{"id":27815,"date":"2015-07-28T06:28:00","date_gmt":"2015-07-28T06:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/perche-esiste-qualcosa-invece-che-nulla\/"},"modified":"2015-07-28T06:28:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:28:00","slug":"perche-esiste-qualcosa-invece-che-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/perche-esiste-qualcosa-invece-che-nulla\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 esiste qualcosa invece che nulla?"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente i cosmologi, &#8211; o, per dir meglio, alcuni cosmologi &#8212; hanno deciso di riformulare l&#8217;antica domanda: \u00abPerch\u00e9 esiste qualcosa invece del nulla?\u00bb, convinti di aver trovato la &quot;giusta&quot; maniera di porla: partendo, cio\u00e8, dall&#8217;acquisizione, sulla base degli sviluppi della fisica e della stessa cosmologia, che essi intendono come una super-fisica, che la non-esistenza \u00e8 uno stato alquanto instabile e precario, alquanto improbabile e incerto: e che, pertanto, il vero prodigio non \u00e8 che qualcosa esista, ma lo sarebbe il fatto del nulla.<\/p>\n<p>Si noti che gi\u00e0 dire: \u00abse qualcosa non esistesse, VI SAREBBE il nulla\u00bb, \u00e8 una contraddizione logica, perch\u00e9 del nulla non si pu\u00f2 dire niente, tanto meno affermare che esso &quot;\u00e8&quot; o anche solo che &quot;potrebbe essere&quot;; anzi, a rigore, non si dovrebbe nemmeno parlarne, perch\u00e9 gi\u00e0 il solo fatto di parlarne equivale a riconoscere che si sta parlando di un qualcosa, dunque di uno stato che possiede la propriet\u00e0 dell&#8217;esistenza, e sia pure per negarla e per toglierla, insomma come una specie di esistenza &quot;al contrario&quot;.<\/p>\n<p>Si tratta &#8211; e lo si \u00e8 sempre saputo &#8211; di una questione prettamente filosofica; per dir meglio: della principale questione filosofica, dalla quale tutte le altre domande e tutte le altre risposte dipendono; non di una questione scientifica, non di una questione fisica o cosmologica. Ma i cosmologi, oggi, hanno deciso di saltare il fossato e di entrare a gamba tesa nel campo della filosofia. Niente di male in questo, in linea di principio: ormai lo statuto della filosofia \u00e8 diventato talmente incerto, talmente sfumato, talmente approssimativo e generico, che ci si stupirebbe se qualcuno fosse cos\u00ec timido o cos\u00ec modesto da riconoscere di non avere alcun titolo per entrarvi, alcuna competenza, alcuna motivazione sostenibile.<\/p>\n<p>Il problema, dunque, non \u00e8 che gli scienziati, e in particolare i cosmologi, o almeno quei cosmologi che si considerano i rappresentanti di una &quot;fisica dopo la fisica&quot;, pretendono di diventare filosofi, e di porsi la domanda sul perch\u00e9 esista qualcosa invece del nulla; il problema \u00e8 che essi, dal momento che studiano, o cercando di studiare, la totalit\u00e0 dell&#8217;universo, sono portati a pensare di &quot;dover&quot; essere filosofi, perch\u00e9, nella loro concezione materialista &#8211; che danno semplicemente per scontata &#8211; l&#8217;universo non \u00e8 l&#8217;insieme delle cose visibili, ma la realt\u00e0 &quot;tout-court&quot;. Essi, cio\u00e8, per una sorta di deformazione professionale (ma non \u00e8 vero che lo scienziato, cosmologo o no, &quot;deve&quot; avere una prospettiva materialista: questo lo immaginano loro, senza prendersi il disturbo di rifletterci), scambiano la dimensione materiale dell&#8217;esistente per la totalit\u00e0 del reale: pertanto, essendo la cosmologia la scienza dell&#8217;intera realt\u00e0 materiale, suppongono di essere tra i pi\u00f9 qualificati per esprimersi in merito alla domanda, prettamente filosofica, sull&#8217;inizio e sul perch\u00e9.