{"id":27729,"date":"2016-06-08T03:26:00","date_gmt":"2016-06-08T03:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/08\/fu-il-peccato-dellangelo-a-gettare-unombra-cupa-su-tutta-la-creazione\/"},"modified":"2016-06-08T03:26:00","modified_gmt":"2016-06-08T03:26:00","slug":"fu-il-peccato-dellangelo-a-gettare-unombra-cupa-su-tutta-la-creazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/08\/fu-il-peccato-dellangelo-a-gettare-unombra-cupa-su-tutta-la-creazione\/","title":{"rendered":"Fu il peccato dell\u2019Angelo a gettare un\u2019ombra cupa su tutta la creazione"},"content":{"rendered":"<p>Si domandi a un qualsiasi cristiano, anche di buona dottrina, oppure a una qualsiasi persona colta, che abbia una certa familiarit\u00e0 con la Bibbia, che cosa fu il Peccato originale e chi lo commise, ed essi risponderanno, novantanove volte su cento: la disobbedienza di Adamo ed Eva a quanto Dio aveva loro prescritto nel Giardino dell&#8217;Eden. E invece non \u00e8 cos\u00ec, se vogliamo parlare con precisione e non per approssimazione.<\/p>\n<p>Il Peccato originale, dal punto di vista umano, fu certamente quello compiuto dai nostri progenitori, Adamo ed Eva; tuttavia, prima di esso, ve n&#8217;era gi\u00e0 stato un altro, abbastanza simile, sia nella motivazione che nella dinamica: il peccato dell&#8217;Angelo, di Lucifero, che trascin\u00f2 con s\u00e9 anche altre creature angeliche, e che avvenne quando ancora l&#8217;uomo non c&#8217;era, e il mondo stesso non era ancor stato creato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando fu creato il mondo e quando l&#8217;uomo, fatto a immagine di Dio, fu posto nel Paradiso Terrestre, l&#8217;ombra cupa del Peccato esisteva gi\u00e0 e si protendeva sull&#8217;universo materiale; Adamo ed Eva erano ancora innocenti, e tuttavia, misteriosamente, un seme malvagio era gi\u00e0 penetrato nell&#8217;ordine perfetto della creazione, incrinandolo e predisponendolo, in un certo senso, al male morale, liberamente scelto dai primi uomini e gi\u00e0 potenzialmente presente in loro, perch\u00e9 inscritto nell&#8217;ambito della loro libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ha osservato in proposito un fine teologo milanese, Inos Biffi, nel suo libro <em>Il tempo della Grazia. Brevi meditazioni per l&#8217;anno liturgico<\/em> (Casale Monferrato, Alessandria, Edizioni Piemme, 1989, pp. 80-81):<\/p>\n<p><em>Quando appare l&#8217;uomo il mondo \u00e8 gi\u00e0 misteriosamente segnato dal male; un male di cui ci sfuggono la natura e le dimensioni, ma che \u00e8 gi\u00e0 presente ed \u00e8 il peccato dell&#8217;angelo. \u00c8 estrema superficialit\u00e0 rimuovere dalla considerazione teologica della storia del mondo questa realt\u00e0 che noi non comprendiamo, ma di cui abbiamo come i segni. Quando parte la storia dell&#8217;uomo, \u00e8 gi\u00e0 presente una libert\u00e0 snaturata e antitetica: quella dell&#8217;angelo; snaturata perch\u00e9 ha dissolto la propria destinazione; antitetica perch\u00e9 si \u00e8 posta, chiudendosi in s\u00e9, in antitesi a Dio.<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un passo, nel Libro di Isaia (14, 12-15), che i Padri della Chiesa hanno concordemente interpretato come riferito a Lucifero, l&#8217;Angelo ribelle e decaduto, anche se \u00e8 possibile che il profeta avesse in mente un personaggio umano, storico, come appare dai versetti successivi, che qui non riportiamo, perch\u00e9 non ci proponiamo di trattare la questione sul piano della critica e della esegesi biblica, ma solo da un punto di vista teologico e morale:\u00a0<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 sei caduto dal cielo,\u00a0\/\u00a0stella del mattino, figlio dell&#8217;aurora,\u00a0<\/em>\/ <em>perch\u00e9 sei stato gettato a terra\u00a0\/\u00a0tu, che atterrivi tutte le nazioni. \/\u00a0\u00a0Eppure pensavi:\u00a0\/\u00a0salir\u00f2 in cielo,\u00a0\/ sulle stelle di Dio\u00a0\/\u00a0innalzer\u00f2 il trono,\u00a0\/\u00a0dimorer\u00f2 sul monte dell&#8217;Assemblea, \/\u00a0nelle parti pi\u00f9 remote del settentrione,\u00a0\/ salir\u00f2 sulle regioni superiori delle nubi,\u00a0\/\u00a0sar\u00f2 simile all&#8217;Altissimo.