{"id":27874,"date":"2018-04-22T06:34:00","date_gmt":"2018-04-22T06:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/22\/perche-e-mercenario-e-non-glimporta-delle-pecore\/"},"modified":"2018-04-22T06:34:00","modified_gmt":"2018-04-22T06:34:00","slug":"perche-e-mercenario-e-non-glimporta-delle-pecore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/22\/perche-e-mercenario-e-non-glimporta-delle-pecore\/","title":{"rendered":"\u00abPerch\u00e9 \u00e8 mercenario e non gl&#8217;importa delle pecore\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il vecchio sacerdote mi guarda con un sorriso dolce, ma un&#8217;ombra di malinconia nello sguardo, e quell&#8217;ombra mi colpisce pi\u00f9 di un aperto sfogo, perfino pi\u00f9 che se lo vedessi piangere e sospirare, perch\u00e9 conosco la sua pazienza, la sua forza e la sua serenit\u00e0, cui non \u00e8 mai venuto meno in mezzo secolo di vita consacrata: <em>Perch\u00e9 questo, sai, caro amico, \u00e8 un momento un po&#8217; cos\u00ec&#8230; Questa notte ho fatto un sogno, era quasi un incubo. Tutto il giorno avevo pensato a questi preti, a queste suore&#8230; In sono vedevo e udivo certe cose, che mi lasciavamo profondamente amareggiato; mi son svegliato al suo della mia stesa voce, mentre dicevo: \u00abNo, non potete, non cos\u00ec<\/em>&#8230;\u00bb. E intanto mi guarda con quei suoi occhi azzurri trasparenti, con quel suo sorriso dolce, ma una piega un po&#8217; amara sulle labbra, e io provo una pena profonda, ma pi\u00f9 che pena \u00e8 una sorda collera, una senso di radicale indignazione. Mi guarda e non so che cosa rispondergli; vorrei dirgli qualcosa, qualcosa che lo incoraggi, che gli restituisca quella serenit\u00e0 che ogni giorno, per cinquanta anni, lui ha distribuito ai fedeli, ai frequentatori della piccola chiesa; ma che dire che lui gi\u00e0 non sappia, e senza cadere nella banalit\u00e0 pi\u00f9 insulsa? Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di parole, questo; non \u00e8 tempo di frasi vuote, di circostanza. Sarebbe come parlare del tempo a bordo di una ave che \u00e8 stata speronata e che rischia di affondare fra le onde.<\/p>\n<p>In quel momento, un pensiero mi attraversa la mente: quest&#8217;uomo anziano, che ha speso la vita prendendosi cura delle pecorelle del gregge di Cristo (senza dire, come diceva don Milani, <em>I care<\/em>, <em>me ne importa<\/em>, ma dimostrandolo coi fatti, perch\u00e9 la sua porta \u00e8 sempre stata aperta alle persone con ogni genere di problemi, dai peccatori straziati dal rimorso alle vittime della ossessione diabolica) \u00e8, a sua volta, anche lui una pecorella, della quale i suoi pastori, a cominciare dal vescovo, dovrebbero prendersi cura, come della luce dei loro occhi: perch\u00e9 \u00e8 per merito di ministri come lui che la Chiesa sta in piedi e riesce a fare del ben. Ma so che non \u00e8 cos\u00ec: so che lo ignorano; e so che il comportamento di tanti pastori \u00e8 ci\u00f2 che lo fa soffrire. Allora mi ritorna alla mente quel bellissimo e commovente brano del <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (10, 1-16), nel quale Ges\u00f9 parla del buon pastore e dei falsi pastori che non amano le pecore, n\u00e9 mai darebbero la vita per difenderle, ma che sono pronti a scappare non appena vedono i lupi avvicinarsi al gregge per rapirle e disperderle:<\/p>\n<p><em>\u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un&#8217;altra parte, \u00e8 un ladro e un brigante.\u00a0Chi invece entra per la porta, \u00e8 il pastore delle pecore.\u00a0Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.\u00a0E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perch\u00e9 conoscono la sua voce.\u00a0Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch\u00e9 non conoscono la voce degli estranei\u00bb.\u00a0Questa similitudine disse loro Ges\u00f9; ma essi non capirono che cosa significava ci\u00f2 che diceva loro.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: io sono la porta delle pecore.