{"id":27790,"date":"2020-01-10T10:34:00","date_gmt":"2020-01-10T10:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/10\/per-uscire-dal-vicolo-cieco-della-modernita\/"},"modified":"2020-01-10T10:34:00","modified_gmt":"2020-01-10T10:34:00","slug":"per-uscire-dal-vicolo-cieco-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/01\/10\/per-uscire-dal-vicolo-cieco-della-modernita\/","title":{"rendered":"Per uscire dal vicolo cieco della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Stiamo vivendo nel corso di una svolta epocale, un vero e proprio cambio di paradigma; ma poich\u00e9 si tratta di un cambio dovuto alla globalizzazione, questo, a differenza di altri che si sono succeduti nella storia, ha i caratteri della totalit\u00e0 e della irreversibilit\u00e0: in altre parole, si pone oggettivamente come la fine della storia. Ci\u00f2 non era mai accaduto fino ad oggi. Quando cadde l&#8217;Impero Romano, il grande contenitore della civilt\u00e0 antica (e gli storici discutono ancora se questa cadde con lui, o non piuttosto si trasform\u00f2 nella civilt\u00e0 cristiana medievale) molti ritennero che il mondo fosse giunto alla fine. Invece non era il mondo ad esser giunto alla fine della sua parabola storica, bens\u00ec l&#8217;Impero Romano; anzi la sola parte occidentale, perch\u00e9 quella orientale sopravvisse per un altro millennio. Ma oggi, mentre stiamo assistendo, o meglio mentre stiamo vivendo la caduta della civilt\u00e0 moderna, non riusciamo a immaginare che cosa la potr\u00e0 sostituire, se non una regressione alla pi\u00f9 completa barbarie. La cosiddetta civilt\u00e0 antica infatti era la civilt\u00e0 di questa parte del mondo: l&#8217;Impero Romano non abbracciava che il bacino del Mediterraneo e alcune altre regioni dell&#8217;Europa occidentale; mentre la civilt\u00e0 moderna abbraccia il mondo, senza residui, anche se i vari continenti ne sono imbevuti in diversa misura. Il motore della civilt\u00e0 moderna \u00e8, ancora una volta, l&#8217;Occidente; ma se essa cadr\u00e0, o meglio collasser\u00e0, perch\u00e9 senza dubbio le forze che la stanno distruggendo sono prevalentemente di natura interna, vi sar\u00e0 uno sconvolgimento anche al di fuori dell&#8217;Occidente, tanto pi\u00f9 che nessuna delle altre civilt\u00e0 &#8212; l&#8217;islamica, l&#8217;ind\u00f9, la cinese &#8212; possiede il dinamismo per candidarsi a sostituirla nel ruolo di nuova civilt\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che la ragione principale del collasso della civilt\u00e0 moderna \u00e8 la metastasi della finanza speculativa ed usuraia; e quando tutta la ricchezza e tutte le risorse lavorative dell&#8217;Occidente saranno state prosciugate, il saccheggio si sposter\u00e0 negli altri continenti, probabilmente passando per la porta stretta di una terza guerra mondiale: a meno che qualcuno s&#8217;immagini la Cina, la Russia o i Paesi islamici sottomettersi alla piovra della grande finanza internazionale senza battersi per sopravvivere. Dobbiamo perci\u00f2 porci l&#8217;interrogativo se e come si possa contrastare la catastrofe della nostra societ\u00e0, dissociando le sue sorti da quelle della civilt\u00e0 moderna, che non ci appartiene, ma ci \u00e8 stata imposta dai padroni della grande finanza e da un&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> d&#8217;intellettuali e politici massoni, illuministi e progressisti. Dobbiamo verificare se esistano ancora margini di manovra per immaginare e organizzare una reazione da parte delle forze sane della nostra societ\u00e0, prima che il collasso della modernit\u00e0 travolga con s\u00e9 anche ci\u00f2 che di vivo e di valido sopravvive della nostra vera civilt\u00e0, pur se in posizione assolutamente marginale, che \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 della civilt\u00e0 cristiana, la quale ha creato l&#8217;Europa e le ha donato oltre un millennio di splendore, e poi \u00e8 stata lentamente e metodicamente aggredita, e infine scalzata e rimossa, nel corso di cinque secoli di pressione capillare e sistematica da parte delle forze della