{"id":27830,"date":"2018-10-07T09:29:00","date_gmt":"2018-10-07T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/07\/perche-il-vero-bene-non-puo-essere-solo-corporale\/"},"modified":"2018-10-07T09:29:00","modified_gmt":"2018-10-07T09:29:00","slug":"perche-il-vero-bene-non-puo-essere-solo-corporale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/07\/perche-il-vero-bene-non-puo-essere-solo-corporale\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il vero bene non pu\u00f2 essere solo corporale"},"content":{"rendered":"<p>Avete mai provato a leggere san Tommaso d&#8217;Aquino? Avete sentito dire che \u00e8 pesante, che \u00e8 noioso, che \u00e8 difficile. Be&#8217;: non fidatevi dei sentito dire; fate voi stessi la prova. Ma non sapete nulla di filosofia, tanto meno di teologia, perci\u00f2 non osate, non vi sentite all&#8217;altezza. Niente affatto: vi assicuriamo che basta una testa capace di pensare, perch\u00e9 il pensiero di san Tommaso \u00e8 talmente lineare, talmente consequenziale, talmente limpido, che lo pu\u00f2 seguire, beninteso con la dovuta concentrazione, qualsiasi persona normalmente dotata d&#8217;intelligenza. Dunque, prendete in mano la <em>Summa Teologica<\/em>, e apritela a caso. Qualsiasi pagina, qualsiasi punto. S\u00ec, avete capito bene: non occorre che iniziate la lettura dal principio; potete aprire i volumi a caso, potete leggere la prima frase che vi troverete sotto gli occhi. Vi assicuriamo che, se leggerete quella frase con un po&#8217; di attenzione, vi troverete un tesoro d&#8217;inestimabile valore: non solo la risposta a un determinato quesito, ma qualcosa di assai pi\u00f9 grande: una finestra spalancata sull&#8217;infinito. Questo \u00e8 il pensiero di san Tommaso d&#8217;Aquino: una finestra spalancata sull&#8217;infinito, sull&#8217;assoluto; proprio come la musica di Bach. Come la musica di Bach, come le fughe e le toccate per organo del grande compositore tedesco, nel pensiero di san Tommaso si trova contemporaneamente la soddisfazione della mente e il piacere estetico: perch\u00e9 la <em>Summa Teologica<\/em>, come l&#8217;<em>Arte della fuga<\/em> di Bach, \u00e8 un monumento, un capolavoro, una immensa cattedrale della razionalit\u00e0 e della sensibilit\u00e0, nel medesimo tempo. Tutto vi \u00e8 linearit\u00e0, proporzione, armonia; non una sola parola in pi\u00f9: denso come il pensiero di Machiavelli, ma senza quel velo di amarezza, senza quella tristezza di fondo, n\u00e9 quell&#8217;amoralismo che rende a volte insopportabile la lettura del Segretario fiorentino. In san Tommaso si trova, <em>legato con amore in un volume<\/em>, come direbbe Dante, tutto ci\u00f2 che costituisce il godimento intellettuale, unito a quello estetico: perch\u00e9 \u00e8 sempre un piacere, anche un piacere estetico, vedere come la mente possa muoversi agilmente, e come, partendo da qualche semplice pietra, pu\u00f2 costruire un edificio enorme, coeso, compatto, proporzionato, armonioso, dove tutto si tiene, tutto rifulge di gloria e di bellezza, e tutto innalza l&#8217;anima verso Dio. Questa, poi, \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. Vi possiamo assicurare che, dopo aver letto anche una sola pagina di san Tommaso, si sentirete immensamente sollevati, immensamente rischiarati, immensamente gratificati: sentirete entrarvi nell&#8217;anima qualche cosa di simile a una pace divina. Una pace che non \u00e8 pi\u00f9 solamente umana, ma proviene anche dalla dimensione superiore, quella soprannaturale. Perch\u00e9 san Tommaso \u00e8 cos\u00ec: grande pensatore, grande mente razionale, grandissimo discepolo della lezione di Aristotele, ma anche grandissimo uomo di fede. Quando la ragione non era sufficiente a fargli comprendere, lui cercava le risposte in Dio: posava la penna sul tavolo della <em>scriptorium<\/em>, scendeva nella cappella del convento e s&#8217;inginocchiava davanti al tabernacolo del Santissimo, pregava, supplicava, piangeva e vegliava anche tutta la notte, se necessario, lo abbracciava perfino, e non se ne andava fino a quando Dio, accogliendo le sue umili suppliche, non faceva la grazia di aprirgli la mente e di aiutarlo a innalzarsi al di sopra delle sue possibilit\u00e0 meramente umane.