{"id":27801,"date":"2017-03-28T02:12:00","date_gmt":"2017-03-28T02:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/28\/perche-gesu-imponeva-il-silenzio-riguardo-a-se\/"},"modified":"2017-03-28T02:12:00","modified_gmt":"2017-03-28T02:12:00","slug":"perche-gesu-imponeva-il-silenzio-riguardo-a-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/28\/perche-gesu-imponeva-il-silenzio-riguardo-a-se\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Ges\u00f9 imponeva il silenzio riguardo a S\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p>Una costante della vita pubblica di Ges\u00f9 &#8211; che \u00e8 stata, al tempo stesso, vita di adorazione ardente e instancabile del Padre celeste &#8212; \u00e8 l&#8217;imposizione del silenzio ai discepoli, ai lebbrosi risanati, ai paralitici guariti, e, addirittura, anche ai demoni che scacciava dai posseduti, nel corso degli esorcismi: il silenzio sia su di S\u00e9, sia sulle sue opere. Eppure, Ges\u00f9 \u00e8 venuto nel mondo per farsi riconoscere, per manifestare le opere di Dio: come si spiega questa apparente contraddizione? Come si deve interpretare la sua consegna di tacere?<\/p>\n<p>In primo luogo, bisogna notare che il silenzio imposto da Ges\u00f9 ai suoi contemporanei non \u00e8 di natura uniforme: varia a seconda delle persone e delle situazioni. E Lui stesso che, a un certo punto, esclama: <em>Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre<\/em>, riferendosi proprio alla richiesta di alcuni farisei, di rimproverare i suoi discepoli, che lo acclamavano come il Messia d&#8217;Israele (<em>Vangelo di<\/em> <em>Luca<\/em>, 19, 40).<\/p>\n<p>Possiamo suddividere in tre categorie coloro ai quali Ges\u00f9 imponeva di fare silenzio sulla sua vera natura, sulla sua reale identit\u00e0 di Figlio di Dio, e Dio Lui stesso: i demoni scacciati durante gli esorcismi, i malati e gl&#8217;indemoniati che ricorrevano a Lui per essere risanati o liberati, e infine i suoi discepoli. Ai primi Ges\u00f9 ordinava di tacere, probabilmente, perch\u00e9 non voleva che l&#8217;annuncio della sua natura divina venisse fatto per mezzo loro: ci\u00f2 avrebbe tolto ogni credibilit\u00e0 e ogni autorevolezza alla sua figura e alla sua missione, anzi, avrebbe addirittura gettato una luce ambigua e sinistra su di esse; n\u00e9 mancavano i farisei e gli scribi che lo accusavano di avere un demonio lui stesso, e di cacciare gli spiriti immondi proprio in virt\u00f9 dei suoi poteri infernali (cfr. <em>Luca<\/em>, 11, 15; <em>Matteo<\/em>, 12, 24; <em>Marco<\/em>, 3, 30), provenienti da Beelzebul, il principe dei demoni. Ai secondi, cio\u00e8 ai malati e agl&#8217;indemoniati guariti, Ges\u00f9 ordinava di tacere le sue opere prodigiose perch\u00e9 non voleva che la folla lo acclamasse prima del tempo, cio\u00e8 senza aver compreso affatto la vera natura della sua opera messianica; inoltre, perch\u00e9 temeva di essere scambiato per un semplice taumaturgo, o per uno dei tanti predicatori itineranti, a scapito della parte pi\u00f9 importante della sua missione: l&#8217;annuncio del Regno di Dio, in un senso eminentemente spirituale ed etico, e non certo politico, come avrebbero voluto gli zeloti. Infine ai discepoli Ges\u00f9 ordinava di non divulgare la sua natura divina, anche dopo la professione di fede di san Pietro a Cesarea: <em>Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente<\/em> (Matteo, 16, 16): <em>allora ordin\u00f2 ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo<\/em> (idem, 20), operando cos\u00ec una selezione fra i discepoli, che aveva messo a parte del suo segreto, e tutti gli altri, ai quali rivel\u00f2 la sua natura divina solo alla fine: davanti al Sinedrio che lo stava giudicando, e davanti a Pilato che l&#8217;interrogava. Anche nell&#8217;ingresso trionfale a Gerusalemme, a cavallo d&#8217;una mula, come annunciato dal profeta Zaccaria (9, 9), egli si present\u00f2 nelle vesti del Messia tanto atteso: ma si era ormai, appunto, nella imminenza della Passione.