{"id":27784,"date":"2018-09-30T10:13:00","date_gmt":"2018-09-30T10:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/30\/per-temere-i-leoni-di-samaria-bisogna-saper-vederli\/"},"modified":"2018-09-30T10:13:00","modified_gmt":"2018-09-30T10:13:00","slug":"per-temere-i-leoni-di-samaria-bisogna-saper-vederli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/30\/per-temere-i-leoni-di-samaria-bisogna-saper-vederli\/","title":{"rendered":"Per temere i leoni di Samaria bisogna saper vederli"},"content":{"rendered":"<p>Nel <em>Secondo Libro dei Re<\/em>, al capitolo diciassettesimo, si narra una vicenda un po&#8217; strana. Al tempo del profeta Osea, gli abitanti d&#8217;Israele si erano gravemente allontanati dalla legge del Signore, e questi, stancatosi infine delle loro continue infedelt\u00e0, li aveva abbandonati, dandoli in potere del crudele re degli Assiri, il quale aveva invaso il loro Paese e li aveva deportati nelle lontane regioni del Medio Oriente, in Mesopotamia e fino alla Media. Per ripopolare la ragione rimasta disabitata, questi aveva fatto venire genti di svariata provenienza da altre regioni del suo impero, che si erano stabilite a Samaria e nella regione circostante. Ma ecco, dei misteriosi leoni avevano incominciato a tormentare quei nuovi abitanti, scatenandosi fin dentro le vie della citt\u00e0 e divorando uomini e donne, giovani e vecchi. Disperati, i samaritani si erano rivolti al loro re per avere un soccorso, e questi aveva stabilito di rimandare loro un sacerdote ebreo, affinch\u00e9 li istruisse nel culto del Signore: vigeva, infatti, la credenza che una popolazione deve adorare gli dei di quel certo luogo, e costoro erano disposti a seguire l&#8217;usanza, convertendosi al Dio d&#8217;Israele, purch\u00e9 il flagello di quei leoni avesse termine. E cos\u00ec avvenne, anche se la conversione dei Samaritani fu solo parziale: essi, infatti, si convertirono al Dio d&#8217;Israele e ne ebbero timore, perch\u00e9 era il Dio del Paese nel quale erano andati a vivere, e della cui benevolenza avevamo bisogno; per\u00f2, nello stesso tempo, continuarono ad adorare anche le loro vecchie divinit\u00e0, che avevano importato dalle loro regioni di provenienza. Sia come sia, dei leoni, a quel punto, non si parla pi\u00f9, per cui pare che la predicazione del sacerdote giudeo sia valsa, almeno per il momento, ad allontanarli e a riconciliare i quei nuovi abitanti con il Dio d&#8217;Israele, nella cui terra si erano insediati. Solo in part, per\u00f2: perch\u00e9 il d&#8217;Israele \u00e8 un Dio geloso, che vuol essere adorato Lui solo, mentre i samaritani, come quasi tutti gli altri popoli del mondo antico, da buoni politeisti, pensavano che non vi fosse niente di male ad adorare due, tre, quattro, o anche dieci o venti divinit\u00e0 diverse nel medesimo tempo: meglio anzi una di pi\u00f9 che una di meno, non si sa mai, per non scontentarne alcuna.<\/p>\n<p>La vicenda narrata nel <em>Secondo libro dei re<\/em> ci sembra avere un significato anche se letta in chiave di attualit\u00e0. Si tratta di capire chi erano quei leoni che penetravano nelle citt\u00e0 della Samaria e divoravano gli abitanti, quasi a volerli punire della loro idolatria. Certo, se si legge la <em>Bibbia<\/em> come un qualsiasi altro libro scritto dalla mano dell&#8217;uomo, la cosa risulta incomprensibile, o meglio, appare chiaro che l&#8217;autore, a posteriori, ha voluto dare un&#8217;interpretazione soprannaturale di un fatto puramente storico. Non \u00e8 forse da considerare come un evento perfettamente naturale quello della comparsa di un certo numero di belve feroci, nella Palestina dell&#8217;VIII secolo avanti Cristo? Sappiamo che il leone era presente anche in Europa, in epoca storica: ne parla Omero nei suoi poemi, e i re macedoni andavano alla sua caccia, armati solo di lancia e spada, senza armatura n\u00e9 scudo. Nel Medio Oriente erano molto numerosi, e i re assiri davano loro la caccia stando sul cocchio, armati di arco e frecce. Dopo la deportazione degli ebrei, le citt\u00e0 della Samaria erano rimaste disabitate: nulla