{"id":27785,"date":"2021-12-27T04:55:00","date_gmt":"2021-12-27T04:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/27\/per-un-soffio-colombo-manco-lo-stretto-fra-i-due-mari\/"},"modified":"2021-12-27T04:55:00","modified_gmt":"2021-12-27T04:55:00","slug":"per-un-soffio-colombo-manco-lo-stretto-fra-i-due-mari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/27\/per-un-soffio-colombo-manco-lo-stretto-fra-i-due-mari\/","title":{"rendered":"Per un soffio Colombo manc\u00f2 lo stretto fra i due mari"},"content":{"rendered":"<p>La maggior parte delle persone crede che Cristoforo Colombo non abbia mai compreso di non aver raggiunto la meta desiderata dei suoi viaggi, le Indie; che si sia intestardito a cercare sulle coste e nelle isole americane quelle ricchezze favolose che Marco Polo descrive nel <em>Milione<\/em>; che sia morto fermissimamente persuaso di non aver scoperto un nuovo continente, ma di aver raggiunto qualche estrema propaggine dell&#8217;Asia. Cos\u00ec, pi\u00f9 o meno, raccontano la sua vicenda a scuola; e in seguito sono ben pochi quelli che provano la curiosit\u00e0 di approfondire per conto proprio l&#8217;argomento. Come avviene per quelle cose che tutti credono di conoscere a sufficienza, solo perch\u00e9 ne hanno sentito parlare sin da bambini, si accontentano delle scarse e discutibili nozioni apprese sui banchi di scuola e non domandano altro.<\/p>\n<p>La realt\u00e0, in effetti, \u00e8 molto diversa. Esperto navigatore, buon geografo e uomo d&#8217;intelligenza superiore, Colombo aveva compreso benissimo che le terre da lui scoperte non erano parte dell&#8217;Asia: pensare diversamente significa far torto al buon senso e all&#8217;evidenza. Si era reso conto che i calcoli di Paolo Dal Pozzo Toscanelli peccavano per difetto nella stima della circonferenza terrestre: che il mondo \u00e8 pi\u00f9 grande e che la distanza da lui percorsa per raggiungere le &quot;Indie&quot; era troppo breve. Inoltre, nel corso dei suoi ripetuti viaggi, aveva avuto modo di constatare che nessuna delle terre da lui raggiunte presentava alcuna affinit\u00e0 con le descrizioni dell&#8217;Asia allora note; che la stessa struttura fisica degli indigeni era diversa da quella degli orientali; inoltre nessuna grande civilt\u00e0, nessuna metropoli, nessun palazzo in muratura egli aveva incontrato, pur navigando su e gi\u00f9 per quelle coste e fra quegli arcipelaghi. Pensare che perseverasse nella convinzione iniziale vuol dire fare di lui un ostinato, un testardo, un meschino che, pur di non ammettere d&#8217;aver mancato l&#8217;obiettivo, pretende di negare la realt\u00e0 delle cose.<\/p>\n<p>La &quot;svolta&quot; nel pensiero geografico di Colombo si colloca dopo il terzo viaggio, avvenuto nel 1498-99; il quarto, del 1502-04, che tenne una rotta mediana fra quella del secondo e quella del terzo, dirigendosi, oltre il grande arco delle Antille, direttamente verso la sezione pi\u00f9 meridionale dell&#8217;America centrale, l\u00e0 dove il continente si restringe al massimo e la distanza fra l&#8217;Atlantico e il Pacifico si assottiglia pi\u00f9 che mai, fu concepito e condotto precisamene allo scopo di trovare una via che consentisse il passaggio verso le &quot;vere&quot; Indie. L&#8217;ammiraglio aveva intuito che in quella ristretta fascia latitudinale, fra il parallelo della Martinica e quello della costa dell&#8217;Honduras, doveva trovarsi o un passaggio marittimo, o un istmo cos\u00ec breve e facilmente superabile da rendere possibile il proseguimento del viaggio oltre il &quot;muro&quot; frapposto dall&#8217;America (che, ricordiamolo, ancora non si chiamava affatto cos\u00ec, proprio per l&#8217;incertezza del suo <em>status<\/em> geografico, ma semplicemente Indie occidentali, o Indie e basta, per quelli che lo consideravano un semplice avamposto del&#8217;Asia: solo nel dal 1507 entr\u00f2 in uso il nome &quot;America&quot;, in onore del fiorentino Amerigo Vespucci).