{"id":27858,"date":"2020-08-17T09:46:00","date_gmt":"2020-08-17T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/17\/perche-non-si-puo-vivere-in-un-mondo-senza-verita\/"},"modified":"2020-08-17T09:46:00","modified_gmt":"2020-08-17T09:46:00","slug":"perche-non-si-puo-vivere-in-un-mondo-senza-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/08\/17\/perche-non-si-puo-vivere-in-un-mondo-senza-verita\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 non si pu\u00f2 vivere in un mondo senza verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte affermato che la vita, scomparsa la fede nella verit\u00e0, risulta miseramente amputata e ridotta ad un moncone insensibile, a un&#8217;esistenza non pi\u00f9 degna di essere chiamata &quot;vita&quot;. Ma perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec importante? Perch\u00e9 \u00e8 un elemento fondamentale, senza il quale tutto il resto si spegne e diventa vuoto e indifferente? \u00c8 su questa domanda che focalizzeremo ora l&#8217;attenzione. In pochi casi come questo \u00e8 dato osservare quanto sia stretto il legame tra la sfera del pensiero filosofico e quella della vita pratica, della vita ordinaria delle cosiddette persone comuni (in realt\u00e0 ogni persona \u00e8 unica e perci\u00f2 eccezionale); in pochi casi si nota con altrettanta evidenza la futilit\u00e0 di una disciplina &quot;filosofica&quot;, come quella che oggi i professori insegnano a scuola, incapace di uscire all&#8217;ambito dei libri, della speculazione astratta, per calarsi nella dimensione concreta della vita, quella che riguarda tutti e non solo qualche intellettuale che si sente una monade a s\u00e9 stante, incline a scambiare il proprio sguardo per lo sguardo di Dio e a confondere i propri pensieri, e, non di rado, i propri vaneggiamenti, con l&#8217;essenza stessa del reale.<\/p>\n<p>Partiamo dalla sfera specificamente filosofica. I pensatori moderni, dall&#8217;umanesimo in poi, si sono sempre pi\u00f9 abituati a considerare come secondario l&#8217;orizzonte dell&#8217;essere, e quindi della verit\u00e0, per privilegiare quello dei modi, delle forme, del divenire: in altre parole, a privilegiare l&#8217;orizzonte del come rispetto a quello del cosa, e a focalizzare la propria ricerca sulla verit\u00e0 per me, secondo me, alla verit\u00e0 in se stessa. Diamo, per l&#8217;ennesima volta, a scopo di maggiore chiarezza, la definizione classica di verit\u00e0<em>: adaequatio rei et intellectus<\/em>, coincidenza dell&#8217;oggetto con l&#8217;intelletto. \u00c8 vera, perci\u00f2, quella cosa in cui l&#8217;essenza e il giudizio che la coglie, coincidono. L&#8217;aritmetica, ad esempio, \u00e8 la scienza dei numeri: dunque, \u00e8 vera la definizione dell&#8217;aritmetica come scienza dei numeri, e se qualcuno dicesse che l&#8217;aritmetica \u00e8 la scienza dei suoni, non direbbe una cosa vera, ma falsa; anche se la scienza dei suoni, cio\u00e8 la musica, ha indubbiamente a che fare con l&#8217;aritmetica, per via della quantit\u00e0 delle note musicali. Un altro esempio. Il capodoglio \u00e8 un mammifero marino: dunque \u00e8 vera la definizione del capodoglio come di un mammifero, e non di un pesce, anche se \u00e8 vero che la maggior parte dei pesci vivono nel mare, e comunque tutti vivono nell&#8217;acqua, mentre la maggioranza dei mammiferi vivono sulla terra. Chi affermasse che il capodoglio \u00e8 un pesce per il fatto che vive nel mare, direbbe una cosa falsa; come direbbe una cosa falsa chi negasse che il pinguino \u00e8 un uccello perch\u00e9 non vola, pur avendo delle ali, ma cammina e soprattutto nuota nell&#8217;acqua del mare. E chi dicesse che vita ed esistenza sono la stessa cosa? Direbbe una cosa falsa, perch\u00e9 l&#8217;esistenza \u00e8 ci\u00f2 che caratterizza la durata di una cosa, mentre la vita indica la complessit\u00e0 di tutti i fenomeni biologici che si svolgono nel tempo, ma non sono caratterizzati solo dalla durata, bens\u00ec da mille altri fattori. Anche una statua esiste; anche una citt\u00e0 esiste; anche un vulcano, un fiume, un pianeta, una stella, esistono: ci\u00f2 tuttavia non significa che vivano. L&#8217;esistenza umana pertanto, non \u00e8 sinonimo della vita umana: l&#8217;uomo non pu\u00f2 accontentarsi di esistere, deve