{"id":27732,"date":"2017-01-17T03:58:00","date_gmt":"2017-01-17T03:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/17\/figlio-hai-peccato-non-farlo-piu-e-prega-per-le-colpe-passate\/"},"modified":"2017-01-17T03:58:00","modified_gmt":"2017-01-17T03:58:00","slug":"figlio-hai-peccato-non-farlo-piu-e-prega-per-le-colpe-passate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/17\/figlio-hai-peccato-non-farlo-piu-e-prega-per-le-colpe-passate\/","title":{"rendered":"\u00abFiglio, hai peccato? Non farlo pi\u00f9 e prega per le colpe passate\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il peccato, questo sconosciuto. Chi si azzarda a parlarne ancora, nella societ\u00e0 materialista, edonista e relativista del terzo millennio? Paradossalmente (ma forse neanche tanto) non ne parla quasi pi\u00f9 proprio chi dovrebbe parlarne, come ne ha sempre parlato, e non si vede perch\u00e9 oggi dovrebbe essercene meno bisogno: la Chiesa cattolica, nella persona dei pontefici, dei cardinali, degli arcivescovi, dei vescovi e, soprattutto, dei sacerdoti; nonch\u00e9 dei catechisti, delle suore che svolgono funzioni educative, degli insegnanti di religione cattolica nella scuola elementare, media e superiore; e, <em>dulcis in fundo<\/em>, dei teologi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, i teologi: quelli stessi dai quali \u00e8 partita l&#8217;infezione modernista, camuffata da &quot;svolta antropologica&quot;, al tempo del Concilio Vaticano II; quelli stessi che hanno preso, a partire da quell&#8217;evento, un ruolo di primo piano nella formulazione del Magistero ecclesiastico, un ruolo che non avevano mai avuto prima, diciamo pure un potere, una capacit\u00e0 di esercitare pressione, di spingere la Chiesa nel suo insieme in una certa direzione piuttosto che in un&#8217;altra. Senza dubbio gran parte della responsabilit\u00e0 in questo strano &quot;silenzio&quot; a proposito del peccato deriva dalle loro scelte, dai loro orientamenti, dalle loro indicazioni pedagogiche. Padre Ermes Ronchi, per esempio, ha deprecato, per il passato, quella che lui ha definito una &quot;pedagogia della paura&quot;. Benissimo: via la paura; via, se si vuole, anche il timor di Dio (che pure, se non andiamo errati, \u00e8 uno dei sette doni dello Spirito Santo: cos\u00ec almeno ci \u00e8 stato insegnato nell&#8217;infanzia; lei che ne dice, padre Ronchi?) e lasciamo il credente libero da un tale peso, da un cos\u00ec grave fardello.<\/p>\n<p>Eppure, la questione del peccato \u00e8 centrale. S\u00ec, lo sappiamo: vi sono pochissime cose, forse nessuna, che riescano pi\u00f9 sgradite, pi\u00f9 fastidiose, pi\u00f9 moleste, ai sensibili ed emancipati orecchi degli uomini contemporanei. Parlare loro del peccato, perfino rivolgendosi a un uditorio di cattolici credenti e praticanti (figuriamoci gli altri&#8230;) equivale a infilar loro un dito nell&#8217;occhio. <em>Ma come<\/em>, essi diranno, <em>ci si viene ancora a parlare del peccato! Ci trattano come bambini, dunque: ancora con queste bubbole! Via, lo sanno tutti che il peccato \u00e8 una roba di tanti anni fa, che oggi non va pi\u00f9 di moda. S\u00ec, \u00e8 vero, la Chiesa si ostina a parlare di quella cosa l\u00ec, il Peccato originale; e sostiene che il Battesimo \u00e8 necessario per cancellarne gli effetti: ma insomma, \u00e8 evidente che si tratta di un simbolo, non di una cosa reale, non \u00e8 vero?