{"id":27835,"date":"2021-08-08T11:34:00","date_gmt":"2021-08-08T11:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/08\/perche-levoluzionismo-e-una-teoria-non-scientifica\/"},"modified":"2021-08-08T11:34:00","modified_gmt":"2021-08-08T11:34:00","slug":"perche-levoluzionismo-e-una-teoria-non-scientifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/08\/perche-levoluzionismo-e-una-teoria-non-scientifica\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l&#8217;evoluzionismo \u00e8 una teoria non scientifica"},"content":{"rendered":"<p>La teoria dell&#8217;evoluzionismo si regge su una grande bolla d&#8217;aria: cio\u00e8 sull&#8217;assunto, antiscientifico per definizione, che la vita sia potuta sorgere dalla materia inorganica. \u00c8 bens\u00ec vero che gli evoluzionisti pi\u00f9 accorti, rendendosi conto di questa debolezza fondamentale di tutto il loro castello di carte, si guardano bene dal tirare il leone per la coda e fanno finta che il problema non esista; vale a dire che evitano scrupolosamente di toccare, anche solo marginalmente, la questione dell&#8217;origine della vita. Si limitano ai passaggi successivi, in verit\u00e0 problematici anch&#8217;essi, perch\u00e9 nessuno ha mai trovato delle testimonianze fossili <em>convincenti<\/em> che indichino il passaggio da un rettile a un mammifero e a un uccello, per non parlare del passaggio da una scimmia antropomorfa all&#8217;uomo; e quelle che vengono date in pasto al grande pubblico sono, appunto, tutt&#8217;altro che convincenti. Tuttavia rimane aperta la questione che, se l&#8217;evoluzionismo fosse davvero una teoria scientifica, non avrebbe paura di misurarsi con i fatti. E i fatti, accertati ormai da tempo e in modo irrefutabile, sono che la generazione spontanea della vita <em>non esiste<\/em>. Davanti a una simile, cristallina evidenza, gli evoluzionisti dovrebbero chetarsi e, tutt&#8217;al pi\u00f9, seguitare a sostenere la loro teoria standosene un po&#8217; defilati, un po&#8217; sotto traccia, insomma con un minimo di pudore e discrezione. Ma questo \u00e8 impossibile perch\u00e9 da oltre un secolo hanno annunciato, con grandissimi clamori e squilli di tromba, di aver risolto una volta per sempre il pi\u00f9 grande mistero della scienza: la presenza d&#8217;innumerevoli forme di vita vegetale e animale e la grande differenza che si nota fra le flore e le faune fossili, e quelle viventi ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Ha scritto in proposito il biologo Giuseppe Sermonti (1925-2018) nel saggio <em>Dopo Darwin. Critica all&#8217;evoluzionismo<\/em> (con Roberto Fondi; Milano, Rusconi, 1980, pp. 22-24):<\/p>\n<p><em>L&#8217;obiezione pi\u00f9 ardua da superare per coloro che si oppongono all&#8217;evoluzionismo non viene dagli scienziati, ma dal senso comune, dietro al quale gli evoluzionisti si rifugiano come ultima difesa. E il senso comune dice pressappoco cos\u00ec: la terra alle origini era sterile, poi vi comparve la vita in innumerevoli forme, dunque la vita dovette prodursi per GENERAZIONE SPONTANEA e poi evolversi a dare le flore e le faune del passato e del presente. Questa \u00e8 pressappoco l&#8217;obiezione che Francesco Redi (1626-1694) dovette superare tre secoli fa, riguardo alla genesi delle mosche dalla carne: un pezzo di carne si riempie in pochi giorni di vermi e di mosche, dunque la cita deve formarsi dalla morte per generazione spontanea e produrre larve ed insetti. Sappiamo che Redi super\u00f2 l&#8217;obiezione chiudendo la carne in ampolle o coprendola con garza. \u00abNelle ampolle chiuse\u00bb scrisse \u00abio non ho mai visti nascere un solo verme, neppure dopo parecchi mesi\u00bb. Egli ne concluse che la vita era portata da germi esterni (nel caso, le uova deposte da altre mosche) e che la vita non nasceva che dalla vita. OMNE VIVUM EX VIVO (O EX OVO).<\/em><\/p>\n<p><em>Un secolo dopo Redi, Lazzaro Spallanzani (1729-1797) dimostr\u00f2 che neppure la vita dei protozoi nasceva per generazione spontanea. Ancora un secolo e Louis Pasteur (1822-1895) scacciava la generazione spontanea dal mondo dei microbi. La confutazione della generazione spontanea (o GENERARTIO EQUIVOCA) ha costituito, secolo dopo secolo, la base su cui si \u00e8 assestata la biologia (il principio cio\u00e8 della auto-riproduzione e della continuit\u00e0 della vita), staccandosi dal senso comune e dalla razionalit\u00e0 astratta e dandosi il suo statuto di disciplina scientifica.