{"id":27726,"date":"2017-11-23T06:39:00","date_gmt":"2017-11-23T06:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/23\/peccati-contro-la-fede-qualcuno-se-li-ricorda\/"},"modified":"2017-11-23T06:39:00","modified_gmt":"2017-11-23T06:39:00","slug":"peccati-contro-la-fede-qualcuno-se-li-ricorda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/23\/peccati-contro-la-fede-qualcuno-se-li-ricorda\/","title":{"rendered":"Peccati contro la fede: qualcuno se li ricorda?"},"content":{"rendered":"<p>Un tempo, quando la lezione di catechismo era ancora una cosa seria, e i libri di catechismo rispecchiavano la vera dottrina cattolica, al credente veniva ricordato che non esistono solo i peccati contro il prossimo, contro le cose o contro se stessi; e che fra i peccati, i quali, tutti, offendono Dio, ve ne sono alcuni che vanno direttamente contro il Primo Comandamento: <em>Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio all&#8217;infuori di me<\/em>. Sono i peccati contro la fede. La fede \u00e8 un dono prezioso, non una conquista umana; e, come ogni dono prezioso, deve essere custodita con somma cura, per cui anche il fatto di esporsi alla sua perdita \u00e8, di per se stesso, un peccato, e anche molto grave. Cos\u00ec come nessuno, dopo aver ricevuto in dono un gioiello prezioso, per esempio una collana di diamanti, si sognerebbe di andare in giro posandola qua e l\u00e0, a rischio di perderla, o di farsela rubare, perch\u00e9 sa bene quale \u00e8 il suo valore e se la tiene stretta, n\u00e9 mai se ne separa, o trascura di vigilare sulla sua sicurezza; allo stesso modo dovrebbe fare il cattolico con la propria fede, se lo Spirito Santo gli ha fatto dono, per mezzo della grazia divina, di riceverla e di poterla custodire nella propria anima, improntando ad essa, nello stesso tempo, tutta la propria vita, sia quella interiore che quella esteriore.<\/p>\n<p>Vi sono persone le quali restano stupite se si dice loro che lasciare l&#8217;automobile parcheggiata senza chiuderla a chiave \u00e8 un reato, e che lo \u00e8 anche solo lasciarla con il finestrino interamente abbassato: in effetti, per la legge, chi si espone in tal modo a subire un furto, \u00e8, sia pure involontariamente, corresponsabile dei reati che, con quell&#8217;automobile, altri possono compiere, a cominciare dal fatto di rubarla, per proseguire con le rapine o altre azioni criminali che la sua disponibilit\u00e0 pu\u00f2 rendere possibili a dei malviventi. Il concetto diventa pi\u00f9 chiaro se, invece di un&#8217;automobile, si parla di un&#8217;arma, ad esempio una pistola: pur possedendo il porto d&#8217;armi, lasciarla incustodita \u00e8 un reato, perch\u00e9, evidentemente, essa pu\u00f2 venire rubata ed essere lo strumento di altri, successivi reati. Questi semplici esempi possono aiutarci a comprendere in che senso la perdita della fede, quando \u00e8 il frutto di una scelta volontaria o anche di una serie di trascuratezze spirituali, costituisce, a tutti gli effetti, un peccato, che va contro il Primo Comandamento. Infatti, la fede \u00e8 una cosa preziosa e che non riguarda solamente la nostra vita, ma anche quella delle persone con le quali veniamo in contatto: e non \u00e8 la stessa cosa averla o non averla, proprio come non \u00e8 la stessa cosa vivere in maniera pacifica e ordinata, rispettosa della legalit\u00e0, oppure condurre un&#8217;esistenza dominata dalla violenza e dal disordine, nonch\u00e9 dal disprezzo della legge, e ci\u00f2 specialmente se si hanno dei figli, ai quali viene fornito costantemente un pessimo esempio di vita.