{"id":27816,"date":"2022-05-07T06:52:00","date_gmt":"2022-05-07T06:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/07\/perche-essere-e-cosa-migliore-che-non-essere\/"},"modified":"2022-05-07T06:52:00","modified_gmt":"2022-05-07T06:52:00","slug":"perche-essere-e-cosa-migliore-che-non-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/07\/perche-essere-e-cosa-migliore-che-non-essere\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 essere \u00e8 cosa migliore che non essere"},"content":{"rendered":"<p>Da alcuni decenni in forma massiccia, e da circa due secoli in forma pi\u00f9 circoscritta, la cultura dominante ci suggerisce, ora con toni melliflui, ora con toni apocalittici, che non esistere \u00e8 meglio che esistere; che la vita \u00e8 brutta e gli uomini, per il solo fatto di viverla, sono dei poveri infelici degni di compassione; che la cosa migliore sarebbe non esistere affatto, non solo per gli esseri umani, ma per tutto ci\u00f2 che effettivamente esiste. L&#8217;ultima versione aggiornata e corretta di questa ideologia di morte, spacciata come la sola <em>Weltanschauung<\/em> politicamente corretta, \u00e8 quella pseudo ecologista e pseudo ambientalista dei vari Schwab, Attali, Cingolani, Colao, ecc., che consiste nel presentare l&#8217;odio contro la vita nelle forme pi\u00f9 disparate, e la promozione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 scelta di morte, dall&#8217;aborto alla contraccezione e dall&#8217;eutanasia al suicidio, come la sola modalit\u00e0 &quot;responsabile&quot; di porsi di fronte al mondo, la sola maniera di alleggerire il disgraziato pianeta dal peso insopportabile che gli esseri umani, cos\u00ec diabolicamente dannosi e deplorevolmente prolifici, fatalmente rappresentano.<\/p>\n<p>Il &quot;manifesto&quot; di quei signori pu\u00f2 essere considerato quanto scrisse giacomo Leopardi sullo <em>Zibaldone<\/em> a proposito dell&#8217;essere e del non essere:<\/p>\n<p><em>Tutto \u00e8 male. Cio\u00e8 tutto quello che \u00e8, \u00e8 male; che ciascuna cosa esista \u00e8 un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l&#8217;esistenza \u00e8 un male e ordinata al male; il fine dell&#8217;universo \u00e8 il male; l&#8217;ordine e lo stato, le leggi, l&#8217;andamento naturale dell&#8217;universo non sono altro che male, n\u00e9 diretti ad altro che al male. Non v&#8217;\u00e8 altro bene che il non essere; non v&#8217;ha altro di buono che quel che non \u00e8; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente;\u00a0 il complesso dei tanti mondi che esistono; l&#8217;universo; non \u00e8 che un neo, un bruscolo in metafisica. L&#8217;esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, \u00e8 un&#8217;imperfezione, un&#8217;irregolarit\u00e0, una mostruosit\u00e0. Ma questa imperfezione \u00e8 una piccolissima cosa, un vero neo, perch\u00e9 tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo per\u00f2 certamente infiniti n\u00e9 di numero n\u00e9 di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ci\u00f2 che l&#8217;universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente \u00e8 infinitamente piccolo a paragone della infinit\u00e0 vera, per dir cos\u00ed, del non esistente, del nulla.<\/em><\/p>\n<p>I mezzi d&#8217;informazione e di comunicazione di massa, il cinema, la stampa, la televisione e la pubblicit\u00e0 in ogni sua forma, hanno di fatto &quot;raccolto&quot; questa filosofia e ne hanno fatto la base della odierna cultura politicamente corretta, quella che si addice al cittadino &quot;maturo&quot; e &quot;responsabile&quot;. Infatti vediamo continuamente, ad esempio, pubblicit\u00e0 che esaltano il cane e il gatto quali migliori amici dell&#8217;uomo, mentre vediamo la vita umana presentata sovente come un disvalore, e infatti l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia vengo presentati come conquiste di civilt\u00e0 e sono totalmente spogliati di ogni connotazione sgradevole; meno ancora vi \u00e8 la percezione, su tali organi d&#8217;informazione, che l&#8217;aborto, fra le altre cose, \u00e8 divenuto un colossale <em>business<\/em> per le multinazionali farmaceutiche, interessate all&#8217;espianto di organi dal feto per la fabbricazione dei loro prodotti da immettere a caro prezzo suo mercato, magari sotto forma di &quot;vaccini&quot; finalizzati a salvare milioni di vite da terribili (e inesistenti) pandemie.