di strano che gli animali selvatici ne avessero fatto i loro covi; e nulla di strano che, all&#8217;arrivo dei nuovi abitanti, li abbiano visti alla stregua di una facile selvaggina da cacciare. Sappiamo che in Africa, orientale, ai primi del Novecento, una coppia di leoni particolarmente astuti e feroci fece strage fra gi operai di una ferrovia in costruzione, uccidendone a decine, e che in India un leopardo antropofago terrorizz\u00f2 per anni una intera regione, divorando centinaia di persone; figuriamoci cosa non potevano fare quelle belve in un&#8217;epoca in cui non esistevamo i fucili per tenerli a bada. C&#8217;\u00e8 solo un piccolo problema: che l&#8217;autore biblico dice esplicitamente che <em>il Signore&#8230; i invi\u00f2 contro di loro dei leoni, che ne facevano strage<\/em>. Perci\u00f2, i casi sono due: o si prende la <em>Bibbia<\/em> veramente sul serio, cio\u00e8 come un libro divinamente ispirato; oppure la si legge come un libro qualsiasi, e allora si \u00e8 liberi &#8211; come fanno i protestanti &#8211; di leggerla secondo le categorie mentali moderne, razionaliste, storiciste e scettiche.<\/p>\n<p>Ecco come la <em>Bibbia<\/em> narra quella oscura vicenda (<em>2 Re<\/em>, 17, 24-41, edizione C.E.I. 2008):<\/p>\n<p><em>Il re d&#8217;Assiria mand\u00f2 gente da Babilonia, da Cuta, da Avva, da Camat e da Sefarv\u00e0im e la stabil\u00ec nelle citt\u00e0 della Samaria al posto degli Israeliti. E quelli presero possesso della Samaria e si stabilirono nelle sue citt\u00e0.\u00a0All&#8217;inizio del loro insediamento non veneravano il Signore ed egli invi\u00f2 contro di loro dei leoni, che ne facevano strage. Allora dissero al re d&#8217;Assiria: \u00abLe popolazioni che tu hai trasferito e stabilito nelle citt\u00e0 della Samaria non conoscono il culto del dio locale ed egli ha mandato contro di loro dei leoni, i quali seminano morte tra loro, perch\u00e9 esse non conoscono il culto del dio locale\u00bb.\u00a0Il re d&#8217;Assiria ordin\u00f2: \u00abMandate laggi\u00f9 uno dei sacerdoti che avete deportato di l\u00e0: vada, vi si stabilisca e insegni il culto del dio locale\u00bb. Venne uno dei sacerdoti deportati da Samaria, che si stabil\u00ec a Betel e insegnava loro come venerare il Signore. Ogni popolazione si fece i suoi d\u00e8i e li mise nei templi delle alture costruite dai Samaritani, ognuna nella citt\u00e0 dove dimorava.\u00a0Gli uomini di Babilonia si fecero Succot-Ben\u00f2t, gli uomini di Cuta si fecero Nergal, gli uomini di Camat si fecero Asim\u00e0.\u00a0Gli Avviti si fecero Nibcaz e Tartak; i Sefarvei bruciavano nel fuoco i propri figli in onore di Adramm\u00e8lec e di Anamm\u00e8lec, divinit\u00e0 di Sefarv\u00e0im. Veneravano anche il Signore; si fecero sacerdoti per le alture, scegliendoli tra di loro: prestavano servizio per loro nei templi delle alture. Veneravano il Signore e servivano i loro d\u00e8i, secondo il culto delle nazioni dalle quali li avevano deportati.\u00a0Fino ad oggi essi agiscono secondo i culti antichi: non venerano il Signore e non agiscono secondo le loro norme e il loro culto, n\u00e9 secondo la legge e il comando che il Signore ha dato ai figli di Giacobbe, a cui impose il nome d&#8217;Israele. Il Signore aveva concluso con loro un&#8217;alleanza e aveva loro ordinato: \u00abNon venerate altri d\u00e8i, non prostratevi davanti a loro, non serviteli e non sacrificate a loro, ma venerate solo il Signore, che vi ha fatto salire dalla terra d&#8217;Egitto con grande potenza e con braccio teso: a lui prostratevi e a lui sacrificate. Osservate le norme, i precetti, la legge e il comando che egli ha scritto per voi, mettendoli in pratica tutti i giorni; non venerate altri d\u00e8i.\u00a0Non dimenticate l&#8217;alleanza che ho concluso con voi e non venerate altri d\u00e8i, ma venerate soltanto il Signore, vostro Dio, ed egli vi liberer\u00e0 dal potere di tutti i vostri nemici\u00bb. Essi per\u00f2 non ascoltarono, ma continuano ad agire secondo il loro culto antico.