{"id":27795,"date":"2019-07-14T11:04:00","date_gmt":"2019-07-14T11:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/14\/perche-bergoglio-ama-parlare-del-fallimento-di-gesu\/"},"modified":"2019-07-14T11:04:00","modified_gmt":"2019-07-14T11:04:00","slug":"perche-bergoglio-ama-parlare-del-fallimento-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/07\/14\/perche-bergoglio-ama-parlare-del-fallimento-di-gesu\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Bergoglio ama parlare del fallimento di Ges\u00f9?"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un concetto che Bergoglio, nella sua catechesi e nella sua omiletica, ama ripetere, e c&#8217;\u00e8 una espressione sulla quale gli piace soffermarsi: <em>il fallimento di Ges\u00f9<\/em>. \u00c8 un concetto conturbante ed \u00e8 un&#8217;espressione che crea un forte disagio, un forte imbarazzo, un forte disorientamento nell&#8217;uditorio: i fedeli non sono affatto abituati a udire queste parole e non sentono come familiare un simile concetto. Al contrario. La Chiesa ha sempre insegnato che Ges\u00f9 non ha fallito per niente la sua missione; che il suo Sacrificio ha redento l&#8217;umanit\u00e0; che quanti, prendendo Ges\u00f9 a modello, affrontano il suo stesso destino, ad esempio i martiri, riportano una vittoria clamorosa sul male e sul peccato, non certo un fallimento; e, inoltre, che &quot;successo&quot; e &quot;fallimento&quot; sono espressioni ingannevoli, se usate nel senso che attribuisce loro il mondo. Il cristiano ha un criterio di valutazione delle cose umane completamente diverso: ci\u00f2 che per il mondo \u00e8 follia, fallimento, sconfitta, per il cristiano pu\u00f2 essere saggezza, vittoria e trionfo. Il Nuovo Testamento \u00e8 pieno di simili parallelismi e di simili espressioni: usare perci\u00f2 il vocabolo &quot;fallimento&quot; nel senso che gli d\u00e0 il mondo, cio\u00e8 giudicando in base alle apparenze, e farlo applicandolo alla Persona di Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 qualcosa di totalmente inaccettabile. Chi lo fa, o non ha capito nulla del cristianesimo, oppure bara al gioco, e lo fa in piena coscienza.<\/p>\n<p>Prendiamo il libro <em>Aprite la mente al vostro cuore<\/em>, il primo pubblicato da Bergoglio poco dopo la sua elezione (Milano, Rizzoli, 2013), nel quale c&#8217;\u00e8 un intero capitolo intitolato <em>Il fallimento di Ges\u00f9<\/em>, e nel quale il lettore pu\u00f2 leggere bellissime espressioni come questa: <em>Ges\u00f9 muore da fallito<\/em>. Ci si chiede a che scopo l&#8217;autore le adoperi, quali sentimenti pensi di suscitare nel lettore esprimendosi a questo modo; ed \u00e8 impossibile evitare di porsi la semplice alternativa se costui non sappia, letteralmente, quel che sta dicendo e parli come un insensato, oppure se lo sappia benissimo, e parli come un nemico del Vangelo e della Chiesa, come un nemico subdolo e vile di Ges\u00f9, che si nasconde dietro l&#8217;ambiguit\u00e0 delle sue parole per colpire al cuore la fede dei cattolici, per sgretolare le loro certezze e per mettere in crisi, non una crisi di crescita ma una crisi d&#8217;angoscia, tutta la loro persuasione di ci\u00f2 che Ges\u00f9 rappresenta nella vita del credente. Va da s\u00e9 che, dopo aver gettato il sasso, Bergoglio nasconde la mano: dopo aver parlato del &quot;fallimento&quot; di Ges\u00f9, parla del fatto che Ges\u00f9, nonostante ci\u00f2, rimane &quot;vivo in mezzo a noi&quot;; e insomma egli pu\u00f2 sempre respingere con finta indignazione eventuali accuse, dicendo che dopotutto ha parlato dell&#8217;aspetto puramente umano della missione di Ges\u00f9, cos\u00ec come essa appariva a uno sguardo esterno, prima del fatto della Resurrezione. Tuttavia Bergoglio ha anche sostenuto, in pi\u00f9 occasioni, che mentre la morte di Ges\u00f9 sulla croce \u00e8 un fatto certo, perch\u00e9 storico, la sua Resurrezione \u00e8 solo una opinione del credente: generando altra confusione, altro disagio e altro smarrimento nei fedeli, e lasciando intravedere il fatto inconfessabile che lui, alla Resurrezione, non crede. E come potrebbe crederci, impregnato com&#8217;\u00e8 di teologia liberale e modernista, quella di Karl Rahner ma anche quella di Rudolf Bultmann (protestante, ma a Bergoglio piacciono tanto i protestanti), il quale apertamente nega la possibilit\u00e0 che l&#8217;uomo moderno, che si serve dell&#8217;elettricit\u00e0, della radio e delle pi\u00f9 recenti cure mediche, possa credere alla Resurrezione di Cristo, se non come un mero simbolo? Del resto, per comprendere il senso riposto di quelle espressioni adoperate da Bergoglio, bisogna metterle in relazione con tante altre, diverse in apparenza, ma accomunate da una stessa intenzione: distruggere le certezze del credente, aprire il varco all&#8217;angoscia e alla disperazione del nichilismo. Che altro significato pu\u00f2 avere, ad esempio, mentre sta parlando a un gruppo di bambini, che egli dica loro, su domanda, che nessuno sa perch\u00e9 si soffre, e che essi devono stare in guardia contro quelli che dicono di saperlo? La Chiesa, infatti, <em>sa<\/em> perch\u00e9 esiste la sofferenza e lo ha sempre insegnato: perch\u00e9 attraverso di essa l&#8217;anima si purifica e si eleva al Signore, come ha fatto, appunto, Ges\u00f9 Cristo sulla croce, e come Lui stesso aveva insegnato: <em>Chi mi vuol venire dietro, prenda la sua croce e mi segua<\/em>.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 chi ci legge possa farsi una propria idea di quanto stiamo dicendo, e giudicare se la nostra interpretazione \u00e8 tendenziosa o eccessiva,vogliamo riportiamo le parole precise di Bergoglio, tratte dal libro sopra citato (pp 242-245):<\/p>\n<p><em>E ancora: il fallimento storico di Ges\u00f9 e le frustrazioni di tante speranze &#8212; &quot;Noi speravamo&quot; (Lc 24,21) &#8212; sono, per la fede cristiana, il cammino per eccellenza attraverso il quale Dio si rivela in Cristo e compie la salvezza. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Noi tendiamo a camuffare la constatazione della pi\u00f9 grande frustrazione umana, che \u00e8 la morte: basta guardare i cimiteri e i monumenti funerari per capire che cerchiamo con ogni mezzo di abbellire e &quot;alienare&quot; questo fallimento che riguarda tutta l&#8217;umanit\u00e0. Lo stesso si dica della &quot;canonizzazione&quot; del defunto. Dopo Piazza San Pietro, il luogo in cui si canonizza la maggior quantit\u00e0 di persone \u00e8 la camera ardente; in genere il defunto viene definito &quot;un santo&quot;. Certo, ora \u00e8 santo perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 disturbare. Tentiamo in ogni modo di dissimulare il fallimento della morte. Inconsapevolmente riponiamo la speranza al di fuori del fallimento, e perci\u00f2 non la riponiamo in Dio. La speranza pura in Dio si ha quando, come nel caso di Ges\u00f9, si tocca il fondo del fallimento (che va oltre la mancanza di vie d&#8217;uscita: \u00e8 l&#8217;affermazione positiva che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 via d&#8217;uscita, che tutto \u00e8 finito).<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 ha perduto ogni speranza umana d&#8217;uscita con l&#8217;infamia dell&#8217;esecuzione pubblica: questo \u00e8 il suo fallimento. Ed \u00e8 arrivato a quel punto perch\u00e9 la cosa pi importante per lui era corrispondere al tipo di persona che il Padre voleva che fosse, adempiere la volont\u00e0 del Padre: &quot;Il mio cibo \u00e8 fare la volont\u00e0 di colui che mi ha mandato a compiere la sua opera&quot; (Gv 4,34).<\/em><\/p>\n<p><em>La considerazione del fallimento mette in luce la &quot;carne&quot; di Ges\u00f9. Nel Getsemani Ges\u00f9 sper\u00f2 istintivamente di evitare la possibilit\u00e0 di fallimento. Solo la certezza dell&#8217;amore del Padre l&#8217;ha reso capace di superare questa paura. Nel riflettere sul fallimento di Ges\u00f9, conviene ricordare le raccomandazioni di sant&#8217;Ignazio che ho citato all&#8217;inizio del volume. Bisogna &quot;toccare&quot; la carne di Ges\u00f9. Esistono altri modi &quot;educati&quot; per evitare lo scandalo, ma questo significherebbe negare la carne di Ges\u00f9 in questo fallimento: si sfocerebbe nel neodocetismo illuminato cos\u00ec comune nelle nostre \u00e9lite ecclesiastiche, nelle nostre sinistre ateizzanti e nelle destre settiche. Le \u00e9lite cattoliche sono a digiuno della beatitudine che lo stesso Ges\u00f9 proclam\u00f2 riguardo al tempo de fallimento: &quot;E beato \u00e8 colui che non trova in me motivo di scandalo!