\u00a0\/\u00a0E invece sei stato precipitato negli inferi,\u00a0\/\u00a0nelle profondit\u00e0 dell&#8217;Abisso!\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Di fatto, gli Angeli sono creature pi\u00f9 perfette dell&#8217;uomo, perch\u00e9 totalmente spirituali, ma, come l&#8217;uomo, dotate di libero volere, e quindi accessibili alla tentazione e suscettibili di peccato. Molti teologi hanno ritenuto che tale possibilit\u00e0 si sia consumata al principio, una volta per tutte, con la ribellione di Lucifero e di una parte degli Angeli, che lo vollero seguire; mentre, dopo tale evento, la natura angelica non permetterebbe pi\u00f9 al peccato di trovare alcuna breccia in se stessa. Se cos\u00ec fosse, allora bisognerebbe concludere che, ontologicamente parlando, l&#8217;uomo \u00e8 perfino superiore agli Angeli, perch\u00e9 nella sua accessibilit\u00e0 alla tentazione e al peccato, paradossalmente, \u00e8 impresso il sigillo della sua perfezione: se pu\u00f2 cadere in tentazione e peccare, questo avviene perch\u00e9 \u00e8 una creatura libera e non condizionata, non programmata a volere solo il bene. Dio non ha voluto una marionetta, un fantoccio, che lo adora solo perch\u00e9 non saprebbe fare diversamente, ma una creatura libera e responsabile, che pu\u00f2 scegliere fra l&#8217;amore per Lui e il rifiuto del Suo amore. Soltanto se sceglie la prima possibilit\u00e0, l&#8217;uomo diviene quel che \u00e8 chiamato ad essere; ma se sceglie la seconda, egli regredisce al livello di sotto-uomo, perch\u00e9 fallisce nella realizzazione di se stesso. L&#8217;uomo, infatti, \u00e8 incompleto senza Dio: per questo egli ne sente il bisogno, il desidero bruciante, la sete inestinguibile, che si manifestano in lui sotto la forma dell&#8217;inquietudine. Ma la sua grandezza \u00e8 proprio qui: nel compito che gli \u00e8 stato dato di lavorare su se stesso, per perfezionarsi e divenire quel che \u00e8 chiamato ad essere, per ritrovare la strada di casa, la dimora dell&#8217;Essere, dalla quale ogni cosa ha avuto principio. L&#8217;Angelo \u00e8; l&#8217;uomo diviene. L&#8217;Angelo assiste l&#8217;uomo, l&#8217;uomo cerca Dio. L&#8217;Angelo \u00e8 gi\u00e0 presso Dio, unito a lui dal legame ineffabile del &quot;s\u00ec&quot; definitivo e irrevocabile alla sua offerta di amore; l&#8217;uomo pu\u00f2 cadere, in qualsiasi momento, finch\u00e9 non abbia terminato il suo pellegrinaggio terreno. E non c&#8217;\u00e8 santit\u00e0 che lo assicuri in maniera certa e definitiva di essere immune dalla tentazione e dal peccato. Il peccato, infatti, \u00e8 il discostarsi da Dio; e l&#8217;uomo, fino all&#8217;ultimo respiro della sua vita terrena, \u00e8 esposto alla tentazione di non cercare quel che Dio vuole, ma quel che piace a lui stesso.<\/p>\n<p>Il peccato, dunque, \u00e8 entrato nel mondo fin dal principio: fin da prima che l&#8217;uomo venisse a coronare la creazione divina. L&#8217;Angelo aveva peccato prima di lui, e per la stessa ragione: per non aver voluto accettare la propria creaturalit\u00e0, e, quindi, il debito di amore nei confronti del suo Creatore. Essere debitore dell&#8217;esistenza all&#8217;amore di un Altro, gli risultava intollerabile. L&#8217;Angelo ribelle volle amare prima di tutto se stesso, e questo lo port\u00f2 al folle orgoglio di rifiutare l&#8217;amore di Dio. Non volle ricevere l&#8217;amore: volle essere, da se stesso, la sorgente dell&#8217;amore di s\u00e9. Invece, la creatura deve amare se stessa attraverso l&#8217;amore di Dio, non per se stessa e basta; altrimenti, ci\u00f2 significa che