{"id":27750,"date":"2016-06-22T11:54:00","date_gmt":"2016-06-22T11:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/22\/pensieri-duna-notte-di-mezza-estate\/"},"modified":"2016-06-22T11:54:00","modified_gmt":"2016-06-22T11:54:00","slug":"pensieri-duna-notte-di-mezza-estate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/22\/pensieri-duna-notte-di-mezza-estate\/","title":{"rendered":"Pensieri d&#8217;una notte di mezza estate"},"content":{"rendered":"<p>Sono le ultime ore di marted\u00ec 21 giugno 2016, e il calendario liturgico ricorda san Luigi Gonzaga: \u00e8 l&#8217;ultimo giorno di primavera, quello con la pi\u00f9 prolungata illuminazione dell&#8217;intero anno solare, e che ora sta scivolando lentamente, dolcemente, nella luce sfumata del tramonto, verso la magica notte di mezza estate, che a tutti fa venire in mente la bellissima, aerea, incantata commedia di William Shakespeare: <em>A Midsummer Night&#8217;s Dream<\/em>.<\/p>\n<p>Dal basso salgono le voci argentine di alcuni bambini che stanno giocando; poi, quando scende il buio e si accendono le prime luci alle finestre, arriva di lontano l&#8217;abbaiare d&#8217;un cane. Le colline sembrano accendersi negli ultimi raggi del sole, mentre le montagne, come una enorme quinta scenografica che le abbraccia e le sovrasta, appaiono vicinissime, cos\u00ec nitide da poterle quasi toccare, nell&#8217;aria incredibilmente dolce e profumata della sera. \u00c8 una delle prime sere limpide e senza pioggia, senza nuvole, di questa primavera cos\u00ec umida e tetra, da essere sembrata una primavera scozzese. Ma le rondini, no, non sono tornate: \u00e8 stata una primavera senza rondini, senza i loro gridi e voli festosi; e, per questo, una primavera un po&#8217; malinconica.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 pace silenzio, adesso. Le montagne sono una lunga linea scura che corre da un orizzonte all&#8217;altro, mentre, al di sopra di esse, il cielo trascolora in una serie di tonalit\u00e0 fredde, che vanno dall&#8217;azzurro, all&#8217;indaco al violetto. La luna piena non si \u00e8 ancora affacciata, ma s&#8217;intuisce la sua presenza nel chiarore diffuso, che rende questo lunghissimo tramonto di mezza estate ancora pi\u00f9 bello, ancora pi\u00f9 misterioso, come se non dovesse mai pi\u00f9 finire, e come se la natura tutta si fosse fermata, cos\u00ec, per incanto, e avesse deciso di trattenere il fiato, interamente assorta in qualche suo pensiero remoto e, per noi, irraggiungibile. \u00c8 uno di quei momenti in cui ci si sente piccoli, veramente piccoli; in cui le lunghe nuvolette striate dagli ultimi raggi riflessi del sole gi\u00e0 tramontato, incredibilmente alte e maestose, pur cos\u00ec leggere, paiono ricordare all&#8217;uomo la sua fragilit\u00e0, la sua fuggevolezza.<\/p>\n<p>\u00c8 in sere come questa che l&#8217;anima sente un forte struggimento e la mente \u00e8 portata a raccogliersi in se stessa, a fare un bilancio, sia pure provvisorio. Si sente il contrasto fra la pace e la calma grandezza della natura e l&#8217;affannoso, inutile affaccendarsi di mille pensieri e preoccupazioni, il rimorso di buoni propositi non portati a buon fine, il rammarico di troppe occasioni sprecate, il fastidio per una vita proiettata verso cose esteriori, inutili, fasulle, ingannevoli, mentre l&#8217;essenziale continua a sfuggire, a volte pare quasi d&#8217;averlo raggiunto, ma ecco che subito sfugge di nuovo, \u00e8 elusivo, inafferrabile, non si lascia mai catturare, \u00e8 sempre un passo avanti a noi. L&#8217;essenziale \u00e8 sempre altrove, mentre noi siamo sempre in ritardo, continuiamo ad aggirarci, come cacciatori inesperti, nel luogo sbagliato, dove non passer\u00e0 la selvaggina, almeno per questa notte. Eppure sentiamo che l&#8217;essenziale ci sfugge perch\u00e9 noi stiamo seguitando a ingannare noi stessi, perch\u00e9 ci stiamo facendo beffe della nostra parte migliore, perch\u00e9 non siamo all&#8217;altezza di ci\u00f2 che vorremmo e che dovremmo essere.