{"id":27803,"date":"2018-07-24T08:04:00","date_gmt":"2018-07-24T08:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/24\/come-e-perche-vargas-dichiaro-guerra-allasse\/"},"modified":"2018-07-24T08:04:00","modified_gmt":"2018-07-24T08:04:00","slug":"come-e-perche-vargas-dichiaro-guerra-allasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/24\/come-e-perche-vargas-dichiaro-guerra-allasse\/","title":{"rendered":"Come e perch\u00e9 Vargas dichiar\u00f2 guerra all&#8217;Asse"},"content":{"rendered":"<p>Il 22 agosto 1942, dopo tre anni d&#8217;indugi e tentennamenti, il dittatore brasiliano Get\u00falio Vargas salt\u00f2 il fosso e dichiar\u00f2 guerra alle potenze dell&#8217;Asse, cedendo alle pressioni e alle lusinghe lungamente esercitate su di lui dagli Stati Uniti d&#8217;America di Roosevelt: evento che sorprese pi\u00f9 di qualcuno, perch\u00e9 l&#8217;Estado N\u00f4vo, il regime presidenziale instaurato da Vargas nel 1937, aveva mostrato molte simpatie per la Germania di Hitler e l&#8217;Italia di Mussolini, nonch\u00e9 talune analogie con il fascismo, in senso generico, e in particolare coi regimi di Antonio de Oliveira Salazar in Portogallo, e del maresciallo Jozef Pilsudski in Polonia (tanto che la sua Costituzione era chiamata, un po&#8217; ironicamente, &quot;costituzione polacca&quot;).<\/p>\n<p>Vargas, gi\u00e0 presidente dello Stato del Rio Grande do Sul, dal 1928 al 1930, si era candidato alle elezioni presidenziali del 1930, ma era stato sconfitto; per\u00f2 l&#8217;assassinio del suo candidato vicepresidente gli aveva fornito il pretesto per sferrare un colpo di Stato, con l&#8217;appoggio dei militari, con cui aveva deposto il presidente Pereira de Sousa. La giunta militare andata al potere lo aveva nominato presidente provvisorio; nel 1934 l&#8217;Assemblea Costituente aveva varato una nuova Costituzione lo aveva eletto presidente costituzionale per quattro anni. Ma il 10 novembre 1937, Vargas, volendo sbarazzarsi dell&#8217;opposizione della destra di Azione Integralista, che sinora lo aveva appoggiato, fece un nuovo colpo di Stato, sciolse il Congresso, mise fuori legge tutti i partiti e var\u00f2 una nuova Costituzione, fondando l&#8217;Estado N\u00f4vo: il che fu l&#8217;equivalente delle &quot;leggi fascistissime&quot; varate da Mussolini nel 1925 per instaurare la dittatura legalizzata. Venne messo fuori legge anche il partito integralista di Plinio Salgado, il quale era stato, fino ad allora, il principale interlocutore di Vargas, anche perch\u00e9 nel Paese le fortissime disuguaglianze sociali avevano alimentato un piccolo ma aggressivo partito comunista, che nel 1924-26 si era reso protagonista, con la colonna Prestes, di una &quot;lunga marcia&quot; brasiliana di ben 30.000 km., paragonabile alla &quot;lunga marcia&quot; di Mao Tze Tung in Cina del 1934-35, anche se i suoi obiettivi rivoluzionari immediati erano falliti perch\u00e9 non era riuscita ad accendere le fiamme della rivoluzione.<\/p>\n<p>\u00c8 pertanto inesatto descrivere l&#8217;Estado N\u00f4vo come una variante del fascismo: il fascismo brasiliano esisteva gi\u00e0, ed era quello dell&#8217;Azione Integralista Brasiliana di Salgado, fondata nel 1932 e capace di attrarre fin dal principio non meno di 200.000 seguaci, ma probabilmente molti di pi\u00f9 (mentre i comunisti non avevano saputo suscitare che poche centinaia di adesioni): cosa che ne fa, contemporaneamente, il pi\u00f9 consistente movimento fascista di tutta l&#8217;America Latina e il primo movimento di massa nella storia del Brasile (cfr. i nostri precedenti lavori: <em>Cristo come Edipo-Sfinge nel pensiero di Plinio Salgado<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 27\/07\/11 e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 31\/12\/17; e <em>Piaccia o no, l&#8217;integralismo di Salgado fu il primo movimento di