{"id":27725,"date":"2007-10-24T10:28:00","date_gmt":"2007-10-24T10:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/24\/a-cosa-fu-dovuta-la-pazzia-di-carlo-vi-di-valois\/"},"modified":"2007-10-24T10:28:00","modified_gmt":"2007-10-24T10:28:00","slug":"a-cosa-fu-dovuta-la-pazzia-di-carlo-vi-di-valois","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/24\/a-cosa-fu-dovuta-la-pazzia-di-carlo-vi-di-valois\/","title":{"rendered":"A cosa fu dovuta la pazzia di Carlo VI di Valois"},"content":{"rendered":"<p>Nel luglio del 1392 Carlo VI, re di Francia, \u00e8 partito a cavallo con la sua scorta per raggiungere l&#8217;esercito e guidare personalmente le difficili operazioni militari contro gli Inglesi, temibili avversari con i quali \u00e8 in corso la Guerra dei Cent&#8217;Anni. Figlio di Carlo V e di Giovanna di Borbone, salito al trono nel 1380 &#8211; quando aveva appena undici anni -, ed uscito di minorit\u00e0 nel 1388, \u00e8 un sovrano particolarmente popolare (passer\u00e0 alla storia come <em>il beneamato<\/em>, almeno nella prima fase del suo regno), e tuttavia il suo animo non \u00e8 affatto sereno. Oltre alle preoccupazioni causate dall&#8217;andamento poco favorevole della guerra, con le possenti cariche della cavalleria feudale francese che vengono regolarmente stroncate dalla pioggia di frecce degli implacabili arcieri inglesi, egli sospetta che il tradimento si annidi nella sua stessa corte e mini dall&#8217;interno la prosperit\u00e0 e la sicurezza del regno.<\/p>\n<p>Poco prima di partire per la guerra, il suo amico e consigliere Olivier di Cisson \u00e8 sfuggito di misura a un mortale attentato tesogli da Pierre de Craon, che poi \u00e8 riuscito a rifugiarsi in Bretagna (regione che, allora, era di fatto semi-indipendente dall&#8217;autorit\u00e0 di Parigi; del resto, lo Stato moderno, capace di esercitare la propria giurisdizione sull&#8217;intero territorio, era una realt\u00e0 ancora di l\u00e0 da venire). L&#8217;episodio ha fortemente colpito la sensibilit\u00e0 del monarca, che sta maturando quella che, probabilmente, nel linguaggio psicologico moderno, si chiamerebbe una mania di persecuzione: nel corso dell&#8217;inchiesta, infatti, ha mostrato di essere estremamente agitato e, talvolta, si \u00e8 abbandonato a discorsi sconnessi. Animato da un forte senso del dovere, \u00e8 voluto partire ugualmente, il 1\u00b0 luglio 1392, per raggiungere il quartier generale delle truppe; ma ecco che, mentre la comitiva sta attraversando una cupa foresta, un uomo &#8211; uno sconosciuto -, scalzo e con gli abiti a brandelli, afferra le briglie del suo cavallo e gli grida questo terribile ammonimento: \u00abNon cavalcare oltre, nobile re. Torna indietro! Sei stato tradito\u00bb. Bench\u00e9 gli uomini di scorta lo percuotano e cerchino di allontanarlo, per circa mezz&#8217;ora quello continua a correre a fianco del re, seguitando a gridargli, instancabilmente, il suo monito.<\/p>\n<p>Infine, a mezzogiorno, il gruppo esce dalla foresta e rivede il caldo sole d&#8217;estate. Ma, a quel punto, un paggio, vinto dalla sonnolenza, lascia cadere la lancia del re che cade, con un forte rimbombo, sull&#8217;elmo d&#8217;acciaio di un altro scudiero. A quel punto il re sobbalza sulla sua cavalcatura, sguaina la spada e, gridando qualcosa come: \u00abAvanti contro i traditori! Vogliono consegnami al nemico!\u00bb, si mette a menare terribili fendenti, uccidendo e ferendo alcuni uomini del suo seguito. Solo con fatica riescono a disarmarlo e a immobilizzarlo; dopo di che, egli cadde in uno stato di stordimento e di profonda apatia.