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec quelle popolazioni veneravano il Signore e servivano i loro idoli, e cos\u00ec pure i loro figli e i figli dei loro figli: come fecero i loro padri essi fanno ancora oggi.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, dicevamo che ci sono solo due modi di leggere la <em>Bibbi<\/em>a: o si crede che quanto vi \u00e8 scritto, pur senza bisogno di prendere tutto alla lettera, ha un significa allegorico e morale, oppure si attribuisce all&#8217;ingenuit\u00e0 o, magari, all&#8217;estro poetico di quegli autori &#8211; perch\u00e9, si sa, le genti orientali hanno un animo fortemente poetico e tendono a drammatizzare ogni cosa &#8212; tutto ci\u00f2 che riesce indigesto al nostro palato moderno, razionalista, ipercritico e sostanzialmente irreligioso. Non prendiamoci in giro; non c&#8217;\u00e8 un terzo modo di leggere la <em>Bibbia<\/em>, per chi \u00e8 cristiano; e non c&#8217;\u00e8 un altro modo di essere cristiano, per chi si professa tale, se non prendere estremamente sul serio la Parola di Dio. Per un cristiano, la <em>Bibbia<\/em> \u00e8 Parola di Dio: non \u00e8 parola di uomini. Ora, la principale difficolt\u00e0, per i cosiddetti cristiani moderni (una ben strana categoria, se vi si riflette: perch\u00e9 il cristiano \u00e8 cristiano e basta; l&#8217;essere moderno o non moderno riguarda il suo essere uomo, non il suo essere cristiano), nel leggere la <em>Bibbia<\/em> in tutta seriet\u00e0, deriva dall&#8217;elemento soprannaturale che la percorre dal principio alla fine. La creazione dal nulla \u00e8 un &quot;miracolo&quot;, e la Resurrezione di Cristo \u00e8 un altro &quot;miracolo&quot;: in mezzo vi \u00e8 tutta una serie di eventi soprannaturali, che alla mentalit\u00e0 moderna paiono &quot;miracolosi&quot;, perci\u00f2 difficili da accettare. I teologi dell&#8217;ultimo mezzo secolo detestano il soprannaturale e ignorano o deridono i &quot;miracoli&quot;: vedete un po&#8217; cosa dicono, dalla &quot;svolta antropologica&quot; in poi, a proposito di tutto ci\u00f2 che riguarda il soprannaturale. Un sedicente teologo che ora va per la maggiore, Enzo Bianchi, dice che se uno ha un cancro, nemmeno Dio glielo pu\u00f2 levare. Il signore argentino che siede, indegnamente, sul seggio di san Pietro, rincara la dose: la sofferenza \u00e8 incomprensibile, e Dio \u00e8 ingiusto. E siccome la santa Eucarestia \u00e8 il miracolo pi\u00f9 grande di tutti, che si rinnova ad ogni santa Messa, anche quella \u00e8 una cosa di cui i moderni teologi e i sacerdoti progressisti si son fatti un&#8217;idea tutta loro, assai vicina a quella del buon Lutero e del buon Calvino: una commemorazione dell&#8217;Ultima Cena, pi\u00f9 che un ripetersi del Sacrificio di Cristo per amore degli uomini. Inutile dire che, in questo modo, la Presenza reale finisce per dissolversi, per dileguare. Il pane non \u00e8 pi\u00f9 il vero Corpo di Cristo, e il vino non \u00e8 pi\u00f9 il suo Sangue, sparso per la nostra salvezza. Ancora non sono arrivati a dirlo chiaro e tondo, ma \u00e8 da un bel po&#8217; che ci girano intorno. Del resto, si sa che prima o poi lasceranno cadere quest&#8217;ultima maschera. Altrimenti la loro apostasia dalla fede non sarebbe completa, e il loro &quot;lavoro&quot; non sarebbe ultimato. Teniamoci pronti, perch\u00e9 presto ci arriveranno.<\/p>\n<p>Tornando ai leoni di Samaria: l&#8217;idea espressa dall&#8217;autore biblico \u00e8 molto chiara e semplice: c&#8217;\u00e8 una punizione per gli uomini che non hanno timor di Dio. Il vero Dio, naturalmente, non degli idoli. Gli uomini oggi adorano molti idoli: il piacere, il denaro, il successo. E stanno facendo qualcosa di ancor peggiore: stanno proclamando che il peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato; che l&#8217;uomo ha il pieno diritto di inseguire e realizzare tutti i suoi istinti, tutti i suoi impulsi; infine, stanno chiamando Dio a mallevadore di questo capovolgimento della morale. Stanno arruolando Dio fra gli idoli da adorare: stanno tentando di sfigurare il volto di Dio, del Dio unico e vero, quello insegnatoci da Ges\u00f9 Cristo, e che era Dio Egli stesso, con un&#8217;altra