<\/p>\n<p>Ora, in questi tempi di materialismo trionfante, di edonismo esasperato e diretto esclusivamente al godimento individuale, c&#8217;\u00e8 una domanda che ricorre continuamente: se il bene delle persone si possa considerare esaurito ed eventualmente, soddisfatto, dai beni fisici e materiali, dal bene e dal piacere che il corpo pu\u00f2 ottenere, in una maniera o in un&#8217;altra. Perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, a che scopo rendersi difficile la vita, inseguendo il vano fantasma di un bene ulteriore, soprannaturale, che forse non esiste? E allora, prendiamo in mano la <em>Summa Teologica<\/em> e proviamo a leggere quel che dice san Tommaso: Seconda parte, Questione 2, articolo 5, dedicata al quesito: <em>Utrum beatitudo hominis consistat in aliquo corporis bono<\/em>, cio\u00e8 se la beatitudine dell&#8217;uomo consista in qualche bene del corpo (la traduzione \u00e8 nostra; segnaliamo, comunque fra le altre, l&#8217;edizione spagnola a cura di p. Francisco Barbado, Madrid, La Editorial Catolica, 1954, vol. 4, pp. 14-141):<\/p>\n<p><em>(&#8230;) Rispondiamo dicendo che \u00e8 impossibile che l&#8217;umana beatitudine consista nei beni de corpo, per due ragioni: primo, perch\u00e9 \u00e8 impossibile che il fine ultimo di una cosa che \u00e8 ordinata ad altro, sia la conservazione del suo essere. Per esempio, il pilota non si propone come fine ultimo la conservazione della nave posta sotto la sua guida, perch\u00e9 la nave ha come fine una cosa diversa, ossia la navigazione. E cos\u00ec come la nave si affida al pilota perch\u00e9 la diriga, cos\u00ec l&#8217;uomo \u00e8 affidato alla sua volont\u00e0 e alla sua ragione, come dice l&#8217;Ecclesiastico (15, 14): &quot;Al principio Dio cre\u00f2 l&#8217;uomo e lo lasci\u00f2 in potere del suo proprio volere&quot;. \u00c8 evidente che l&#8217;uomo \u00e8 ordinato ad altro, come suo fine, infatti l&#8217;uomo non \u00e8 il suo sommo bene. Perci\u00f2 \u00e8 impossibile che il fine ultimo della ragione e della volont\u00e0 sia la conservazione dell&#8217;essere umano.<\/em><\/p>\n<p><em>La seconda ragione \u00e8 che, anche supponendo che il fine della ragione e della volont\u00e0 umana sia la conservazione dell&#8217;essere umano, non si potrebbe tuttavia affermare che il fine dell&#8217;uomo sia un bene corporale. L&#8217;essere dell&#8217;uomo consiste dell&#8217;anima e del corpo, e mentre il bene del corpo dipende dall&#8217;anima, il bene di questa non dipende dal corpo, come sopra abbiamo dimostrato (I q. 75 a. 2; q. 76 a. 1 ad 5.6; q. 90 a. 2 ad 2); poich\u00e9 il corpo \u00e8, per l&#8217;anima, la stessa cosa della materia per la forma, e lo strumento per il motore, per il fatto che esegue le sue azioni. Pertanto risulta impossibile che nei beni corporali consista la beatitudine, che \u00e8 il fine ultimo dell&#8217;uomo<\/em>.<\/p>\n<p>Abbiamo scelto, praticamente a caso, questo breve brano di prosa, in cui san Tommaso trae le somme del precedente ragionamento dialettico, basato sul pro e il contro, sulla tesi e sull&#8217;antitesi (qualche secolo prima di Hegel, e assai meglio di lui, cio\u00e8 restando padrone del pensiero e non gi\u00e0 facendosene adoratore, cio\u00e8 divinizzandolo), come esempio della discorsivit\u00e0 e chiarezza, ma, nello stesso tempo, del rigore logico e metodologico dell&#8217;Aquinate. Altro che Karl Rahner, Walter Kasper ed&#8230; Enzo Bianchi: qui abbiamo una mente solida, razionale, robusta, che nondimeno procede nel solco della Rivelazione e che si serve della Scrittura per mantenersi nella retta via, per non smarrirsi, come il pilota della nave si serve dei fari per orientarsi nella navigazione notturna; mentre quelli non esistano a manipolare il senso della Scrittura nella folle pretesa di forzarne il senso per condurlo l\u00e0 dove hanno deciso di andare a parare, cio\u00e8 verso un cristianesimo che essi chiamano &quot;adulto&quot;, &quot;maturo&quot; e &quot;moderno&quot;, mentre \u00e8 solo una contraffazione modernista, ossia eretica, del vero cristianesimo. Nello