&quot; (Mt 11,6; Lc 7,23). In questo caso si trattava di fallimento perch\u00e9 la predicazione di Ges\u00f9 era diretta ai semplici. Le \u00e9lite schizzinose arricciano il naso di fronte al fallimento, si scandalizzano. E preferiscono disegnare quadri della Chiesa basati pi\u00f9 sul &quot;buonsenso&quot; che sul fallimento della croce&#8230;Sono neodocetisti e, in fondo, non sono nemmeno molto convinti che Ges\u00f9, il Cristo, sia vivo con il suo corpo, sia risuscitato. Al massimo accettano una risurrezione pi\u00f9 vicina al concetto bultmaniano o una risurrezione spiritualista, semplicemente perch\u00e9 hanno negato la carne di Cristo non accettandone il fallimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Il grande fallimento di Ges\u00f9, nell&#8217;ambito dell&#8217;amicizia umana, sono i suoi discepoli, e Giuda \u00e8 il pi\u00f9 grande di tutti: non ha saputo leggere la misericordia negli occhi del Maestro. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 proprio sulla croce che Ges\u00f9 accetta definitivamente il fallimento e il male; e li trascende. L\u00ec si manifesta l&#8217;insondabilit\u00e0 del suo amore, perch\u00e9 solo chi ama molto possiede la libert\u00e0 e la vitalit\u00e0 di spirito per accettare il fallimento. Ges\u00f9 muore da fallito.<\/em><\/p>\n<p>Naturalmente, questo non \u00e8 il testo completo; non abbiamo potuto riportarlo per intero. Tuttavia il senso, ci sembra, \u00e8 chiaro: per essere dei veri cristiani, secondo Bergoglio, bisogna accettare sino in fondo il &quot;fallimento&quot; di Ges\u00f9, e questo \u00e8 possibile solo se si &quot;tocca&quot; la carne di Ges\u00f9, cio\u00e8 se si accetta sino in fondo il fatto che egli aveva assunto la natura umana. Ma questa \u00e8 una mezza verit\u00e0; e una mezza verit\u00e0 \u00e8 una menzogna. Ges\u00f9 aveva assunto la natura umana e nello stesso tempo aveva conservato la sua natura divina: <em>questa<\/em> \u00e8 la verit\u00e0, almeno per un cattolico. Ci\u00f2 significa che limitarsi a toccare la carne di Ges\u00f9 offre una prospettiva parziale e fuorviante. Ma per martellarci in testa la sua idea, Bergoglio non esita a ripetere infinite volte l&#8217;espressione &quot;il fallimento di Ges\u00f9&quot;: ricorre quasi ad ogni riga. Per\u00f2 non si prende il disturbo di chiarire che ora adopera l&#8217;espressione nel senso umano, come sconfitta suprema, ora invece nel senso cristiano, come resa alla volont\u00e0 di Dio e premessa alla vittoria finale sul peccato e sulla morte. Lascia questo compito al lettore; lui frattanto gode a ribadire ad ogni pie&#8217; sospinto che Ges\u00f9 ha fallito, che \u00e8 morto come un povero fallito. Oh, \u00e8 molto abile, il signor Bergoglio. Insinua che chi non vuol guardare la carne di Ges\u00f9, e quindi il suo fallimento, \u00e8 uno &quot;schizzinoso&quot;; e si trincera dietro la rivendicazione della sua fede come &quot;vera&quot;: la fede che accetta il fallimento per rimettersi interamente alla volont\u00e0 del Padre. Con gusto veramente pessimo, non si trattiene nemmeno questa volta dal polemizzare con qualcuno, dal lanciare i suoi strali contro le \u00e9lite cattoliche, accusandole di neodocetismo, cio\u00e8 di eresia, e anche di spirito bultmaniano (<em>excusatio non petita<\/em>: la miglior difesa \u00e8 l&#8217;attacco, vero?). E che espressioni ironiche, sarcastiche, piene di disprezzo, adopera contro i suoi ideali avversari! Ma dove sarebbero queste &quot;\u00e9lite cattoliche&quot; che non vogliono confrontarsi col fallimento di Ges\u00f9, che &quot;arricciano il naso&quot; davanti alla sua carne? Noi, quando si parla di \u00e9lite cattoliche, pensiamo agli uomini di sua fiducia che ha messo in tutti i vertici della Chiesa; a vescovi e cardinali ultraprogressisti e non pi\u00f9 cattolici, come Paglia, Galantino, Bassetti, Perego; ai teologi o sedicenti tali (come Enzo Bianchi), anch&#8217;essi non pi\u00f9 cattolici, se pure lo sono mai stati, dei quali si \u00e8 circondato; ai Braz de Aviz, che lui manda a commissariare gli ordini religiosi colpevoli di &quot;pregare troppo&quot; e di &quot;eccessiva spiritualit\u00e0&quot;: questo vediamo, quando ci si parla di \u00e9lite cattoliche. C&#8217;\u00e8 qualcuno che vede dell&#8217;altro? Dove sarebbero queste famose \u00e9lite, popolate di farisei e sepolcri imbiancati? Ma gi\u00e0 che ha preso il via, a Bergoglio non basta polemizzare con esse: si mette a polemizzare anche con la politica, se la prende con la destra e con la sinistra; e intanto porta il discorso sul piano politico, che non c&#8217;entra niente con quel che stava dicendo.