{"id":27745,"date":"2015-07-29T11:48:00","date_gmt":"2015-07-29T11:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/penitenza-o-ascesi\/"},"modified":"2015-07-29T11:48:00","modified_gmt":"2015-07-29T11:48:00","slug":"penitenza-o-ascesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/penitenza-o-ascesi\/","title":{"rendered":"Penitenza o ascesi?"},"content":{"rendered":"<p>Il sentimento religioso dell&#8217;et\u00e0 moderna e contemporanea \u00e8 stato risucchiato e quasi stritolato fra due opposte tendenze, egualmente sbagliate: una tendenza gnostica, o neo-manichea, che, disprezzando il &quot;mondo&quot; e il corpo, ha creato una netta separazione tra la sfera mondana e quella soprannaturale, togliendo, cos\u00ec, valore e significato alla pratica dell&#8217;ascesi (visto che questa si realizza attraverso il corpo); ed una tendenza, in verit\u00e0 molto pi\u00f9 pronunciata, di tipo secolarista e modernista, che tende a svalutare il soprannaturale e, dunque, a vedere l&#8217;ascesi come una negazione del &quot;mondo&quot; e come l&#8217;espressione di una concezione &quot;punitiva&quot; e meramente penitenziale del fatto religioso, invece che come il trampolino verso l&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Giova ripeterlo: il misticismo non \u00e8 il fiore al&#8217;occhiello della religione, ne \u00e8 il cuore: niente misticismo, niente vero sentimento religioso. Ora, \u00e8 vero che la pratica sistematica dell&#8217;ascesi \u00e8 riservata a pochi; ma questo non significa che gli altri, i credenti &quot;normali&quot;, la possano tranquillamente ignorare: nessuno di loro lo potrebbe, meno ancora quanti si immergono in cento forme di &quot;solidariet\u00e0&quot; e &quot;promozione&quot; umana, sociale, magari economica e politica, come se tutto l&#8217;impegno di questo mondo potesse sostituire anche un solo istante di vero raccoglimento, di vera meditazione, di vera preghiera. \u00abMarta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi per molte cose, ma una sola \u00e8 necessaria\u00bb, ammoniva il Maestro: possibile che i cristiani d&#8217;oggi se ne siano cos\u00ec facilmente dimenticati?<\/p>\n<p>\u00abPregate sempre, senza stancarvi mai\u00bb (Luca, 18, 1), ammoniva Ges\u00f9 Cristo: strano che quanti, pure fra cattolici, si richiamano continuamente al Vangelo e alle Scritture, e &#8212; come i protestanti e i Testimoni di Geova -, son capacissimi di citare a memoria il capitolo tale e il versetto talaltro per ogni circostanza si presenti in qualsiasi momento, dimentichino poi, di fatto, queste precise parole del Maestro, questa esortazione imprescindibile, data con il massimo calore e con la massima seriet\u00e0. La preghiera, per il credente, \u00e8 pi\u00f9 importante di qualunque altra cosa: il non credente pu\u00f2 invocare le opere, le letture, gli esempi, le speranze, la ragione; il credente no, pu\u00f2 invocare solo la preghiera &#8212; tutto il resto viene dopo e non \u00e8 neanche essenziale.<\/p>\n<p>Dire che l&#8217;ascetismo \u00e8 il cuore del sentimento religioso non significa ridurre l&#8217;esperienza religiosa a ricerca disincarnata ed estranea alle necessit\u00e0 della vita materiale; significa semplicemente ricordare che nulla di quanto sentiamo, pensiamo, facciamo, speriamo o temiamo ha un significato in se stesso, se lo si disancora dal costante riferimento all&#8217;Assoluto, cio\u00e8 a Dio. E quando la pratica religiosa si disancora da Dio, si \u00e8 bella e perduta: anche se, talvolta, non lo sa, non se ne accorge; e, come il sonnambulo che avanza nel sonno, cos\u00ec il credente che ha perso il legame con Dio si inoltra sulle strade della vita credendo di portare in esse la luce divina, mentre non p\u00e8 che un cieco brancolante fra i ciechi, con &#8216;aggravante che s&#8217;illude di vederci benissimo e perfino di essere in grado di rischiarare la strada agli altri.