{"id":27826,"date":"2016-11-20T11:28:00","date_gmt":"2016-11-20T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/20\/san-pio-da-pietrelcina-non-piace-ai-progressisti-perche-non-glorifico-il-concilio\/"},"modified":"2016-11-20T11:28:00","modified_gmt":"2016-11-20T11:28:00","slug":"san-pio-da-pietrelcina-non-piace-ai-progressisti-perche-non-glorifico-il-concilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/20\/san-pio-da-pietrelcina-non-piace-ai-progressisti-perche-non-glorifico-il-concilio\/","title":{"rendered":"San Pio da Pietrelcina non piace ai progressisti perch\u00e9 non glorific\u00f2 il Concilio"},"content":{"rendered":"<p>Avete notato? Di san Pio da Pietrelcina, frate cappuccino che non si \u00e8 quasi mai mosso dal suo convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, ma che \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi santi del XX secolo, se non il pi\u00f9 grande; stigmatizzato come san Francesco d&#8217;Assisi, intermediario di guarigioni miracolose, dotato dei doni della chiaroveggenza, della lettura delle anime, della bilocazione; infaticabile confessore (una media di 70 persone al giorno, fin quasi agli ultimi giorni: il che vuol dire dalle 12 alle 16 ore in confessionale, estate e inverno), padre amorevole e pietoso, consigliere e consolatore dei penitenti, dei tribolati, degli afflitti, maestro di vita e di fede, sacerdote dotato di una spiritualit\u00e0 intensissima, commovente (la sua Messa poteva durare anche tre ore, perch\u00e9 cadeva letteralmente in estasi davanti al Mistero Eucaristico), nonch\u00e9 uno dei pi\u00f9 incompresi, calunniati, perseguitati (l&#8217;espressione non \u00e8 eccessiva), anzi, perseguitato per due volte, a trent&#8217;anni di distanza, e proprio per volere dei suoi superiori, dal vescovo della sua diocesi, Manfredonia, su, su, fino alla Santa Sede (cio\u00e8 fino a Pio XI e a Giovanni XXIII, che, se non ordinarono le persecuzioni, certo non vi furono estranei, n\u00e9 vi si opposero, tutt&#8217;altro): ebbene, di questo uomo di Dio assolutamente straordinario, come ne nascono uno su molte generazioni, i cattolici progressisti non parlano quasi mai, e, comunque, non ne parlano volentieri.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento li mette a disagio; scopre i loro scheletri nell&#8217;armadio, le loro ipocrisie, i loro inveterati e invincibili pregiudizi. Abituati a dare torto ai fatti piuttosto che alla loro ideologia &#8212; che \u00e8 molto pi\u00f9 vicina al marxismo che al Vangelo; e tanto peggio se Marx aveva torto su tutta la linea e se la storia ha sbugiardato le sue previsioni, non senza immensi bagni di sangue: essi non si abbassano per cos\u00ec poco ad ammettere i propri errori -, preferiscono pensare a san Pio da Pietrelcina come a un tipico &quot;fenomeno&quot; di una religiosit\u00e0 superstiziosa e semipagana, come alla tipica manifestazione dell&#8217;arretratezza culturale del profondo Meridione, rurale e cattolico (e qui &quot;cattolico&quot; assume una coloritura spregiativa, proprio come nel vocabolario marxista), al quale la Chiesa, proclamandolo santo, ha voluto dare una legittimazione postuma, pur avendo subodorato l&#8217;inganno, tanto per offrire un contentino a quei benedetti contadini semianalfabeti e archiviare, nello stesso tempo, un caso tanto imbarazzante &#8212; imbarazzante almeno per loro, per le loro idee e per il loro modo d&#8217;intendere il cattolicesimo. Le ragioni di una cos\u00ec scarsa simpatia sono essenzialmente due, oltre al quadro d&#8217;insieme test\u00e9 delineato, di pretesa arretratezza, ignoranza, superstizione, magia, eccetera.