{"id":27770,"date":"2020-11-03T09:38:00","date_gmt":"2020-11-03T09:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/03\/per-dare-un-senso-al-modo-la-ragione-crea-linferno\/"},"modified":"2020-11-03T09:38:00","modified_gmt":"2020-11-03T09:38:00","slug":"per-dare-un-senso-al-modo-la-ragione-crea-linferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/03\/per-dare-un-senso-al-modo-la-ragione-crea-linferno\/","title":{"rendered":"Per dare un senso al modo la ragione crea l&#8217;inferno"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in una sola definizione l&#8217;essenza dello spirito moderno, sarebbe questa: la pretesa di dare al mondo, che ne \u00e8 sprovvisto, un senso e una forma ben definita, sottomettendolo mediante la razionalit\u00e0 strumentale e calcolante. In altre parole, l&#8217;uomo moderno trova che il mondo non \u00e8 di suo gusto, non corrisponde alle sue aspettative, e perci\u00f2 aspira a rifarlo grazie alla ragione, che gli d\u00e0 i mezzi per piegarlo come cera nelle sue mani e per conferirgli un riflesso della sua stessa razionalit\u00e0, salvandolo dalla mancanza di senso e cos\u00ec operando una redenzione nei confronti del reale. Non si tratta, per quest&#8217;ultimo aspetto, di una volont\u00e0 pienamente cosciente; del resto, l&#8217;uomo moderno non \u00e8 cosciente di nulla per ci\u00f2 che riguarda le radici da cui discende, ossia la civilt\u00e0 cristiana che gli ha dato i mezzi, l&#8217;occasione e l&#8217;idea stessa di auto-emanciparsi, ponendosi come un novello creatore, o quantomeno come un novello demiurgo, di fronte al mondo delle cose. Tuttavia \u00e8 certo che dal cristianesimo ha ereditato, sia pure inconsciamente, l&#8217;idea che una redenzione \u00e8 necessaria, e quindi \u00e8 lui stesso che vuol essere anche il nuovo redentore del mondo. Cristo, infatti, pretende di averlo redento in senso spirituale, l&#8217;uomo moderno invece lo vuol redimere in senso materiale, eliminando o correggendo ci\u00f2 che in esso \u00e8 irrazionale, e imprimendo sulle cose il marchio della propria razionalit\u00e0 assoluta. D&#8217;altra parte, la razionalit\u00e0 assoluta non pu\u00f2 coesistere con il mistero: qualsiasi visione del mondo che contenga in s\u00e9 elementi di mistero, vale a dire di un qualcosa che non pu\u00f2 essere interamente analizzato, n\u00e9 soddisfacentemente spiegato, con il solo strumento della ragione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa, come ha visto acutamente, fra gli altri, ma pi\u00f9 di altri, Max Weber, pervenire ad un pieno e completo disincanto del mondo. Infatti il mondo \u00e8 un luogo incantato solo allo sguardo di chi conserva il senso del limite e quello del mistero: che poi sono le categorie fondamentali del sentire religioso. La religione \u00e8 permeata di mistero e sorge come adorazione di esso: nel cristianesimo, al centro di tutto vi \u00e8 il duplice mistero della Unit\u00e0 e Trinit\u00e0 di Dio, e della divina Incarnazione; poi il Mistero Eucaristico come perenne presenza di Dio fra gli uomini. Di conseguenza, la razionalit\u00e0 moderna, intesa come dominio sulle cose e come capacit\u00e0 di rifare il mondo a partire da essa, equivale alla negazione sia di ogni sguardo incantato sul mondo, sia di ogni sopravvivenza dello spirito religioso. Significa anche, ci sembra di poter aggiungere, la fine della poesia: se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che la poesia \u00e8 la parola magica con cui si esprime un mondo incanto, o quantomeno un modo pieno di misteri e di cose inspiegabili. La stessa cosa si pu\u00f2 dire per le arti figurative e specialmente per la pi\u00f9 spirituale di tutte le arti, la musica: come potrebbero seguitare ad esistere nella prospettiva di un disincanto totale? Ne deriva che la poesia moderna, l&#8217;arte moderna, la musica moderna, sono altrettante espressioni prive di senso. Non c&#8217;\u00e8, n\u00e9 potrebbe esserci, alcuna poesia moderna, alcuna arte e alcuna musica moderna; se esistono, ci\u00f2 significa che non sono moderne, nel senso che non attingono alle radici culturali e spirituali della modernit\u00e0, ma si rifanno alla tradizione premoderna; oppure sono dei tentativi e degli esperimenti, pi\u00f9 o meno velleitari, pi\u00f9 o meno disordinati, condannati fatalmente al fallimento dalla loro stessa natura intrinsecamente contraddittoria, che non pu\u00f2 generare se non opere spurie.