<\/p>\n<p>Da allora, e per tutto il re della sua vita, Carlo VI sarebbe diventato <em>il pazzo<\/em>, alternando inesplicabilmente accessi di furore e periodi di relativa tranquillit\u00e0. Nel corso delle sue crisi arriva a scordare ogni cosa, a dimenticare perfino chi sia e a fuggire dai suoi familiari, in particolare dalla moglie, la fredda e ambiziosa Isabella di Baviera, della casa di Wittelsbach. A volte crede di essere diventato di vetro, e teme di potersi spezzare; altre volte si aggira per le stanze ululando come un lupo; altre volte ancora rifiuta di farsi il bagno, per settimane e mesi. Vengono chiamati i pi\u00f9 famosi medici e guaritori, ma nessuno riesce a fare una diagnosi convincente e nessuno sembra in grado di guarirlo.<\/p>\n<p>Si sussurra anche che Carlo VI sia caduto vittima di un maleficio per opera di sua cognata, Valentina Visconti, moglie di suo fratello Luigi. I Visconti sono noti in tutta Europa per le pratiche di magia nera; del padre di Valentina, Gian Galeazzo, signore di Milano, si dice che sia un esperto mago e negromante; come lo erano stati, del resto, i suoi avi. di Matteo Visconti si sapeva che aveva cercato di coinvolgere addirittura Dante Alighieri in una operazione di stregoneria per uccidere il papa di Avignone, Giovanni XXII: ne abbiamo parlato specificamente, a suo tempo, in due saggi danteschi: <em>L&#8217;esoterismo di Dante<\/em> (1) e <em>\u00abLa Quaestio de Aqua et Terra\u00bb di Dante Alighieri.<\/em> (2) Si trattava di una fattura di morte operata da un medico di nome Pelacane, ma alla quale avrebbe dovuto partecipare anche un chierico milanese di nome Bartolomeo Cagnolati (il quale, poi, corse alla curia di Avignone a riferire tutto), che viene cos\u00ec descritta dallo scrittore Cesare Marchi:<\/p>\n<p><em>&quot;Arrivato a palazzo, il Visconti gli mostr\u00f2<\/em> [cio\u00e8, mostr\u00f2 al Cagnolati]<em>,<\/em> <em>presenti il giudice Scotto e il medico Pelacane, una statuina d&#8217;argento, alta una spanna, raffigurante un uomo nudo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sulla fronte erano incise le parole<\/em> Jacobus, papa Johannes <em>(Giacomo era il nome di battesimo del Pontefice), sul petto il nome d&#8217;un terribile demonio, che faceva accapponare la pelle soltanto a pronunciarlo, Amaymon. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Per nove notti consecutive la statuina, sulla quale era stato aggiunto il nome di una seconda potenza infernale, Meryon, venne suffumigata col rituale accompagnamento di rituali invocazioni ai demoni, la sera dopo il tramonto, la mattina al sorger del sole.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La sera di sabato 12 gennaio del 1320, terminate le suffumigazioni preliminari, si pass\u00f2 all&#8217;operazione pi\u00f9 importante, il riempimento. Attraverso un minuscolo foro praticato nella nuca, il fattucchiere vers\u00f2 succo di napello, chiuse il foro con un piccolo coperchio e mise la statuina all&#8217;aperto, per settantadue notti, trascorse le quali la statuina venne posta sul fuoco, perch\u00e9 si liquefacesse il contenuto.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A mano a mano che il velenoso succo si discioglieva, si sarebbe consunto e distrutto, a dieci cento mille chilometri di distanza, il corpo della persona effigiata, nel caso nostro il romano Pontefice, residente ad Avignone.