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una riflessione di Carlo De Ambrogio, fondatore del movimento Giovent\u00f9 Ardente Mariana (Arsiero, Vicenza, 5 marzo 1921-Torino, 7 novembre 1979), auto della traduzione dal greco del <em>Vangelo di Marco<\/em> (Rosta, Torino, Centro <em>Mater Divinae Gratia<\/em>e, 1967, pp. 112-115):<\/p>\n<p><em>A Cesarea di Filippo, Pietro esce in una netta ed esplicita dichiarazione: Ges\u00f9 \u00e8 il Messia. Prima di questa scena, Ges\u00f9 aveva imposto silenzio ai demoni in ci\u00f2 che riguardava l&#8217;identit\u00e0 della sua persona. Anche ai malati da lui guariti aveva imposto un identico silenzio sui suoi atti prodigiosi. Dopo Cesarea, Ges\u00f9 riserva ai discepoli un&#8217;ulteriore rivelazione che nasconde invece alle folle. Ecco una triplice serie di fatti.<\/em><\/p>\n<p><em>1. Durante la guarigione dell&#8217;indemoniato di Cafarnao (primo miracolo raccontato da Matteo), lo spirito impuro vocifera: &quot;Che vuoi tu da noi, Ges\u00f9 di Nazaret? Sei tu venuto per rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!&quot;. Ma Ges\u00f9 lo minacci\u00f2: &quot;Taci gli disse &#8211; ed esci da costui&quot;. In un condensato sull&#8217;attivit\u00e0 di Ges\u00f9 a Cafarnao, Marco riferisce che, venuta la sera, gli portarono davanti malati e indemoniati; il Maestro li guariva, &quot;ma proibiva ai demoni di parlare perch\u00e9 essi sapevano chi egli fosse&quot;. In un altro commento, in cui viene riassunta l&#8217;attivit\u00e0 di Ges\u00f9 in Galilea, Marco annota: &quot;E gli spiriti immondi, vedendolo, cadevamo ai suoi piedi gridando: &#8216;Tu sei il Figlio di Dio&#8217;. Ma egli intimava loro con forza di non farlo conoscere&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;indemoniato di Gerasa possiede anche lui una conoscenza sull&#8217;identit\u00e0 di Ges\u00f9: &quot;Vedendo Ges\u00f9 da lontano, corse a prostrarglisi innanzi e grid\u00f2 forte: &#8216;Che vuoi tu da me, Ges\u00f9, Figlio di Dio Altissimo? Ti scongiuro, per Dio, di non tormentarmi&#8217;. Ges\u00f9 infatti gli diceva: &#8216;Esci, spirito immondo, da quest&#8217;uomo&#8217;. In questo caso per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 imposizione di silenzio.<\/em><\/p>\n<p><em>2. L&#8217;imposizione del silenzio ai malati guariti \u00e8 di tutt&#8217;altro genere. Nella guarigione del lebbroso Ges\u00f9 sgrida il miracolato e lo allontana subito dicendogli: &quot;Bada di non dire nulla ad alcuno&quot;. Prima Marco aveva scritto: &quot;Mosso da compassione, Ges\u00f9 stese lamano, lo tocc\u00f2 e gli disse: &#8216;Lo voglio, sii guarito&#8217;.&quot; Compiuto il miracolo, Ges\u00f9 entra in collera e caccia via il lebbroso guarito. Questa collera e questa azione fanno tutt&#8217;uno con il comando: &quot;Bada di non dire nulla ad alcuno&quot;. Il lebbroso disobbedisce: &quot;Appena andato via si mise a propagandare ad alta voce e a divulgare la notizia tanto che Ges\u00f9 non poteva pi\u00f9 entrare apertamente in una citt\u00e0, ma doveva tenersi fuori, nei luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte&quot;. Cos\u00ec l&#8217;ordine del silenzio va di pari passo con una manifestazione di prodigio; cio\u00e8 viene impartito da Ges\u00f9 dopo una sua rivelazione di forza taumaturgica.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella guarigione del sordomuto, stesso procedimento. L&#8217;ordine di tacere viene dato ai testimoni del miracolo, che disobbediscono. &quot;Ges\u00f9 ordin\u00f2 che non lo dicesse road alcuno, ma quanto pi\u00f9 glielo comandava, tanto pi\u00f9 lo divulgavano. E al colmo dell&#8217;ammirazione dicevano: &quot;Ha fatto stupendamente ogni cosa. Fa udire i sordi e fa parlare i muti&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>In altri casi, c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;ordine di fare silenzio: risuscitata la figlia di Giairo, Ges\u00f9 raccomanda vivamente al padre, alla madre e a quelli che lo accompagnavamo, cio\u00e8 a Pietro, Giacomo e Giovanni, che nessuno lo venga a sapere; dopo la guarigione del cieco a Betsaida, Ges\u00f9 lo lascia andare dicendogli: &quot;Non dirlo neppure nel paese&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>3. Il silenzio imposto ai discepoli \u00e8 di tutt&#8217;altra natura e portata. Fa parte dell&#8217;insegnamento speciale che \u00e8 loro riservato; il mistero vien loro spiegato in