<\/p>\n<p>Si pone perci\u00f2 la necessit\u00e0 di rispondere a questa cultura di morte, basata sull&#8217;assunto che il non essere \u00e8 cosa migliore dell&#8217;essere, con un&#8217;adeguata analisi filosofica che ripristini la sana percezione del reale e restituisca all&#8217;essere quel ruolo centrale che esso ha in ogni visione realistica e positiva del mondo, confutando le fallaci teorie dei nemici della vita e restituendo dignit\u00e0 e bellezza alla procreazione, alla famiglia naturale, a tutto ci\u00f2 che va nella direzione di promuovere, affermare e sostenere l&#8217;esistente, contro i cavalieri del nulla che, sotto le bandiere del nichilismo e di un esistenzialismo disperato, vorrebbero accrescere nella societ\u00e0 il senso di disagio, smarrimento, confusione e angoscia che gi\u00e0 viene alimentato artificialmente dai mezzi d&#8217;informazione asserviti al malvagio potere globalista e da una cultura medica, giuridica, scolastica e universitaria che ha smarrito le proprie ragioni e che, lungi dal servire il bene e il vero, si \u00e8 fatta ancella e prostituta di un piano strategico mondiale d&#8217;inaudita malvagit\u00e0 e tracotanza, mirant ad asservire gli esseri umani e a ridurli in condizioni di esistenza sub-umane (perch\u00e9 tale, sfrondato dall&#8217;enfasi auto-celebrativa, \u00e8 il tanto sbandierato transumanesimo).<\/p>\n<p>Ebbene, noi riteniamo che una tale azione di rinnovata consapevolezza filosofica ed esistenziale debba partire dalla concezione speculativa pi\u00f9 solida, pi\u00f9 vera, pi\u00f9 concreta che la nostra civilt\u00e0 ma abbia prodotto nel corso dei secoli e dei millenni: quella aristotelico-tomista, fondata sulla retta percezione del mondo non come riflesso d&#8217;idee inafferrabili (Platone) o come trastullo di quache divinit\u00e0 malvagia o come luogo del perenne non-senso, ma come gioiosa affermazione degli enti che vengono spinti all&#8217;esistenza da una forza pi\u00f9 grande di loro e che trionfano sul nulla del non-essere, testimoniando, con la loro attualit\u00e0, che ciascun ente, dal filo d&#8217;erba a Dio stessa, rappresenta l&#8217;essenza che esiste. A san Tommaso infatti va il merito imperituro di ave &quot;scoperto&quot; ed evidenziato la centralit\u00e0 dell&#8217;essere, inteso come esistere, e la sua necessit\u00e0 per sostenere ogni aspetto della realt\u00e0 fattuale: centralit\u00e0 che si armonizza con l&#8217;essenza (la <em>quiddit\u00e0<\/em>: vale a dire il <em>quid est?<\/em>, il \u00abche cos&#8217;\u00e8?\u00bb, ovvero la natura, la <em>forma<\/em> di un ente) ma che in definitiva la oltrepassa, perch\u00e9 noi possiamo concepire l&#8217;essenza senza l&#8217;esistenza, mediante un&#8217;astrazione logica, ma non l&#8217;esistenza senza un&#8217;essenza, il che evidenzia come l&#8217;essere \u00e8 alla base di tutto e il sostegno di tutto, e che senza l&#8217;attualit\u00e0 dell&#8217;essere, di nulla si potrebbe predicare alcunch\u00e9, n\u00e9 considerare alcun tipo di essenza.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il merito imperituro di san Tommaso d&#8217;Aquino, che lo pone a pieno diritto come uno dei pi\u00f9 grandi, se non il pi\u00f9 grande, pensatore di tutta la storia. Infatti sia Parmenide che Eraclito, pur nelle opposte concezioni del reale, il permanere e il divenire, concordavano sul fatto di considerare l&#8217;essere come un dato di fatto; mentre Platone e Aristotele hanno intravisto che si tratta di un atto, ma poi, in pratica, hanno seguitato a ragionare su di esso come un dato di fatto, ossia come qualcosa di statico e determinato, tralasciando di approfondire quello che avrebbe potuto rivelarsi come l&#8217;aspetto pi\u00f9 innovativo e vivificante delle rispettive concezioni del reale. San Tommaso, e solamente san Tommaso, ha visto con lucida chiarezza che l&#8217;essere \u00e8 a tutti gli effetti <em>un atto<\/em>, ossia non qualcosa di statico, ma qualcosa che si pone nel suo concreto <em>esserci<\/em>, e