{"id":27775,"date":"2018-08-28T01:44:00","date_gmt":"2018-08-28T01:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/28\/per-piacere-a-dio-si-deve-far-vivere-luomo-spirituale\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"per-piacere-a-dio-si-deve-far-vivere-luomo-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/28\/per-piacere-a-dio-si-deve-far-vivere-luomo-spirituale\/","title":{"rendered":"Per piacere a Dio, si deve far vivere l&#8217;uomo spirituale"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una strana pretesa quella di quanti vorrebbero realizzare i loro scopi e, se falliscono, se la prendono con gli uomini e col destino, per\u00f2 vivono in modo sregolato, immorale ed egoistico, cio\u00e8 vivono secondo l&#8217;uomo carnale e non secondo l&#8217;uomo spirituale: perch\u00e9 solo se ci si spoglia dell&#8217;uomo vecchio e ci si riveste dell&#8217;uomo nuovo si pu\u00f2 piacere a Dio e solo cos\u00ec, con l&#8217;aiuto della sua grazia, si possono affrontare degnamente le battaglie della vita. Il che non significa che tutto andr\u00e0 secondo i nostro desideri, ma significa che tutto andr\u00e0 secondo il nostro bene. C&#8217;\u00e8 una notevole differenza fra le due cose: una differenza che l&#8217;uomo vecchio, impastato di amor di s\u00e9, non arriva nemmeno a sospettare, mentre l&#8217;uomo nuovo la vede, la intuisce, ne comprende la necessit\u00e0 e la bellezza: non tutto ci\u00f2 che piace \u00e8 anche bene; esistono delle cose piacevoli, ma deleterie; ed esistono delle cose che hanno un sapore amaro, ma che, proprio come le medicine, restituiscono la salute, l&#8217;equilibrio interiore, la pace. La differenza fra i due modi di vivere segna la differenza fra le due categorie di uomini, i carnali e gli spirituali; ma per passare dall&#8217;una all&#8217;altra, \u00e8 necessaria la <em>me\u00e0noia<\/em>, la conversione di tutto il proprio essere: solo allora l&#8217;uomo nuovo, spirituale, potr\u00e0 emergere vittorioso sulle resistenze dell&#8217;uomo vecchio, attaccato alle proprie passioni disordinate; n\u00e9 potr\u00e0 mai riuscirci senza la preghiera, le opere buone e il soccorso fondamentale della grazia di Dio. Lutero, nella sua rozzezza, ha tracciato una netta linea di separazione fra l&#8217;uomo interiore e l&#8217;uomo esteriore, vivificato dalla fede il primo, escluso dalla grazia il secondo, come se due uomini diversi potessero abitare contemporaneamente in noi; ma non ha considerato che la vera divisione \u00e8 fra l&#8217;uomo vecchio e l&#8217;uomo nuovo, che abitano insieme finch\u00e9 l&#8217;anima non si rivolge a Dio, ma poi, non senza lotte, il conflitto si risolve e l&#8217;uomo vecchio se ne va, per lasciare il posto all&#8217;uomo nuovo. Inoltre ha disprezzato lo strumento della conversione, che non \u00e8 la sola fede, ma la fede insieme alle opere, senza la quale la fede \u00e8 fatta solo di vuote parole. Ma dire: <em>Io credo!<\/em>, e basta, come fa Lutero, senza le opere, \u00e8 l&#8217;equivalente di pronunciare una formula magica: \u00e8 un atto superstizioso, che non modifica in profondit\u00e0 la propria vita, e quindi non riconcilia l&#8217;anima a Dio.<\/p>\n<p>Scrive san Paolo nella <em>Lettera ai Romani<\/em> (8,1-15):<\/p>\n<p><em>Non c&#8217;\u00e8 dunque pi\u00f9 nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Ges\u00f9.\u00a0Poich\u00e9 la legge dello Spirito che d\u00e0 vita in Cristo Ges\u00f9 ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.\u00a0Infatti ci\u00f2 che era impossibile alla legge, perch\u00e9 la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne,\u00a0perch\u00e9 la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito.<\/em><\/p>\n<p><em>Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace.\u00a0Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perch\u00e9 non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero.\u00a0Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Voi per\u00f2 non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.\u00a0\u00a0E se Cristo \u00e8 in voi, il vostro corpo \u00e8 morto a causa del peccato, ma lo spirito \u00e8 vita a causa della giustificazione.\u00a0\u00a0E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Ges\u00f9 dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti dar\u00e0 la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne;\u00a0poich\u00e9 se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l&#8217;aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.\u00a0E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: \u00abAbb\u00e0, Padre!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Il fatto di morire all&#8217;uomo vecchio e rinascere all&#8217;uomo nuovo comporta un immenso cambiamento di stato e di prospettiva. Le cose che prima apparivano difficili, impossibili, ora divengono possibili: ma non tutte, solo quelle buone. Il bene che prima si desiderava, ma non si riusciva a fare, o nel quale non si era capaci di perseverare, ora diventa un comportamento abituale, uno stile di vita: non per merito proprio, ma per la grazia di Dio. L&#8217;uomo vecchio non pu\u00f2 piacere a Dio, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;uomo carnale, impastato di desideri disordinati, di passioni distruttive, perch\u00e9 egoistiche: \u00e8 l&#8217;uomo che commisura tutto al principio del proprio piacere. L&#8217;uomo nuovo \u00e8 conforme alla volont\u00e0 di Dio, \u00e8 colui che si rende docile al richiamo del suo amore; di conseguenza, la grazia di Dio lo investe, lo fortifica, lo incoraggia, lo sostiene, lo consiglia, lo conforta. \u00c8 la grazia di Dio che opera in lui, perch\u00e9 in lui ha trovato una stanza degna, un tempio adeguato al dono incommensurabile che essa rappresenta. Ma come potrebbe un uomo, che vive sprofondato nel fango delle sue passioni egoistiche, pretendere di ricevere un dono cosiffatto? Sarebbe come voler invitare un re e poi accoglierlo in un lurido porcile.<\/p>\n<p>La cultura moderna va nella direzione opposta e la neochiesa dei nostri giorni si sta macchiando della colpa inescusabile di essersi arresa ad essa. Secondo la mentalit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno, cio\u00e8 dell&#8217;uomo che ha fatto propria l&#8217;essenza della civilt\u00e0 moderna, esiste una sola maniera per realizzare se stessi: assecondare incondizionatamente il proprio io e fornirgli dosi costanti, anzi sempre pi\u00f9 massicce, di gratificazioni materiali. Come il tossicodipendente ha bisogno di dosi sempre pi\u00f9 frequenti e sempre pi\u00f9 forti di droga, senza le quali non riuscirebbe a vivere, cos\u00ec l&#8217;uomo moderno ha bisogno di dosi sempre pi\u00f9 frequenti e sempre pi\u00f9 forti di appagamento dei propri desideri egoistici, senza i quali la vita gli apparirebbe vuota, desolata, insopportabile. Per l&#8217;uomo carnale, ogni occasione di piacere che venga trascurata e che rimanga insoddisfatta, \u00e8 una delusione e una sconfitta; viceversa, per lui non c&#8217;\u00e8 pulsione, non c&#8217;\u00e8 ambizione, che gli sembri meritevole di essere scartata, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che lo gratifica, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 dargli piacere, di qualsiasi tipo, \u00e8 buono. Si \u00e8 fabbricato una morale su misura, la morale dell&#8217;edonismo e del suo logico corollario, il relativismo: tutto ci\u00f2 che piace \u00e8 lecito; tutto ci\u00f2 che non piace, va evitato come la peste. I valori morali come l&#8217;onest\u00e0, la lealt\u00e0, la sincerit\u00e0, la fedelt\u00e0, la solidariet\u00e0 col bisognoso e col sofferente, per lui hanno poco o nessun significato; se ne ricorda solo nella misura in cui, brutalmente, e in maniera del tutto esteriore, possono avvicinare la realizzazione di un suo desiderio o un suo capriccio. Del