{"id":27743,"date":"2009-07-10T09:39:00","date_gmt":"2009-07-10T09:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/10\/un-quadro-al-giorno-giuseppe-pellizza-da-volpedo-lo-specchio-della-vita-1898\/"},"modified":"2009-07-10T09:39:00","modified_gmt":"2009-07-10T09:39:00","slug":"un-quadro-al-giorno-giuseppe-pellizza-da-volpedo-lo-specchio-della-vita-1898","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/10\/un-quadro-al-giorno-giuseppe-pellizza-da-volpedo-lo-specchio-della-vita-1898\/","title":{"rendered":"Un quadro al giorno: Giuseppe Pellizza da Volpedo, \u00abLo specchio della vita\u00bb (1898)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLo specchio della vita\u00bb appartiene alla seconda fase della intensa vicenda artistica di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, Alessandria, 1868-1907) e rappresenta uno dei vertici assoluti del suo itinerario pittorico.<\/p>\n<p>Se, per ragioni di comodit\u00e0, suddividiamo la sua vita in cinque grandi periodi: gli esordi veristi; l&#8217;adesione al divisionismo; il passaggio al simbolismo; l&#8217;epoca de \u00abIl quarto stato\u00bb e gli ultimi anni &#8211; allora possiamo collocare pi\u00f9 chiaramente quest&#8217;opera notevolissima nella giusta prospettiva storica., ossia, press&#8217;a poco, nel punto d&#8217;intersezione della fase divisionista con quella simbolista vera e propria.<\/p>\n<p>Qualche anno prima, nel 1894, Pellizza aveva soggiornato a Firenze e vi aveva condotto intensi e appassionati studi di studi di filosofia, estetica, logica e letteratura; si era sprofondato nella lettura di Dante, e nel canto III del Purgatorio (versi 79-84) aveva trovato ispirazione per la suggestiva allegoria \u00abLo specchio della vita\u00bb:<\/p>\n<p>\u00abCome le pecorelle escon del chiuso<\/p>\n<p>a una, a due, a tre, e l&#8217;altre stanno<\/p>\n<p>timidette atterrando l&#8217;occhio e &#8216;l muso;<\/p>\n<p>e ci\u00f2 che fa la prima, e l&#8217;altre fanno,<\/p>\n<p>addossandosi a lei, s&#8217;ella s&#8217;arresta,<\/p>\n<p>semplici e quete, e lo &#8216;mperch\u00e9 non sanno&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Nel 1890, Pellizza aveva scritto testualmente: \u00ab[&#8230;] il mio scopo \u00e8 il bene dell&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 di esprimere le verit\u00e0 che arrivano al mio intelletto. [&#8230;] Amo pi\u00f9 essere giusto nel pensiero che nella forma\u00bb: ed \u00e8 un magnifico programma di onest\u00e0 intellettuale, nel senso della \u00abpoesia onesta\u00bb di Umberto Saba, se ci \u00e8 concesso l&#8217;anacronismo.<\/p>\n<p>Ecco qui, dunque, un pittore che esce da tutti gli schemi, che non si lascia assolutamente imbrigliare in uno stereotipo o in una ideologia; e tutti quei critici di ispirazione marxista che hanno levato le lodi pi\u00f9 sperticate alla sua opera pi\u00f9 famosa, ma non certo la pi\u00f9 bella, \u00abIl quarto stato\u00bb, si sono poi trovati un tantino imbarazzati davanti a numerose altre opere, da \u00abSul fienile\u00bb del 1893, a \u00abSperanze deluse\u00bb del 1894, a \u00abLo specchio della vita\u00bb, appunto, cui l&#8217;artista piemontese lavor\u00f2 dal 1895 al 1898, nelle quali tutto si pu\u00f2 trovare, tranne che una ideologia militante, anzi, una ideologia di qualsiasi tipo: tanto chiaro e trasparente \u00e8 lo sforzo di verit\u00e0 interiore e la tensione verso una dimensione simbolica del reale, che \u00e8 celata all&#8217;occhio del corpo e che solo con l&#8217;occhio interiore pu\u00f2 essere raggiunta ed esplorata.<\/p>\n<p>Da parte nostra, non esitiamo ad affermare che un&#8217;opera come \u00abLo specchio della vita\u00bb riflette assai meglio lo spirito autentico dell&#8217;artista di Volpedo, la sua ansia di purezza e di verit\u00e0, piuttosto che l&#8217;enfasi sociale quasi intollerabile e la turgida retorica, quantunque a suo modo sincera, di un&#8217;opera come \u00abIl quarto stato\u00bb, tanto magnificata per ragioni che poco o nulla hanno a che fare con un criterio di valutazione puramente estetico.