massa della storia brasiliana<\/em>, pubblicato su due siti citati rispettivamente il 16\/08\/8\/11 e il 12\/12\/17). Che, poi, l&#8217;integralismo sia stato creato da un leader che era, pi\u00f9 che un uomo d&#8217;azione, uno scrittore e un teologo, ma soprattutto un fervente cattolico, \u00e8 cosa che dovrebbe far riflettere gli storici progressisti e soprattutto i cattolici progressisti, abituati, ma a torto, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, e dopo il 1968, a considerare come &quot;naturale&quot; l&#8217;orientamento verso sinistra delle masse, &quot;innaturale&quot;, invece, quello verso destra, che infatti, secondo loro, \u00e8 tipico di piccoli gruppi con scarse radici popolari. Il che, sia detto fra parentesi, li vede ancora oggi, a un secolo di distanza, incapaci di dare una plausibile collocazione o di tentare una interpretazione sociale del fascismo italiano, dato che esso fu la creazione di un uomo dell&#8217;estrema sinistra, quale era Benito Mussolini fra il 1914, quando venne cacciato dal Partito socialista, e il 1919, quando fond\u00f2 i Fasci di combattimento a Milano: una sciarada che li fa letteralmente impazzire e di cui non verranno mai a capo, prigionieri, come sono, di una serie di pregiudizi e di tautologie basati sulla presunta spontaneit\u00e0 e bont\u00e0 originaria dei movimenti di matrice marxista, mentre quelli &quot;reazionari&quot; non sarebbero altro, per loro, che il braccio armato dei proprietari terrieri, degli industriali e dei banchieri. Incapacit\u00e0 sociologica che si traduce anche in una impotenza politica, come le vicende della sinistra italiana ed europea di questi ultimi mesi stanno evidenziando in tutta la loro portata.<\/p>\n<p>Tornando alla dichiarazione di guerra all&#8217;Asse da parte Get\u00falio Vargas, abbiamo intanto rimosso una delle ragioni di stupore da parte di taluni storici, avendo chiarito che l&#8217;Estado N\u00f4vo non era di matrice fascista, semmai, paradossalmente, era un regime apartitico e apolitico; di fatto, esso non aveva, n\u00e9 ebbe mai, una propria base ideologica, ma cerc\u00f2 di coniugare, in maniera pragmatica, il tipico autoritarismo di destra con un certo riformismo di sinistra, che, nel contesto sudamericano, si qualifica essenzialmente come &quot;populismo&quot; (un termine che oggi \u00e8 tornato prepotentemente alla ribalta, nel contesto europeo, perlopi\u00f9 adoperato in senso spregiativo dai commentatori di sinistra per designare i movimenti sovranisti diretti contro l&#8217;Unione europea e contro l&#8217;immigrazione selvaggia). Vargas, dunque, era un pragmatico che non avrebbe mai fatto una scelta di campo, come quella che contrappose il fascismo e il nazismo alle democrazie occidentali, sulla base di fattori ideologici o sentimentali: primo, perch\u00e9 egli stesso non aveva un&#8217;ideologia; e secondo, perch\u00e9 gli interessava solo ritagliare per il proprio Paese il massimo spazio di manovra, profittando dello sconvolgimento degli equilibri politici internazionali provocato dalla Seconda guerra mondiale. Il suo obiettivo era quello di rafforzare l&#8217;indipendenza reale del suo Paese, avviando un processo di modernizzazione e di industrializzazione e creando, in particolare, una siderurgia nazionale, cosa che richiedeva una disponibilit\u00e0 di capitali e di tecnologie che il Brasile era ben lungi dall&#8217;avere, in modo da farlo emergere dalla condizione sub-coloniale in cui versavano tutti i Paesi latinoamericani nei confronti degli Stati Uniti e, in misura minore, della Gran Bretagna (la quale, nel 1914-18, aveva soppiantato la temibile presenza dei capitali tedeschi, per poi venir sopraffatta a sua volta dai capitali nordamericani). \u00c8 piuttosto ridicolo, pertanto, pensare che Vargas avesse degli obblighi di &quot;fedelt\u00e0&quot; nei confronti di Washington, e che li avrebbe violati, se avesse scelto di schierarsi con le potenze dell&#8217;Asse, cosa che viene tuttavia adombrata da taluni studiosi, evidentemente in un&#8217;ottica di pregiudiziale filo-democratica e antifascista (cfr. Franco Ricciu, <em>Il Brasile. La storia<\/em>, in: <em>Il Milione. Enciclopedia di tutti i Paesi del mondo<\/em>, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1970, vol. XI, pp. 721-22).