{"id":27866,"date":"2017-09-14T02:13:00","date_gmt":"2017-09-14T02:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/14\/perche-si-sta-sciogliendo-la-piattaforma-di-larsen\/"},"modified":"2017-09-14T02:13:00","modified_gmt":"2017-09-14T02:13:00","slug":"perche-si-sta-sciogliendo-la-piattaforma-di-larsen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/14\/perche-si-sta-sciogliendo-la-piattaforma-di-larsen\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 si sta sciogliendo la Piattaforma di Larsen?"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come si stanno ritirando i ghiacciai sulle montagne, sia in Europa che negli altri continenti (il fenomeno \u00e8 apparso particolarmente evidente all&#8217;Equatore, dove i ghiacci sono molto circoscritti: sul Kilimagiaro, in Africa, o sul Monte Carstensz, nella Nuova Guinea), similmente stanno collassando i ghiacciai antartici che scendono al mare, e si stanno ritirando le piattaforme glaciali che contornano le coste di quel continente. Il caso pi\u00f9 noto e pi\u00f9 clamoroso, anche perch\u00e9 si \u00e8 verificato di recente e gli scienziati di tutto il mondo hanno potuto osservarlo benesia per mezzo dei satelliti orbitanti nell&#8217;atmosfera (due dei quali italiani), sia mediante la ricognizione diretta, \u00e8 stato quello della Piattaforma di Larsen, il cui distacco e scioglimento sono tuttora in corso, fenomeno sulle cui cause i pareri sono piuttosto discordi.<\/p>\n<p>La Piattaforma di ghiaccio di Larsen, che ha una superficie complessiva di circa 78.500 kmq. (due volte e mezzo quella del Belgio), secondo i geologi si \u00e8 formata prima dell&#8217;ultima glaciazione, oltre 12.000 anni fa, anche se le sue varie parti risalgono ad epoche diverse. La parte pi\u00f9 giovane \u00e8 quella di Larsen A, che, la quale, come pare, si era interamente sciolta e si \u00e8 poi ricostituita, qualcosa come 4.000 anni fa; quanto al fronte della piattaforma, la sua et\u00e0 non va oltre i 200 anni, dato che esso si rinnova continuamente, mano a mano che se ne distaccano i ghiacci galleggianti. \u00c8 stata cos\u00ec chiamata in onore del primo uomo che l&#8217;ha avvistata, il capitano ed esploratore norvegese Carl Anton Larsen (1860-1924), nel dicembre del 1893, al comando della baleniera <em>Jason<\/em>, il quale nel corso della sua spedizione antartica, si spinse alla latitudine pi\u00f9 meridionale mai toccata da alcun uomo, 68\u00b010 Sud, costeggiando il fronte ghiacciato fin dove gli fu possibile, profittando della stagione favorevole (ricordiamo che, nell&#8217;emisfero australe, i mesi sono rovesciati rispetto all&#8217;emisfero boreale, per cui dicembre corrisponde al nostro giugno). Si trova sul lato nord-occidentale del Mare di Weddell ed \u00e8, o piuttosto, era saldata alla costa orientale della Penisola Antartica, posta di fronte alla Terra del Fuoco, nel Sud America, da cui la separa lo Stretto (o Canale) di Drake, nel punto di congiunzione fra l&#8217;Atlantico e il Pacifico meridionali. Geologicamente, la Penisola Antartica \u00e8 la prosecuzione della Cordigliera delle Ande, cui si ricollega mediante alcuni arcipelaghi ed isole, come la Georgia del Sud, le Orcadi Australi e le Shetland Australi. Per comodit\u00e0 di studio, gli oceanografi hanno suddiviso la Piattaforma di Larsen, che si estende per cinque gradi di latitudine, dal Capo Longing, a 64\u00b033 S., fino al lato sud dell&#8217;isola Hearst, a 69\u00b025&#8242;, in quattro settori distinti: Larsen A (il pi\u00f9 piccolo), Larsen B, Larsen C (il pi\u00f9 esteso) e Larsen D, procedendo da Nord a Sud. Ancor pi\u00f9 a mezzogiorno, oltre l&#8217;isola Hearst, esistono anche i settori Larsen E, F e G, molto pi\u00f9 piccoli e meno importanti.