{"id":27865,"date":"2017-12-12T11:53:00","date_gmt":"2017-12-12T11:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/12\/perche-si-deve-sperare-solo-in-dio\/"},"modified":"2017-12-12T11:53:00","modified_gmt":"2017-12-12T11:53:00","slug":"perche-si-deve-sperare-solo-in-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/12\/perche-si-deve-sperare-solo-in-dio\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 si deve sperare solo in Dio"},"content":{"rendered":"<p><em>Ho visto Dio da lungi e di sfuggita, come Mos\u00e8; l&#8217;ho veduto e sono rimasto muto, attonito d&#8217;ammirazione e di stupore<\/em>: cos\u00ec scrisse un giorno Carl von Linn\u00e9, il grande scienziato svedese del XVIII secolo, in un momento di abbandono mistico, fermando la penna dalle sue carte di biologo e alzando lo sguardo dell&#8217;anima a contemplare l&#8217;Assoluto. Ebbene, crediamo che nella vita di tutti i cercatori della verit\u00e0 arrivi un momento simile a quello descritto da Linneo: un momento in cui la verit\u00e0 parla da sola, senza bisogno di parole, e l&#8217;anima, per un istante, intravvede quel che aveva sempre cercato e inseguito, magari percorrendo i pi\u00f9 lontani e misteriosi campi. Anche noi abbiamo cercato la verit\u00e0, per tutta la vita, sin dalla prima adolescenza, quando, con l&#8217;uso della ragione, lo splendore del mondo ci si \u00e8 rivelato in tutta la sua potenza e ci ha impresso un sigillo indelebile: <em>Tu sei mio, e d&#8217;ora in poi servirai me soltanto<\/em>. Naturalmente, all&#8217;inizio, non \u00e8 stata una cosa del tutto consapevole: era anzi in gran parte inconscia, e mescolata a tanti altri stimoli, non solo di natura intellettuale; pure, vi era in ciascuno un elemento comune, che solo molto pi\u00f9 tardi ci \u00e8 apparso chiaro ed evidente: la ricerca delle orme di Dio. In ogni cosa, nello studio, nell&#8217;amicizia, nello sport, nel godimento della natura e del paesaggio, in ogni cosa vi era questo elemento, sotterraneo, seminascosto: la ricerca delle orme di Dio. E poi, via via che gli interessi intellettuali si sono fatti pi\u00f9 precisi &#8211; la storia, l&#8217;arte, la scienza, il paranormale, la magia, quindi la filosofia, soprattutto la filosofia &#8211; sempre pi\u00f9 si delineava un itinerario, solo in apparenza disordinato, in realt\u00e0 sempre pi\u00f9 preciso sempre pi\u00f9 mirato: la ricerca della verit\u00e0, cio\u00e8, ancora e sempre, la ricerca delle orme di Dio. E che altro \u00e8 la filosofia, se non la ricerca della verit\u00e0; e la verit\u00e0, se non il riflesso dell&#8217;Ordine universale? E tuttavia, senza guide, senza mappe, senza una chiara visione d&#8217;insieme, anzi procedendo cos\u00ec, un po&#8217; a tentoni: quanta strada, quanti tentativi, quanti vicoli ciechi, quanto ricominciare daccapo. Non aiutati affatto, semmai decisamente ostacolati, dalla cultura offerta dai libri, dalla scuola, dall&#8217;universit\u00e0, \u00e8 stato necessario fare tutto da soli, trovare la direzione da soli, riflettere da soli, pagando in misura sempre maggiore il salario della solitudine: incomprensioni, seccature, noie, polemiche, scomparsa e tradimento degli amici, e sempre pi\u00f9 solitudine. Pure, nel silenzio della solitudine umana, una presenza nuova si andava delineando, si andava rafforzando: la presenza, dapprima debole e incerta, poi, un poco alla volta, sempre pi\u00f9 chiara, sempre pi\u00f9 luminosa, di ci\u00f2 che avevamo cercato fin dall&#8217;inizio, di ci\u00f2 che i nostri passi avevano cercato per tanti anni: la verit\u00e0. E quante volte ci eravamo sentiti dire: <em>Tu sei pazzo! Ci\u00f2 che cerchi non esiste; stai sbagliando tutto<\/em>; e ora invece essa era l\u00ec, in fondo al tunnel splendeva come un faro nella notte, riscaldava il cuore e indicava chiaramente il cammino.