{"id":27746,"date":"2010-01-20T09:20:00","date_gmt":"2010-01-20T09:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/20\/abituati-a-pensare-in-modo-manicheo-ci-sfugge-la-complessita-del-reale\/"},"modified":"2010-01-20T09:20:00","modified_gmt":"2010-01-20T09:20:00","slug":"abituati-a-pensare-in-modo-manicheo-ci-sfugge-la-complessita-del-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/20\/abituati-a-pensare-in-modo-manicheo-ci-sfugge-la-complessita-del-reale\/","title":{"rendered":"Abituati a pensare in modo manicheo, ci sfugge la complessit\u00e0 del reale"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro modo di pensare e di considerare il reale risente profondamente di una serie di pregiudizi razionalisti e materialisti che abbiamo ricevuto quasi senza rendercene conto, come parte integrante del paradigma moderno, meccanicistico e pragmatistico, e nella cui atmosfera siamo cresciuti e vissuti, sino a considerarli come cose assolutamente ovvie e naturali.<\/p>\n<p>Ma naturali non sono: sono una ideologia come un&#8217;altra, pi\u00f9 evoluta di tutte sul piano tecnologico, ma terribilmente rozza ed angusta a livello spirituale. Di conseguenza, noi vediamo le cose come le filtra il paradigma oggi dominante: il nostro sguardo non \u00e8 limpido, il nostro giudizio non \u00e8 equanime, come ci piacerebbe credere.<\/p>\n<p>Da Aristotele, siamo abituati a ragionare in maniera univoca: A \u00e8 A e non \u00e8 B; B \u00e8 B e non \u00e8 C; e cos\u00ec via. Da Cartesio in poi, siamo abituati a pensare in termini dualistici: A \u00e8 corpo, B \u00e8 spirito; una cosa o \u00e8 corpo, o \u00e8 spirito; tertium non datur. E via di questo passo: pensiero rigido; pensiero oppositivo; pensiero strumentale; pensiero calcolante; pensiero aggressivo. \u00abSapere \u00e8 potere\u00bb, dice Francis Bacon: il sapere \u00e8 la chiave del dominio sulle cose e sugli uomini. \u00abLa filosofia non deve spiegare il mondo, deve cambiarlo\u00bb, aggiunge Marx. Singolare convergenza del campione dell&#8217;imperialismo borghese e del profeta della rivoluzione comunista: molto pi\u00f9 simili di quel che non sembri, a ben guardare.<\/p>\n<p>Ma la realt\u00e0 non \u00e8 descrivibile in termini di bianco e nero; non pu\u00f2 essere compresa con le categorie mentali del manicheismo: giusto\/sbagliato; vero\/falso; reale\/irreale; e cos\u00ec via. No, il mondo in cui viviamo \u00e8 infinitamente pi\u00f9 ricco, pi\u00f9 complesso, pi\u00f9 sfumato. Marx aveva l&#8217;animo di un fascista e Mussolini, quello di un socialista; Freud, il nemico di tutte le religioni, aveva l&#8217;animo del fondatore di una nuova fede; peggio, di una nuova chiesa: la Chiesa della psicanalisi. E cos\u00ec \u00e8 stato. Non basta odiare i padri per essere diversi da loro: al contrario, odiarli \u00e8 il modo pi\u00f9 sicuro per diventare come loro. Generazioni e generazioni di uomini che ne hanno fatto la prova provata, sono l\u00ec a testimoniarlo. Parlano i fatti, per loro.<\/p>\n<p>E soprattutto non basta uno slogan, non basta una bandiera, per essere quello che si dice di essere: no davvero; ci vuol altro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, senza nemmeno rendercene conto, la maggior parte di noi non pensa con la propria testa e non vede con i propri occhi, n\u00e9 ode con i propri orecchi, ma secondo il giudizio di qualcun altro: poveri burattini eterodiretti, bassa manovalanza per qualunque operazione politica, sociale o culturale; ma, per carit\u00e0, nel pieno rispetto delle forme democratiche!<\/p>\n<p>In un precedente articolo di parecchio tempo fa, \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0?