<\/p>\n<p>Ha scritto Sergio De Santis in <em>Il primo Vargas<\/em> (nel volume <em>I protagonisti della Rivoluzione. America latina<\/em>, vol. II, Milano, Compagnia Edizioni Internazionali, 1973, pp. 332-333):<\/p>\n<p><em>Molti elementi sembrano far presagire una intesa con la Germania. Nn si tratta soltanto di affinit\u00e0 politiche ma anche del fatto che in Brasile vivono 5 milioni di cittadini (od oriundi) dei tre Paesi dell&#8217;Asse, che premono perch\u00e9 il Brasile scelga il Nuovo Ordine. A S\u00e3o Paulo, gli italiani sono 4 milioni; i tedeschi nel sud, 800.000; i giapponesi, sparpagliati nelle propriet\u00e0 agricole dell&#8217;interno, 200 mila. Tuttavia, la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. Gi\u00e0 subito dopo il &quot;golpe&quot; del 10 novembre [1937], era corsa la voce che il Brasile stesse per entrare nel Patto anti-Comintern; ma Vargas era subito intervenuto per definire &quot;risibile&quot; la prospettiva. Non solo, ma si era affrettato a placare Osvaldo Aranha (che, alla notizia del &quot;golpe&quot;, gli aveva inviato le dimissioni da ambasciatore a Washington) e lo aveva richiamato in Brasile per dargli il ministeri degli Esteri. Un gesto che, date le notorie simpatie di Aranha per gli Stati Uniti, non poteva che avere un senso: quello di mantenere una porta (e neppure tanto secondaria) in direzione delle &quot;democrazie occidentali&quot;. Ma non \u00e8 tutto. Sin dai primi mesi dell&#8217;Estado N\u00f4vo &#8212; in significativa coincidenza con l&#8217;inacidirsi dei rapporti di Vargas con gli integralisti &#8212; anche le relazioni del BRassile con Germania e Italia si erano guastate. Tra botte e risposte, la situazione era andata sempre pi\u00f9 peggiorando finch\u00e9 &#8212; alla fine del settembre 1938 &#8212; con l&#8217;espulsione dell&#8217;ambasciatore tedesco da Rio i rapporti diplomatici fra i due Pesi erano rimasti congelati. Ma, meno di un anno dopo, un altro colpo di scena: il Terzo Reich aveva colto al balzo la palla di un &quot;ni&quot; opposto dagli Stati Uniti a una richiesta brasiliana di armi, per offrire al regime &quot;fratello&quot; generose forniture belliche. E Vargas, con la consueta spregiudicatezza, non aveva esitato a mettere una pietra sul passato e a riallacciare con Berlino le relazioni pi\u00f9 cordiali. Cos\u00ec lo scoppio della seconda guerra mondiale, nel settembre 1939, aveva colto Vargas e Hitler in pieno idillio. Ma si trattava di un fidanzamento oppure un flirt? Era un giro di valzer o un&#8217;alleanza? Chi poteva dirlo, dopo che per ben due volte nel giro degli ultimi 12 mesi Vargas si era comportato in modo diametralmente opposto rispetto a quello che sarebbe stato logico prevedere? Per quasi un anno di guerra, Vargas tace: ma, quando finalmente si decide ad aprir bocca, l&#8217;indomani dell&#8217;aggressione dell&#8217;Italia contro la Francia, le sue parole sono tutt&#8217;altro che rassicuranti: &quot;L&#8217;era dell&#8217;improvvido liberalismo, della sterile demagogia, dell&#8217;inutile individualismo \u00e8 finita. Tuttavia, non \u00e8, come temono i pessimisti, la fine di una civilt\u00e0, ma la tumultuosa e feconda nascita di una nuova era. Popoli vigorosi, adatta alla sopravvivenza devono seguire le loro aspirazioni, senza perder tempo a contemplare le rovine del passato&#8217;. Il tono, i concetti e lo stile sono inequivocabilmente fascisti. Infatti, nel novembre