{"id":27881,"date":"2015-07-28T07:17:00","date_gmt":"2015-07-28T07:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/hanno-perso-lumilta-perche-hanno-perso-la-fede\/"},"modified":"2015-07-28T07:17:00","modified_gmt":"2015-07-28T07:17:00","slug":"hanno-perso-lumilta-perche-hanno-perso-la-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/hanno-perso-lumilta-perche-hanno-perso-la-fede\/","title":{"rendered":"Hanno perso l&#8217;umilt\u00e0 perch\u00e9 hanno perso la fede"},"content":{"rendered":"<p>Parlando con un parroco ultranovantenne, una persona straordinariamente lucida, intelligente e colta, un vero signore d&#8217;un tempo, nel senso migliore del termine, e inoltre una persona mite, sensibile, naturalmente benevola verso tutti, gli abbiamo domandato come mai un numero sempre crescente di preti, oggi, inseguano affannosamente le novit\u00e0 del &quot;secolo&quot;, si mostrino smaniosi di novit\u00e0 e di cambiamenti, insofferenti verso la Tradizione, puntigliosi come protestanti nello studio delle Scritture, incuranti di dare scandalo, nei loro discorsi e perfino nelle loro prediche, a quei credenti di animo semplice, ma di grande fede, che vedono messi in dubbio e, talvolta, addirittura ridicolizzati, valori e convinzioni che, una volta, la Chiesa insegnava come fondamentali e che ora, chi sa perch\u00e9, improvvisamente paiono passati di moda, come se fosse impossibile dirsi cristiani senza far proprio il punto di vista della modernit\u00e0: razionalista, scientista, progressista ad ogni costo, anche a dispetto del buon senso e del buon gusto.<\/p>\n<p>Don Nilo, cos\u00ec si chiama quel buon vecchio parroco, nello studio della sua canonica, letteralmente zeppo di libri e manoscritti, in cima alla collina su cui sorge, appollaiato, il piccolo paese che sembra un&#8217;isola felice nel mare della bruttezza e della volgarit\u00e0 ovunque dilaganti, ci guard\u00f2 un attimo negli occhi, come seguendo un proprio pensiero; e poi disse piano, ma con estrema decisione, come cosa del tutto evidente: \u00abPerch\u00e9 hanno perso la fede\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco: hanno perso la fede, e non lo sanno; accecati dal proprio orgoglio intellettuale, fieri delle proprie letture, pi\u00f9 o meno dotte, pi\u00f9 o meno ben digerite, gonfi di superbia e convinti che la Chiesa abbia quanto mai bisogno del loro intervento per essere scrollata, risvegliata, migliorata, a furia di scossoni, convinti di essere indispensabili per il rinnovamento ecumenico del cristianesimo e perch\u00e9 il Vangelo sia riportato alla purezza delle sue origini, si sono fatti seguaci di un nuovo culto e di un nuovo idolo, quello del Progresso con la &quot;p&quot; maiuscola; e guardano con diffidenza, disprezzo, ostilit\u00e0, chiunque osi attraversar loro la strada, vale a dire tutti quei cristiani , i quali, al contrario di essi, non intendono affatto gettare alle ortiche duemila anni di Tradizione, che considerano, al pari delle Scritture, come il pilastro della Rivelazione. Quelli che pensano che, se nelle Scritture non si parla del culto dei Santi, o della Madonna, non per questo ci si deve vergognare di tali culti, come fanno tanti preti &quot;progressisti&quot; e &quot;modernisti&quot;, i quali non esitano a sminuire e anche deridere ci\u00f2 che era buono e santo per la fede di tante anime pure e buone fino a ieri, e che tale \u00e8 stato considerato per secoli e secoli, secondo l&#8217;insegnamento della sacra Tradizione, a cominciare dagli scritti, divinamente ispirati, dei Padri della Chiesa.<\/p>\n<p>Hanno perso la fede, ma non se ne sono accorti: gli altri lo vedono, lo sentono, lo percepiscono immediatamente e infallibilmente, perch\u00e9 dai loro discorsi, dai loro atteggiamenti, non traspaiono n\u00e9 l&#8217;umilt\u00e0, n\u00e9 la mansuetudine, n\u00e9 il senso della spiritualit\u00e0, del mistero, del soprannaturale; si riempiono la bocca con gran discorsi sulla giustizia sociale, sostengono che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 stato un vero rivoluzionario, affermano che non bisogna attendersi il Regno di Dio nell&#8217;altra vita, ma che bisogna instaurarlo ora, adesso, subito; il che non \u00e8 sbagliato, ma \u00e8 una mezza verit\u00e0, dunque una menzogna.