\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice), ci eravamo gi\u00e0 posti il problema di saper leggere e decifrare la realt\u00e0. Paradossalmente, si pu\u00f2 dire che mentre il \u00abbuio\u00bb Medioevo aveva ben chiaro che la realt\u00e0 \u00e8 costituita da una serie di segni che devono essere decodificati, la nostra magnifica et\u00e0 moderna \u00e8 perfettamente (e ingenuamente) persuasa che basti vedere una cosa, o, meglio, poterla misurare e catalogare, per averla compresa; dopo di che si pu\u00f2 passare alla successiva.<\/p>\n<p>In quel lavoro, avevamo sostenuto che le cose possiedono un diverso grado di realt\u00e0, mano a mano che ci si allontana dalla loro sorgente, vale a dire dall&#8217;Essere, che le ha originate; per cui le cose ideali sono pi\u00f9 reali di quelle materiali, e quelle spirituali lo sono pi\u00f9 di quelle ideali. Ricapitoliamo brevemente il senso di quel ragionamento.<\/p>\n<p>Il mondo materiale, che &#8211; nel linguaggio ordinario &#8211; si suole definire \u00abla realt\u00e0\u00bb per antonomasia, \u00e8 il pi\u00f9 remoto dalle fonti dell&#8217;Essere, perch\u00e9 il pi\u00f9 accessorio e contingente. Posto che esso esista davvero e non sia, semplicemente, un pensiero della Mente infinita dell&#8217;Essere all&#8217;interno delle menti finite &#8211; certi fisici contemporanei amano fare la similitudine con il concetto di \u00abologramma\u00bb, ovvero parlano di \u00abrealt\u00e0 virtuale\u00bb; cos\u00ec come i mistici indiani parlano dell&#8217;universo fisico come di \u00ablila\u00bb, ossia \u00abgioco divino\u00bb, \u00absogno cosmico\u00bb di Dio &#8211; la cosiddetta realt\u00e0 materiale \u00e8 la meno reale fra i diversi gradi di realt\u00e0 dell&#8217;esistente.<\/p>\n<p>Essa, infatti, pi\u00f9 di ogni altra, ha l&#8217;attributo della contingenza: pu\u00f2 esservi, come non esservi. Non c&#8217;\u00e8 alcuna ragione necessaria per cui questo albero debba esistere, o questo uomo, o questa galassia; anche se, naturalmente, l&#8217;esistenza degli enti \u00e8 strettamente intrecciata, e la loro storia complessiva \u00e8 la somma delle loro relazioni reciproche.<\/p>\n<p>Il mondo concettuale possiede un pi\u00f9 alto grado di realt\u00e0, perch\u00e9 gli enti di cui risulta composto sono bens\u00ec contingenti e non necessari, e tuttavia, poste determinate premesse e messa in moto, per cos\u00ec dire, la ruota della loro esistenza, divengono assolutamente necessari. Noi possiamo anche non pensare alcun triangolo; ma, una volta che pensiamo un triangolo rettangolo, il teorema di Pitagora ne scaturisce come una conseguenza assolutamente necessaria, perch\u00e9 si deduce dalla sua essenza. Non esiste e non \u00e8 pensabile alcun triangolo rettangolo in cui la somma dei quadrati costruiti sui cateti non sia equivalente al quadrato costruito sull&#8217;ipotenusa.<\/p>\n<p>Questo rigore logico, questa assoluta consequenzialit\u00e0 non appartengono al mondo degli enti materiali, ma solo a quello degli enti ideali. Una montagna pu\u00f2 esserci o non esserci; se c&#8217;\u00e8, pu\u00f2 avere le caratteristiche pi\u00f9 varie, senza con ci\u00f2 violare alcuna categoria della logica.