{"id":27802,"date":"2018-03-31T08:40:00","date_gmt":"2018-03-31T08:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/31\/perche-gesu-simmola-nelleucaristia\/"},"modified":"2018-03-31T08:40:00","modified_gmt":"2018-03-31T08:40:00","slug":"perche-gesu-simmola-nelleucaristia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/31\/perche-gesu-simmola-nelleucaristia\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Ges\u00f9 s&#8217;immola nell&#8217;Eucaristia?"},"content":{"rendered":"<p><em>Offrire le proprie sofferenze a Dio \u00e8 bestemmia<\/em>: parola di teologo, per la precisione di Alberto Maggi. E non \u00e8 solo teologo e biblista, Alberto Maggi; \u00e8 anche un sacerdote: \u00e8 un servo di Maria, come il poeta David Maria Turoldo. S\u00ec, avete capito bene, non \u00e8 uno scherzo e del resto, su queste cose e di questi tempi, non abbiamo alcuna voglia di scherzare: <em>Offrire le proprie sofferenze a Dio \u00e8 bestemmia.<\/em> Si vede che avevano voglia di scherzare tutti quei sacerdoti e quei teologi i quali, per millenovecento anni, hanno insegnato e ripetuto che offrire le proprie sofferenze a Dio \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella che un&#8217;anima cristiana possa fare; \u00e8 il segreto per vincere la sofferenza e per realizzare l&#8217;unione con Cristo; \u00e8 il vertice della vita mistica del cristiano<em>.<\/em> Chi ha pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni, sa che questi erano gli insegnamenti del clero, queste erano le posizioni dei teologi cattolici; e ora siamo arrivati al punto che, se non avessimo pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni, potremo anche pensare di esserci sognati tutto quanto. Oppure, ripetiamo, potremmo e dovremmo pensare che quei teologi e quei sacerdoti erano in vena di scherzi: scherzi di pessimo gusto, vere e proprie blasfemie, dato che ci hanno insegnato delle bestemmie, facendoci per\u00f2 credere che erano cose sublimi, offerte d&#8217;amore al nostro Signore e Redentore. Perci\u00f2, delle due, l&#8217;una: o vaneggiavano e scherzavano in maniera blasfema i preti, i vescovi, i papi degli ultimi millenovecento anni; oppure vaneggiano e scherzano in maniera blasfema certi preti e certi teologi dei nostri giorni, quelli della &quot;nuova&quot; chiesa di papa Francesco, e lui prima di tutti gli altri. Lui che dice che l&#8217;inferno non esiste, che il Giudizio non ci sar\u00e0 e che le anime dei malvagi saranno annichilite, cesseranno di esistere, dato che non esiste un luogo come l&#8217;inferno, tanto meno eterno.<\/p>\n<p>E non basta. Maggi afferma anche (vedi l&#8217;intervista del 28 dicembre 2015 pubblicata sul sito <em>La Civetta<\/em>): <em>Avere inventato il peccato e Satana, come responsabili del male, \u00e8 stata una trovata deleteria (&#8230;): Il Dio di Ges\u00f9 non castiga. Il peccato \u00e8 una diminuzione dell&#8217;uomo, non offende Dio. (&#8230;) Il paradiso terrestre descritto nella Genesi non c&#8217;\u00e8 mai stato, \u00e8 da costruire.<\/em> Certo che non si finisce mai d&#8217;imparare. Un cattolico battezzato arriva a una certa et\u00e0 e scopre di non sapere niente, di non aver mai capito niente; peggio ancora, scopre che quel che credeva di sapere erano tutte balle, fantasticherie o addirittura mascalzonate, inventate da qualche mascalzone per qualche ignobile fine occulto. Be&#8217;, meno male che ora sono arrivati i Maggi, e i Bianchi, e i Kasper, e magari i Mancuso, a rischiarare le tenebre fitte della nostra ignoranza, della nostra superstizione, della nostra idolatria. Meglio tardi che mai, come si dice. E cos\u00ec apprendiamo che il peccato non \u00e8 per niente una offesa fatta a Dio, come ci ha sempre insegnato la Chiesa, fin dal <em>Catechismo dei fanciulli<\/em>; che non solo il peccato \u00e8 una &quot;invenzione&quot;, ma lo \u00e8 anche il diavolo &#8212; d&#8217;accordo, in questo, col generale dei gesuiti, Sosa Abascal; che si \u00e8 trattato di due &quot;trovate&quot;, per giunta &quot;deleterie&quot;, non di verit\u00e0 