non vuole riconoscere la propria condizione creaturale. Sarebbe come se la Luna si stancasse di ricevere la luce dal Sole, e pretendesse di essere luce a se stessa; o come se il corpo si stancasse di sottostare all&#8217;anima e allo spirito, e volesse affermare una propria vita indipendente. Tutti i peccati, in ultima analisi, hanno questa prima radice: il rifiuto della creatura di accettare la propria condizione, e quindi la pretesa di farsi il dio di se stessa; cio\u00e8 un peccato di superbia. Da questa prima radice hanno origine tutti gli altri peccati: l&#8217;invidia, la gelosia, l&#8217;ira, la lussuria, la cupidigia, la frode, la malizia satanica.<\/p>\n<p>Dio, che \u00e8 perfetta Sapienza, sapeva anche questo: che le creature, se dotate di libero volere, avrebbero subito la tentazione della superbia, e che sarebbero state portate a soccombere. Non per questo ha rinunciato alla creazione, quell&#8217;atto meraviglioso di amore cosmico mediante il quale ha voluto effondere nello spazio e nel tempo la sua unica essenza, eterna e indivisibile, a-spaziale e a-temporale. Ecco perch\u00e9 Cristo \u00e8 stato generato dal Padre prima ancora che il mondo fosse creato: perch\u00e9, prima che il mondo fosse, il Padre gi\u00e0 sapeva che esso avrebbe avuto bisogno di un Redentore. Molti confondono Ges\u00f9 con Cristo, ma \u00e8 un grave errore teologico. Ges\u00f9 \u00e8 la manifestazione storica, limitata nello spazio e nel tempo, del Cristo-Verbo, che era presso Dio fin dal principio, anzi, che era Dio, la seconda Persona del Dio uno e trino; che si \u00e8 incarnato per rendersi direttamente accessibile agli uomini, e recar loro la Buona Novella, insieme all&#8217;esempio della sua vita perfetta, perch\u00e9 perfetta \u00e8 stata la sua adesione alla volont\u00e0 del Padre, pur nelle membra di un essere umano, e con tutte le debolezze e le fragilit\u00e0 cui sono soggetti gli esseri umani, compresa la sofferenza fisica e lo smarrimento morale. Ma Ges\u00f9 ha vinto la sua umana fragilit\u00e0, con il rimettersi interamente alla volont\u00e0 del Padre: l&#8217;ha crocifissa sulla croce insieme al suo corpo, e l&#8217;ha trasformata in strumento di redenzione per tutta l&#8217;umanit\u00e0 e per tutto il creato.<\/p>\n<p>Dice infatti San Paolo che l&#8217;universo intero soffre e geme, come nelle doglie del parto, in attesa della sua liberazione: perch\u00e9, senza Cristo, esso sarebbe condannato ad una esistenza priva di senso (<em>Epistola ai Romani<\/em>, 8, 19-23):<\/p>\n<p><em>La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti \u00e8 stata sottomessa alla caducit\u00e0 &#8211; non per suo volere, ma per volere di colui che l&#8217;ha sottomessa &#8211; e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione, per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l&#8217;adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;espressione paolina del versetto 20: <em>La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti \u00e8 stata sottomessa alla caducit\u00e0<\/em>, pu\u00f2 anche essere tradotta con questa, che \u00e8 stata adottata nel testo interconfessionale curato, insieme, dalla Elle Di Ci e dalla Alleanza Biblica Universale: <em>Il creato \u00e8 stato condannato a non aver senso.<\/em> Che senso pu\u00f2 avere, ad esempio, la sofferenza degli animali, della quale si parla cos\u00ec poco, specialmente in ambito teologico, se la redenzione di Cristo non \u00e8 destinata ad essere realmente universale, e non rivolta solamente agli esseri umani? E come escludere che vi siano, nelle vastit\u00e0 dell&#8217;Universo, altre forme di vita, e anche delle forme di vita intelligente, quindi suscettibili di senso morale, le quali sono anch&#8217;esse, evidentemente, bisognose di redenzione, perch\u00e9 anch&#8217;esse imprigionate nella condizione spazio-temporale, con tutte le sue miserie, e legate a un corpo fisico destinato a invecchiare e morire, nonch\u00e9 dotate di una volont\u00e0 che pu\u00f2 scegliere il male?