del 1940 si verifica un incidente che fa temere il peggio. Una nave brasiliana, la &quot;Siqueira Campos&quot;, carica di armi tedesche, viene catturata a Lisbona dalla Marina britannica. L&#8217;incidente provoca crisi isteriche fra i militari brasiliani che propongono immediate rappresaglie: e soltanto la mediazione di Washington riesce a far rientrare il progetto. Nel gennaio del 1941, per\u00f2, l&#8217;incidente su ripete con un&#8217;altra nave brasiliana, la &quot;Bag\u00e9&quot;, che \u00e8 costretta a riscaricare sul molo di Lisbona un consistente lotto di armi pesanti di provenienza Krupp. Questa volta la crisi sembra inevitabile. Invece, poche settimane dopo scopia la bomba. &quot;Sinch\u00e9 io sar\u00f2 al potere&quot; annuncia pubblicamente Vargas&quot; gli Stati Uniti posono contare sulla mia simpatia e sulla mia collaborazione. Io ho una piena fiducia nella buona volont\u00e0 e nelle buone intenzioni del presidente Roosevelt. Pertanto, se un Paese extra-emisferico dovesse dichiarare guerra agli Stai Uniti, noi entreremo in guerra al loro fianco. Se invece fossero gli Stati Uniti a dichiarare la guerra, noi non ci sentiremo obbligati a fare altrettanto, ma forniremo agli Stati Uniti tutto il nostro appoggio&quot;. Che cosa \u00e8 successo? \u00c8 successo che gli Stati Uniti hanno deciso di allentare i cordoni della borsa. Non soltanto armeranno il Brasile assumendosi a proprio carico il 65% della spesa, ma ne finanzieranno anche lo sviluppo industriale.(&#8230;) Evidentemente nella politica internazionale il ricatto rende. 7 dicembre 1914: Pearl Harbor. Gli Stati Uniti entrano in guerra. Entrer\u00e0 anche il Brasile? L&#8217;impegno assunto da Vargas \u00e8 inequivocabile: tuttavia non \u00e8 precisato il &quot;quando&quot;, e su questo punto si apre un acceso dibattito in seno al regime brasiliano. La corrente degli interventisti \u00e8 guidata da Aranha, quella degli attendisti dal generale Dutra. Il ministro della guerra, per\u00f2, non \u00e8 pi\u00f9 filo-fascista, e si vanta ora di essere tanto filo-americano quanto Aranha: quello che lo spinge a frenare gli entusiasmi, dice, \u00e8 soltanto l&#8217;impreparazione del Brasile dal punto di vista militare. Vargas \u00e8 con lui, anche perch\u00e9 gli Stati Uniti non hanno alcuna fretta che il Brasile entri ufficialmente in guerra. A Washington interessa soltanto la rottura delle relazioni diplomatiche e la possibilit\u00e0 di utilizzare il Nord-est brasiliano come pista di decollo per il mastodontico ponte aereo che dovr\u00e0 trasportare in Africa le truppe americane. La rottura delle relazioni diplomatiche del Brasile con la Germania e l&#8217;Italia avviene il 28 gennaio 1942, al termine della Conferenza panamericana di Rio. Il Brasile \u00e8 ancora ufficialmente neutrale; in realt\u00e0, si tratta di uno stato di guerra non dichiarata. I beni dei cittadini tedeschi e italiani vengono confiscati; la Condor \u00e8 nazionalizzata; nel Nord-est cominciano i lavori per la costruzione delle prime piste di decollo. Berlino protesta: Rio non risponde neppure. La reazione tedesca \u00e8 rabbiosa: i sottomarini tedeschi che incrociano l&#8217;Atlantico ricevono l&#8217;ordine di affondare senza piet\u00e0 le navi brasiliane. Il governo di Vargas deve sapere a che cosa andr\u00e0 incontro se si schierer\u00e0 contro il Terzo Reich. Ma \u00e8 un calcolo sbagliato: i siluri tedeschi fanno strage, ma la reazione brasiliana al terrore \u00e8 un irrigidimento progressivo. Fra il 15 e il 17 agosto 1942, vicino alle coste brasiliane vengono affondate 5 navi, con a bordo oltre 600 persone. Adesso, la misura \u00e8 colma: cos\u00ec il 21 agosto 1942 il Brasile entra in guerra<\/em>. <em>Meno di tre mesi dopo, parte per l&#8217;Europa il corpo di spedizione brasiliano: sono 25 mila uomini comandati personalmente da Dutra, che parteciperanno alla campagna d&#8217;Italia, e in particolare alla battaglia di Cassino<\/em>.