{"id":27820,"date":"2020-10-15T09:50:00","date_gmt":"2020-10-15T09:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/15\/perche-i-vampiri-appaiono-insieme-ai-filosofi-del700\/"},"modified":"2020-10-15T09:50:00","modified_gmt":"2020-10-15T09:50:00","slug":"perche-i-vampiri-appaiono-insieme-ai-filosofi-del700","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/15\/perche-i-vampiri-appaiono-insieme-ai-filosofi-del700\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i vampiri appaiono insieme ai filosofi del&#8217;700?"},"content":{"rendered":"<p>Strano, stranissimo ma interessante personaggio Jacques Collin de Plancy (Plancy-L&#8217;Abbaye, 1793-ivi, 1887), occultista e demonologo molto addentrato nei segreti dei regni oscuri, che a soli diciotto anni se n&#8217;era andato in un fiordo norvegese per scrivere in perfetta solitudine le sue prime opere, compresa quella che gli avrebbe dato notoriet\u00e0 internazionale: il <em>Dizionario Infernale<\/em>, un manuale di demonologia nel quale mostra un&#8217;erudizione davvero eccezionale. E non solo s&#8217;interessava con tale intensit\u00e0 allo studio dei demoni; pare che avesse aderito esplicitamente al satanismo, allora assai diffuso nella buona borghesia e nell&#8217;aristocrazia francesi, come sarebbe stato testimoniato anche dal romanzo-verit\u00e0 di Huysmans <em>L\u00e0-Bas<\/em> (<em>L&#8217;Abisso<\/em>). Pi\u00f9 tardi, durante un soggiorno in Olanda, la sua vita conobbe una crisi e una radicale conversione al cattolicesimo, resa pubblica nel 1841-42, ci\u00f2 che lo spinse a ripubblicare il suo libro pi\u00f9 importante in una forma che, fatta salva l&#8217;oggettivit\u00e0 della parte documentaria, rifletteva pienamente la dottrina cattolica, tanto da ricevere l&#8217;autorizzazione ecclesiastica. Nel 1846 fondava addirittura, nel suo paese natale (un borgo che ai nostri d\u00ec non arriva a 1.000 abitanti) la <em>Societ\u00e0 di San Vittore per la diffusione dei buoi libri e la formazione dei lavoratori cristiani<\/em>. Non \u00e8 nostra intenzione trattare qui, nel loro insieme, la figura e l&#8217;opera di questo originale scrittore, oggi pochissimo noto all&#8217;estero e nella sua stessa Francia, paradossalmente (ma \u00e8 davvero un paradosso?, ci si rifletta bene) senz&#8217;altro meno conosciuto e meno apprezzato di quando, nella prima fase della sua vita, era un volterriano militante, un nemico dichiarato dei valori tradizionali e probabilmente aderiva a una setta di adoratori di Lucifero. Quel che qui c&#8217;interessa porre in evidenza \u00e8 una notevole intuizione, che &#8212; come \u00e8 proprio delle personalit\u00e0 grandi &#8212; lascia cadere con relativa noncuranza, quasi che si trattasse di merce comune mentre, al contrario, \u00e8 merce assai rara e rivelatrice di un&#8217;intelligenza superiore. Si tratta di questo: mentre quasi tutta la cultura ufficiale, francese e mondiale, e di conseguenza pressoch\u00e9 tutto il pubblico, considera il secolo di Diderot, Voltaire e Rousseau come quei signori volevano che fosse ricordato, ossia &quot;il secolo dei lumi&quot;, Collin de Plancy vide in esso un altro aspetto, quello della distruzione dei valori morali pi\u00f9 antichi e della somma astuzia, o ipocrisia, o sfacciataggine, come la si vuole considerare, di attuare un autentico inganno ai danni dell&#8217;opinione pubblica, facendo finta di prendere di mira le basse superstizioni del popolino, mentre il vero obiettivo degli illuministi era colpire a morte la cultura trasmessa dalla tradizione e specie la sua base, il cristianesimo.