{"id":27880,"date":"2015-11-09T06:31:00","date_gmt":"2015-11-09T06:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/09\/perdere-il-significato-cristiano-della-domenica-equivale-a-perde-la-propria-anima\/"},"modified":"2015-11-09T06:31:00","modified_gmt":"2015-11-09T06:31:00","slug":"perdere-il-significato-cristiano-della-domenica-equivale-a-perde-la-propria-anima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/09\/perdere-il-significato-cristiano-della-domenica-equivale-a-perde-la-propria-anima\/","title":{"rendered":"Perdere il significato cristiano della domenica equivale a perde la propria anima"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei segni pi\u00f9 evidenti, e tuttavia pi\u00f9 silenziosi, e passato quasi inosservato, della marcia trionfale della globalizzazione verso l&#8217;appiattimento, l&#8217;omologazione e la desacralizzazione del mondo, \u00e8 stata, senza dubbio, la cancellazione della domenica in quanto tempo sacro contrapposto al tempo profano; cancellazione che si \u00e8 consumata nel giro di pochi anni e che, salvo qualche voce isolata e perfettamente inascoltata, \u00e8 passata come fosse la cosa pi\u00f9 natale del mondo, mentre, di fatto, ha abolito una tradizione millenaria, fra le pi\u00f9 caratterizzanti della nostra civilt\u00e0. Come dire che se n&#8217;\u00e8 andato un pezzo della nostra anima, del nostro passato, della nostra tradizione, senza che nessuno fiatasse; senza che la Chiesa facesse udire una parola chiara e inequivocabile, a partire dal pi\u00f9 alto livello gerarchico; e senza che il mondo della cultura, non solo cattolico &#8211; perch\u00e9 la cultura \u00e8 un fatto umano e riguarda tutti i membri della societ\u00e0 &#8212; si ribellasse o avanzasse la pi\u00f9 blanda riserva, o mostrasse la pi\u00f9 timida perplessit\u00e0. Nessun intellettuale, n\u00e9 cattolico, n\u00e9 laico, ha trovato scandalosa, o anche solo inopportuna e discutibile, la cosa; tutti, o quasi tutti, complice la crisi produttiva che sembra giustificare qualsiasi strategia volta a restituire forza alla domanda interna &#8212; a far ripartire i consumi, in parole povere &#8211; hanno trovato la cosa quanto mai naturale: il fatto, cio\u00e8, che la Nuova Famiglia Italiana (o quel che di essa rimane) non vada pi\u00f9 a celebrare la domenica alla Santa Mesa, pregando e raccogliendosi nella riflessione sui valori morali, oppure che si conceda un meritato riposo o una sana distrazione, magari andando a trovare i parenti anziani o i propri cari defunti; ma che essa si rechi nel tempio pagano per eccellenza: il Supermercato, il Concessionario automobilistico o, meglio ancora, il Centro commerciale, ove si \u00e8 sollecitati a spendere il pi\u00f9 possibile, cos\u00ec, irrazionalmente, anche senza avere un vero bisogno, e ad adorare istintivamente tutte quelle merci scintillanti, quei vestiti, quei televisori, quei computer, quei prodotti cosmetici che promettono l&#8217;eterna giovinezza.<\/p>\n<p>L&#8217;abolizione della sacralit\u00e0 domenicale e la trasformazione della festivit\u00e0 religiosa settimanale nella celebrazione di un edonismo neopagano senza freni n\u00e9 limiti, nella quale, liberi dagli impegni di lavoro, ci si immerge integralmente nel banchetto consumistico, o trascurando la propria famiglia, o, peggio ancora, trascinando la famiglia, a cominciare dai bambini, nel clima perverso di una cieca adorazione delle cose, ha segnato un punto di non ritorno nella nostra visione spirituale della vita; per essere pi\u00f9 precisi, ha segnato la distruzione della visione spirituale per sostituirla con una visione grettamente materialistica, edonista e utilitarista, al centro della quale non in vi sono pi\u00f9 gli affetti, i valori e la trascendenza del sacro, ma una servile e mortifera divinizzazione degli oggetti, un culto irresponsabile e delirante dell&#8217;acquisto, dell&#8217;esibizione e dello spreco di sempre nuove merci quali rozzi surrogati dei beni spirituali.