maniera particolare; l&#8217;insegnamento per mezzo delle parabole vien reso loro intelligibile: &quot;A voi \u00e8 stato dato il mistero del Regno di Dio&quot;. La vera natura del messianismo di Ges\u00f9 che deve soffrire, morire e risorgere vien loro inculcato per tre volte (8, 31-32; 9, 30-32; 10, 33-34). Ma il silenzio sulla Trasfigurazione \u00e8 imposto a Pietro, Giacomo e Giovanni &quot;finch\u00e9 il Figlio dell&#8217;uomo non sia risuscitato dai morti&quot;. Cos\u00ec pure, dopo la professione di fede a Cesarea Ges\u00f9 &quot;intim\u00f2 loro severamente di non parlare ad alcuno di lui&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;imposizione del silenzio da parte di Ges\u00f9 ha una contropartita: Ges\u00f9 si rivela pubblicamente e manifestamente come Messia. Assumendo per s\u00e9 il titolo di Figlio dell&#8217;uomo Ges\u00f9 rivendica a s\u00e9 il potere di perdonare i peccati, di essere il padrone del sabato. All&#8217;uscita da Gerico, il cieco Bartimeo proclama Ges\u00f9 &quot;figlio di Davide&quot;; dopo la parabola dei vignaioli omicidi, gli avversari di Ges\u00f9 capiscono perfettamente che \u00e8 per loro che Ges\u00f9 ha parlato sull&#8217;erede messo a morte. Soprattutto nell&#8217;entrata trionfale di Ges\u00f9 a Gerusalemme e davanti al Sinedrio Ges\u00f9 rivela pubblicamente il suo carattere messianico.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E voi vedrete il Figlio dell&#8217;uomo sedere alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo&quot;. Il titolo &quot;Figlio dell&#8217;uomo&quot; con quel &#8216;quid&#8217; di enigmatico che racchiude, invita a penetrare il mistero di Dio. Il segreto sar\u00e0 svelato nella risurrezione e nell&#8217;esaltazione di Ges\u00f9. I poteri prodigiosi di Ges\u00f9 sulle malattie e sugli spiriti impuri obbligano la fola a riconoscere che il Maestro predica una dottrina nuova, impartita con un&#8217;autorit\u00e0 mai prima di allora uguagliata. I discepoli si domandano meravigliati sismi: &quot;Ma chi \u00e8 costui a cui perfino il vento e il mare obbediscono?&quot;. Ges\u00f9 invita il Geraseno liberato dal demonio ad annunziare ai suoi ci\u00f2 che il Signore ha fatto per lui nella sua misericordia. Dopo la guarigione del sordomuto la folla, al colmo dell&#8217;ammirazione, esclama: &quot;Ha fatto bene tutte le cose: fa udire i sordi e fa parlare i muti&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9, dunque, era perfettamente consapevole che perfino i suoi discepoli pi\u00f9 fidati, dopo un lungo periodo di vita insieme, non erano ancora in grado di capire sino in fondo il senso della sua missione e la sua stessa natura: avevano capito e proclamato, s\u00ec, che egli era il Messia, ma che cosa intendevano per Messia? Erano riusciti, almeno loro, a distaccarsi dalla visone tradizionale del Messia d&#8217;Israele, quella di un restauratore trionfante della potenza politica, oltre che religiosa, del regno di Davide e Salomone? No, non c&#8217;erano riusciti: tanto \u00e8 vero che, al momento dell&#8217;arresto di Ges\u00f9, si scandalizzarono e lo abbandonarono: non prima che san Pietro, e probabilmente anche qualche altro, avessero cercato di difenderlo con le spade in mano, appunto come se il suo Regno fosse di questo mondo, e andasse difeso come si difendono i re ed i regni umani. Tutto questo il Maestro lo sapeva: aveva soppesato la loro fede, le loro possibilit\u00e0 di comprensione, e aveva concluso che essi, fino all&#8217;ultimo, cio\u00e8 fino alla Cena pasquale dell&#8217;addio, poco avevano capito, e che solo con l&#8217;aiuto dello Spirito Santo, dopo la sua morte e resurrezione, le cose sarebbero finalmente state chiare per essi. L&#8217;evangelista riferisce questo fatto con molta precisione (<em>Giovanni<\/em>, 16, 12-15): <em>Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando per\u00f2 verr\u00e0 lo Spirito di verit\u00e0, egli vi guider\u00e0 alla verit\u00e0 tutta intera, perch\u00e9 non parler\u00e0 da s\u00e9, ma dir\u00e0 tutto ci\u00f2 che avr\u00e0 udito e annunzier\u00e0 le cose future. Egli mi glorificher\u00e0, perch\u00e9 prender\u00e0 del mio e ve l&#8217;annunzier\u00e0. Tutto quello che il Padre possiede \u00e8 mio; per