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe obiettare che Collin de Plancy non fu affatto l&#8217;unico a leggere il rovescio dell&#8217;illuminismo come la rovina morale dell&#8217;Europa, ed \u00e8 vero. Tuttavia ecco qui l&#8217;elemento veramente originale della sua tesi, che gli veniva offerto dai lunghi e attenti studi condotto sul vampirismo, del quale giornali francesi e olandesi avevano iniziato a parlare, riferendo notizie che provenivano da vari Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale, specialmente Polonia e Russia, ma anche dall&#8217;Austria, dall&#8217;Ungheria e dalla Serbia, gi\u00e0 a partire dalla fine del XVII secolo: l&#8217;ondata di terrore del vampirismo, della licantropia, della magia nera, faceva irruzione nel mondo moderno <em>insieme<\/em> e <em>contestualmente<\/em> alla distruzione dei valori culturali e morali che avevano sorretto per oltre un millennio la civilt\u00e0 cristiana dell&#8217;Europa. Scriveva, dunque, Collin de Plancy nel suo <em>Dictionnaire Infernal<\/em> (da: <em>Storie di Vampiri<\/em>, a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Roma, Newton Compton, 1994, 2017, p. 952):<\/p>\n<p><em>I Vampiri hanno diviso con i filosofi illuministi l&#8217;onore di travagliare il Settecento: mentre i primi terrorizzavano la Lorena, la Prussia, la Slesia, la Polonia, la Moravia, l&#8217;Austria, la Russia, la Boemia e tutto i il Nord dell&#8217;Europa, i secondi procedevamo alla distruzione della Francia e dell&#8217;Inghilterra rovesciando le convenzioni pi\u00f9 antiche, e dandosi l&#8217;aria &#8212; nel far ci\u00f2 &#8212; di attaccare unicamente gli errori del volgo ignorante.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni secolo, \u00e8 vero, ha le sue mode, e ogni Paese, come osserva Dom Calmet [benedettino francese, 1672-1757, abate dell&#8217;abbazia di Saint-Pierre de Senones, in Lorena, erudito molto apprezzati e grande studioso del vampirismo e di altri fenomeni preternaturali] ha le sue prevenzioni e le sue malattie. Ma \u00e8 un fatto che i Vampiri non si siano mostrati in tutto il loro tenebroso splendore n\u00e9 durante il Medio Evo n\u00e9 a popolazioni barbare; per rivelarsi appieno, hanno invece scelto il secolo di Diderot e di Voltaire, e l&#8217;Europa che si vantava della propria civilt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Si diede il nome di &#8216;uiperi&#8217; o &#8216;upiri&#8217;, e pi\u00f9 generalmente di &#8216;Vampiri&#8217; in Occidente, di &#8216;brucolachi&#8217; o &#8216;vrycolachi&#8217; nella Morea, di &#8216;katakani&#8217; nell&#8217;isola di Creta, a uomini che, pur morti e seppelliti da parecchi anni o almeno da parecchi mesi, si facevano vedere &quot;in corpo e anima&quot;, parlavano, camminavano, infestavano i villaggi, perseguitavano uomini e bestie, e soprattutto succhiavano il sangue alle persone vive, sino a sfibrarle e a farle morire. Non si poteva por fine alle loro pericolose visite se non dissotterrando i cadaveri, impalandoli, tagliando loro la testa, svellendone il cuore dal petto e dandoli alle fiamme. Coloro che morivano per i morsi del Vampiro, divenivano Vampiri a loro volta.<\/em><\/p>\n<p><em>I giornali di Francia e d&#8217;Olanda parlano, gi\u00e0 nel 1693 e 1694, dei Vampiri che si facevano vedere in Polonia e soprattutto in Russia. Nel &quot;Mercurio Galante&quot; di quei due anni si riporta come opinione comune presso quei popoli che i Vampiri potessero apparire da mezzogiorno fino a mezzanotte; che succhiavano il sangue degli uomini e delle bestie con tale avidit\u00e0, che sovente sprizzava loro fuori dalla bocca, dalle narici e dalle orecchie; che talvolta i loro cadaveri nuotavano letteralmente nel sangue in fondo alle loro tombe.<\/em><\/p>\n<p>Poi l&#8217;Autore prosegue mettendo in fila gli elementi sui quali si basa la sua conoscenza della materia, con la scrupolosit\u00e0 di un antropologo culturale e la vastit\u00e0 di prospettive di un&#8217;intelligenza allenata filosoficamente e quindi libera dai pregiudizi. Ora, non \u00e8 neppure dei vampiri che vogliamo parlare: perci\u00f2 non ha alcuna importanza credere o no alla loro esistenza; ci\u00f2 di cui vogliamo paralare \u00e8 la <em>credenza<\/em> nei vampiri, cos\u00ec come essa si \u00e8 diffusa nella cultura moderna a partire dal XVIII secolo, e riflettere sulla curiosa coincidenza che il XVIII secolo \u00e8 passato alla storia, appunto, come il &quot;secolo dei lumi&quot; e perci\u00f2, in teoria, il meno adatto che si possa immaginare al proliferare di una credenza di questo tipo, e di una relativa letteratura dell&#8217;orrore, di cui gli esempi