modernit\u00e0, prima fra tutte il capitalismo finanziario. In particolare, dobbiamo interrogarci se esista una visione <em>filosofica<\/em> del mondo che possa tradursi in manifesto politico e sociale onde reagire alle forze malefiche della modernit\u00e0 e spezzare la sua infausta egemonia, prima che sia troppo tardi e i suoi meccanismi degenerativi e le sue insanabili contraddizioni ci trascinino tutti al fondo. Si tratta di recuperare un ragionevole orizzonte di speranza, specialmente per le nuove generazioni, il cui disagio e il cui disorientamento sono ormai evidenti e che si riflettono pesantemente sul primo fattore di sopravvivenza di qualsiasi societ\u00e0: il tasso d&#8217;incremento demografico, che in Europa si avvicina ormai pericolosamente allo zero. E, per fare questo, bisogna sia individuare l&#8217;essenza filosofica della modernit\u00e0, sia proporre un valida e credibile visione alternativa ad essa. Ora, non vi sono dubbi che la filosofia che compendia pienamente i caratteri essenziali della modernit\u00e0 \u00e8 il liberalismo; dobbiamo perci\u00f2 batterla sul suo terreno, elaborando una valida e credibile alternativa filosofica ad esso.<\/p>\n<p>Questa alternativa non pu\u00f2 essere che una qualche forma di tradizionalismo, poich\u00e9 al nucleo della modernit\u00e0 vi \u00e8 il mito del progresso, il quale di per s\u00e9 implica rifiuto e disprezzo del passato, e quindi della tradizione. Abbiamo sovente affermato che il liberalismo \u00e8 il cancro che sta distruggendo la nostra societ\u00e0: il liberalismo che, innestato nel solco della democrazia, \u00e8 praticamente l&#8217;unica ideologia rimasta in piedi dopo il crollo delle altre &#8212; socialismo, comunismo, anarchismo, fascismo, nazismo &#8211; le quali, peraltro, sono tutte sue eredi, legittime o illegittime (vedi l&#8217;articolo <em>Il tumore che ci sta divorando si chiama liberalismo<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 09\/01\/20). Ed \u00e8 rimasto in piedi, assumendo anzi le forme del Pensiero Unico, ossia del totalitarismo mascherato, per la buona ragione che \u00e8 l&#8217;ideologia di chi ha vinto la partita mondiale &#8212; nel 1918, nel 1945 e nel 1989 &#8212; e detiene sia le leve della finanza mondiale, sia la forza politico-militare (l&#8217;impero anglo-sionista) per imporre il dominio finanziario, fondato sul sistema usuraio e ricattatorio del debito pubblico creato artificialmente a quanti fossero recalcitranti nel sottomettersi. Non \u00e8 riuscito tuttavia ad assorbire le ultime quote autonome di mercato mondiale, perch\u00e9 Russia, Cina e alcuni altri Stati, come l&#8217;Iran, oppongono ancora una forte resistenza, e perci\u00f2 il liberalismo, pur essendo candidato al ruolo di Pensiero Unico Mondiale, per adesso deve limitarsi a esercitare la sua ferrea egemonia politica ed economica sul solo Occidente, ove manca poco che chi professa un&#8217;ideologia diversa, o uno dei corollari derivanti dal rifiuto del liberalismo stesso, rischi automaticamente di subire i rigori della legge e di vedersi trattare da nemico pubblico e in un certo senso da potenziale terrorista.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Michel de Benoist Benoist, con l&#8217;abituale chiarezza concettuale, nel suo recente saggio <em>Critica del liberalismo. La societ\u00e0 non \u00e8 un mercato<\/em> (titolo originale: <em>Contre le lib\u00e9ralisme. La soci\u00e9t\u00e9 n&#8217;est pas un march\u00e9<\/em>, Editions du Rocher, 2019; traduzione dal francese di Giuseppe Giaccio, Arianna Editrice, 2019, pp. 250-251):<\/p>\n<p><em>Un conservatore crede anzitutto che esista una natura umana, che fa dell&#8217;uomo, sin dall&#8217;inizio, un essere politico e sociale, cio\u00e8 un essere sociale. Pensa che questo essere politico e sociale non sia perfetto, che sia capace del meglio come del peggio, e che, per costruirsi e raggiungere l&#8217;eccellenza le suo &quot;telos&quot;, per trarre il meglio da s\u00e9, debba disporre di punti di riferimento etici e di quadri istituzionali. Se ne deduce che non si pu\u00f2 costruire una societ\u00e0, la quale non \u00e8 un semplice aggregato di individui, unicamente sulla base di un contratto giuridico e sullo scambio mercantile.