<\/p>\n<p>Incredibile a dirsi: il tratto di costa del continente esplorato da Colombo nel suo quarto e ultimo viaggio, affrontando le peggiori difficolt\u00e0 nautiche che avesse ma incontrato nei viaggi precedenti, tempeste e trombe marine d&#8217;inaudita violenza, il tutto con quattro piccole caravelle, tipo di nave da lui scelta precisamente per poter risalire le foci dei fiumi e cercare a ogni costo l&#8217;agognato &quot;stretto&quot;, o passaggio, \u00e8 proprio quello che nelle passate ere geologiche non esisteva, per la separazione dei due continenti del Nord e del Sud; lo stesso ove poi gli uomini avrebbero individuato le condizioni pi\u00f9 idonee per la costruzione di un canale artificiale, quello di Panama, realizzato nel 1907-14 e lungo 81 km. Un altro punto idoneo era stato individuato all&#8217;altezza del Lago Nicaragua, mediante l&#8217;escavazione del terreno sule due sponde dello stesso, e sfruttando cos\u00ec la superficie lacustre per abbreviare la distanza fra i due oceani. Il progetto fu concepito nel 1904 e poi abbandonato in favore della zona centrale di Panama, ma nel 2013 \u00e8 stato ripreso in esame dal governo del Nicaragua: il vantaggio che tale opera, una volta realizzata, presenterebbe rispetto al canale oggi esistente, \u00e8 che per la nuova opera potrebbero transitare le navi di stazza pi\u00f9 grande, le gigantesche portacontainer che, invece, non possono passare dal canale di Panama a causa dei bassi fondali (la profondit\u00e0 massima \u00e8 di 12 metri appena, e quella media \u00e8 assai minore) e del loro eccessivo pescaggio. Infine, quel tratto di costa \u00e8 anche quello ove per primo un esploratore europeo, il <em>conquistador<\/em> Vasco Nu\u00f1ez de Balboa, percorrendo a piedi con la sua colonna le dense foreste del Dari\u00e9n e aprendosi la strada combattendo contro gl&#8217;indiani ostili, giunse per primo a vedere, il 25 settembre 1513, le acque scintillanti di quello che allora venne chiamato Mare del Sud, e poco pi\u00f9 tardi, da Magellano, Oceano Pacifico.<\/p>\n<p>Nel suo bel libro dedicato allo scopritore del Nuovo Mondo, il navigatore ed esploratore Jean-Baptiste Charcot (1867-1936), che sarebbe perito con tutto l&#8217;equipaggio nel naufragio della sua nave <em>Porquoi-pas? IV<\/em> al largo dell&#8217;Islanda, cos\u00ec descrive la fase cruciale della ricerca dello &quot;stretto&quot; fra i due oceani (da: J.-B. Charcot, <em>Cristoforo Colombo marinaio<\/em>; titolo originale: <em>Christophe Colomb vu par un marin<\/em>, Paris, Flammarion, 1928; traduzione dal francese di Gino Doria, Firenze, Giunti Martello, 1982, pp. 207-209):<\/p>\n<p><em>Il 13 dicembre [del 1502], una tromba, fenomeno assai frequente in quei mari, avanz\u00f2 verso le navi. Colombo e i suoi equipaggino avevano vedute precedentemente nei mari del Nuovo Mondo e fors&#8217;anche sulle coste nord e ovest della Spagna; ma questa doveva essere particolarmente pericolosa per la caravella.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;Ammiraglio accese un cero benedetto nel fanale di poppa e fece salire sul ballaturo un araldo con il guidone reale, insegna suprema del comando; cinse il cordone di San Francesco, si arm\u00f2 della grande spada con dalla impugnatura a croce, poi lesse ad alta voce l&#8217;evangelo di San Giovanni. La sinistra tromba, cos\u00ec esorcizzata, si dissolse e l&#8217;equipaggio, buttatosi ginocchioni, cant\u00f2 il &quot;Salve Regina&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il 17 dicembre si potettero carenare le navi in una baia , poi, dice lo steso Colombo: \u00abTornai a tentare e perfidiare per andare a mio cammino; che ancora mi fusse fatto bon tempo, gi\u00e0 aveva li navigli innavigabili e la gente inferma e morta\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Insomma, dalla fine d&#8217;ottobre 1502 a gennaio 1503, fu la ricerca febbrile dello &quot;stretto&quot;; volontariamente, o forzato dalle circostanze, penetr\u00f2, correndo i pi\u00f9 grandi rischi, nelle baie e nei fiumi, se ne and\u00f2 verso est, poi torn\u00f2 a ovest, per tornare ancora. Frug\u00f2 la costa e si urt\u00f2 contro la muraglia che si ergeva fra lui e l&#8217;oceano che conduce alle vere Indie. Questa pagina \u00e8 forse a pi\u00f9 bella, la pi\u00f9 commovente della straordinaria storia di Cristoforo Colombo.