<\/p>\n<p>Si tratta di una impostazione meramente quantitativa del problema; e non \u00e8 un caso che taluni di essi si richiamino a Kant e alla sua &quot;rivoluzione copernicana&quot; nell&#8217;ambito della filosofia: cos\u00ec come Kant ha fatto piazza pulita della metafisica, e ha chiamato progresso un tale regresso, una tale limitazione e una simile castrazione del pensiero (cfr. il nostro articolo: \u00abL&#8217;&quot;io penso&quot; kantiano e l&#8217;autocastrazione del pensiero moderno\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 10\/05\/2007), allo steso modo costoro vorrebbero imporre una nuovo paradigma culturale, fondato sull&#8217;idea quantitativa della scienza materialista: esiste ci\u00f2 che la scienza stessa pu\u00f2 osservare e studiare; il resto, non conta. Insomma, un paradigma culturale regressivo (perch\u00e9 restringe gli orizzonti del conoscere), che viene bellamente spacciato per moneta buona, ossia per un paradigma progressivo, che apre nuove prospettive e allarga l&#8217;orizzonte della consapevolezza, da parte della Scienza, che, a sua volta, si auto-erige al rango di nuova religione totalizzante. Ed ecco la necessit\u00e0 dei nuovi eunuchi: proprio su richiesta di quella scienza che, guarda caso, essendo la cosmologia, promette, alla lettera, l&#8217;accesso alla nuova dimensione &quot;celeste&quot;: il cielo al posto del Cielo.<\/p>\n<p>Scrive M\u00e1rio Novello nel suo libro \u00abQualcosa anzich\u00e9 il nulla. La rivoluzione del pensiero cosmologico\u00bb (titolo originale: \u00abO que \u00e8 Cosmologia. A revolu\u00e7\u00e3o do pensamento cosmol\u00f3gico\u00bb, Rio de Janeiro, Jorge Zahar Editor Ltda, 2006; traduzione dal portoghese di Ugo Moschella, Torino, Einaudi, 2011, pp. 172-75):<\/p>\n<p>\u00abPensare la totalit\u00e0, rifondare la fisica &#8212; funzione che abbiamo identificato con l&#8217;attivit\u00e0 della cosmologia &#8212; richiede un impegno integrale. Il compito non pu\u00f2 essere realizzato a pezzi, a tempo parziale. Mi pare di aver chiarito questa necessit\u00e0 nella realizzazione di una scienza globale. Non dobbiamo pertanto identificare la fisica con la cosmologia, anche se tutte e due hanno le loro origini tra i compagni di Galileo. [&#8230;] Rifondare non \u00e8 stabilire la struttura logica di una conoscenza che acquisiamo o che fabbrichiamo. Come gi\u00e0 fu per la critica kantiana, allo scienziato che si dedica a questa rifondazione non \u00e8 imposta la condizione dell&#8217;abbandono del suo profilo di fisico. Infatti, nell&#8217;intraprendere la rifondazione della metafisica, Kant identifica se stesso integralmente come filosofo; cos\u00ec, nell&#8217;intraprendere la rifondazione della fisica, anche lo scienziato pu\u00f2 presentarsi come fisico. [&#8230;] Heidegger poteva chiamare Kant filosofo, poich\u00e9 la critica era stata compiuta. Noi, che camminiamo nella stessa direzione di Einstein, siamo cosmologi non perch\u00e9 non siamo pi\u00f9 fisici, ma perch\u00e9 il compito della rifondazione, iniziato nel 1917, \u00e8 ancora in corso, \u00e8 ancora in formazione. E, contrariamente alla filosofia, che \u00e8 sopravissuta ed \u00e8 andata oltre Kant, ci chiediamo se un giorno saremo liberati dal nostro compito di rifondazione, o se questo ruolo, una volta iniziato, non sar\u00e0 portato per sempre dal fisico-cosmologo.<\/p>\n<p>Possiamo dunque capire perch\u00e9 la cosmologia moderna consente di mettere a tema l&#8217;universo e perfino di elaborare uno scenario completo del processo della sua creazione, partendo da uno stato cui assegniamo il none di vuoto e che pu\u00f2 essere identificato come la rappresentazione scientifica di quello che normalmente vogliamo dire con questo none: assenza, inesistenza di qualunque cosa, di materia, di energia e di strutture geometriche nello spazio e nel tempo. [&#8230;] \u00c8 precisamente perch\u00e9 la cosmologia critica i fondamenti della fisica per stabilirli pi\u00f9 in profondit\u00e0, che possiamo investigare l&#8217;esistenza di uno stato fondamentale associato a una descrizione dell&#8217;inizio dell&#8217;universo, avvenuto da un tempo finito o infinito. Ed \u00e8 proprio perch\u00e9 permette di porre domande fondamentali di cui la principale \u00e8: &quot;Perch\u00e9 esiste qualcosa anzich\u00e9 il nulla?