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dire che gli uomini devono fare penitenza sembra una specie di condanna e, dalla mentalit\u00e0 moderna, una simile affermazione viene percepita in senso puramente negativo, come se l&#8217;essere credenti significasse togliere qualcosa al bello della vita, intristire ci\u00f2 che sarebbe gioiosa, sbiadire ci\u00f2 che risplende nei suoi vividi colori naturali. Invece il concetto di penitenza, se non ci si perde in una questione puramente nominalistica, altro non \u00e8 che l&#8217;altra faccia della medaglia del concetto di ascesi:la via per salire in alto. Per salire in alto, sempre pi\u00f9 in alto, bisogna liberarsi del peso superfluo, cos\u00ec come la mongolfiera si sbarazza dei sacchetti di sabbia che fungono da zavorra e guadagna, cos\u00ec, le altezze sublimi, ove soffiano liberi i venti e lo sguardo spazia nelle immense vastit\u00e0 del paesaggio sottostante. Nulla di triste, dunque, nulla di uggioso o di mortificante nell&#8217;idea che, per innalzarsi al piano del divino, occorre gettar via un po&#8217; di zavorra: questo vuol dire fare penitenza: sbarazzarsi del superfluo onde poter giungere pi\u00f9 facilmente verso l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Interessanti e pertinenti ci sembrano le osservazioni che svolge Jean-Claude Noy\u00e9, nel suo libro \u00abIl grande libro del digiuno\u00bb a proposito del digiuno, ma che sono facilmente estensibili a tutta l&#8217;area della penitenza e\/o ascesi (titolo originale:\u00abLe grand livre du je\u00fbne\u00bb, Paris, Editions Albin Michel, 2007; traduzione dal francese di Romeo Fabbri, Padova, Edizioni Messaggero, 2009, pp. 128-133):<\/p>\n<p>\u00abIndubbiamente, la disciplina del digiuno suscita spontaneamente riserve, resistenze, persino irritazione, perch\u00e9 riguarda la privazione di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. [&#8230;] Padre de Vog\u00fc\u00e9 constata con grande amarezza: &quot;Il digiuno cristiano \u00e8 scomparso, perch\u00e9 pastori e fedeli non lo hanno reinventato&quot;. [&#8230;] Nel complesso delle cause incriminate [circa l&#8217;abbandono del digiuno religioso]poniamo anzitutto l&#8217;accento sullo sviluppo in Occidente di uno spiritualismo disincarnato. Questo spiritualismo trascura l&#8217;unit\u00e0 corpo-anima-spirito, le interazioni profonde esistenti fra i movimenti del corpo e quelli della vita interiore. [&#8230;] Quindi, illusione moderna e tenace, secondo cui la vita spirituale non comporterebbe una vigilanza spirituale. [&#8230;]<\/p>\n<p>Padre Deseille nota: &quot;Il dramma \u00e8 che l&#8217;Occidente ha ridotto la parte spirituale dell&#8217;uomo alla sua parte razionale. Si \u00e8 smussata la punta fine dell&#8217;anima. Paradossalmente, quando si perde il senso della vita spirituale, si perde anche il senso del corpo e della sua partecipazione alla stessa. Cos\u00ec l&#8217;uomo viene ridotto alla sua dimensione volitiva e intellettiva. Quest&#8217;approccio \u00e8 dannoso perch\u00e9 \u00e8 importante che il corpo simboleggi e incarni gli atteggiamenti spirituali. Per i padri, il legame fra corpo, anima e spirito \u00e8 talmente stretto che ogni atteggiamento interiore deve tradursi in un comportamento esteriore. La rinuncia all&#8217;io, a tutte le sue manifestazioni, l&#8217;umilt\u00e0 dell&#8217;anima e l&#8217;amore indiviso di Cristo si iscriveranno nell&#8217;essere profondo dell&#8217;uomo, nel suo cuore, solo se si incarnano in pratiche corporali, come il digiuno, le veglie, la rinuncia alle comodit\u00e0 e alla ricerca degli agi del corpo&quot;. E padre Deseille sottolinea che il digiuno non ha alcuna vera ragion d&#8217;essere al di fuori della vita spirituale. Di qui all&#8217;osservanza di tutte le usanze di privazione alimentare raccomandate dalla chiesa ortodossa non c&#8217;\u00e8 che un passo, che l&#8217;autore e la sua comunit\u00e0 monastica fanno molto volentieri, poich\u00e9 &quot;questo \u00e8 molto vivificante per la vita interiore&quot;.