<\/p>\n<p>Possiamo distinguere almeno tre distinte componenti in questo evento: la componente culturale, quella giuridica e quella morale.<\/p>\n<p>Da una prospettiva culturale, si tratta del punto d&#8217;arrivo di tutta una linea di tendenza della nostra societ\u00e0, sempre pi\u00f9 suggestionata dal modello americanista, stregata e sedotta dai suoi miti e dai suoi riti: un esempio per tutti \u00e8 stato la sovrapposizione, incoraggiata da genitori, maestre e altri adulti, alla commemorazione dei defunti, pia tradizione cristiana ad alto contenuto spirituale, con la festa neopagana, malvagia e satanica di Halloween, la notte delle streghe, dei fantasmi e dei vampiri, nella quale bambini e adolescenti sono sollecitati a tirare fuori la propria parte peggiore, anche con atti di incivilt\u00e0 e vandalismo, esercitando forme di minaccia e di ricatto nei confronti del prossimo e immergendosi in un clima di trasgressione alquanto diseducativo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista giuridico, abbiamo assistito, sotto la presidenza del massone Mario Monti, un presidente non eletto dal popolo italiano, ma nominato sotto la pressione di poteri forti finanziari &#8212; gli stessi che, guarda caso, sono interessati alla soppressione della domenica in quanto festivit\u00e0 cristiana -, alla abolizione del divieto di apertura festiva degli esercizi commerciali. Tutti coloro che hanno almeno una quarantina d&#8217;anni ricorderanno come anche questa tendenza fosse gi\u00e0 in atto, e che gi\u00e0 da alcuni anni questo o quel supermercato aprisse le porte alla domenica, magari dopo averlo annunciato sulla stampa locale, per poi subire una ispezione da parte della Guardia di Finanza ed essere pesantemente multato. Quindi la decisione del governo Monti ha trovato il terreno preparato da una opinione pubblica, o, quanto meno, da una parte della Confcommercio, che vedevano l&#8217;obbligo di chiusura settimanale come una camicia di forza imposta dalle pubbliche autorit\u00e0, e, pertanto, come un ostacolo da rimuovere quanto prima.<\/p>\n<p>Dal punto di vista morale, infine, e specialmente dal punto di vista della morale religiosa, si \u00e8 trattato di uno degli eventi pi\u00f9 traumatici che abbiano colpito la nostra societ\u00e0, anche se, lo ripetiamo, esso non \u00e8 apparso tale, perch\u00e9 si \u00e8 imposto nell&#8217;arco di pochissimo tempo e senza quasi che la coscienza collettiva abbia avuto modo di registrarne l&#8217;impatto. Per la vita dell&#8217;anima, per il suo bisogno di raccoglimento e di silenzio, per i valori negativi che tale trasformazione comporta, non esitiamo a dire che si \u00e8 trattato di una autentica catastrofe, i cui effetti non saranno meno funesti per il fatto di non essere chiaramente riconoscibili e valutabili. Ma \u00e8 certo che, in una situazione complessiva della nostra societ\u00e0 che gi\u00e0 vedeva limitati al massimo gli spazi, anche esteriori, della preghiera, della spiritualit\u00e0, del sano e doveroso colloquio dell&#8217;anima con se stessa (e, per i credenti, con Dio), la chiusura dello spazio pi\u00f9 importante, anche per il suo valore simbolico, e, peggio, la sua profanazione e la sua riconversione in uno spazio violentemente, aggressivamente consumistico, non far\u00e0 che peggiorare lo stato di angustia, di anemia, di disgregazione e sfarinamento spirituale e morale in cui egli versa, aggravando il male fondamentale dell&#8217;uomo contemporaneo: l&#8217;alienazione dal suo centro interiore.