dunque un modo attivo di manifestarsi da parte di ci\u00f2 che \u00e8 reale: A lui va dunque il merito imperituro di aver fatto dell&#8217;essere il fondamento della concezione realistica del mondo, che \u00e8, al tempo stesso, una concezione gioiosamente positiva ed ottimistica, poich\u00e9 rende conto di tutto ci\u00f2 che esiste, sino, appunto, al pi\u00f9 umile filo d&#8217;erba, nulla rigettando come inutile o superfluo (il che invece accade nella filosofia di Platone e in tutte le filosofie idealiste), nulla trascurando o considerando come un semplice &quot;duplicato&quot; di una realt\u00e0 superiore; ma, al tempo stesso, non si ferma al reale come dato di fatto, non idolatra l&#8217;esistente cos\u00ec come appare, bens\u00ec valorizza gli enti in quanto atti o modi dell&#8217;esistere e del manifestarsi di un principio superiore, ossia l&#8217;Essere in grado assoluto, poich\u00e9 l&#8217;ente \u00e8, per definizione, <em>actus essendi<\/em>, l&#8217;atto di esistere, e perci\u00f2 qualcosa di attivo, di vivo, di bello, che scaturisce dalla verit\u00e0 e dalla bont\u00e0 della sorgente che lo ha originato, ossia la somma verit\u00e0 e la somma bont\u00e0 dell&#8217;Intelletto divino, autore di tutte le cose e dunque garante della loro unicit\u00e0 e preziosit\u00e0, della loro intrinseca bont\u00e0 e del loro intrinseco valore, senza sprecare o disperdere o disprezzare nulla, assolutamente nulla, ma anzi abbracciando ogni singolo ente, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo, dal pi\u00f9 accidentale al pi\u00f9 necessario, come parti di un tutto unitario, armonioso e magnifico.<\/p>\n<p>Citiamo una pagina del fortunato manuale scolastico di Abbagnano e Fornero <em>Protagonisti e testi della filosofia<\/em> (vol. A, Tomo 2, Paravia, 1999, pp. 609-610):<\/p>\n<p><em>[&#8230;] l&#8217;ontologia tomista implica un esplicito primato dell&#8217;esistenza (o &quot;actus essendi&quot;) rispetto all&#8217;essenza: \u00abPrima di avere l&#8217;essere, l&#8217;essenza \u00e8 un puro nulla\u00bb (&quot;De potentia, 3,5, ad 3 q.). Anzi, l&#8217;esistenza o l&#8217;essere, configurandosi come quella \u00abspinta vittoriosa mediante la quale anche la pi\u00f9 umile cosa trionfa sul nulla\u00bb (Martitain) appare a Tommaso come una &quot;perfezione&quot;, e precisamente come la perfezione MASSIMA: Su questo punto- che secondo taluni interpreti odierni (cfr. ad es. gli studi di B. Mondin) rappresenterebbe la parte pi\u00f9 ORIGINALE di tutta la metafisica tomistica &#8212; i testi sono particolarmente eloquenti: \u00abFra tutte le cose l&#8217;essere \u00e8 la pi\u00f9 perfetta (&quot;esse est inter omnia perfectissimum&quot;)\u00bb (ivi, 7, 2, ad 9); \u00abCi\u00f2 che chiamo essere \u00e8 l&#8217;attualit\u00e0 di tutti gli atti, e quindi la perfezione di tutte le perfezioni\u00bb (ivi); \u00abtra le cose, l&#8217;essere \u00e8 la pi\u00f9 perfetta, perch\u00e9 verso tutte sta in rapporto di atto. Niente infatti ha l&#8217;attualit\u00e0 se non in quanto \u00e8: perci\u00f2 l&#8217;essere stesso \u00e8 l&#8217;attualit\u00e0 di tutte le cose, anche delle stesse forme\u00bb (S. th, I,4, 1 ad 3); \u00abL&#8217;essere&#8230; \u00e8 ci\u00f2 che nelle cose vi \u00e8 di pi\u00f9 intimo e di pi\u00f9 profondamente radicato, poich\u00e9&#8230; l&#8217;essere \u00e8 l&#8217;elemento formale rispetto a tutti i principi e i componenti che si trovano in una data realt\u00e0\u00bb (ivi, I,8,1) ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa concezione dell&#8217;essere, che Tommaso cerca di evidenziare con dei superlativi ottenuti tramite dei sostantivi, secondo lo stile ebraico (per es: \u00abesse est actualitas omnium actuum\u00bb), costituisce anche il presupposto delle dottrina dei &quot;trascendentali&quot;.Mentre le categorie sono gli aspetti che distinguono l&#8217;essere in diversi generi (qualit\u00e0, quantit\u00e0, ecc.), i trascendentali sono invece quei caratteri che, TRASCENDENDO le stesse categorie, qualificano l&#8217;essere in quanto tale e competono, per ci\u00f2 stesso, ad OGNI ente.