<\/p>\n<p>Di fatto, sono diventati dei seguaci dello gnosticismo, perch\u00e9 pensano che, per essere dei veri cristiani, bisogna aver letto tanti libri difficili, bisogna elevarsi al di sopra delle semplice fede delle persone comuni, s\u00ec da attingere alle verit\u00e0 che rimangono nascoste a tutti gli altri; e, inoltre, sono diventati seguaci del pelagianesimo, perch\u00e9 non pensano pi\u00f9 alla fragilit\u00e0 dell&#8217;uomo, non parlano del peccato, non chiedono l&#8217;aiuto della Grazia: a sentir loro, l&#8217;uomo \u00e8 gi\u00e0 buono in se stesso, \u00e8 perfetto, deve solo armarsi di tenacia e di coraggio, e cos\u00ec, senza tante storie, pu\u00f2 gi\u00e0 realizzare il Regno di Dio, il Paradiso in terra, il tempo della perfetta giustizia.<\/p>\n<p>Di Dio, in realt\u00e0, non hanno bisogno: per questo \u00e8 cos\u00ec raro sentirli parlare di Lui; e, se pure ne parlano, lo fanno mettendo sempre in primo piano l&#8217;uomo, cio\u00e8 se stessi, anche nella relazione con Dio: loro, proprio loro, sono gli annunciatori del Vangelo, quasi che il Vangelo che annunciano fosse il loro, come se fosse opera loro, come se fosse parola pronunciata da loro, e non gi\u00e0 parola di Dio.<\/p>\n<p>Ci sembra pi\u00f9 che mai opportuno rileggere quanto scriveva padre Giacinto M. Giuriato a commento dell&#8217;Esortazione al clero di Pio XII, nel suo libro \u00abMenti nostrae&#8230;\u00bb (Roma, Edizioni paoline, 1955, pp. 116-120):<\/p>\n<p>\u00abLa parola umilt\u00e0 viene da due vocaboli latini: &quot;humi alitus&quot;, che significano: nutrito o coricato per terra. \u00c8 umile chi, conoscendo sinceramente il proprio nulla, sta prostrato davanti a Dio, che \u00e8 tutto. S. Tommaso definisce l&#8217;umilt\u00e0: &quot;Una virt\u00f9 che porta la volont\u00e0 ad un sincero abbassamento e disprezzo di s\u00e9, regolato dalle cognizioni con cui la persona si conosce per quello che \u00e8, e lo esprime negli atti esteriori&quot; (2a 2ae, q. 161, a.6). Se l&#8217;umilt\u00e0 dovesse limitarsi soltanto agli atti esterni e non si fondasse invece sulla sincera conoscenza e convinzione del proprio nulla, sarebbe superbia. Per evitare ogni interpretazione errata e ogni concetto meno esatto su una virt\u00f9 cos\u00ec importante per la mia perfezione sacerdotale, devo studiare attentamente la vita di Ges\u00f9 e di Maria. [&#8230;]<\/p>\n<p>La virt\u00f9 dell&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 una preziosa eredit\u00e0 tramandataci da Ges\u00f9. Prima di Lui gli uomini non la conoscevano che di nome: i diseredati della fortuna maledivamo la loro sorte e i grandi della terra si guardavano bene dall&#8217;abbassarsi fino a coloro che essi ritenevano inferiori a s\u00e9. Ges\u00f9 fu il primo a conciliare insieme ci\u00f2 che \u00e8 grande con ci\u00f2 che \u00e8 umile: dal primo momento della Sua esistenza, infatti, fino alla morte di croce, presenta se stesso come perfetto modello di umilt\u00e0 ed invita tutti a imparare da Lui a essere umili: &quot;Discite a me, quia mitis sum et humilis corde&quot; (Mt. X, 29). [&#8230;] Ges\u00f9 \u00e8 umile quando opera miracoli: al lebbroso risanato e ai due ciechi guariti Egli ingiunge di non dir nulla con nessuno: &quot;Vide, nemini dixeris; Videte, ne quis sciat&quot; (Mt. VIII, 4; IX, 30). Neppure quando risuscita i morti vuole essere lodato: infatti, richiamata a vita la fanciulla morta, Ges\u00f9 comanda di non far sapere nulla a nessuno: &quot;Praecipit illis vehementer ut nemo id sciret&quot; (Mc., V, 43). E se la gente, ammirata della sua potenza, vuole prenderlo per farlo re, Ges\u00f9 fugge e si nasconde sul monte (Giov., VI, 15). Signore e Maestro, Egli lava i piedi ai suoi Apostoli (Giov., XII, 14) e comanda a questi di essere servitori di tutti se vorranno essere i pi\u00f9 grandi davanti a Dio, come ha fatto il Figliuolo dell&#8217;Uomo, che non \u00e8 venuto per essere servito, ma per servire (Mt., XX, 26-28), XXIII, 2). Tutta la vita di Ges\u00f9 m&#8217;insegna che Egli non ha mai cercato la Sua gloria (Giov., VIII, 50).