<\/p>\n<p>Dal gennaio del 2017 gli scienziati del Progetto Midas, dell&#8217;Universit\u00e0 di Swansea, nel Galles, ma finanziato dalla NASA, avevano lanciato un allarme: un enorme <em>iceberg<\/em>, lungo 80 km., stava per staccarsi dalla piattaforma Larsen C: tale era la lunghezza della spaccatura che si era creata nel ghiaccio, e che da tempo veniva da essi monitorata, prima di estendersi rapidamente fino alle dimensioni attuali. Fra il 10 e il 12 luglio il distacco \u00e8 avvenuto e l&#8217;<em>iceberg<\/em> neonato \u00e8 risultato avere la superficie impressionante di circa 5.800 kmq (non molto di meno della Corsica, per intenderci, che ne ha una di 8.680) e rappresenterebbe un notevole pericolo per la navigazione, specialmente se andasse alla deriva verso Nord, nonch\u00e9 per le migrazioni degli animali e per gli equilibri complessivi dell&#8217;ecosistema dell&#8217;Antartide Occidentale, e non solo di quello. Ma che cosa sta succedendo, laggi\u00f9, nei remoti e tempestosi mari antartici; e perch\u00e9, e in quale misura, degli eventi cos\u00ec lontani potrebbero avere un impatto sul resto del mondo?<\/p>\n<p>Intanto, a partire dal 2002, si \u00e8 verificato un movimento anche sulla terraferma: il ghiacciaio Crane, che si forma sulle colline nella parte interna della Penisola Antartica, nota come Terra di Graham, ha aumentato di tre volte la sua velocit\u00e0 di scorrimento verso il mare: mano a mano che si formava la spaccatura, la piattaforma ha cominciato a cedere, come una diga, liberando l&#8217;energia compressa del ghiacciaio. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Nel gennaio del 1995 la Piattaforma Larsen A si \u00e8 completamente dissolta, in seguito a una violenta burrasca. La cosa ha stupito il mondo scientifico, perch\u00e9, fino a quel momento, si era pensato che fenomeni glaciologici di tale ampiezza avvengono in un lasso di tempo pi\u00f9 lungo: la velocit\u00e0, anzi, la repentinit\u00e0 della scomparsa della Larsen A, rappresentava perci\u00f2 un fatto nuovo e sconvolgeva le precedenti teorie oceanografiche. Si sapeva che le piattaforme glaciali dell&#8217;Antartide (<em>ice shelf<\/em>) sono soggette a periodiche riduzioni della loro superficie, sia per il distacco degli <em>iceberg<\/em>, sia per lo scioglimento del fronte, tanto in alto quanto in basso; mai, per\u00f2, si era immaginato che potessero aver luogo praticamente da un giorno all&#8217;altro, almeno su quella scala. Appena sette anni dopo, nel marzo del 2002, un grandioso distacco si verifica nella Larsen B, con la perdita di oltre 3.000 kmq. di superficie, in un punto in cui il ghiaccio aveva uno spessore di oltre 200 metri. \u00c8 allora che si registra l&#8217;impressionante aumento della velocit\u00e0 di deflusso del ghiacciaio Crane, che scende al mare alla sua altezza: evidentemente, la piattaforma formava una sorta di barriera che ne rallentava il deflusso, barriera che \u00e8 saltata come un tappo quando la piattaforma si \u00e8 spezzata. Gli scienziati porevedono che i frammenti superstiti della Larsen B hanno i giorni, per cos\u00ec dire, contati: nell&#8217;arco di pochissimi anni, ci\u00f2 che resta di essa dovrebbe sparire completamente, come \u00e8 gi\u00e0 accaduto alla sua &quot;sorella&quot; minore, la Larsen A.<\/p>\n<p>A questo punto l&#8217;attenzione del mondo scientifico si \u00e8 concentrata sulla Larsen C, la pi\u00f9 grande; ed ecco che nel luglio del 2017, come abbiamo detto, praticamente sotto i loro occhi, se ne stacca una porzione di quasi 6.000 kmq., in conseguenza di una frattura colossale che si era formata alcuni mesi prima, sembra nel novembre 2016. Il nuovo <em>iceberg<\/em>, che gli scienziati hanno denominato A-68, \u00e8 veramente enorme: per la precisione, il pi\u00f9 grande in assoluto, fra quanti conosciuti in epoca storica, dopo il suo &quot;collega&quot; B-15, staccatosi nel marzo del 2000 dalla Barriera di Ross, e che ha una superficie di 11.000 kmq. Si tratta ora di vedere se questo colosso &#8212; il cui peso \u00e8 stato calcolato in oltre un trilione di tonnellate -, che ha incominciato la sua deriva verso Nord, si romper\u00e0 abbastanza velocemente in frammenti pi\u00f9 piccoli, e quindi meno pericolosi per la navigazione, o se manterr\u00e0 il suo nucleo compatto, nel qual caso rappresenter\u00e0 un serio problema ancora per alcuni anni, prima di sciogliersi.