<\/p>\n<p>Ci paiono quanto mai pertinenti le osservazioni con le quali il teologo Raimondo Spiazzi &#8212; nato nel 1918, morto nel 2002, domenicano, studioso prestigioso e infaticabile, autore di oltre 2.500 pubblicazioni, molte delle quali di cristologia e di mariologia &#8211; concludeva un ampio ragionamento sul significato cristiano della festivit\u00e0 domenicale (in: R. Spiazzi, \u00abScientia salutis. I fondamenti teologici del ministero pastorale\u00bb (Edizioni Romane Mame, 1960, pp. 201-203):<\/p>\n<p><em>\u00abVerso la pienezza della visione in una gloria senza veli tende l&#8217;anima cristiana e gravita tutto il cristianesimo. Secondo san Tommaso [&#8230;], la Nuova Legge, che \u00e8 perfettiva dell&#8217;Antica, \u00e8 a sua volta provvisoria e imperfetta per rapporto all&#8217;ultimo stadio dell&#8217;umanit\u00e0, la partecipazione perfetta alla vita divina nei cieli. Il Cristianesimo \u00e8 pertanto essenzialmente escatologico e finalistico, \u00e8 la religione dell&#8217;aldil\u00e0, che d\u00e0 all&#8217;anima una tensione ultraterrena, anche se non proscrive le cose dell&#8217;al di qua, ma insegna a usarne in ordine al cielo (1 Cor., 7, 31).<\/em><\/p>\n<p><em>La domenica \u00e8 il girono speciale in cui si pensa e si agisce in modo speciale in vista del cielo. \u00c8 l&#8217;&quot;ottavo giorno&quot;, il giorno cio\u00e8 della nuova creazione, inaugurata da Cristo con la sua resurrezione e pervasa da energie divine comunicate dallo Spirito che &quot;rinnova la faccia della terra&quot;. Qui come in cento altri aspetti della vita della Chiesa che si svolge nel mondo tra l&#8217;Ascensione la Parusia, si riscontra la presenza di un elemento di commemorazione e di un elemento di attesa e di speranza. Viene commemorata la risurrezione di Cristo e si riaccende l&#8217;attesa fiduciosa della seconda venuta, , nella speranza del trionfo finale. I due elementi anzi si uniscono in una sintesi, poich\u00e9 la Chiesa fa passare i suoi figli al Regno dove hanno compimento le loro speranze, attraverso la partecipazione al mistero della morte e della risurrezione di Cristo. Il senso anagogico (come ha detto San Tommaso) della domenica \u00e8 quello di un giorno in cui la vita cristiana viene sempre pi\u00f9 orientata verso la gloria eterna e fatta gi\u00e0 inizialmente partecipe della gioia, pace, libert\u00e0 spirituale, lode di Dio che \u00e8 retaggio dei giusti in cielo.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella domenica pertanto si costruisce veramente la Gerusalemme celeste, la Chiesa come citt\u00e0 del cielo, composta di pietre vive, prese dalla terra ma levigate e aggiustate per la costruzione celeste. Il popolo sacerdotale approfondisce in quel giorno la propria sacralit\u00e0. Celebra i fasti della propria regalit\u00e0 divina. D\u00e0 a Dio la testimonianza della sua fedelt\u00e0 e della sua rispondenza alla vocazione eterna con cui \u00e8 stato chiamato. I fedeli cessano in quel giorno di essere gli uomini della macchina, del lavoro, dell&#8217;agitazione terrestre, per entrare nei padiglioni di Dio quasi godendo, nella contemplazione e nella partecipazione ai divini misteri, un anticipo del riposo eterno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 la Chiesa che con tutti i suoi membri si esprime come Sposa che chiama insistentemente e ardentemente lo Sposo: Vieni, Signore Ges\u00f9! (Apoc., 22, 17, 20). E in questo chiamarlo, con ansia sempre nuova, gi\u00e0 a lui si dona, sempre pi\u00f9, si trasforma in lui, diventa suo possesso, suo Corpo, in modo sempre pi\u00f9 perfetto, finch\u00e9 venga il giorno pieno. Cos\u00ec si compie il mistero della domenica, in ci si concentra il mistero stesso della Chiesa, come convocazione degli uomini in una celebrazione che \u00e8 immagine e figura del riposo eterno, che \u00e8 inizialmente offerto gi\u00e0 adesso a coloro che sono diventati &quot;partecipi del Cristo&quot; (Ebr., 3, 14)., ossia di tutti i beni salutari presenti e futuri che egli ci concede &quot;a questo patto: che teniam ferma sino alla fine la salda fiducia che avevamo da principio&quot; (ib.).