<\/em><\/p>\n<p>Ahim\u00e8, cari cattolici modernisti (a proposito, lo sapevate che essere modernisti equivale ad essere eretici, cio\u00e8 non cattolici, ma anti-cattolici? no? e allora rileggetevi l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em> di san Pio X, anno 1907), le cose non stanno proprio come voi pensate; e, se lo pensate davvero, vuol dire che vi hanno ingannati. Vi hanno ingannati i teologi della &quot;svolta antropologica&quot;, i quali, capovolgendo la giusta prospettiva e mettendo l&#8217;uomo al centro del discorso teologico, e non pi\u00f9 di Dio, hanno finito per perdere la bussola e non vedere pi\u00f9 proprio ci\u00f2 che \u00e8 essenziale: la creaturalit\u00e0 dell&#8217;uomo, e dunque la sua fragilit\u00e0, e dunque la sua inclinazione al peccato. D&#8217;altra parte, il peccato non \u00e8 solo l&#8217;esito della fragilit\u00e0 umana: \u00e8 anche il possibile effetto della sua grandezza, cio\u00e8 della sua libert\u00e0. L&#8217;uomo \u00e8 creatura, e dunque fragile, limitato, imperfetto; ma \u00e8 anche creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio: e dunque proteso verso ci\u00f2 che \u00e8 forte, illimitato, perfetto, e dotato dei mezzi per fare la sua scelta tra il bene e il male. Se non fosse dotato di tali strumenti, il giudizio di Dio nei confronti dell&#8217;uomo non avrebbe alcun senso (e non si capisce come Lutero riesca a sorvolare su questo punto, dopo aver tranquillamente negato il libero arbitrio; dopo di che, non ci si venga a dire che anche Lutero aveva ragione e che questi cinquecento anni dall&#8217;apostasia protestante hanno giovato alle anime, o, addirittura, alla Chiesa stessa).<\/p>\n<p>Il peccato \u00e8 l&#8217;offesa fatta a Dio, trasgredendo alla sua legge. Ma la legge di Dio \u00e8 imperniata sull&#8217;amore: dunque, il peccato \u00e8 il rifiuto e la ribellione contro l&#8217;Amore nella sua forma pi\u00f9 alta e perfetta, l&#8217;amore di Dio nei confronti dell&#8217;uomo e di tutto il creato. La societ\u00e0 secolarizzata ha sostituito il concetto di &quot;peccato&quot; con quello di &quot;errore&quot;, perch\u00e9, nella cultura laicista, non c&#8217;\u00e8 alcun Dio al quale ribellarsi, ma, semmai, c&#8217;\u00e8 una societ\u00e0 alla quale si deve rendere conto del proprio operato, e l&#8217;errore \u00e8 una trasgressione delle norme sociali, a loro volta fondate sulla morale naturale: ovviamente, una &quot;morale naturale&quot; interpretata in senso laicista, e cio\u00e8 in maniera completamente diversa da come la interpreta la Chiesa. Per la Chiesa, la morale naturale \u00e8 la prima delle tre leggi che Dio ha dato all&#8217;uomo per riconoscere il bene dal male: la prima e la pi\u00f9 semplice, la pi\u00f9 istintiva, perch\u00e9 inscritta tacitamente nel cuore di ogni essere umano (le altre due sono la Legge mosaica e infine la Legge suprema, quella annunciata da Ges\u00f9 Cristo mediante il Vangelo e mediante la sua stessa Passione, Morte e Resurrezione).<\/p>\n<p>Il fatto che gli uomini della Chiesa, ormai da alcuni anni, parlino sempre meno del peccato, e sempre pi\u00f9 timidamente; che parlino semmai, anche troppo, della misericordia di Dio, come se questa annullasse quello, perfino indipendentemente dal pentimento del peccatore, \u00e8 uno dei segnali che mostrano fino a che punto la Chiesa cattolica si sia lasciata afferrare, irretire e risucchiare nel vortice della secolarizzazione; fino a che punto abbia introiettato, metabolizzato e fatto proprie le categorie intellettuali e spirituali della cultura profana; fino a che punto abbia abdicato al proprio ruolo di guida morale della societ\u00e0 intera, composta da credenti e non credenti, per andare a rimorchio di un mondo che \u00e8 altro da lei, che \u00e8 l&#8217;opposto di lei, il &quot;mondo&quot; nel senso in cui san Giovanni adopera la parola nel quarto Vangelo: quel mondo che, pur avendo udito l&#8217;annuncio del Vangelo, rifiuta di credere, rifiuta di convertirsi, e, con protervia, si ribella e osa levare la sua mano sacrilega e omicida contro il Signore e Redentore degli uomini.