<\/p>\n<p>Il mondo spirituale possiede un grado di realt\u00e0 ancora pi\u00f9 alto. Ci\u00f2 deriva dal fatto che esso \u00e8 ancora pi\u00f9 vicino, o &#8211; per meglio dire &#8211; ancora meno lontano dalle sorgenti dell&#8217;Essere. La bellezza, la bont\u00e0, la verit\u00e0, la giustizia, l&#8217;amore, sono pi\u00f9 reali degli enti puramente concettuali, perch\u00e9 non solo possiedono un grado di necessit\u00e0 ancora maggiore di quelli, ma la loro esistenza tende a coincidere con la loro stessa essenza. Infatti, la loro essenza consiste nell&#8217;essere cos\u00ec come sono, n\u00e9 potrebbero essere altrimenti, in quanto emanazione diretta dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Non sono gli enti che creano la bellezza, la bont\u00e0, la verit\u00e0, la giustizia e l&#8217;amore: gli enti non fanno altro che assentire alla chiamata dell&#8217;Essere per farsene tramite rispetto ad altri enti; a distribuirne la presenza, per cos\u00ec dire, nel mondo. Il teorema di Pitagora, in quanto tale &#8211; ossia come operazione logica e non come dato di fatto &#8211; \u00e8 un atto del pensiero; ma la bellezza, la bont\u00e0 e la verit\u00e0, non sono operazioni del pensiero: sono modalit\u00e0 dell&#8217;essere. Non dipende dai singoli enti, dalle singole menti, il fatto di pensarli oppure no; a loro compete solo di rispondere positivamente, oppure no, al loro appello, facendosene trasmettitori.<\/p>\n<p>Questo, a grandi linee, il ragionamento che avevamo sviluppato in quel precedente lavoro. Possiamo ulteriormente allargare la nostra prospettiva, ammettendo &#8211; quanto meno come verosimile ipotesi di lavoro &#8211; che, a queste tre grandi categorie di enti, se ne debbano aggiungere delle altre, aventi caratteristiche intermedie (e in diversa misura) fra esse. Proprio perch\u00e9 bisogna evitare il pensiero rigido e manicheo, appare possibile, se non addirittura probabile, che gli enti non appartengano, in maniera netta e definita, solo alle tre grandi categorie di cui sopra; ma che si muovano fra un estremo di realt\u00e0 (e quindi, nella nostra prospettiva, di spiritualit\u00e0) ed un estremo di irrealt\u00e0 (vale a dire di materialit\u00e0).<\/p>\n<p>In fondo, una cosa soltanto \u00e8 assolutamente reale: l&#8217;Essere. Tutte le altre non sono che riflessi o emanazioni di quella; che noi, per comodit\u00e0, ci sforziamo di collocare nella loro brava casella di appartenenza, dopo averle opportunamente etichettate.<\/p>\n<p>Questo tipo di impostazione del problema gnoseologico ci sembra che possa rendere ragione anche di tutta una serie di eventi \u00abdi frontiera\u00bb, attinenti la sfera del supernormale, fino alle soglie del mistero per eccellenza, vale a dire il soprannaturale. Dalle apparizioni di Oggetti volanti non identificati e dai rapimenti di esseri umani da parte di creature aliene, fino ai miracoli dei santi o alle possessioni demoniache, vi \u00e8 tutta una vastissima gamma di fenomeni altrimenti inspiegabili.<\/p>\n<p>Scriveva Charles Fort nel suo memorabile \u00abIl libro dei dannati\u00bb (titolo originale: \u00abThe Book of the Damned\u00bb, Boni &amp; Liveright, 1919; traduzione italiana di Antonio Bellomi, Milano, Gruppo Editoriale Armenia, pp. 18-19):<\/p>\n<p>\u00abTutte le scienze cominciano con dei tentativi di definizione.<\/p>\n<p>Nulla \u00e8 mai stato definito.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla da definire.<\/p>\n<p>Darwin scrisse &quot;L&#8217;origine delle specie&quot;.<\/p>\n<p>Ma non fu mai in grado di dirci che cosa intendeva chiamare &quot;specie&quot;.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile dare una definizione.<\/p>\n<p>Nulla \u00e8 mai stato alla fine scoperto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 non c&#8217;\u00e8 nulla da scoprire alla fine.<\/p>\n<p>\u00c8 come cercare un ago che nessuno ha mai perso in un pagliaio che non \u00e8 mai esistito.<\/p>\n<p>Ma tutti i tentativi di scoprire in realt\u00e0 qualcosa, dove in realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 nulla da scoprire, sono in realt\u00e0 tentativi essi stessi per essere qualcosa.