<\/em><\/p>\n<p><em>La perentoriet\u00e0 con cui l&#8217;evoluzionista supera la difficolt\u00e0 della generazione spontanea, senza portare altri argomenti che la necessit\u00e0 logica, \u00e8 uguale a quella che l&#8217;&quot;establishment&quot; scientifico opponeva a Pasteur.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec si leggeva nel &quot;Grand Dictionnaire Universel du XIXe Si\u00e8cle&quot; di Pierre Larousse, alla voce &quot;g\u00e9n\u00e9ration&quot;:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abNon \u00e8 necessario far dipendere da osservazioni la cui perfetta sperimentazione \u00e8 manifestamente impossibile, nonostante la potenza dei nostri strumenti, la soluzione di un problema che si impone alla ragione di tutti i fisiologi che non siano accecati dalla tradizione della scienza dogmatica. La genesi spontanea non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;ipotesi, ma una necessit\u00e0 filosofica. Soltanto essa \u00e8 razionale, soltanto essa ci sbarazza per sempre dalle puerili cosmogonie e fa rientrare fra le quinte quel &quot;deus ex machina&quot; esteriore e del tutto artificiale che secoli di ignoranza hanno a lungo adorato.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 passato un secolo dall&#8217;opera di Pasteur e per la quarta volta la scienza biologica dichiara il suo OMNE VIVUM EX VIVO, stavolta per ogni forma di vita ed ogni tempo, dopo che nessun esperimento e nessuna fantasia molecolare sono riusciti a configurare, neppure alla lontana, come la vita possa essersi formata per gradi; dopo che l&#8217;unicit\u00e0 fondamentale di tutta la vita e la incredibile complessit\u00e0 del meccanismo di riproduzione dell&#8217;informazione genetica hanno escluso che la vita sia apparsa attraversi erratici tentativi, per una serie di coincidenze fortunate. \u00abIl codice genetico pu\u00f2 essere tradotto solo dai prodotti stessi della traduzione\u00bb ha scritto Jacquea Monod (1970). \u00ab\u00c8 QUESTA L&#8217;ESPRESSIONE MODERNA DELL&#8217;OMNE VIVUM EX OVO\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;evoluzione \u00e8 figlia del senso comune (delle &quot;sensate esperienze&quot; di cui dice Galileo), e chi si dispone a confutarla \u00e8 contro di esso che dovr\u00e0 prima di tutto e continuamente opporsi. Cos\u00ec accadde a Copernico e alla sua teoria eliocentrica.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec comment\u00f2 Galilei (1632):<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abN\u00e9 posso ammirare l&#8217;eminenza dell&#8217;ingegno di quelli che l&#8217;hanno ricevuta e stimata vera, ed hanno colla vivacit\u00e0 dell&#8217;intelletto fatto forza tale ai propri sensi che abbiano potuto anteporre quel che il discorso gli dettava a quello che le sensate esperienze gli mostravano apertissimamente in contrario\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ora, <em>se omne vivum ex vivo<\/em>, o <em>ex ovo<\/em>, dov&#8217;\u00e8 l&#8217;uovo primordiale che si \u00e8 prodotto da se stesso? Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;organismo microscopico che \u00e8 scaturito dalla terra, come le mosche, secondo la credenza popolare dei secoli passati, scaturiscono dalla carne in decomposizione? Sermonti osserva giustamente che il principale nemico di chi si oppone all&#8217;idea della generazione spontanea non \u00e8 una qualche forma o sottoprodotto della scienza, ma il senso comune (inteso nel significato generico e <em>non<\/em> in quello preciso che ha nella filosofia di Antonio Livi), il quale suggerisce che le cose complesse nascono da quelle semplici, e che se esistono tante forme di vita complesse, ci\u00f2 induce a supporre che, <em>ab antiquo<\/em>, le forme viventi dovevano essere meno numerose e molto pi\u00f9 semplici. Quanto semplici? Semplicissime: addirittura, non delle forme di vita vere e proprie, ma delle molecole inorganiche un po&#8217; pi\u00f9 complesse di quelle &quot;normali&quot;, dalle quali, chi sa come, un bel giorno si sarebbero generate le molecole organiche. Questo suggerisce il senso comune, perch\u00e9 l&#8217;esperienza procede in maniera analoga e perch\u00e9 non si saprebbe altrimenti che spiegazione dare dell&#8217;origine della vita stessa. Eppure la spiegazione c&#8217;\u00e8, ma non la si vuole ammettere: una generazione avvenuta in maniera totalmente diversa da ci\u00f2 che le leggi naturali possono indicare, e anche del tutto diversa da quel che il senso comune suggerisce: in altre parole, una creazione. <em>Horribile dictu!