divinit\u00e0, larga di manica, tollerante, permissiva, che chiude un occhio, e magari tutti e due, sulle peggiori nefandezze, che scusa tutto, anche a chi non si pente, n\u00e9 si sogna di cambiar vita: dall&#8217;aborto all&#8217;eutanasia, passando per le peggiori sfrenatezze, sessuali e non sessuali, la superbia, la cupidigia. Stanno costruendosi un dio fatto sulla loro misura, un dio indifferenziato, indistinto, che si pu\u00f2 chiamare Ges\u00f9, o Jahv\u00e9, o Allah, o magari Buddha, o Manit\u00f9; un dio che ha cento nomi e cento facce, che si pu\u00f2 adorare in cento modi, che non \u00e8 la verit\u00e0, perch\u00e9 ha cento verit\u00e0, come insegnava Pirandello. Diciamo pure un grande architetto dell&#8217;universo, come lo chiamano i massoni. E questo falso dio, questo dio inerte, questo dio inconsistente e incapace di salvare alcuno, lo stanno spacciando, dentro le chiese cattoliche, dentro i seminari cattolici, dai pulpiti della santa Messa, per il Dio di Ges\u00f9 Cristo, che disse di S\u00e9: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. No, c&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra; ci stanno imbrogliando; ci stanno traghettando verso l&#8217;apostasia, e cercano di fare in modo che non ce ne accorgiamo.<\/p>\n<p>E i leoni di Samaria, allora, dove sono andati a finire? Dal momento che noi abbiamo abbandonato il culto del vero Dio, dal momento che ci siano messi ad adorare i falsi dei, o, cosa pi\u00f9 orribile di tutte, abbiano osato deturpare il volto di Dio e farne un&#8217;immagine falsa e ingannevole, adatta ai desideri dei nostri cuori perversi, come mai non sbucano fuori i leoni mandati da Dio a divorarci, per farci capire la gravit\u00e0 del nostro peccato, della nostra idolatria blasfema, e spingerci alla conversione, al riconoscimento del vero Dio, quale unica guida delle nostre vite? Ma il punto \u00e8 proprio questo: <em>i leoni ci sono<\/em>, e ci stanno divorando, le fauci spruzzate del nostro stesso sangue: <em>ma noi non li sappiamo vedere<\/em>. Le vittime della droga e quelle delle malattie sessuali, le vittime dell&#8217;alcolismo e dei suicidi; le vittime della guerra e della giustizia negata, che gridano vendetta davanti a Dio: siano noi, puniti per mezzo delle nostre passioni disordinate, dei nostri stessi peccati: e non ce ne rendiamo nemmeno conto, a tal punto siamo sprofondati nell&#8217;ignoranza, nell&#8217;avidit\u00e0, nell&#8217;egoismo, nell&#8217;abbrutimento. Si muore di Aids, per esempio: ma guai a dire che certe malattie sono la conseguenza di uno stile di vita sbagliato, che sono l&#8217;effetto di una inversione morale che si manifesta nei rapporti contro natura. E sappiamo tutti come ha reagito la neochiesa quando il padre Giovanni Cavalcoli ha osato accennare al fatto che un terremoto pu\u00f2 anche essere un segno del Cielo, affinch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 peccatrice si ravveda: \u00e8 stato zittito, \u00e8 stato rimproverato, \u00e8 stato punito e pubblicamente umiliato. No, mai: quelle cose non si possono, n\u00e9 si devono dire: \u00e8 un linguaggio che i &quot;cristiani&quot; moderni non vogliono assolutamente udire! Roba da medioevo, dicono: e s&#8217;indignano, schiumano di rabbia, digrignano i denti, come se non vi fosse alcuna relazione fra il peccato e i castighi che colpiscono l&#8217;umanit\u00e0 peccatrice. Si sono fabbricati un &quot;cristianesimo&quot; secondo i loro gusti e le loro inclinazioni, con tanto di sacerdoti gay e di santi gay &#8212; cos\u00ec, almeno, dice padre James Martin, invitato in qualit\u00e0 di esperto al recentissimo Incontro mondale della Famiglia. Esperto di cosa? E come Enzo Bianchi \u00e8 stato invitato a tenere gli esercizi spirituali mondali per il clero. Ma esperto di che? Per favore, cerchiamo di essere seri. La <em>Bibbia<\/em>, la Parola di Dio non \u00e8 uno scherzo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Secondo Libro dei Re, al capitolo diciassettesimo, si narra una vicenda un po&#8217; strana. 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