questo ho detto che pender\u00e0 del mio e ve l&#8217;annunzier\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Leggere il <em>Nuovo Testamento<\/em> in pantofole, tranquilli, seduti sulla poltrona, senza tener conto della concreta situazione psicologica e spirituale in cui si trovavano i contemporanei di Ges\u00f9 Cristo, a cominciare dagli apostoli, nei suoi confronti, rischia di essere terribilmente fuorviante; rischia di farci dimenticare l&#8217;immensa difficolt\u00e0 che essi avevano di riconoscere in Ges\u00f9 una creatura umana e divina al tempo stesso. \u00c8 per questo che Lui per primo cercava d&#8217;impedire che una simile voce si spargesse indiscriminatamente fra il popolo: voleva, per intanto, preparare i suoi discepoli; dagli altri, per esempio dai paralitici, i ciechi, i muti, i lebbrosi e gli ossessi che gli si presentavano, o che gli venivano condotti, affinch\u00e9 lui li guarisse, si accontentava di condurli a un atteggiamento di fede piena e incondizionata nella bont\u00e0 e nella potenza del Padre celeste. E dire che esisteva una grandissima difficolt\u00e0 nel riconoscere la natura divina di Ges\u00f9 non equivale a &quot;giustificare&quot; gli scribi e i farisei che lo vollero morto ad ogni costo, bens\u00ec a calarsi nella situazione e, nello stesso tempo, a ricordare che la fede del cristiano \u00e8 la fede nell&#8217;invisibile. <em>Beati quelli che crederanno senza aver visto<\/em>, dice Ges\u00f9 a san Tommaso, in seguito alla resurrezione, dopo avergli fatto mettere il dito nelle sue piaghe. Per gli apostoli, poi, c&#8217;era anche la tensione dovuta alla consapevolezza che Ges\u00f9, dopo aver lanciato il guanto della sfida all&#8217;ipocrisia dei farisei, stava andando dritto verso il martirio: <em>Andiamo a morire con Lui!<\/em> (<em>Gv<\/em>. 11, 16) esclam\u00f2 lo stesso Tommaso, allorch\u00e9 Ges\u00f9 decise di salire a Gerusalemme per festeggiare la Pasqua e immolare se stesso come un nuovo, sublime olocausto pasquale, per la redenzione di tutti gli uomini. Ma che Ges\u00f9 volesse immolarsi, questo non potevano capirlo, tanto meno accettarlo: si veda la sdegnata reazione di san Pietro all&#8217;annuncio, ormai esplicito, di Ges\u00f9, che avrebbe dovuto andare a Gerusalemme, soffrire molto per mano degli uomini, venire ucciso e poi risorgere il terzo giorno: Dio te ne scampi, Signore, questo non ti accadr\u00e0 mai! (<em>M<\/em>t., 16, 22); e l&#8217;ancor pi\u00f9 sdegnata reazione di Ges\u00f9 verso lui: <em>Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perch\u00e9 non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!<\/em> (id., 23).<\/p>\n<p>In conclusione, riconoscere la messianicit\u00e0 di Ges\u00f9, e, soprattutto, la sua natura divina, era assai difficile secondo il pensare umano, mentre diveniva, e diviene, possibile, se ci si affida alla grazia di Dio, che scioglie il cuore e la mente alla comprensione delle verit\u00e0 soprannaturali. Questo \u00e8 ci\u00f2 che si chiede a un cristiano. Per circa duemila anni, tale \u00e8 stata la fede dei cristiani: una cosa possibile, non contro la ragione, ma con la ragione, fino ad un certo punto, e poi oltre la ragione. La cosa \u00e8 divenuta nuovamente difficilissima, come e forse pi\u00f9 di quanto lo fosse per i contemporanei di Ges\u00f9, con l&#8217;avvento della Ragione illuminista, &quot;libera&quot; e spregiudicata: di fatto, una ragione assai pi\u00f9 ristretta e limitata di quella che ha forgiato intelligenze come quelle di sant&#8217;Agostino, san Tommaso d&#8217;Aquino o Blaise Pascal. La Ragione moderna &#8211; la nostra &#8212; ci ha ripiombati nel dubbio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una costante della vita pubblica di Ges\u00f9 &#8211; che \u00e8 stata, al tempo stesso, vita di adorazione ardente e instancabile del Padre celeste &#8212; \u00e8 l&#8217;imposizione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[117,157,240,246],"class_list":["post-27801","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-san-pietro","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27801"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27801\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}