&quot; che la cosmologia va oltre la fisica, e non si pu\u00f2 identificare con la fisica. La cosmologia deve essere intesa come critica che stabilisce una ragione cosmica e costituisce con questo atto la rifondazione della fisica; poich\u00e9 tratta questioni che la fisica si \u00e8 proibita quando si \u00e8 autolimitata a trattare di quello che le pareva essere la realt\u00e0, il suo dominio di azione, evitando a tutti i costi di considerare la virtualit\u00e0 come un serbatoio di intenzioni della natura. Ebbene, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che la cosmologia fa o, meglio, si propone di fare: andare oltre, avere l&#8217;audacia di gettare un ponte tra la fisica e gli altri saperi che guardano alla totalit\u00e0, rendendo possibili le due direzioni. La cosmologia pu\u00f2 avanzare nel pieno territorio della virtualit\u00e0 e strappare da l\u00ec la maschera del reale, che quasi non poteva pi\u00f9 essere tolta. \u00c8 cos\u00ec che dobbiamo intendere la funzione della cosmologia, come un riscatto della scienza dei primordi, quando ancora lasciava le porte aperte alla tradizione accumulata dall&#8217;uomo durante la storia e codificata nei tanti saperi, perch\u00e9 potesse attraversarle, entrare e uscire. Riscattare altri saperi, porsi la domanda fondamentale e ripeterla innumerevoli volte: Perch\u00e9 esiste qualcosa invece del nulla?&quot;<\/p>\n<p>Se i filosofi facevano di tale questione un tema abituale della loro investigazione, non vuol dire che essa fosse proibita per gli altri, per gli amici di altri saperi. La fisica ha tralasciato questa domanda, e oggi dobbiamo riconoscere che questa strategia \u00e8 stata vittoriosa, perch\u00e9 ha permesso il progresso nelle sue conoscenze e nella sua dominazione della natura. Ma oggi che la cosmologia assume il suo ruolo e si struttura per rifondare la fisica nella sua pratica scientifica, non si pu\u00f2 pi\u00f9 rinunciare a esaminare la questione fondamentale in nome di impegni passati o per non volere formulare ipotesi sulla natura della &quot;physis&quot;. Ritenere che la cosmologia non abbia prodotto gli strumenti formali per dare significato al suo interno a questa domanda e permettere l&#8217;accesso a risposte accettabili, sarebbe disprezzare l&#8217;evoluzione per la quale \u00e8 passata la cosmologia, sarebbe dimenticare che, alla fine, questa deve essere intesa con il suo significato ampio, come la fase attuale di evoluzione della fisica. In questa maniera si stabilisce la sua funzione e una denominazione convenzionale nella quale ci\u00f2 che importa non \u00e8 il nome &#8212; cosmologia o fisica &#8212; ma \u00e8 l&#8217;atteggiamento, l&#8217;impegno alla rifondazione di questa scienza.<\/p>\n<p>Tuttavia non possiamo dimenticare che c&#8217;\u00e8 un altro aspetto grandioso dell&#8217;azione della cosmologia, giacch\u00e9 mentre stiamo osservando e organizzando, con i nostri compagni di scienza, l&#8217;ingresso di questo problema fondamentale nella pratica scientifica, non possiamo dimenticare che stiamo ugualmente penetrando nel cuore dell&#8217;insediamento filosofico, e che l\u00ec non dobbiamo dichiararci amici della sapienza, amici dei filosofi, ma loro concorrenti. Dobbiamo disputare, nel territorio tradizionale della metafisica, la questione fondamentale. E, arrivando l\u00e0, tra questi amici del sapere, quando siamo interrogati da loro sulla nostra funzione e la nostra aspettativa, in quel luogo dove la questione fondamentale si stabilisce come tale, non dobbiamo rispondere come fisici, ma come cosmologi. Non dobbiamo cercare di affermare una risposta controllata, ma ripetere ad &quot;nauseam&quot;: siamo qui perch\u00e9 vogliamo utilizzare tutti i mezzi che la ragione permette per porre la stessa domanda. Non perch\u00e9, come alcuni affermano con arroganza, abbiamo la risposta alla nostra portata, pronta, definitiva. Nemmeno perch\u00e9 vogliamo