&quot;<\/em> (3)<\/p>\n<p>Sia detto per inciso, la fattura non era riuscita e Giovanni XXII non mor\u00ec affatto; ci\u00f2 non toglie che simili pratiche di stregoneria, tuttora in uso presso i popoli &quot;primitivi&quot;, ma anche nella nostra societ\u00e0 razionalista e materialista (assai pi\u00f9 di quel che non si creda), siano ritenute potenzialmente efficaci da un gran numero di persone; e, nel Medio Evo, praticamente da tutte. (4)<\/p>\n<p>Gli studiosi moderni, naturalmente, non hanno dato alcun peso alle voci di maleficio e si sono sforzati di formulare una diagnosi &quot;scientifica&quot; della malattia mentale di Carlo VI, dividendosi fra l&#8217;ipotesi dell&#8217;epilessia (sua madre, Giovanna, ne aveva sofferto, ma solo per un breve periodo, in stato di gravidanza), quella della schizofrenia e quella della psicosi maniaco-depressiva. Recentemente, in un articolo apparso sulla rivista di psicologia <em>Mente &amp; cervello,<\/em> lo psichiatra Vittorino Andreoli ha ripreso in mano la vicenda e ha formulato, anch&#8217;egli, la sua diagnosi circa il male di cui avrebbe sofferto lo sfortunato re di Francia: schozofrenia paranoidea. (5) Riportiamo le sue testuali parole:<\/p>\n<p><em>&quot;La malattia di Carlo Vi \u00e8 stata presa in considerazione anche dalla psichiatria moderna. Ne1 1904 Auguste Brachet parl\u00f2 di psicosi. Nel 1986 lo storico Richard Famiglietti raccoglie le ipotesi dei membri dell&#8217;American Psychiatric Association e riferisce che la diagnosi pi\u00f9 probabile era di schizofrenia. Da allora, molti psichiatri hanno emesso diagnosi che rientrano nella schizofrenia o nella psicosi maniaco-depressiva.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 inevitabile che anch&#8217;io aggiunga la mia, che tiene conto fondamentalmente di tre elementi: l&#8217;assenza nelle cronache, pur dettagliate, del termine &#8216;melanchonia&#8217;, nota gi\u00e0 nel linguaggio ippocratico e che dunque sarebbe stata facile da rilevare se ve ne fossero stati i segni; la presenza di una vera e propria dissociazione, che non permette al re di riconoscere la sua stessa identit\u00e0 oltre a quella degli altri; le crisi di furore, che esprimono un delirio di tipo persecutorio. Sulla base di questi tre elementi, e delle osservazioni gi\u00e0 emerse, la diagnosi probabile \u00e8 di schizofrenia paranoidea, che ha un andamento a crisi in cui il re si trova negli ultimi anni della sua esistenza.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Quanto a noi, non vogliamo certo entrare nel merito di questa disputa, resa particolarmente surreale dal fatto che \u00e8 un&#8217;impresa ben ardua quella di formulare una diagnosi psichiatrica a pi\u00f9 di sei secoli di distanza. Ma siamo ormai abituati, negli ultimi tempi, ad assistere a tentativi ancor pi\u00f9 discutibili da parte di storici, medici, archeologi: come quello di stabilire se un certo faraone (o se &quot;Otzi&quot;, l&#8217;uomo ritrovato nel ghiaccio di Similaun) mor\u00ec assassinato o di morte naturale, studiandone i resti fossilizzati e, quindi, profanando tombe e manipolando cadaveri con la massima disinvoltura, cosa di per s\u00e9 imprudente oltre che moralmente discutibile. (6)<\/p>\n<p>Quel che desideriamo fare \u00e8 richiamare l&#8217;attenzione sul fatto che, per uno scienziato dei nostri giorni, l&#8217;ipotesi che Carlo VI sia stato vittima di un&#8217;operazione di magia nera \u00e8 semplicemente da non prendersi neppure in considerazione. Non perch\u00e9 manchino gli indizi che vadano in una simile direzione, ma perch\u00e9 essa esula totalmente dal paradigma di pensiero unico all&#8217;intero del quale gli scienziati oggi si muovono e travalica il loro orizzonte concettuale. Che esista una realt\u00e0 preter-naturale, oltre che soprannaturale, non possono prenderlo in considerazione nemmeno come ipotesi di lavoro; e ammettere che la magia, praticata per millenni dall&#8217;umanit\u00e0, possa avere una efficacia reale, sembrerebbe loro uno scadimento e una resa completa della ragione, un salto a ritroso nel buio dell&#8217;ignoranza e della superstizione.