<\/p>\n<p>La cultura moderna diceva e dice che la verit\u00e0 non esiste; i filosofi moderni affermano che la verit\u00e0 non esiste; amici e conoscenti avevano giudicato pazzia la sua ricerca, il fatto di aver dedicato una vita intera a quella meta: e adesso la sua luce accendeva l&#8217;orizzonte con i suoi riflessi incandescenti, e smentiva tutti quei corvi del malaugurio, tutti quei maestri del nichilismo e della dissoluzione. Certo, essa continuava a restare sempre qualche passo avanti; non era possibile raggiungerla del tutto, vederla da vicino, scaldarsi interamente alla sua fiamma; mano a mano che il cammino procedeva, anche la luce della verit\u00e0 pareva spostarsi in avanti: ma non per beffare il viandante, bens\u00ec per ricordargli il dovere dell&#8217;umilt\u00e0, e la consapevolezza che, in questa dimensione terrena, \u00e8 possibile bens\u00ec avvicinarsi al suo splendore, ma non tanto da appagare ogni desiderio e da spegnere ogni tensione. Perch\u00e9 la vita \u00e8 lotta, e lottare significa affrontare ogni giorno le insidie della menzogna e tendere le mani verso il fuoco della verit\u00e0, meta finale che potremo attinger pienamente solo quando i veli saranno caduti e noi potremo vedere Dio faccia a faccia, cosa che qui \u00e8 impossibile. Intanto, per\u00f2, vederla, e sia pure da lungi, \u00e8 la scoperta pi\u00f9 esaltante che si possa fare: \u00e8 la rivelazione che d\u00e0 un senso alla vita e giustifica ogni sacrificio, lenisce ogni pena.<\/p>\n<p>La cultura moderna spegne le intelligenze e inaridisce l&#8217;amore alla verit\u00e0: \u00e8 una fabbrica di presuntuosi ignoranti, degni nipotini di Voltaire e dei <em>philosophes<\/em> illuministi: quante volte, per proseguire nel cammino, abbiamo dovuto voltare le spalle alla cultura moderna, bonificare la mente da tutte le false idee che essa vi aveva instillato, e riscoprire la bellezza e la possanza del pensiero cristiano medievale, oggi cos\u00ec negletto e disprezzato. La cultura moderna, oltre a trasmettere dei concetti falsi e dannosi, come l&#8217;assolutizzazione della ragione strumentale e lo scetticismo verso la metafisica, \u00e8 pure responsabile di un&#8217;altra deformazione mentale: l&#8217;illusione che tutto sia accessibile a tutti, con poca o nessuna fatica, cos\u00ec, semplicemente per il fatto di avere accesso a informazioni, giornali, libri e diplomi universitari. Ma non \u00e8 vero affatto. Chi ha un minimo di esperienza in fatto di conferenze pubbliche, specie se di argomento filosofico, sa quanto sia radicato il pregiudizio, fra le persone comuni, che ciascuno \u00e8 filosofo, e che ciascuno ha &quot;diritto&quot; alla sua verit\u00e0: come se la verit\u00e0 fosse un diritto e come se fosse paragonabile al diritto di voto, o al diritto di opinione. Ma la verit\u00e0 non \u00e8 un&#8217;opinione: se fosse un&#8217;opinione, la verit\u00e0 non esisterebbe, e allora avrebbe ragione la cultura moderna: tanti esseri umani, tante verit\u00e0; e magari qualcuna in pi\u00f9 ancora, a seconda degli stato d&#8217;animo e delle fasi della vita di ciascuno.<\/p>\n<p>Pertanto, alle conferenze di filosofia, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che si alza dal pubblico e chiede, pretende la formula magica, la scorciatoia verso la verit\u00e0: pensa che, in un mondo dove tutto ha un prezzo e dove tutto \u00e8 stato mappato, catalogato, inventariato, anche la verit\u00e0 si possa ottenere per le spicce, e che essa si trovi in un luogo preciso, o sia accessibile con una chiave precisa, che si pu\u00f2 duplicare per poi servirsene liberamente. Spiacenti, ma non \u00e8 cos\u00ec: e chi non ha il vero desiderio della verit\u00e0, chi non \u00e8 disposto a lottare per essa, chi non sa affrontare rinunce, incomprensioni e solitudine, \u00e8 meglio che si dedichi a un passatempo meno impegnativo: al giardinaggio, per esempio, o al gioco degli scacchi, nobile arte peraltro, ma non cos\u00ec esigente come la ricerca della verit\u00e0. Per capire se una persona la sta cercando per davvero, o se vorrebbe semplicemente averla, sfruttando il lavoro altrui e la fatica altrui, ma senza aver compreso che ogni singola persona deve sudare dalla propria fronte e deve lottare contro i propri fantasmi, basta un semplice colpo d&#8217;occhio. Al limite, basta ancora meno: perch\u00e9 chi domanda dei libri, dei consigli intellettuali, delle indicazioni circa l&#8217;itinerario da seguire, \u00e8 gi\u00e0 fuori strada, appartiene gi\u00e0, senz&#8217;altro, alla categoria dei falsi cercatori, dei pigri, dei funghi parassiti. Il vero cercatore non osa nemmeno chiedere, o, se lo fa, la fa con timore e tremore, con gli occhi bassi, con