vivere: la sua esistenza si manifesta con la vita, ma la sua vita non si riduce ad esistenza, \u00e8 molto di pi\u00f9: qualcosa d&#8217;infinitamente pi\u00f9 vario e ricco del semplice esistere, che \u00e8 il protrarsi nel tempo restando sempre se stesso. L&#8217;uomo non resta uguale a se stesso, la statua s\u00ec; la citt\u00e0, il fiume, il monte, l&#8217;astro non restano uguali a se stessi, evolvono e si trasformano, ma evolvono secondo leggi fisiche e cause naturali. Solamente all&#8217;uomo \u00e8 dato il privilegio di evolversi in base a una legge propria, stabilita da lui stesso e sia pure non in termini assoluti, ma relativi: la legge del libero arbitrio. Ecco dunque che l&#8217;essenza dell&#8217;uomo \u00e8 inseparabile dall&#8217;idea della libert\u00e0: senza libero arbitrio, l&#8217;uomo non sarebbe pi\u00f9 uomo. E non ha importanza quanto alla definizione della natura umana, il fatto che alcuni individui, per difetto di nascita o per accidente sopravvenuto, perdano la facolt\u00e0 del libero arbitrio: essa \u00e8 tuttavia inscritta nella loro natura, e solo circostanze accidentali hanno privato di essa quegli individui, i quali non pertanto conservano la caratteristica umana, che non \u00e8 e non sar\u00e0 mai assimilabile alla semplice esistenza. Neppure se un essere umano cade in coma e vi permane per anni ed anni, perde lo statuto di essere umano, insieme alla dignit\u00e0 che appartiene alla natura umana. E lo stesso vale per l&#8217;uomo non ancora nato, ma gi\u00e0 concepito nel seno materno: \u00e8 un essere umano, indipendentemente dalle fasi del suo sviluppo: a lui conviene la definizione di uomo e ci\u00f2 implica ch&#8217;\u00e8 dotato di libero arbitrio, sia pure allo stato potenziale, che si manifester\u00e0 visibilmente solo dopo l&#8217;evento della sua nascita.<\/p>\n<p>Abbiamo detto poc&#8217;anzi che cogliere la verit\u00e0 di una cosa equivale a cogliere la sua essenza, separandola, evidentemente, da ci\u00f2 che le appartiene, ma in maniera non essenziale. Alla musica appartiene il numero, ma il numero non \u00e8 la cosa essenziale; al capodoglio, in quanto mammifero, appartiene il fatto di vivere nelle acque marine, ma non \u00e8 la cosa essenziale; e al pinguino appartiene il fatto di camminare e nuotare, ma, per riconoscerlo come uccello, queste cose non sono essenziali. Ora, la filosofia moderna ha abbandonato, da secoli, la ricerca dell&#8217;essenza: valga come esempio illuminante la filosofia di Kant, il quale candidamente asserisce di non aver nulla da dire circa l&#8217;essenza della cosa, ma solo sulla sua manifestazione. Mai la filosofia si era auto-mutilata e auto-avvilita cos\u00ec tanto; e il fatto che ci\u00f2 non sia stato percepito, non sia stato riconosciuto, anzi che si sia voluto fare di Kant un maestro del pensiero, \u00e8 di per se stesso altamente indicativo di cosa sia, in effetti, il pensiero moderno. Per restare in linea con la definizione della verit\u00e0 come capacit\u00e0 di riconoscere l&#8217;essenza: la filosofia di Kant, come quasi tutte le filosofie moderne, \u00e8, propriamente parlando, non filosofia, se \u00e8 essenziale alla filosofia la ricerca dell&#8217;essenza delle cose e quindi il saper separare da esse tutto ci\u00f2 che essenziale non \u00e8. Per la stessa ragione, abbiamo affermato che l&#8217;essenza dell&#8217;uomo \u00e8 il libero arbitrio; ma le filosofie moderne, quasi tutte, negano il libero arbitrio (con le due curiose, opposte e speculari eccezioni di Kierkegaard e Nietzsche): dunque, tutta la filosofia moderna erra clamorosamente nel giudizio sull&#8217;uomo, e, quando pretende di parlare di lui, non sa letteralmente quel che si dice. E adesso vediamo in quale maniera tutto ci\u00f2 abbia a che fare con la vita concreta delle persone comuni e non riguardi solo delle dispute accademiche all&#8217;interno d&#8217;una piccola minoranza di pensatori di professione.