{"id":27859,"date":"2010-09-09T09:44:00","date_gmt":"2010-09-09T09:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/09\/non-potremo-mai-dirci-liberali-perche-non-possiamo-appagarci-del-presente-come\/"},"modified":"2010-09-09T09:44:00","modified_gmt":"2010-09-09T09:44:00","slug":"non-potremo-mai-dirci-liberali-perche-non-possiamo-appagarci-del-presente-come","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/09\/09\/non-potremo-mai-dirci-liberali-perche-non-possiamo-appagarci-del-presente-come\/","title":{"rendered":"Non potremo mai dirci liberali, perch\u00e9 non possiamo appagarci del presente com\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Il liberalismo \u00e8 una ideologia politica dignitosa, una delle pi\u00f9 dignitose fra quante emerse nel corso della modernit\u00e0; ma non potr\u00e0 mai essere la nostra: perch\u00e9 non ha nulla da dire a chi prova la sete dell&#8217;assoluto, a chi non si appaga del presente cos\u00ec com&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Il liberalismo codifica il conflitto di classe, lo inquadra in un sistema di regole, ma non fa assolutamente nulla per limitarlo o per risolverlo. Gli manca totalmente la dimensione utopistica: realista al cento per cento, d\u00e0 per scontato che il conflitto sia inevitabile, che sia parte della societ\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Forse ha ragione.<\/p>\n<p>Tuttavia, arrendersi a una tale constatazione, fermarsi ad un tale livello di riflessione, significa, in pratica, misconoscere la dimensione pi\u00f9 profonda dell&#8217;essere umano: il suo bisogno di sognare cieli nuovi e terre nuove, anche se &#8211; forse &#8211; non esistono; o, per meglio dire, se non sono esperibili nella presente condizione di esistenza.<\/p>\n<p>Al liberalismo manca anche, in modo radicale, la vocazione profetica: ed \u00e8 un&#8217;altra ragione per cui non potremo mai dirci liberali.<\/p>\n<p>Senza la voce della profezia che la riconduce sulla strada della speranza, quando i suoi passi si perdono nella palude della contingenza, la societ\u00e0 \u00e8 come morta: una somma disordinata di individui, pi\u00f9 che un complesso armonioso di relazioni.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi che il liberalismo si sia storicamente caratterizzato come l&#8217;ideologia della borghesia in ascesa e come, sul piano economico, si sia tradotto nella dottrina e nella pratica del liberismo.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 soddisfatto di quanto ha raggiunto, come individuo e come classe, tende a riconoscersi in una dottrina politica che si limita a gestire l&#8217;esistente, a stabilire norme per consolidarlo e perpetuarlo, dimenticandosi che \u00e8 solo un dato storico, e quindi relativo, per innalzarlo al livello di un destino immutabile.<\/p>\n<p>Un grande maestro del pensiero del Novecento, Ugo Spirito, lo aveva compreso e aveva sempre additato il limite intrinseco del liberalismo, rischiando sulla propria pelle di battere altre strade, al tempo in cui l&#8217;idealismo crociano dettava legge ovunque e si poneva, appunto, come la filosofia borghese per eccellenza, tanto presuntuosa e compiaciuta, quanto egoista e incapace di porsi dal punto di vista del bene generale: del contadino e dell&#8217;operaio non meno che del banchiere e dell&#8217;industriale.<\/p>\n<p>Di lui ci eravamo gi\u00e0 occupati a suo tempo, per ricordare la sua acuta critica alla democrazia parlamentare, testimoniata, sul piano delle concrete scelte politiche, dal suo avvicinamento al fascismo prima, al comunismo poi (cfr., sempre sul sito di Arianna Editrice, \u00abLe aporie della democrazia parlamentare nel pensiero politico di Ugo Spirito\u00bb).