<\/p>\n<p>Il catechismo di un tempo distingueva sette diverse tipi di peccati contro la fede. Prima, per\u00f2, metteva bene in chiaro che la fede \u00e8 un impegno, sia per chi la possiede, sia per chi, onestamente, la cerca: e, come tutti gli impegni, comporta dei ben precisi doveri. Il primo dovere, per il cattolico, \u00e8 quello di conoscere bene le verit\u00e0 della fede e studiarle con amore: nessuno, infatti, pu\u00f2 lamentarsi di non aver ricevuto il dono della fede, se non ha mai fatto nulla neppure per cercarla. L&#8217;idea che la fede sia solo ed esclusivamente un dono di Dio, del tutto slegato dalla volont\u00e0 degli uomini e quasi arbitrario, o capriccioso, \u00e8 un&#8217;idea protestante, non cattolica: per la religione cattolica, Dio, pur non imponendo niente a nessuno, non nega il dono della fede agli uomini di buona volont\u00e0, che si sforzano di seguire i suoi insegnamenti, di vivere la vita buona e di cercare, con tutte le loro forze, quella Verit\u00e0 di cui sentono il desiderio. <em>Chiedete e vi sar\u00e0 dato; bussate e vi verr\u00e0 aperto; cercate e troverete<\/em>, dice Ges\u00f9, che \u00e8 Maestro infallibile di verit\u00e0. E qui cominciano le dolenti note a farsi sentire: perch\u00e9 \u00e8 evidente che, specialmente ai nostri giorni, moltissimi sedicenti cattolici non hanno mai fatto assolutamente nulla per conoscere seriamente le verit\u00e0 della fede cristiana: non hanno mai letto la <em>Bibbia<\/em>, e neppure il solo <em>Vangelo<\/em>; non sanno cosa sono i Sacramenti, a che cosa servono, n\u00e9 cosa sia la Chiesa; hanno tutta una serie di idee sbagliate, o approssimative, o decisamente false, intorno ai punti principali della dottrina e della morale cattolica. In queste condizioni, come si potrebbe parlare di una sincera ed onesta ricerca delle verit\u00e0 di fede, e come si potrebbe sostenere che sono stati rispettati i doveri dell&#8217;uomo nei confronti di Dio? Ma tutto nasce sempre dalla medesima radice: la sottovalutazione del dono della fede, il cui valore \u00e8, invece, inestimabile. Chi si rende conto del valore di una cosa, non si espone a smarrirla o a farsele sottrarre; la custodisce come se fosse la pupilla dei suoi occhi; chi, invece, non le attribuisce la dovuta importanza, non si cura affatto di custodirla, meno ancora di capire fino a che punto essa sia preziosa.<\/p>\n<p>Dicevamo delle sette maniere in cui si pu\u00f2 peccare contro la fede (stiamo seguendo un testo di religione per la scuola media, come quello sul quale abbiamo studiato noi stessi, a suo tempo; per esempio, <em>Ges\u00f9 amico<\/em> di Fosco Vandelli, della ottima Libreria Editrice Fiorentina, quando questa, peraltro, era gi\u00e0 divenuta la casa editrice di don Lorenzo Milani e delle sue aberranti <em>Esperienze pastorali<\/em>; cos\u00ec aberranti che, con buona pace di papa Francesco, un altro papa, come Giovanni XXIII, dopo averle lette, disse che il loro autore doveva essere <em>un povero pazzerello fuggito dal manicomio<\/em>). La prima \u00e8 quella di chi rifiuta la fede, negandola sdegnosamente: \u00e8 il caso degli atei teorici e degli empi, questi ultimi nel significato etimologico di coloro che si rifiutano di essere religiosi (&quot;empio&quot; da &quot;non <em>pius<\/em>&quot;<em>,<\/em> cio\u00e8 che si rifiuta di onorare debitamente gli dei, nonch\u00e9 la patria e la famiglia). Vi \u00e8 poi una nutrita schiera di &quot;atei pratici&quot;, i quali, pur non avendo delle pretese di ordine teorico, nondimeno, nella loro vita, si comportano come se Dio non esistesse: non pregano, non pensano alla loro anima, n\u00e9 al suo destino futuro, disprezzano i Sacramenti, eccetera; costoro rientrano nelle successive quattro categorie di peccatori.<\/p>\n<p>La seconda categoria \u00e8 quella di quanti rifiutano il dovere di conoscere le verit\u00e0 della fede, sovente senza alcuna ragione precisa, ma semplicemente per pigrizia e cattiva volont\u00e0. Non ritengono che la fede sia una cosa importante; la mettono all&#8217;ultimo posto nelle priorit\u00e0 della loro vita, dopo tutto il resto, comprese le cose pi\u00f9 futili. La terza categoria \u00e8 quella di quanti non sentono l&#8217;importanza della fede e quindi, con leggerezza colpevole, si mettono in pericolo di perderla: potremmo paragonarli a quanti non si rendono conto del dono inestimabile della vita, e, assumendo stili di vita pericolosi per la salute e per l&#8217;integrit\u00e0 fisica, o addirittura scherzando con il destino, si espongono alla morte, cos\u00ec, solo per incoscienza e spavalderia. Per essere pi\u00f9 precisi: \u00e8 possibile, \u00e8 umano, \u00e8 naturale, che sorgano, nel corso della propria vita, dei dubbi circa la fede; quel che non \u00e8 normale, non \u00e8 giusto e non \u00e8 lecito, \u00e8 