{"id":27844,"date":"2018-12-16T11:51:00","date_gmt":"2018-12-16T11:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/16\/perche-la-democrazia-moderna-e-cosi-fragile-e-vacua\/"},"modified":"2018-12-16T11:51:00","modified_gmt":"2018-12-16T11:51:00","slug":"perche-la-democrazia-moderna-e-cosi-fragile-e-vacua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/16\/perche-la-democrazia-moderna-e-cosi-fragile-e-vacua\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la democrazia moderna \u00e8 cos\u00ec fragile e vacua"},"content":{"rendered":"<p>Che la democrazia moderna sia fragile, non c&#8217;\u00e8 bisogno di dimostrarlo: lo vedrebbe chiunque. Fragile agli attacchi esterni, fragile agli attacchi interni: sembra sempre sul punti di cadere, di sfasciarsi, e in effetti d\u00e0 l&#8217;impressione di tenersi in piedi per miracolo e che, al prossimo colpo di vento, verr\u00e0 inesorabilmente spazzata via. Resta da capire perch\u00e9 sia anche cos\u00ec aleatoria, cos\u00ec vacua, cos\u00ec volatile: pi\u00f9 che liquida, come direbbe Zygmunt Baumann, inconsistente. \u00c8 come se fosse fatta di niente, e niente la tenesse ancorata al mondo reale. Non si capisce nemmeno se c&#8217;\u00e8 ancora o se se n&#8217;\u00e8 andata via. Quando il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, dopo il (presunto) attacco terroristico delle Torri Gemelle, fa varare una legislazione d&#8217;emergenza che consente di arrestare e mettere in gabbia, nel senso letterale del termine, i sospettati, nella prigione illegale e incontrollabile di Guantanamo, sulla base di semplici indizi e senza la convalida di un magistrato (e tanti saluti all&#8217;<em>habeas corpus<\/em>, la decisiva conquista giuridica della monarchia costituzionale inglese nel XVII secolo), si pu\u00f2 dire che ci sia ancora la democrazia in quel Paese, a partire dalla presidenza di George Bush <em>junior<\/em>? E quando gli uomini dei servizi segreti francesi fermano i <em>gilets gialli<\/em>, a Parigi, li pestano senza tante cerimonie e poi li fanno inginocchiare con la faccia contro il muro, e non si capisce nemmeno se siano veri poliziotti o mercenari arruolati chiss\u00e0 dove e chiss\u00e0 come (sono 14 i Paesi africani, ex colonie francesi, legati a filo doppio alla vecchia madrepatria, la quale, in barba ai trattati dell&#8217;Unione Europea, continua imperterrita a stampare una sua moneta per l&#8217;interscambio con essi, il franco africano), c&#8217;\u00e8 ancora la democrazia, nella Francia di Emmanuel Macron? Il dubbio diventa ancor pi\u00f9 dirompente quando si riflette che n\u00e9 Bush <em>junior<\/em>, n\u00e9 Macron, sono o sono stati i veri capi delle rispettive nazioni, ma solo dei mediocri prestanome, degli uomini di paglia, messi sulla poltrona pi\u00f9 alta dalle manovre della <em>lobby<\/em> finanziaria, per fare quel che le grandi banche mondiali avevano e hanno in agenda: la sottomissione di ogni Stato alla logica del loro esclusivo vantaggio e profitto. A qualsiasi costo e con qualunque mezzo; e tanto peggio per i veri bisogni e i reali interessi dei popoli.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8, dunque, la democrazia moderna? Lasciamo perdere quella greca dell&#8217;antichit\u00e0: era troppo diversa e si attuava su una scala troppo pi\u00f9 piccola per poter essere confrontata con quelle odierne. Atene, al tempo di Pisistrato, contava forse 20.000 abitanti; ma una democrazia di 60 milioni, come l&#8217;Italia, la Francia o la Gran Bretagna, di 80 milioni come la Germania, di 130 come il Giappone, di 150 come la Russia, di 330 milioni come gli Stati Uniti, o di 1.335 milioni come l&#8217;India, sono un&#8217;altra cosa. Oltrepassata una certa soglia, la differenza quantitativa diventa anche qualitativa: i meccanismi con i quali funziona una grande democrazia moderna sono essenzialmente diversi da quelli delle <em>poleis<\/em> antiche, e anche dei comuni medievali. Senza contare i cambiamenti dovuti alle ricadute della tecnologia elettronica, che consente, ad esempio, di far votare anche le persone fisicamente assenti, come i connazionali residenti all&#8217;estero, nonch\u00e9 di far conoscere in anticipo, con