{"id":27821,"date":"2016-11-24T04:16:00","date_gmt":"2016-11-24T04:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/24\/i-cattolici-moderni-negano-linferno-perche-negano-il-peccato-e-la-sovranita-di-dio\/"},"modified":"2016-11-24T04:16:00","modified_gmt":"2016-11-24T04:16:00","slug":"i-cattolici-moderni-negano-linferno-perche-negano-il-peccato-e-la-sovranita-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/24\/i-cattolici-moderni-negano-linferno-perche-negano-il-peccato-e-la-sovranita-di-dio\/","title":{"rendered":"I cattolici moderni negano l\u2019inferno perch\u00e9 negano il peccato e la sovranit\u00e0 di Dio"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 i cattolici moderni negano la realt\u00e0 del diavolo, la realt\u00e0 del giudizio, la realt\u00e0 dell&#8217;inferno, o, se pure non la negano apertamente, hanno smesso quasi del tutto di parlarne, come se in cuor loro ne dubitassero o come se sperassero che, non parlandone, tali tremende realt\u00e0 scomparissero dall&#8217;orizzonte, come per un colpo di magia? Che la neghino, o che non vi credano, gli atei, \u00e8 cosa fin tropo naturale; ma i credenti? Anzi, siamo arrivati a questo paradosso: che alcuni atei, i pi\u00f9 intelligenti, i pi\u00f9 pensosi, i pi\u00f9 onesti, pur non credendo nell&#8217;amore di Dio, credono, nondimeno, o almeno presuppongono, la realt\u00e0 dell&#8217;inferno, come privazione radicale del bene e dell&#8217;amore; mentre proprio i cattolici, ossia coloro che pi\u00f9 di tutti dovrebbero parlare di queste cose, e non limitarsi a credervi, ma meditarle intensamente, fanno orecchi da mercante quando s&#8217;imbattono in qualche passo della <em>Bibbia<\/em> che le ricorda in maniera assai esplicita.<\/p>\n<p>Incredibile, ma vero: i cosiddetti credenti non vogliono pi\u00f9 sentir nominare il diavolo, n\u00e9 l&#8217;inferno; non amano neppur sentir parlare del peccato, o, se proprio \u00e8 necessario, lo ascoltano malvolentieri, con impazienza, con disagio, con la fretta di passare oltre e scordare quelle cose sgradevoli; mentre taluni non credenti prendono molto sul serio il problema del male e la possibilit\u00e0 che esista una condizione di privazione totale e definitiva del bene. Si rilegga con attenzione lo <em>Zarathustra<\/em> di Nietzsche, per esempio, e si vedr\u00e0 che egli non \u00e8 poi cos\u00ec lontano da Dio e dalla realt\u00e0 del bene e del male, come certi suoi goffi e puerili discepoli amano credere. Oppure si prenda il personaggio di Ivan Karamazov, il gelido filosofo della negazione di Dio e della morale assoluta: si rilegga la sua <em>Leggenda del grande inquisitore<\/em>, e si vedr\u00e0 che egli considera il mistero della grazia, della caduta e della redenzione, con una seriet\u00e0 infinitamente superiore a quella di tanti cosiddetti credenti. Qualche ragione ci sar\u00e0; ma quale?<\/p>\n<p>In primo luogo, secondo noi, quel misto di edonismo e di sfrontatezza pseudo-democratica, tipici entrambi dell&#8217;uomo-massa della societ\u00e0 moderna, per cui non solo \u00e8 divenuta cosa ovvia cercare innanzitutto il massimo piacere o il massimo profitto per se stessi, a scapito di chiunque si trovi a frapporvi un ostacolo, anche solo involontariamente o accidentalmente, ma \u00e8 cosa altrettanto ovvia che ci\u00f2 non costituisca alcun motivo, non diciamo di vergogna, ma neppure d&#8217;imbarazzo, anzi, semmai qualcosa di cui vantarsi, e, in ogni caso, qualcosa che merita di essere avallata dalla morale corrente e dalle stesse istituzioni pubbliche: giacch\u00e9, nella societ\u00e0 moderna, sono le leggi che devono adeguarsi ai fatti, e non viceversa. In altre parole: se tutti fanno in un certo modo, la morale corrente deve prenderne atto, e cos\u00ec le istituzioni: il che significa che quei comportamenti diventano automaticamente leciti, senza bisogno di alcuna spiegazione.