<\/p>\n<p>Hanno scritto i curatori dell&#8217;<em>American Museum of Natural Hisstory<\/em> nell&#8217;opera <em>Oceani<\/em> (titolo originale: <em>Ocean<\/em>, Dorling Kindersley Limited, London, 2006; traduzione di Viviana Chiarlo e altri, Milano, Mondadori, 2007, vol. 2, p. 267):<\/p>\n<p><em>Le piattaforme glaciali ricoprono il 44 per cento della costa dell&#8217;Antartide. Le estensioni della calotta glaciale che galleggiano sull&#8217;oceano si allontanano dalla terra spinte dal peso della neve accumulata. Avanzano sulla superficie del mare per anni o decenni fino a quando la fronte della piattaforma, diventata troppo pesante, si rompe formando iceberg tabulari. L&#8217;avanzata e il ritiro dei ghiacci sono un ciclo naturale, ma in tempi recenti piccole piattaforme glaciali della Penisola Antartica hanno subito collassi catastrofici per l&#8217;innalzamento della temperatura di 2,5\u00b0 negli ultimi 50 anni. Anche se la perdita di ghiaccio galleggiante non influenza il livello globale dei mari, sembra che la calotta continentale glaciale adiacente possa diventare instabile senza la zona cuscinetto della piattaforma. Dopo il collasso della piattaforma Larsen B nel 2002, gli scienziati rilevarono che i ghiacci vicini avevano iniziato a spostarsi tra due e otto volte pi\u00f9 veloci. Non \u00e8 chiaro se le pi\u00f9 grandi barriere di Ronne e di Ross rischino di staccarsi nello stesso modo dalla calotta dell&#8217;Antartide occidentale. Se il riscaldamento della regione continuer\u00e0 causando il collasso della calotta glaciale, il livello globale dei mari potrebbe salire di oltre cinque metri mettendo in pericolo le aree costiere densamente abitate di tutto il mondo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La piattaforma di Larsen occupa la costa occidentale della Penisola Antartica. Nel 1995, la parte settentrionale, Larsen A, durante una tempesta si frantum\u00f2 in piccoli blocchi di ghiaccio. Nel 2002 in modo simile si disintegr\u00f2 in poche settimane anche la parte entrale, Larsen B. Per il momento la parte pi\u00f9 grande della piattaforma sud, Larsen C, sembra stabile, anche se ha perso una vasta porzione nel 1986 [questo sembra essere un refuso per 2017].<\/em><\/p>\n<p><em>[&#8230;] La piattaforma [di Larsen B, il 7 marzo 2002] si ruppe in tanti piccoli frammento e solo alcuni pi\u00f9 grandi, che si persero in poco tempo nel mare di Weddell. \u00c8 possibile che l&#8217;acqua di disgelo abbia contribuito all&#8217;apertura di crepacci che attraversano tutti i 2.200 metri di spessore della piattaforma Larsen B.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno degli iceberg pi\u00f9 grandi mai visti, lungo 300 chilometri e alto 60 metri, il B 15 si stacc\u00f2 dalla barriera di Ross nel marzo del 2000. Si spost\u00f2 nel mare di Ross per diversi anni, ostacolando la navigazione e la migrazione dei pinguini. Nel novembre del 2005 si era rotto in molti blocchi pi\u00f9 piccoli che si mossero nell&#8217;Oceano Meridionale.<\/em><\/p>\n<p>Sorge, naturalmente, la domanda: perch\u00e9? Quale \u00e8 stata la causa, o quali sono state le cause, che hanno provocato la rottura della Piattaforma di Larsen, che sembra avviata alla dissoluzione (anche se il settore Larsen C, per adesso, appare solido e, anzi, in via di accrescimento, con un aumento stimato della sua superficie di oltre 22.000 kmq.)?