di fede, non di dogmi della dottrina cattolica; che l&#8217;uomo, se pecca (ma non si era detto che il peccato non esiste?) diminuisce se stesso, \u00e8 una cosa che riguarda lui, \u00e8 una offesa che fa solo a se stesso; che il paradiso terrestre non \u00e8 mai esistito, quindi anche il racconto della creazione di Adamo ed Eva, e quello del Peccato originale, evidentemente sono delle &quot;invenzioni&quot;, delle &quot;trovate&quot;, qualcosa di totalmente falso e immaginato dall&#8217;uomo; e che, semmai, il paradiso terrestre lo dobbiamo costruire noi, \u00e8 compito nostro. Questa \u00e8 la nostra autentica missione: costruire il nostro paradiso, qui e ora; altro che Regno dei Cieli. Si vede che anche quella volta, davanti a Pilato, e in procinto di essere crocifisso, Ges\u00f9 Cristo non parlava troppo sul serio, allorch\u00e9 diceva: <em>Il mio Regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>. Si vede che aveva voglia di scherzare pure lui. Il paradiso terrestre? Una favola. Il Regno di Dio? Un compito nostro.<\/p>\n<p>Per convincerci di non aver sognato nel corso di tutti questi anni, tiriamo gi\u00f9 dallo scaffale uno dei tanti libri di ascetica cattolica, di quelli che si stampavano prima del Concilio &#8212; roba da archeologia, si capisce, secondo i cattolici progressisti e neomodernisti &#8211; per esempio <em>L&#8217;Eucaristia intima<\/em> di Charles Sauv\u00e9 (1848-1925), sacerdote dedella diocesi di Angers, entrato nella Compagnia di San Sulpizio e professore di filosofia presso il seminario di Digione, per quasi trent&#8217;anni, dal 1875 al 1903 (tradizione di G. S. Nivoli, Milano, Societ\u00e0 Editrice &quot;Vita e Pensiero&quot;, 1944, pp. 223-229):<\/p>\n<p><em>&quot;Se qualcheduno dice che nella Messa non viene offerto un sacrificio vero e propriamente detto, sia anatema&quot;. Conc. Trid., Can. De Sacrificio Missae, I, Denzinger, B, n. 948.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tutte le buone opere riunite non equivalgono al santo sacrificio della Messa, perch\u00e9 sono opere degli uomini, e la Messa \u00e8 opera di Dio. Il martirio non \u00e8 nulla al confronto: esso \u00e8 il sacrificio che l&#8217;uomo fa a Dio della sua vita, la Messa invece \u00e8 il sacrifico che Dio fa all&#8217;uomo del suo Corpo e del suo Sangue&quot;. Vianney, &quot;Pens\u00e9es choises&quot;, pp. 52-53.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 anzitutto per rendere gloria a Dio che noi ci comunichiamo. Oseremo noi parlare in tal modo se l&#8217;insegnamento cattolico non vi ci obbligasse? Un famoso decreto infatti ci dice: &quot;Non \u00e8 principalmente perch\u00e9 il Signore sia onorato e venerato&quot; che noi ci accostiamo al Santo Sacramento (Denzinger, B, n. 1981).<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia qual gloria possiamo noi rendere a Dio con la Comunione! Non \u00e8 forse cosa commovente e sublime in sommo grado che, durante un certo tempo, noi possediamo veramente, realmente, sostanzialmente, in noi, Ges\u00f9, Figliuolo di Dio, Verbo fatto uomo e Redentore adorante e pregante?<\/em><\/p>\n<p><em>Un&#8217;anima umana, ch del resto si vede cos\u00ec povera, cos\u00ec spregevole, forse cos\u00ec miserabile almeno nella sua vita passata, divenuta per un&#8217;ora grande e ricca come il cielo, serbando in s\u00e9 per via della manducazione il Figliuolo eterno, consustanziale al Padre, Ges\u00f9 che adora con essa, prega con essa, rende grazie con essa!&#8230; [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Voi avete l\u00ec un Dio che sta al cospetto del Padre suo, lo adora, lo ringrazia, non solo con parole intime o con parole eterne infinitamente pi\u00f9 sante di tutte le parole delle creature, ma con l&#8217;atto pi\u00f9 eloquente che pot\u00e9 concepire il Verbo: quest&#8217;atto \u00e8 il Sacrificio. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Un Dio che adora e prega: che cosa di meglio avrebbero potuto concepire i nostri sogni pi\u00f9 perfetti della lode divina; e che cosa pu\u00f2 desiderare di pi\u00f9 l&#8217;Infinito stesso? E tuttavia, direi, vi \u00e8 qualcosa di molto meglio ancora: ecco un Dio che adora oggi stesso, in questo momento stesso: CON L&#8217;IMMOLAZIONE; che prega, che ringrazia, che grida misericordia: e CON UN SACRIFICIO presente, con l&#8217;effusione MISTICA del suo sangue, con la MISTICA immolazione del suo Corpo. Direte voi che siffatta effusione ed immolazione non sono dolorosi? Certamente non lo sono, n\u00e9 potrebbero esserlo. Eppure \u00e8 di fede che costituiscono un vero sacrificio. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Si pu\u00f2 dire che se il sacrificio, a differenza del Sacramento dell&#8217;Eucarestia \u00e8 offerto principalmente per la gloria di Dio, non \u00e8 meno magnificamente orientato verso il nostro bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi non riflettiamo abbastanza a una legge infinitamente bella e commovente che Dio nel suo amore per noi vuole seguire costantemente, ed \u00e8 il collocare la sua gloria nel nostro bene, nella nostra felicit\u00e0. Noi dovremmo gode di richiamarci spesso al pensiero questa legge. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nel seno di questi mondi immensi, o Dio infinitamente buono, il vostro amore ha costituito &#8212; come un sole adorabile &#8212; l&#8217;Incarnazione. Con questo mistero voi ci date infinitamente di pi\u00f9 che le creature e il loro insieme armonico, che chiamiamo mondo: voi date voi stesso che siete il Bene eterno. Cosicch\u00e9 l&#8217;Incarnazione vi corona, non pi\u00f9 soltanto duna splendida gloria, ma d&#8217;una gloria infinita. Ma voi volete che questa gloria infinita coincida colla nostra felicit\u00e0. Volete che godiamo di questo mistero sulla terra e in cielo per il nostro immenso bene e la nostra eterna e ineffabile beatitudine. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 ciascuna messa \u00e8 il sacrificio d&#8217;un Dio, essa dunque, nel rapido istante della Consacrazione vi rende, o Padre, una lode e vi d\u00e0 una gloria infinitamente pi\u00f9 grande che non potrebbero fare tutti i mondi con omaggi eterni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma, mentre raccogliete voi stesso questa gloria, volete che noi godiamo di questo beneficio infinitamente prezioso. Anzi, qui voi collocate la vostra gloria in ci\u00f2 che questo sacrificio sia nostro, sia offerto in mezzo a noi, a nostro nome, e da noi. La vostra gloria infinita e il nostro bene immenso s&#8217;incontrano nell&#8217;Ostia, se noi vogliamo.<\/em><\/p>\n<p><em>Per glorificarvi, o gran Dio, l&#8217;Ostia si fa a nostro riguardo e a riguardo della nostra patria, la fonte di beni innumerevoli ed eterni.<\/em><\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio cos\u00ec: abbiamo capito bene? Il sacrificio della Messa \u00e8 una offerta a Dio ed \u00e8, al tempo stesso, un atto mediante il quale si realizza il nostro bene: un atto mediante il quale Dio Incarnato, Ges\u00f9 eucaristico, realizza pienamente il nostro bene. E non \u00e8 nemmeno un sacrificio che noi <em>facciamo<\/em>, perch\u00e9 non siano noi a sacrificare noi stessi, ma un sacrificio che noi <em>offriamo<\/em>, come si offre qualche cosa che si ha ricevuto; perch\u00e9 a farlo \u00e8 Ges\u00f9, la seconda Persona della Santissima Trinit\u00e0: \u00e8 il sacrificio di se stesso sulla croce, e lo fa nei confronti del Padre celeste. E allora che senso ha dire, come dice il teologo Maggi, che Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 morto per rimettere i nostri peccati? Gli uomini non avevano bisogno di una tale remissione? E se Ges\u00f9 non si fosse sacrificato sulla croce, noi avremmo avuto ugualmente il dono della santa Eucaristia? Evidentemente, no. <em>Questo<\/em> lo ha considerato, il teologo Maggi? Ha considerato che, scrivendo e dicendo quelle cose, egli attacca due punti centrali della fede cattolica: la necessit\u00e0 della Redenzione e il valore salvifico della santa Messa? E il santo curato d&#8217;Ars, Jean-Marie Vianney, stava forse