resto, la linea di confine fra desideri e capricci \u00e8 labile, quasi evanescente, come pure quella fra desideri leciti e illeciti. \u00c8 tutto lecito, per lui, purch\u00e9 dia un risultato che a lui torni utile o gradito; il resto, sono sofismi da vecchie zitelle o da suore di clausura. Ed \u00e8 talmente immerso in siffatto stile di vita, che molto spesso non si accorge neppure di quanto esso sia cinico e immorale; non vi pensa, puramente e semplicemente: per lui \u00e8 normale vivere cos\u00ec, come per il drogato \u00e8 normale rincorrere il piacere dei <em>viaggi<\/em> che le sostanze stupefacenti gli permettono di fare. E proprio come il drogato, avrebbe bisogno di disintossicarsi; ma per farlo ci vogliono due cose di cui \u00e8 sprovvisto: forza di volont\u00e0 e capacit\u00e0 di riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 bene da ci\u00f2 che \u00e8 male. L&#8217;abitudine ad assecondare i suoi desideri lo ha reso esperto nell&#8217;arte di razionalizzare il proprio egoismo e di raccontarsi una versione edulcorata di se stesso, auto-giustificatoria e auto-assolutoria: in fondo, che cosa fa di male? Fa quel che fanno tutti; e poi, chi ha il diritto di giudicarlo? Egli \u00e8 il solo giudice di se stesso. A Dio non pensa; non gli viene in mente che il Signore del bene ci giudica, o meglio, che i nostri atti ci giudicano davanti a Lui, e che non lo si pu\u00f2 ingannare con abili sofismi, come si pu\u00f2 fare talvolta con il prossimo.<\/p>\n<p>Ha scritto il padre domenicano Emilio Sauras, professore all&#8217;universit\u00e0 di Salamanca, nella sua monumentale opera <em>Teologia del corpo mistico<\/em> (titolo originale: <em>El cuerpo mistico de Cristo<\/em>; traduzione di Carolina Vincelli, Roma, Citt\u00e0 Nuova Editrice, 1964, pp. 174-175: 176; 177-179):<\/p>\n<p><em>Chi si veste, si immerge, per cos\u00ec dire, nel vestito; per questo S. Paolo ci consiglia di &quot;rivestirci di Cristo&quot;. Chi si battezza si immerge nell&#8217;acqua; per questo egli dice di battezzarci con il battesimo di Cristo. (&#8230;) Usa la metafora del vestito anche per parlare dell&#8217;uomo nuovo, dell&#8217;uomo che vive nella grazia di Cristo: &quot;&#8230; rivestitevi dell&#8217;uomo nuovo, creato a immagine di Dio nella giustizia e santit\u00e0 verace&quot; (Ef 4,24). Alcune volte l&#8217;Apostolo chiede &quot;che la vita di Ges\u00f9 si manifesti nel nostro corpo&quot; (2 Cor 4,10), ed altre volte dice che lo Spirito \u00e8 in noi, che abita in noi, che siamo templi dello Spirito. Sono queste due espressioni parallele: vita di Cristo, vita dello Spirito.<\/em><\/p>\n<p><em>Ricordiamo anzitutto le espressioni: A volte l&#8217;Apostolo dice che siamo templi dello Spirito e che lo Spirito abita in noi; altre volte, che abita in noi lo Spirito di Dio; oppure, lo Spirito di Cristo. In certe occasioni usa indifferentemente le espressioni Spirito, Spirito di Dio e Spirito di Cristo, come in questo passo dell&#8217;epistola ai Romani: &quot;Quelli che sono carnali non possono piacere a Dio. Quanto a voi, non siete uomini carnali, bens\u00ec spirituali, se per\u00f2 lo Spirito di Dio abita in voi: ch\u00e9 se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, a lui non appartiene&quot; (Rom 8,8-9). (&#8230; ) In definitiva, lo spirito che vivifica \u00e8 la grazia di Dio; ma poich\u00e9 Cristo \u00e8 colui che ci vivifica soprannaturalmente, san Paolo chiama anche lui &quot;spirito vivificante&quot;: non solo spirito che ci vivifica dal di fuori, come farebbe se fosse soltanto capo, ma spirito che ci vivifica da dentro, come fa per il fatto di essere anche vita. &quot;L&#8217;ultimo Adamo, spirito vivificante&quot; (1 Cor 15,45).<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec, dunque, le frasi &quot;vivere secondo lo spirito&quot;, &quot;vivere la vita dello spirito&quot;, ecc. equivalgono a &quot;vivere secondo Cristo&quot;, &quot;vivere la vita di Cristo&quot;. Entrambe significa o vivere la vita della grazia di Dio, che proviene da Cristo, &#8211; grazia che \u00e8 dentro di noi e ci trasforma.