il viso in fiamme e quasi trattenendo il respiro: non per soggezione verso un altro uomo, ma per soggezione verso la verit\u00e0. La verit\u00e0, infatti, sa chi la cerca seriamente e chi no: ed \u00e8 lei a venire incontro all&#8217;autentico cercatore. La verit\u00e0 non \u00e8 una conquista, \u00e8 un dono: e i doni vengono dall&#8217;alto, nessuno pu\u00f2 darseli da s\u00e9. La verit\u00e0, questa \u00e8 la grande scoperta del vero cercatore, \u00e8 troppo grande perch\u00e9 un essere umano arrivi a conquistarla: ci\u00f2 significa che, per meritarla, bisogna imparare una grande lezione di umilt\u00e0, e applicarla su de stessi. Guardate quel famoso filosofo, o da molti giudicato tale: \u00e8 pieno di alterigia, guarda la folla dall&#8217;alto in basso, par che si annoi a esporre le sue complesse dottrine, pare che faccia una favore a quelli che l&#8217;hanno invitato a parlare: ebbene, potete star certi che costui non ha trovato la verit\u00e0, non vi si \u00e8 neppure avvicinato. Chi non ha imparato l&#8217;umilt\u00e0 non \u00e8 amico della verit\u00e0, neppure da lontano: questa \u00e8 la legge.<\/p>\n<p>Peraltro, non solo la ricerca della verit\u00e0 richiede costanza, tenacia, fermezza; essa implica anche una sorta di auto-educazione al vero, che si realizza, a livello intellettuale, nel riconoscimento di una verit\u00e0 di ordine superiore rispetto a una verit\u00e0 di ordine inferiore, in un processo dialettico simile a quello degli &quot;stadi della vita&quot; di Kierkegaard. Per noi, almeno, \u00e8 stato qualcosa del genere: mano a mano che la ricerca continuava, e mano a mano che si faceva pi\u00f9 solitaria, pi\u00f9 disagevole, ma anche pi\u00f9 esaltante e affascinante, ci\u00f2 che ci aveva occupato la mente fino al giorno prima, a un certo punto cominciava a perdere d&#8217;interesse, si rivelava in tutta la sua limitatezza: non che divenisse disprezzabile, ma si mostrava nella sua reale natura, quella di uno degli scalini che conducono in alto, sempre pi\u00f9 in alto. Gli scalini non sono fatti perch\u00e9 colui che li sale si fermi ad ogni passo; sono fatti per aiutarlo a salire sempre di pi\u00f9. Non hanno valore in se stessi, ma hanno valore rispetto alla meta. E cos\u00ec, i primi a perdere d&#8217;interesse &#8212; sempre in senso relativo, e sempre senza alterigia, n\u00e9 ingratitudine &#8211; sono stati gli studi sul paranormale; poi, quelli sulle religioni orientali; poi, quelli di ordine artistico; poi, quelli scientifici; poi, quelli storici; e infine, anche quelli filosofici. A un certo punto, la filosofia stessa ci \u00e8 apparsa non pi\u00f9 come la meta, ma come un semplice mezzo di trasporto per giungere alla meta. E che pena, allora, vedere come tante persone si fermano sul gradino della filosofia, come se quel gradino fosse il piano superiore del grande palazzo, al quale pensavano di arrivare: si fermano, e non si rendono conto d&#8217;essersi imprigionati da soli; si riempiono la mente di nomi, di formule, di teorie, e non si accorgono di aver scambiato il dito per la Luna. C&#8217;\u00e8 gente che ha consacrato la vita allo studio della filosofia di Hegel, e crede di aver dedicato la vita alla filosofia: ma della filosofia non ha capito nulla, perch\u00e9 la filosofia \u00e8 la ricerca del vero, e il vero non \u00e8 quel che ha detto questo o quel filosofo, il vero \u00e8 andare sempre <em>oltre<\/em>, fino al centro del discorso: e il centro del discorso \u00e8 l&#8217;Essere. E che pena, vedere quante persone si sono fermate sul gradino dell&#8217;estetica, e non vedono altro che l&#8217;arte, assolutizzano l&#8217;arte, escludono dal proprio orizzonte tutto il resto. O quelle persone che si sono fermate sul gradino della storia, o della scienza, e non vedono altro che la storia, non vedono altro che la scienza, come se fossero le loro divinit\u00e0, come se non vi fosse altro al mondo.