<\/em><\/p>\n<p><em>Con una inquietante e geniale intuizione, che sembra voler dare ragione a Roselly de Lorgues quando esclama: \u00abchi non crede al sovrannaturale non pu\u00f2 comprende Colombo\u00bb, l&#8217;Ammiraglio limit\u00f2 le sue ricerche a una sessantina di miglia di costa. Voleva trovare il passaggio l\u00e0 dove avrebbe dovuto essere, l\u00e0 dove fu nei tempi geologici; arriv\u00f2 al punto preciso in cui la natura lo aveva lasciato abbozzato e dove \u00e8 ora scavato dal genio degli uomini!<\/em><\/p>\n<p><em>Colombo, ispirato e mistico, colloc\u00f2, come abbiamo detto, il Paradiso terrestre a sud dell&#8217;istmo dove cercava lo &quot;stretto&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora, il dotto geologo francese Douvill\u00e9 ci apprende che \u00abquando si studia la distribuzione dei fossili nei tempi geologici, si constata l&#8217;esistenza nei nari de periodo secondario, di una zona calda, privilegiata dal punto di vista dello sviluppo degli esseri; fa il giro del globo separando l&#8217;Eurasia dall&#8217;Africa, e l&#8217;America del Nord dall&#8217;America del Sud\u00bb. A questo mare circolare il Douvill\u00e9 ha dato il nome di Mesogea,. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;America, il limite settentrionale della Mesogea partiva dal nord della penisola della California e seguiva press&#8217;a poco il parallelo del 32\u00b0 latitudine nord; il suo orlo meridionale partiva da Santa F\u00e9 di Bogot\u00e0 a circa 5\u00b0 nord e risaliva verso l&#8217;isola della Trinit\u00e0 (10\u00b0 latitudine nord).<\/em><\/p>\n<p><em>Non v&#8217;\u00e8 qualche cosa che turba nel constatare che Cristoforo Colombo cerc\u00f2 il &quot;suo stretto&quot; nella precisa regione in cui la doga che, per sollevamento, venne a tagliare la Mesogea, \u00e8 pi\u00f9 stretta, e che egli colloc\u00f2 il Paradiso terrestre sulle rive di quello stesso mare benefico, culla delle civilt\u00e0 umane?<\/em><\/p>\n<p><em>Se in una delle sue discese a terra avesse esplorato qualche chilometro in pi\u00f9, avrebbe avuto in parte la giustificazione della sua idea, ma questa gioia gli fu rifiutata; solo nel 1513 Balboa, in una spedizione, raggiunse un&#8217;altitudine da cui contempl\u00f2 l&#8217;Oceano Pacifico.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, ha ragione Jean-Baptiste Charcot: vi \u00e8 qualcosa non solo di emozionante e di commovente, ma anche d&#8217;inesplicabile, di misterioso e quasi di sovrannaturale, nella precisione con cui Cristoforo Colombo si ostin\u00f2 a cercare, le navi squassate dalle tempeste e ingombre di malati e di cadaveri, l&#8217;agognato &quot;stretto&quot; proprio l\u00e0 ove avrebbe dovuto essere, o dove avrebbe potuto venire aperto con l&#8217;opera dell&#8217;ingegno umano; qualcosa di sorprendente che lascia perplessi e pieni di domande. Egli &quot;sapeva&quot;, senza averne alcuna prova scientifica, che l\u00ec, proprio l\u00ec, fra l&#8217;Honduras e Panama, l&#8217;Oceano che conduceva all&#8217;Asia era pi\u00f9 vicino. Ma come poteva saperlo, visto che nessun uomo bianco vi si era mai affacciato, e anzi nessun un uomo bianco era in possesso di nozioni positive riguardo alla sua esistenza? Si direbbe che Colombo sapesse qualcosa che, razionalmente parlando, non avrebbe dovuto sapere: un po&#8217; come Dante Alighieri che descriveva con precisione le quattro bellissime stelle del Polo celeste antartico, senza che alcun navigatore europeo si fosse mai spinto a sud dell&#8217;Equatore, cos\u00ec da averle potute vedere (cfr. il nostro articolo: <em>Come faceva Dante a conoscere la costellazione della Croce del Sud?