imporre a questi amici del sapere un modo privilegiato, unico, di formulare questa domanda. E neanche per contrapporre la nostra visione speciale alle loro. Ma semplicemente perch\u00e9 [&#8230;] noi cosmologi abbiamo trovato un modo differente, nuovo, particolare di rispondere alla domanda fondamentale, all&#8217;antica questione: perch\u00e9 esiste qualcosa invece del nulla? [&#8230;] Partendo dalla constatazione dell&#8217;instabilit\u00e0 del vuoto e dal decadimento e dalla trasformazione di questo vuoto, il cosmologo pu\u00f2 affermare che non sembra possibile che niente esista: l&#8217;universo era condannato a esistere. In altre parole [&#8230;], \u00e8 difficile, \u00e8 molto difficile, \u00e8 quasi impossibile non esistere.\u00bb<\/p>\n<p>In questo brano di prosa, quello che fonda tutto il ragionamento \u00e8 la conclusione, cui l&#8217;Autore voleva arrivare: \u00ab il cosmologo pu\u00f2 affermare che non sembra possibile che niente esista: l&#8217;universo era condannato a esistere. In altre parole [&#8230;], \u00e8 difficile, \u00e8 molto difficile, \u00e8 quasi impossibile non esistere\u00bb. Con il che si realizza l&#8217;antico sogno della scienza materialista: chiudere il discorso sul principio, sull&#8217;origine, sulla causa, e concentrare tutta l&#8217;attenzione sulla dimensione del presente e dell&#8217;esistente, del mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 e come appare ai nostri occhi (come se le due ultime cose fossero una sola&#8230;.).<\/p>\n<p>Se non ha senso porre una domanda sull&#8217;origine (cos\u00ec come, per Kant, non aveva senso porre una domanda sugli enti, in quanto tali, nella loro interezza, cio\u00e8 sulla metafisica), \u00e8 chiaro che il gioco passa nelle mani dei cosmologi: essi hanno la chiavi per interpretare la mappa dell&#8217;universo, e nessuno potr\u00e0 permettersi di fare loro una domanda cui non saprebbero rispondere (\u00abChe cosa c&#8217;era prima?\u00bb): le uniche domande lecite sono quelle relative al &quot;come&quot;, non quelle relative al &quot;perch\u00e9&quot;. Cosa, ribadiamo il concetto, perfettamente lecita nell&#8217;ambito della sana ricerca scientifica; del tutto sbagliata, invece, nel campo della filosofia; e ancora pi\u00f9 sbagliata, se alle domande della filosofia si presume che gli scienziati, e specialmente i cosmologi, meglio di chiunque altro, siano in grado di dare le risposte appropriate.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da alcuni anni il fenomeno \u00e8 diventato evidente. Cosmologi e divulgatori scientifici ci stanno familiarizzando con l&#8217;idea che a loro bisogna indirizzare le domande (o piuttosto le non domande) sull&#8217;origine e sulla causa, non ai filosofi, e tanto meno ai teologi. Stephen Hawking, Paul Davies e altri hanno battuto e ribattuto su questo tasto: basta scorrere i titoli dei loro libri, ad esempio \u00abDio e la nuova fisica\u00bb, di Davies, per capire dove vogliono andare a parare. \u00c8 l&#8217;antico sogno di onnipotenza, faustiano e demoniaco, degli scienziati-maghi del Rinascimento: non fate domande sull&#8217;origine del tutto, perch\u00e9 questo vi porterebbe a Dio; fate le domande agli scienziati circa il modo di manipolare le forze della natura: e loro s\u00ec, che vi sapranno rispondere.<\/p>\n<p>Eppure Mario Novello, Piero Angela, Margherita Hack devono farsene una ragione: che le cose esistano, non \u00e8 affatto una necessit\u00e0, ma un atto creatore, e libero, di Qualcuno; \u00e8 un atto d&#8217;Amore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente i cosmologi, _25E2_2580_2593 o, per dir meglio, alcuni cosmologi _25E2_2580_2594 hanno 0A74BF0DD8\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[173],"class_list":["post-27815","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27815","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27815"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27815\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}