vaneggiando, oppure scherzava, allorch\u00e9 diceva che <em>tutte le buone opere riunite non equivalgono al santo sacrificio della Messa<\/em>? Perch\u00e9 la Messa \u00e8, essenzialmente e principalmente, il rinnovarsi del sacrificio di Cristo: non la memoria della Cena, come per i protestanti, ma il rinnovarsi del mistero del Corpo e del Sangue di Ges\u00f9 Cristo che si fanno cibo e bevanda di vita eterna per noi, mediante il sacrificio di s\u00e9 che Egli volontariamente assume. E se \u00e8 un sacrificio assolutamente volontario, allora ne consegue che le trame dei sacerdoti di Gerusalemme e i loro calcoli economici possono aver contribuito a far s\u00ec che Ges\u00f9 venisse arrestato, processato, condannato e giustiziato come un malfattore: ma la sua volont\u00e0 era comunque quella di fare la volont\u00e0 del Padre, sino in fondo, e la volont\u00e0 del Padre era che il suo Figlio offrisse la propria vita per amore degli uomini e per riscattare i loro peccati. <em>Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici<\/em> (G<em>iov<\/em>., 15, 13), dice Ges\u00f9 agli apostoli, durante l&#8217;Ultima Cena: lo dice, cio\u00e8, prima dell&#8217;arresto e della Passione. Ci\u00f2 conferma che il suo sacrificio \u00e8 stato perfettamente volontario: non sono stati i Giudei a volerlo, se non come agenti materiali; \u00e8 stato Lui a volerlo, per amor nostro e per il riscatto dell&#8217;umanit\u00e0 peccatrice. Come aveva Egli stesso profetizzato in tante parabole, come quella, estremamente chiara, dei vignaioli omicidi, i quali, dopo aver ucciso i servi del padrone, che questi ha mandato loro, alla fine uccidono anche il suo figlio.<\/p>\n<p>Il minimo che si possa dire di questi teologi e di questi sacerdoti, i quali, incessantemente, ormai ogni giorno, seminano confusione, turbamento, dolore nell&#8217;anima dei fedeli, dicendo e facendo, con la massima tranquillit\u00e0 e disinvoltura, cose che fanno a pugni con quasi duemila anni di Magistero, \u00e8 che, se sono in buona fede, non possiedono n\u00e9 un briciolo di umilt\u00e0 nei confronti della Sposa di Cristo, custode del veritiero Deposito della fede, n\u00e9 un briciolo di delicatezza e di carit\u00e0 cristiana nei confronti dei fedeli, rispetto ai quali non si fanno alcuno scrupolo a sconvolgere la loro vita interiore: la quale, sino a prova contraria, per qualsiasi cristiano ha, o dovrebbe avere, il carattere di un mistero sacro. \u00c8 come se essi qualificassero d&#8217;ignoranti e zoticoni tutti i cristiani delle passate generazioni, compresi i pi\u00f9 grandi filosofi e teologi, compresi i santi e i martiri che in quelle verit\u00e0 hanno creduto, e per le quali hanno offerto la vita; e, nello stesso tempo, non esitano a entrare con i piedi calzati di scarponi chiodati, con le suole di ferro, nel terreno sensibilissimo delle anime altrui. Noi non li giudichiamo oltre; Dio, che \u00e8 giusto giudice, li ricompenser\u00e0 secondo le loro opere. A noi non interessa entrare in polemica con alcuno, bens\u00ec ci stanno a cuore la pace delle anime e la difesa della Verit\u00e0. E poich\u00e9 vediamo le anime sempre pi\u00f9 turbate intorno a noi, e la Verit\u00e0 di Cristo sempre pi\u00f9 gravemente minacciata, proprio da parte di coloro i quali dovrebbero difenderla, perch\u00e9 tale \u00e8 la missione a cui si erano votati, non possiamo tacere, n\u00e9 restare a guardare. <em>Non \u00e8 infatti per me un vanto predicare il Vangelo<\/em>, scrive san Paolo; <em>\u00e8 un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo<\/em>. <em>Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, \u00e8 un incarico che mi \u00e8 stato affidato<\/em> (<em>1 Cor<\/em> 9, 16-17). Crediamo che ogni cristiano debba fare cos\u00ec: perch\u00e9 ciascuno ha ricevuto da Ges\u00f9 l&#8217;incarico di predicare e difendere il Vangelo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Offrire le proprie sofferenze a Dio \u00e8 bestemmia: parola di teologo, per la precisione di Alberto Maggi. 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