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 21\/02\/09 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 07\/11\/17). Si trattava di una semplice intuizione, o di qualcosa di pi\u00f9 definito?<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa. Cristoforo Colombo, nonostante sia passato alla storia come una delle figure emblematiche dell&#8217;et\u00e0 moderna che iniziava, era in realt\u00e0, per cultura, psicologia, prospettive esistenziali, un vero uomo del Medioevo, in tutto e per tutto. Quel che cercava non era solo la gloria e gli onori, ma un luogo ove reperire le ricchezze che avrebbero permesso ai Re Cattolici di finanziare una grande crociata contro il Turco, in modo da restituire Gerusalemme e gli altri luoghi santi della Palestina alla cristianit\u00e0. Diversissimo, come mentalit\u00e0 e come spirito religioso, da Cort\u00e9z o da Pizarro, non cercava l&#8217;oro e l&#8217;argento per arricchirsi, o comunque non solo per questo, ma per rendere possibile una guerra di liberazione che allontanasse il pericolo musulmano dal Mediterraneo, dall&#8217;Italia e dall&#8217;Europa. Inoltre, di fronte alle difficolt\u00e0 che incontrava nel corso delle sue pericolose navigazioni, era solito raccogliersi in preghiera e pretendeva che tutti gli equipaggi facessero altrettanto. Era un uomo che, di fronte all&#8217;avvicinarsi di una tromba marina, faceva leggere il Vangelo a voce alta e innalzava la croce contro le onde, invocando la protezione della Madre celeste; non scordandosi, poi, di far ringraziare i suoi marinai per il pericolo scampato, recitando un <em>Salve Regina<\/em>. In altre parole, era un uomo profondamente devoto, per il quale la realt\u00e0 soprannaturale, la grazia e la vita eterna erano sempre presenti, e superavano di gran lunga le preoccupazioni rivolte alla realt\u00e0 terrena. Era anche persuaso che la storia sacra avesse segnato il mondo di luoghi significativi, ad esempio che la sede del Paradiso terrestre, luogo dell&#8217;originaria perfezione umana, avesse una collocazione precisa nella geografia terrestre (anche in questo caso, come per Dante Alighieri); e tale collocazione, guarda caso, era nei pressi del sospirato &quot;stretto&quot;, o istmo, o comunque del passaggio che rendeva accessibile l&#8217;oceano rivolto verso l&#8217;Asia orientale ai navigatori provenienti dall&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Ci permettiamo perci\u00f2 una domanda, tanto indiscreta quanto, lo sappiamo bene, politicamente scorretta. \u00c8 possibile che la robusta fede di Cristoforo Colombo gli abbia vaso il &quot;premio&quot; di una speciale rivelazione, o suggerimento, o ispirazione, o comunque la si voglia chiamare, proveniente dall&#8217;Alto? \u00c8 possibile che le Potenze celesti abbiano voluto premiare le sue pie intenzioni, che lo animavano nella ricerca dello &quot;stretto&quot; verso l&#8217;Asia, suggerendogli dove cercare, e quale fosse la via pi\u00f9 breve verso la meta tanto desiderata? Ma, si obietter\u00e0, quello &quot;stretto&quot; Colombo non lo trov\u00f2. \u00c8 vero: ma fu vicinissimo a riuscirci. Nel 1520, una trentina d&#8217;anni dopo Fernando Magellano dovette scendere quasi alle latitudini antartiche per trovare infine la via naturale che adduce al Mar del Sud. Dio pu\u00f2 suggerire, aiutare; ma non si sostituisce al libero arbitrio, per rispetto della libert\u00e0 umana&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte delle persone crede che Cristoforo Colombo non abbia mai compreso di non aver raggiunto la meta desiderata dei suoi viaggi, le Indie; che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[93,113],"class_list":["post-27785","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-america","tag-cristoforo-colombo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27785","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27785"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27785\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}