{"id":27837,"date":"2017-07-01T07:48:00","date_gmt":"2017-07-01T07:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/01\/luomo-moderno-odia-se-stesso-perche-odia-la-propria-degenerazione\/"},"modified":"2017-07-01T07:48:00","modified_gmt":"2017-07-01T07:48:00","slug":"luomo-moderno-odia-se-stesso-perche-odia-la-propria-degenerazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/01\/luomo-moderno-odia-se-stesso-perche-odia-la-propria-degenerazione\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo moderno odia se stesso perch\u00e9 odia la propria degenerazione"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo moderno, al di l\u00e0 delle cose che dice, e in cui <em>dichiara<\/em> di credere, dimostra, con tutto il suo atteggiamento verso la vita e verso se stesso, di non amarsi, anzi, di detestarsi, di disprezzarsi e di odiarsi. Lo dimostra con l&#8217;abuso degli alcolici e con l&#8217;uso di droghe, con l&#8217;aumento dei suicidi, con le depressioni, con il dilagare dell&#8217;omosessualit\u00e0 (che \u00e8, specialmente per il maschio, una forma di odio di s\u00e9), e con il crollo delle nascite: se si volesse bene, se avesse fiducia nel futuro, crederebbe nel matrimonio, nella famiglia e nella procreazione. Invece a tutti sar\u00e0 capitato di sentir dire: <em>S\u00ec, ci sarebbe piaciuto avere un figlio, anzi, avere diversi figli, a me e alla mia compagna piacciono i bambini; ma mettere al mondo delle vite in una realt\u00e0 cos\u00ec difficile, con un futuro cos\u00ec incerto: come si fa ad assumersi una tale responsabilit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno non si vuole bene? Non ci risulta che l&#8217;uomo greco o l&#8217;uomo romano, o l&#8217;uomo medievale, provassero un simile sentimento e un cos\u00ec forte desiderio di punirsi e di auto-distruggersi. A parte singole, e drammatiche, contingenze storiche, come invasioni, guerre prolungate, pestilenze, per secoli e secoli, quanto indietro vogliamo andare nel tempo, non si trova una umanit\u00e0 cos\u00ec malata come l&#8217;attuale: si trova un&#8217;umanit\u00e0 sostanzialmente sana, pur in mezzo a difficolt\u00e0 d&#8217;ogni genere. Anzi, possiamo dire tranquillamente che, dal punto di vista della sicurezza medica, legislativa, politica, economica, sociale, l&#8217;uomo moderno, almeno limitandoci all&#8217;uomo occidentale, sia il figlio di una situazione decisamente privilegiata: nessuno dei suoi predecessori poteva godere di altrettante garanzie, di altrettanti diritti, di altrettanto benessere. Eppure, nessuna delle generazioni che precedono l&#8217;avvento della modernit\u00e0 \u00e8 stata afflitta da un cos\u00ec acuto male di vivere. Nei poeti antichi, per esempio, non c&#8217;\u00e8 il male di vivere, se non per singole situazioni, come un amore infelice, che pu\u00f2 spingere fino al pensiero della morte e del suicidio (Saffo, Catullo, Virgilio); ma non \u00e8 presente come sentimento diffuso. Che cos&#8217;\u00e8 accaduto, dunque? Donde \u00e8 giunta questa epidemia micidiale, che sta mietendo pi\u00f9 vittime delle epidemie che colpirono l&#8217;Europa nei secoli passati, come la peste nera del 1348, o la peste bubbonica del 1630?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 una sola: <em>\u00e8 arrivata con la modernit\u00e0<\/em>. L&#8217;affermarsi della civilt\u00e0 moderna, fra il XVII e il XVIII secolo (la sua nascita va collocata tra la fine del medioevo e l&#8217;inizio dell&#8217;umanesimo: e, infatti, il primo poeta &quot;moderno&quot;, afflitto dal male di vivere, \u00e8 Francesco Petrarca; mentre il primo &quot;eroe&quot; moderno, farneticante e infelice, \u00e8 don Chisciotte della Mancia) coincide con il diffondersi di questa epidemia di negativit\u00e0, d&#8217;angoscia esistenziale, di vera e propria disperazione, accompagnata da una quantit\u00e0 di anomalie, nevrosi e perversioni del sano istinto vitale, a cominciare da quelle sessuali, e da altrettanto evidenti deviazioni dell&#8217;intelletto, culminate nel rifiuto della verit\u00e0, nell&#8217;odio per tutto ci\u00f2 che \u00e8 buono, bello e giusto e nella esaltazione sfrenata, paranoica