<\/em> Questo \u00e8 un concetto non scientifico, insorgono gli scientisti irreligiosi e materialisti: i quali riservano a se stessi il privilegio di portare avanti una teoria non scientifica spacciandola per scientifica, al solo scopo di sbarrare la porta a una deduzione logica extra-scientifica, ma non antiscientifica, che poi \u00e8 la sola indicata dalla logica e dalla ragione naturale, senza nemmeno andare a scomodare la Rivelazione, dato che di quella, pi\u00f9 che di qualsiasi altra cosa, quei tali signori non vogliono nemmeno sentir parlare. E hanno ragione, in un certo senso: l&#8217;ambito della scienza \u00e8 diverso da quello della teologia; l&#8217;uno si occupa di ci\u00f2 che accade nel mondo naturale, l&#8217;altra delle realt\u00e0 soprannaturali. Il problema \u00e8 che gli scienziati odierni (non tutti, per fortuna, ma la maggior parte) non tollerano di dover tacere di fronte alla catena dei perch\u00e9, e dalle cause seconde vorrebbero passare alla causa prima, semplicemente per il fatto che secca loro confessare che il saper scientifico ha dei limi precisi, che non pu\u00f2 oltrepassare. Cos\u00ec, soltanto per un pregiudizio ideologico, essi mettono in piedi, e gonfiano artificialmente a dismisura, delle teorie che di scientifico hanno poco o nulla, ma che offrono il vantaggio di mettere fuori gioco il discorso sulla causa prima, o meglio, il che \u00e8 lo stesso, di &quot;naturalizzare&quot; la causa prima, cooptandola nel proprio esercito e togliendole quella carica eversiva, cio\u00e8 soprannaturale, della quale la vedono investita minacciosamente, e che non sono disposti a riconoscere, per una forma di orgoglio e vanit\u00e0 tutta umana <em>(troppo<\/em> umana, direbbe il buon vecchio Nietzsche).<\/p>\n<p>Inoltre, due osservazioni linguistiche.<\/p>\n<p>Dopo le esperienze inoppugnabili di Redi, Spallanzani, Pasteur e Monod, i biologi hanno adottato la parola <em>abiogenesi<\/em> per indicare una impossibilit\u00e0 scientificamente dimostrata: la nascita della vita dalla non vita. In questo significato la adopera anche Giuseppe Sermonti nel saggio sopra citato. Ma ecco che arrivano gli evoluzionisti dell&#8217;ultima generazione, i quali, oltre a non essersi presi mai la briga di dimostrare la giustezza della loro <em>teoria<\/em>, con la stessa altezzosit\u00e0 con cui un aristocratico dell&#8217;Ancien R\u00e9gime si sarebbe sdegnato all&#8217;idea di dover mostrare a un plebeo le proprie patenti di nobilt\u00e0, si prendono anche il lusso di assumere il linguaggio scientifico creato per attestare la falsit\u00e0 del loro assunto fondamentale, e senza batter ciglio lo adottano, ovviamente capovolgendone il significato. Ed ecco che la parola abiogensi, nelle loro mani, viene a significare esattamente l&#8217;opposto di ci\u00f2 che ha sempre significato nel linguaggio della biologia: ossia la generazione della vita dalla non vita. A titolo d&#8217;esempio, si veda la definizione di abiogensi su <em>Wikipedia<\/em> (omettiamo le note):<\/p>\n<p><em>L&#8217;abiogenesi\u00a0(dal\u00a0greco\u00a0a-bio-genesis, &quot;origini non biologiche&quot;), o informalmente l&#8217;origine della vita,\u00a0\u00e8 il processo naturale con il quale la vita si origina a partire da materia non vivente, come semplici composti organici.<\/em><\/p>\n<p><em>Il passaggio da sistema non vivente ad organismo vivente non \u00e8 stato un singolo evento ma piuttosto un processo graduale di aumento di complessit\u00e0 del sistema.\u00a0L&#8217;abiogenesi\u00a0\u00e8 studiata combinando conoscenze di\u00a0biologia molecolare,\u00a0paleontologia,\u00a0astrobiologia\u00a0e\u00a0biochimica\u00a0per determinare come l&#8217;organizzazione crescente di\u00a0reazioni chimiche\u00a0abiotiche in sistemi non viventi abbia portato all&#8217;origine della vita sia sulla\u00a0Terra\u00a0che in altri luoghi dell&#8217;universo, dopo un po&#8217; di tempo dalla sua nascita (che si fa risalire ad un evento colossale noto con il nome di\u00a0Big Bang, che si stima sia avvenuto circa 13,8 miliardi di anni fa) fino ai giorni nostri.