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra causa della disaffezione nei riguardi del digiuno \u00e8 certamente il fatto di considerarlo una punizione, un modo per riparare i peccati commessi. Il termine &quot;penitenza&quot;, con cui si \u00e8 sostituito il termine &quot;ascesi&quot;, \u00e8 piuttosto infelice. [&#8230;] Troppo a lungo si dovuto digiunare senza sapere bene perch\u00e9, senza conoscere tutto il beneficio che si poteva trarne, a parte quello di obbedire alla Chiesa. Quando \u00e8 venuta meno la tutela di quest&#8217;ultima sulle coscienze, sono scomparse anche le abitudini alle quali essa sottoponeva i fedeli, gi\u00e0 moribonde in materia di digiuno.<\/p>\n<p>In un certo senso, tutto lo stile della vita moderna dissuade dal digiuno: sia il nostro impiego del tempo sempre sovraccarico, sia la fretta e la corsa febbrile che ci anima durante tutto l&#8217;anno. Siamo assorbiti dal lavoro, dalla famiglia, dai divertimenti, , con la conseguente scomparsa del silenzio, tanto pi\u00f9 difficile da sopportare quanto pi\u00f9 \u00e8 raro. [&#8230;] [&#8230;]<\/p>\n<p>Pur meno colpiti da questi mali, i monaci non vivono al di fuori del mondo. Nei chiostri, la qualit\u00e0 del silenzio non \u00e8 pi\u00f9 ci\u00f2 che era. Anche i religiosi sono sottoposti a una mole di lavoro sempre pi\u00f9 gravosa e impegnativa. Devono adattarsi alle rapide mutazioni tecnologiche e cercare nuovi mercati per poter vivere del prodotto del loro lavoro. Anch&#8217;essi, a scapito del loro corpo (e della loro anima) , sono assaliti dall&#8217;individualismo che li circonda e dall&#8217;accelerazione dei ritmi di vita. Disincantato, il benedettino tedesco Anselm Gr\u00fcn, in un libretto intitolato &quot;Digiunare per il corpo e per lo spirito&quot;, osserva: &quot;Dove si digiuna, oggi? Non l\u00e0 dove ci si aspetterebbe che lo si facesse, nei monasteri&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 paradossale; tanto pi\u00f9 che si vede molto digiunare, nonch\u00e9 predicare i benefici del digiuno, in quelle moderne consorterie pseudo mistiche e pseudo esoteriche, nelle quali take pratica \u00e8 vista unicamente come fonte di benefici per la salute del corpo e come mezzo per raggiungere una non meglio specificata &quot;chiarificazione interiore&quot;, una dolciastra e generica &quot;fusione&quot; con il Grande Tutto dell&#8217;universo, ossia per mettere in sintonia le energie individuai con quelle cosmiche e fare della coscienza individuale il luogo di una &quot;rivelazione&quot; di marca New Age.<\/p>\n<p>Un tempo, i monasteri erano dei centri di santa energia spirituale, che si irraggiava sul mondo intero; non di una energia qualsiasi: di energia santa, perch\u00e9 possono esservi anche centri di energia spirituale negativa, addirittura diabolica, come nel caso delle sette perverse che praticano il satanismo e invocano su di loro la venuta del Diavolo. Oggi i monasteri sono molto diminuiti di numero, cos\u00ec come sono diminuite le presenze dei monaci e delle monache; ma, fatto ancor pi\u00f9 importante, si \u00e8 allentata, in essi, o almeno in parte di essi (non bisogna generalizzare, ma nemmeno minimizzare) la tensione spirituale, si \u00e8 affievolita la severit\u00e0 dell&#8217;ascesi, \u00e8 penetrata &#8212; insomma &#8212; l&#8217;atmosfera che regna, al di fuori di essi, un po&#8217; ovunque. E come meravigliarsene? Se i loro muri perimetrali non sono abbastanza spessi da trattenere le vibrazioni benefiche che si muovono dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno, non lo sono neppure per preservare queste oasi di spiritualit\u00e0 dalle influenze, non sempre belle e non sempre buone, che dalla societ\u00e0 &quot;profana&quot; ritornano verso di essi. E dunque certi atteggiamenti e modi di fare, anche di pensare e di sentire, tipici della modernit\u00e0 laica e immanentista, hanno varcato le soglie dei chiostri e delle abbazie e sono entrati nel circolo della vita contemplativa, inquinandone le sorgenti.