{"id":27828,"date":"2022-07-25T07:34:00","date_gmt":"2022-07-25T07:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/25\/perche-il-mondo-moderno-e-diventato-ateo\/"},"modified":"2022-07-25T07:34:00","modified_gmt":"2022-07-25T07:34:00","slug":"perche-il-mondo-moderno-e-diventato-ateo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/07\/25\/perche-il-mondo-moderno-e-diventato-ateo\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 il mondo moderno \u00e8 diventato ateo?"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 il mondo moderno \u00e8 diventato ateo? Ancora al tempo dei nostri nonni non lo era affatto; la religione, almeno in apparenza, occupava ancora un posto importantissimo nella vita delle persone e delle famiglie; il clero era rispettato, la Chiesa era autorevole; lo Stato le riconosceva un ruolo fondamentale e le leggi, pur essendo ispirate a un&#8217;idea laica della giustizia, non contrastavano apertamente con la morale cristiana, come poi \u00e8 accaduto con il divorzio, l&#8217;aborto volontario, l&#8217;eutanasia, l&#8217;espianto e il commercio degli organi. Che cosa \u00e8 dunque successo? Come \u00e8 potuto accadere un tale rovesciamento nel giro di un paio di generazioni?<\/p>\n<p>La prima osservazione da fare \u00e8 che a diventare ateo non \u00e8 stato il mondo, ma solo il mondo occidentale (o che con tale nome, bench\u00e9 improprio, viene generalmente designato): l&#8217;Europa e i Paesi colonizzati e popolati dagli europei (il Mondo Nuovo, l&#8217;America, e quello Nuovissimo, cio\u00e8 Australia e Nuova Zelanda). Presso gli altri popoli e le altre culture non si osserva niente del genere. L&#8217;Islam, in particolare, sembra godere di ottima salute ed \u00e8 tuttora in fase espansiva: in Paesi africani come la Nigeria, o in Paesi asiatici come il Libano, ha guadagnato posizioni fino a sfiorare o diventare maggioranza; nella stessa Europa, in Russia e negli altri Stati ex comunisti, si assiste ad una vigorosa rinascita del sentimento e della pratica religiosa, prevalentemente nella confessione ortodossa.<\/p>\n<p>E allora? Come \u00e8 accaduto che il <em>nostro<\/em> mondo \u00e8 diventato ateo, in un tempo che, sul metro dei fenomeni storici, \u00e8 stato eccezionalmente breve? Poich\u00e9 la cosa \u00e8 avvenuta sotto i nostri occhi, non ce ne siamo quasi accorti: da bambini siamo stati educati nella fede in Dio ed essa ci ha accompagnato fino alla Prima Comunione alla Cresima. Poi sono passati gli anni, \u00e8 scorsa la nostra vita, ci siamo sposati (o no), abbiamo creato delle famiglie, abbiamo cresciuto dei figli &#8212; e li abbiamo cresciuti senza Dio; la nostra stessa vita, nei momenti pi\u00f9 importanti e nelle scelte decisive, si \u00e8 svolta lontano da Dio. Ora ci guardiamo intorno e non troviamo pi\u00f9 le tracce della fede dei nostri padri e della fede di noi bambini. Ci sono ancora le chiese, un certo numero di persone frequenta ancora la Messa (una Messa ben diversa da quella di allora) ma la fede in Dio non si trova neppure l\u00ec, non la si vede, non la si respira. Ci sono dei preti &#8212; sempre di meno &#8211; che parlano di mille cose, ma la pi\u00f9 importante non c&#8217;\u00e8, non la dicono, non la fanno vedere per la buona ragione che non la possiedono: non c&#8217;\u00e8 la fede, n\u00e9 nei loro discorsi, n\u00e9 soprattutto nei loro gesti e nei loro comportamenti. Oh, dicono tante cose e fanno tanti bei discorsi: l&#8217;ecumenismo, il dialogo interreligioso, l&#8217;accoglienza, l&#8217;inclusione e la misericordia. Ma poi mettono un cartello sulla porta della chiesa e invitano i non inoculati a restarsene fuori; e i loro vescovi li cacciano o proibiscono loro di celebrare il Sacrificio eucaristico (che essi non chiamano pi\u00f9 cos\u00ec, per compiacere i <em>fratelli separati<\/em> protestanti) se, a loro volta, non si sono sottoposti al macabro rito dell&#8217;inoculazione del sacro siero, veicolo della nuova salvezza. Non pi\u00f9 una Salvezza soprannaturale, ma esclusivamente terrena; una salvezza incerta e relativa, tutta da verificare, che non ha nulla a che fare con l&#8217;anima e la vita eterna.