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco come un tipico esponente dell&#8217;evoluzionismo biologico, Emanuele Padoa (1905-1980), docente all&#8217;Universit\u00e0 di Firenze, affrontava la scottante questione (nella sua <em>Storia della vita sulla Terra<\/em>, Milano, Feltrinelli, 1959, 1974, pp. 66-67):<\/p>\n<p><em>Certamente dunque, gli organismi attuali, ed anche quelli che nel Cambriano hanno lasciato i primi fossili riconoscibili, sono ed erano di gran lunga troppo complessi per poter ammettere la loro compara di colpo, per cause naturali, cio\u00e8 senza un intervento creativo sovrannaturale Ma se crediamo all&#8217;evoluzione, e se la vediamo come un processo di trasformazione, e di continuo sviluppo dal pi\u00f9 semplice al pi\u00f9 complesso, se estrapoliamo da quello che dobbiamo ammettere esser avvenuto dal Cambriano ad oggi, ammetteremo anche che gli organismi con la loro struttura cellulare siano stati preceduti da altri pi\u00f9 semplici; ed arriviamo a pensare a forme organiche nelle quali compaiono i primi attributi dei viventi, pur essendo ancora ad un livello strutturale cos\u00ec semplice, da poter credere alla loro origine dall&#8217;inorganico, come evento di probabilit\u00e0 piccola ma non assurda, o addirittura come necessario e ad un certo momento ineluttabile svolgimento di leggi naturali.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 dunque lecito &#8212; direi, scientificamente necessario &#8212; credere alle due cose: all&#8217;impossibilit\u00e0 della generazione spontanea tra gli organismi quali oggi li conosciamo, giunti cio\u00e8 per evoluzione ad un alto livello di complessit\u00e0; ed alla possibilit\u00e0 dell&#8217;origine della vita, o meglio di primordi di vita, per cause naturali, dall&#8217;inorganico.<\/em><\/p>\n<p>Dove l&#8217;involuzione sintattica rimanda a un&#8217;insormontabile difficolt\u00e0 di ordine logico, che l&#8217;autore cerca di superare mediante una serie di sofismi e di forzature concettuali. La vita, \u00e8 stato osservato, dimostrato e certificato, non pu\u00f2 avere origine da ci\u00f2 che non \u00e8 vita. Che fare allora, visto che si deve <em>credere<\/em> all&#8217;evoluzionismo, come gli scappa dalla penna senza rendersi conto di avere con ci\u00f2 mostrato la natura fideistica, cio\u00e8 religiosa, della teoria evoluzionista? Semplice: si afferma che la legge \u00e8 valida ai nostri giorni, ma non poteva essere valida allora, ai primordi, <em>in illo tempore<\/em>, ossia nel tempo dei miti. Allora, Dio sa come, il miracolo pu\u00f2 essere avvenuto; oh, ma per carit\u00e0, sempre a norma di leggi naturali: l&#8217;organico \u00e8 scaturito dall&#8217;inorganico, perch\u00e9 le condizioni generali erano molto diverse da quelle odierne. Chiaro, no? No, proprio per niente. Queste storielle per bambini gli evoluzionisti le possono rifilare, oltretutto con quel loro caratteristico tono fra il petulante e lo stizzito (di fronte alle probabili obiezioni) solo a chi non sa nulla di chimica n\u00e9 di biochimica, solo a chi non ha mai visto al microscopio la differenza abissale, incommensurabile, che corre fra una molecola organica ed una inorganica. Solo a costoro si pu\u00f2 raccontare la favoletta che un bel giorno, in via perfettamente spontanea, una molecola inorganica \u00e8 diventata una molecola organica. E anche per arrivare a questo risultato, peraltro puramente e dichiaratamente teorico, quanta fatica, quante contorsioni concettuali. Si passa da una possibilit\u00e0 piccola, s\u00ec, come dice Padoa, ma non assurda (<em>excusatio non petita<\/em>), fino ad un &quot;necessario&quot;, e a un certo punto &quot;ineluttabile&quot; (ma &quot;ineluttabile&quot; \u00e8 un aggettivo che si addice alla scienza?) svolgimento di leggi naturali. Quali leggi, per favore? Quelle che la fede nell&#8217;evoluzionismo (per tre volte in poche righe ricorre la parola &quot;credere&quot;) postula come necessarie e ineluttabili. Tipico capovolgimento del vero metodo della scienza: si formula una teoria, la si pone come logica ed esaustiva anche se mancano le