lo strumento dei sondaggi, le intenzioni di voto dei cittadini; e senza contare il fatto che alcune democrazie moderne, come quelle dell&#8217;Unione Europea, hanno attuato delle auto-limitazioni della sovranit\u00e0 per aderire a degli organismi di tipo sovranazionale. La democrazia moderna \u00e8 figlia dell&#8217;illuminismo, della formazione di una opinione pubblica ad opera della stampa e dei mezzi d&#8217;informazione (o di disinformazione e di manipolazione, secondo i punti di vista) e soprattutto delle teorie di Jean-Jacques Rousseau sulla volont\u00e0 generale e la sovranit\u00e0 popolare, idee non condivise da molti altri esponenti della cultura dell&#8217;<em>Encyclop\u00e9die<\/em>, a cominciare da Voltaire, che era un convinto sostenitore della monarchia assoluta, sia pure &quot;illuminata&quot;. Rousseau partiva da una certa idea della natura umana: pensava che l&#8217;uomo sia buono per natura, ma che la societ\u00e0 lo corrompe e tende a renderlo cattivo; e aveva formulato, di conseguenza, una pedagogia tutta particolare, basata sulla separazione del bambini dalla societ\u00e0, fino a quando non abbia consolidato il carattere e l&#8217;uso della ragione, cos\u00ec da poter fare il suo ingresso in societ\u00e0 senza lasciarsene corrompere. Strana idea, visto che anche l&#8217;ipotetico pedagogo che educa il bambino (Emilio) fuori dalla societ\u00e0, forma, nei suoi confronti, una &quot;societ\u00e0&quot;: societ\u00e0, infatti, \u00e8 il mondo adulto che agisce sul bambino, non importa se sia formato da un milione d&#8217;individui, o da uno solo. Per non parlare del velleitarismo di una educazione che sottrae i bambini alla societ\u00e0 naturale cui appartengono, a cominciare dalla famiglia: quand&#8217;anche ci\u00f2 fosse possibile, lo sarebbe solo per una ristretta minoranza, e sarebbe comunque l&#8217;equivalente del detestato modello cattolico fondato sul convento o sull&#8217;abbazia, sulla vita claustrale; ove, comunque, non vi sarebbe alcuna garanzia che il bambino venga educato e non piuttosto sottoposto a un vero e proprio lavaggio del cervello. Infatti, se la societ\u00e0 \u00e8 cattiva, chi ci assicura che il maestro di Emilio sar\u00e0 buono? Ma il punto veramente debole della concezione di Rousseau \u00e8 l&#8217;antropologia. Chi dice che la natura umana \u00e8 buona in se stessa? Se la societ\u00e0, che \u00e8 formata da individui, \u00e8 fondamentalmente cattiva, da dove arriva la sua malvagit\u00e0, dato che gli individui sono, o sarebbero, buoni? Eppure su questo ottimismo alquanto arrischiato e velleitario, \u00e8 basata la scommessa della moderna democrazia: una cosa che dovrebbe funzionare grazie al fatto che gli uomini sono naturalmente buoni. Ma se non lo fossero? Se non fosse affatto vero che essi tendono <em>naturalmente<\/em> al bene? Il naturalismo, ecco il peccato d&#8217;origine dell&#8217;antropologia di Rousseau. Una cosa \u00e8 sognare una bont\u00e0 primaria dell&#8217;uomo, e una cosa \u00e8 rischiare il tutto per tutto costruendo, su questa traballante ipotesi, dei sistemi di governo che dovrebbero funzionare nell&#8217;interesse di moltissime persone.<\/p>\n<p>L&#8217;altra sorgente ideologica della democrazia moderna \u00e8 il liberalismo di Locke, a sua volta nutrito di empirismo, e sommato all&#8217;utilitarismo di Adam Smith e Bentham. In base a questa concezione, ogni sforzo deve essere diretto per assicurare all&#8217;individuo il massimo grado di libert\u00e0, in ogni campo della vita, e specialmente nell&#8217;attivit\u00e0 economica: il bene della societ\u00e0 scaturisce in modo spontaneo, non si sa come (lo dicono loro stessi: c&#8217;\u00e8 una <em>mano invisibile<\/em>, ma di che cosa si tratti esattamente, non \u00e8 dato sapere), dall&#8217;interazione reciproca degli egoismi individuali, e perfino dei vizi individuali (Mandeville e la sua <em>Favola delle api<\/em>). Prodigiosa alchimia, che trasforma il fango dell&#8217;egoismo nell&#8217;oro del bene comune: ma ci\u00f2 somiglia pi\u00f9 a una operazione magica che a una vera dottrina filosofica. A filo di logica, l&#8217;egoismo d\u00e0 ancora e sempre egoismo, e non c&#8217;\u00e8 verso