<\/p>\n<p>Eppure, questo gemere e soffrire della creazione, come se fosse nelle doglie del parto, sta a indicare che tutta la creazione, e non l&#8217;uomo solamente, attende la propria liberazione e la propria redenzione. L&#8217;uomo, dunque (per quel che ne sappiamo finora), essendo la creatura pi\u00f9 alta di tutte, e la sola fornita di libero arbitrio, la sola fatta davvero <em>a immagine di Dio e di poco inferiore alla natura degli Angeli<\/em>, porta su di s\u00e9 non soltanto la responsabilit\u00e0 di se stesso, ossia di diventare, mediante l&#8217;adesione all&#8217;amore di Dio, quel che deve essere, ma anche quella di tutte le altre creature e dell&#8217;intera natura materiale, proprio come il capitano di una ave, in navigazione in mezzo all&#8217;oceano, porta la responsabilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che si trova a bordo, uomini e beni, in virt\u00f9 del suo grado, ma, pi\u00f9 ancora, della sua competenza, della sua seriet\u00e0, del suo spirito di abnegazione, qualora il mare dovesse ingrossare e la giusta rotta venisse smarrita. Il &quot;s\u00ec&quot; a Dio, pieno e incondizionato, da parte dell&#8217;uomo, \u00e8 il &quot;s\u00ec&quot; della creazione intera; allo stesso modo, anche il suo &quot;no&quot; ripercuote su di essa i suoi terribili effetti, <em>condannandola a non avere senso<\/em>. Il senso della creazione \u00e8 nell&#8217;adesione all&#8217;amore del suo Creatore: e la creatura che \u00e8 in grado di farlo, a nome e per conto della creazione tutta, \u00e8 l&#8217;uomo. Immensa \u00e8 dunque la sua responsabilit\u00e0; anche il suo peccato di omissione, anche il suo trascurare di fare quel che va fatto, ossia cercare Dio e fare la Sua volont\u00e0, prolunga le sofferenze e le doglie dell&#8217;universo. In questo senso, ogni singolo uomo \u00e8 impegnato e solidale con ogni singola fibra dell&#8217;universo, dalla pi\u00f9 lontana e immensa galassia, al pi\u00f9 vicino ed umile fiore di campo.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 grande, se possibile, \u00e8 la responsabilit\u00e0 negativa che grava sull&#8217;Angelo ribelle. Col suo &quot;no&quot; all&#8217;amore di Dio, egli per primo ha rotto l&#8217;armonia dell&#8217;universo, quando ancora le cose materiali non erano state create. Il suo peccato di superbia si \u00e8 ripercosso, misteriosamente ma inesorabilmente, su tutta la sfera della realt\u00e0 visibile, una volta che questa \u00e8 stata tratta all&#8217;esistenza dal <em>Fiat<\/em> divino. Inoltre, quel &quot;no&quot; \u00e8 stato come una anticipazione, e, in un certo senso, come un paradigma negativo, di ogni successiva tentazione e di ogni successivo peccato. Peccando, gli uomini hanno rinnovato quel primo &quot;no&quot; e, nello stesso tempo, hanno aperto un varco ancora pi\u00f9 ampio perch\u00e9 si insinuasse nel mondo l&#8217;azione subdola del Male. L&#8217;Angelo caduto, infatti, non si \u00e8 rassegnato al crollo del suo sogno blasfemo: non potendo essere come Dio, cerca almeno di distruggerne l&#8217;opera, insidiando la Sua creatura prediletta, l&#8217;uomo, s\u00ec da trascinarlo lontano da Lui. Spera, con tale rivincita, di lenire l&#8217;amarezza del fallimento. A patto che l&#8217;uomo glielo permetta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si domandi a un qualsiasi cristiano, anche di buona dottrina, oppure a una qualsiasi persona colta, che abbia una certa familiarit\u00e0 con la Bibbia, che cosa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[95,117,246],"class_list":["post-27729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-angeli","tag-dio","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27729\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}