<\/p>\n<p>Rimane qualcosa da dire, pi\u00f9 in generale, circa la sua critica al pensiero liberale e al suo corollario in chiave di dottrina economica, ossia il liberismo.<\/p>\n<p>Recensendo il libro di Danilo Breschi a lui dedicato \u00abSpirito del Novecento. Il secolo di Ugo Spirito dal fascismo alla contestazione\u00bb, Antonio Sacc\u00e0 ha ricordato e giustamente sottolineato questa dimensione anti-liberale del filosofo toscano (sul numero di luglio-agosto 2010 della rivista \u00abArea\u00bb, p. 69), non per altra ragione se non per la sua costante preoccupazione della dimensione plurale, relazionale dell&#8217;uomo, che il liberalismo sacrifica e comprime:<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Spirito fu mosso da una &quot;verve&quot; mentale che gli faceva odorare, per dir cos\u00ec, il futuro. Non si appagava della realt\u00e0 com&#8217;\u00e8. Non che fosse un utopista, tutt&#8217;altro, ma non era un acquiescente. Pi\u00f9 che amministrare la realt\u00e0, anche se fu un &quot;attualista&quot; gentili ano, tentava forme nuove sia nel campo sociale, sia nel campo filosofico. Dell&#8217;Attualismo accoglieva il processo in avanti, il divenire. Celebre rimane la sua idea corporativa, il corporativismo proprietario capillarmente da Breschi, specie nel carteggio con Giuseppe Bottai. Spirito intu\u00ec che tra lavoro e impresa si doveva stabilire una collaborazione. Non era per la borghesia che utilizza il proletariato ai propri scopi di profitto, n\u00e9 per un proletariato che pretenda di essere classe dirigente. Non era per lo scontro di classe, n\u00e9 dall&#8217;una n\u00e9 dall&#8217;altra parte, non era per il liberismo, il quale, tutto sommato, stabilisce le regole del conflitto, ma in ogni caso mantiene il conflitto. Liberista non fu, n\u00e9 in qualche modo liberale, se s&#8217;intende per liberale l&#8217;individuo che pone al centro di se stesso se stesso e la sua espansione indipendentemente da uno scopo comune con gli altri.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di coniugare l&#8217;esistenza personale con la societ\u00e0, con la comunit\u00e0, fu l&#8217;ossessione di Spirito e questo lo rese a suo modo fascista, in quanto ritenne che il fascismo avesse il senso comunitario della nazione, o comunitario nella figura del Duce che riassorbiva la pluralit\u00e0. Sono proposizioni su cui ora sarebbe troppo lungo fare considerazioni. Ma il senso di vuoto che gli dava ikl liberalismo, cio\u00e8 in fondo l&#8217;appagamento nell&#8217;essere individualmente liberi, rimase un&#8217;ossessione in Spirito. Essere liberi, e gli altri? In economia intu\u00ec, dicevo, che il liberismo avrebbe condotto alla sopraffazione del capitale sul lavoro.<\/p>\n<p>In campo filosofico visse con intensit\u00e0 e fermezza la disperazione di non trovare un approdo. Parlava e nominava Dio, ma come entit\u00e0 di una trascendenza cos\u00ec trascendente da restare soltanto una meta all&#8217;infinito, inesauribile e imprendibile, addirittura indefinibile. Mi disse in un colloquio citato in &quot;Opera aperta&quot; (1971): &quot;Personalmente io da cinquant&#8217;anni vado in cerca di Dio, ma dopo cinquantenni non ho raggiunto alcun risultato. Ricerco ma non trovo. Eppure questo cercare e on trovare da cinquant&#8217;anni, non mi ha fermato nella ricerca, di modo che l&#8217;unica cosa ch&#8217;io rivendico come affermazione \u00e8 questa: di educare alla ricerca, nonostante la delusine continua dei risultati&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;attualit\u00e0 e, vorremmo dire, la perennit\u00e0 della critica di Ugo Spirito al pensiero politico liberale \u00e8 un tema di estremo interesse, ora che la fine della Guerra Fredda e l&#8217;apparente vittoria del Pensiero Unico globalizzante, liberaldemocratico in politica e ultraliberista in economia, ha mostrato tutti i limiti e tutti i pericoli di una concezione del reale che non ha nulla da dire sul conflitto tra capitale e lavoro, tra libert\u00e0 personale e bene comunitario, tra diritti dell&#8217;individuo e legittime esigenze della societ\u00e0; e che ignora pressoch\u00e9 totalmente le problematiche ecologiche, visto che nasce da una forma di antropocentrismo ad alto gradiente tecnologico.