{"id":27869,"date":"2018-02-01T07:38:00","date_gmt":"2018-02-01T07:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/01\/perche-siete-cosi-paurosi-non-avete-ancora-fede\/"},"modified":"2018-02-01T07:38:00","modified_gmt":"2018-02-01T07:38:00","slug":"perche-siete-cosi-paurosi-non-avete-ancora-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/01\/perche-siete-cosi-paurosi-non-avete-ancora-fede\/","title":{"rendered":"\u00abPerch\u00e9 siete cos\u00ec paurosi? Non avete ancora fede?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il momento, invero drammatico, che, come cristiani, stiamo vivendo, induce pi\u00f9 di qualcuno verso lo scoraggiamento, la tristezza, la disperazione. \u00c8 tale lo sgomento in chi si accorge che il pericolo pi\u00f9 grave viene non dal di fuori, ma dall&#8217;interno della Chiesa in cui \u00e8 nato e vissuto, in cui ha sempre avuto la massima fiducia, e che considera, giustamente, il Corpo mistico di Cristo, che molti sono come paralizzati, sono come intorpiditi, quasi si trovassero sotto l&#8217;effetto di un incantesimo maligno; altri si sentono frustrati, abbandonati, e perci\u00f2 scivolano nel pessimismo, rinunciano a lottare, a sperare; altri ancora provano un vero e proprio senso di colpa, si sentono in colpa perch\u00e9 l&#8217;evidenza li ha portati a formulare un giudizio estremamente critico sul neoclero, su molti sacerdoti e sullo stesso papa. Infatti, \u00e8 paradossale, ma psicologicamente comprensibile, che dubitare del papa faccia sentire in colpa coloro i quali dubitano, pi\u00f9 o meno come un bambino che subisce abusi o molestie da suo padre si sente in colpa per il fatto di nutrire sentimenti negativi verso di lui. Come, nutrire del rancore verso il proprio padre: che cosa orribile! E tuttavia, si tratta di un genitore snaturato, di un bruto, di un delinquente sessuale: ma \u00e8 pur sempre il padre, e il bambino o la bambina si sentono colpevoli, loro, che sono le vittime innocenti, e non c&#8217;\u00e8 niente da fare: s\u00ec, sono colpevoli, forse hanno fatto qualcosa che non andava bene, forse non hanno capito, hanno sbagliato a pensar male di lui, del loro padre. \u00c8 terribile, ma \u00e8 cos\u00ec. E ora molti cattolici, anime buone, anime pie, si sentono interiormente a disagio, si sentono &quot;sporchi&quot;, perch\u00e9 pensano male di Paglia, che celebra la memoria gloriosa di Pannella; di Galantino, che ordina di accogliere tutti gl&#8217;invasori islamici; e del papa, che offende Dio e bestemmia Ges\u00f9 e la Madonna con discorsi orripilanti, di una blasfemia da trivio, da caserma (<em>Ges\u00f9 fa un po&#8217; lo scemo<\/em>&#8230; <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo, brutto che fa schifo<\/em>.., _3Cem>la Madonna avr\u00e0 pensato che Dio le ha raccontato solo bugie<\/em>, ecc.).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un aspetto che pu\u00f2 sembrare secondario, invece \u00e8 parte integrante della tragedia di chi \u00e8 stato vittima di abusi: il fatto di sentirsi colpevole e, perci\u00f2, meritevole della violenza che ha subito. Ogni buon cattolico \u00e8 cresciuto nell&#8217;idea che il papa, capo della Chiesa e vicario di Cristo, \u00e8, per definizione, saggio, amorevole e degno d&#8217;incondizionata fiducia; inoltre \u00e8 ritenuto infallibile quando parla ufficialmente in materia di fede. Perci\u00f2, aver dovuto assistere alle quotidiane profanazioni della fede da parte di Bergoglio, ha riempito l&#8217;anima di milioni di persone di una tristezza immensa. Esse vedono, soffrono, ma, sovente, non osano trarre le logiche conclusioni; preferiscono dare la colpa a se stesse, si auto-accusano di aver male interpretato, di essere indocili e malfidenti, di non nutritrice in se stesse l&#8217;autentico spirito cristiano, fatto di obbedienza e mansuetudine&#8230; Come le vittime degli stupri, fanno una fatica tremenda a dire: <em>Io non ho alcuna colpa; \u00e8 lui che sta agendo in maniera pessima!