<\/p>\n<p>In secondo luogo, nella societ\u00e0 moderna \u00e8 stato bandito il <em>senso del<\/em> <em>peccato<\/em>, perch\u00e9 retaggio di quel passato religioso che si \u00e8 voluto abolire; ma il senso del male compiuto, cacciato dalla porta, \u00e8 rientrato dalla finestra, sotto forma di <em>senso di colpa<\/em>. Ora, il senso del peccato ha una radice precisa e un referente preciso: Dio, al quale si \u00e8 recata offesa; per cui \u00e8 possibile rimuoverlo, mediante il pentimento, la confessione e la riconciliazione con Lui, e, naturalmente, mediante la riparazione o espiazione. Il senso di colpa, invece, \u00e8 vago, indeterminato, e tuttavia bruciante, ossessionante: non ha una radice precisa, non ha un referente, ma si ripiega su colui che lo prova e avvelena le sorgenti stesse della voglia di vivere: per cui chi \u00e8 lacerato dal senso di colpa scivola inesorabilmente verso la depressione, la disistima di s\u00e9 e il disprezzo della vita. Anche da questo si pu\u00f2 facilmente comprendere quanto dannoso sia stato, per l&#8217;equilibrio spirituale delle persone, l&#8217;aver sostituito il lettino dello psicanalista al confessionale, e l&#8217;auto-analisi all&#8217;esame di coscienza. Ma di questo, che spalanca ulteriori prospettive e sollecita ulteriori riflessioni e approfondimenti, avremo occasione di riparlare a suo tempo e luogo.<\/p>\n<p>La terza ragione di ripugnanza a parlare del diavolo e dell&#8217;inferno, ossia dell&#8217;eterna dannazione, riguarda pi\u00f9 da vicino i cattolici. Le persone, nella societ\u00e0 moderna, tendono a costruirsi una morale che rifletta il loro modo di viver, anzich\u00e9 darsi una morale che indirizzi il loro stile di vita: e ci\u00f2 vale anche per i credenti, i quali hanno finito per introiettare, in larga misura, le stesse dinamiche psicologiche che hanno attraversato gli spazi del mondo &quot;profano&quot;. Di conseguenza, i cattolici moderni, che si sentono pi\u00f9 evoluti, pi\u00f9 maturi, e anche, tutto sommato, pi\u00f9 intelligenti e consapevoli dei loro predecessori, i quali per troppo tempo si sono fidati del principio di autorit\u00e0, non arrivano a capire, pi\u00f9 o meno sinceramente, perch\u00e9 mai Dio, dopo le molte tribolazioni esistenti nella vita terrena, dovrebbe tendere agli uomini il trabocchetto finale, vagamente sadico, di una pena eterna. Per come la vedono loro, l&#8217;inferno \u00e8 gi\u00e0 qui in terra, e un suo &quot;doppione&quot; ultraterreno, per giunta eterno, sorpassa i limiti della loro capacit\u00e0 d&#8217;immaginazione delle cose peggiori. Lo rifiutano perch\u00e9 lo sentono come una assurdit\u00e0 e una &quot;ingiustizia&quot;: ma come, essi dicono, si soffre gi\u00e0 tanto quaggi\u00f9, e Dio, invece di premiarci, dovrebbe infliggerci poi una ulteriore, e ancor pi\u00f9 grave punizione? Evidentemente, essi neppure si accorgono di aver fatto propria, al cento per cento, la visione della vita delle filosofie materialiste: neanche si accorgono che porre in questi termini la questione, significa, da un lato, disconoscere la bellezza della vita terrena e il dono prezioso del libero arbitrio, dall&#8217;altro porsi in un atteggiamento perennemente vittimistico e piagnone, come se Dio fisse in debito verso di noi e ci dovesse un risarcir cimento per tutte le cose brutte che gi\u00e0 abbiamo dovuto sopportare quaggi\u00f9. Somma ingratitudine e sommo stravolgimento del reale: invece di ringraziare Dio per la magnificenza dei doni di cui ci ha colmati, da quello dell&#8217;esistenza a quello della libert\u00e0 morale, non sappiamo fare altro che vederci come degli ostaggi in un campo di concentramento, i quali attendono pazientemente, anzi, pretendono di essere liberati, e rifiutano di ammettere che qualche prigioniero abbia davvero meritato un castigo e si sia realmente dimostrato indegno del dono infinitamente prezioso della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Illuminanti, a questo proposito, ci sembrano le riflessioni svolte a suo tempo dall&#8217;arcivescovo americano Fulton John Sheen, scrittore brillante e famoso predicatore (da: F. J. Sheen, <em>Vi presento la religione<\/em>; titolo originale: <em>A Preface to Religion<\/em>, 1950; traduzione dall&#8217;inglese di Antonio Cojazzi, Torino, Borla Editore, 1952, pp. 133-136):<\/p>\n<p><em>PERCH\u00c9 I MODERNI NEGANO L&#8217;INFERNO?