{"id":27850,"date":"2017-07-11T09:40:00","date_gmt":"2017-07-11T09:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/11\/perche-esistono-le-cose-invece-del-niente\/"},"modified":"2017-07-11T09:40:00","modified_gmt":"2017-07-11T09:40:00","slug":"perche-esistono-le-cose-invece-del-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/11\/perche-esistono-le-cose-invece-del-niente\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 esistono le cose invece del niente?"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono delle espressioni che siamo soliti adoperare, o che sono familiari alla nostra mente, e sulle quali, tuttavia, non abbiamo mai riflettuto in maniera un po&#8217; approfondita: le usiamo, le sentiamo adoperare, e le troviamo abbastanza &quot;logiche&quot;; e questo \u00e8 tutto. Fra queste espressioni, ci sono le seguenti: <em>Dio ha creato il mondo per amore<\/em>; oppure: <em>La vita ci \u00e8 stata data per amare<\/em>; oppure ancora: <em>La vocazione \u00e8 la chiamata di Dio<\/em>. Alla fine, esse diventano abituali, perch\u00e9 ci sono familiari; ma non le contempliamo, non ne godiamo come dovremmo e come potremmo, proprio come si fa col giardino della casa di fronte, che guardiamo solo distrattamente, proprio perch\u00e9 lo vediamo ogni giorno. Ebbene, proviamo a guardarle un po&#8217; pi\u00f9 da vicino, a riflettervi, a contemplarle in tutta la loro profondit\u00e0 e ricchezza.<\/p>\n<p><em>Dio ha creato il mondo<\/em>. E perch\u00e9, poi? Perch\u00e9, se non lo avesse creato, nulla esisterebbe. Ma, si potrebbe obiettare, forse non lo ha creato; forse ha solo plasmato qualche cosa che esisteva gi\u00e0. Eppure, questo non \u00e8 possibile: se qualcosa esisteva prima di Dio, o indipendentemente da Dio, allora Dio non \u00e8 pi\u00f9 Dio, ma solo un piccolo dio, uno dei tanti, limitato, circoscritto; un semplice demiurgo. Inoltre, se avesse plasmato qualche cosa che gi\u00e0 c&#8217;era, questo qualcosa sarebbe Dio: Dio, infatti, \u00e8 ci\u00f2 che esiste da sempre, ci\u00f2 la cui esistenza precede tutte le altre, le quali, a loro volta, la presuppongono, come l&#8217;inferiore presuppone ci\u00f2 che \u00e8 superiore, e l&#8217;imperfetto presuppone ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, e il temporale presuppone ci\u00f2 che \u00e8 eterno, e il finito presuppone ci\u00f2 che \u00e8 infinito. Ma se le cose fossero Dio, se il mondo fosse Dio e Dio fosse il mondo, ed esistesse da sempre, ci\u00f2 vorrebbe dire che Dio diviene: il mondo, infatti, \u00e8 in perpetuo divenire. I mari, le montagne, i pianeti, le stelle, le nebulose, le galassie, tutto muta, pi\u00f9 o meno lentamente, pi\u00f9 o meno velocemente: Dio, per\u00f2, per definizione, non pu\u00f2 mutare. Muta e si corrompe ci\u00f2 che \u00e8 imperfetto, e, per il principio dell&#8217;entropia, cade in preda a un disordine sempre maggiore. Immaginate una cosa qualsiasi, una cosa bella e nuova: una stanza d&#8217;albergo; un&#8217;automobile appena acquistata; una nave, un aereo, una torre, una cattedrale, un osservatorio astronomico, una stazione spaziale: un po&#8217; alla volta, le ore, i giorni, i mesi e gli anni, introducono in ciascuna di tali cose un crescente disordine; qualcosa si guasta, bisogna ripararla; qualcosa si scrosta, si deve riverniciarla; qualcosa si deteriora, bisogna sostituirla. Nulla si conserva perfetto, di quanto \u00e8 soggetto alle leggi del mondo materiale; tutto acquista un grado crescente di disordine e d&#8217;imperfezione. Non parliamo degli esseri viventi, che invecchiano, si ammalano e muoiono, e nulla e nessuno li pu\u00f2 sostituire. Certo, noi pensiamo che la loro esistenza prosegua, ma in forma puramente spirituale; fisicamente, tuttavia, dobbiamo prendere atto della loro morte, della loro corruzione e della loro dissoluzione. Ma potremmo mai immaginare una cosa simile di Dio?