<\/p>\n<p>Eppure, ripetiamo, non sono pochi gli elementi che, nel caso specifico della follia di Carlo VI, suggerirebbero ipotesi diverse da quelle della &quot;normale&quot; malattia mentale (espressione del resto talmente vaga da includere tutto e il contrario di tutto, tanto che molti psichiatri preferiscono ormai evitarla, per non trovarsi in imbarazzo, limitandosi a parlare di &quot;disturbi&quot;, &quot;sindromi&quot;, &quot;patologie&quot; e via dicendo).<\/p>\n<p>Pochi mesi dopo il primo attacco del suo male, Carlo VI era scampato alla morte per miracolo allorch\u00e9, durante un ballo mascherato voluto da Isabella di Baviera, nonostante i medici le avessero raccomandato di far vivere il marito in tranquillit\u00e0 e riposo. Il re e altri cinque nobili, vestiti in costume da selvaggi e incatenati l&#8217;uno all&#8217;altro, stavano danzando per festeggiare il matrimonio di una damigella di corte, allorch\u00e9 una torcia recata da suo fratello Luigi diede fuoco all&#8217;abito di uno di essi. In pochi istanti le fiamme divamparono e bruciarono vivi gli sventurati, mentre il solo Carlo fu salvato dal pronto intervento di sua zia, la duchessa di Berry, la quale &#8211; mentre tutti perdevano la testa &#8211; conserv\u00f2 abbastanza sangue freddo da gettargli addosso un abito, soffocando le fiamme. Pi\u00f9 tardi Luigi ebbe una relazione con la regina e questo ci riporta alla presenza a corte della moglie di lui, Valentina Visconti, chiamata da tutti (dietro le spalle) &quot;la strega lombarda&quot;.<\/p>\n<p>Il tragico incidente delle torce umane ebbe luogo nel gennaio del 1393. In giugno Carlo, durante le faticose trattative diplomatiche con gli ambasciatori inglesi, ebbe una grave ricaduta e, perduta la memoria, disse di chiamarsi Giorgio, di non avere moglie e di avere come simbolo araldico un leone trafitto da una freccia, Non voleva neppur vedere Isabella, mentre cercava la compagnia della cognata, Valentina, e s&#8217;intratteneva con lei nel gioco delle carte, cosa che sembrava avere su di lui un effetto rilassante.<\/p>\n<p>Finalmente venne chiamato a corte un mago: perch\u00e9 i medievali erano uomini pratici e, se la scienza &quot;ufficiale&quot; falliva, non esitavano a ricorrere alle pratiche alternative; cosa che oggi si fa ancora, ma solo di nascosto, in omaggio alla tirannia del pensiero unico scientista. Il mago era Arnauld Guillaume, che possedeva un libro, intitolato <em>Smaragd<\/em>, mediante il quale sosteneva di poter eseguire qualunque operazione; e, dopo aver visitato il sovrano, egli sostenne con sicurezza che questi era vittima di una stregoneria. In realt\u00e0, nemmeno Guillaume riusc\u00ec a guarire Carlo, con o senza l&#8217;aiuto del suo libro prodigioso; per\u00f2 la sua diagnosi giungeva a confermare i sospetti che gi\u00e0 aleggiavano intorno a Valentina.<\/p>\n<p>Questi si basavano sui seguenti elementi: 1), il padre di lei, Gian Galeazzo, e i Visconti in generale erano esperti cultori di magia nera (tanto che Gerardo d&#8217;Armagnac si era fatto fare da loro, a Milano, delle statuette di cera che, trafitte da spilloni, dovevano provocare la malattia e la morte dei suoi avversari); 2), se Carlo fosse morto o fosse stato definitivamente interdetto, la corona sarebbe passata a suo fratello Luigi, marito di Valentina, e quest&#8217;ultima avrebbe potuto cos\u00ec regnare <em>de facto<\/em> per mezzo di lui; 3) il re rifiutava la compagnia della moglie Isabella, mentre passava molto tempo con la cognata, la quale aveva &#8211; cos\u00ec &#8211; l&#8217;occasione &#8211; oltre che il movente &#8211; per &quot;fatturarlo&quot;.