{"id":27846,"date":"2016-08-27T12:29:00","date_gmt":"2016-08-27T12:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/27\/perche-la-fede-e-diventata-cosi-difficile-oggi\/"},"modified":"2016-08-27T12:29:00","modified_gmt":"2016-08-27T12:29:00","slug":"perche-la-fede-e-diventata-cosi-difficile-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/27\/perche-la-fede-e-diventata-cosi-difficile-oggi\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la fede \u00e8 diventata cos\u00ec difficile, oggi"},"content":{"rendered":"<p>La crisi del sentimento religioso, e, in particolare, la crisi del cattolicesimo, traggono origine da svariati meccanismi dell&#8217;incontro\/scontro fra la civilt\u00e0 moderna, che si afferma nella sua versione estrema, tecnologica, edonista e relativista, e il mondo pre-moderno, le cui ultime forme superstiti cadono una dopo l&#8217;altra, venendo poi subito dimenticate (ma non \u00e8 raro che vengano dimenticate, per cos\u00ec dire, mentre sono ancora in vita, e sia pure agonizzanti).<\/p>\n<p>Al fondo di questo fenomeno, tuttavia, vi \u00e8 un nucleo essenziale che non \u00e8 difficile isolare e mettere specificamente a fuoco, tralasciando il resto, pur consapevoli del fatto che si tratta, con ci\u00f2, di una operazione di semplificazione e di schematizzazione, non per\u00f2 del tutto arbitraria, bens\u00ec, entro certi limiti, legittima e perfino utile per andare al nocciolo della questione: e questo nucleo si potrebbe riassumere in una breve, semplice domanda: <em>Perch\u00e9 la fede \u00e8 diventata cos\u00ec difficile, oggi?<\/em> Perch\u00e9, in altri termini, le persone fanno tanta fatica a credere in Dio, nell&#8217;immoralit\u00e0 dell&#8217;anima, nel Verbo incarnato ed in tutte le altre verit\u00e0 tramandate e insegnate nel corso dei secoli, e che formano la Rivelazione cristiana, base della nostra civilt\u00e0 e del nostro modo di vivere, di sentire, di pensare, di amare, e persino di morire?<\/p>\n<p>Se riusciremo a capire questo, e a rispondere a questa domanda, solo allora saremo in condizioni di comprendere veramente la realt\u00e0 dell&#8217;uomo moderno, e di trovare la strada che potr\u00e0 permetterci di uscire dal vicolo cieco nel quale la nostra societ\u00e0 sembra ormai irrimediabilmente bloccata; se no, potremo anche escogitare nuove e sempre pi\u00f9 sofisticate tecnologie, potremo dominare le forze della natura, ma continueremo a perdere la padronanza di noi stessi, a divenire estranei al nostro io pi\u00f9 vero e profondo, e a condannarci ad una impotenza sempre pi\u00f9 grave, ad un&#8217;angoscia sempre pi\u00f9 paralizzante, a un desiderio di morte sempre pi\u00f9 imperioso. E andremo verso la fine della nostra vita con un ulteriore rimorso sulla coscienza, ammesso che ne abbiamo ancora una: di aver creato le condizioni per rendere la vita impossibile ai nostri figli. Cosa che essi non potranno perdonarci mai, perch\u00e9 nessuna generazione aveva mai perpetrato un cos\u00ec raffinato tradimento nei confronti di quella successiva.<\/p>\n<p>Come abbiamo accennato, le cause della difficolt\u00e0 di credere sono molteplici; una, per\u00f2, spicca fra tutte, ed \u00e8 li che intendiamo fermare la nostra attenzione: una crescente, patologica, incontenibile superbia intellettuale, che ha portato l&#8217;uomo, nel corso degli ultimi secoli, a rifiutare il proprio statuto ontologico di creatura e lo ha persuaso, consciamente o inconsciamente, di avere il &quot;diritto&quot; di ergersi allo statuto di creatore egli stesso: ci\u00f2 che scienziati folli e malvagi, ma lucidi e perfettamente razionali nel loro ottenebramento, stanno perseguendo attraverso svariate tecniche di manipolazione genetica, di clonazione, di creazione di creature viventi ibride, da essi fabbricate in laboratorio a fini meramente economici o, peggio ancora (se possibile), per un vero e proprio delirio d&#8217;onnipotenza. Tutto questo \u00e8 stato reso possibile da una drammatica eclisse del sacro, dalla scomparsa dell&#8217;amore e del timor di Dio (non solo dell&#8217;amore, ma anche