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 i moderni negano il peccato. Se negate la colpevolezza umana, voi dovete negare anche il diritto d&#8217;uno stato a giudicare un criminale, e inoltre il dirotto di condannarlo alla prigione. Una volta che voi negate la sovranit\u00e0 della legge, dovete necessariamente negare la punizione. Una volta negata la sovranit\u00e0 di Dio, si deve negare anche l&#8217;inferno. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La ragione basilare per la quale i moderni non credono nell&#8217;inferno consiste nel fatto che essi realmente non credono nella libert\u00e0 del volere e nella responsabilit\u00e0. Credere nell&#8217;inferno \u00e8 affermare che non sono indifferenti le conseguenze delle buone e delle cattive azioni. [&#8230;] \u00c8 tanto difficile costruire una nazione libera, senza giudici e senza prigioni, quanto \u00e8 difficile costruire un mondo libero, senza giudizio e senza inferno.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno stato non pu\u00f2 esistere sulla base di un cristianesimo liberale che nega il contenuto di quelle parole che dir\u00e0 Cristo ne giudizio finale: &quot;Via da me, voi maledetti, nel fuoco eterno, che fu preparato per il demonio e i suoi seguaci&quot; (S. Matteo, 25, 41). [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>I moderni negano l&#8217;inferno anche perch\u00e9 hanno timore della propria coscienza. Avete mai osservato che i santi temono l&#8217;inferno; ma non lo negano mai; mente i grandi peccatori negano l&#8217;inferno; ma non lo temono mai?<\/em><\/p>\n<p><em>I moderni si costruiscono un credo secondo il modo con cui vivono; piuttosto che costruirsi un modo secondo cui vivere. Il demonio non \u00e8 mai tanto forte come quando riesce a indurre i materialisti e gli scettici a dipingerlo con le vesti rosse, una coda attorcigliata e un lungo forcone in mano, \u00e8 come se avesse fatto dimenticare per sempre la verit\u00e0 profonda e tremenda che egli \u00e8 un angelo decaduto.<\/em><\/p>\n<p><em>I moderni che non vivono in accordo con la propria coscienza, hanno bisogno d&#8217;una religione che abbia questi caratteri: una religione senza croce, un Cristo senza Calvario, un regno senza giustizia, una comunit\u00e0 con un &quot;gentile ecclesiastico che non nomina mai l&#8217;inferno, per non urtare le orecchie delicate&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Coloro che dicono di essere Cristiani, o che limitano il cristianesimo al discorso del monte, sono invitati a non dimenticare che Nostro Signore chiude quel discorso, che occupa i capi quinto, sesto e settimo del vangelo di Matteo, con queste parole: &quot;Ogni albero che non fa buon frutto, \u00e8 tagliato e gettato nel fuoco. Voi li conoscerete dunque dai frutti. Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer\u00e0 nel regno dei cieli; ma chi fa la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli. Molti mi diranno nel giorno del giudizio: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato in nome tuo e in nome tuo non abbiamo cacciato i demoni, e fatto in nome tuo molte opere potenti? E io allora dir\u00f2 loro apertamente: Io non vi conobbi mai. Andatevene da me, voi tutti operatori d&#8217;iniquit\u00e0&quot; (7, 19-23).