<\/p>\n<p>Un cercatore della Verit\u00e0. Non la scoprir\u00e0 mai. Ma c&#8217;\u00e8 una remotissima possibilit\u00e0 che egli stesso diventi la Verit\u00e0.<\/p>\n<p>O che la scienza sia pi\u00f9 di una ricerca:<\/p>\n<p>Che sia una pseudo-costruzione, o una quasi-organizzazione : che sia cio\u00e8 un tentativo di evasione per stabilire localmente l&#8217;armonia, la stabilit\u00e0, l&#8217;equilibrio, la consistenza, l&#8217;entit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 la pi\u00f9 remota delle possibilit\u00e0&#8230; che possa riuscirci.<\/p>\n<p>La nostra \u00e8 una pseudo-esistenza e tutto ci\u00f2 che \u00e8 visibile in essa fa parte della sua essenza fittizia&#8230;<\/p>\n<p>Alcune apparenze si approssimano maggiormente di altre allo stato positivo.<\/p>\n<p>Noi concepiamo tutte le &quot;cose&quot; come occupanti una gradazione, o stadi tra la positivit\u00e0 e la negativit\u00e0, la realt\u00e0 e l&#8217;irrealt\u00e0: alcune cose apparenti sono pi\u00f9-quasi consistenti, giuste, nelle, unificate, individuali, armoniose e stabili&#8230; di altre.<\/p>\n<p>Noi non siamo realisti. Non siamo idealisti. Siamo degli intermediaristi&#8230; perch\u00e9 nulla \u00e8 reale ma quel nulla \u00e8 irreale: tutti i fenomeni sono un&#8217;approssimazione in un senso o nell&#8217;altro tra la realt\u00e0 e l&#8217;irrealt\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>In breve, si tratta di uscire dall&#8217;alternativa secca relativa agli Oggetti volanti non identificati e alle creature aliene: se, cio\u00e8, si tratti di oggetti e individui provenienti da un altro mondo fisico, oppure da un&#8217;altra dimensione, nella quale essi non esistono allo stato fisico, o a noi non appaiono nello stato fisico, o, ancora, dalla quale possono \u00abscivolare\u00bb attraverso la dimensione fisica, come un&#8217;onda acustica pu\u00f2 passare attraverso degli ostacoli solidi.<\/p>\n<p>Ad esempio, \u00e8 noto che, in molti casi di \u00ababduction\u00bb (rapimento), i rapiti sostengono di essersi trovati in presenza di creature aliene materializzatesi all&#8217;interno della loro abitazione e della loro stanza, e di essere stati prelevati e trasportati, magari direttamente dal letto in cui dormivano, a bordo di astronavi, per subire vari generi di esprimenti.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 molto simile alla casistica relativa alle esperienze dei vivi con gli spiriti: passare attraverso i muri, materializzarsi e smaterializzarsi a piacere, sembrano essere caratteristiche degli spiriti, o fantasmi, o spettri, o in qualunque altro modo li vogliamo chiamare; e lo stesso dicasi per le tradizioni del folklore relative a folletti, gnomi, fate; per non parlare, infine, dei poteri delle streghe e dei negromanti.<\/p>\n<p>Forse, dopotutto, i fenomeni ufologici non differiscono, nella sostanza, da alcuni di quelli cosiddetti parapsicologici; forse ci troviamo, in entrambi i casi, in presenza dello stesso ordine di manifestazioni di una realt\u00e0 \u00abaltra\u00bb, che ci appaiono in forme esteriori differenti, solo perch\u00e9 non li sappiamo interpretare correttamente, o forse a causa delle differenze dei contesti culturali nei quali si verificano. Vogliamo dire che ci\u00f2 che nel mondo antico o nel Medioevo veniva interpretato come opera di magia o come apparizioni di fantasmi, ai nostri giorni viene interpretato come opera di creature extraterrestri.