{"id":27794,"date":"2009-06-04T06:30:00","date_gmt":"2009-06-04T06:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/06\/04\/dobbiamo-recuperare-una-percezione-qualitativa-del-mondo-come-nellinfanzia\/"},"modified":"2009-06-04T06:30:00","modified_gmt":"2009-06-04T06:30:00","slug":"dobbiamo-recuperare-una-percezione-qualitativa-del-mondo-come-nellinfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/06\/04\/dobbiamo-recuperare-una-percezione-qualitativa-del-mondo-come-nellinfanzia\/","title":{"rendered":"Dobbiamo recuperare una percezione qualitativa del mondo, come nell&#8217;infanzia"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo chiesti molte volte che cosa, precisamente, conferisca quella caratteristica sensazione di unicit\u00e0 e irripetibilit\u00e0 a episodi e momenti dell&#8217;infanzia di per s\u00e9 assolutamente normali, assolutamente quotidiani; e perch\u00e9 mai quelli, e proprio quelli, talvolta si imprimano cos\u00ec profondamente nel vivo stampo della memoria.<\/p>\n<p>Idealizzare il passato, abbellire i ricordi dell&#8217;infanzia, sono &#8211; infatti &#8211; cose piuttosto frequenti, e che avvengono a dispetto dei meccanismi coscienti della mente. Ma che dire di ricordi che si riferiscono a circostanze estremamente semplici, quasi banali, e che tuttavia permangono nella coscienza per anni e per decenni, con forza e freschezza apparentemente inspiegabili? Se si tratta di una forma di idealizzazione, che senso avrebbe, dal momento che non coinvolge n\u00e9 persone, n\u00e9 situazioni legate a passaggi significativi della nostra vita affettiva?<\/p>\n<p>La spiegazione che ci sembra di poter avanzare \u00e8 che la percezione del mondo propria dell&#8217;infanzia \u00e8 di tipo qualitativo, mentre quella propria dell&#8217;et\u00e0 adulta \u00e8 di tipo quantitativo. Di conseguenza, i ricordi dell&#8217;infanzia sono tutti &#8211; i piccoli non meno dei grandi, quelli intensi non meno degli altri &#8211; legati a una caratteristica tonalit\u00e0 spirituale che li rende unici, irripetibili, \u00abmagici\u00bb e, in qualche modo, indefinibilmente misteriosi; mentre i ricordi dell&#8217;et\u00e0 adulta, anche i pi\u00f9 vividi e significativi, hanno un certo qual carattere di prosaicit\u00e0 e intercambiabilit\u00e0, come se facessero parte di una scala musicale perfettamente nota.<\/p>\n<p>In altri termini, riteniamo che, per il bambino, tutto, ma proprio tutto, sia unico ed eccezionale; che, per lui, tutto sia possibile, in qualunque momento: anche che la fata turchina o il principe sul cavallo bianco entrino da quella porta, ora, in questo istante. Perci\u00f2, tutte le esperienze che il bambino immagazzina nella coscienza, siano esse legate a fatti esteriori o interiori (una distinzione che, per lui, non \u00e8 cos\u00ec netta come lo \u00e8 per l&#8217;adulto), tendono a qualificarsi come estremamente significative, specialmente se si riferiscono a cose o persone conosciute per la prima volta.<\/p>\n<p>Questa disposizione d&#8217;animo non ha l&#8217;equivalente nella vita dell&#8217;adulto, che tende a razionalizzare tutto e a quantificare tutto, collocando e incasellando le proprie esperienze nelle coordinate di spazio e tempo, ma sempre partendo da un assunto irrinunciabile: che alcune cose sono possibili e altre non lo sono, senza vie di mezzo; e che solo le cose possibili sono reali e meritevoli di essere prese seriamente in considerazione.<\/p>\n<p>Per il bambino, invece (per il bambino normale, s&#8217;intende: ossia per il bambino cui gli adulti consentano di esplicare la propria sfera di attivit\u00e0 secondo i ritmi naturali, senza forzature tecnologiche o precoci processi di razionalizzazione), tutto \u00e8 fonte di stupore, perch\u00e9 tutto \u00e8 scoperta. Per lui, \u00e8 come se il mondo venisse creato sotto i suoi occhi, per la prima volta, ad ogni nuovo mattino in cui si leva il sole.<\/p>\n<p>L&#8217;adulto non si stupisce pi\u00f9 di nulla, crede di sapere gi\u00e0 ogni cosa e d\u00e0 tutto per scontato. La sua \u00e8 una visione nominalistica della realt\u00e0 (anche se, in genere, non se ne rende conto): siccome \u00e8 in grado di dare un nome a tutto o quasi a tutto, magari con l&#8217;aiuto dell&#8217;enciclopedia o del computer, pensa che ci\u00f2 gli conferisca la reale conoscenza degli oggetti: il che significa realmente fare il passo molto pi\u00f9 lungo della gamba.