<\/p>\n<p>Tutti questi sospetti nascevano dalle voci messe in giro dai due personaggi principalmente interessati al prolungarsi della malattia di Carlo e a scaricarne la responsabilit\u00e0 su Valentina Visconti: Filippo II di Borgogna (detto l&#8217;Ardito), reggente al trono durante gli attacchi del povero malato, e sua moglie Margherita di Fiandra. Ma nascevano anche dalla nomea di temibili stregoni dei Lombardi in generale, e dei Visconti in particolare. Ora, circa la diagnosi della &quot;malattia&quot; di Carlo VI non resta che prendere posizione pro o contro la <em>possibilit\u00e0<\/em> che un male intermittente e stranissimo, come quello descritto dai cronisti dell&#8217;epoca, sia di origine magica o preter-naturale, anzich\u00e9 solo e unicamente naturale. I moderni psicologi e psichiatri, come si \u00e8 detto, rigettano con sdegno anche solo una ipotesi del genere, per un pregiudizio &#8211; in realt\u00e0, antiscientifico &#8211; derivante dalla loro formazione accademica e dal loro stesso orizzonte culturale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 giusta una simile esclusione <em>a priori<\/em>? Noi non ne siamo convinti; e, per concludere, vogliamo citare uno dei massimi esperti in materia, J. Finley Hurley, autore di un testo che si raccomanda per la mirabile chiarezza espositiva non meno che per la lucidit\u00e0 dell&#8217;analisi del fenomeno magico e per la ponderatezza dell&#8217;argomentazione:<\/p>\n<p><em>&quot;Naturalmente sorge il problema sulla possibile esistenza di un corpo di conoscenza magica che si sia sviluppato contemporaneamente, diciamo, all&#8217;ingegneria navale, all&#8217;arte del vetro o alla fabbricazione della birra, ed essenzialmente nello stesso modo. In altre parole, mentre maligni contadini strofinavano della saliva su bambole, possono esservi state persone che sapevano realmente quel che stavano facendo. Abbiamo visto che la stregoneria pu\u00f2 essere messa su basi scientifiche. Questo \u00e8 stato gi\u00e0 fatto? \u00c8 possibile uno sviluppo, sia pure clandestino, della scienza o della tecnologia del magico, ossia della stregoneria? Una stregoneria superiore alle semplici tecniche che abbiamo visto quanto un missile intercontinentale \u00e8 superiore a una lancia alla punta di pietra? Non \u00e8 cosa che possa essere esclusa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;esistenza di un sistema magico di alta efficacia deve essere ritenuta possibile. Ma quanto potremo conoscere di questa esistenza? Gli stregoni hanno sempre tenuto la segretezza, e sono sempre rifuggiti dal riconoscimento e dalla popolarit\u00e0 come i musulmani dalla carne di maiale. Gli esibizionisti, naturalmente, vorranno avere un pubblico, e ogni tanto sono stati impiccati per questo. Lo stregone esperto, d&#8217;altra parte, molto probabilmente si stancher\u00e0 dei beni che il mondo gli pu\u00f2 offrire mentre passa liberamente fra i suoi simili meno privilegiati come un uomo dotato della vista fra i ciechi. La societ\u00e0 non pu\u00f2 dargli nulla che egli non possa ottenere facilmente da solo. Come potremmo farlo uscire dal suo sicuro rifugio per lasciarsi studiare dai nostri benevoli scienziati? Trover\u00e0 piacevole diventare una celebrit\u00e0 e apparire alla televisione? Ammettendo che vi sia fra noi un abile stregone che si lasci attrarre da tutto questo (non tutti possono essere intelligenti) pu\u00f2 avere dei colleghi che non lo approveranno.