\u00a0Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.\u00a0Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar\u00e0 salvo; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo.\u00a0Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l&#8217;abbiano in abbondanza.\u00a0Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.\u00a0Il mercenario invece, che non \u00e8 pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;\u00a0egli \u00e8 un mercenario e non gli importa delle pecore.\u00a0Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,\u00a0come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.\u00a0E ho altre pecore che non sono di quest&#8217;ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Non si \u00e8 comportato da buon pastore l&#8217;arciprete locale, che non ha mai nascosto la sua diffidenza, per non dire la sua ostilit\u00e0, nei confronti di questo vecchio, integerrimo sacerdote; n\u00e9 il vescovo, che non lo ha mai degnato di una vista pastorale, e fa finta che non esista nemmeno; e neppure il papa, che non cessa di dare scandalo alle sue pecorelle, ma anche ai pastori del suo gregge, fra i quali vi sono tanti altri sacerdoti come questo: persone degne, spirituali, desiderose solo di aiutare e salvare le anime loro affidate, eppure quotidianamente ostacolate, amareggiate, criticate, perch\u00e9 non sono sufficientemente moderne, sufficientemente in linea con le &quot;riforme&quot; del signor Bergoglio. Quanti sono i sacerdoti e quante le suore, a cominciare dai Francescani dell&#8217;Immacolata, ai quali il signor Bergoglio e il suo clero progressista, i Sosa, i Galantino, i Paglia, sono stati e sono quotidianamente di scandalo? Il loro numero \u00e8 legione, ma non si vedono, tacciono e soffrono in silenzio, come, appunto, i Francescani dell&#8217;Immacolata. Non \u00e8 gente usa ad alzar la voce, a protestare, a far parlare di s\u00e9; perci\u00f2 non li si vede, \u00e8 come se non ci fossero. Ma ci sono, e dell&#8217;anima di ciascuno di essi il neoclero progressista sar\u00e0 chiamato a rendere conto. Non \u00e8 giusto che un sacerdote quasi ottantenne, dopo una vita intera spesa nella sua missione di pastore del piccolo gregge, debba essere spinto nella palude dell&#8217;angoscia, del dubbio, dell&#8217;amarezza, solo perch\u00e9 un gruppo di modernisti si \u00e8 impadronito del vertice della Chiesa. E non \u00e8 giusto che vengano rivalutati dei sacerdoti che hanno provocato divisione e sofferenza, come don Lorenzo Milani, o dei vescovi che hanno sparso a piene mani il mal seme di un progressismo fin troppo palesemente ideologico, come Tonino Bello, mentre questi sacerdoti miti e modesti, silenziosi e obbedienti, vengono calpestati tutti i giorni e vengono offesi col silenzio, col disprezzo, con l&#8217;insofferenza dei loro superiori gerarchici, i quali si son lasciati conquistare dalle &quot;novit\u00e0&quot; del mondo: vecchie, in realt\u00e0, quanto il mondo, e decrepite nella loro sostanza, sotto il belletto delle mode passeggere.<\/p>\n<p>Ora la &quot;chiesa di papa Francesco&quot; (come se esistesse una chiesa di papa Francesco; come se la Chiesa, con la maiuscola, non fosse sempre e solo di Ges\u00f9 Cristo!) si \u00e8 messa in capo di riabilitare tutti i ribelli, gli irrequieti, gli scontenti, che sono stati i precursori della conquista della Chiesa da parte del modernismo. Blaterando della &quot;chiesa dei poveri&quot; (altra espressione priva di senso, cio\u00e8 eretica, perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 la Chiesa di tutto il popolo di Dio, poveri e ricchi, belli e brutti, bianchi e neri), i progressisti hanno fatto entrare nella Chiesa il cavallo di Troia delle categorie della cultura moderna, laicista, irreligiosa e massonica: hanno distrutto quel che era specifico della vera Chiesa e della visione cattolica del mondo, la capacit\u00e0 di porsi al di sopra del contingente, dell&#8217;effimero, dello storicismo, per abbracciare l&#8217;infinito e l&#8217;eterno. Credono, i