<\/em> Oltretutto, sono quasi sempre persone modeste, umili, sensibili e pi\u00f9 che scrupolose, le quali preferirebbero cento volte incolpare se stesse, piuttosto che formulare un pensiero &quot;cattivo&quot; nei confronti del prossimo: figuriamoci, poi, verso il papa, pastore supremo e successore di san Pietro alla guida della Chiesa. E, difatti, quel che sta accadendo nella Chiesa \u00e8 realmente qualcosa di simile a uno stupro: la vera Sposa di Cristo viene stuprata dalla neochiesa, la quale ha l&#8217;ardire di presentarsi come se fosse lei la legittima consorte del Signore; ed \u00e8 come se i buoni cattolici venissero stuprati, subiscono una terribile violenza morale e spirituale, che li sconvolge sino al profondo. Facciamo un esempio, uno fra mille: la C.E.I., per bocca del suo quotidiano, <em>L&#8217;Avvenire<\/em>, e della Commissione nazionale per la valutazione dei film, un suo organismo, formula un giudizio altamente elogiativo per il film di Luca Guadagnino: <em>Chiamami con il tuo nome<\/em>, una squallida storia di erotismo fra due invertiti, uno dei quali minorenne. A sentire tali valutazioni, pare che il cinema italiano abbia partorito un capolavoro, e, soprattutto, che un cattolico non possa desiderare di vedere un film migliore, pi\u00f9 delicato, pi\u00f9 intelligente, pi\u00f9 profondo. E un vero cattolico, davanti a simili affermazioni, rimane turbato e soffre in silenzio.<\/p>\n<p>Ecco: il peccato di cui si rendono responsabili i membri del neoclero \u00e8 doppiamente tremendo, perch\u00e9 comprende anche l&#8217;auto-colpevolizzazione delle loro vittime, cio\u00e8 dei buoni cattolici ai quali essi sono di scandalo, ma che non osano formulare un giudizio di condanna verso di loro e, perci\u00f2, preferiscono condannare se stessi, aggiungendo una nuova sofferenza alle loro sofferenze. Si attua cos\u00ec un vero e proprio rovesciamento dei ruoli: l&#8217;innocente si sente indegno, spregevole, si sente rifiutato e abbandonato da Dio, e si allontana, sempre pi\u00f9 angosciato e disperato, da quel porto di salvezza nel quale vorrebbe trovar rifugio: si sente un reietto, senza pi\u00f9 un luogo dove andare. La sua casa era la Chiesa: ma adesso \u00e8 la Chiesa che lo giudica e lo condanna per aver visto lo scandalo ed essersene rattristato; la falsa chiesa vuol fargli credere che non c&#8217;\u00e8 alcuno scandalo, che va tutto bene, e che \u00e8 lui a non capire, a non essere un buon cattolico, un vero seguace del Vangelo. Egli si sente intrappolato nella prigione della solitudine, che aumenta la sua angoscia; vorrebbe poter aprire il suo cuore a qualcuno, potersi confidare, potersi sfogare, ricevere un buon consiglio. Vorrebbe anche confessarsi, se quello che prova \u00e8 un peccato: ma dove andare, a chi rivolgersi? Ormai gran parte del clero pare condividere incondizionatamente, entusiasticamente tutte le parole e le azioni di Bergoglio, dei vescovi come Perego, dei superiori come Sosa; oppure, se nutre dei dubbi, preferisce tenerli per s\u00e9, il che \u00e8 giusto, e non desidera sentirli esprimere da altri, il che \u00e8 profondamente sbagliato, perch\u00e9 un sacerdote deve ascoltare la sofferenza delle anime che a lui si rivolgono. Perci\u00f2 i buoni cattolici, oggi, soffrono tre volte: perch\u00e9 vengono quotidianamente scandalizzati dai loro stessi pastori e rischiano di smarrire la fede; perch\u00e9 istintivamente vorrebbero ribellarsi, ma temono di esser loro a sbagliare, per cui si sentono colpevoli dello scandalo, mentre sono le vittime; e perch\u00e9 non hanno a chi rivolgersi, nessuno pare disposto ad ascoltarli, a confortarli, a sostenerli, e cos\u00ec si consumano in un crescente senso di solitudine, di abbandono e d&#8217;isolamento.<\/p>\n<p>Eppure, la via d&#8217;uscita c&#8217;\u00e8; e non \u00e8 una via nuova, anche se le circostanze attuali sono, effettivamente, straordinarie: \u00e8 la via di sempre. \u00c8 Ges\u00f9. Seguire Ges\u00f9, rivolgersi a Lui, invocare Lui, significa ritrovare automaticamente la strada, per quanta confusione possa esserci nelle anime e, purtroppo, anche fuori di loro, nel corpo visibile della Chiesa. Rileggiamo l&#8217;episodio della tempesta sedata, nella versione del <em>Vangelo di Marco<\/em> (4, 35, 41):<\/p>\n<p><em>In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: \u00abPassiamo all&#8217;altra riva\u00bb.