stesso tempo, si sar\u00e0 notato che tutto il ragionamento di san Tommaso prende le mosse da una prospettiva finalista, secondo il modello di Aristotele. Questo \u00e8 un punto decisivo: il cristiano parte dall&#8217;assunto che le cose hanno un senso, e perci\u00f2 sono dirette ad un fine, e non, al contrario, che bisogna prima dimostrare che esse hanno un senso, perch\u00e9 non si sa quale fine abbiano. Ed \u00e8 qui che si vede la differenza fra una sana teologia, orientata nella giusta prospettiva, perch\u00e9 parte da Dio e a Dio riconduce l&#8217;intelligenza umana, e una teologia patologica, aberrante, come quella della tanto strombazzata &quot;svolta antropologica&quot;, la quale parte dall&#8217;uomo e pretende di ritornare all&#8217;uomo, quasi toccando Dio per accidente. In effetti, quel che \u00e8 in gioco \u00e8 l&#8217;idea stessa di cosa sia la teologia. Per san Tommaso, come per millenovecento anni di pensiero cristiano, da san Paolo a Romano Amerio e a Cornelio Fabro, la teologia \u00e8 la via razionale che affianca il cammino della fede, e che prende per mano la ragione e la guida fino a Dio, sempre sorretta e illuminata dalla grazia; per i signori della teologia postconciliare, la teologia \u00e8 la palestra di una ragione libera e spregiudicata, che non esita a porre in dubbio tutti i pilastri della fede e a rigettare tutto ci\u00f2 che non \u00e8 dimostrabile in maniera autonoma dalla sola ragione umana, come si evince gi\u00e0 dai titoli di siffatti personaggi. Esemplare, in tal senso, \u00e8 il caso dell&#8217;eretico teologo ex cattolico Hans K\u00fcng, il quale nondimeno va per la maggiore e manca poco che venga richiamato con tutti gli onori, e magari beatificato, per aver pervicacemente contrastato il Magistero e sparso il dubbio circa la fede, a piene mani, nelle anime dei credenti; cos\u00ec come gi\u00e0 l&#8217;eretico Enzo Bianchi viene portato in sommo onore dalla neochiesa del signore argentino, e addirittura invitato a tenere gli esercizi spirituali mondiali per il clero, proprio lui che non crede alle verit\u00e0 di base della fede cattolica e non sa neppure cosa voglia dire procedere in un ragionamento di ordine teologico per via argomentativa e dialettica, come sempre hanno fatto i buoni teologi.<\/p>\n<p>Ora, tornando al discorso sul finalismo, prendiamo buona nota che il pensare cristiano \u00e8 un pensare che presuppone la bont\u00e0 dell&#8217;essere, quindi la bont\u00e0 delle cose che partecipano all&#8217;essere, quindi anche il loro essere dirette ad un fine. In questa visione, l&#8217;universo \u00e8 coeso e armonioso, e ciascun ente ha una funzione da svolgere, una parte da rappresentare: nulla \u00e8 inutile, tanto meno l&#8217;uomo, la pi\u00f9 perfetta di tutte le creature, perch\u00e9 fatta a immagine di Dio stesso, e perci\u00f2 dotata d&#8217;intelligenza, volont\u00e0 e sentimento. \u00c8 chiaro, infatti, che solo in un universo dotato di senso, le cose sono dirette ad un fine; se l&#8217;universo fosse frutto del caso, non avrebbero alcuno scopo, non avrebbero alcun fine e nessuna funzione da svolgere. Se si accetta questo presupposto iniziale, si \u00e8 cristiani; se no, no. Se lo si accetta, la teologia ha anche il compito di mostrare come tutte le cose procedono verso il loro fine, e come, se ne sono distratte o impedite, soffrono, perch\u00e9 non riescono a realizzare ci\u00f2 per cui erano destinate: e questo \u00e8 ci\u00f2 che si chiama il male morale. Il bene, viceversa, \u00e8 la realizzazione del fine: nel caso dell&#8217;uomo, la beatitudine, perch\u00e9 l&#8217;uomo aspira ad essere felice. La domanda, allora, \u00e8 questa: come fa l&#8217;uomo a realizzare la propria beatitudine, cio\u00e8 il proprio bene? E qui emerge la piena incompatibilit\u00e0 con la prospettiva materialista, secondo la quale non si sa se l&#8217;universo abbia un senso, n\u00e9 se le cose siano dirette verso un fine: perch\u00e9, se si adotta questa prospettiva, ne consegue necessariamente che il bene dell&#8217;uomo \u00e8 curare il proprio bene corporale, l&#8217;unico che appaia, quantomeno alle menti non illuminate dalla grazia, un bene positivo, concreto e realizzabile. L&#8217;altro bene, infatti, quello di ordine soprannaturale, appare incerto; forse esiste, forse no: e chi mai sar\u00e0 tanto pazzo da rinunciare a un bene certo, e sia pur limitato, per inseguire la chimera di un bene assoluto, ma incerto, cio\u00e8 forse illusorio?