progressisti, di aver realizzato un gran progresso: sono convinti che ora il cristianesimo \u00e8 stato messo nella giusta prospettiva, perch\u00e9 guarda il mondo negli occhi, perch\u00e9 ragiona come il mondo, perch\u00e9 non evade di fronte ai problemi sociali, politici e perfino ecologici; e non vedono che lo hanno distrutto. Il cristianesimo non fuggiva davanti ai problemi della contemporaneit\u00e0, n\u00e9 fingeva di non vederli: semplicemente, li guardava con l&#8217;occhio dell&#8217;assoluto, come \u00e8 giusto che faccia chi ha compreso il Vangelo. Ges\u00f9 non si faceva assorbire dalle contingenze storiche; non permetteva loro di relativizzare le sue Parole; era Lui che imponeva la prospettiva dell&#8217;assoluto alle cose di quaggi\u00f9, e chi voleva seguirlo, doveva partire da qui: dalla rinuncia alla contingenza e dalla volont\u00e0 di abbracciare l&#8217;assoluto, facendosi abbracciare da Dio. I progressisti credono, e insegnano, che un Dio cos\u00ec sia un Dio oppiaceo: ma ci\u00f2 accade perch\u00e9 essi sono diventati, in tutto e per tutto, dei marxisti, malamente travestiti da cattolici, e non lo sanno, o non lo vogliono sapere. Siccome hanno fatto indigestione di materialismo storico, essi pensano, proprio come pensava Marx, che, se non si parla dell&#8217;economia, della fame, dello stomaco, si sta tracciando la via verso l&#8217;alienazione; e poich\u00e9 essi vogliono scrollare da s\u00e9 questa orribile etichetta, di essere stati collaboratori dell&#8217;alienazione dell&#8217;uomo e, quindi, del suo sfruttamento, si gettano tutti dalla parte opposta: quella del mondo. Pur di liberarsi dal loro complesso di essere cattolici, questi marxisti che non sanno di esserlo preferiscono non parlare nemmeno del Vangelo, ma solo dei rifugiati, dell&#8217;accoglienza, dei poveri, della &quot;strada&quot;: sono preti di strada, vescovi di strada, teologi di strada, perfino cardinali di strada. Che bello. Peccato che sia un&#8217;assurdit\u00e0 e anche un&#8217;ipocrisia, come quella dei comunisti al caviale, dei marxisti con un reddito ad almeno cinque zeri. Oppure dicono che il Vangelo \u00e8 questo, e lo riducono alle sole opere di misericordia materiale (quella spirituale non conta, per loro): il segno visibile della loro concezione \u00e8 dato dalle chiese e dalle basiliche trasformate in dormitori e refettori per i &quot;poveri&quot; e i &quot;migranti&quot; (i poveri di spirito non li vedono neppure, e quanto ai poveri di casa nostra, non si pu\u00f2 dire che li abbiamo mai commossi tanto come questi stranieri islamici e africani). Potrebbero farli dormire e farli mangiare in altri locali, ma no: devono usare le chiese, proprio perch\u00e9 le chiese sono fatte per pregare, per cercare Dio, per farsi riempire dall&#8217;Assoluto, e questo a loro non piace, d\u00e0 loro fastidio. Quello che vogliono \u00e8 dare uno schiaffo ai cattolici che, secondo loro, sono tradizionalisti e conservatori, e quindi, va da s\u00e9, chiusi, gretti ed egoisti: vogliono impedire loro di entrare in chiesa a pregare, e costringerli a vedere le chiese trasformate in refettori e dormitori. Lo vogliono fare per pura arroganza, per il puro gusto di &quot;fargliela vedere&quot;, per imporre la loro concezione ideologica del Vangelo come prosecuzione della lotta di classe. E siccome lo possono fare, perch\u00e9 hanno dalla loro parte tutto il vertice della neochiesa, o fanno; anche in questo sono moderni: ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare, si fa, e tanto peggio per chi non \u00e8 convinto (proprio come nel caso della neoscienza, ad esempio della bioingegneria): \u00e8 il primato della prassi sulla dottrina, del fare sul pregare: \u00e8 il rovesciamento dell&#8217;autentico Vangelo. Si tratta di una rivalsa, di una vendetta, di una manifestazione di rancore mascherata da accoglienza e da solidariet\u00e0. Ma per essere accoglienti e solidali, ripetiamo, non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di fare strame delle