pi\u00f9 noti sono il racconto <em>Vij<\/em> di Nikolaj Vasil&#8217;evic Gogol&#8217;, del 1833 (dove per\u00f2 il mostro, pi\u00f9 che un vampiro, \u00e8 un essere terrificante collegato col mondo della stregoneria), il racconto <em>Carmilla<\/em>, di Joseph Sheridan Le Fanu, del 1872 (dove il vampiro veste gl&#8217;insoliti panni di una bellissima donna, oltretutto dai gusti sessuali deviati) e il romanzo <em>Dracula, il vampiro<\/em>, di Bram Stoker, del 1897; e pi\u00f9 tardi, anche di un cospicuo filone cinematografico, specie a partire dal film muto <em>Nosferatu il Vampiro<\/em> di Friedrich Wilhelm Murnau, del 1922, nel contesto dell&#8217;espressionismo cinematografico tedesco (due anni prima era apparso il classico dei classici, <em>Il gabinetto del dottor Caligari<\/em> di Robert Wiene). Desideriamo essere chiari su questo punto: credere o meno che esistano creature come i vampiri, che &quot;ritornano&quot; dal regno della morte per trasformarsi in persecutori dei viventi e succhiatori di sangue umano, \u00e8 cosa che ora, in questa sede, non c&#8217;interessa; c&#8217;interessa il fatto che tale credenza \u00e8 divenuta una credenza di massa o che, in ogni caso, \u00e8 divenuta parte non insignificante della cultura moderna, toccando, sia pure esteriormente, anche le persone che a livello razionale rifiutano del tutto, come ridicola e inverosimile, una simile idea, ma che tuttavia godono, per esempio, a leggere romanzi o vedere film aventi per tema un simile soggetto, calandosi nell&#8217;atmosfera vampiresca non a livello razionale, ma emotivo ed estetico, sen affatto sentirsi ridicoli o irrazionali. E anche su questo punto, vorremmo essere chiari al di l\u00e0 di ogni possibile equivoco: l&#8217;esistenza di siffatte creature appartiene al patrimonio culturale dell&#8217;Occidente, e non solo dell&#8217;Occidente, fino dalla notte dei tempi; ne abbiamo ampie testimonianze, specialmente letterarie, per tutto il mondo greco e romano. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato ampiamente a suo tempo, in un apposito saggio pubblicato sul sito di Arianna Editrice (<em>Mostri, fantasmi e vampiri nel mondo antico<\/em>, il24\/11\/07, per cui rimandiamo il lettore a quel nostro lavoro di parecchi anni fa, che fu anche il tema di un ciclo di pubbliche conferenze, a Oderzo nel 2007 e a Treviso nel 2008, e di una serie di articoli successivi, ora riuniti sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia (vedi spec. <em>Apollonio di Tiana e il vampiro<\/em>, del 18\/04\/17; <em>Vampiri e lupi mannari sono creature della mente o provengono da un&#8217;altra dimensione?<\/em>, del 04\/12\/17; <em>Un caso di licantropia nella Germania del tardo XVI secolo<\/em>, del 21\/001\/18).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che colpisce, pertanto, non \u00e8 il fatto, in se stesso, che la cultura occidentale abbia sempre creduto all&#8217;esistenza di simili esseri, ma che la cultura moderna abbia ripreso una tale credenza dai secoli precedenti e che l&#8217;abbia anzi sviluppata e amplificata al massimo, e questo proprio mentre gli enciclopedisti e i <em>savants<\/em> dell&#8217;illuminismo spazzavano via senza scrupoli i &quot;residui&quot; della cultura tomista, e pi\u00f9 in generale cristiana, per creare una nuova filosofia e una nuova visione del mondo, una nuova <em>Weltanschauung<\/em>, come dicono i tedeschi, non pi\u00f9 imperniata su Dio e la nozione della vita eterna, bens\u00ec sull&#8217;uomo e l&#8217;assolutizzazione della vita terrena, in particolare del sapere tecnico e scientifico, visti come strumenti di emancipazione dalla soggezione alle forze cieche della natura. Ci domandiamo perci\u00f2: da dove vengono i vampiri moderni, visto che la cultura moderna, che esalta la ragione e aborrisce tutto ci\u00f2 che sa di superstizione, ha rotto i ponti col passato e pretende di rifare il mondo, e di costruire quasi una seconda natura, escludendo rigorosamente tutto ci\u00f2 che sa d&#8217;irrazionale? Non \u00e8 curioso il fatto che il &quot;buio&quot; Medioevo non abbia concesso un cos\u00ec ampio spazio