{"id":27786,"date":"2019-02-03T09:46:00","date_gmt":"2019-02-03T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/03\/per-una-pedagogia-graduale-della-verita\/"},"modified":"2019-02-03T09:46:00","modified_gmt":"2019-02-03T09:46:00","slug":"per-una-pedagogia-graduale-della-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/03\/per-una-pedagogia-graduale-della-verita\/","title":{"rendered":"Per una pedagogia graduale della verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Immaginiamo una situazione di pura fantasia; una situazione teorica, di quelle che sono create dai romanzieri o che sono sfruttate dagli sceneggiatori cinematografici, perch\u00e9 possiedono il giusto <em>mix<\/em> di <em>suspence<\/em>, mistero, avventura e dramma psicologico. Immaginiamo, dunque &#8212; ripetiamo: nessun riferimento alla realt\u00e0; nessuna allusione, proprio nessuna, a fatti o persone dell&#8217;attualit\u00e0 &#8212; che un qualsiasi membro dell&#8217;equipaggio di una qualsiasi nave da trasporto, un giorno, per caso, anzi, una sera (\u00e8 pi\u00f9 suggestivo, fa pi\u00f9 atmosfera), passando davanti al quadrato degli ufficiali, non visto e non udito, oda un brano di conversazione. Lui sta passando di l\u00ec per andare verso gli alloggi dell&#8217;equipaggio: ha finito il suo turno di lavoro sul ponte e si appresta ad andare a riposare. La voce del capitano, piuttosto alterata, ha richiamato la sua attenzione e lo ha indotto ad avvicinarsi alla porta, socchiusa, da cui essa proviene. La sera \u00e8 calda &#8211; siamo ai Tropici e il mare \u00e8 una lastra d&#8217;olio: nessun rumore esterno, neppure una bava di vento, viene a coprire o disturbare l&#8217;acustica del luogo; anzi, la porta semiaperta crea, per qualche misteriosa circostanza di ordine fisico, una sorta di rimbombo nel prospiciente corridoio, per cui le parole che vengono da dentro si ripercuotono come sotto l&#8217;effetto di un&#8217;eco. Il marinaio non \u00e8 affatto un curioso, o un impiccione, e meno ancora un intrigante; passando di l\u00ec non aveva la bench\u00e9 minima intenzione di origliare; a dirla tutta, \u00e8 moto stanco e il suo unico desiderio era di andare a gettarsi quanto prima sulla sua cuccetta. Per\u00f2 la luce accesa e la voce alterata del comandante hanno esercitato uno strano effetto su di lui; il fatto stesso che sia in corso una riunione nel quadrato ufficiali, a quell&#8217;ora, gli \u00e8 parso un fatto quanto mai insolito, perfino un po&#8217; inquietante. Di cosa stanno parlando, e perch\u00e9 di notte, all&#8217;insaputa di tutti, mentre quasi tutto l&#8217;equipaggio \u00e8 sceso a riposare nei suoi alloggi, e sul ponte sono rimasti solo gli uomini strettamente indispensabili per la navigazione notturna? Per questo motivo, e contro tutte le sue abitudini, perfino contro il suo temperamento, l&#8217;uomo \u00e8 rimasto quasi paralizzato dallo stupore e poi si \u00e8 avvicinato, in punta di piedi, per cercar di cogliere almeno qualche frase di quella misteriosa riunione notturna.<\/p>\n<p>Ed ecco, mentre si trattiene l\u00ec, dietro la porta socchiusa, col cuore che gli batte forte nel petto, e il sudore che incomincia a scendergli copioso per le membra, mentre trattiene perfino il respiro e se ne sta immobile, come se fosse costretto a stare fermo in mezzo a una distesa di uova, gli giungono all&#8217;orecchio delle frasi di senso compiuto, senso, per\u00f2, che stenta ad accettare, tanto gli paiono incedibili, inverosimili, inaccettabili. Impossibile dire quante persone ci siano nella stanza; ogni tanto ode interloquire voci diverse, e gli sembra anche di averne riconosciute un paio, per\u00f2 non sarebbe in grado di precisare se gli ufficiali siano tutti l\u00ec, tanto pi\u00f9 che almeno il secondo ufficiale e l&#8217;ufficiale di rotta dovrebbero essere, per forza, ai loro posti. Ad ogni modo, a parlare \u00e8 quasi sempre il comandante: un ufficiale di marina di lungo corso, apprezzato da tutti, nella cui carriera non si sa dell&#8217;esistenza di una sola macchia, di un solo neo; un uomo di alta professionalit\u00e0 e dalla reputazione immacolata, stimato