<\/p>\n<p>Se dall&#8217;umanit\u00e0 di Ges\u00f9 passo a considerare l&#8217;umanit\u00e0 di Maria, la lezione continua sulla stessa linea. Maria rimane umilissima dopo di aver udito le parole dell&#8217;Angelo: &quot;Ave, gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus&quot; (Lc. I, 28); si turba anzi a questo elogio, proprio perch\u00e9 sente che la sua umilt\u00e0 si allarma. Che cosa infatti aveva fatto per meritare un tale saluto, per sentirsi tributare un tale onore? Pi\u00f9 Ella vi pensa e meno riesce a comprendere che si tratta di Lei. \u00c8 solo la sua umilt\u00e0 che le ispira quelle parole: &quot;Ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum&quot;. E posso star sicuro che Maria ha un concetto giusto dell&#8217;umilt\u00e0. Se medito infatti le parole del suo &quot;Magnificat&quot;, mi accorgo che in esse c&#8217;\u00e8 una bellissima e insuperabile lezione di vera umilt\u00e0. &quot;Beatam me dicentomnes generationes&quot;. Tutte le generazioni mi chiameranno beata! Sembrano parole sature di superbia e non sono che un riconoscimento umile e sincero di quanto l&#8217;Altissimo ha operato in Lei.[&#8230;]<\/p>\n<p>Senza umilt\u00e0 io dunque non sono al mio posto e non posso di conseguenza trovarmi nella paxce. Ritenendomi qualche cosa io glorifico me stesso e glorificando me stesso io commetto un atto di falsit\u00e0 perch\u00e9 so bene che tutto mi ha dato Dio, un atto d&#8217;ingiustizia perch\u00e9 mi do una lode che \u00e8 dovuta interamente al Creatore e non alla creatura, un atto d&#8217;ipocrisia perch\u00e9 mi faccio passare per migliore di quello che sono. Tutto questo \u00e8 disordine e Dio non pu\u00f2 sopportarlo, anzi lo detesta e quindi punisce giustamente questo superbo insolente, mentitore e ladro. Non mi colpisce con la Sua giustizia direttamente: si allontana solo da me: &quot;Humilibus dat gratiam, superbis resistit&quot;. E di qui la caduta grave.\u00bb<\/p>\n<p>A coloro che annunciano il Vangelo, dunque, si addice la virt\u00f9 dell&#8217;umilt\u00e0, del farsi piccoli, del considerarsi semplici strumenti di un Disegno superiore, pi\u00f9 che a chiunque altro: nulla stona e stride, come vedere un prete che, invece di farsi umile strumento del Vangelo, si arroga il diritto di annunciarlo quasi che fosse merito suo, quasi che lui avesse capito il modo giusto di farlo, mentre la Chiesa, per quasi duemila anni, non lo avrebbe compreso, o non avrebbe saputo farlo; nulla irrita e disgusta pi\u00f9 di un sacerdote che, assumendo quasi l&#8217;aria di essere lui, e lui solo, o unicamente quelli che la pensano come lui, a detenere la chiave per la retta interpretazione della Buona Novella, cerca di piegare le parole eterne di essa per realizzare un fine umano, magari anche nobile in se stesso &#8212; instaurare la giustizia e la pace sulla terra -, ma, comunque, un fine puramente umano, in una prospettiva puramente umana, come se la Grazia fosse nulla, come se l&#8217;esempio dell&#8217;umilt\u00e0 di Cristo fosse nulla, come se Dio fosse una variabile secondaria, o, tutt&#8217;al pi\u00f9, un benevolo testimone delle nostre imprese, delle nostre lotte, della nostra sete di giustizia, che sta a noi realizzare, e soltanto a noi, con le nostre sole forze.