\u00a0E lasciata la folla, lo presero con s\u00e9, cos\u00ec com&#8217;era, nella barca. C&#8217;erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollev\u00f2 una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: \u00abMaestro, non t&#8217;importa che moriamo?\u00bb.Destatosi, sgrid\u00f2 il vento e disse al mare: \u00abTaci, calmati!\u00bb. Il vento cess\u00f2 e vi fu grande bonaccia.\u00a0^40^Poi disse loro: \u00abPerch\u00e9 siete cos\u00ec paurosi? Non avete ancora fede?\u00bb. E furono presi da grande timore e si dicevano l&#8217;un l&#8217;altro: \u00abChi \u00e8 dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La nostra situazione \u00e8 simile a quella dei discepoli: siamo sulla barca, soffia un vento fortissimo, il lago \u00e8 in tempesta, la barca rischia di affondare e abbiamo paura. Molta paura. Ci sembra che, da un momento all&#8217;altro, la barca s&#8217;inabisser\u00e0 nelle acque, e noi con essa. Allora vorremmo gridare anche noi a Ges\u00f9: <em>\u00abMaestro, non t&#8217;importa che moriamo?\u00bb.<\/em> Ci sembra che Lui stia dormendo, che non s&#8217;interessi di quel che ci sta capitando, che non se ne preoccupi affatto; ci sentiamo abbandonati, come se fossimo soli di fronte all&#8217;estremo pericolo. E dimostriamo, con ci\u00f2 stesso, la nostra poca fede. Se avessimo davvero la fede, la vera fede, non dubiteremmo, non ci spaventeremmo, n\u00e9 ci sembrerebbe di essere soli e abbandonati: sapremmo che Lui \u00e8 l\u00ec, sempre, vicino a noi, per il semplice fatto che lo ha promesso: <em>Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro<\/em> (<em>Mt<\/em> 18, 20). E ancora: <em>Non sia tubato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me<\/em> (<em>Gv<\/em> 14, 1). Avere la fede equivale a non sgomentarsi, a non avere paura; avere paura equivale a non avere la fede, o ad averne troppo poca. Il coraggio, non siano noi che ce lo possiamo are, non \u00e8 l&#8217;uomo a darselo da se stesso: il coraggio viene dalla fede, e la fede viene d Dio. <em>Perch\u00e9 siete cos\u00ec paurosi? Non avete ancora fede?<\/em><\/p>\n<p>Nel <em>Vangelo di Matteo<\/em> (8, 26) la frase di Ges\u00f9 \u00e8 molto simile: <em>Perch\u00e9 avete paura, uomini di poca fede?<\/em>; nel <em>Vangelo di Luca<\/em> (8, 24), \u00e8 ancora pi\u00f9 essenziale, quasi bruciante: <em>Dov&#8217;\u00e8 la vostra fede?<\/em> Come ha fatto, del resto, in occasione di tutti i miracoli che ha operato per il bene degli uomini, Ges\u00f9 Cristo mette direttamente in relazione l&#8217;aiuto di Dio con la fede degli uomini: chi ha fede non viene abbandonato; chi ha fede non \u00e8 mai solo; chi ha fede non deve aver paura di nulla, n\u00e9 sgomentarsi di fronte a nulla. Non una fede generica, non una fede qualsiasi, tanto meno una fede sincretista (come quella ormai apertamente auspicata e predicata da Bergoglio, quando impartisce la benedizione in nome del <em>Dio di tutte le confessioni<\/em>: discorso ai membri della Croce Rossa Italiana del 31 gennaio 2018), bens\u00ec la fede in Lui, in Ges\u00f9 Cristo, Figlio del Padre e Dio Egli stesso, Verbo incarnato, Salvatore e Redentore del mondo, se il mondo Lo vuole accogliere e Lo vuol riconoscere; non se il mondo lo odia e lo rifiuta. Ges\u00f9 non vuole redimere alcuno per forza e contro sua voglia; se lo facesse, non sarebbe il Dio dell&#8217;amore, che ci tratta da amici e da figli, ma il dio tiranno, che ci tratta da burattini e da schiavi. Se qualcuno insegna che Dio redime tutti gli uomini, mente sapendo di mentire; perch\u00e9 Dio vuole che gli uomini collaborino e partecipino alla propria redenzione; vuole che dicano &quot;s\u00ec&quot; alla sua offerta d&#8217;amore, il che non pu\u00f2 avvenire se restano sprofondati nei loro peccati e se, volgendo le spalle a Lui, adorano gli idoli, sia che si tratti degli dei delle false religioni (sicch\u00e9 non si dovrebbe neanche parlar di religioni, perch\u00e9 la vera religione \u00e8 una sola), sia che si tratti dei feticci del materialismo: il potere, il denaro, il piacere, la gloria terrena.