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel vangelo di San Marco poi si legge: &quot;Se la tua mano ti fa cadere in peccato, mozzala; \u00e8 meglio per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andare nella Geenna, dove il verme (del rimorso) non muore e il fuoco non si spegne. E se il tuo piede ti fa cadere in peccato, mozzalo. \u00c8 meglio per te entrare zoppo nella vita che avere due piedi ed essere gettato nella Geenna. E se il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavatelo. \u00c8 meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che averne due ed essere gettato nella Geenna, dove il verme non muore e il fuoco non i estingue&quot; (9, 42-48). [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>In ultima analisi, le anime vanno all&#8217;inferno per questa unica ragione: perch\u00e9 si rifiutano di amare. Se le anime vanno all&#8217;inferno perch\u00e9 trasgrediscono i comandamenti di Dio, in qual modo esse si rifiutano di amare? Dio non proibisce la menzogna, l&#8217;assassinio, l&#8217;impurit\u00e0, l&#8217;adulterio per divertire se stesso. Questi non sono comandamenti arbitrari. Egli proibisce queste azioni, perch\u00e9 esse fan del male a noi: perch\u00e9 esse sono un segno del nostro anti-amore. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Come il Paradiso \u00e8 l&#8217;eterna benedizione guadagnata da chi s&#8217;\u00e8 spogliato del proprio egoismo e s&#8217;\u00e8 rivestito di amore, cos\u00ec l&#8217;inferno \u00e8 l&#8217;eterna maledizione, guadagnata da chi s&#8217;\u00e8 fatto pienamente auto-centrista e detestabile. IL PARADISO \u00c8 COMUNIT\u00c0; L&#8217;INFERNO \u00c8 SOLITUDINE.<\/em><\/p>\n<p>Ha perfettamente ragione questo Autore: gran parte delle idee sbagliate e fuorvianti sul problema che abbiamo qui posto derivano dal fatto che le persone, e ormai anche i credenti, la cui cultura religiosa si \u00e8 paurosamente impoverita nell&#8217;ultimo mezzo secolo, pensano all&#8217;inferno come a un &quot;luogo&quot;, o a una condizione, in cui le anime verranno precipitate dal giudizio di Dio. Ma queste sono solo immagini simboliche, di cui si \u00e8 servito anche Ges\u00f9, le quali, per\u00f2, non vanno prese alla lettera. L&#8217;inferno \u00e8 l&#8217;assenza di amore, e, pertanto, non corrisponde a un castigo <em>pensato<\/em> e <em>voluto<\/em> da Dio per gli uomini; Egli ha di meglio da fare che pensare e volere la nostra dannazione. Al contrario, l&#8217;inferno \u00e8 il risultato inevitabile del nostro egoismo, delle nostre scelte sbagliate e irresponsabili, del nostro rifiuto davanti al suo invito: che \u00e8 l&#8217;invito ad amare, ad amare sempre, e, nello stesso tempo, a lasciarsi amare da Lui, interamente e incondizionatamente.<\/p>\n<p>Dio non desidera che neppure un solo essere umano si perda: l&#8217;Incarnazione ha questo significato sublime: l&#8217;amore di Dio per gli uomini \u00e8 cos\u00ec grande, da aver voluto assumere su di s\u00e9 il peso della carne e la croce della sofferenza, sino a bere la feccia del calice della passione, fino alla morte pi\u00f9 dolorosa e vergognosa di tutte. Dio ci invita a non preoccuparci eccessivamente per la nostra sicurezza fisica, ma a pensare alla salvezza dell&#8217;anima: <em>Sarete traditi dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perir\u00e0. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime<\/em> (<em>Luca<\/em>, 21, 16-19).<\/p>\n<p>La quarta e ultima ragione della negazione dell&#8217;inferno \u00e8 la riluttanza dell&#8217;uomo moderno, e anche del credente, a riconoscere la sovranit\u00e0 di Dio sul mondo e sulle anime. L&#8217;uomo moderno si sente autonomo, vorrebbe la piena signoria di s\u00e9: siamo in democrazia, no? A questo punto, come ammettere che Dio sia il re dell&#8217;universo? Molto meglio negarlo, oppure, tutt&#8217;al pi\u00f9, riconoscergli qualche funzione pi\u00f9 modesta e puramente rappresentativa: quella di Presidente della Repubblica, per esempio; oppure, meglio ancora, quella di Presidente emerito&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 i cattolici moderni negano la realt\u00e0 del diavolo, la realt\u00e0 del giudizio, la realt\u00e0 dell&#8217;inferno, o, se pure non la negano apertamente, hanno smesso quasi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,117,246],"class_list":["post-27821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27821"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27821\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}