<\/p>\n<p>Le persone comuni, per vivere degnamente la propria vita, e non limitarsi ad esistere, ossia consumarsi nella durata e infine cessare di esistere quando il tempo \u00e8 scaduto, hanno bisogno di una cosa soprattutto: un orizzonte di speranza. Non si confondano le situazioni individuali con la questione generale. Sappiamo benissimo che in tutte le societ\u00e0 esiste, strutturalmente, un certo numero d&#8217;individui disadattati, infelici, sopraffatti dai casi della vita, che sono scivolati nel pozzo della disperazione Ci\u00f2 non ha mai impedito a una societ\u00e0 sana di continuare a credere nella vita, il che si nota in ogni manifestazione del libero arbitrio, ma prima di tutto nella facolt\u00e0 riproduttiva. Una societ\u00e0 sana ama la vita e non teme di mettere al mondo dei figli in quantit\u00e0 sufficiente a colmare le morti e a garantire un certo margine di sicurezza per il domani. Quando una societ\u00e0 smette di procreare in misura adeguata, ci\u00f2 significa che qualcosa si \u00e8 spezzato nella voglia di viere delle persone, e questo qualcosa si chiama disperazione. Una societ\u00e0 al cui interno vi sono individui disperati, seguita nondimeno a credere in se stessa, a lavorare, a produrre, a costruire, a investire nel futuro, a scommettere sulle generazioni a venire; ma una societ\u00e0 disperata smette di fare figli e marcia a grandi passi verso l&#8217;auto-estinzione. Che poi dei politici idioti o venduti pensino di &quot;risolvere&quot; il problema favorendo in ogni modo l&#8217;immigrazione straniera, oltretutto di soggetti che sono agli antipodi della propria civilt\u00e0 e della propria tradizione, e nel frattempo agevolando al massimo le pratiche del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia e delle unioni omosessuali, non sposta d&#8217;un millimetro il nocciolo del problema: anzi, contribuisce ad aggravarlo e ad affrettarne la tragica e inevitabile conclusione. Ma perch\u00e9 la societ\u00e0 moderna, nel suo complesso, nella sua essenza, ha perso quell&#8217;orizzonte di speranza che consente agl&#8217;individui di credere nel futuro e di scommettere su di esso? A nostro avviso, ci\u00f2 \u00e8 strettamente correlato con la perdita dell&#8217;orizzonte metafisico da parte dei filosofi. Anche se pu\u00f2 non apparire evidente, quello che pensano i filosofi \u00e8 molto importante per la societ\u00e0 nel suo complesso: in un certo senso esso determina il clima generale, la tonalit\u00e0 d&#8217;insieme della societ\u00e0 stessa, attraverso le manifestazioni della politica, dell&#8217;economia, della cultura, dello spettacolo, dello sport, eccetera. Se i pensatori hanno fede nella verit\u00e0; se pensano che essa sia raggiungibile, che sia possibile arrivare fino ad essa, un senso di fiducia, di tranquilla sicurezza si diffonde in ogni ambito e si ripercuote sino all&#8217;ultimo gradino della scala sociale, fino al povero e al disoccupato, i quali, pur nella loro povert\u00e0 e nella loro disoccupazione, conserveranno inalterato &#8212; in linea di massima, si capisce, e non in ogni singolo caso &#8212; un certo grado di fiducia, magari anche solo inconscia, nella possibilit\u00e0 d&#8217;una ripresa, d&#8217;un mutamento di segno positivo. Finch\u00e9 i grandi filosofi &#8211; Platone, Aristotele, sant&#8217;Agostino, san Tommaso d&#8217;Aquino &#8212; hanno tenuto fermo su questo punto essenziale: l&#8217;uomo \u00e8 una creatura razionale, \u00e8 dotato di libero arbitrio e quindi pu\u00f2 riconoscere il vero dal falso, anche la societ\u00e0 nel suo complesso ha creduto in se stessa e ha scommesso nel futuro. Nessuno, tranne un pazzo, si mette a costruire una casa se non \u00e8 persuaso della stabilit\u00e0 delle fondamenta. Ora, il concetto di verit\u00e0 \u00e8 alla base di qualsiasi altra cosa: non solo \u00e8 impensabile costruire una casa o una citt\u00e0, ma \u00e8 assurdo anche solo immaginare una qualsiasi attivit\u00e0 lavorativa, un&#8217;impresa, un legame stabile fra l&#8217;uomo e la donna, il rispetto delle leggi, la sacralit\u00e0 dell&#8217;amicizia, l&#8217;amore verso la patria, e naturalmente l&#8217;adorazione del vero Dio, se si prescinde da questa elementare certezza: la verit\u00e0 esiste ed \u00e8 a portata della conoscenza umana, certo a determinate condizioni. Senza la ferma convinzione che la verit\u00e0 esiste e che l&#8217;uomo \u00e8 capace di essa, anzi che \u00e8 destinato ad essa, tutto diventa instabile, fragile, provvisorio. La cultura del relativismo ha distrutto appunto questa certezza, e da quel momento ogni cosa ha iniziato a franare, a dissolversi: casa, lavoro, famiglia, amicizia, legalit\u00e0, risparmio, cultura, amore per l&#8217;infanzia, cura per la vecchiaia, politica intesa come scienza del vivere ordinato e proficuo in una societ\u00e0 organizzata. L\u00e0 dove domina il relativismo, arrivano infallibilmente i suoi inevitabili frutti: velenosi: materialismo, opportunismo, egoismo, narcisismo, superficialit\u00e0, trascuratezza, indolenza, edonismo, libertinismo, furbizia disonesta, malizia, lussuria, cupidigia, superbia, indifferenza, accidia, grossolanit\u00e0, cattiveria, ateismo. In una tale societ\u00e0, i vizi si scatenano e vengono vezzeggiati, incoraggiati, stimolati da tutto il sistema dello spettacolo e dell&#8217;informazione, entrambi asserviti all&#8217;egoismo finanziario. Le culle vuote non sono altro che il segno visibile di questo supremo disordine eretto a sistema, di questa contro-morale che prende il posto della vera morale, di questo trionfo del vizio che viene proclamato come il trionfo della virt\u00f9, beninteso nel senso laicista del termine. La legge, recentemente approvata in Francia, che consente d&#8217;innalzare il limite dell&#8217;aborto volontario, in taluni casi, fino al nono mese di gravidanza, \u00e8 l&#8217;ultima tappa di questa marcia necrofila e distruttiva che ha preso la societ\u00e0 moderna, dopo aver smarrito, rifiutato, cacciato via da s\u00e9 il concetto della verit\u00e0. Non \u00e8 pi\u00f9 vero quello che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero quel che si dice. E se un parlamento si permette di dire che un nascituro giunto al nono mese della gestazione non \u00e8 un essere umano, quindi non \u00e8 un soggetto di diritti, ma solo un grumo di cellule, mentre i soli diritti riconosciuti sono quelli della gestante, allora \u00e8 chiaro che la verit\u00e0 in quanto tale non esiste pi\u00f9, \u00e8 solo una finzione arbitraria, che ciascuno pu\u00f2 tirare dalla propria parte, purch\u00e9 abbia la forza per farlo. Cos\u00ec, fra poco, in molti Paesi occidentali diverr\u00e0 impossibile affermare che la vita si origina dall&#8217;unione dell&#8217;uomo e della donna: \u00e8 vero, ma non lo si potr\u00e0 dire, in omaggio a un&#8217;ideologia mortifera, che negando la vita nega contemporaneamente la verit\u00e0 delle cose; diventer\u00e0 una verit\u00e0 indicibile e quindi una non verit\u00e0, una verit\u00e0 rimossa e imputridita. Ma quando la verit\u00e0 imputridisce, il suo fetore ammorba tutto e impregna la coscienza delle persone, che diviene una cattiva coscienza. Questa, a sua volta, genera un oscuro senso di colpa, anche in quelli che non hanno razionalmente nulla da rimproverarsi: \u00e8 un qualcosa che sta al di sotto della coscienza, come l&#8217;urlo strozzato d&#8217;un bambino morto prima di venire alla luce. Ecco perch\u00e9 non si pu\u00f2 vivere in un mondo senza verit\u00e0 ed ecco perch\u00e9 la filosofia \u00e8 cos\u00ec importante per il destino della societ\u00e0.<\/p>\n<p>I credenti si rifugiano, giustamente, nella fede, ma anche l\u00ec \u00e8 giunta l&#8217;onda fangosa del relativismo: e vi giunge, come al solito, attraverso il pensiero di pochi. Una dozzina di cattivi teologi, Teilhard de Chardin, Karl Rahner, Hans K\u00fcng, \u00e8 stata capace di avvelenare le pure fonti della dottrina e del magistero, spingendo milioni di cattolici verso il disordine, lo smarrimento, l&#8217;angoscia. Anche qui il venir meno del concetto di verit\u00e0 assoluta, che in termini religiosi \u00e8 Dio, ha fatto sentire e continua a far sentire i suoi effetti esiziali. Stretti in un cerchio di morte, gli uomini si sentono impotenti, disperati: non vogliono mettere al mondo dei figli in un mondo cos\u00ec orribile, che loro stessi hanno creato. Chi li salver\u00e0 se non Colui che <em>\u00e8<\/em> la verit\u00e0 e che per amore di lei ha affrontato e vinto la morte?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte affermato che la vita, scomparsa la fede nella verit\u00e0, risulta miseramente amputata e ridotta ad un moncone insensibile, a un&#8217;esistenza non pi\u00f9 degna<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-27858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27858"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27858\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}