<\/p>\n<p>La prima: padre Pio non contestava l&#8217;autorit\u00e0, n\u00e9 quella civile, n\u00e9, tanto meno, quella religiosa: perfino davanti alle persecuzioni di cui fu vittima, alle ingiuste limitazioni alla sua libert\u00e0 di sacerdote e di individuo, ai sospetti odiosi, alle calunnie, ai comunicati ufficiali che lo mettevano in pessima luce davanti al mondo, alla meschina e sacrilega astuzia di collocargli dei microfoni fin nel confessionale, per cercare di beccarlo in fallo: perfino davanti a tutto questo, la sua obbedienza alla Chiesa rimase perfetta, totale, immacolata; la sua rassegnazione esemplare, come quella di un santo, e simile a quella del suo grande e inarrivabile modello: Ges\u00f9 Cristo. Davanti ad un vescovo simoniaco e concubinario, finanziariamente disonesto, infaticabile maneggione e calunniatore, anche davanti a un siffatto pastore, mai padre Pio alz\u00f2 la voce per rispondere, per attaccare, e sia pure allo scopo di difendersi; mai assunse un atteggiamento irrispettoso. E la stessa obbedienza, la stessa rassegnazione, egli mostr\u00f2 sempre, nell&#8217;arco di tutta la sua vita, che fu un autentico Calvario, per l&#8217;ostilit\u00e0 implacabile, malevola, incessante, di importanti uomini di Chiesa.<\/p>\n<p>Ebbene, si chieder\u00e0 qualcuno: perch\u00e9 mai un simile atteggiamento di obbedienza e di umilt\u00e0 incondizionata avrebbe dovuto attirargli le antipatie dei cattolici progressisti? Semplice: perch\u00e9 esso \u00e8 agli antipodi del loro. I loro grandi modelli sono i preti come don Lorenzo Milani, i quali, convinti, a torto o a ragione, di essere nel giusto, e di avere con s\u00e9 il &quot;vero&quot; Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, non esitano a disobbedire al proprio pastore, a opporglisi, a incitare i loro seguaci alla disobbedienza; non esitano a criticare palesemente, aspramente, gli uomini di Chiesa (come i cappellani militari), ad additarli al pubblico disprezzo, e questo non per ragioni strettamente pastorali e religiose, anche se tali erano a parole; no, ma per ragioni ideologiche: perch\u00e9 quei confratelli non sono di sinistra come loro, non condividono le loro battaglie, non apprezzano il loro continuo agitarsi, smaniare e fomentare la ribellione e la discordia dentro la Chiesa, oltretutto assumendo costantemente il ruolo delle vittime e atteggiandosi a perseguitati dall&#8217;ingiustizia, ed a martiri incompresi dell&#8217;Idea. Logico: fino al Concilio Vaticano II, e ancora per qualche anno dopo di esso, i progressisti, per aver ragione, dovevano alzar la voce; dovevano spingere a forza la Chiesa nella direzione da loro voluta, secondo la legge del Progresso, del quale sono i veri e incrollabili discepoli, assai pi\u00f9 che del Vangelo; dovevano far s\u00ec, loro che hanno capito tutto, loro che sanno meglio di chiunque altro cosa \u00e8 giusto e cosa no, che, pur di realizzare un fine buono, cio\u00e8 &quot;modernizzare&quot; la Chiesa, le si forzasse un po&#8217; la mano, premendo sul papa, suggestionando i fedeli, organizzando conventicole e fazioni fra i vescovi e i cardinali: tutte cose che sarebbero emerse in piena luce in quell&#8217;11 ottobre 1962, allorch\u00e9 Giovanni XXIII apr\u00ec un concilio che pensava di chiudere entro due mesi, e che mai si sarebbe aspettato, e mai avrebbe desiderato &#8212; esiste un&#8217;ampia documentazione su ci\u00f2 &#8211; veder prendere gli sviluppi che poi prese.<\/p>\n<p>Pertanto, se per i cattolici progressisti <em>l&#8217;obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9<\/em>, come diceva don Milani, allora \u00e8 chiaro che l&#8217;eroica obbedienza di san Pio da Pietrelcina, il quale avrebbe avuto mille valide ragioni per gridare al mondo di essere <em>davvero<\/em> perseguitato, e ingiustissimamente perseguitato, ossia perseguitato per la sua spiritualit\u00e0 e la sua santit\u00e0, e non per il suo ribellismo ideologico, allora \u00e8 chiaro, dicevamo, che la sua eroica obbedienza d\u00e0 loro fastidio, non solo in se stessa, perch\u00e9 riflette un atteggiamento di sottomissione che \u00e8 lontano mille miglia dal loro <em>animus<\/em>, ma soprattutto perch\u00e9 suona come un tacito, ma evidentissimo rimprovero al loro modo di porsi davanti alla Chiesa, immodesto, narcisista, spregiudicato