che, di fronte a tali dubbi, invece di rivolgersi per aiuto a Dio, sia con la preghiera, sia studiando con maggiore zelo e fervore la dottrina, e raccogliendosi pi\u00f9 spesso e pi\u00f9 intensamente nella meditazione dei sacri misteri, si indulga consapevolmente e quasi ci si compiaccia di trattenersi nei propri dubbi e nelle proprie incertezze. Se ci si rende conto che la fede \u00e8 un dono prezioso, quando ci si accorge di essere in pericolo di perderla, si reagisce; cos\u00ec come colui che, rendendosi conto che si sta ammalando, magari per uno stile di vita vizioso e innaturale, ricorre alle cure del medico, e intanto cambia radicalmente il proprio stile di vita, adottandone uno pi\u00f9 sano e morigerato. Pertanto, alla terza categoria appartengono coloro i quali incorrono in ci\u00f2 che la teologia morale del buon tempo antico chiamava, molto appropriatamente, il <em>dubbio volontario circa la fede<\/em>. In altre parole: chi si espone a perdere la fede, non pu\u00f2 invocare alcuna scusante; quel che gli sta capitando \u00e8 il frutto di una sua deliberata trascuratezza, proprio come lo sarebbe quella di colui che, davanti al procedere di una malattia, disprezzasse medici e medicine.<\/p>\n<p>La quarta categoria dei peccati contro la fede \u00e8 quella degli eretici, i quali accolgono una parte delle verit\u00e0 della fede, mentre ne respingono altre; si permettono, cio\u00e8, di operare fra di esse una selezione, come se fossero loro i padroni della Verit\u00e0 soprannaturale che \u00e8 contenuta nella divina Rivelazione. Osservava giudiziosamente il Vandelli nel testo sopra citato (edizione 1963, p. 52): <em>La nostra fede deve essere ragionevole, cio\u00e8 accolta con convinzione, non per abitudine, per tradizione, per forza d&#8217;inerzia, od inghiottita alla peggio come una pillola amara.<\/em> Oggi non si parla pi\u00f9 dell&#8217;eresia; chiunque pu\u00f2 pubblicare un libro di carattere religioso, spacciandolo per cattolico, poich\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 necessario richiedere, alla propria Curia vescovile, il <em>nihil obstat<\/em>; ciascun vescovo, ciascun sacerdote si permette di scrivere e predicare, anche nella omelia della santa Messa, delle cose le quali non stanno n\u00e9 in Cielo, n\u00e9 in terra, e che sono completamente al di fuori della dottrina cattolica; infine, la stessa Congregazione per la Dottrina della Fede ha abbassato la guardia, ha praticamente smobilitato e rinunciato al proprio ufficio, non sanziona pi\u00f9 le eresie, non ammonisce, non scomunica nessuno. Sorge perci\u00f2 la domanda se gli eretici siano miracolosamente spariti, dopo aver travagliato per duemila anni la storia della Chiesa, e ci\u00f2 subito, fin dai tempi degli Apostoli &#8211; i quali ne parlano sovente nel <em>Nuovo Testamento<\/em> -, oppure se, in linea di fatto, l&#8217;eresia non sia pi\u00f9 considerata un peccato dal Magistero ecclesiastico (cfr. il nostro articolo: <em>Se la Chiesa non combatte pi\u00f9 l&#8217;eresia si condanna a diventare eretic<\/em>a, pubblicato sul sito di <em>Nuova Italia. Accademia Adriatica di Filosofia<\/em> il 29\/08\/2017). Il guaio \u00e8 che gli eretici ci son ancora, eccome; solo che molti di essi si spacciano per cattolici ed occupano posizioni eminenti nella gerarchia cattolica, per cui la loro opera \u00e8 doppiamente perfida e devastante. Rientra nei loro subdoli piani la riabilitazione degli eretici del passato, come nel caso di Martin Lutero, il frate eretico e scismatico, manipolatore sfrontato e blasfemo del Vangelo, nemico della Chiesa e massimo odiatore della Verit\u00e0 eterna della divina Rivelazione, oggi empiamente rivalutato e presentato come un illuminato e zelante riformatore. Anche questo \u00e8 un peccato di eresia: far credere ai fedeli che gli eretici non sono pi\u00f9 tali, e, in questo modo, fuorviare i cattolici circa le verit\u00e0 essenziali della loro fede. Ora, proprio il fatto che ad avallare insegnamenti eretici, e a presentare come se fossero nella verit\u00e0 delle dottrine eretiche, sono dei cardiali, dei vescovi e il papa stesso, ci fa comprendere quali tempi drammatici sta vivendo la Sposa di Cristo, ai nostri d\u00ec.