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro, peraltro, che non dobbiamo commettere l&#8217;errore di confondere la causa con l&#8217;effetto e che, quindi, non dobbiamo pensare che la preservazione o, un domani, l&#8217;eventuale ristabilimento della sacralit\u00e0 domenicale (cosa comunque altamente improbabile) porteranno, di per s\u00e9, ad un ritorno delle persone verso una vita spirituale pi\u00f9 autentica, vissuta in armonia con se stesse e non in funzione dei riti pi\u00f9 ottusi e sfrenati del diabolico consumismo. Al contrario: \u00e8 stato proprio l&#8217;allontanamento dell&#8217;uomo contemporaneo dalle sorgenti della vita spirituale a rendere possibile il &quot;colpo di mano&quot; del signor Monti e di tanti imprenditori, nonch\u00e9 di milioni di consumatori, dal quale \u00e8 scaturito l&#8217;annientamento del significato religioso e cristiano della domenica.<\/p>\n<p>La nostra presente riflessione vorrebbe essere aperta non solo ai credenti, ma a tutte le persone di buona volont\u00e0 e di onesto sentire; vorremmo che ciascuna di esse riflettesse su cosa \u00e8 andato perduto e su cosa \u00e8 stato guadagnato dal cambiamento in questione. Non si tratta solo di aver sostituito lo squillo gioioso delle campane con il rumore disordinato del traffico automobilistico, il sacerdote con le commesse del centro commerciale, l&#8217;Eucarestia con la celebrazione dei riti neopagani del consumo compulsivo; \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 e di peggio: \u00e8 l&#8217;ulteriore, drammatico, e &#8212; forse &#8211; irreversibile allontanamento dell&#8217;uomo da se stesso, dal proprio centro di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Il centro di gravit\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 la vita dell&#8217;anima; per il credente, al centro della vita dell&#8217;anima c&#8217;\u00e8 l&#8217;incontro con Dio &#8212; un incontro che ha bisogno di ritmi lenti, di silenzio, di riflessione, di quiete e di pace. Se l&#8217;uomo si allontana da quel centro, perde se stesso: e nessuna merce, nessun vestito firmato, nessun oggetto tecnologico di ultima generazione, riuscir\u00e0 a riempire quel bruciante senso di vuoto, quella disperante sensazione di abbandono e solitudine. Uccidendo la domenica, l&#8217;uomo contemporaneo uccide se stesso: perch\u00e9 la domenica, il giorno del Signore, \u00e8 anche il giorno in cui si celebra la sua pi\u00f9 vera umanit\u00e0, e in cui ciascuno va alla ricerca della parte migliore di se stesso. La parte migliore di un uomo o di una donna non si trovano fra le vetrine scintillanti dei negozi, ma nel dialogo con Dio e con i propri cari: quelli vivi e quelli che lo hanno preceduto sulla strada dell&#8217;eternit\u00e0, e che non sono meno vivi per il fatto di esser divenuti invisibili.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che il sospetto di un grande complotto satanico ai danni dell&#8217;uomo contemporaneo, di cui la distruzione della festivit\u00e0 religiosa domenicale \u00e8 solo un anello, si fa strada con forza sempre maggiore: basta riflettere un poco, e ci si accorge che tutto torna, che certe coincidenze diventano significative e vanno a formare, come le tessere di un vastissimo mosaico, un disegno preciso, dai contorni inequivocabili. Accorgersi di questo, vuol dire essere gi\u00e0 sulla strada della salvezza. Ecco perch\u00e9 dobbiamo impedire che la domenica diventi la celebrazione del Diavolo: per salvare le nostre anime, attualmente in gravissimo pericolo. Sappiamo bene che dire ci\u00f2 significa passare per dei profeti di sciagura, per visionari e allucinati. Ma chi \u00e8 a suggerire simili critiche, a ridicolizzare questo allarme? Egli ha un nome: \u00e8 l&#8217;antico Nemico dell&#8217;uomo, che si serve dei suoi docili schiavi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei segni pi\u00f9 evidenti, e tuttavia pi\u00f9 silenziosi, e passato quasi inosservato, della marcia trionfale della globalizzazione verso l&#8217;appiattimento, l&#8217;omologazione e la desacralizzazione del mondo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-27880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}