basiliche, ci sono migliaia di locali vuoti nelle diocesi e nelle parrocchie, ora che i semimari son rimasti deserti: e magari son rimasti deserti proprio perch\u00e9 la Chiesa ha imboccato la strada del progresso, ha smesso di annunciare la Buona Novella di Ges\u00f9 Cristo e si \u00e8 messa predicare la giustizia a nome dei poveri, in senso classista ed economico. Come se non ci fosse anche un&#8217;altra povert\u00e0, non meno terribile, anzi, sovente assai pi\u00f9 terribile: quella della lontananza da Dio&quot;! E pur di piacere al mondo, questi cattolici progressisti tacciono su tutto quel che al mondo darebbe fastidio: tacciono sull&#8217;aborto, sulle unioni civili, sulle adozioni gay, sull&#8217;eutanasia. Del divorzio neanche a parlarne, roba da archeologia industriale; del resto, chi ha ancora voglia di sposarsi, oggi, anche fa i cattolici, se non gli omosessuali e le lesbiche militanti, per far vedere che anche loro hanno diritto a formare una famiglia e ad avere dei bambini, come tutti gli altri?<\/p>\n<p>Penso ai tesori di spiritualit\u00e0 che non vengono pi\u00f9 citati, perch\u00e9 la spiritualit\u00e0 \u00e8 passata di moda; alle grandi figure dell&#8217;ascetismo cattolico, che non vengono pi\u00f9 ricordate, perch\u00e9 ci si vergogna di esse, come di parenti imbarazzanti, un po&#8217; picchiati; penso ai fini intellettuali come Marcel de Corte, come Samek Ludovici, come Correa de Oliveira, come Gomez Davila, come Giovanni Papini (un gigante, specialmente in mezzo a tutti questi nani!), e constato che i cattolici progressisti non fanno mai i loro nomi, anzi, se possono fanno finta di non sapere neanche chi sono; in compenso, non si stancano di levare alle stelle i preti modernisti, come Buonaiuti, o eretici, come de Chardin, o ribelli e irrequieti, come don Milani, o sobillatori di disordini, come certi preti guerriglieri dell&#8217;America Latina. Non parliamo neppure di san Tommaso d&#8217;Aquino: a chi interessa pi\u00f9 la <em>Summa theologiae<\/em>? Ora \u00e8 tempo di Karl Rahner, di Hans K\u00fcng, di Walter Kasper; \u00e8 il tempo dei Vigan\u00f2, degli Spadaro, di tutta la turba del politicamente corretto. Ora \u00e8 il tempo in cui la grande stampa &quot;cattolica&quot;, come il settimanale <em>Famiglia Cristiana<\/em>, nel celebrare Tonino Bello, si chiede cosa ci sia in comune fra lui e papa Francesco, e ovviamente conclude: il Concilio (n. del 22 aprile 2018). Vero: e fin troppo eloquente. Non hanno in comune Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 il Magistero e la Tradizione; hanno in comune il Concilio. Esso, per costoro, non solo rinnova, ma sostituisce e abolisce la Tradizione, cambia il Magistero. Il Concilio \u00e8 una nuova chiesa, una nuova pentecoste; i pi\u00f9 &quot;onesti&quot; di loro, come quelli della scuola di Bologna, lo dicono: ebbene s\u00ec, il Concilio fu una rottura. Ed ecco perch\u00e9 il nostro amico sacerdote si sente solo, ecco perch\u00e9 quel velo di tristezza si \u00e8 posato sul suo sguardo limpido. Tutto ci\u00f2 che gli \u00e8 stato insegnato, e ha insegnato a sua volta; tutto ci\u00f2 che per cui ha vissuto, ora viene sminuito, denigrato, ignorato, dalla neochiesa progressista; e molte cose che lo offendono, che lo feriscono, che gli sono incomprensibili e inaccettabili, vengono magnificate <em>in alto loco<\/em>. L&#8217;altro giorno una suora, con aria di sfida, voleva ricevere la Comunione in mano, ben sapendo come la pensa lui. \u00c8 questa la tristezza di non essere santi, diceva L\u00e9on Bloy&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vecchio sacerdote mi guarda con un sorriso dolce, ma un&#8217;ombra di malinconia nello sguardo, e quell&#8217;ombra mi colpisce pi\u00f9 di un aperto sfogo, perfino pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,236],"class_list":["post-27874","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27874"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27874\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}