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra stagione \u00e8 trascorsa, ora verr\u00e0 l&#8217;estate; poi seguiranno l&#8217;autunno, un altro inverno, e poi, di nuovo, un&#8217;altra primavera. S\u00ec, ci siamo impegnati, ci siamo sforzati, ma siamo andati sempre nella direzione giusta? Sentiamo che non basta volere, non basta la buona volont\u00e0: ci vuole anche il discernimento, ci vuole anche la saggezza, ci vuole anche l&#8217;umilt\u00e0. L&#8217;umilt\u00e0 di chiedere. Ma non di chiedere agli uomini: l&#8217;umilt\u00e0 di chiedere a Dio. Se domandiamo agli uomini, possiamo ricevere, oppure no; nel primo caso, non \u00e8 detto che riceviamo ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno; nel secondo, non \u00e8 detto che ci dobbiamo scoraggiare. Forse, non aver ricevuto \u00e8 stato un bene, per noi; anche se, sul momento, siamo rimasti delusi, amareggiati. Uno solo \u00e8 colui al quale possiamo e dobbiamo rivolgerci sempre con fiducia: Uno che non vuol nulla per s\u00e9, ma il meglio per noi.<\/p>\n<p>Ecco il punto: gli uomini, per quanto ci amino, desiderano sempre il nostro bene, ma solo fino a un certo punto; sempre compatibilmente con il loro interesse, o sempre compatibilmente con ci\u00f2 che ritengono essere il nostro bene &#8212; sempre giudicandolo, tuttavia, da un punto di vista meramente umano. Gli altri non credono in noi come ci crede Dio: per questo gli altri, bench\u00e9 possano aspettarsi molto da noi, non si aspettano mai il massimo, perch\u00e9 il massimo non \u00e8 valutabile secondo criteri puramente umani. Il massimo \u00e8 il massimo, travalica la sfera del relativo e confina con l&#8217;assoluto; e, di questo, solo Dio pu\u00f2 avere la misura esatta. Inoltre, gli altri ci giudicano: vedono quel che sappiamo fare, quel che abbiamo fatto sinora, e, in base a ci\u00f2, si aspettano pi\u00f9 o meno le stesse cose, anche per l&#8217;avvenire. Non scommetterebbero mai su di noi, se ci vedessero a terra; non crederebbero che possiamo rialzarci, e perfino correre, se non ne avessero un sia pur minino indizio. Ci giudicano, ci soppesano, ci reputano in grado di fare questo e quest&#8217;altro, oppure no, ma sempre guardando indietro, al nostro passato.<\/p>\n<p>Con Dio, la cosa \u00e8 diversa. Per Lui, non conta quante volte siamo caduti, n\u00e9 quanto siamo, o ci sentiamo, deboli; non conta se abbiamo gi\u00e0 fallito, non conta se abbiamo smesso di credere in noi stessi, noi per primi. Non conta quel che da noi si aspettano gli altri; non conta nemmeno il fatto che, sino ad ora, le cose siano andate in un certo modo, e che, davanti a certe prove, a certi ostacoli, abbiamo sempre battuto in ritirata. Dio pu\u00f2 trasformare dei vili in coraggiosi; dei pusillanimi, in risoluti; degli scoraggiati, dei disperati, dei falliti, in uomini e donne pieni di forza, di speranza, di decisione. Pu\u00f2 rialzare chi \u00e8 caduto, pu\u00f2 rianimare chi aveva perso ogni speranza. Lui pu\u00f2 tutto; e noi, con il suo aiuto, possiamo quasi tutto. Senza di lui, possiamo ben poco; contro di lui, assolutamente nulla &#8212; se non perdere noi stessi. E c&#8217;\u00e8 un segreto, in tutto questo: il segreto dell&#8217;umilt\u00e0. Bisogna umiliarsi, perch\u00e9 Lui ci doni la sua forza; bisogna annullarsi, perch\u00e9 Lui ci riempia del suo splendore.<\/p>\n<p>Noi, per\u00f2, preferiamo ignorarlo; preferiamo tirare a campare, o investire tutte le nostre speranze su di un cambiamento sociale, o politico, o economico, o religioso; pensiamo che, se il mondo sar\u00e0 governato dal fascismo, o dal comunismo, o dal capitalismo, o dalla scienza, o dal progresso, o dalla tecnica, o da Allah, o da Buddha, o dall&#8217;ateismo, o dall&#8217;antroposofia, o dal &quot;pensiero debole&quot;, le cose andranno meglio; che ci sar\u00e0 un risveglio spirituale, che le intelligenze si riaccenderanno come lampadine di Natale, che le coscienze intorpidite torneranno a brillare, a sfolgorare. Pensiamo che se le donne avranno pi\u00f9 