<\/p>\n<p>Crediamo di sapere come si \u00e8 giunti a questa situazione: vi si \u00e8 giunti con un malinteso ecumenismo e con un malinteso dialogo inter-religioso; perch\u00e9, una volta ammesso il principio che la Verit\u00e0 di Cristo \u00e8 solo una fra le tante, possibili verit\u00e0 (ammissione esplicita che, nei documenti del Concilio Vaticano II, non c&#8217;\u00e8 ancora, quantunque ve ne siano le premesse logiche e storiche; ma che sarebbe poi venuta, alla spicciolata, nella catechesi sciagurata di singoli preti e di singoli vescovi), \u00e8 un fatto abbastanza logico che a questa verit\u00e0 relativa, in cui si \u00e8 auto-confinato il Vangelo, non corrisponda pi\u00f9 il concetto di &quot;peccato&quot; nel senso cattolico, ma, per riguardo alle altre verit\u00e0, religiose e non religiose, per riguardo ai giudei, agli islamici, ai buddisti e agli atei, bisogna che il concetto di &quot;peccato&quot;, troppo scopertamente cattolico, troppo reciso, troppo, si direbbe oggi, &quot;integralista&quot;, ceda il passo ad un concetto pi\u00f9 tenue, e soprattutto pi\u00f9 &quot;laico&quot;, tale che sia suscettibile di essere accettato da chiunque, anche dai non cattolici: ed ecco allora la sostituzione del peccato con l&#8217;errore. Ma l&#8217;errore \u00e8 una cosa puramente umana: non ha niente a che vedere con la vita soprannaturale. Il peccato non \u00e8 <em>solo<\/em> un errore, \u00e8 <em>anche<\/em> un errore: ma, prima di tutto, \u00e8 una rottura dell&#8217;ordine cosmico voluto da Dio, e fondato sul suo Amore. Pertanto, il peccato rompe la relazione con Dio e, in un certo senso, infrange l&#8217;ordine della creazione: ogni peccato \u00e8 un peccato di superbia, perch\u00e9 \u00e8 come se l&#8217;uomo volesse trascendere la propria condizione di creatura e farsi il dio di se stesso. Infatti, ponendosi al posto di Dio, l&#8217;uomo pretende di potersi fare da s\u00e9 la propria legge; non accetta la legge che gli viene imposta dall&#8217;esterno: come Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, non accetta di dover obbedire e sottostare ad un limite.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 proprio qui che i teologi modernisti insorgono e si scandalizzano: nel concetto di obbedienza a una legge esterna. Questa cosa non piace loro, non riescono a mandarla gi\u00f9. Si appigliano a ogni pretesto per sostenere che quella di Dio non \u00e8 una legge esterna; cercano di confondere i piani, d&#8217;intorbidare le acque; rivendicano la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo per sostenere che l&#8217;uomo non deve sottostare ad alcuna norma esterna, e che Dio non pu\u00f2 volere da lui una cosa simile: mentono spudoratamente, perch\u00e9, se non si vuol giocare con le parole, Dio \u00e8 una realt\u00e0 esterna all&#8217;uomo, e, se impone una norma all&#8217;uomo, non lo fa da padrone irragionevole e quasi da tiranno, ma con tutta la sapienza e l&#8217;amore di un padre premuroso nei confronti dei suoi figli. La verit\u00e0 \u00e8 che i teologi modernisti sono stati morsi, al pari degli esponenti della cultura materialista, edonista e relativista &quot;profana&quot;, dal veleno della irreligiosit\u00e0: detto in parole molto semplici, hanno perso la fede, per\u00f2 non hanno l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di ammetterlo e trarne le logiche conseguenze. Del resto, non saprebbero che altro fare: preferiscono fingere di essere ancora dei teologi &quot;cattolici&quot;, mentre sono i portatori di una infezione modernista, e pertanto agiscono a tradimento, sorprendendo la buona fede dei credenti che li ascoltano, come lupi travestiti da agnelli. Allo stesso modo si comportano preti, vescovi e cardinali di eguale tendenza: invece di spretarsi, come dovrebbero fare per coerenza e per onest\u00e0, seguitano a indossare l&#8217;abito e a predicare dal pulpito, ma ci\u00f2 che dicono non \u00e8 conforme al Vangelo di Ges\u00f9, \u00e8 un nuovo vangelo, fatto a misura dell&#8217;uomo moderno, superbo e ribelle a Dio: \u00e8 piuttosto un <em>vangelo secondo loro.