dai colleghi e dagli armatori, rispettato dall&#8217;equipaggio, anche se non precisamente amato da tutti. Il nostro uomo, ad esempio, non ha mai provato alcuna simpatia nei suoi confronti, non saprebbe nemmeno lui dire esattamente perch\u00e9: una sensazione di distacco, di freddezza; una luce tagliente e dura nel suo sguardo: tutto qui. Nessuno screzio aperto, nessun gesto o provvedimento, da parte del capitano, che si possano interpretare come bizzarri, o ingiusti, o irregolari. Semplicemente, non \u00e8 un uomo che trasmetta simpatia, e forse neppure fiducia: questa, almeno, \u00e8 l&#8217;impressione che il marinaio ne ha sempre avuto, sin dal momento che quegli \u00e8 salito a bordo &#8212; perch\u00e9 a prendere il comando della nave \u00e8 arrivato qualche mese innanzi, mentre la maggior parte dell&#8217;equipaggio, su quella imbarcazione, ci vive e ci lavora da anni. D&#8217;altra parte, il nostro marinaio non \u00e8 un sentimentale, n\u00e9 un uomo dalla forte immaginazione, o esageratamente emotivo e suggestionabile; \u00e8 un tipo pratico, se si vuole terra terra: a lui non importa che il nuovo comandante non gli ispiri una particolare simpatia, o che non la ispiri anche a qualche altro membro dell&#8217;equipaggio; l&#8217;importante \u00e8 che sappia fare bene il suo mestiere. Un comandante non deve piacere, non si tratta di un requisito indispensabile nella marina mercantile. Se un marinaio non \u00e8 contento, si pu\u00f2 sempre licenziare: non sono pi\u00f9 i tempi della marineria a vela, quando inimicarsi il capitano significava rimediare frustate o peggio, e magari essere abbandonati, soli e senza risorse, sulla spiaggia di qualche isola disabitata, come accadde al celebre marinaio scozzese Alexander Selkirk al principio del XVIII secolo. Purch\u00e9 sappia il fatto suo, un comandante vale l&#8217;altro; cos\u00ec la pensa, o meglio la pensava, il nostro uomo.<\/p>\n<p>Adesso, per\u00f2, \u00e8 diverso; adesso la vera natura del suo comandante non pu\u00f2 lasciarlo indifferente. Quel che ha udito, bench\u00e9 gli siano sfuggiti molti particolari, e bench\u00e9 abbia dovuto allontanarsi in fretta, perch\u00e9 la riunione degli ufficiali era quasi alla fine e temeva di essere sorpreso in quella posizione compromettente, \u00e8 di una gravit\u00e0 eccezionale. In breve, si tratta di questo: il capitano ha deciso di far naufragare la nave, senza curarsi minimamente di quel che accadr\u00e0 agli uomini dell&#8217;equipaggio. Probabilmente \u00e8 d&#8217;accordo con l&#8217;armatore e ha in mente un piano preciso, il cui scopo \u00e8 far intascare alla compagnia marittima una grossa somma dalla societ\u00e0 di assicurazioni. Uno sporco affare, insomma; un affare che vede il comandante impegnato in un preciso disegno per causare la perdita della nave, beni e &#8211; forse &#8212; uomini. Dalle parole che ha udito, nulla fa pensare che i congiurati si siano minimamente preoccupati se e quanti marinai perderanno la vita. Il piano \u00e8 quello di simulare un errore di rotta, o un difetto degli strumenti, per portare la nave contro gli scogli della costa pi\u00f9 vicina, di notte, quando la vigilanza del personale sar\u00e0 ridotta al minimo, possibilmente sfruttando la nebbia o qualche altra circostanza del genere. Quella notte, che, a quanto gli \u00e8 parso di capire, \u00e8 gi\u00e0 stata stabilita, ma purtroppo non ne ha inteso la data esatta, sul ponte e nella cabina di comando il capitano far\u00e0 in modo che ci siano solo degli uomini fidati, cio\u00e8 alcuni ufficiali che sono a parte del complotto: cos\u00ec saranno sicuri che nessuno vedr\u00e0 nulla e nessuno lancer\u00e0 l&#8217;allarme, fino a quando non sar\u00e0 troppo tardi per scongiurare il disastro. Il prezzo del tradimento \u00e8 gi\u00e0 stato stabilito e tutti quelli che ne sono a parte riceveranno la loro quota; ciascuno, anzi, ha gi\u00e0 ricevuto un acconto, e tutti si sono impegnati ad andare sino in fondo al piano criminale, simulando, nel frattempo, la massima naturalezza, affinch\u00e9 nulla ne trapeli e nessuno abbia la possibilit\u00e0 di mettersi in guardia.