<\/p>\n<p>Ma, tornando alle teorie di Fort, non dovremmo limitarci a rivolgere il concetto di intermediarit\u00e0 al solo mondo esterno, bens\u00ec anche all&#8217;occhio che guarda, vale a dire a noi stessi. Dovremmo cominciare a pensare noi stessi in termini di enti che si trovano in una situazione intermedia fra la realt\u00e0 e l&#8217;irrealt\u00e0: precisamente, reali nel nostro legame con l&#8217;Essere, dunque con la nostra parte perenne; irreali nei riguardi della dimensione fisica.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe obiettare che anche questa \u00e8 una forma di dualismo e perci\u00f2, almeno potenzialmente, di manicheismo. Rispondiamo che non si tratta di dualismo, perch\u00e9 il piano del reale e il piano dell&#8217;irreale non giacciono sulla stessa dimensione, ma su due dimensioni radicalmente diverse; il fatto che esistano situazioni intermedie che sfumano dall&#8217;una nell&#8217;altra, non abolisce questa radicale differenza ontologica.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre una questione di limiti percettivi, dunque un problema gnoseologico, non ontologico. Il fatto che noi possiamo percepire come contigui degli enti e delle situazioni che sono separati da una frattura ontologica dipende dall&#8217;imperfezione dei nostri sensi e della nostra intelligenza, non dalla realt\u00e0 in s\u00e9.<\/p>\n<p>Del resto, lo ripetiamo: solo l&#8217;Essere \u00e8 reale in modo assoluto; tutto il resto \u00e8 irreale o semi reale, sia pure in misura diversificata.<\/p>\n<p>Dovremmo smettere, pertanto, di fare le pi\u00f9 grandi meraviglie davanti al verificarsi di situazioni che sfidano le leggi della fisica e che, tuttavia, molti indizi suggeriscono appartenere ad un ordine di realt\u00e0 non troppo diverso dal nostro; noi stessi possiamo oltrepassare i nostri limiti fisici, a determinate condizioni. Persone naturalmente dotate, o persone che hanno condotto studi ed esperimenti specifici, sono in grado di abolire i confini dello spazio e del tempo e di operare a distanza nei contesti pi\u00f9 diversi, come suor Maria de Agreda, una religiosa spagnola del Seicento che fu in grado di convertire migliaia di pellerossa del Texas, pur non essendosi mai mossa dal suo convento nella Penisola Iberica. E potremmo citare una infinit\u00e0 di casi del genere. Evidentemente, noi stessi siamo delle creature interdimensionali, magari a nostra insaputa; e come tali possiamo manifestarci ad altri esseri umani.<\/p>\n<p>Il reale \u00e8 infinitamente pi\u00f9 complesso di come lo descrive la fisica classica; per fortuna, molti scienziati delle ultime generazioni si sono avvicinati a questa comprensione, e i loro punti di vista sulla natura della materia, dello spazio e del tempo convergono in modo impressionante con quelli elaborati da migliaia d&#8217;anni dalla sapienza dell&#8217;India, del Tibet, della Cina, per non parlare del Pitagorismo, del Platonismo e dello stesso Cristianesimo.<\/p>\n<p>\u00c8 davvero tempo che noi facciamo uno sforzo per superare il nostro modo di pensare tradizionale, angusto e manicheo, facendo cos\u00ec un passo in avanti verso una pi\u00f9 esatta e significativa comprensione del reale, intorno a noi e dentro di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro modo di pensare e di considerare il reale risente profondamente di una serie di pregiudizi razionalisti e materialisti che abbiamo ricevuto quasi senza rendercene<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[102,185,250],"class_list":["post-27746","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-benito-mussolini","tag-karl-marx","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27746","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27746"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27746\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}