<\/p>\n<p>Dunque, Dio crea il mondo. E se, invece di crearlo, lo generasse, vale a dire lo traesse dal suo medesimo essere? Non \u00e8 possibile, perch\u00e9 &quot;generare&quot; significa produrre qualcosa di simile a s\u00e9: ma Dio \u00e8 Persona puramente spirituale, e abbiamo appena visto perch\u00e9: se fosse materiale, o parzialmente materiale, subirebbe le leggi del mutamento e della corruzione. Dunque, cos\u00ec come Dio non pu\u00f2 &quot;ricevere&quot; l&#8217;esistenza del mondo come distinta e anteriore a Se stesso, perch\u00e9, in tal caso, non Lui sarebbe dio, ma il mondo, allo stesso modo Dio non pu\u00f2 generarlo, perch\u00e9, se lo generasse, vorrebbe dire che in Lui vi \u00e8, appunto, qualcosa di materiale e di diveniente: pu\u00f2 solo crearlo. Ma ecco subito un&#8217;altra domanda impertinente: <em>perch\u00e9 Dio crea il mondo?<\/em> Per amore, diciamo, o abbiamo sentito dire; ma che significa, esattamente? Significa che avrebbe potuto non crearlo: Dio, per definizione, \u00e8 assolutamente libero. Non lo ha creato n\u00e9 perch\u00e9 ne avesse bisogno, dato che, in tal caso, sarebbe stato imperfetto, n\u00e9 perch\u00e9 fosse obbligato a farlo, perch\u00e9, in tal caso, non sarebbe stato libero, e avrebbe dovuto inchinarsi ad una volont\u00e0 pi\u00f9 forte della sua, il che \u00e8 assurdo, oppure ci rimanda a un dio minore, a un demiurgo, ma non all&#8217;unico e vero Dio. Inoltre, se Dio avesse creato le cose perch\u00e9 ne sentiva la mancanza, avrebbe agito in base a un calcolo di convenienza, il che avviene nel mondo delle creature, ma non \u00e8 pensabile per l&#8217;Autore stesso della creazione. L&#8217;Autore della creazione deve essere disinteressato, perch\u00e9, diversamente, nella creazione si coglierebbero gli indizi del suo desiderio e del suo calcolo, cos\u00ec come, osservando bene un&#8217;opera umana, anche la pi\u00f9 &quot;disinteressata&quot;, come l&#8217;opera d&#8217;arte, si arriva sempre a capire che in essa vi \u00e8 un elemento di calcolo, di aspettativa, di desiderio di ricevere qualcosa: la gloria, o il successo, o, comunque, un certo grado di riconoscimento; oppure ancora, come nelle vite dei santi, un bisogno di pace e di armonia interiore. Ma Dio ha gi\u00e0 la pace, perch\u00e9 Egli <em>\u00e8<\/em> la pace e l&#8217;armonia: opinare diversamente, equivale a pensare non Dio, ma, di nuovo, una piccola divinit\u00e0 di secondo o terzo grado, come gli dei dell&#8217;<em>Iliade<\/em>, che partecipano alle stesse passioni, imperfezioni e limitazioni umane (perfino Zeus arriva a commuoversi sul destino di morte che grava sopra suo figlio Sarpedonte, ma nulla pu\u00f2 fare per opporsi al volere del Fato).<\/p>\n<p>Ora, se Dio crea il mondo senza costrizione, senza necessit\u00e0 alcuna, n\u00e9 lo crea perch\u00e9 gli manchi qualcosa, resta una sola possibilit\u00e0: che <em>Egli lo crei per amore<\/em>, ma un amore totalmente, assolutamente disinteressato, quale nessun essere umano ha mai conosciuto e mai conoscer\u00e0. E ha spinto questo amore fino al punto di farsi uomo Egli stesso, per poter amare gli uomini sino in fondo: insegnando loro la sua volont\u00e0, che \u00e8 il comandamento dell&#8217;amore, e sacrificandosi per amor loro, in modo del tutto gratuito, perch\u00e9 avrebbe potuto anche scegliere, per Se stesso, un altro destino. Nulla lo costringeva a incarnarsi e nulla lo obbligava a morire sulla croce: lo ha fatto per liberissima scelta, solo e unicamente per amor nostro. <em>Siete stati riscattati a caro prezzo<\/em>, dice san Paolo, nella <em>Prima lettera ai Corinzi<\/em>. S\u00ec: riscattati dal sangue di Cristo.<\/p>\n<p>Riassumendo la posizione classica di San Tommaso d&#8217;Aquino, Giacomo Samek Lodovici, figlio e degno continuatore di suo padre, il grande filosofo cattolico Emanuele Samek Lodovici (1942-1981), cos\u00ec scrive (sulla rivista <em>Il Timone<\/em>, Milano, febbraio 2012, pp. 41-42):<\/p>\n<p><em>[&#8230;] mi soffermo brevemente solo sugli ultimi due attributi di Dio appena menzionati: Trascendente e Creatore. Cos\u00ec facendo, veniamo ad un&#8217;altra delle nostre domande iniziali: &quot;perch\u00e9 ci sono le cose invece che nulla?