<\/p>\n<p>Subito dopo la categoria degli eretici, la quarta, viene quella degli apostati, la quinta, cio\u00e8 coloro i quali abbandonano completamente la fede per abbracciarne un&#8217;altra, evidentemente falsa (non esistono due religioni che siano nello stesso tempo vere, <em>per la contradizion che nol consente<\/em>), oppure per restare al di fuori di qualsiasi religione. Tecnicamente, questa \u00e8 la definizione di &quot;apostata&quot;, e, come tutti sanno, tale fu l&#8217;appellativo che i cristiani diedero all&#8217;imperatore Giuliano, il quale era stato cresciuto ed educato nella fede cattolica, ma poi, da adulto, la ripudi\u00f2 e volle tornare al paganesimo. L&#8217;apostasia \u00e8 un peccato gravissimo, perch\u00e9 rivela una malizia suprema; scrive ancora il Vandelli (p. 53): [gli apostati] <em>si debbono considerare dei traditori; perch\u00e9 non lo possono mai fare in buona fede, cio\u00e8 con vera e profonda convinzione; ma per motivi di interesse, o per ribellione, o per orgoglio, o qualche altra passione. Dio infatti non nega mai la sua luce &#8212; che \u00e8 luce di verit\u00e0 &#8212; a chi prega e studia seriamente. [&#8230;] Ricordati intanto che la perdita della Fede non avviene mai ad un tratto, ma a poco a poco: si comincia con l&#8217;ignoranza, si continua con il dubbio, ci si inoltra con l&#8217;orgoglio o con qualche altra passione, si trascurano le preghiere ed i Sacramenti, ci si mette volontariamente nelle occasioni pericolose&#8230; alla fine avviene il crollo.<\/em> Ebbene, non \u00e8 forse quello che sta accadendo, oggi, ad un livello, ahim\u00e8, generalizzato, nella Chiesa cattolica, e proprio a partire da settori importantissimi della gerarchia, sicch\u00e9 il danno che ne risulta \u00e8 ancora pi\u00f9 grave, addirittura incalcolabile? Infatti, a venire messe continuamente in dubbio, o perfino negate, non sono singole verit\u00e0 di fede, ma una grandissima quantit\u00e0 di esse, praticamente ogni giorno e a tutti i livelli &#8212; dottrinale, pastorale, liturgico -; dal loro insieme emerge molto pi\u00f9 che una eresia in atto, bens\u00ec una vera e propria apostasia, un distacco pressoch\u00e9 totale dalla vera fede. Ma \u00e8 un distacco di cui moltissime persone non si rendono conto; anzi, per loro (e nostra) somma sciagura, esse tengono per certo di essere pi\u00f9 che mai nel solco della &quot;verit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Appartengono alla sesta categoria quanti commettono peccati di superstizione, praticando la divinazione, la magia, il maleficio, lo spiritismo, la <em>vana osservanza<\/em> (cio\u00e8 la superstizione in senso stretto) e perfino il satanismo. Qualcuno penser\u00e0: <em>Uh, uh, ma questo metro di giudizio \u00e8 troppo severo!<\/em> Niente affatto: questo \u00e8 ci\u00f2 che insegna, da sempre, la vera dottrina cattolica. Si vada a rileggere, per un utile confronto, la <em>Divina Commedia<\/em> e si vedr\u00e0 che Dante pione all&#8217;inferno, ciascuno in un apposito luogo, tutti coloro i quali praticano simili male arti. Alla settima categoria infine appartengono quanti indulgono nel peccato della irreligiosit\u00e0, che coniste in qualcosa di pi\u00f9 e di peggio del rifiuto o del disprezzo della religione: nella precisa volont\u00e0 di sbeffeggiare e offendere le sue verit\u00e0, di oltraggiarle, sia prendendosela direttamente con Dio, sia con le cose o le persone a Lui dedicate. Si pensi, ad esempio, alla profanazione delle <em>Femen<\/em> nella basilica di Notre Dame del febbraio 2013. Davanti a tutto ci\u00f2, una cosa si deve fare anzitutto: pregare e chiedere perdono a Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tempo, quando la lezione di catechismo era ancora una cosa seria, e i libri di catechismo rispecchiavano la vera dottrina cattolica, al credente veniva ricordato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,263,267],"class_list":["post-27726","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-verita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27726"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27726\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}