<\/p>\n<p>Dunque, la situazione \u00e8 questa. Possiamo solo immaginare la ridda di pensieri che si affollano nella mente del marinaio: la sua angoscia, il suo turbamento, la sua disperazione. Sa di essere a bordo di una bara galleggiante; sa che una notte, senza alcun preavviso, la nave andr\u00e0 a cozzare contro gli scogli e far\u00e0 naufragio, mentre quasi tutto l&#8217;equipaggio sar\u00e0 immerso nel sonno; sa che di tale piano odioso sono partecipi sia il comandante, sia gli ufficiali, forse non tutti, per\u00f2 parecchi; e qui sta il punto: di chi ci si pu\u00f2 ancora fidare, e di chi no? Che cosa deve fare, lui che ha scoperto il complotto, lui che sa quale destino incombe su tutti quanti? Perch\u00e9 \u00e8 certo che qualcosa dovr\u00e0 pur fare: ma che cosa, mio Dio, che cosa? Parlare con gli altri, condividere il terribile segreto di cui \u00e8 diventato l&#8217;involontario custode: ma con chi? Come essere certo di non rivolgersi alla persona sbagliata? Chiunque, per quel che ne sa lui, potrebbe esser complice della congiura. Se si confidasse con uno di loro, la sua vita potrebbe essere in pericolo immediato. Fino a dove sarebbero capaci di spingersi, costoro? Un gruppo criminale che ha deciso di far perire la nave e che non calcola affatto la vita dell&#8217;equipaggio, avrebbe degli scrupoli ad assassinare un uomo, pur di chiudergli la bocca ed evitare di essere scoperto? Ma, oltre a questo, il marinaio incomincia a sperimentare una sensazione affatto nuova, quale mai avrebbe immaginato di provare: come \u00e8 duro essere a conoscenza di una verit\u00e0 indicibile, di una verit\u00e0 che non pu\u00f2 essere detta, perch\u00e9 non verrebbe creduta! Chi mai crederebbe a un uomo comune, il quale accusi uno stimato comandante di voler condurre deliberatamente la sua nave al naufragio? No: per credere una cosa del genere ci vuole un animo troppo forte, una coscienza pi\u00f9 libera, una padronanza di s\u00e9 superiore alla media. Vi sono delle verit\u00e0 talmente spaventose, che la maggior parte degli uomini se ne ritraggono, spaventati e turbati, e preferiscono dire a se stessi di essersi ingannati; preferiscono fingere di non sapere, perch\u00e9 altrimenti dovrebbero mutare completamente la loro prospettiva sulla realt\u00e0. Accettare l&#8217;idea che le persone poste pi\u00f9 in alto, e che godono della fiducia universale, forse non sono altro che dei cinici ambiziosi, del tutto indifferenti alla vita e al bene degli uomini comuni; che sono solo dei tragici commedianti, impegnati a recitare una ignobile farsa, il cui solo scopo \u00e8 ingannare sistematicamente tutti quanti, e intanto meditare il tradimento, studiare la maniera di colpire alle spalle tutte quelle persone ignare e disarmate, che si fidano, che non sospetterebbero mai nulla del genere: accettare una simile idea richiede una forza d&#8217;animo e una indipendenza di giudizio rarissimi, quali ne possiede, forse, una persona su mille, o anche meno. E dunque, come fare quando si viene a sapere una cosa del genere, quando si diventa partecipi di un segreto talmente spaventoso? Come trovare il modo di dirlo? E come vincere la ripugnanza che si prova nei confronti della verit\u00e0, di quella verit\u00e0 che non si sarebbe mai voluto conoscere? Si arriva a rimpiangere la beata ignoranza di prima, lo stato sereno di quando non si conosceva il terribile segreto, e si giunge al punto di accusare se stessi, di darsi dei folli, degli allucinati, di credere di essersi ingannati, di aver sentito male, di aver interpretato in maniera sbagliata. Si preferirebbe dare torto a se stessi, piuttosto che accettare la dura realt\u00e0; eppure si sa, nel proprio intimo, che \u00e8 tutto vero, che non ci si \u00e9 sbagliati, che non si potr\u00e0 mai pi\u00f9 tornare a fingere di non sapere nulla. In quei momenti, in quella situazione, chi ha scoperto una verit\u00e0 che non pu\u00f2 essere detta, soffre una tremenda solitudine: la solitudine di chi non pu\u00f2 dire ci\u00f2 che ha appreso, o che, pur dicendolo, non viene creduto, viene ritenuto pazzo, o peggio, viene indicato come un pericoloso perturbatore dell&#8217;ordine e della pace. In cambio della sua sollecitudine di voler mettere in guardia gli altri, \u00e8 accusato, denigrato, infangato, trattato da nemico pubblico, da visionario, da presuntuoso temerario.