e autolesionistica della malvagit\u00e0, della bruttezza e dell&#8217;ingiustizia. Se non si tiene presente questo quadro, non si riuscir\u00e0 mai a dare conto del successo travolgente, e tuttora perdurante, di scrittori come De Sade, o di pensatori come Hegel: solo una societ\u00e0 profondamente malata, che ha smarrito del tutto sia il gusto di ci\u00f2 che \u00e8 vero, bello e buono, e anzi lo ha preso in odio, sia il retto uso della ragione, per sostituirlo con sofismi e fumisterie intellettuali d&#8217;ogni genere, culminanti nella folle teoria che non \u00e8 l&#8217;essere a generare il pensiero, ma il pensiero a generare l&#8217;essere, pu\u00f2 riservare a simili personaggi, e alle loro opere, un&#8217;attenzione carica di rispetto e devozione, sforzandosi di cercarvi chi sa quali abissali profondit\u00e0, mentre meriterebbero, tutt&#8217;al pi\u00f9, l&#8217;interesse meramente scientifico o filosofico che si rivolge alle patologie fisiche e mentali.<\/p>\n<p>Una valida chiave di lettura per comprendere tali meccanismi ce la offre un pensatore che, certamente, non \u00e8 una guida sana e veritiera, essendo afflitto, anch&#8217;egli, da molte delle patologie cui abbiamo accennato, e che culminarono nella follia che gli oscur\u00f2 irrimediabilmente l&#8217;intelletto, negli ultimi dieci anni di vita: Friedrich Nietzsche. Lo abbiamo definito, altra volta, un cattivo maestro, e il giudizio rimane: tuttavia, a differenza degli altri due &quot;maestri del sospetto&quot; cui viene generalmente associato, Marx e Freud, Nietzsche \u00e8 diverso, \u00e8 fatto di un&#8217;altra pasta. Se lo si sa leggere fra le righe, se si riesce a cogliere quel che vi \u00e8 di valido nelle sue folgoranti intuizioni, separandolo dalla rumorosa zavorra delle sue pi\u00f9 ampie e deliranti teorie &#8212; in fondo, egli era negato alla vastit\u00e0 della speculazione filosofica, mentre eccelleva come psicologo e moralista &#8212; si trovano molte pietre preziose nelle sue pagine, mescolate a sassi e detriti d&#8217;ogni tipo: la sfida \u00e8 quella di separarle dal resto e di collocarle in una prospettiva sana, diversa dalla sua, che \u00e8 comunque la prospettiva d&#8217;un malato che protesta continuamente la sua crociata per la &quot;salute&quot; (il che ne fa un tipo eminentemente tragico: il destino di Nietzsche era comunque la follia, non come approdo del suo pensiero aberrante, ma come esito della sua congenita incapacit\u00e0 di essere felice). Pertanto, egli \u00e8 un cattivo maestro perch\u00e9 le masse, come del resto aveva lui stesso, lucidamente, previsto, non arrivano a capirlo, anche se la cultura oggi dominante ha messo in giro l&#8217;opinione, assurda e interessata (e perci\u00f2 truffaldina) che egli, in fondo, sia un filosofo abbastanza semplice, e che qualsiasi persona mediamente istruita lo pu\u00f2 leggere con profitto; peggio: che qualsiasi persona mediamente istruita <em>non pu\u00f2 non averlo letto<\/em>, poich\u00e9 egli \u00e8 un &quot;maestro&quot;. Cos\u00ec, mentre il danno che Marx e Freud hanno causato, e seguitano a causare, \u00e8 connaturato alla limitatezza delle loro intelligenze, e quindi \u00e8 sistematico e irreversibile, il danno provocato da Nietzsche \u00e8 dovuto a un equivoco di fondo: perch\u00e9 un lettore dall&#8217;intelligenza vigile e sana riuscir\u00e0 sempre a trovarvi delle perle di saggezza, ovviamente senza lasciarsi trascinare dalle sue aberranti teorie generali, mentre un lettore dall&#8217;intelligenza vigile e sana si stancher\u00e0 assai presto di leggere Marx e Freud, questi due falsari tronfi di presunzione maligna; ma non se ne stancano mai le masse anonime, rancorose e vendicative, che trovano in essi proprio il materiale di cui hanno bisogno per giustificare il loro odio feroce contro la verit\u00e0, la giustizia, la bont\u00e0 e la bellezza, naturalmente mascherandoli con il loro esatto contrario e credendosi chiamati a una superiore missione di giustizia e verit\u00e0. Max e Freud, insomma, vanno bene per chi non sa fare altro che odiare e distruggere; ma Nietzsche, che pure si presta anche lui a un tale uso degradato, sarebbe suscettibile, di per s\u00e9, di stimolare e vivificare delle energie sane, mettendo in moto un circuito intellettuale virtuoso.