potere, se il sistema delle &quot;quote rosa&quot; verr\u00e0 generalizzato, e se le donne potranno guidare l&#8217;automobile anche in Arabia Saudita, e potranno divorziare anche in Afghanistan, e indossare la minigonna anche in Burkina Faso, il mondo diverr\u00e0 migliore, perch\u00e9 le donne non hanno ancora potuto dare al mondo il meglio di s\u00e9, sono state inibite e compresse da una secolare repressione. Pensiamo che se tutte le minoranze acquisteranno pi\u00f9 spazio, se faranno valere i loro diritti, il mondo sar\u00e0 migliore, perch\u00e9 sar\u00e0 pi\u00f9 vario, e pi\u00f9 ricco, e pi\u00f9 colorato, e pi\u00f9 interessante, e pi\u00f9 dinamico; e quindi pensiamo che sia giusto battesi perch\u00e9 tutti i ragazzi disabili siano integrati in una classe scolastica, e siano messi in grado di partecipare alle paraolimpiadi; perch\u00e9 tutte le persone omosessuali possano sposarsi e avere o adottare dei bambini; e perch\u00e9 tutte le case di cura psichiatriche siano chiuse, le prigioni siano abolite, la polizia sia disarmata, gli eserciti siano fatti sparire con un colpo di bacchetta magica; e, ancora, perch\u00e9 chiunque possa drogarsi fin che ne ha voglia, e tutti possano viaggiare e frequentare qualsiasi universit\u00e0, e tutti diano del tu a tutti, e i professori la smettano di bocciare gli studenti, e gli studenti di avere il fastidio di studiare, essere interrogati e dover sostenere degli esami. Pensiamo che se tutte queste cose avverranno, e se si realizzer\u00e0 la societ\u00e0 &quot;liberata&quot; di cui parlavano i Beatles nella canzone <em>Imagine<\/em> &#8212; una canzone cos\u00ec carina, cos\u00ec romantica, cos\u00ec melodica &#8212; finalmente le cose andranno per il verso giusto, le ingiustizie spariranno, lo sfruttamento sparir\u00e0, non ci saranno pi\u00f9 guerre, ci sar\u00e0 solo l&#8217;amore, un amore grande che abbraccer\u00e0 il mondo intero.<\/p>\n<p>L&#8217;unico problema \u00e8 che noi non sappiamo, o non sappiamo pi\u00f9, che cosa sia l&#8217;amore. Abbiamo confuso l&#8217;amore con la ricerca egoistica del nostro piacere: errore colossale. Abbiamo abbassato l&#8217;amore al livello di una pulsione primaria, animalesca; e, con la scusa dell&#8217;amore, abbiamo proclamato la liceit\u00e0 di tutte le pulsioni, anche le pi\u00f9 sordide, anche le pi\u00f9 abiette. Abbiamo proclamato che l&#8217;unica norma dell&#8217;amore \u00e8 il piacere che se ne ricava: e cos\u00ec abbiamo fatto nostra l&#8217;idea che, per lo scabbioso, la felicit\u00e0 consiste nel potersi grattare a volont\u00e0. Misera caricatura dell&#8217;amore, quella che abbiamo innalzato al valore di principio universale e norma infallibile di comportamento e di giudizio. In nome di un malinteso concetto dell&#8217;amore, abbiamo finito per sprofondarci nel fango come le bestie, gracidando come le rane, grugnendo come i maiali, imbrattandoci e sguazzando di gusto nei nostri stessi escrementi. Siamo diventati disgustosi, e tutti, dall&#8217;esterno, lo possono vedere: solo noi non lo sappiamo, come colui che puzza non avverte il proprio fetore, perch\u00e9, per lui, \u00e8 cosa perfettamente normale. E, quel che \u00e8 peggio, abbiamo deriso quanti ancora si sforzano di coltivare la pulizia morale, la lealt\u00e0, la dirittura, l&#8217;onest\u00e0, il rispetto della parte migliore che esiste in ogni essere umano, per quanto degradato. Li abbiamo derisi e li abbiamo dichiarati pazzi, nemici del progresso, relitti del passato. Ciechi, abbiamo voluto metterci alla sequela di altri ciechi; e coloro che vedono benissimo, li abbiamo scacciati a sassate, li abbiamo minacciati, insultati, calunniati, perseguitati in ogni modo.