<\/p>\n<p>Bel risultato davvero, bella fede: se tale era l&#8217;obiettivo della rivoluzione conciliare, i suoi autori possono andarne fieri. Se volevano allontanare i credenti da Dio e far perdere loro la fede, ma in maniera cos\u00ec abile e sottile che non se ne accorgessero neppure, ci sono riusciti in pieno. Complimenti, sono stati bravissimi. Come ha osservato qualcuno, \u00e8 stato il colpo da maestro di Satana: non solo togliere la fede alle persone, ma riuscire a farlo senza che ci\u00f2 fosse percepito, anzi, facendo s\u00ec che i credenti si sentissero pi\u00f9 bravi, pi\u00f9 maturi, pi\u00f9 credenti dei loro avi.<\/p>\n<p>Citiamo la pagina conclusiva del secondo volume, <em>La filosofia moderna<\/em>, del corso di monsignor Antonio Livi (Prato, 25 agosto 1938-Roma, 2 aprile 2020) <em>La filosofia e la sua storia<\/em>, Societ\u00e0 Editrice Dante Alighieri, 1996, II, pp. 443-444):<\/p>\n<p><em>Anche se non in modo radicale ed esplicito come sar\u00e0 nell&#8217;Ottocento, la modernit\u00e0 (da intendersi sempre in senso sociologico, cio\u00e8 come &quot;cultura dominante&quot;) esprime infatti una propensione teoretica all&#8217;ateismo, connessa principalmente all&#8217;empirismo di stampo materialistico, oppure anche al panteismo, come in Spinoza, o al deismo, come negli illuministi del Settecento. Quest&#8217;ultima forma di ateismo larvato si pu\u00f2 considerare come il precedente teoretico immediato dell&#8217;ateismo esplicito e aggressivo dell&#8217;Ottocento (Feuerbach, Marx, Comte), pertanto merita una pi\u00f9 attenta considerazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Al tempo di quella che Husserl chiamer\u00e0 \u00abla crisi della scienza europea\u00bb, mentre sta precipitando definitivamente la civilt\u00e0 classica, si afferma la volont\u00e0 di sottoporre alle leggi nuove dell&#8217;analisi concettuale i valori tradizionalmente stabiliti. Nel suo &quot;Dictionnaire historique et critique&quot;, pubblicato fra il 1695 e il 1697, Pierre Bayle proclama la necessit\u00e0, per la ragione, di mettere al bando come falsa ogni presunta Rivelazione; la stessa esistenza di Dio gli appare indimostrabile. Con maggiore umorismo e pari sicurezza, nella sua &quot;Histoire des oracles&quot;, Bayle esclude la possibilit\u00e0 del soprannaturale, fa a pezzi l&#8217;idea di Provvidenza e dissocia la morale dalla religione. Attorno allo stesso periodo, si diffondono in tutto l&#8217;Occidente le idee esposte da Spinoza nel suo &quot;Tractatus theologico-politicus&quot; (1670); sviluppando nelle loro svariate implicazioni i principi cartesiani, il filosofo ebreo riduce la Sacra Scrittura a un intreccio di leggende grossolane, prende di mira e basi stesse dell&#8217;ordine sociale e morale, abbatte qualsiasi barriera tra la &quot;natura naturans&quot;, che \u00e8 Dio, e la &quot;natura naturata&quot;, cio\u00e8 il mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora fino a tutto il Seicento, questi attacchi diretti o larvati alla religione rivelata rimanevano delle eccezioni piuttosto rare. Nel Settecento, invece, la preponderanza inglese, contrassegnata dalla vittoria dei &quot;whigs&quot;cio\u00e8 della principale classe d&#8217;affari, determina il trionfo dell&#8217;ideologia borghese. Era ormai aperta la strada per il teorico della rivoluzione inglese del 1688: John Locke il quale proclama gli imprescrittibili diritti dell&#8217;individuo e stabilisce a fondamento della democrazia il &quot;carattere razionale del cristianesimo&quot;, rendendo inammissibili la Chiesa e la Tradizione. John Toland e Matthew Tindal si spingono pi\u00f9 in l\u00e0: respingendo la nozione di mistero come contrastante con la ragione, escludendo ogni idea di Incarnazione, essi conservano dalla fede solamente la nozione dell&#8217;&quot;essere supremo&quot; e quella dell&#8217;immortalit\u00e0, nozioni comuni a tutte le religioni e ormai sufficienti per l&#8217;uomo &quot;illuminato&quot;. Al tempo stesso, lo sfruttamento del mondo e la crescita generale delle ricchezze dissipano le inquietudini di un tempo, lasciando posto alla visione ottimistica della felicit\u00e0 offerta all&#8217;interra umanit\u00e0; la razionalit\u00e0 scientifica attenua il concetto di Provvidenza e gli sostituisce quello di progresso. Al termine di questa evoluzione, la Rivelazione cristiana mantiene la sua facciata sociale, svuotata per\u00f2 della propria sostanza: essa si riduce a una serie di miti pi\u00f9 o meno simbolici; la Chiesa rimane in piedi, ma solo per fornire alle masse una certa educazione morale e civica.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 dunque la filosofia britannica di stampo empiristico, con Hobbes, Locke e Hume, a gettare le basi di una ideologia capace di teorizzare la lotta contro il cattolicesimo, considerato il principale nemico della libert\u00e0, non solo intellettuale ma anche civile e politica; e difatti, fu proprio la Gran Bretagna la nazione dove la Chiesa cattolica fu perseguitata o almeno combattuta dal potere civile (legato istituzionalmente alla Chiesa scismatica anglicana) per tutta l&#8217;epoca moderna, molto prima che qualcosa di analogo succedesse in Francia con la rivoluzione del 1789. Dall&#8217;empirismo, l&#8217;ostilit\u00e0 nei confronti della religione cattolica pass\u00f2 poi al deismo, che ben presto divenne l&#8217;ideologia tipica della borghesia in Gran Bretagna, confondendosi con il programma stesso della Massoneria, apparentemente fedele agli ideali di una religione naturale di tipo esoterico ma in realt\u00e0 sempre pi\u00f9 incline all&#8217;ateismo pratico. Dalla Gran Bretagna, dove si era registrato il massimo sviluppo sociale e politico della borghesia, il deismo pass\u00f2 in Francia e si diffuse in tutto il continente (Germania, Italia). L&#8217;opera di Montesquieu resta estranea agli attacchi contro ol cristianesimo, ma vi aleggia un&#8217;arrogante indifferenza nei confronti del fenomeno religioso. Voltaire si spinge ben pi\u00f9 oltre, facendo della guerra contro il cattolicesimo l&#8217;obiettivo di tutte le sue opere; la sua formula \u00ab\u00c9crasez l&#8217;inf\u00e2me!\u00bb (= \u00abDistruggete l&#8217;infame!\u00bb), tante volte ripetuta come appello a una rivoluzione anticlinale, prende di mira lo stesso Ges\u00f9 Cristo, oltre che il Papa<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 una pagina di una chiarezza esemplare, fin dalle prime righe (<em>la modernit\u00e0 esprime una propensione teoretica all&#8217;ateismo<\/em>), che fa contrasto con le formule concettose e involute grazie alle quali la cultura dominante odierna fa di tutto per stemperare il carattere essenziale irreligioso, anticristiano e anticattolico della modernit\u00e0, magari per non spiacere agli uomini potenti di quella massoneria che Antonio Livi, caso pressoch\u00e9 unico nel panorama storico-filosofico, non si perita di chiamare in causa, mettendo in evidenza la sostanziale coincidenza fra il programma politico delle logge e quello speculativo dei filosofi illuministi, specialmente degli empiristi inglesi e poi, a seguire, dei loro emuli francesi, tedeschi e italiani. Grazie al Cielo, finalmente un filosofo che parla chiaro e dice pane al pane e vino al vino!