<\/p>\n<p>Abbiamo raccontato una storia Come andr\u00e0 a finire? L&#8217;importante non \u00e8 questo, ma capire quanto \u00e8 difficile la pedagogia della verit\u00e0. Chi ha compreso la verit\u00e0 non viene mai ringraziato per averla detta; al contrario, deve prepararsi ad affrontare una totale incomprensione e una radicale chiusura, accompagnata da un profondo rancore e da un&#8217;implacabile ostilit\u00e0. L&#8217;obiezione pi\u00f9 frequente che gli verr\u00e0 opposta sar\u00e0 questa: <em>Chi credi di essere, per dire simili cose? Ti ritieni pi\u00f9 intelligente, pi\u00f9 perspicace di tutti quanti?<\/em> Due sono i sentimenti che le sue parole susciteranno: oltre all&#8217;incredulit\u00e0 per l&#8217;enormit\u00e0 della sua rivelazione, incredulit\u00e0 che trae origine dalla forma mentale di gran parte degli uomini, costituzionalmente incapaci di modificare radicalmente, su due piedi, una convinzione lungamente conservata nell&#8217;animo, anche l&#8217;invidia e l&#8217;irritazione nei confronti di qualcuno che viene percepito come presuntuoso e arrogante. La maggior parte della gente \u00e8 fatta cos\u00ec: preferisce non far nulla e continuare la vita di tutti i giorni, piuttosto che prendere in considerazione un&#8217;ipotesi cos\u00ec spaventosa, come quella di stare viaggiando su una nave gi\u00e0 morta, destinata al naufragio, per opera di quelli stessi che ne hanno la responsabilit\u00e0, come della vita di quanti si trovano a bordo. Innumerevoli casi lo confermano: quando la verit\u00e0 \u00e8 troppo dura da accettare, si preferisce ignorarla e dare torto a colui che la esprime. Cos\u00ec molte persone, ingannate e tradite da quelli che amano di pi\u00f9 al mondo, preferiscono rifiutare ogni avvertimento e concepiscono un&#8217;implacabile avversione per l&#8217;amico che ha provato a sollevar loro il velo dagli occhi. E la stessa cosa accade al soldato che viene tradito dal suo ufficiale; al risparmiatore che viene tradito dalla sua banca; al paziente che viene ingannato dal suo medico di fiducia; allo studente che viene ingannato dal suo insegnante; al credente che viene ingannato e tradito dal suo sacerdote o dal suo vescovo, i quali lo accompagnano lungo i sentieri perversi di una fede che non \u00e8 pi\u00f9 quella vera, quella che conduce alla verit\u00e0 e alla salvezza, ma un&#8217;altra, del tutto diversa, ma che ve lo conducono un passo alla volta, con paziente, diabolica abilit\u00e0, senza dargli modo di rendersi conto delle loro subdole intenzioni; o forse s\u00ec. Forse quel credente, in fondo, desidera essere ingannato; o, per dir meglio, preferisce non dover prendere atto che lo stanno ingannando. Prendere coscienza di una verit\u00e0 scomoda e inquietante \u00e8 faticoso, oltre che traumatico: implica una svolta radicale nella propria vita. Chi accetta di prender atto che \u00e8 stato ingannato e tradito, sa che la sua vita non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa; sa che dovr\u00e0 affrontare un cammino del tutto nuovo ed impervio; sa che perder\u00e0 quasi tutti gli amici e i punti di riferimento; che dovr\u00e0 sopportare, oltre alla propria sofferenza interiore, l&#8217;incomprensione degli altri, i quali gli si rivolteranno contro. Ecco perch\u00e9 la pedagogia della verit\u00e0 deve essere, per forza di cose, graduale e paziente. Non si pu\u00f2 dir tutto e subito: bisogna aver compassione della fragilit\u00e0 umana. E pregare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginiamo una situazione di pura fantasia; una situazione teorica, di quelle che sono create dai romanzieri o che sono sfruttate dagli sceneggiatori cinematografici, perch\u00e9 possiedono il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-27786","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27786"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27786\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}