<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la vera e sana teologia cattolica; l&#8217;altra, quella che oggi si vuol far passare per cattolica, ma \u00e8 luterana, induce le anime in errore, perch\u00e9 d\u00e0 loro a credere che la grazia di Dio piova gli uomini del tutto indipendentemente dalle loro opere, cio\u00e8 dal modo in cui essi vivono, e che possa andare e venire quasi su richiesta, al semplice pronunciare una formula: <em>Io credo!<\/em> Ma questo non \u00e8 cattolico. Secondo la vera teologia cattolica, le buone opere aiutano l&#8217;anima a porsi nelle condizioni di ricevere la grazia di Dio, lo Spirito vivificante: che \u00e8 rivolto a tutti e piove su tutti, ma solo alcuni lo ricevono perch\u00e9 se non si \u00e8 affatto in grazia di Dio, se si \u00e8 in preda alle brame disordinate dell&#8217;uomo vecchio, non si hanno occhi per vedere, n\u00e9 orecchi per udire, e non si comprende nulla, neppure le cose pi\u00f9 chiare ed evidenti. Per leggere correttamente la realt\u00e0, sia quella esteriore sia, soprattutto, quella interiore, bisogna essere in grazia di Dio; e questo, per il credente, significa sforzarsi di rimanere nell&#8217;amicizia di Cristo, mediante una condotta di vita che sia conforme al suo volere, che \u00e8 il volere del Padre. E a chi vive cos\u00ec, la vita stessa di Ges\u00f9 si manifesta in lui: \u00e8 una partecipazione alla vita divina. Questa \u00e8 la dimensione soprannaturale dell&#8217;esistenza, che la cultura moderna ignora del tutto, e che la neochiesa tende a porre in secondo piano, se non addirittura a negare, almeno sul piano pratico. Domande sgradevoli e brutali, ma necessarie:vi era la vita di Ges\u00f9, nel cardinale McCarrick, quando costui abusava di seminaristi e giovani preti? Vi era la vita di Ges\u00f9 in quelli che sapevano e lo hanno coperto? Vi era la vita di Ges\u00f9 in monsignor Ricca, quando dava scandalo e induceva altre anime in peccato, con la sua condotta immorale come nunzio apostolico? Vi \u00e8 la vita di Ges\u00f9 in quei teologi, come Enzo Bianchi, dalle cui parole traspaiono sempre un astio, un rancore, un disprezzo verso quelli che egli considera i cattolici <em>tradizionalisti<\/em>? Vi \u00e8 la vita di Ges\u00f9 nel signore argentino che occupa la cattedra di san Pietro, quando mente sapendo di mentire, e dice di non aver mai ricevuto la lettera con i <em>dubia<\/em> dei quattro cardinali, o quando rinnova la sua fiducia a McCarrick, fino alla vigilia delle dimissioni di quest&#8217;ultimo, pur essendo stato informato da ben cinque anni di quel che costui faceva e dei provvedimento gi\u00e0 decisi al riguardo dal suo predecessore? E quando si accanisce contro i francescani e le francescane dell&#8217;Immacolata, e li sprofonda nel dolore e nell&#8217;amarezza, inducendo centinaia di essi a lasciare i loro conventi, e non d\u00e0 alcuna spiegazione del suo agire: \u00e8 in grazia di Dio, costui? Certo, noi stessi non siamo che poveri peccatori. Ma il veleno di chi vuol protestantizzare la Chiesa \u00e8 proprio questo: dar l&#8217;illusione che si possa peccare a volont\u00e0, salvo poi dire: <em>Io credo!<\/em>, e tutto si sistema. Cardinali sodomiti, vescovi usurai, preti immorali restano indegnamente ai loro posti, purch\u00e9 dicano: <em>Noi siamo con Francesco!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una strana pretesa quella di quanti vorrebbero realizzare i loro scopi e, se falliscono, se la prendono con gli uomini e col destino, per\u00f2 vivono<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,195],"class_list":["post-27775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-martin-lutero"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27775\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}