<\/p>\n<p>A proposito del rapporto fra ragione, senso e mondo, nel pensiero di Max Weber, ha scritto lo storico Gian Enrico Rusconi nel suo saggio <em>Razionalit\u00e0, razionalizzazione e burocratizzazione<\/em>, nella raccolta di saggi intitolata <em>Marx Weber e l&#8217;analisi del mondo moderno<\/em>, a cura di Piero Rossi (Torino, Einaudi, 1981, pp. 189-91):<\/p>\n<p><em>In prima istanza e in termini generali, la razionalit\u00e0 \u00e8 per Max Weber un procedimento di controllo per dominare la realt\u00e0 dentro e fuori dell&#8217;uomo. I criteri di tale procedimento sono la calcolabilit\u00e0, la prevedibilit\u00e0, la generalizzabilit\u00e0 dei mezzi rispetto al fine di controllo o padronanza del mondo (&quot;Weltbeherrsschung&quot;). La razionalit\u00e0 \u00e8 dunque un concetto riferito a comportamenti pratici, non conoscenza di leggi oggettive di movimento della societ\u00e0 o rivelazione di significati immanenti alla storia o natura umana; anzi \u00e8 la risposta alla mancanza di senso del mondo. \u00c8 disincantamento del mondo. In un passo della &quot;Wissenschaft als Beruf&quot; [&quot;La scienza come professione&quot;, 1919] Weber scrive: &quot;La progressiva intellettualizzazione e razionalizzazione NON significa crescente conoscenza generale delle condizioni di vita che ci circondano. Essa significa qualcosa di diverso: la coscienza o la fede che, se soltanto si volesse, si potrebbe in ogni momento provare che non vi sono forze fondamentalmente misteriose e imprevedibili le quali intervengano in modo tale da impedire che si possa DOMINARE &#8212; in linea di principio tutte le cose mediante la PREVISIONE razionale. Ma ci\u00f2 significa disincantamento del mondo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa determinazione della razionalit\u00e0 e della razionalizzazione come controllo mediante mezzi intellettuali d\u00e0 forma definitiva a una tesi che anni prima Weber aveva illustrato come &quot;produzione di senso&quot; da parte del &quot;Kulturmensch&quot;. &quot;La cultura \u00e8 una sezione finita della infinit\u00e0 priva di senso del divenire del mondo, alla quale \u00e8 attribuito senso e significato dal punto di vista dell&#8217;uomo&#8230; Noi siamo esseri culturali dotati della capacit\u00e0 e della volont\u00e0 di assumere consapevolmente posizione nei confronti del mondo e di dargli un SENSO&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La produzione di senso non caratterizza soltanto la razionalit\u00e0 come capacit\u00e0 complessiva dell&#8217;uomo storico. Il senso \u00e8 anche un connotato interno all&#8217;agire sociale: su di esso, sulle sue modalit\u00e0 di espressione, si articola la razionalit\u00e0 dell&#8217;agire sociale. Tale agore \u00e8 inteso come &quot;riferito &#8211; secondo il suo senso, intenzionato dall&#8217;agente o dagli agenti &#8212; all&#8217;atteggiamento di altri individui e orientato nel suo corso in base a questo&quot;. Di conseguenza, l&#8217;agire sociale consente l&#8217;individuazione di &quot;leggi razionali&quot; soltanto come &quot;possibilit\u00e0 tipiche, confermate dall&#8217;osservazione, di un certo corso dell&#8217;agire sociale che \u00e8 possibile attendersi in presenza di determinati fenomeni &#8211; possibilit\u00e0 che risultano intelligibili in rapporto ai motivi tipici e al senso intenzionato da coloro che agiscono&quot;. Intenzionalit\u00e0 soggettiva, intelligibilit\u00e0 del comportamento, razionalit\u00e0 dell&#8217;agire non sono sinonimi. Un comportamento non \u00e8 razionale perch\u00e9 come tale percepito o esibito dal soggetto agente: quello che da un determinato punto di vista \u00e8 razionale, da un altro pu\u00f2 essere irrazionale. L&#8217;agire diventa intelligibile &#8212; dunque razionale &#8212; soltanto alla luce dei tipi ideali, cio\u00e8 di costruzioni di modelli di comportamento in s\u00e9 coerenti, rispetto ai quali i comportamenti effettivi risultano pi\u00f9 o meno distanti o devianti. Ma gli stessi tipi ideali, lungi dall&#8217;esaurire la fenomenologia dell&#8217;agire effettivo, rispondono a possibilit\u00e0 &quot;euristiche&quot; dell&#8217;indagine sociologica. Questo vale anzitutto per la dicotomia tra &quot;Zweckrationalit\u00e4t&quot; (razionalit\u00e0 rispetto allo scopo) e &quot;Weltrationalit\u00e4t&quot; (razionalit\u00e0 rispetto al valore), che rappresenta l&#8217;ultimo sforzo di concettualizzazione weberiana, compiuto nel primo capitolo di &quot;Wirtschaft und Gesellschaft&quot; [&quot;Economia e societ\u00e0&quot;, 1921-22, postumo].<\/em><\/p>\n<p>Se prendiamo la riflessione di Max Weber come punto di partenza per un ulteriore approfondimento, ci sembra di poter evidenziare i seguenti passaggi chiave:<\/p>\n<p>1) La razionalit\u00e0 moderna, da Weber estesa arbitrariamente alla razionalit\u00e0 in quanto tale, \u00e8 un progetto di dominio dell&#8217;uomo sulla realt\u00e0, dentro e fuori di lui. Ci\u00f2 implica una guerra incessante e una tensione insanabile sia con il mondo, sia con se stesso: non esiste, infatti, una terza parte che possa svolgere una funzione mediatrice, tanto meno pacificatrice, nella contesa fra l&#8217;io e il mondo e fra l&#8217;io e se medesimo. Non si pu\u00f2 non notare che tale atteggiamento di dominio e di violenza da parte dell&#8217;uomo appare sterile e distruttivo, perch\u00e9 tende a elidere uno dei due poli della relazione dialettica, senza aver nulla che possa sostituirne la funzione, e cos\u00ec riequilibrare l&#8217;assetto interno dell&#8217;io, posto che questo riesca a spuntarla nella guerra contro il mondo.<\/p>\n<p>2) La razionalit\u00e0 moderna trova la sua espressione pi\u00f9 compiuta in una serie di comportamenti pratici, che in un certo senso la convalidano e la inverano. Senza di essi, il suo statuto concettuale resterebbe incerto ed ambiguo; il che \u00e8 naturale, dato che le sue radici si trovano nella ragione contemplativa e non strumentale di origine greca e cristiana, mentre la sua trasformazione in una macchina da guerra per sottomettere il mondo risale alla &quot;svolta&quot; di Cartesio, Galilei e Newton. In questo senso, la razionalit\u00e0 moderna \u00e8 ideologica e trova il suo esito naturale prima nell&#8217;idealismo hegeliano, poi nel marxismo, in quanto filosofia della p<em>raxis<\/em> e non come conoscenza &quot;pura&quot;.<\/p>\n<p>3) La razionalit\u00e0 moderna \u00e8 intesa anche e soprattutto, come risposta alla mancanza di senso del mondo. Anche questa \u00e8 una logica conseguenza dell&#8217;abbandono e del rifiuto della tradizione greca e cristiana, in particolare di Aristotele e san Tommaso d&#8217;Aquino, entrambi convinti finalisti. Per l&#8217;uomo moderno niente ha un fine, perch\u00e9 niente ha un senso: ecco dunque che lui stesso si sente chiamato a dare un senso al mondo, facendo, in tal modo, le veci del Dio che lo ha tradito, o ingannato, o che non \u00e8 mai esistito. Ci\u00f2 implica un totale disincanto del modo, per cui si pu\u00f2 definire la civilt\u00e0 moderna come la prima civilt\u00e0 della storia, e l&#8217;unica fino ad oggi, che si fondi su un disincanto completo del mondo. Da ci\u00f2 deriva quella caratteristica nota drammatica, meglio ancora disperata, che serpeggia nella cultura moderna, nella filosofia, nelle arti, nella letteratura, nella poesia, nel teatro, nel cinema: mano a mano che si spengono gli ardori e i fuori dell&#8217;et\u00e0 dei lumi e si addensano e nebbie della tarda modernit\u00e0, l&#8217;orizzonte esistenziale si fa sempre pi\u00f9 fosco e sopraggiunge la nausea, come dice Sartre, ovvero il disgusto, come in Gadda, o la rivolta, come in Camus, o l&#8217;assurdo, come in Beckett, o il <em>cupio dissolvi<\/em>, come in Cioran. L&#8217;orizzonte di senso della modernit\u00e0, partito dalle splendide premesse illuministe e dall&#8217;ottimismo del progresso, approda al nichilismo pi\u00f9 completo, percorrendo le tappe dello sbandamento e dell&#8217;auto-dissoluzione come le stazioni dolorose di un&#8217;autentica via Crucis del pensiero.