<\/p>\n<p>Il bambino, sovente, non conosce il nome delle cose; e tuttavia le \u00abriconosce\u00bb con intuito infallibile, le incorpora nella propria esperienza, come se non ci fosse una vera distinzione tra esse ed il suo proprio io. Questa \u00e8 una percezione qualitativa del mondo: che a torto pu\u00f2 sembrare panteistica o, addirittura, animistica; mentre \u00e8 semplicemente intuitiva ed emozionale, piuttosto che razionale e oggettiva.<\/p>\n<p>Non sempre rimangono maggiormente impressi nella memoria gli eventi o le situazioni pi\u00f9 carichi di potenziale affettivo; e si sa che il profumo \u00e8, pi\u00f9 ancora della vista o dell&#8217;udito, il senso che pi\u00f9 di ogni altro \u00e8 in grado di evocare, attraverso i misteriosi processi della coscienza, la vivida potenza del ricordo.<\/p>\n<p>\u00c8 normale, ad esempio, che il profumo del rosmarino abbia la facolt\u00e0 di spiccare fra tutti gli altri, se ad esso \u00e8 legato il ricordo della nonna e dei pranzi che ella aromatizzava con quella pianta. Altrettanto normale \u00e8 che l&#8217;odore della vernice fresca susciti nell&#8217;anima dell&#8217;adulto una dolce tempesta di emozioni, se il ricordo di un momento felice dell&#8217;infanzia \u00e8 legato all&#8217;epoca in la casa ove si abitava da bambini era stata ridipinta.<\/p>\n<p>Ma che dire di ricordi, o frammenti di ricordi, legati a sensazioni in se stesse prive di risonanza emotiva; e, pi\u00f9 ancora, che dire di sensazioni che il bambino avverte con particolare intensit\u00e0, e che conserva poi per tutto il resto della vita da adulto, bench\u00e9 si riferiscano a oggetti, persone o situazioni apparentemente del tutto ordinari?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, ad esempio, un bambino \u00e8 rimasto talmente colpito dalla curva del bracciolo di una panchina pubblica, da non poter mai pi\u00f9 scordare quel particolare, in verit\u00e0 piuttosto insignificante, anche dopo moltissimi anni?<\/p>\n<p>La risposta che ci sembra di poter dare \u00e8 che quel dato oggetto si \u00e8 impresso cos\u00ec profondamente nella memoria perch\u00e9 era diverso, e sia pure lievemente diverso, dagli altri oggetti di quella medesima categoria, noti al bambino; in altre parole, perch\u00e9 gli si \u00e8 presentato in termini di novit\u00e0, magari accentuata dal contesto emozionale complessivo (quella panchina era stata vista durante una vacanza, in una cittadina balneare, e quindi associata alle vacanze, al mare, ai giochi, alle lunghe giornate di sole, ecc.).<\/p>\n<p>In effetti, tutto o quasi tutto, per il bambino dotato di normale fantasia &#8211; normale per gli standard dell&#8217;infanzia, s&#8217;intende, e non per quelli dell&#8217;adulto &#8211; si presenta con caratteri di novit\u00e0; e, per ci\u00f2 stesso, con una particolare tonalit\u00e0 emozionale, il pi\u00f9 delle volte gioiosa, perch\u00e9 ogni scoperta reca all&#8217;anima un senso di appagamento e la inonda di benessere, nel momento stesso in cui la tiene dolcemente sospesa ai confini dell&#8217;ignoto: perch\u00e9 ogni vera scoperta rinvia sempre ad un ulteriore mistero, pi\u00f9 grande ed affascinante del precedente.<\/p>\n<p>Per l&#8217;adulto, cose e persone hanno cessato di essere misteriose; fanno eccezione i poeti, gli artisti e coloro che conservano la capacit\u00e0 di innamorarsi dell&#8217;altro perch\u00e9 non lo vedono, prosaicamente, cos\u00ec come appare a tutti gli altri, ma perch\u00e9 ne colgono al volo quel certo non so che di unico e irripetibile, che \u00e8 legato al mistero dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Tale caratteristica \u00e8 propria dell&#8217;infanzia: i bambini non vedono le cose in una luce crudamente oggettiva, ma trasfigurate dalla luce interiore. Per il bambino che ama sua nonna, la nonna \u00e8 bella, anche se il suo volto \u00e8 pieno di rughe, i suoi capelli sono divenuti tutti bianchi e la sua figura \u00e8 ormai cadente.