviglioso dell&#8217;esistente, di cui siamo parte.<\/p>\n<p>E se poi, nella vita, incontriamo anche difficolt\u00e0, fatiche, sofferenze: ebbene, anche di ci\u00f2 dobbiamo lodare e benedire, perch\u00e9 senza di esse non saremmo capaci di apprezzare le cose buone e belle che ci vengono incontro ogni giorno, dal momento del risveglio a quello in cui, stanchi, chiudiamo gli occhi nel riposo notturno, Sapendo che, anche domani, sorger\u00e0 un nuovo sole ad illuminarci&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il crollo delle Torri Gemelle a New York, l&#8217;11 settembre del 2001, ha simboleggiato la fine della sicurezza in Occidente dal punto di vista politico<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-27884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27884"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27884\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}