e aggressivo. San Pio giungeva al punto di fare pressione sui suoi focosi sostenitori &#8212; e ne aveva, buon Dio; ne aveva pi\u00f9 di quanti un don Milani si sarebbe mai sognato di averne, sia da vivo che da morto &#8211; perch\u00e9 si fermassero, perch\u00e9 si trattenessero, perch\u00e9 non provocassero, e sia pure a fin di bene, e sia pure dicendo la pura verit\u00e0 e non delle menzogne, uno scandalo all&#8217;interno della sua amata Chiesa: lui, un confessore che passava le giornate ad ascoltare e a rimettere i peccati e le miserie dell&#8217;umanit\u00e0, e che per tutti aveva una parola d&#8217;incoraggiamento, di fede, talvolta brusca, ma sempre finalizzata alla salvezza dei peccatori. Invece, per i progressisti no, questo non \u00e8 l&#8217;atteggiamento giusto di un prete, di un santo; il prete deve essere un agitatore delle masse, deve far sbocciare la coscienza di classe, deve accendere la voglia di riscatto nei poveri e negli sfruttati, e sia pure mettendo alla gogna gli adulti, i propri maestri e professori, nonch\u00e9 i vescovi troppo conservatori: hanno ben altro da fare, loro, che starsene chiusi fra le microscopiche pareti d&#8217;un confessionale, a blaterare preghiere e formule di assoluzione. Oh, no, giammai: essi devono salvare il mondo, devono raddrizzare le ingiustizie universali, devono spronare i popoli alla rivoluzione!<\/p>\n<p>Oggi hanno assunto dei toni un tantino pi\u00f9 dolci, almeno in apparenza, e metodi meno irruenti, per la semplice ragione che hanno quasi raggiunto la meta dei loro sforzi: impadronirsi della Chiesa, delle principali testate cattoliche, del consenso di molti cardinali e vescovi, di moltissimi preti e perfino qualche suora; e, ovviamente, della maggioranza (ma sar\u00e0 poi vero?) dei fedeli laici. Ora che hanno il papa Francesco dalla loro parte, e il vescovo di Anversa che auspica il matrimonio religioso per le coppie omosessuali, e la <em>Amoris laetitia<\/em> che prospetta l&#8217;Eucaristia per i divorziati risposati; ora che godono delle teleprediche quotidiane di teologi insigni, come Enzo Bianchi e Vito Mancuso, maestri di relativismo e d&#8217;indifferentismo religioso spacciati per cattolicesimo &quot;aperto&quot;, &quot;maturo&quot; e, si capisce, &quot;dialogante&quot;, non devono pi\u00f9 forzare i tempi; i tempi, finalmente, sono maturi: sono maturi per realizzare quella Chiesa che avevano in testa fin dai tempi di san Pio X (un altro santo, e papa questa volta), che vide per tempo le loro trame e non esit\u00f2 a scomunicare le loro idee. Perci\u00f2, pazienza se il papa Pio X, e padre Pio da Pietrelcina, sono stati fatti santi; \u00e8 stato solo un contentino per le plebi conservatrici: ma intanto la Chiesa va dove vogliono loro, cio\u00e8 verso il Progresso e l&#8217;emancipazione dei popoli. Come insegnava quel padre Dall&#8217;Oglio che, nella guerra civile siriana, \u00e8 andato a cacciarsi a testa bassa, perch\u00e9 i buoni cattolici non possono tollerare un tiranno come Bashar al-Assad; anche se il risultato della loro azione \u00e8 stato il genocidio e la cacciata della forte minoranza cristiana che, in quel Paese, viveva da secoli, tranquilla e indisturbata, mentre ora \u00e8 stata spazzata via in pochi mesi. Proprio come i preti di sinistra che, nel 1968, non potevano tollerare i bombardamenti americani sul Vietnam &#8212; ma che non hanno mai speso una parola sui massacri dei regimi comunisti, anche quando venivano diretti contro dei cristiani, per la sola colpa di essere tal: come in Unione Sovietica, in Cina, in Albania&#8230;<\/p>\n<p>La seconda ragione della pochissima simpatia dei cattolici progressisti verso la figura di san Pio da Pietrelcina \u00e8 che questi, davanti al Concilio Vaticano II, vide e comprese quel che stava accadendo nella Chiesa e ne rimase profondamente turbato e rattristato; lo vide e lo comprese subito, cio\u00e8 prima e meglio di quanti &#8212; come Hans Urs von