<\/p>\n<p>4) Le azioni pratiche determinate dal Logos della razionalit\u00e0 moderna non sono necessariamente razionali in senso oggettivo; di certo non li rende razionali &#8212; e qui la critica di Weber si fa acuta e pungente &#8211; il fatto di essere sbandierati come tali. Esiste una razionalit\u00e0 rispetto allo scopo e una razionalit\u00e0 rispetto ai valori. Pertanto, non si pu\u00f2 dire che la razionalit\u00e0 moderna sia razionale in senso assoluto: le azoni pratiche che essa ispira, in campo economico, politico, sociale, giuridico, ecc., sono generalmente razionali quanto allo scopo, ma non quanto al valore, perch\u00e9 la modernit\u00e0 \u00e8 povera di valori, e comunque non riconosce loro uno statuto universale e atemporale. Il tratto pi\u00f9 tipico della cultura moderna \u00e8 lo storicismo e, di conseguenza, il relativismo: le cose sono valide in un determinato tempo e luogo, ma necessitano di un continuo aggiornamento, perch\u00e9 il tempo e le circostanze le logorano dall&#8217;interno e le rendono obsolete, inefficaci. La modernit\u00e0 vive sul filo di una perenne corsa contro il tempo; chi si ferma \u00e8 perduto. In tale prospettiva, non vi sono valori assoluti, e quindi anche i &quot;tipi ideali&quot; ai quali si ispirano i comportamenti che vogliono essere razionali, devono essere continuamente rivisti e adattati. Non esistono tipi ideali assoluti, quindi ci\u00f2 che \u00e8 razionale oggi, apparir\u00e0 come irrazionale domani, in una spirale senza fine.<\/p>\n<p>Ebbene, i caratteri della razionalit\u00e0 moderna che abbiamo enucleato, a partire dalla riflessione di Max Weber, configurano un quadro d&#8217;insieme che somiglia tremendamente all&#8217;inferno. Una ragione che arde dalla brama di rifare il mondo di sana pianta, ma che si scontra continuamente con il proprio limite, ossia con il tempo che tutto divora e che divora anche le forme pratiche del proprio agire. Un essere umano che vuol dominare le cose e se stesso, senza per\u00f2 avere dei punti di riferimento assoluti, ma dovendo continuamente brancolare e incespicare nel terreno infido del contingente e del transeunte, che rende velocemente vecchi e superati tutti i suoi disegni e i suoi propositi. Uno sforzo titanico per dare senso al mondo, al prezzo del suo disincanto, reso tuttavia irrealizzabile e velleitario dalla mancanza di senso che alberga nell&#8217;uomo stesso, in quanto soggetto che si fa mille domande alle quali pretende di saper rispondere, per poi constatare che molte di esse, e le pi\u00f9 importanti, sono disperatamente al di fuori della sua portata. Una razionalit\u00e0 che si esprime nelle azioni pratiche, ma che si definisce come tale solo rispetto agli scopi, e non rispetto ai valori: per cui le azioni risultano tremendamente razionali ma in un senso ristretto, univoco, e sovente distruttivo e disumano, perch\u00e9 calpestano ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 sacro nella vita dell&#8217;uomo, il mistero della sua origine e della sua destinazione finale. Un buon esempio di tale disumanit\u00e0 della ragione finalizzata unicamente allo scopo \u00e8 dato dalle politiche sanitarie adottate in questo 2020 per fronteggiare la supposta pandemia da Covid-19. Al fine di prolungare di qualche giorno l&#8217;agonia dei morenti, li si lascia soli e abbandonati, senza il conforto dei loro cari. Quale umanit\u00e0 vi \u00e8 in questo? E quale razionalit\u00e0 vi \u00e8 nel distruggere l&#8217;economia in vista di un&#8217;immaginaria protezione sanitaria?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in una sola definizione l&#8217;essenza dello spirito moderno, sarebbe questa: la pretesa di dare al mondo, che ne \u00e8 sprovvisto, un senso e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,157],"class_list":["post-27770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27770\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}