<\/em><\/p>\n<p>Dice il <em>Libro del Siracide<\/em>, un tempo noto come il <em>Libro dell&#8217;Ecclesiastico<\/em> (nella traduzione della <em>Bibbia di Gerusalemme<\/em>, 21, 1-11):<\/p>\n<p><em>Figlio, hai peccato? Non farlo pi\u00f9<\/em><\/p>\n<p><em>e prega per le colpe passate.<\/em><\/p>\n<p><em>Come alla vista del serpente fuggi il peccato:<\/em><\/p>\n<p><em>se ti avvicini, ti morder\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Denti di leone sono i tuoi denti,<\/em><\/p>\n<p><em>capaci di distruggere vite umane.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni trasgressione \u00e8 come spada a doppio taglio:<\/em><\/p>\n<p><em>non c&#8217;\u00e8 rimedio per la sua ferita.<\/em><\/p>\n<p><em>Spavento e violenza fanno svanire la ricchezza;<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec la casa del superbo sar\u00e0 devastata.<\/em><\/p>\n<p><em>La preghiera del povero va dalla sua bocca agli orecchi di Dio,<\/em><\/p>\n<p><em>il giudizio di lui verr\u00e0 a suo favore.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi odia il rimprovero segue le orme del peccatore,<\/em><\/p>\n<p><em>ma chi teme il Signore si convertir\u00e0 di cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>Da lontano si riconosce il linguacciuto,<\/em><\/p>\n<p><em>ma l&#8217;assennato conosce il suo scivolare.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui<\/em><\/p>\n<p><em>\u00e8 come chi ammucchia pietre per l&#8217;inverno.<\/em><\/p>\n<p><em>Mucchio di stoppa \u00e8 una riunione di iniqui;<\/em><\/p>\n<p><em>la loro fine \u00e8 una fiammata di fuoco.<\/em><\/p>\n<p><em>La via dei peccatori \u00e8 appianata e senza pietre;<\/em><\/p>\n<p><em>ma al suo termine c&#8217;\u00e8 il baratro degli inferi.<\/em><\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 terribilmente semplice. Gli uomini sanno benissimo quando peccano, e sanno di peccare quando decidono di cedere a determinate tentazioni, di fare determinate scelte o di percorrere determinate strade. Lo sanno, ma lo fanno ugualmente; e questo, secondo le coordinate della cultura moderna, \u00e8 perfettamente normale. Nel corso dei secoli, e specialmente negli ultimi decenni, si \u00e8 verificata una progressiva naturalizzazione dei fenomeni morali. Se un desiderio, un istinto, una brama, bussano alla porta, perch\u00e9 resistere, perch\u00e9 opporsi? <em>Chi vuol esser lieto, sia;<\/em> &#8212; dice Lorenzo de&#8217; Medici &#8211; <em>di doman, non c&#8217;\u00e8 certezza<\/em>.<\/p>\n<p>Che c&#8217;entra Dio con le scelte dell&#8217;uomo? La civilt\u00e0 moderna \u00e8 stata costruita sul mito aberrante della libert\u00e0 assoluta e dei diritti incondizionati: \u00e8 logico, quindi, che gli uomini moderni siano costantemente protesi a rivendicare sempre nuovi diritti, a cogliere sempre nuove occasioni di piacere, di utilit\u00e0, di avanzamento. Essi si sentono pienamente padroni della loro esistenza, dal concepimento alla morte (vedi aborto ed eutanasia); se insorgono delle difficolt\u00e0, se il corpo o la mente manifestano i sintomi del disagio e della sofferenza, si rivolgono alla scienza: compresa quella pseudoscienza, o piuttosto magia nera, che \u00e8 la psicanalisi freudiana.