<\/p>\n<p>Come uscire dal pantano, come ritrovare il sentiero diritto, dopo tanto vagabondare lontano dalla verit\u00e0, dalla giustizia, dalla bellezza, inseguendo affannosamente false immagini di bene, fino ad abbrutirci completamente? Dove trovare la lucidit\u00e0 per comprendere fino a che punto siamo scivolati in basso, sino a che punto abbiamo smarrito la retta via, e quanto disperatamente avremmo bisogno d&#8217;aiuto? Dove trovare la forza di volont\u00e0, la capacit\u00e0 di guardarci dentro, senza farci sconti eccessivi, ma anche senza cadere nello sterile compatimento di noi stessi, che non produce nulla, se non lacrime di coccodrillo? Quale dio ci potr\u00e0 ancora salvare, quale dio avr\u00e0 la voglia di farlo, visto l&#8217;infimo livello esistenziale cui ci siamo ridotti? Quale dio potr\u00e0 ancora sopportare i nostri capricci, i nostri vizi, il nostro infantilismo, compresa questa folle, penosa idolatria della tecnica, da cui ci aspettiamo chiss\u00e0 quali prodigi di progresso, mentre non \u00e8 servita ad innalzarci di un solo pollice dal fango in cui stiamo sguazzando?<\/p>\n<p>Solo il Dio cristiano pu\u00f2 ancora farlo, pu\u00f2 sempre farlo, perch\u00e9 Lui crede in ciascuno di noi e vorrebbe il meglio per queste sue creature, che ha fatto a Sua propria immagine. Quel che \u00e8 meglio per noi, noi non sempre lo sappiamo, non sempre lo comprendiamo. A volte ci sembra di essere vittime dell&#8217;ingiustizia; ci sembra che avremmo meritato qualcosa di meglio, e che la vita, con noi, non \u00e8 stata abbastanza generosa, \u00e8 stata avara. Eppure, se davvero le cose fossero andate come noi speravamo, \u00e8 proprio certo che quello, per noi, sarebbe stato il meglio? Che cos&#8217;\u00e8 il meglio, per noi? Il meglio non pu\u00f2 essere giudicato in base al piacere, o al successo, o al potere che riusciamo a raggiungere; il meglio non sempre coincide con le nostre umane categorie, non sempre appare chiaro alla nostra limitata intelligenza. Noi giudichiamo le cose come bambini: ci\u00f2 che ci va bene, ci\u00f2 che ci d\u00e0 piacere, lo consideriamo buono; il resto, cattivo. Ecco perch\u00e9 dobbiamo imparare la virt\u00f9 dell&#8217;umilt\u00e0: perch\u00e9 solo in essa troviamo la capacit\u00e0 di dire: <em>Non come voglio, io, Signore, ma sia fatta la Tua volont\u00e0. Tu sai quello che \u00e8 bene; tu sai cosa \u00e8 meglio per me. Che accada non quello che io desidero, ma quello che Tu desideri per me. Mi fido di Te, Signore mio e Dio mio. Fuori di Te non c&#8217;\u00e8 verit\u00e0, non c&#8217;\u00e8 giustizia, non c&#8217;\u00e8 amore; ma in Te, posso trovare tutto quello di cui ho fame e sete, tutto ci\u00f2 di cui ho bisogno per vivere la vita buona; posso trovare la mia pi\u00f9 grande libert\u00e0, perch\u00e9 essere liberi significa fare la Tua volont\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Questi sono i pensieri che ci attraversano la mente, in questa lunga, lunghissima notte di mezza estate, che sembra non voler finire mai, mentre la luna sale alta e solenne nel cielo, rischiarando le tenebre con la sua luce fredda, metallica, aliena. Le chiome degli alberi si stagliano nette contro lo sfondo del cielo; le foglie sussurrano piano, nel respiro sensuale della notte piena di umori, di sussurri, di misteri. Chiss\u00e0 che cosa si stanno dicendo, e in quale lingua stanno comunicando. Noi non lo sappiamo: quante cose non sappiamo, eppure crediamo d&#8217;aver capito tutto. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che, se non impariamo ad ascoltare e a riconoscere la voce di Dio, non abbiamo capito niente; se non tentiamo di risponde alla Sua chiamata, siamo come inerti, siamo simili a dei morti che camminano. Siamo come cadaveri che non sanno di esserlo, e vanno e vengono, si agitano e inseguono mille brame e mille paure, ma, in realt\u00e0, sono gi\u00e0 morti, e mandano cattivo odore. Solo ascoltando la voce di Dio, ci destiamo alla vita vera: l&#8217;altra \u00e8 quella scialba, mutilata, dei non-vivi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le ultime ore di marted\u00ec 21 giugno 2016, e il calendario liturgico ricorda san Luigi Gonzaga: \u00e8 l&#8217;ultimo giorno di primavera, quello con la pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27750\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}