<\/p>\n<p>Che cosa sostiene, dunque, Nietzsche, a proposito dell&#8217;estetica? Che l&#8217;amore del bello nasce da un sentimento sano della vita, attivo, generoso, energico; e che l&#8217;uomo interiormente sano vede &quot;belle&quot; tutte le cose che son suscettibili di appagare il suo amore per la vita. Viceversa, l&#8217;uomo sano vede come &quot;brutto&quot; tutto ci\u00f2 che \u00e8 contrario alla vita, tutto ci\u00f2 che \u00e8 malato, patologico, deforme, degenerato, aberrante. Lasciamo da parte, in questa sede, le conclusioni, a loro volta aberranti, che egli trae dalla sua giusta intuizione &#8212; l&#8217;esaltazione della &quot;bestia bionda&quot; e della &quot;volont\u00e0 di potenza&quot;; sebbene, su quest&#8217;ultima, si sia fatta, sovente in mala fede, parecchia confusione &#8212; e concentriamo la nostra attenzione sull&#8217;idea centrale qui espressa: \u00e8 sano amare la bellezza, \u00e8 patologico amare la bruttezza. Ora pensiamo a quanto l&#8217;uomo moderno \u00e8 divenuto malato: pensiamo all&#8217;arte moderna, alla poesia moderna, alle citt\u00e0 moderne, alla musica moderna, al teatro moderno, al cinema moderno, all&#8217;economia moderna, alla tecnologia moderna, alla maniera moderna di godere, si fa per dire, lo sport e il tempo libero, e quanto sia imbruttita perfino la liturgia, cio\u00e8 la forma del sacro: c&#8217;\u00e8 di che restare impressionati. Utilizzando questa chiave di lettura, si vede e si comprende chiaramente quanto la civilt\u00e0 moderna sia il frutto di una gigantesca malattia, e come essa stia sospingendo l&#8217;umanit\u00e0 intera verso il baratro dell&#8217;abnorme, dell&#8217;orrido, del mostruoso, del folle, del sadico, del necrofilo, del demoniaco. Si vedr\u00e0 allora come i cosiddetti maestri della modernit\u00e0 altro non sono che degli ossessi, dei demoni incarnati, e i loro seguaci, solo del bestiame umano, ebbro di sensazioni spaventose, umilianti, distruttive. Un esempio per tutti: l&#8217;apologia moderna della pederastia. Si pu\u00f2 immaginare qualcosa di pi\u00f9 degradante, di pi\u00f9 umiliante, di pi\u00f9 doloroso (anche in senso fisico) per un individuo sano e innamorato della vita?<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Nietzsche nel <em>Crepuscolo degli idoli<\/em>, al capitolo <em>Scorribande di un inattuale<\/em>, \u00a7 20 (da: F. Nietzsche, <em>Crepuscolo degli idoli. Come fare filosofia a colpi di martello<\/em>, a cura di Giorgio Brianese e Cristiana Zuin, Bologna, Zanichelli, 1996, p. 143):<\/p>\n<p><em>Nulla \u00e8 bello, solo l&#8217;uomo \u00e8 bello: tutta l&#8217;estetica si basa su questa ingenuit\u00e0, n\u00e9 \u00e8 la sua verit\u00e0 PRIMA. Aggiungiamoci subito anche la sua seconda: nulla \u00e8 brutto, tranne l&#8217;uomo CHE DEGNERA, &#8211; in tal modo \u00e8 circoscritto il regno del giudizio estetico.- Secondo un calcolo fisiologico, tutto ci\u00f2 che \u00e8 brutto indebolisce e rattrista l&#8217;uomo. Gli rammenta la decadenza, il pericolo, l&#8217;impotenza; effettivamente egli ci pere in forza. Si pu\u00f2 misurare l&#8217;effetto della bruttezza con il dinamometro. In genere, quando l&#8217;uomo \u00e8 depresso, fiutala vicinanza di qualcosa di &quot;brutto&quot;. Il suo senso di potenza, la sua volont\u00e0 di potenza, il suo coraggio, il suo orgoglio &#8212; tutto ci\u00f2 cade con il brutto, si eleva con il bello&#8230; Nell&#8217;uno come nell&#8217;altro TRAIAMO UNA CONCLUISIONE: le sue premesse sono accumulate nell&#8217;istinto in enorme quantit\u00e0. Il brutti viene inteso come segno e sintomo della degenerazione: tutto ci\u00f2 che, sia pure alla lontana, ricorda la degenerazione, provoca in noi il giudizio di &quot;brutto&quot;. Ogni sintomo di esaurimento, di pesantezza, di vecchiaia, di stanchezza, ogni specie di non libert\u00e0, come spasmo o paralisi, soprattutto l&#8217;odore, il colore, la forma del disfacimento, della putrefazione, sia pure nel loro estremo assottigliamento in simbolo &#8212; tutto questo provoca un&#8217;identica reazione, il giudizio di valore &quot;brutto&quot;. Un odio qui insorge: che cosa odia l\u00ec l&#8217;uomo? Ma non c&#8217;\u00e8 dubbio: IL TRAMONTO DEL SUO TIPO. Il suo odio proviene dal pi\u00f9 profondo istinto della specie; in questo odio c&#8217;\u00e8 orrore, prudenza, profondit\u00e0, lungimiranza, &#8211; \u00e8 l&#8217;odio pi\u00f9 profondo che esista. E, a causa sua, PROFONDA \u00e8 l&#8217;arte&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Anche in questo caso, il &quot;folle&quot; ha visto giusto, assai pi\u00f9 giusto &#8211; e assai pi\u00f9 di quanto egli stesso, probabilmente, si rendesse conto &#8211; di tanti altri, che si credevano imbottiti di saggezza e depositari della verit\u00e0. Verrebbe quasi voglia di considerarlo come l&#8217;ultimo uomo sano in un mondo di pazzi e di malati, ma un sano che ha contratto anch&#8217;egli la loro stessa malattia, per cui, mentre ne denuncia sia i sintomi, sia la causa, non si rende conto di scivolare lui per primo nella palude miasmatica e demoniaca dove il vero diventa falso, dove il giusto diviene ingiusto e dove il bello si trasforma in orrido. Del resto, la sua teoria della <em>trasvalutazione di tutti i valori<\/em> rivela fino a che punto fosse anch&#8217;egli malato, della stessa malattia che affliggeva l&#8217;Europa di fine &#8216;800; tragico destino, il suo: aver visto giusto, ma aver scambiato l&#8217;ultima luce di un mondo morente per l&#8217;alba di un mondo giovane e nuovo.<\/p>\n<p>Veniamo alla conclusione. Diagnosticata la malattia, e individuata la sua causa, resta da formulare una prognosi. \u00c8 una malattia mortale, la malattia dell&#8217;uomo moderno? Evidentemente, se la malattia \u00e8 la modernit\u00e0 stessa, come abbiamo cercato di mostrare, e non solo in questa sede, ma in numerosissime altre occasioni, la prognosi non pu\u00f2 che essere infausta. In altre parole, la modernit\u00e0 \u00e8 un mattatoio dal quale non si esce se non dopo essere stati massacrati: non c&#8217;\u00e8 remissione per alcuno; cambia solo il fatto di esservi condotti a suon di strappi, frustate e bastonate, oppure con l&#8217;accompagnamento di flauti e danze, il collo inghirlandato di fiori profumati. Il nostro antico nemico, il diavolo, \u00e8 riuscito a realizzare i nove decimi della sua opera: a sospingerci, ora con le forza, ora &#8212; e pi\u00f9 spesso &#8212; con le lusinghe, entro il recinto del mattatoio, dal quale non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 via di scampo. Pertanto, in termini puramente umani, siamo spacciati; e non ci sarebbe altro da dire. Tuttavia, quel ch&#8217;\u00e8 impossibile all&#8217;uomo \u00e8 possibile a Dio; quindi c&#8217;\u00e8 ancora una cosa che possiamo fare: ravvederci, tornare in noi, pentirci di tutto il male che abbiamo fatto a noi stessi e ai nostri simili, alle nostre mogli e mariti, ai nostri genitori e figli, ai nostri amici e parenti, ai nostri vicini e colleghi, ai nostri studenti e apprendisti, e anche a quelli che, probabilmente, non conosceremo mai, almeno di persona, con gli esempi che abbiamo dato, con le cose che abbiamo fatto, detto e scritto; pentirci e domandare aiuto a Dio. Possiamo pregare, il che \u00e8 molto; il che, in realt\u00e0, \u00e8 tutto. Perch\u00e9 per quante cose possiamo fare, anche buone e giuste, senza la preghiera, non saremo capaci di perseverare, e il bene si cambier\u00e0 in male, forse lentamente, ma inesorabilmente. Ricordiamo le parole del solo Maestro: <em>State uniti a me come i tralci alla vite, perch\u00e9 da soli non potete far niente<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo moderno, al di l\u00e0 delle cose che dice, e in cui dichiara di credere, dimostra, con tutto il suo atteggiamento verso la vita e verso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[148,185],"class_list":["post-27837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-friedrich-nietzsche","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27837"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27837\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}