del sacrosanto timore di Lui!), da un oscuramento del Logos contemplativo e disinteressato, a vantaggio di un Logos puramente strumentale e calcolante; in breve: da una dissoluzione di quella cultura, di quella spiritualit\u00e0, di quel senso di responsabilit\u00e0, che fungevamo da contrappeso all&#8217;<em>homo tecnologicus<\/em>, che ne imbrigliavano (entro certi limiti) le pulsioni distruttive, o che riuscivano a incanalarle entro forme accettabili e utili, a indirizzarle verso fini nobili e costruttivi, insomma a spiritualizzare e a responsabilizzare le pulsioni egoiche dell&#8217;Io, impedendogli di farsi il tiranno di se stesso e dei suoi simili, nonch\u00e9 della natura tutta. Oggi questi contrappesi sono stati scalzati e divelti, uno dopo l&#8217;altro, perch\u00e9 una delirante cultura dei &quot;diritti&quot; li ha denunciati come altrettante forme di repressione e mortificazione dell&#8217;Io, come ostacoli al progresso e alla libert\u00e0 umani.<\/p>\n<p>Ma venendo alla psicologia individuale, alla coscienza che si trova a tu per tu con il problema della fede, con la difficolt\u00e0 di credere, con una sorta di fastidio, di allergia, di insofferenza nei confronti del divino, che cosa possiamo dire, che cosa possiamo fare, per superare la situazione di stallo in cui ci troviamo e per recuperare quell&#8217;armonia, quello spirito di fiducioso abbandono con cui i nostri nonni si rimettevano a Dio e lo eleggevano a guida infallibile della loro esistenza, nella lieta cos\u00ec come nell&#8217;avversa fortuna, riuscendo a condurre una vita difficile, s\u00ec, ma nel complesso serena, perch\u00e9 le difficolt\u00e0 trovavamo un orizzonte di senso, e a ciascun sacrificio corrispondeva la tranquilla coscienza di chi sa di percorrere &quot;la diritta via&quot;, verso l&#8217;unica cosa che realmente conti: la pace dell&#8217;anima e il raggiungimento della salvezza eterna? Che cosa possiamo dire all&#8217;uomo contemporaneo, illuso da false immagini di bene, sedotto da feticci ripugnanti che non sa riconoscere come tali, istupidito da un uso quotidiano d&#8217;una tecnologia futile e alienante, ingannato e tradito &#8212; ci\u00f2 che \u00e8 peggio di tutto il resto &#8212; dalla generazione dei padri, i quali gli hanno trasmesso la vita, ma senza l&#8217;amore per la vita, e gli hanno dato il pessimo esempio d&#8217;una esistenza spesa all&#8217;insegna dell&#8217;egoismo narcisista e del diabolico consumismo?<\/p>\n<p>In altri termini, la domanda che ci stiamo ponendo \u00e8 la seguente: come mai uomini grandi, dalla mente acutissima e dal cuore generoso, per secoli e secoli, non hanno incontrato difficolt\u00e0 particolarmente rilevanti nell&#8217;abbandonarsi alla fede in Dio, alla certezza del Suo amore per noi e alla gioia del nostro per lui; come mai, pur avendo avuto, moltissimi di noi almeno, lo splendido esempio dei genitori o dei nonni che vivevano con semplicit\u00e0, con dedizione, con onest\u00e0, con laboriosit\u00e0, la loro fede in Dio, e trasmettevano tali valori positivi alle nuove generazioni: come mai, a un certo punto, questo circuito virtuoso si \u00e8 interrotto, e ha fatto la comparsa un nuovo tipo umano, incredulo, arrogante, incosciente, inconsapevole, narcisista, potenzialmente distruttivo, il quale, come un bambino viziato, minaccia ora di distruggere ogni cosa, dentro di s\u00e9 e intorno a s\u00e9, perch\u00e9 ha perso l&#8217;equilibrio esistenziale, ha smarrito ogni punto di riferimento, e se ne va intorno a casaccio, come un pazzo o un ubriaco, fracassando e calpestando tutto ci\u00f2 che incontra sul suo cammino, aggravando, con le sue intemperanze, l&#8217;angoscia profonda che lo attanaglia?