<\/p>\n<p>La vena fondamentale di Pellizza non \u00e8 quella sociale, anche se egli &#8211; uomo di estrazione contadina e legatissimo alla sua campagna, come si vede anche dal fatto che volle sempre firmarsi &quot;da Volpedo&quot; &#8211; ader\u00ec indubbiamente con perfetta onest\u00e0 intellettuale alle lotte sociali di fine Ottocento e si schier\u00f2 dalla parte delle classi lavoratrici; bens\u00ec quella lirica, sognante, malinconica, vorremmo dire virgiliana: si pensi ad opere come \u00abIdillio primaverile\u00bb (1896-1901), trasparente allegoria dell&#8217;infanzia, dell&#8217;innocenza, della primavera e della pace campestre.<\/p>\n<p>Ne \u00abLo specchio della vita\u00bb la scena \u00e8 reale, e tuttavia il significato dell&#8217;opera \u00e8 nettamente simbolico.<\/p>\n<p>Una fila di pecore avanza da destra verso sinistra: non se ne vede il principio e nemmeno la fine, il che suggerisce l&#8217;idea di un inarrestabile andare, di un flusso che non termina mai e che non si sa di dove abbia principio.<\/p>\n<p>Non \u00e8, peraltro, una fila vera e propria: le bestie procedono in maniera piuttosto disordinata, muovendosi su diversi piani, che conferiscono profondit\u00e0 alla scena; i dorsi vellosi illuminati dal sole in controluce contribuiscono ad accrescere l&#8217;effetto prospettico, mentre un paio di agnelli dal mantello pi\u00f9 scuro introducono una nota di variet\u00e0 coloristica, che spezza la monotonia della lunga processione.<\/p>\n<p>In primo piano, alcune pozze d&#8217;acqua nelle quali si riflettono le sagome degli animali e che quasi certamente sono quelle presso la riva del fiume Curone, nella cui valle \u00e8 ambientata la scena; le pecore, in secondo piano, trotterellano lungo l&#8217;argine del corso d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>In terzo piano, una linea di colline e di boschi chiude la vasta campagna con il suo profilo ineguale che, tuttavia, suggerisce un senso di circolarit\u00e0 ed accompagna, con il suo verde scuro, la linea bianco-gialla delle pecore in movimento.<\/p>\n<p>Infine lo scenario delle nuvole, in alto, nel cielo azzurro chiaro, completa il gioco delle simmetrie e crea una corrispondenza con l&#8217;effetto dell&#8217;acqua in primo piano, ove si rispecchiano le pecore che procedono lungo l&#8217;argine del fiume.<\/p>\n<p>Tutto l&#8217;insieme appare di una straordinaria semplicit\u00e0 ed efficacia: la semplicit\u00e0 di chi va al cuore delle cose e dunque come punto di arrivo, non certo la faciloneria o l&#8217;ingenuit\u00e0 di chi la assume come dato originario della coscienza.<\/p>\n<p>Un altro elemento che balza subito evidente \u00e8 la solennit\u00e0: ma, ancora, una solennit\u00e0 dimessa, se ci si passa l&#8217;ossimoro; in ogni caso, non una solennit\u00e0 retorica. L&#8217;assenza completa di esseri umani o di altri segni di presenza umana (eccezion fatta per l&#8217;argine del fiume) contribuisce a rafforzare i due fattori della semplicit\u00e0 e della solennit\u00e0.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di ogni altra cosa, tuttavia, \u00e8 la luce a pervadere la scena e ad imprimere la nota dominante all&#8217;intera opera: una luce radente e soffusa, che si sparge vittoriosa sull&#8217;intero paesaggio, dal primo piano fino all&#8217;orizzonte; e che trae la sua fonte dalla qualit\u00e0 particolare della pennellata, fatta di piccole macchie di colori puri che conferiscono alla tela, di grandi dimensioni (cm. 132 x 291, custodita presso la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Torino) uno splendore diffuso, che pare scaturisca da ogni punto della sua superficie.