alla credenza dei vampiri, e pi\u00f9 in generale delle creature demoniache (licantropi, spettri, mostri d&#8217;ogni tipo), mentre con il pieno avvento della modernit\u00e0 e della cultura illuminista, poi di quella positivista, si assiste a un&#8217;esplosione che ne fa un tema di moda, con decine e decine di opere letterarie e musicali (si pensi, per queste ultime, al poema sinfonico <em>Una notte sul Monte Calvo<\/em> di Modest Petrovic Musorgskij, del 1867)? Poich\u00e9 si assiste a una evidente contraddizione fra ci\u00f2 che la cultura moderna dice di perseguire e ci\u00f2 che poi, di fatto, essa persegue, e sia pure nella finzione letteraria e a livello di credenze popolari, a qualcuno corre l&#8217;obbligo di indagare le ragioni di una simile stranezza.<\/p>\n<p>E se invece non fosse poi una stranezza? Se vi fosse in ci\u00f2 un&#8217;implicita ammissione di tutti i limiti, le contraddizioni e le frustrazioni di una cultura razionalista e scientista che pretende di sgombrare l&#8217;orizzonte da ogni residuo magico, mitico e sovrasensibile, e poi \u00e8 costretta a produrre essa medesima, peraltro nelle forme degradante (e degradanti) della letteratura e del cinema di consumo e della cultura di massa, quegli elementi simbolici dei quali non pu\u00f2 fare a meno, perch\u00e9 in essi riflette il proprio lato oscuro e i propri inconsci sensi di colpa? In effetti, crediamo di poter avanzare una spiegazione abbastanza logica dell&#8217;apparente stranezza. Nella visione cristiana le forze del male hanno una provenienza ben precisa: vengono dal diavolo, l&#8217;eterno nemico dell&#8217;uomo, invidioso del suo destino di gloria nella luce dell&#8217;Amore divino, dalla quale egli si \u00e8 per sempre autoescluso. Ma appunto perch\u00e9 il diavolo non \u00e8 un principio opposto a Dio e di pari potenza, ma una creatura ribelle, cos\u00ec lui e gli spiriti immondi che gli sono soggetti non possono agire che nei limiti assegnati loro da Dio, e con la sua permissione. La preghiera costante e la vita in grazia di Dio sono, perci\u00f2, difese sufficienti agli assalti ordinari del diavolo; non lo sono, \u00e8 vero, quando si tratta di assalti straordinari; ma anche in tali casi esiste il rimedio efficace: l&#8217;esorcismo di un sacerdote che invoca l&#8217;intervento salvifico del Signore. Nella cultura moderna, laica e materialista, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il diavolo, cos\u00ec come non c&#8217;\u00e8 Dio: eppure il male sussiste, e sussistono anche gli assalti del maligno. Di dove vengono allora, e come spiegarli, una volta rifiutata ogni fede nel soprannaturale? Evidentemente, una cultura totalmente atea e immanentista &#8212; e la cultura moderna \u00e8 la prima, in assoluto, a configurarsi come tale &#8212; deve trovare un&#8217;altra causa e un&#8217;altra provenienza, proprio come un medico che rifiuti l&#8217;idea della malattia, e si trovi perci\u00f2 in imbarazzo a spiegare la febbre. Non resta che attingere al mondo di quaggi\u00f9: i vampiri sono i morti che ritornano, i licantropi sono uomini che si trasformano in belve, e cos\u00ec via: \u00e8 spaventoso, ma non c&#8217;\u00e8 nulla di soprannaturale. La credenza nei vampiri svolge inoltre una seconda funzione: consente di proiettare su un soggetto definito il malessere, l&#8217;angoscia, la disperazione che la cultura moderna genera e alimenta, avendo negato la possibilit\u00e0 di una vita oltre la morte. Ogni societ\u00e0 ha bisogno d&#8217;una discarica per i propri orrori e terrori che funga da valvola di sfogo. Insomma qualsiasi cosa, fuorch\u00e9 l&#8217;idea cristiana di redenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano, stranissimo ma interessante personaggio Jacques Collin de Plancy (Plancy-L&#8217;Abbaye, 1793-ivi, 1887), occultista e demonologo molto addentrato nei segreti dei regni oscuri, che a soli diciotto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[110,133,141],"class_list":["post-27820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-civilta","tag-europa","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}