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli ritiene inoltre che l&#8217;uomo sia anzitutto un erede, ossia che si inscriva in una storia e che si definisca anche attraverso le sue appartenenze, che non sempre ha scelto. Questo erede ha un debito verso ci\u00f2 che ha ereditato. Il conservatorismo \u00e8 il partito degli ancoraggi, il partito del radicamento e della fedelt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Egli ha anche il senso dei limiti, il che lo rende critico nei confronti di coloro che affermano che &quot;tutto \u00e8 possibile&quot; o credono che &quot;pi\u00f9&quot; sia automaticamente sinonimo di &quot;meglio&quot;. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, il conservatore \u00e8 interessato pi\u00f9 al particolare che all&#8217;universale, o piuttosto sa che il secondo lo si raggiunge solo tramite la mediazione di una cultura particolare. Ama la diversit\u00e0 e comprende che quanto vale per gli uni non vale necessariamente per gli altri. Questo lo rende radicalmente ostile alle astrazioni universaliste, a un&#8217;uguaglianza concepita come sinonimo della medesimezza e all&#8217;idea di una storia della specie che si dirige a poco a poco verso l&#8217;unit\u00e0 mondiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Il conservatorismo \u00e8 tuttavia sempre esposto al rischio di deviare, verso la reazione pura e semplice o verso il liberalismo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il conservatorismo sa che la nostalgia non pu\u00f2 costituire un programma e che difendere il valore del passato \u00e8 cosa ben diversa dall&#8217;immaginare un ritorno all&#8217;indietro. Il conservatorismo d&#8217;altronde, pi\u00f9 che verso il passato, \u00e8 orientato verso l&#8217;atemporale: ci\u00f2 che da sempre conserva valore.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta dunque di mostrare l&#8217;intrinseca falsit\u00e0 e ipocrisia della cultura liberale, poich\u00e9 da un lato essa si fa bella proclamando la ricchezza e la pari dignit\u00e0 di tutte le identit\u00e0 culturali, etniche, artistiche ecc., ma di fatto lavora alla loro omologazione e al loro radicale appiattimento nel grande calderone di una globalizzazione anonima e impersonale. E non potrebbe fare diversamente, visto che il liberalismo \u00e8 la filosofia dell&#8217;avere e riduce di per s\u00e9 ogni aspetto della vita alla sola dimensione economica: essere liberi, per i liberali, significa essere liberi di possedere e di fare l&#8217;uso che si vuole della propriet\u00e0, senza alcuna remora nei confronti del corpo sociale; e le leggi intrinseche dell&#8217;accumulazione capitalista, che conducono alla concentrazione dei grandi monopoli finanziari, esigono che l&#8217;intera umanit\u00e0 sia ridotta a una massa di produttori consumatori, che il sistema cerca di pagare sempre di meno e di spingere ad acquistare sempre di pi\u00f9 (un&#8217;equazione impossibile, come capirebbe anche un bambino: ma tali sono le dinamiche proprie dell&#8217;usura spinta oltre qualsiasi limite, come sta avvenendo). Di contro alla falsa celebrazione liberale delle diversit\u00e0, si apre quindi uno spazio affinch\u00e9 una diversa proposta filosofica si ponga come l&#8217;autentica custode dei valori della identit\u00e0 e della diversit\u00e0, non nel segno della chiusura e dell&#8217;isolamento (come vorrebbe la propaganda liberale, in un&#8217;ottica di terrorismo psicologico e di criminalizzazione del dissenso), ma nel segno della collaborazione e della interazione positiva fra soggetti diversi, ciascuno dei quali conscio e fiero di quel che \u00e8, con tutte le sue tradizioni e le sue specificit\u00e0, che ne hanno fatto ci\u00f2 che al presente \u00e8, proprio come la storia familiare di una persona spiega ci\u00f2 che essa \u00e8 diventata nel corso della sua vita. Infatti l&#8217;identit\u00e0 serve a poco, se non \u00e8 accompagnata dalla piena consapevolezza