<\/p>\n<p>Molto precisa \u00e8 anche la ricostruzione dei vari passaggi che videro il pensiero pre-illuminista farsi sempre pi\u00f9 accesamente anticattolico (si badi, anticattolico e non antiprotestante): dal <em>Trattato teologico-politico<\/em> dell&#8217;ebreo Baruch Spinoza, del 1670, al <em>Saggio sull&#8217;intelletto umano<\/em> di John Locke, del 1690, e al <em>Dizionario storico-critico<\/em> di Pierre Bayle, la cui prima edizione in quattro volumi <em>in folio<\/em> \u00e8 del 1697, fino al <em>Cristianesimo senza misteri<\/em> e alle <em>Lettere a Serena<\/em> di Jon Toland, rispettivamente del 1697 e del 1704, alla &quot;Bibbia del deismo&quot; di Matthew Tindal, <em>Cristianesimo antico come la creazione<\/em>, del 1730, e soprattutto alla <em>Ricerca sull&#8217;intelletto umano<\/em> di David Hume, del 1748 e al <em>Dizionario filosofico<\/em> di Voltaire, del 1764: il fenomeno dei &quot;liberi pensatori&quot; (subito riconosciuto e denunciato da George Berkeley), nasce in Francia e in Olanda, si sposta in Inghilterra e poi torna in Francia, di dove, grazie alla Rivoluzione del 1789, s&#8217;irradia in tutta Europa e nel resto del mondo.<\/p>\n<p>A livello politico, l&#8217;evento decisivo di questa lotta contro il cattolicesimo \u00e8 dato dalla vittoria del partito dei Whigs in Gran Bretagna (nato nel 1678, e che dal 1859 si chiamer\u00e0 Partito liberale), guidato da Robert Walpole e da William Pitt il Vecchio: il partito degli affari, della finanza e della politica imperiale, uscito rafforzato dalla Guerra dei Sette Anni e dalla sconfitta della Francia in India e nel Nord America. qQualcosa di paragonabile all&#8217;egemonia del Partito democratico negli Stati Uniti di inizio millennio, anche per i suoi risvolti di carattere mondiale, partendo dal centro motore della City, che accompagna la &quot;gloriosa&quot; rivoluzione anticattolica del 1688, la costituzione della Banca centrale d&#8217;Inghilterra (1694) e precede di poco l&#8217;ascesa della massoneria (nascita ufficiale della Gran Loggia di Londra: 1717). Tutto in una manciata d&#8217;anni, nei quali si colloca anche il <em>Trattato sulla tolleranza<\/em> di John Locke (1689), dove egli esorta i governanti a negare ogni tolleranza verso i cattolici.<\/p>\n<p>Un evento come la nascita, l&#8217;affermazione e la diffusione della modernit\u00e0 atea, materialista e nichilista necessita del concorso di svariati fattori: l&#8217;empirismo sul piano filosofico, il deismo sul piano spirituale, l&#8217;affarismo speculativo (Ezra Pound diceva semplicemente <em>l&#8217;usura<\/em>) su quello economico, e la vittoria dei Whigs su quello politico. Le tre rivoluzioni &quot;atlantiche&quot;, l&#8217;inglese del 1688, l&#8217;americana del 1775 e la francese del 1789, indi la Rivoluzione industriale, completano il quadro. Si tratta d&#8217;un insieme di fenomeni estremamente complesso, che da sempre ci viene presentato come se a produrlo fosse stata un&#8217;intima necessit\u00e0 storica, secondo la visione hegeliana e crociana per cui <em>tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em>, ripetuta a pappagallo da generazioni di professori e di studenti. Ma ciascuno di tali fenomeni implica una quantit\u00e0 di presupposti logici e materiali, i quali a loro volta ne richiedono altri: e che ciascuno di essi si sia naturalmente innestato sugli altri o accanto agli altri, e che ciascuno abbia spontaneamente concorso a produrre quel tale risultato, laddove la stragrande maggioranza degli europei era ben radicata nella propria tradizione e non desiderava affatto n\u00e9 cambiarla, n\u00e9 tanto meno distruggerla, ebbene credere una cosa simile equivale davvero a credere in quei miracoli soprannaturali che erano il bersaglio preferito di Bayle, Locke e Voltaire. Solo che in questo caso si sarebbe trattato di un miracolo all&#8217;incontrario, e non soprannaturale, ma preternaturale (diabolico): strappare un continente alla sua fede religiosa e gettarlo nelle braccia d&#8217;un materialismo senz&#8217;anima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 il mondo moderno \u00e8 diventato ateo? 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