<\/p>\n<p>Non entrano loro, potremmo dire parafrasando il Vangelo, e impediscono di entrare anche a quelli che lo vorrebbero: tali sono quei sacerdoti, i quali, senza rendersi conto di aver perso la fede, e di sentire, pensare, parlare ed agire come se il Vangelo fosse una dottrina puramente umana, e quasi una loro scoperta personale, e come se fosse merito loro se esso pu\u00f2 dischiudere anche i cuori pi\u00f9 induriti e le menti pi\u00f9 superbe al mistero ineffabile, e soprannaturale, della Grazia divina, rappresentano in realt\u00e0 un motivo di scandalo per il loro gregge, e specialmente per le anime buone e semplici, aliene da ogni malizia, che si fidano dei loro pastori e che, non sospettando in essi dei lupi travestiti da agnelli, temono di essersi smarrite al cospetto di Dio e vagano confuse, perdono la speranza e la carit\u00e0, forse anche la stessa fede.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 cosa sulla quale insista maggiormente l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9, cos\u00ec come ci viene riportato dai Vangeli e confermato dalla Tradizione, come il bisogno dell&#8217;umilt\u00e0, il dovere dell&#8217;umilt\u00e0, la virt\u00f9 dell&#8217;umilt\u00e0, ossia la capacit\u00e0 di farsi piccoli davanti a Dio, quale condizione assolutamente necessaria per ricevere ed accogliere con lo spirito giusto la Rivelazione divina. Ges\u00f9 dice e ripete continuamente che bisogna farsi piccoli e umili di cuore, per essere degni della Grazia; che bisogna diventare simili ai fanciulli, per entrare nel regno dei Cieli; e rende lode al Padre, esultando, perch\u00e9 ha nascosto la Verit\u00e0 divina ai superbi e ai sapienti, mentre a Lui \u00e8 piaciuto di rivelarla ai piccoli. Non si tratta, quindi, di un dettaglio, di una cosa secondaria: questo \u00e8 il cuore del Vangelo. Da tutto il Discorso della Montagna, che \u00e8 il nucleo vivo e fondamentale dell&#8217;insegnamento cristiano, traspare la priorit\u00e0 assoluta del farsi piccoli e umili di cuore davanti a Dio, per poter essere degni della Sua grazia.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, delle due, l&#8217;una: o questi preti &quot;progressisti&quot; e superbi hanno scoperto qualcosa di pi\u00f9 e di meglio del Vangelo di Ges\u00f9: ed in tal caso, onestamente e lealmente, dovrebbero spretarsi e abbracciare la loro nuova fede, e proclamare la loro nuova verit\u00e0, proclamando a voce alta che la Chiesa ha sbagliato tutto e che sta tradendo l&#8217;umanit\u00e0; oppure essi, credendo di essere nel giusto, si sono posti, in realt\u00e0, fuori del Vangelo, fuori della Verit\u00e0, fuori della Chiesa, e in tal caso dovrebbe essere la cristianit\u00e0 a scacciarli lontano da s\u00e9, come indegni ministri e come lupi travestiti da agnelli, che intossicano e minacciano il gregge loro affidato, seminando scandalo e zizzania a piene mani. \u00abTertium non datur\u00bb.<\/p>\n<p>A maggior ragione sono indegni di rivestire l&#8217;abito sacerdotale quei preti che benedicono le unioni omosessuali, che predicano a favore dell&#8217;aborto e dell&#8217;eutanasia, che si mettono a cantare e a ballare in chiesa, che criticano incessantemente il santo Magistero, per strappare una facile popolarit\u00e0 e per attirare l&#8217;attenzione del pubblico, forse dei mezzi di comunicazione di massa. Hanno perso la fede, ma non hanno il coraggio di ammetterlo e di trarne le necessarie conclusioni. Vorrebbero rimanere nella Chiesa, piuttosto, e scacciarne gli altri: quelli che non la pensano come loro. Davanti a tanta sfrontatezza, a tanta arroganza, a tanta protervia, \u00e8 forse eccessivo parlare d&#8217;una presenza diabolica?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlando con un parroco ultranovantenne, una persona straordinariamente lucida, intelligente e colta, un vero signore d&#8217;un tempo, nel senso migliore del termine, e inoltre una persona<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[237],"class_list":["post-27881","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27881","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27881"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27881\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}