<\/p>\n<p>Il che \u00e8 come dire che il liberalismo non ha niente da dire sui temi pi\u00f9 significativi, pi\u00f9 scottanti e, al tempo stesso, pi\u00f9 profondi della vita umana, sia come fatto individuale, sia come manifestazione collettiva.<\/p>\n<p>Del resto, le sue basi filosofiche sono sempre state fragilissime, quasi inconsistenti: il suo padre nobile, John Locke, non ha fatto che scodellare alcune proposizioni rozze e banali, di una sconcertante povert\u00e0 speculativa, basate sul senso comune nell&#8217;accezione peggiore del termine. Si tratta di un empirismo grossolano, che ci si meraviglia come possa trovare ancora tanto spazio nei manuali scolastici di filosofia, se non a titolo di mera testimonianza storica.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, criticare il liberalismo, mostrandone tutta la pochezza speculativa e tutta l&#8217;impotenza pratica a reggere le sorti del mondo attuale, non pu\u00f2 essere che la &quot;pars destruens&quot; di un atteggiamento che voglia essere responsabile; bisogna, infatti, sforzarsi di oltrepassarlo, senza lasciarsi suggestionare dalle facili scorciatoie del totalitarismo, e sia pure di una qualche forma di totalitarismo &quot;illuminato&quot;, magari sulla falsariga della \u00abRepubblica\u00bb di Platone.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;anarchia non \u00e8 che una scorciatoia, sia pure orientata nella direzione opposta: mentre il totalitarismo afferma che lo Stato sta al di sopra di tutto e che l&#8217;individuo non conta se non come ingranaggio di esso, l&#8217;anarchia ribalta la prospettiva e sostiene che solo l&#8217;individuo conta, con i suoi diritti e la sua esigenza di assoluta libert\u00e0; ma ci\u00f2 significa ignorare il dato di fatto che nessun uomo vive come Robinson Crusoe e nessun essere umano pu\u00f2 prescindere dal dovere di accordare la propria libert\u00e0 ed i propri diritti con la sicurezza, la pace e l&#8217;armonia della societ\u00e0 in cui si trova a vivere, a lavorare, a sperare e ad amare.<\/p>\n<p>Il liberalismo \u00e8 una ideologia politica sostanzialmente egoistica, che si preoccupa solo di tutelare gli interessi di quanti hanno conquistato una posizione eminente e rispettabile nella societ\u00e0 e possiedono gi\u00e0 ampi strumenti &#8211; economici, sociali e culturali &#8211; per far valere i propri diritti; mentre ha ben poco da dire ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati; e niente del tutto per quanto riguarda gli animali, le piante e l&#8217;ambiente terrestre, di cui l&#8217;umanit\u00e0 si trova a condividere il destino, nel bene come nel male.<\/p>\n<p>Il nostro problema era, ed \u00e8 &#8211; quindi -, quello di tracciare una strada che offra qualche cosa di pi\u00f9 e di meglio della democrazia liberale, non qualche cosa di meno e di peggio, come nel caso del totalitarismo; e neanche qualche cosa di velleitario e di fumoso, come l&#8217;anarchia, che non tiene conto della realt\u00e0 della natura umana e si figura che tutti gli esseri umani, purch\u00e9 tempestivamente liberati da ogni forma di oppressione, diventino simili ad altrettanti angeli, rispettosi ed amorevoli verso tutti gli altri.