<\/p>\n<p>L&#8217;ambiguit\u00e0 voluta e la sottile malignit\u00e0 di tutto il discorrere di Bergoglio sul fallimento di Ges\u00f9 discendono dal non aver chiarito cosa egli intenda per fallimento. Basti dire che anche la morte, per lui, \u00e8 un fallimento; anzi, \u00e8 il fallimento pi\u00f9 grande dell&#8217;intera umanit\u00e0, contro il quale gli uomini hanno eretto un muro d&#8217;ipocrisia auto-consolatoria, dedicando troppa cura alle esequie dei morti, ai cimiteri e all&#8217;elogio del caro estinto. E qui raggiunge il vertice del cattivo gusto, adottando un&#8217;ironia talmente acre, e talmente fuori luogo, da lasciare interdetti: <em>Dopo Piazza San Pietro, il luogo in cui si canonizza la maggior quantit\u00e0 di persone \u00e8 la camera ardente<\/em>. Ma la morte non \u00e8 affatto un fallimento: non lo \u00e8, beninteso, per l&#8217;uomo razionale, illuminato dalla sana ragione, e pi\u00f9 ancora dalla fede, il quale sa benissimo che il suo corpo di carne \u00e8 solo un involucro, un rivestimento che dovr\u00e0 lasciare, un giorno, affinch\u00e9 l&#8217;anima sia libera di andare incontro al suo destino eterno. Definire la morte un fallimento tradisce una non accettazione della condizione creaturale, e perci\u00f2 mortale, dell&#8217;uomo stesso, e lascia intravedere un orgoglio luciferino: non \u00e8 stato il serpente a dire a Eva: <em>Se mangerete questo frutto, voi non morrete<\/em>? L&#8217;uomo che pretende di non morire \u00e8 l&#8217;uomo luciferino che rifiuta di essere una creatura. Dietro le belle parole di Bergoglio, con le quali ci esorta a fare la volont\u00e0 del Padre, s&#8217;intravede questo fondo luciferino. Se cos\u00ec non fosse, perch\u00e9 tanta enfasi sul fallimento? L&#8217;uomo cristiano sa di essere creatura, ma sa anche di avere un destino immortale; non si dispera all&#8217;idea della morte, perch\u00e9 non la sopravvaluta. E cos\u00ec non sopravvaluta le cose del mondo. Ges\u00f9 \u00e8 stato un fallito, dice Bergoglio, anche sul piano dell&#8217;amicizia; perch\u00e9, insinua, non ha saputo scegliersi bene i suoi discepoli. Ma questo lo dice lui. A noi risulta, come la Chiesa ha sempre insegnato, che Ges\u00f9 conosceva benissimo le debolezza degli apostoli e nondimeno li scelse, non perch\u00e9 non avrebbe potuto trovarne di migliori, ma per far risaltare la potenza di Dio anche nell&#8217;umile creta di una umanit\u00e0 piena di debolezze e difetti. Ges\u00f9 non \u00e8 Socrate; non vuol fondare una scuola filosofica; non ha quindi bisogno di seguaci intelligentissimi e dottissimi, ma di persone capaci di aprirsi al mistero della fede. E le ha trovate, perch\u00e9 ha saputo leggere nei loro cuori. Certo, si sono smarriti, si sono sbandati; ma solo per un attimo: sono bastati pochi giorni ed eccoli riprendere l&#8217;opera del Maestro, annunciare il Vangelo senza incertezze o paure: mettendo al centro di esso la Resurrezione, non certo il fallimento del loro Maestro. Chi batte e ribatte sul tema del fallimento non ha capito nulla, o peggio. Noi propendiamo per il peggio: Bergoglio non \u00e8 certo uno sprovveduto; anzi, \u00e8 molto astuto. Se sceglie continuamente espressioni ambigue, suscitatrici del massimo disagio tra i fedeli, lo fa per uno scopo preciso. Indovinate quale?<\/p>../../../../n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un concetto che Bergoglio, nella sua catechesi e nella sua omiletica, ama ripetere, e c&#8217;\u00e8 una espressione sulla quale gli piace soffermarsi: il fallimento di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,157,216,237],"class_list":["post-27795","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27795"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27795\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}