<\/p>\n<p>La neochiesa modernista, da parte sua, specie di questi ultimi tempi, \u00e8 pi\u00f9 che mai lontana dall&#8217;idea di parlare del peccato e di farne una questione centrale: non vuol guastarsi i rapporti con le masse, non vuol perdere la facile popolarit\u00e0 male acquistata, promettendo misericordia a tutti a nome del Signore, anche a quelli poco o punto pentiti del male fatto. Perfino l&#8217;aborto \u00e8 stato derubricato a peccato, grave s\u00ec, ma insomma non poi cos\u00ec tanto, visto che, per rimetterlo, non \u00e8 necessario coinvolgere il vescovo: basta il primo prete che si trova nel confessionale, e poi ci si confessa cos\u00ec, come si potrebbe confessare il furto di un sacchetto di caramelle, e quello ha la facolt\u00e0 di rimandare assolti, magari con qualche <em>Ave Maria<\/em> da recitare come tutta penitenza. Questo, almeno, \u00e8 quanto si ricava da quell&#8217;ambiguo, confusionario, avventato documento che \u00e8 la <em>Amoris laetita<\/em> di papa Francesco, che tante perplessit\u00e0 ha suscitato nella parte pi\u00f9 responsabile del clero; mentre i soliti servili adulatori non hanno trovato proprio nulla da eccepire, semmai si son profusi in lodi e felicitazioni per una cos\u00ec magnanima dimostrazione di apertura e di comprensione nei confronti degli uomini e delle donne moderni.<\/p>\n<p>Ma il papa non \u00e8 il padrone della Chiesa, non \u00e8 il padrone del gregge; \u00e8 solo un operaio, il capo degli operai, se si vuole: \u00e8 solamente il successore di san Pietro. Il solo e vero capo della Chiesa \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, ed il suo solo ispiratore legittimo \u00e8 lo Spirito Santo: non lo spirito del mondo, non l&#8217;opportunit\u00e0 &quot;politica&quot;, non i calcoli di convenienza, non la ricerca di demagogica di ci\u00f2 che piace alla gente. Ges\u00f9 non ha concesso nulla alla ricerca di una facile popolarit\u00e0, mai; schivo e riservato, tentava addirittura di nascondersi dalle folle, quando si facevamo troppo insistenti; e raccomandava a coloro che guariva, di non parlarne a nessuno, di non diffondere la notizia dei suoi miracoli. Faceva, cio\u00e8, tutto il contrario di certi alti personaggi che imperversano nella neochiesa modernista dei nostri giorni, e che non paiono mai sazi di applausi, di moine, dei <em>flash<\/em> dei fotografi. In fatto di morale, poi, bench\u00e9 dolce nella forma, specie con i pi\u00f9 miseri e infelici, era tuttavia estremamente severo ed esigente nella sostanza: rimand\u00f2 libera l&#8217;adultera, perch\u00e9 gli premeva di salvarle la vita dagli energumeni che volevano lapidarla; ma non minimizz\u00f2 affatto la sua colpa e le raccomand\u00f2 di non peccare pi\u00f9. Disse inoltre che se l&#8217;occhio ti d\u00e0 scandalo, devi strappartelo; se la mano o il piede ti danno scandalo, devi tagliarli via. Non prometteva il Paradiso a tutti, ma solo a quanti ascoltano il Vangelo, credono e si fanno battezzare. <em>Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato<\/em>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il papa Francesco non dice mai queste cose? Eppure sono le cose che dice Ges\u00f9 nel Vangelo: <em>chi non creder\u00e0, sar\u00e0 condannato<\/em>. Perch\u00e9 dunque non lo dice? Perch\u00e9 non lo dicono Enzo Bianchi, Walter Kasper e tutti i teologi della malaugurata &quot;svolta antropologica&quot; postconciliare? Forse per conquistarsi una facile popolarit\u00e0, assicurando che l&#8217;inferno non esiste, che il diavolo \u00e8 una invenzione dei preti medievali, e che alla fine tutti quanti saranno perdonati e ammessi alla salvezza, in un grande abbraccio universale, in un condono generale che finir\u00e0 a tarallucci e vino? Perch\u00e9 parlano solo di un volto di Dio, e tacciono della sua giustizia? Perch\u00e9 non dicono che l&#8217;amore e la giustizia di Dio sono i due volti di una stessa cosa, e che \u00e8 impensabile il suo amore, senza la sua giustizia? Non \u00e8 forse, questo, l&#8217;equivalente di un tradimento nei confronti del Vangelo, una vera e propria falsificazione del suo contenuto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il peccato, questo sconosciuto. Chi si azzarda a parlarne ancora, nella societ\u00e0 materialista, edonista e relativista del terzo millennio? 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