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Forse vi \u00e8 un&#8217;Istituzione, un&#8217;eminenza grigia che non sospettiamo, la cui mano si stende dappertutto. Non dovrebbe sforzarsi. Una spintarella qua, una piccola modificazione l\u00e0, e la storia umana si svolgerebbe secondo il suo desiderio. Questa \u00e8, naturalmente, una variante della teoria della storia come cospirazione, oggi cos\u00ec impopolare nei circoli ufficiali. Al solo menzionarla le autorit\u00e0 si agitano come un albero pieno di scimmie urlatrici.&quot;<\/em> (7)<\/p>\n<p>Forse, se esiste questa eminenza grigia, se \u00e8 sempre esistita, episodi storicamente quasi inspiegabili, come la follia improvvisa e devastante di Carlo VI, con tutte le sue drammatiche conseguenze politiche (basti dire che due anni prima di morire, nel 1420, egli disered\u00f2 il figlio e design\u00f2 quale erede e successore il re d&#8217;Inghilterra Enrico V) possono venir letti in una luce nuova. Forse la magia nera \u00e8 stato un elemento attivo nella storia del mondo &#8211; e, sia detto tra parentesi, il terrore della stregoneria che si abbatt\u00e9 sull&#8217;Europa tra la fine del Medioevo e il XVII secolo, non fu semplicemente l&#8217;incubo di una umanit\u00e0 impazzita o il calcolo cinico e spietato di una chiesa avida di potere, ma qualche cosa che nasceva da un dato reale.<\/p>\n<p><em>Forse quella eminenza grigia \u00e8 ancor attiva<\/em>: e questa ipotesi potrebbe gettare un po&#8217; di luce su una serie di fatti della storia contemporanea i quali, diversamente, risultano particolarmente difficili da spiegare, specialmente partendo dai pregiudizi razionalistici e materialistici che gli storici odierni, come i loro colleghi scienziati (ai quali si sforzano in ogni modo di assomigliare) considerano parte integrante della loro &quot;seriet\u00e0&quot; professionale.<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p>1)  Lamendola, Francesco, <em>L&#8217;esoterismo di Dante<\/em>, in <em>Atti della Societ\u00e0 Dante Alighieri di Treviso,<\/em> vol. V, 2006; e in <em>Quaderni dell&#8217;Associazione Filosofica Trevigiana<\/em>, n. 4, 2004.<\/p>\n<p>2)  Lamendola, Francesco, <em>La \u00abQuaestio de Aqua et Terra\u00bb di Dante,<\/em> in <em>Atti della Societ\u00e0 Dante Alighieri<\/em>, vol. VI, 2008.<\/p>\n<p>3)  Marchi, Cesare, <em>Dante in esilio,<\/em> Milano, Longanesi &amp; C., 1976, pp. 143-144.<\/p>\n<p>4)  Lamendola, Francesco, <em>Il giardino d&#8217;inverno,<\/em> in <em>Graal<\/em>, n. 9, 2004.<\/p>\n<p>5)  Andreoli, Vittorino, <em>Il re che perse il senno,<\/em> in <em>Mente &amp; cervello,<\/em> n. 33, 2007, pp. 12-13.<\/p>\n<p>6)  Lamendola, Francesco, <em>Quando gli archeologi scherzano col fuoco<\/em>, sul sito Internet di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>7)  Finley Hurley,J., _3Cem>Stregoneria<\/em>, Milano, Armenia Editore, 1986, pp. 235-236.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel luglio del 1392 Carlo VI, re di Francia, \u00e8 partito a cavallo con la sua scorta per raggiungere l&#8217;esercito e guidare personalmente le difficili operazioni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[114],"class_list":["post-27725","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-dante-alighieri"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27725"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27725\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}