<\/p>\n<p>Non pretendiamo certo di fondare, qui ed ora, una nuova dottrina politica; cominciamo per\u00f2 col chiarire che ogni dottrina politica \u00e8 figlia di una determinata concezione della realt\u00e0 e che dovremmo partire, quindi, escludendo dal nostri orizzonte tutte quelle filosofie le quali, da un lato ignorano o sacrificano delle componenti essenziali della natura umana, dall&#8217;altra si mostrano indifferenti al valore dell&#8217;alterit\u00e0 e al rispetto di ogni forma di vita.<\/p>\n<p>Di conseguenza, non solo il liberalismo, ma tutte le filosofie di impronta razionalista, materialista, meccanicista e riduzionista devono essere escluse, perch\u00e9 ignorano o sacrificano la dimensione trascendente dell&#8217;uomo, la sua esigenza di assoluto, il suo bisogno incoercibile di cercare in se stesso non solo e unicamente il proprio Ego, ma il centro propulsore di tutto il reale, non deificandosi da se stesso, ma riconoscendo in se stesso una scintilla o un frammento o una emanazione dell&#8217;Essere universale.<\/p>\n<p>Vanno pure escluse tutte le filosofie a base antropocentrica, scientista, utilitarista e pragmatista, che considerano l&#8217;uomo come una monade isolata e che non tengono in alcun conto il legame profondo che lega le esigenze e le necessit\u00e0 dell&#8217;uomo con quelle di tutti gli altri viventi e dell&#8217;intero ecosistema terrestre, che non \u00e8 qualcosa di inerte, ma un organismo vivente del quale l&#8217;uomo \u00e8 solo un ospite e un inquilino temporaneo; ma che, al contrario, si pongono davanti all&#8217;ecosistema con un atteggiamento ottusamente predatorio.<\/p>\n<p>Ed ecco che incominciamo a intravedere un po&#8217; di luce in mezzo alle tenebre, a percepire un soffio d&#8217;aria fresca nella pesante atmosfera della cantina in cui da troppo tempo ci stiamo aggirando come ciechi o, peggio, come ciechi che credono di vedere lontano.<\/p>\n<p>Il pensiero liberaldemocratico privilegia, come abbiamo detto, i pi\u00f9 forti, ma lo fa dietro la maschera del rispetto assoluto della volont\u00e0 popolare, la quale, invece, viene sistematicamente manipolata in una societ\u00e0 ove ci si limita al controllo formale delle regole stabilite; e tale limite &quot;formalistico&quot; non \u00e8 accidentale, ma connaturato all&#8217;essenza stessa del liberalismo, poich\u00e9 esso non vede nell&#8217;uomo che la dimensione esteriore, materiale, economica.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;uomo \u00e8 anche desiderio di amore, spinta alla trascendenza, capacit\u00e0 di compassione: non il peloso &quot;conservatorismo compassionevole&quot; dei repubblicani statunitensi, ma la compassione vera, profonda, universale, estesa ad ogni manifestazione della vita &#8211; come bene aveva visto Albert Schweitzer &#8211; e che scaturisce dalla consapevolezza che ogni essere vivente merita rispetto, amore, compassione e di essere considerato non solo per ci\u00f2 che attualmente \u00e8, ma anche per ci\u00f2 che potrebbe essere, per quel residuo ontologico che \u00e8 in lui e che non si lascia afferrare da alcuno.<\/p>\n<p>Ecco: di questo, soprattutto, c&#8217;\u00e8 bisogno: di una concezione politica che tenga conto di tale &quot;resto&quot;, che guardi all&#8217;uomo ed agli altri viventi con quell&#8217;amore e con quella compassione che derivano dal vedere in essi molte pi\u00f9 cose di quelle che appaiono; nel vedervi un mistero, un mistero sacro, che celebra le lodi dell&#8217;Essere infinitamente sapiente e provvidente da cui ogni cosa promana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il liberalismo \u00e8 una ideologia politica dignitosa, una delle pi\u00f9 dignitose fra quante emerse nel corso della modernit\u00e0; 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