<\/p>\n<p>Ma cediamo la parola a una critica d&#8217;arte che ha saputo cogliere magistralmente le caratteristiche fondamentali di questa opera del Nostro: Aurora Scotti (in: \u00abPellizza da Volpedo. Catalogo generale\u00bb, Milano, 1986, scheda 1002; riduzione del testo originale):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;opera &#8211; che riesce a riflettere il destino dell&#8217;uomo e significati universali in un brano di natura pur privo di ogni presenza umana, ed \u00e8 ambientata sul greto del Curone, non distante da casa Pellizza &#8211; \u00e8 ispirata dal verso dantesco: &quot;e ci\u00f2 che l&#8217;una fa, e l&#8217;altre fanno&quot;(Purgatorio, canto III, 82). Assoluto \u00e8 l&#8217;equilibro fra e opposte forze rappresentate nella tela: l&#8217;incontro fra luce ed ombra, fra linee rette e linee ondulate, fra ritmico avanzare delle pecore e stasi assoluta della natura, fissata in una cristallina stesura di colori. La fattura \u00e8 a divisionismo estremamente sapiente, con stesura del colore puro a piccoli punti e tratti non molto appariscente, con qualche affinit\u00e0 con la contemporanea tecnica di Morbelli, ma anche con ricerche di effetti di rifrazione nell&#8217;azzurro del cielo. Nessuna tonalit\u00e0 cromatica \u00e8 in esso dominante, se non una grande ed accesa intensit\u00e0 di luce chiara e cristallina. L&#8217;equilibrio compositivo \u00e8 assoluto: la linea orizzontale dell&#8217;argine viene ribadita e replicata dalla sequenza di pecore che giunge esattamente a met\u00e0 dell&#8217;altezza della tela; a questa linea convergono, pur senza toccarla direttamente, le pozze d&#8217;acqua in primo piano, mentre essa sembra ribadita dall&#8217;ampia pianura retrostante a cui convergono le morbide linee dei colli e delle macchie d&#8217;alberi.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, delle due terzine dantesche sopra citate, sarebbe il verso: \u00abe ci\u00f2 che fa la prima, e l&#8217;altre fanno\u00bb ad avere particolarmente ispirato la concezione dell&#8217;opera, di cui costituisce, esplicitamente, il sottotitolo.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, se ci poniamo la domanda su quale sia il reale soggetto della tela, dovremmo dedurne che esso \u00e8 la stoltezza umana, o, pi\u00f9 precisamente, l&#8217;istinto gregario, che spinge gli uomini ad abdicare al proprio statuto ontologico di persone ed al proprio spirito critico, per aggregarsi in maniera passiva e pecorile, in balia di ci\u00f2 che fanno dei capi i quali, molto spesso, sono dei ciechi essi stessi: ciechi che conducono alla rovina altri ciechi.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9, vi sono forti indizi per pensare che questa interpretazione sia insufficiente e, in ogni modo, fortemente riduttiva.<\/p>\n<p>Infatti, se il tema dell&#8217;opera fosse semplicemente la stoltezza umana, dovrebbero esservi chiari elementi di segno negativo, tali da avvalorare un approccio antropologico di tipo fortemente pessimista. Invece, nulla autorizza una simile chiave di lettura ed una simile conclusione: n\u00e9 i colori, chiari e brillanti; n\u00e9 la luce, tersa e luminosa; n\u00e9, infine, l&#8217;ambientazione complessiva della scena, che \u00e8 piuttosto di segno bucolico, e sia pure di quel particolare bucolicismo permeato di una vaga e sottile inquietudine &#8211; per intenderci, alla Pascoli -: ma un&#8217;inquietudine che deriva dalla consapevolezza del mistero inerente alle cose, non ad un atteggiamento di amarezza e disincanto nei confronti di esse.<\/p>\n<p>Al contrario, le pecore sono rappresentate con evidente simpatia ed affettuosit\u00e0 &#8211; come, del resto, fa Dante, se si leggono tutte intere le due terzine e non solo il verso 82. Non vi \u00e8 ombra di disprezzo nel modo in cui sono ritratte mentre si avviano lungo l&#8217;argine del fiume; e tutta la cornice naturale che le avvolge &#8211; compresa la cornice stessa della tela, che \u00e8 essa medesima un&#8217;altra rappresentazione simbolica, segnata da pennellate intese a ricreare le venature del legno &#8211; spira pace e serenit\u00e0, e un soave senso di innocenza e di leggerezza.