Balthasar, o lo stesso Joseph Ratzinger, poi papa Benedetto XVI &#8212; lo videro in ritardo, dopo essere caduti, da principio, nell&#8217;equivoco; ma che, quando lo videro, ne rimasero pur essi sconcertati e rattristati, e scrissero e fecero quanto era in loro potere per rimediare almeno ai guasti pi\u00f9 evidenti e ai danni pi\u00f9 clamorosi. Ora, \u00e8 noto che, per i cattolici progressisti, il Concilio Vaticano II &#8212; e neanche quello <em>storico<\/em> e <em>reale<\/em>, ma quello da loro <em>immaginato<\/em> e <em>mitizzato<\/em>, che \u00e8 ben diverso dal primo: tanto \u00e8 vero che essi giurano e spergiurano continuamente non sul Concilio, ma su un non meglio specificato &quot;spirito del Concilio&quot; (con la lettera minuscola, sia ben chiaro), di cui loro soltanto possiedono le chiavi ermeneutiche &#8211; \u00e8 la pietra del paragone di tutto ci\u00f2 che \u00e8 buono, vero e giusto nella Chiesa; di pi\u00f9: \u00e8 la loro Bibbia, la loro fonte d&#8217;ispirazione, il loro supremo modello, anche pi\u00f9 del Vangelo (che, infatti, si trovano a dover condividere con personaggi poco graditi, come appunto san Pio).<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, san Pio chiese e ottenne di poter seguitare ad officiare la Messa in latino, come aveva sempre fatto, come tutti i sacerdoti hanno sempre fatto, dal Concilio di Trento in poi. Il che la dice lunga sulla fondatezza dell&#8217;argomento &quot;popolare&quot; contro la Messa tridentina: se san Pio, che non era certo un intellettuale, e i cui fedeli erano, in larghissima maggioranza, persone semplici, con un basso livello d&#8217;istruzione, riteneva che non ci fosse alcun arcano, nel latino ecclesiastico, tale da rendere incomprensibile la sacra liturgia, allora gli si pu\u00f2 credere. Ma il suo giudizio negativo non riguardava solo il rinnovamento (o lo stravolgimento) liturgico, bens\u00ec l&#8217;intero atteggiamento di fondo dei cosiddetti progressisti. Per essi, la Chiesa, rimasta ferma per dei secoli, doveva recuperare il tempo perduto e marciare risolutamente incontro al mondo; per lui, <em>i santi si sono sempre beffati del mondo e dei mondani e si sono messi sotto i piedi il mondo e le sue massime<\/em> (cit in: Yves Chiron, <em>Padre Pio<\/em>, Ed. Paoline, 1997, p. 334). Questo, dunque, \u00e8 il vero problema: la relazione fra la Chiesa e il mondo. Per i progressisti, la Chiesa deve mettersi sulla lunghezza d&#8217;onda del mondo; per i cristiani &quot;spirituali&quot;, come san Pio, il mondo \u00e8 un inganno, una trappola &#8212; e non occorre dire di chi -, e il cristiano deve stare bene attento a non cascarvi dentro.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: \u00e8 un contrasto di fondo, radicale, inconciliabile. Nessuna mediazione \u00e8 possibile; nessuna dialettica, nessuna acrobazia intellettuale. O si sta dalla parte dei progressisti, o si sta dalla parte di san Pio. Non possono avere entrambi ragione; uno dei due ha torto. O si sbagliano gli uni, o ha torto l&#8217;altro. A questo punto, ogni cristiano \u00e8 invitato a fare chiarezza in se stesso, a interrogarsi, a prendere partito e dissipare ogni equivoco. Hanno ragione i progressisti, e la Chiesa deve andare incontro al mondo? Allora ha torto san Pio; e, con lui, hanno torto i santi, gli uomini e le donne migliori che la Chiesa ha suscitato in questi duemila anni. I progressisti sono arrivati ieri, per cos dire; i santi ci sono sempre stato. E i santi, tutti, hanno sempre sentito come padre Pio. \u00c8 inutile dire: <em>ma se fossero vissuti ai giorni nostri<\/em>&#8230; Chiacchiere, sofismi. San Giovanni Bosco, tanto per fare un esempio, sapeva benissimo di andare controcorrente, rispetto alla modernit\u00e0: ma se ne infischiava; meglio: era sicuro di non sbagliare, restando nel solco della Scrittura e della Tradizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete notato? 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