di far scaturire da esso qualche cosa di diverso, tanto meno il bene della societ\u00e0; ma tant&#8217;\u00e8: la ricetta del liberalismo e dell&#8221;utilitarismo \u00e8 parsa cos\u00ec affascinante, cos\u00ec seducente, che ha dato all&#8217;antropologia di Rousseau quel che pareva mancarle: una giustificazione del suo pessimismo sociale. Come dubitare che ogni cosa andr\u00e0 a posto e che tutto finir\u00e0 bene, dopo che i migliori filosofi sulle due sponde della Manica, nei due Paesi pi\u00f9 avanzati sulla via del Progresso illuminista, hanno sentenziato che cos\u00ec sar\u00e0? Non \u00e8 certo un caso che gli altri Pesi europei sono stati cooptati nel cerchio magico della democrazia attraverso la forza delle armi (Germania e Italia); che la Russia, a tutt&#8217;oggi, sta seguendo un percorso in parte diverso; che il Giappone ha adottato formalmente questo schema, ma conservando, sotto la superficie, gran parte della sua struttura tradizionale; mentre gli Stati Uniti, che sono sempre indicati come la democrazia pi\u00f9 compiuta, quella che funge da modello a tutte le altre, non sono che una creazione della massoneria e quindi la loro ragion d&#8217;essere va cercata, pi\u00f9 di quanto paia, non nelle dottrine politiche da essi ufficialmente adottate e sbandierate nel modo, bens\u00ec in una ideologia occulta, appannaggio di pochi, i quali si considerano le vere guide dell&#8217;intera societ\u00e0, investiti del potere non tanto dal mandato popolare, come dicono, ma da una volont\u00e0 nascosta, la loro, che \u00e8 legata a filo doppio, sin dall&#8217;origine, con il grande capitale finanziario. Cos\u00ec, la pi\u00f9 avanzata democrazia moderna \u00e8, in effetti, sin dalle sue origini, una <em>plutocrazia<\/em>: e tali sono diventate, o stanno diventando, tutte le altre. Questo \u00e8 il grande equivoco, o, se si preferisce, questa \u00e8 la grande menzogna, che rende cos\u00ec difficile parlare della democrazia moderna, in bene o in male: bisogna infatti capire se si tratta di quella immaginaria di Rousseau, di Locke, di Adam Smith, oppure quella reale, di Rotschild, Rockefeller, Soros e Goldman Sachs. La democrazia reale, cio\u00e8 la plutocrazia, racconta se stessa come se fosse la democrazia ideale: cos\u00ec, ad esempio, essa ha raccontato la Seconda guerra mondiale come uno scontro di civilt\u00e0 fra le democrazie e i totalitarismi; il che \u00e8 del tutto falso, non solo perch\u00e9 si \u00e8 trattato di una alleanza fra le democrazia e un totalitarismo contro l&#8217;altro totalitarismo, ma soprattutto perch\u00e9 a vincere la partita non \u00e8 stata la democrazia, ma la plutocrazia, cio\u00e8 la vera essenza, che tuttavia rimane nascosta, della democrazia stessa. La gente dice democrazia e pensa al Parlamento, alla separazione dei poteri, alla Costituzione; ma dovrebbe piuttosto pensare alla massoneria, al potere finanziario e al controllo ideologico operato sulla societ\u00e0 da chi possiede tutti i mezzi d&#8217;informazione.<\/p>\n<p>Le cose stanno diventando pi\u00f9 chiare in questi ultimi anni perch\u00e9, nonostante il monopolio dell&#8217;informazione (o piuttosto della disinformazione) da parte del capitale finanziario internazionale appare sempre pi\u00f9 evidente la manovra attuata dai plutocrati, impegnati a stringere i tempi del loro assalto al potere mondiale totale e definitivo. La fretta con cui stanno agendo \u00e8 dovuta essenzialmente al fatto che le condizioni finanziarie globali, da loro stessi create, stanno portando rapidamente l&#8217;economia mondiale verso l&#8217;implosione: l&#8217;immensa bolla finanziaria scoppier\u00e0, e a quel punto la parola passer\u00e0 alle armi, perch\u00e9 non sar\u00e0 possibile gestire in altro modo l&#8217;ultima fase del prelievo delle risorse mondiali del 99% e oltre della popolazione mondiale a vantaggio di alcune centinaia di persone che possiedono gi\u00e0 quasi tutta la ricchezza del pianeta, che controllano pressoch\u00e9 tutta l&#8217;informazione e che sono capaci di determinare le politiche dei governi. A partire dall&#8217;inizio del terzo millennio, in particolare dall&#8217;11 settembre del 2001, i plutocrati hanno