<\/p>\n<p>Impossibile dedurne una concezione negativa dell&#8217;uomo, e meno ancora un giudizio moralistico nei suoi confronti: semplicemente, una tale lettura sarebbe in contrasto con il linguaggio dell&#8217;artista e con tutti gli elementi &#8211; paesistici, luministici, coloristici, prospettici &#8211; che concorrano alla rappresentazione dell&#8217;insieme. Con buona pace degli imperterriti esegeti di segno ideologico, cui prima abbiamo accennato, \u00e8 semplicemente impossibile valutare \u00abLo specchio della vita\u00bb come una denuncia dello spirito gregario dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>N\u00e9 si dica che Pellizza, figlio di contadini e innamorato del mondo contadino, era per sua natura incapace di quella durezza ideologica che fu tipica, invece, dei profeti del socialismo di formazione operaia; perch\u00e9 una tale affermazione \u00e8 vera, ma non giustifica certo una cos\u00ec grande incongruenza, come sarebbe stata quella di voler dipingere un&#8217;opera di denuncia sociale, per poi abbandonarsi a un idillio campestre bello e buono.<\/p>\n<p>E allora?<\/p>\n<p>E allora non resta che rifiutare l&#8217;interpretazione tradizionale de \u00abLo specchio della vita\u00bb e ammettere che, se Pellizza si \u00e8 ispirato ai versi di Dante, bisogna nondimeno considerare quei versi nella loro interezza, e non sezionarli a piacere; dopo di che, ci si accorger\u00e0 che, se la caratterizzazione dello spirito gregario \u00e8 certamente uno degli elementi centrali delle due terzine in questione, essa si accompagna, ed \u00e8 prontamente stemperata, dall&#8217;altro elemento, che finisce per diventare quello dominante: ossia il tema della mansuetudine.<\/p>\n<p>Non si dimentichi che le pecorelle descritte da Dante sono una allegoria della condizione delle anime del Purgatorio (anzi, per la precisione, dell&#8217;Antipurgatorio); e che la nota caratteristica di tali anime \u00e8, appunto, la mitezza, derivante dalla coscienza dei propri peccati e dal profondo anelito alla redenzione.<\/p>\n<p>Pellizza da Volpedo, dunque, non ha voluto tanto denunciare una condizione negativa della natura umana &#8211; la stoltezza -, quanto esaltarne una altamente positiva: la mansuetudine; e, sebbene le due cose, nella concreta vicenda della storia collettiva e individuale, vadano generalmente di pari passo, anzi, siano pi\u00f9 o meno strettamente intrecciate, nondimeno l&#8217;accento di Dante, cos\u00ec come quello del pittore-poeta piemontese, non cade sul primo aspetto, ma sul secondo.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec si pu\u00f2 dare pienamente ragione di tutti gli elementi compositivi dell&#8217;opera; diversamente, sarebbe impossibile.<\/p>\n<p>Questa ci sembra la giusta chiave di lettura per accostarci ad un capolavoro come \u00abLo specchio della vita\u00bb: lasciamo che il quadro ci parli da s\u00e9, con il suo incanto aurorale e con la sua pensosa dolcezza; e lasciamo perdere le forzature di certi signori critici che, se non vedono denunce sociali e pugni chiusi ad ogni pie&#8217; sospinto, non riescono a trovare pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLo specchio della vita\u00bb appartiene alla seconda fase della intensa vicenda artistica di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, Alessandria, 1868-1907) e rappresenta uno dei vertici assoluti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[11,24],"tags":[92],"class_list":["post-27743","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-un-quadro-al-giorno","category-pittura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27743","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27743"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27743\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}