<\/p>\n<p>Innanzitutto, partiamo da un dato di fatto: chiaro, evidente, incontrovertibile: la difficolt\u00e0 vera, per l&#8217;essere umano, non \u00e8 quella di credere, ma quella di <em>non<\/em> credere. Tutte le civilt\u00e0 che conosciamo, tutti i popoli che sono passati sulla faccia della terra, hanno creduto e albergato in s\u00e9 un vivo sentimento religioso (tranne in pochi casi, e precisamente nelle epoche di grave decadenza sociale, culturale e spirituale). Gli antropologi e gli etnologi positivisti e materialisti sono andati letteralmente a caccia di qualche popolo senza Dio, magari di qualche minuscola trib\u00f9 smarrita nella fitta foresta equatoriale, oppure fra i ghiacci polari: ma non l&#8217;hanno trovata. A un certo punto, verso la met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, improvvisamente hanno cantato vittoria: <em>Ecco, ecco, lo abbiamo trovato!<\/em> Secondo loro, gli abitanti delle isole meridionali dell&#8217;arcipelago della Terra del Fuoco, Yamana, Yaghan ed Alakaluf, non avevamo la nozione di Dio. Ma non era affatto vero: successivi studi hanno dimostrato la perfetta falsit\u00e0 di una tale opinione; quei popoli credevano in Dio, perfino in un Dio supremo, personale e creatore (Wataineuwa); l&#8217;equivoco era nato dai pregiudizi di Darwin, capitato per primo in quei luoghi, e soprattutto dalla superficialit\u00e0 e dalla tendenziosit\u00e0 dei successivi studiosi, i quali non avevano saputo cattivarsi la fiducia degli Indiani, che si erano guardati bene dal rivelare agli Europei le loro credenze pi\u00f9 intime e sacre.<\/p>\n<p>Dunque: nessun popolo \u00e8 mai vissuto sena Dio; nessun uomo, come noi lo conosciamo, ha mai ignorato il richiamo del divino. Tutte le antiche sepolture, gli arredi funebri, le pi\u00f9 antiche statuette conosciute, le pitture rupestri, i giganteschi templi e gli osservatori megalitici, attestano il richiamo di Dio e la sete di Dio dell&#8217;anima umana. La religione non \u00e8, come vorrebbe la vulgata marxista, una invenzione di preti astuti e avidi di potere, per sottomettere e sfruttare popoli ignari, ma un fatto strutturale, originario, qualificante di tutte le comunit\u00e0 umane, in tutti i livelli del loro sviluppo, da quello tribale fondato sulla caccia, la pesca e la raccolta dei frutti spontanei, a quello delle civilt\u00e0 pi\u00f9 evolute spiritualmente e tecnologicamente, creatrici di poemi, di opere d&#8217;arte, di costruzioni politiche complesse, culminate nella fondazione degli imperi. E nulla vi \u00e8, nel sentimento religioso, che ripugni alla sana ragione. All&#8217;amico Antonio Ranieri che osservava come sia impossibile, all&#8217;uomo moderno, credere ancora in Dio, senza fare torto alla propria ragione, Leopardi, il grande poeta ateo e materialista, osservava pensosamente &#8211; ed \u00e8 l&#8217;ultima testimonianza che abbiamo della sua vita mortale, perch\u00e9 pochi giorni dopo sarebbe morto -: <em>Eppure la ragione non ha impedito a uomini grandi di credere<\/em>. Poi, mentre guardava fuori dalla finestra la pioggia cadere, era rimasto in silenzio, e non aveva pi\u00f9 aggiunto parola.<\/p>\n<p>Dunque, se vogliamo collocare la questione della fede in una giusta prospettiva, non dobbiamo chiederci cosa impedisca all&#8217;uomo di credere, ma cosa lo porti a non credere, cio\u00e8 a porsi in contrasto con una tendenza profonda della sua natura di uomo. E qui ci sembra che le cause fondamentali siano due: l&#8217;arroganza, propria del Logos moderno, che non vuol riconoscere niente e nessuno al di sopra di se stesso; e il venir meno dell&#8217;esempio della generazione adulta, sia nelle famiglie, sia nella scuola, sia negli stessi sacerdoti, molti dei quali, affascinati e ottenebrati dalle tendenze moderniste e progressiste oggi potentissime dentro la Chiesa, non indirizzano pi\u00f9 le anime verso la dimensione della vita soprannaturale, ma le respingono nell&#8217;orizzonte del finito, e, in cambio dell&#8217;acqua di vita eterna, promessa da Ges\u00f9 alla samaritana, somministrano ai fedeli un&#8217;acqua solo terrena, che sul momento inebria e in apparenza tonifica, ma poi lascia un gusto amarissimo e infine conduce alla morte. \u00c8 una verit\u00e0 talmente semplice, che quasi ci si vergogna ad enunciarla; pure, viviamo in un tempo di cos\u00ec profondo ottenebramento della retta ragione (e non di quella sua diabolica contraffazione, che \u00e8 la ragione illuminista, gonfia