cominciato a lasciar cadere la maschera e ad agire in modo sempre pi\u00f9 scoperto e sempre pi\u00f9 cinico e brutale, lasciando intravedere anche a molti dei pi\u00f9 ingenui quale sia la vera natura di quel potere &quot;democratico&quot; dietro il quale si nascondono, e che \u00e8 invece, a tutti gli effetti, un vero e proprio totalitarismo, diverso, ma non meno omologante e omnipervasivo, dei totalitarismi &quot;classici&quot;, come il fascismo e il comunismo. E tuttavia, in questi ultimi decenni, anche il programma di condizionamento mentale della popolazione ha subito una brusca accelerazione, insieme al diffondersi ormai capillare della telefonia mobile, l&#8217;ultimo ritrovato del potere finanziario per anestetizzare le persone e farle regredire al livello di una turba decerebrata e disconnessa, sempre pi\u00f9 passiva e rassegnata, sempre pi\u00f9 inerte ed ignava. Mano a mano che gli uomini regrediscono al livello di zombie, di morti viventi accessoriati e firmati, in consumisti idioti e totalmente manipolabili, appare pi\u00f9 difficile far s\u00ec che comprendano, a livello collettivo, la realt\u00e0 della battaglia che si sta combattendo sulla loro pelle, e della quale sono la posta in gioco. Le prese di coscienza sono pi\u00f9 frequenti che in passato, ma sono ancora prevalentemente di tipo individuale; e comunque la gravit\u00e0 del destino che ci minaccia si accresce ad un ritmo pi\u00f9 veloce dell&#8217;acquisizione della consapevolezza. I meccanismi omologanti sono quelli in base ai quali la gente tende a dare, e a conservare, la propria fiducia ai rappresentanti del potere, partendo dal falso assunto che, in un sistema democratico, questi sono comunque espressione della volont\u00e0 popolare a agiranno comunque nell&#8217;interesse comune. Ma questa \u00e8 l&#8217;ingenua visione di Rousseau, utopistica e fumosa; la realt\u00e0 dei fatto \u00e8 ben diversa. La realt\u00e0 dei fatti ci ammonisce che, se non vi sar\u00e0 una rapida presa di coscienza popolare e una altrettanto decisa reazione dei cittadini, la battaglia per il dominio mondale sar\u00e0 definitivamente vinta dai poteri massonici e finanziari, e ci\u00f2 senza che la gente se ne renda conto. Anzi, la rabbia e l&#8217;aggressivit\u00e0 delle masse, sempre pi\u00f9 sfruttate e impoverite, verranno dirette ad arte proprio contro quanti tenteranno di opporsi al totalitarismo plutocratico: \u00e8 il vecchio gioco che da sempre conducono i finanzieri, e che \u00e8 gi\u00e0 stato brillantemente collaudato nelle due guerre mondiali.<\/p>\n<p>Che fare, allora? Innanzitutto, denunciare l&#8217;inganno: far capire che la moderna democrazia \u00e8 solo una plutocrazia mascherata. Poi, far riflettere le persone che la nostra \u00e8 una servit\u00f9 volontaria: che il destino degli uomini non \u00e8 quello di lavorare per far arricchire sempre pi\u00f9 mostruosamente una <em>\u00e9lite<\/em> sempre pi\u00f9 ristretta, ma di organizzare una societ\u00e0 a misura umana, dove la libert\u00e0 d&#8217;iniziativa e il riconoscimento del merito si accompagnino ad un&#8217;equa distribuzione delle ricchezze e ad un&#8217;attenta vigilanza contro ogni tipo di monopolio. Il male infatti \u00e8 il monopolio: \u00e8 quando la Monsanto, o Big Pharma o le Sette Sorelle, si appropriano di <em>tutto<\/em> il mercato alimentare, o farmaceutico o petrolifero e cos\u00ec, sfruttando la loro posizione, impongono ovunque i prezzi e le politiche nel proprio esclusivo interesse. Cominciando dall&#8217;informazione: monopolio vuol dire menzogna, abuso e sfruttamento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la democrazia moderna sia fragile, non c&#8217;\u00e8 bisogno di dimostrarlo: lo vedrebbe chiunque. Fragile agli attacchi esterni, fragile agli attacchi interni: sembra sempre sul punti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[126,144,155],"class_list":["post-27844","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-emmanuel-macron","tag-francia","tag-george-w-bush"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27844"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27844\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}