&quot;. Ci sono perch\u00e9 Dio le crea.<\/em><\/p>\n<p><em>Infatti, Dio dev&#8217;essere Trascendente (distinto) rispetto al mondo e parimenti immateriale, perch\u00e9 se Dio fosse coincidente col mondo sarebbe coinvolto nel divenire del mondo e della materia, in lui ci sarebbero cose che succedono nel mondo come il deterioramento, l&#8217;infezione, la putrefazione ecc. ed egli inoltre sarebbe malvagio, perch\u00e9 nel mondo ci sono atti malvagi. Il che implica insostenibilit\u00e0 del panteismo, che afferma che Dio coincide col mondo (o, almeno, che dice che in ogni cosa c&#8217;\u00e8 una parte di Dio). Se Dio \u00e8 Trascendente-Distinto dalle cose, ne segue che le cose esistono o perch\u00e9 lui le genera, o perch\u00e9 lui le crea. Ora, la generazione \u00e8 la produzione di una cosa che scaturisce da un generante ed ogni generante genera qualcosa di simile a s\u00e9: ogni generato-figlio \u00e8simile al generante-padre. Ma Dio \u00e8 puro spirito, dunque da lui non pu\u00f2 scaturire per generazione la materia; ora, il mondo \u00e8 fatto anche di materia, dunque non pu\u00f2 derivare da Dio per generazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Pertanto, resta solo la possibilit\u00e0 che il mondo sia creato da Dio. E la creazione non \u00e8 la trasformazione di qualcosa di preesistente (come era, per esempio, la plasmazione realizzata dal Demiurgo di cui parlava Platone), bens\u00ec la produzione totale di una cosa che non esisteva per nulla (quando diciamo che un artista crea la sua opera, usiamo la nozione di creazione in un senso un po&#8217; depotenziato, perch\u00e9 in realt\u00e0 l&#8217;artista presuppone qualcosa: per esempio il marmo per fare la statua), la produzione di una cosa che non ha nessun presupposto.<\/em><\/p>\n<p><em>E, allora, possiamo fare un&#8217;ulteriore domanda: perch\u00e9 Dio crea il mondo e l&#8217;uomo?<\/em><\/p>\n<p><em>Visto che Dio \u00e8 da sempre sommamente perfetto ne segue che crea il mondo e l&#8217;uomo senza guadagnare nulla; visto che \u00e8 Onnipotente, ne segue che \u00e8 totalmente libero (altrimenti non sarebbe davvero Onnipotente n\u00e9 perfetto); visto che \u00e8 assolutamente libero, ne segue che crea il mondo e l&#8217;uomo senza la minima costrizione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma, allora, se Dio non crea per guadagnare qualcosa, n\u00e9 per costrizione bens\u00ec liberamente, resta solo questa possibilit\u00e0 (compresa solo dopo l&#8217;avvento del cristianesimo e gi\u00e0 intravista nel mondo greco da Platone, che per\u00f2 parlava di plasmazione, non di creazione: Dio crea per amore e si interessa premurosamente all&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, ribadiamolo, la creazione non \u00e8 una trasformazione di qualcosa di preesistente, non \u00e8 una mutazione di qualcosa di gi\u00e0 dato (&quot;creatio non est mutatio&quot;, dice Tommaso), bens\u00ec fa essere una cosa che prima non esisteva per nulla. E la parola &quot;nulla&quot; non designa il vuoto, bens\u00ec il ni-ente, il non essere, che ha un&#8217;esistenza solo mentale (nel senso che c&#8217;\u00e8 un concetto mentale che lo definisce) ma non reale: il nulla lo nominiamo, ma non esiste. Dio con la creazione realizza delle cose di cui egli ha il concetto nella sua mente, ma queste sue idee mentali sono distinte dalle cose che ci sono nel modo (come la scultura di un atleta realizzata dallo scultore \u00e8 distinta dall&#8217;idea di atleta che lo scultore ha nella sua mente), le quali prima dell&#8217;atto creativo non hanno nessuna esistenza fuori dalla mente di Dio: la creazione fa essere.