<\/em><\/p>\n<p><em>Tommaso enumera cinque propriet\u00e0 trascendentali: &quot;res&quot;, &quot;unum&quot;, &quot;aliquid&quot;, &quot;verum&quot;, &quot;bonum&quot;. Poich\u00e9 &quot;res&quot; non significa se non l&#8217;essere preso assolutamente e &quot;aliquid&quot; implica l&#8217;&quot;unum&quot;, i trascendentali si riducono a tre: &quot;unum&quot; (&quot;l&#8217;uno&quot;), &quot;verum&quot; (&quot;il vero&quot;), &quot;bonum&quot; (&quot;il bene).<\/em><\/p>\n<p><em>Dire che ogni ente \u00e8 UNO significa che ogni ente \u00e8 indiviso in s\u00e9 e distinto da qualsiasi altro. In altri termini, secondo Tommaso, \u00abuna realt\u00e0 in tanto pu\u00f2 dirsi realt\u00e0, ente, in quanto ha una certa unit\u00e0 e quindi tanto pi\u00f9 reale (ente) quanto pi\u00f9 \u00e8 una. Ad esempio, un mucchio di sassi in tanto pu\u00f2 dirsi una realt\u00e0, un ente, in quanto ha una certa indivisione in s\u00e9 (\u00e8 UN mucchio, i sassi sono dunque riuniti) e una certa distinzione dalle altre cose che lo circondano. Se, in quel mucchio, considerassi solo la pluralit\u00e0, i tanti sassi, senza considerare la loro, sia pur labile, unione, non potrei pi\u00f9 parlare del mucchio di sassi come di una realt\u00e0\u00bb(S. Vanni Rovighi). Dire che ogni ente \u00e8 VERO significa che esso corrisponde all&#8217;Intelletto divino che lo ha creato (o progettato) e risulta quindi intrinsecamente intelligibile e razionale (verit\u00e0 ontologia), cio\u00e8 in grado di farsi cogliere da un&#8217;intelligenza e di configurarsi come fondamento dell&#8217;adeguatezza del pensiero (verit\u00e0 logica o gnoseologica). A sua volta, dire che ogni ente \u00e8 BUONO significa che esso corrisponde ad una ben precisa volont\u00e0 o progetto divino e costituisce, in quanto tale, una perfezione appetibile o desiderabile anche dall&#8217;uomo: \u00abogni ente, in quanto ente, \u00e8 in atto, e in qualche modo perfetto&#8230; Ora, il perfetto ha ragione di appetibile e di bene (S: th. I, q.5, a 3,4)\u00bb. L&#8217;essere, secondo Tommaso, presenta quindi un indubbio primato metafisico rispetto al vero e al bene. Tant&#8217;\u00e8 che la verit\u00e0 e la bont\u00e0 di un ente risultano PROPORZIONALI al GRADO di essere che esso possiede (sino ad arrivare al caso di Dio, che \u00e8 somma Verit\u00e0 e sommo Bene IN QUANTO sommo Essere). Ci\u00f2 non toglie, tuttavia, che il vero e il bene siano cos\u00ec INSEPARABILI dall&#8217;essere da CONVERTIRSI con l&#8217;essere. Infatti, per Tommaso, non c&#8217;\u00e8 nulla, nell&#8217;essere, che non sia vero e buono, esattamente come non c&#8217;\u00e8 alcun vero o alcun bene che non sia essere. Ci\u00f2 che le nozioni di vero e di bene contengono IN PI\u00d9 rispetto alla nozione di essere \u00e8 la RELAZIONE all&#8217;intelletto e alla volont\u00e0: \u00abLa convenienza dunque dell&#8217;essere con l&#8217;appetito \u00e8 espressa dal nome BENE e la convenienza dell&#8217;essere come l&#8217;intelletto \u00e8 espressa dal nome VERO\u00bb (De ver., q. I, a.1).<\/em><\/p>\n<p><em>Da questa teoria dei &quot;trascendentali&quot; &#8212; che scorge ovunque perfezione, verit\u00e0 e bene &#8212; scaturisce quindi una delle pi\u00f9 radicali forme di OTTIMISMO METAFISICO della storia.<\/em><\/p>\n<p>Concludendo. L&#8217;essere \u00e8 la forma perfetta dell&#8217;ente: l&#8217;ente intelligibile, ma dotato di vita solamente logica, \u00e8 carente; l&#8217;ente &quot;pieno&quot; e perfetto \u00e8 quello che esiste e che, esistendo, afferma il suo esserci, proclama trionfalmente la vittoria sul nulla. L&#8217;essere dell&#8217;ente \u00e8 il riflesso della pienezza assoluta dell&#8217;Ente assoluto o Essere assoluto, che \u00e8 Dio: pertanto \u00e8 anche la via pi\u00f9 sicura per giungere a Lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da alcuni decenni in forma massiccia, e da circa due secoli in forma pi\u00f9 circoscritta, la cultura dominante ci suggerisce, ora con toni melliflui, ora con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[85,110],"class_list":["post-27816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-aborto","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27816"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27816\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}