<\/p>\n<p>Diciamo subito che, nello scontro di opinioni e teorie diverse, la disputa principale \u00e8 fra due scuole di pensiero: quella che attribuisce la causa fondamentale della rottura all&#8217;azione indiretta dell&#8217;uomo, ossia al riscaldamento globale antropogenico, e quella che non ritiene provata la cosa e chiama in causa altri fattori di tipo naturale, sempre per\u00f2 responsabili di un cambiamento climatico, come ce ne sono stati altri in passato. Non vi \u00e8 uniformit\u00e0 di pareri nemmeno riguardo a <em>che cosa<\/em>, esattamente, si stia riscaldando, sia a livello planetario che locale, in misura tale, da provocare la rottura e lo scioglimento della Piattaforma Larsen: secondo alcuni il riscaldamento avviene nell&#8217;atmosfera, secondo altri esso ha luogo nelle acque marine. Anche i venti sono delle possibili cause, o concause: un riscaldamento della massa oceanica pu\u00f2 aver determinato un rafforzamento nella circolazione dei venti, i quali possono aver affrettato il distacco degli <em>iceberg<\/em> e, quindi, la frammentazione progressiva della piattaforma. \u00c8 anche possibile che le cause risiedano nel riscaldamento simultaneo dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua; di tale opinione \u00e8 lo scienziato Ted Scambos, della Universit\u00e0 del Colorado. Da ultimo, riferiamo che esiste anche la teoria dei mutamenti ciclici, sostenuta da Michiel R. van den Broeke, dell&#8217;Universit\u00e0 di Urtrecht: il clima antartico sarebbe caratterizzato da cicli di riscaldamento e raffreddamento che si alternano secondo periodi di 12 e di 30-35 anni, sull&#8217;ordine dell&#8217;aumento o della diminuzione di pochissimi gradi centigradi (uno ogni 15 anni circa), sufficienti, per\u00f2, a provocare effetti piuttosto estesi. Lo scioglimento completo della Piattaforma di Larsen C, se avvenisse, come ormai sembra probabile, determinerebbe un aumento della superficie dei mari di 10 centimetri. Ora, se si immagina, nei prossimi anni, lo scioglimento di piattaforme antartiche ben pi\u00f9 estese, come la Barriera di Ross (di 473.000 kmq: quasi come la Spagna) o la Barriera di Filchner-Ronne (425.000 kmq.), e con uno spessore di centinaia di metri (per lo pi\u00f9 nella parte immersa), \u00e8 facile immaginare cosa accadrebbe: il livello dei mari si solleverebbe non di centimetri, ma di alcuni metri, con tutte le catastrofiche conseguenze che ne deriverebbero per l&#8217;uomo.<\/p>\n<p>E lui, l&#8217;uomo, \u00e8 &quot;innocente&quot;, oppure \u00e8 il grande colpevole di questi mutamente climatici e dei loro impressionanti effetti collaterali? \u00c8 difficile pensare che gli alti tassi raggiunti dall&#8217;inquinamento atmosferico &#8212; specialmente l&#8217;anidride carbonica delle industrie e dei mezzi di trasporto, e il metano delle risaie e degli allevamenti intensivi -, nonch\u00e9 la deforestazione e l&#8217;inquinamento marino, non abbiano quanto meno contribuito a determinare l&#8217;innalzamento delle temperature, e quindi anche lo scioglimento progressivo dei ghiacci, comprese le piattaforme antartiche. Eppure, non siamo in grado di stabilire <em>quanta<\/em> parte di responsabilit\u00e0 sia da attribuire all&#8217;uomo, perch\u00e9 mutamenti climatici, anche recenti, come la Piccola \u00e8ra glaciale (dal 1300 alla met\u00e0 del 1800), sono avvenuti anteriormente alla rivoluzione industriale, e perch\u00e9 nemmeno gli effetti dell&#8217;attivit\u00e0 solare sul clima terrestre sono ben conosciuti. Ma che l&#8217;emissione di CO2 e anidride carbonica, potenziando assai il pur benefico effetto serra, costituisca un grave pericolo per il nostro futuro, cos\u00ec come la distruzione progressiva delle foreste, \u00e8 un fatto, non una opinione. A noi trarre le conseguenze di tutto questo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come si stanno ritirando i ghiacciai sulle montagne, sia in Europa che negli altri continenti (il fenomeno \u00e8 apparso particolarmente evidente all&#8217;Equatore, dove i ghiacci<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[92],"class_list":["post-27866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27866"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27866\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}