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 precisamente ancora, per Tommaso la creazione \u00e8 una relazione tra il Creatore e la creatura, non \u00e8 un atto che inizia e finisce, bens\u00ec un rapporto tra Dio e il mondo in forza di cui il mondo inizia ad esistere ed inoltre perdura, permane nell&#8217;essere. In altri termini, la creazione \u00e8 anche conservazione: per usare un&#8217;immagine, Dio tiene ogni cosa ed ogni uomo sul palmo della sua mano, e sotto la sua mano c&#8217;\u00e8 l&#8217;abisso del nulla. Noi scompariremmo in questo abisso se Dio non ci facesse perdurare. E Dio ci tiene sul palmo della sua mano anche quando, invece che cor-rispondere all&#8217;amore con cui lui ci crea e ci fa perdurare, piuttosto lo snobbiamo con indifferenza o (peggio ancora) quando lo vilipendiamo bestemmiando oppure devastando, oppure uccidendo le sue creature. S\u00ec, ci tiene lo stesso sul palmo della sua mano: la cosa ci dovrebbe far riflettere a lungo ed agire di conseguenza&#8230;<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec: davvero la cosa ci dovrebbe far riflettere molto seriamente.<\/p>\n<p>Proviamo infatti a spostare le nostre domande da Dio all&#8217;uomo, e chiediamoci, per prima cosa: <em>perch\u00e9 l&#8217;uomo, creatura intelligente, \u00e8 stato creato?<\/em> \u00c8 stato creato per farsi questa domanda e per trovare la risposta. E la risposta \u00e8: <em>per trovare, amare e adorare Dio<\/em>, il suo Creatore, la fonte del suo essere. Ora, guardiamoci dentro, poi guardiamoci attorno: che cosa vediamo? Noi stessi, e gli altri uomini, che viviamo in maniera disordinata, inseguendo le nostre passioni; non vediamo ci\u00f2 che dovremmo vedere, non sentiamo ci\u00f2 che dovremmo sentire: l&#8217;amore immenso di Dio per noi, e il nostro impulso a corrispondervi.<\/p>\n<p>Subito i materialisti insorgeranno: <em>Voi avete sempre in bocca il dover essere<\/em>, ci diranno; <em>ma non vedete che, cos\u00ec facendo, rendete l&#8217;uomo infelice, perch\u00e9 lo vorreste diversamente da come egli \u00e8, lo trovate sempre in difetto, gli rimproverate sempre qualcosa?<\/em> Questo dicono, infatti, i campioni della &quot;liberazione&quot;. La loro diagnosi \u00e8 giusta: l&#8217;uomo \u00e8 infelice, caricato di pesi eccessivi; ma \u00e8 sbagliata l&#8217;analisi: non \u00e8 infelice perch\u00e9 posto in obbligo da Dio, al contrario, \u00e8 infelice perch\u00e9 se ne sta lontano da Dio. Se stesse vicino a Dio, se corrispondesse all&#8217;amore di Dio, troverebbe quel che gli manca &#8212; nella misura in cui \u00e8 possibile trovarlo in questa vita -: qualche cosa di assai vicino alla perfetta felicit\u00e0. La prova di quello che stiamo affermando? Basta osservare la realt\u00e0: dappertutto vediamo che l&#8217;uomo rivendica a se stesso spazi sempre pi\u00f9 grandi di libert\u00e0, intesa come libert\u00e0 assoluta, cio\u00e8 anche come libert\u00e0 negativa, come trasgressione, come abuso di ci\u00f2 che gli \u00e8 dato; eppure, non sembra pi\u00f9 felice, n\u00e9 vi sono indizi che facciano presagire che lo sar\u00e0 in futuro. Tutto il contrario: lo vediamo tanto pi\u00f9 infelice, quanto pi\u00f9 abusa della sua libert\u00e0. Ergo, \u00e8 proprio il cattivo uso della sua libert\u00e0 a renderlo infelice: e, procedendo su questa strada, come sembra intenzionato a fare, con passo sempre pi\u00f9 spedito, non manca ancor molto che precipiter\u00e0 nell&#8217;abisso. Ora, che cosa vuol dire che Dio ha, nella sua mente, l&#8217;idea di come dovremmo essere, se non che Egli desidera per ciascuno di noi la piena felicit\u00e0? Egli sa che solo con Lui, cio\u00e8 nell&#8217;amore totale e disinteressato, possiamo trovare quel che cerchiamo, la felicit\u00e0. Tuttavia, ci ama cos\u00ec tanto da rispettarci; e tollera che noi, sciocchi e ingrati, gli voltiamo le spalle, ci ribelliamo, lo accusiamo della nostra infelicit\u00e0 (<em>dov&#8217;\u00e8 Dio?,<\/em> diciamo, quando siamo provati): non ci costringe a essere felici&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono delle espressioni che siamo soliti adoperare, o che sono familiari alla nostra mente, e sulle quali, tuttavia, non abbiamo mai riflettuto in maniera un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117],"class_list":["post-27850","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27850"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27850\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}