<\/p>\n<p>Corpo di spedizione che, ricordiamolo, bench\u00e9 sia ancora ricordato con molto orgoglio dal pubblico brasiliano (vedi, ad esempio, la popolarissima telenovela <em>Esperan\u00e7a<\/em>, nota in Italia con il titolo di <em>Terra Nostra 2<\/em>, dello sceneggiatore Benedito Ruy Barbosa, andata in onda nel 2002-03), non diede una prova troppo brillante di s\u00e9, visto che, anche a causa della sua inesperienza bellica, fu coinvolto nella pesante sconfitta inflitta agli Alleati da una inattesa controffensiva italo-tedesca nella valle del Serchio, il 26-28 dicembre 1944, nota come Operazione Wintergewitter, la quale, per un momento, fece tremare di paura le signore della Firenze bene antifascista. A Roosevelt e a Churchill, peraltro, poco importava dell&#8217;intervento attivo del Brasile, quanto della disponibilit\u00e0 degli aeroporti del Nord-est, senza la quale lo sbarco americano nei porti del Nord Africa francese (operazione Torch, 8-16 novembre 1942) non sarebbe stato possibile, essendo l&#8217;Atlantico settentrionale troppo battuto dai sommergibili dell&#8217;Asse; e, in secondo luogo, interessava la piena disponibilit\u00e0 delle materie prime brasiliane per lo sforzo bellico alleato.<\/p>\n<p>Vargas, dunque, fra il 1939 e il 1942, si tenne in bilico fra i due schieramenti, semplicemente in attesa di vedere quale piega avrebbero preso gli avvenimenti sul piano politico-militare, e ben deciso a mercanteggiare con entrambi, per strappare il miglior prezzo a favore del suo Paese. In questo gioco diplomatico egli diede prova di una indubbia abilit\u00e0, perch\u00e9 ottenne dagli Stati Uniti una serie di concessioni e di agevolazioni, sul piano economico, che contrastano fortemente con le dure condizioni imposte alla produzione e al commercio di tutti gli altri Paesi dell&#8217;America Latina, costretti a fornire sottocosto agli Alleati le loro materie prime, come lo stagno della Bolivia. Al tempo stesso, Vargas non si rese conto, o non valut\u00f2 in tutta la loro portata, le implicazioni politiche interne della dichiarazione di guerra alle potenze dell&#8217;Asse: le forze democratiche del Brasile misero subito in evidenza la contraddizione esistente fra una partecipazione alla guerra contro il nazismo e il fascismo, quando il Brasile stesso era sottoposto ad un regime politico decisamente autoritario e illiberale. In tale contraddizione erano gi\u00e0 insiti gli elementi per un rapido deterioramento della base politica di Vargas, il quale, sotto la pressione dell&#8217;opinione pubblica, dovette reintrodurre il sistema partitico (compreso il Partito comunista) e indire nuove elezioni. Ma i militari conservatori si mossero prima e il 29 ottobre 1945 lo deposero. Ironia della sorte: il capo del <em>golpe<\/em> che pose fine alla prima fase del regime di Get\u00falio Vargas (ce ne fu poi una seconda, un po&#8217; come accade a Juan Domingo Per\u00f3n in Argentina, dal 1951 al 1954) era proprio quel generale Dutra che era stato a lungo suo &quot;fedele&quot; collaboratore e che egli stesso aveva designato quale suo candidato alle prossime elezioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 22 agosto 1942, dopo tre anni d&#8217;indugi e tentennamenti, il dittatore brasiliano Get\u00falio Vargas salt\u00f2 il fosso e dichiar\u00f2 guerra alle potenze dell&#8217;Asse, cedendo alle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[102,252],"class_list":["post-27803","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-benito-mussolini","tag-socialismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27803","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27803"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27803\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}