di superbia e di livore antireligioso): il santo esempio dei genitori, dei nonni, delle maestre, dei sacerdoti, il modello di semplicit\u00e0, purezza e mansuetudine da essi rappresentato; e, accanto ad esso, l&#8217;esempio dei retti uomini di cultura, i quali, se pure non sono esplicitamente religiosi, certo non deridono, n\u00e9 insultano il sacro (come fanno i vari Odifreddi che oggi imperversano), ma guardano ad esso con attenzione e con profondo rispetto, tutto ci\u00f2 avvia naturalmente il fanciullo a corroborarsi in un orizzonte di fede, e a trovare conferme, nella educazione e nella pratica religiosa, a quella sete di Dio che tutte le creature umane, come abbiamo visto, naturalmente provano. Innaturale \u00e8, semmai, sopprimere questo istinto primario, questa assoluta necessit\u00e0 dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Quale danno incommensurabile fanno quei genitori che negano ai figli una educazione religiosa, Battesimo compreso; quegli insegnanti che irridono le pratiche religiose, e le relegano nel gran deposito delle favole e delle ingenue credenze di un tempo passato; e quei sacerdoti e quei teologi, <em>horribile dictu,<\/em> i quali, pensando di essere &quot;moderni&quot; e &quot;aperti&quot;, invece di offrire la certezza vivificante della parola di Dio, sanno solo insinuare dubbi, sollevare perplessit\u00e0, avanzare critiche, demolire certezze, mettere in crisi speranze; finch\u00e9, con la scusa di cercare un &quot;cristianesimo adulto&quot;, hanno strappato via dalla pianta del Vangelo tutti i rami pi\u00f9 belli, e, infine, hanno disseccato le radici stesse: e tutto quel che essi hanno da offrire \u00e8 una religione vaga e generica, disossata, insipida, buona per tutte le stagioni e per tutti i gusti, condivisibile da qualunque &quot;credente&quot;, di qualunque religione, anche la pi\u00f9 falsa e lontana dalla Verit\u00e0 divina E tutto questo in nome del &quot;dialogo&quot;, dell&#8217;ecumensimo, del pluralismo, della tolleranza, della libert\u00e0 di pensiero, della &quot;fratellanza universale&quot;: quale confusione di concetti, quale prostituzione di parole, quale oscuramento dell&#8217;intelligenza e del buon senso pi\u00f9 elementare! <em>Sarebbe meglio, per essi, che venisse legata loro al collo una macina da mulino e che fossero gettati nel profondo del mare<\/em> (cfr. Matteo, 18, 6): con queste parole tremende Ges\u00f9 stesso ha stigmatizzato il peccato inescusabile contro lo Spirito Santo, che seminano i cattivi maestri del gregge e tutti coloro i quali turbano, con vani discorsi e con sofisticherie d&#8217;ogni genere, la sana, schietta fede delle persone semplici, allontanando le anime da Dio!<\/p>\n<p>La verit\u00e0 religiosa di cui parliamo, infatti, non \u00e8 una nozione astratta e generica, ma una fede ben precisa, quella che abbiamo ricevuto a suo tempo e che \u00e8 attestata dai Profeti, dal Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, dai Santi, dai Padri della Chiesa, da alcuni dei pi\u00f9 grandi scrittori, artisti e pensatori dell&#8217;umanit\u00e0, nonch\u00e9 dai nostri bravi e cari nonni: persone buone, oneste, lavoratrici, dedite al culto della famiglia. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 poco da fare: se cade il senso di Dio, cade anche la morale: e le cronache quotidiane ce lo mostrano con la massima evidenza. Se Dio non c&#8217;\u00e8, l&#8217;uomo diventa il padrone assoluto: un padrone tirannico, avido, crudele, perch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla che lo tenga in rispetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi del sentimento religioso, e, in particolare, la crisi del cattolicesimo, traggono origine da svariati meccanismi dell&#8217;incontro\/scontro fra la civilt\u00e0 moderna, che si afferma nella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[267],"class_list":["post-27846","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27846"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27846\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}