prove, poi si asserisce che in condizioni diverse dalle attuali, e dunque non osservabili, qualcosa \u00e8 accaduto per stabilire quelle leggi, qualcosa di cui oggi non esiste pi\u00f9 traccia. Allora s\u00ec, la vita poteva nascere dall&#8217;inorganico; oggi no. Vi stupite? Vuol dire che il vostro vero desiderio \u00e8 quello di ristabilire la fede nel Dio creatore, e questo un autentico scienziato non lo ammetter\u00e0 mai, non ve lo perdoner\u00e0 mai. Voi dovete escludere una soluzione di questo tipo e dovete farlo <em>a priori<\/em>; dovete pronunciare un atto di fede materialista e scientista (la scienza ha <em>tutte<\/em> le spiegazioni e le risposte, e chi non lo ammette, va scomunicato): dopo di che si pu\u00f2 discutere, ma sempre sulla base di questo dogma fondamentale. Inutile cercare da altre parti: la verit\u00e0 \u00e8 qui, \u00e8 l&#8217;evoluzionismo. Non si sono trovati gli anelli mancanti? E che vuol dire: l&#8217;evoluzione \u00e8 un processo troppo lento e graduale per consentire un simile lusso al ricercatore. E i fossili viventi, animali che oggi vivono pressoch\u00e9 identici ai loro progenitori di trecentocinquanta milioni di anni fa? Ah, quello \u00e8 un dettaglio: che volete, ogni regola ha le sue eccezioni, ogni legge ammette qualche piccola variante sul tema. Ma il tema \u00e8 quello, e guai a chi lo nega.<\/p>\n<p>La seconda osservazione riguarda il concetto di <em>sensata<\/em> esperienza, adoperato da Galilei per indicare precisamente l&#8217;opposto del significato che gli viene attribuito dai baldi scientisti e galileiani a un tanto il chilo dei nostri d\u00ec. Si consulti un qualunque manuale scolastico e un qualunque testo divulgativo, come pure un qualsiasi sito Internet dedicato ad illustrare la concezione della scienza di Galilei: e si trover\u00e0, quasi senza eccezione, che tale espressione indicherebbe uno dei pilastri del metodo scientifico galileiano, ossia quelle esperienze sensibili, precise e mirate, che formano per cos\u00ec dire la base, il presupposto, su cui fondare le necessarie dimostrazioni. Gi\u00e0. Peccato che Galilei, nel <em>Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo<\/em>, adoperi quella espressione nel significato press&#8217;a poco contrario: per indicare, cio\u00e8, le esperienze sensibili che paiono inoppugnabili, appunto perch\u00e9 fondate sulla concretezza del dato percettivo immediato, ma che nondimeno sono erronee e fallaci, e possono essere dimostrate tali mediante una combinazione di ragionamento teorico e di osservazione scientifica mirata, s\u00ec, ma indiretta, ossia capace di &quot;scavalcare&quot; la semplice impressione sensoriale. Un tipico esempio che possiamo fare \u00e8 il sorgere e il tramontare del sole. I sensi ci mostrano in tutta evidenza che il sole sorge e tramonta nel cielo, eppure sappiamo che si tratta di una mera illusione, perch\u00e9 il suo movimento <em>apparente<\/em> \u00e8 determinato, in realt\u00e0, dal moto di rotazione della Terra su se stessa. Questo per\u00f2 non pu\u00f2 essere compreso, n\u00e9 dimostrato, con l&#8217;osservazione sensibile, ma solo mediante il ragionamento matematico e l&#8217;osservazione indiretta (ad esempio la rotazione degli altri pianeti del Sistema solare, osservabile al telescopio).<\/p>\n<p>La conclusione \u00e8 che quando ci si prefigge di sostenere ad ogni costo una teoria sbagliata, trasformandola in un dogma di fede, i normali mezzi concettuali non bastano pi\u00f9: bisogna falsificare anche il linguaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La teoria dell&#8217;evoluzionismo si regge su una grande bolla d&#8217;aria: cio\u00e8 sull&#8217;assunto, antiscientifico per definizione, che la vita sia potuta sorgere dalla materia inorganica. \u00c8 bens\u00ec<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30189,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[134],"class_list":["post-27835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-scienze","tag-evoluzionismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-scienza.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27835"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27835\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30189"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}