<\/p>\n<p>Il bambino sa vedere le cose- in una certa misura &#8211; come se fossero staccate dal tempo e dallo spazio, perch\u00e9 non le \u00abvede\u00bb semplicemente con l&#8217;occhio del corpo, ma con quello dell&#8217;anima; la sua, dunque, \u00e8 una percezione qualitativa del mondo, e non meramente quantitativa. \u00abBello\u00bb e \u00abbrutto\u00bb non sono, per lui, delle categorie estetiche oggettive ed estrinseche, ma forme del giudizio che scaturiscono da ragioni molto pi\u00f9 profonde di quelle formulabili attraverso il pensiero calcolante.<\/p>\n<p>L&#8217;adulto non \u00e8 capace di tanto: non sa vedere con l&#8217;occhio interiore, se non in rare circostanze eccezionali.<\/p>\n<p>Se concentra la mente sul proprio passato, \u00e8 probabile che quasi chiunque riesca a cogliere il momento preciso in cui la propria percezione del mondo infantile, e quindi qualitativa, \u00e8 divenuta una percezione adulta, e perci\u00f2 quantitativa.<\/p>\n<p>Noi lo abbiamo fatto e non \u00e8 stato difficile. Un ragazzino, che da pochi giorni frequentava la scuola media inferiore, era rimasto affascinato dalla carta geografia dell&#8217;Europa, che il professore aveva fatto acquistare ai propri alunni in cartoleria. Quelle forme, quei vividi colori &#8211; il verde chiaro delle pianure, il giallo delle zone collinari, il marroncino delle montagne, pi\u00f9 o meno carico, a seconda della loro altezza; il celeste e il blu scuro dei mari, sempre secondo la loro profondit\u00e0: il tutto sulla superficie lucida della carta plastificata, ebbene ci\u00f2 aveva avuto su di lui un impatto cos\u00ec forte e gioioso, cos\u00ec carico della sensazione della scoperta, che se ne era estasiato e camminava per la strada, meditandovi, quasi in stato di ebbrezza.<\/p>\n<p>Quel ragazzino pensava che era stupefacente, e semplicemente meraviglioso, il fatto che tante nuove cognizioni potessero immagazzinarsi cos\u00ec, nella sua mente, l&#8217;una accanto all&#8217;altra; e che esse entrassero a far parte di lui, del suo mondo interiore, come dei nuovi amici che prima non c&#8217;erano. E quanto pi\u00f9 le cognizioni apprese dallo studio di quella carta geografica gli si erano presentate con un aspetto di novit\u00e0 &#8211; e, quindi, di scoperta -, tanto pi\u00f9 esse lo avevano colpito, con la forza di una rivelazione.<\/p>\n<p>La Penisola di Kola, ad esempio, lass\u00f9, oltre il Circolo Polare Artico: la prima volta che il professore aveva pronunziato quel nome strano ed esotico, mentre il ragazzino seguiva con gli occhi, come ciascuno dei suoi compagni, il periplo delle coste del continente europeo, lo aveva folgorato con la potenza di una formula magica. Sulla carta geografica essa appariva come una terra dalla forma tozza, colorata di un verde molto chiaro, e, nell&#8217;interno, contrassegnata da tanti puntini verde scuro, i quali &#8211; come spiegava la \u00ablegenda\u00bb, al margine del foglio &#8211; stavano a simboleggiare la superficie ricoperta dalla tundra.<\/p>\n<p>Ora, camminando per la strada e ripensando alla scoperta eccezionale delle coste dell&#8217;Europa, quel ragazzino continuava a ripetere fra s\u00e9 e s\u00e9: \u00abLa Penisola di Kola!\u00bb; e gli sembrava incredibile, commovente, il fatto che quella nuova cognizione fosse entrata a far parte del suo bagaglio, e che egli se la portasse dietro, per cos\u00ec dire, insieme a tante altre, delle quali poteva considerarsi ora il legittimo proprietario.<\/p>\n<p>Strano!, a tanti anni di distanza, non solo quel monologo interiore \u00e9 rimasto intatto nel ricordo di quella persona, ormai adulta, ma non uno dei particolari cui si accompagnava \u00e8 andato smarrito, nonostante la povert\u00e0 complessiva dei suoi ricordi. Egli potrebbe indicare il punto preciso della via lungo la quale stava camminando, nella sua citt\u00e0 natale, allorch\u00e9 fu colpito da quella folgorazione, e ne ritrasse un&#8217;impressione indelebile.<\/p>\n<p>Ebbene: quello \u00e8 stato il punto di svolta tra la visione qualitativa dell&#8217;infanzia e la visione quantitativa dell&#8217;et\u00e0 adulta. Di infantile c&#8217;erano ancora la trepidazione, la gioia, il senso emozionante della scoperta di cose nuove; di adulto, la riflessione che su tali cose stava gi\u00e0 operando la coscienza, la sua catalogazione di esse, la sua ingenua fierezza di essersi arricchita mediante il \u00abpossesso\u00bb di nuove verit\u00e0, prima ignorate.