<\/p>\n<p>Questa affermazione far\u00e0 sobbalzare sulla sedia i sostenitori del dialogo inter-religioso e a maggior ragione quelli dell&#8217;ecumenismo a ogni costo i quali diranno: <em>Ma come! Mettere Buddha, Maometto, Mos\u00e8, sullo stesso piani degli idoli materiali! Quale imperdonabile rozzezza, quale mancanza di tatto, quale fanatismo cattolico!<\/em> Fatevene una ragione, cari signori, voi che amate le marce di Assisi e le messe ecumeniche; e metteteci pure dentro anche Lutero, Melantone, Calvino e compagnia bella, con o senza i francobolli commemorativi delle Poste Vaticane. Anzi, guardate un po&#8217; cosa arriviamo a dirvi: che Lutero, Calvino, Maometto, sono ancora pi\u00f9 pericolosi, per la vera fede, degli idoli del successo, del potere, della lussuria, perch\u00e9 fuorviano gli uomini sul piano intellettuale e dietro un&#8217;apparenza di <em>pietas<\/em>, mentre gli idoli, almeno, si vede bene cosa sono e cosa significa adorarli, e chi lo fa, non pu\u00f2 certo dire d&#8217;essere stato ingannato o d&#8217;essere caduto in un equivoco. Ma, replicheranno prontamente quei signori, per metterci a tacere, la\u00a0dichiarazione apostolica <em>Nostra aetate<\/em>, del 28 ottobre 1965, al cap. 2, afferma che\u00a0<em>la Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto \u00e8 vero e santo in queste religioni<\/em>, ossia nelle religioni non cristiane. Appunto: e questa \u00e8 una delle ragioni (ve ne sono parecchie altre) per cui \u00e8 arrivato il tempo d&#8217;impugnare il Concilio Vaticano II tutto intero e riconoscere la sua difformit\u00e0, ossia la sua ereticit\u00e0, rispetto al Magistero perenne della Chiesa. La prova di quanto stiamo dicendo? Semplice: chi non \u00e8 d&#8217;accordo, provi a citare un solo documento magisteriale anteriore al Vaticano II, nel quale venga espresso un pensiero anche solo vagamente simile a quello di <em>Nostra aetate<\/em>. Ora, se un concetto cos\u00ec importante (e, nella fattispecie, cos\u00ec visibilmente falso) si trova espresso solo nei documenti del Vaticano II, e in nessun altro, questa \u00e8 gi\u00e0 una ragione sufficiente per affermare che il Vaticano II non \u00e8 stato un concilio ecumenico legittimo, anche se ne ha avuto l&#8217;apparenza e anche se, ironia delle cose, \u00e8 stato vissuto con entusiasmo, buona volont\u00e0 e ottime intenzioni dalla maggior parte dei suoi partecipanti e anche dalla quasi totalit\u00e0 della Chiesa cattolica. Ma a decidere tutto, in realt\u00e0, sono state le commissioni nominate <em>ad hoc<\/em>, nelle quali prevalevano i teologi e gli &quot;esperti&quot;, nonch\u00e9 i prelati massoni, come l&#8217;arcivescovo Bugnini, non i padri; commissioni le quali avevano aperto il Concilio, ed era gi\u00e0 una chiara dichiarazione d&#8217;intenti, rifiutando gli schemi preliminari preparati a dalla Curia pontificia, specialmente ad opera del cardinale Ottaviani. Il Vaticano II \u00e8 stato, in tutto e per tutto, un concilio modernista, dunque eretico e apostatico, per\u00f2 molto abilmente dissimulato, nel senso che la sua vera natura non \u00e8 stata dichiarata apertamente, ma al contrario \u00e8 stata abilmente velata e mascherata dietro una serie di cortine fumogene che hanno ingannato sia i partecipanti, sia il resto della Chiesa, o la gran parte di essa, allora e negli anni seguenti.<\/p>\n<p>Coraggio, allora: chi domanda umilmente il dono della fede, non sar\u00e0 solo, n\u00e9 avr\u00e0 paura. Del resto, quando mai Ges\u00f9 ha promesso la quiete? No: <em>sarete odiati da tutti a causa del mio nome<\/em> (<em>Lc<\/em> 21,17).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il momento, invero drammatico, che, come cristiani, stiamo vivendo, induce pi\u00f9 di qualcuno verso lo scoraggiamento, la tristezza, la disperazione. \u00c8 tale lo sgomento in chi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117,157,216,243],"class_list":["post-27869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27869","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27869"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27869\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}