di s\u00e9: in altre parole, quel che conta non \u00e8 soltanto essere, ma sapere di essere; mentre nell&#8217;ottica liberale conta unicamente il possedere e, anzi, bisogna scordarsi di essere, perch\u00e9 chi ha una forte coscienza di s\u00e9 non si lascia facilmente manipolare e condurre ad agire in maniera contraria ai suoi veri bisogni. Ora, nella societ\u00e0 liberale \u00e8 proprio questo che avviene: gli individui, spossessati della propria identit\u00e0 e della coscienza di s\u00e9, sono ridotti a un gregge anonimo che adotta un sistema di vita radicalmente contrario ai veri bisogni della persona: un esercito di <em>lemming<\/em> in folle corsa verso il margine del precipizio.<\/p>\n<p>Alain De Benoist individua nel conservatorismo la filosofia che si contrappone oggettivamene al liberalismo, in quanto custode naturale degli interessi comunitari, contro l&#8217;egoismo individualistico del pensiero liberale. La parola <em>conservatore<\/em> pu\u00f2 piacere o non piacere; noi preferiamo il termine <em>tradizionale<\/em>: ma la sostanza del discorso \u00e8 la stessa. Si tratta di proporre agli uomini della tarda modernit\u00e0 una via d&#8217;uscita dal vicolo cieco in cui si trovano, che non sia un puro e semplice tornare indietro, bens\u00ec dare una risposta ai problemi del presente facendo ricorso ai tesori della tradizione. Non a caso i progressisti hanno fatto e fanno di tutto affinch\u00e9 si perda perfino la memoria del passato: gli urbanisti moderni, ad esempio, provano una gioia maligna nel demolire i vecchi edifici e i vecchi quartieri e nel dare ad essi un volto completamente nuovo, ispirato ai falsi valori dell&#8217;avere: valga per tutto l&#8217;esempio di Parigi, dove alcuni dei quartieri pi\u00f9 caratteristici, come le Halles, sono stati distrutti per fare posto a nuovi centri direzionali caratterizzati da una straordinaria bruttezza e anonimit\u00e0 architettonica. E sempre su questa scia si pone la Piramide del Louvre, di fronte al venerando palazzo storico, oppure, spostandoci altrove, gli orrori modernisti delle <em>archistar<\/em> che marchiano a fuoco il paesaggio urbano delle capitali e delle principali citt\u00e0, non sono occidentali (e qui appunto si vede come la pestilenza della modernit\u00e0 liberale abbia ormai contagiato ogni angolo del globo terracqueo, anche dove esistono organismi politici non omologati all&#8217;Occidente). Non a caso abbiamo parlato di un marchio: gli architetti e gli urbanisti del Nuovo Ordine Mondiale sono tutti massoni e vogliono imprimere il loro marchio ideologico sul volto delle citt\u00e0, a volte nella maniera pi\u00f9 esplicita, come nell&#8217;Aeroporto internazionale di Denver, nel Colorado, o mediante cerimonie d&#8217;inaugurazione di schietto significato esoterico, se non addirittura satanico, come per il Traforo del San Gottardo (cfr. i nostri articoli: <em>Hanno scelto il diavolo per patrono e vogliono imporlo anche a noi<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 16\/12\/17; <em>Il diavolo comincia a mostrarsi apertamente<\/em>, il 19\/01\/18; <em>\u00c8 necessario riconsacrare il mondo a Dio<\/em>, il 15\/04\/18). Ora, fra tutte le filosofie tradizionali, la sola che possiede la capacit\u00e0 di porsi alla guida di un processo di riscatto e di rinascita dell&#8217;Occidente \u00e8 quella cristiana, che affonda le radici nella Tradizione con la lettera maiuscola, cio\u00e8 in una realt\u00e0 non umana, ma soprannaturale. \u00c8 da l\u00ec che si deve ripartire, per dare un vero messaggio di speranza agli uomini di tutto il mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo vivendo nel corso di una svolta epocale, un vero e proprio cambio di paradigma; ma poich\u00e9 si tratta di un cambio dovuto alla globalizzazione, questo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[110,174,188,202],"class_list":["post-27790","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-civilta","tag-impero-romano","tag-liberalismo","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27790\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}