<\/p>\n<p>Il fenomeno non riguarda solo i conventi, ma tutta la vita della Chiesa; i conventi, per\u00f2, sono sempre stati i grandi serbatoi d&#8217;aria pura, capaci di vitalizzare il mondo circostante e fermentare negli angoli pi\u00f9 lontani della societ\u00e0: se essi perdono il proprio sale, con che cosa si potranno insaporire le altre vivande? Come si potr\u00e0 fronteggiare la sfida della modernit\u00e0, sempre pi\u00f9 materialista e disincantata, se quel disincanto \u00e8 penetrato fin dentro la roccaforte dei valori spirituali, fin nelle pieghe pi\u00f9 segrete e negli angoli pi\u00f9 riposti della vita dell&#8217;anima, persino tra coloro che hanno fatto della contemplazione e della preghiera la loro offerta perenne e la loro principale ragione di esistere?<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che ha perduto il senso del silenzio; che ha smarrito la pratica della penitenza, del digiuno, del raccoglimento; che si \u00e8 indebolita nella sua tensione ascetica, \u00e8 una societ\u00e0 che non pu\u00f2 funzionare bene nemmeno nella sfera prettamente materiale, dall&#8217;economia alla politica, dall&#8217;arte alla scienza: \u00e8 una societ\u00e0 che scivola inarrestabilmente nel disordine. La preghiera, la contemplazione, il raccoglimento, il digiuno, sono gli strumenti che permettono a una societ\u00e0 di rigenerare le proprie energie, impedendo ad esse di disperdersi continuamente nell&#8217;inseguimento di cose secondarie e di beni ingannevoli. Le energie, sia fisiche che spirituali, si rigenerano allorch\u00e9 attingono alla sorgente prima dell&#8217;Essere, perenne e indefettibile, dalla quale ogni creatura riceve quanto le \u00e8 necessario per essere fedele alla propria vocazione.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 dominata dal disordine, ogni individuo ritiene di essere padrone di perseguire qualunque capriccio, n\u00e9 si domanda quale scopo o missione gli sia stata affidata nella vita, fin da prima che il mondo cominciasse a esistere. E una societ\u00e0 in cui ogni individuo si lancia all&#8217;inseguimento dei propri piaceri limitati ed egoistici, smarrendo la nozione stessa del Bene, puro e luminoso al di sopra della miriade dei falsi beni, non possiede in se stessa la forza per resistere alle pi\u00f9 piccole spinte centrifughe, alle pi\u00f9 modeste forze dissolventi. \u00c8 una societ\u00e0 matura per il crollo.<\/p>\n<p>Noi, per\u00f2, siano stati fatti per la vita e non per la morte; per la gioia e non per la tristezza; per amare e non per odiare. Di conseguenza, non possiamo accettare al declino spirituale della societ\u00e0 in cui viviamo, perch\u00e9 esso si ripercuote sulla spiritualit\u00e0 di ciascuno di noi: nessun uomo \u00e8 un&#8217;isola, nessuno pu\u00f2 sottrarsi al flusso della marea. La marea materialista ed edonista sta spazzando con furia distruttrice le cose pi\u00f9 care, che avevamo credute indistruttibili. Ci siamo accorti, invece, che nulla indistruttibile, se ciascuno di noi non \u00e8 disposto a metterci in gioco e ad affrontare, per quanto gli compete, la responsabilit\u00e0 di vivere secondo giustizia, vale a dire cercando non i piccoli beni fallaci, ma il Bene stesso, imperituro e infinitamente affascinante.<\/p>\n<p>Digiunare, cos\u00ec come compiere qualunque altro atto di purificazione, ha un senso, pertanto, se si colloca nella giusta prospettiva: che \u00e8 quella di restituire al corpo la sua funzione di tramite verso la dimensione soprannaturale, verso la vita vera dell&#8217;anima; altrimenti si riduce a una pratica igienica e salutistica fine a se stessa. L&#8217;anima ha bisogno del corpo per purificarsi, cos\u00ec come il corpo ha bisogno dell&#8217;anima per essere illuminato: il segreto \u00e8 tutto qui. Basta solo non scordarsene mai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sentimento religioso dell&#8217;et\u00e0 moderna e contemporanea \u00e8 stato risucchiato e quasi stritolato fra due opposte tendenze, egualmente sbagliate: una tendenza gnostica, o neo-manichea, che, disprezzando<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-27745","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27745\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}