<\/p>\n<p>Quando la mente non si limita ad accogliere il mondo con infinita ammirazione e con stupita gratitudine, ma incomincia a riflettervi sopra e, soprattutto, ad operare una attivit\u00e0 ordinatrice, volta a sistematizzare le nuove cognizioni all&#8217;interno di un quadro preciso e ben definito, vuol dire che si \u00e8 passati dal regno dell&#8217;infanzia a quello dell&#8217;et\u00e0 adulta: dove non tutto \u00e8 possibile, ma lo sono solamente alcune cose, e non altre.<\/p>\n<p>Continuando con l&#8217;esempio precedente: per il bambino, che ascolti una fiaba in cui si dice, per esempio, che la fanciulla dovette camminare sulla neve per giorni e giorni, onde liberarsi dall&#8217;incantesimo della fata cattiva, e giunse fino alla remota Penisola di Kola, questo dato geografico: \u00abla Penisola di Kola\u00bb, non ha, per lui, una valenza spaziale precisa; potrebbe riferirsi a qualunque luogo, in uno spazio assolutamente indefinito, perch\u00e9 illimitato. Ma quando il bambino scopre, guardando la carta geografica, che la Penisola di Kola \u00e8 un luogo geografico ben preciso, che si trova in un punto determinato della superficie terrestre: allora vuol dire che, per lui, l&#8217;infanzia \u00e8 finita e sta incominciando l&#8217;et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, la persona non potr\u00e0 mai pi\u00f9 guardare al mondo con quello stupore assoluto di chi ritiene che ogni cosa \u00e8 possibile, anche l&#8217;irrompere dello straordinario nella vita quotidiana; ma potr\u00e0 ancora, mediante la creativit\u00e0 e la fantasia, adornare di lontananze misteriose le cose ormai note, ricoprendole come di un velo di poesia.<\/p>\n<p>Del resto, la vera domanda che l&#8217;adulto dovrebbe porsi \u00e8 questa: siamo proprio sicuri di conoscere realmente le cose, solo perch\u00e9 sappiamo dar loro un nome e collocarle con precisione in un contesto definito di spazio e di tempo?<\/p>\n<p>Siamo proprio sicuri che, in questo senso, la nostra percezione del mondo, la percezione del mondo propria dell&#8217;et\u00e0 adulta, sia pi\u00f9 veritiera, pi\u00f9 adeguata, e insomma pi\u00f9 \u00abseria\u00bb e affidabile, di quella del bambino?<\/p>\n<p>E non sono affatto domande relativamente oziose: ne va della qualit\u00e0 del nostro rapporto con il mondo, e quindi anche con gli altri esseri umani.<\/p>\n<p>Siamo sicuri, perci\u00f2, che una persona sia solo quello che ci appare, sia solo un insieme di caratteristiche fisiche e psichiche; e che non vi sia invece, in essa, un mistero immenso, insondabile, tale da \u00abfar tremar le vene e i polsi\u00bb (ma non necessariamente in senso negativo), come a chi si affacci sul bordo di un abisso, in fondo al quale potrebbe occultarsi anche un tesoro d&#8217;incalcolabile valore?<\/p>\n<p>Siamo sicuri che, spogliando i nostri rapporti interpersonali di ogni poesia, di ogni arcana risonanza, in definitiva di ogni fascino, potremo trarre da essi tutte le potenzialit\u00e0 che vi giacciono racchiuse; o non dovremo piuttosto accontentarci delle briciole, restando sulla porta come dei mendicanti, mentre al di l\u00e0 di essa vi sarebbe, a nostra portata, ogni ben di Dio?<\/p>\n<p>Vale la pena di riflettere su questi interrogativi, almeno per qualche istante.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che nessuno, nell&#8217;et\u00e0 adulta, potrebbe ritrovare l&#8217;intatto stupore davanti alle cose, che \u00e8 proprio della fanciullezza.<\/p>\n<p>Nondimeno, potremmo scoprire che quel bambino, come aveva intuito anche il Pascoli, forse \u00e8 ancor vivo entro di noi, e ancora non ha smesso di stupirsi; ancora si protende verso di esse con infinita nostalgia, con infinita meraviglia, con illimitata capacit\u00e0 di fondersi con loro, penetrandone la misteriosa essenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo chiesti molte volte che cosa, precisamente, conferisca quella caratteristica sensazione di unicit\u00e0 e irripetibilit\u00e0 a episodi e momenti dell&#8217;infanzia di per s\u00e9 assolutamente normali,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-27794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27794\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}