<\/p>\n<p>A partire da un certo punto, si procede per esclusione. Ci si confronta con questo o quel sistema filosofico, con questo o quel pensatore, e si scarta, o, se si preferisce, ci si lascia dietro le spalle, ci\u00f2 che non \u00e8 adatto, ci\u00f2 che non si rivela fruttuoso,ci\u00f2 che conduce solo dentro vicoli ciechi, ci\u00f2 che serve solo a un vuoti sfoggio d&#8217;intelligenza, che per\u00f2 non porta da nessuna parte. La vera intelligenza ha sempre una direzione; le il vero cercatore della verit\u00e0 va sempre oltre; o, se non pu\u00f2, se non riesce, apre un pezzetto di cielo, e lo mostra a chi viene dopo di lui: <em>quella \u00e8 la direzione da seguire, non fermatevi dove mi son fermato io, andate avanti<\/em>. Il vero cercatore della verit\u00e0 non \u00e8 avido, non \u00e8 egoista, non \u00e8 meschino; non considera la sua ricerca come un bene privato, da amministrare a suon di <em>copyright<\/em>: non \u00e8 sempre pronto a querelare chi si serve di una sua pagina di un suo concetto, anzi, si rallegra di essere stato utile a qualcun altro, che possedeva gambe pi\u00f9 buone delle sue. E cos\u00ec, scartando una mezza verit\u00e0 dopo l&#8217;altra, una verit\u00e0 parziale dopo l&#8217;altra, e anche parecchi errori pi\u00f9 o meno ingombranti, il cerchio si restringe, le vie possibili si riducono di numero, finch\u00e9 ne resta aperta una sola: e non la pi\u00f9 semplice da percorrere, ma la pi\u00f9 logica e naturale.<\/p>\n<p>Grande \u00e8 stata la nostra ammirazione, giunti a quel punto, per la Verit\u00e0 fedelmente custodita dalla Chiesa cattolica: era ci\u00f2 che cercavamo ed era il punto dal quale avevamo mosso i primi passi, da bambini, per poi allontanarcene. Tuttavia, mentre ce ne allontanavamo, con lo stesso movimento, per\u00f2 sempre pi\u00f9 ampio, vi stavamo anche ritornando: era questione di tempo, ma l\u00ec dovevamo ritornare: perch\u00e9 tutto parte da l\u00ec, dal Mistero dell&#8217;Incarnazione, e tutto vi ritorna. Ma quale non fu il nostro sconcerto, il nostro turbamento, la nostra angoscia, nel vedere che, nel frattempo &#8212; erano bastati pochi decenni, una generazione o poco pi\u00f9 &#8212; il bellissimo giardino si era trasformato in una squallida sterpaglia; le fresche sorgenti si erano inaridite, e la terra era indurita e assetata; gli animali selvatici scorrazzavano liberamente, i custodi se n&#8217;erano andati, o si erano mescolati a degl&#8217;intrusi, rozzi e ignoranti, i quali, senza alcun riguardo per ci\u00f2 che quel giardino era stato, l&#8217;avevano occupato a loro agio, l&#8217;avevano insozzato, l&#8217;avevano adibito a luogo di mercato e di meretricio, e alcuni lo lordavano addirittura, come se fosse una latrina. In noi, passato lo sgomento, \u00e8 sorta una sorda indignazione; poi quell&#8217;indignazione ha trovato la voce, e si \u00e8 fatta sentire apertamente: con le nostre mani avremmo voluto buttar fuori i miserabili, i cialtroni, gli sfrontati abusivi che stavano profanando il bellissimo giardino. Ma chi siamo noi, chi sono gli uomini, in confronto all&#8217;opera di Dio? Cenere e polvere, e null&#8217;altro. Perci\u00f2, la cosa giusta da fare \u00e8 pregare e confidare in Dio: chiedere a Lui di avere misericordia della nostra miseria, della palude nella quale ci siamo sprofondati, della colpevole negligenza da noi mostrata nel custodire il giardino che ci aveva affidato. Inoltre, dobbiamo lottare anche contro la parte inferiore di noi stessi: il male non \u00e8 solo fuori, \u00e8 anche dentro. Dobbiamo tenere a bada la superbia di crederci migliori, l&#8217;orgoglio della nostra intelligenza. Se abbiamo capito pi\u00f9 di altri, non \u00e8 stato merito nostro: siamo stati aiutati. Ora, perci\u00f2, dobbiamo donare a nostra volta: liberalmente, gratuitamente. E poi, confidare sempre in Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho visto Dio da lungi e di sfuggita, come Mos\u00e8; l&#8217;ho veduto e sono rimasto muto, attonito d&#8217;ammirazione e di stupore: cos\u00ec scrisse un giorno Carl<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,203,263],"class_list":["post-27865","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-mose","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27865","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27865"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27865\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27865"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27865"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27865"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}