<\/p>\n<p>La questione \u00e8 tutta qui; e i neoteologi alla Hans K\u00fcng, legittimi padri intellettuali dei porno teologi alla James Martin, non fanno che ronzare come mosche intorno a questo mucchio d&#8217;escrementi &#8211; <em>pardon<\/em>, quale imperdonabile mancanza di stile!; che volete, ci \u00e8 scappato dalla penna -, cio\u00e8 all&#8217;idea che <em>ogni lasciata \u00e8 persa<\/em>, e che l&#8217;uomo deve &quot;realizzarsi&quot; senza rinunciare a nulla, a nessuna tentazione, a nessun impulso, a nessun piacere, perch\u00e9 ci\u00f2 equivarrebbe a una disumana &quot;repressione&quot;, a un atto di violenza contro se stessi, che certamente, essi dicono, non \u00e8 gradito a Dio. Miserabili sofismi per far dire a Dio quel che Dio non si \u00e8 mai sognato di dire. Basti pensare alle parole che Ges\u00f9 rivolge all&#8217;adultera: <em>Vai, e non peccare pi\u00f9<\/em>; e non certo: <em>Vai, e realizzati liberamente, cio\u00e8 continua a cornificare tuo marito!<\/em> Ma loro, i pornoteologi, sono ben decisi ad arrivare proprio qui: e ci stanno infatti arrivando. Stanno portando la Chiesa a farsi garante dei &quot;diritti&quot; della persona, intesi come ricerca del proprio piacere immediato e materiale, e non pi\u00f9, come \u00e8 sempre stato nella retta prospettiva cristiana, come ricerca del vero bene, del sommo bene, che \u00e8 la partecipazione alla vita divina. Quando, per esempio, il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, organizza un incontro nella sua ex parrocchia, presenti i fedeli, con don Giuliano Costalunga, che si \u00e8 sposato con un uomo e che \u00e8 tornato dicendo, trionfante: <em>Auguro a tutti di trovare un amore grande come quello che io ho per mio marito!<\/em>, e lo abbraccia e gli dice: <em>Segui liberamente la tua strada<\/em>, ebbene qui siamo in presenza di uno stravolgimento della lettera e del senso del Vangelo, quindi di una falsificazione del cristianesimo. \u00c8 l&#8217;esatto rovesciamento della parabola del padre misericordioso, il quale abbraccia, s\u00ec, e perdona, e accoglie con grande festa il figlio prodigo, ma perch\u00e9 questi ha riconosciuto la sua colpa, si \u00e8 vergognato, si \u00e8 pentito ed \u00e8 tornato dicendo di non esser neppure degno di venir pi\u00f9 chiamato suo figlio. Il padre misericordioso lo abbraccia e lo perdona perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 stata la conversione, perch\u00e9 il figlio perduto \u00e8 stato toccato dalla grazia: ma quale grazia ha toccato quel prete che, dopo aver rotto le pi\u00f9 sacre promesse fatte da Dio e agli uomini se ne torna ostentando il suo modo di agire, se ne gloria, e addirittura pretende di celebrare la santa Messa, come se nulla fosse accaduto? \u00c8 evidente che, in questo caso come in tanti altri, si stanno raccogliendo gli amari frutti della cattiva seminagione di Rahner, Kasper e Bianchi: ossia l&#8217;idea, assolutamente non cristiana, che il bene dell&#8217;uomo consiste nel raggiungere il bene corporale (bene, peraltro, apparente e soggettivo, non reale). Eppure, basta leggere il Vangelo: \u00e8 tutto cos\u00ec chiaro. Forse Ges\u00f9 ha promesso ai suoi discepoli il raggiungimento del bene corporale? \u00c8 di questo che ha dato l&#8217;esempio, con la sua vita e la sua Passione? Oppure ha detto (<em>Lc<\/em> 9, 23): <em>Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai provato a leggere san Tommaso d&#8217;Aquino? Avete sentito dire che \u00e8 pesante, che \u00e8 noioso, che \u00e8 difficile. Be&#8217;: non fidatevi dei sentito dire;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,241],"class_list":["post-27830","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27830"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27830\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}