{"id":27721,"date":"2010-05-19T03:38:00","date_gmt":"2010-05-19T03:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/19\/e-la-paura-il-nemico-che-ci-tiene-alla-catena-e-ci-rende-schiavi-del-senso-di-colpa\/"},"modified":"2010-05-19T03:38:00","modified_gmt":"2010-05-19T03:38:00","slug":"e-la-paura-il-nemico-che-ci-tiene-alla-catena-e-ci-rende-schiavi-del-senso-di-colpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/19\/e-la-paura-il-nemico-che-ci-tiene-alla-catena-e-ci-rende-schiavi-del-senso-di-colpa\/","title":{"rendered":"\u00c8 la paura il nemico che ci tiene alla catena e ci rende schiavi del senso di colpa"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSei diventata silenziosa.\u00bb<\/p>\n<p>Sabina mi lancia un&#8217;occhiata di sotto in su, con quel suo caratteristico sguardo interrogativo e leggermente ironico, e risponde semplicemente:<\/p>\n<p>\u00abChe cosa c&#8217;\u00e8 da dire? Davanti a una tale bellezza, si pu\u00f2 solo contemplare e tacere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00c8 vero.<\/p>\n<p>Gli ultimi raggi del sole al tramonto si rompono e si riflettono sulle onde in mille piccole scaglie di luce dorata, con una dolcezza sontuosa che lingua mortale non potrebbe mai descrivere in maniera adeguata.<\/p>\n<p>Meglio tacere, dunque, e lasciarsi carezzare il viso dalla brezza della sera, mentre l&#8217;aria risuona del rotolio sempre uguale delle onde in riva alla spiaggia.<\/p>\n<p>Sulla sabbia, Sabina sembra disegnare qualcosa con la punta del piede, in un gesto quasi infantile, lo sguardo perso nell&#8217;azzurra lontananza.<\/p>\n<p>\u00abTu, piuttosto: quando pensi, mi pare di sentire il rumore delle rotelle che girano, girano&#8230; Ma non sei mai capace di lasciarti andare al ritmo della vita?\u00bb<\/p>\n<p>Le rispondo con un sorriso, stringendomi nelle spalle.<\/p>\n<p>\u00abAvanti, sentiamo a cosa stavi pensando.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSe proprio lo vuoi sapere&#8230; Stavo pensando che ciascuno di noi \u00e8 il peggior nemico di se stesso, fino a quando il velo non gli cade dagli occhi e incomincia a vedere chiaramente, e non a guardare soltanto, senza capire.\u00bb<\/p>\n<p>Lei annuisce, pensosa, sempre guardando la linea tremolante dell&#8217;orizzonte marino. Non conosco nessun altro nella cui espressione si uniscano cos\u00ec stranamente la leggerezza birichina del monello e la grave maturit\u00e0 dell&#8217;adulto abituato a riflettere intensamente.<\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 precisamente, pensavo a quanto la paura condizioni le nostre vite, rendendoci insicuri, ansiosi; oppure, all&#8217;opposto, aggressivi e frenetici, ma solo in apparenza.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPaura di che cosa, esattamente?\u00bb; e stringe gli occhi come due fessure, mentre il suo nasino all&#8217;ins\u00f9, lievemente lentigginoso, pare anch&#8217;esso un punto di domanda.<\/p>\n<p>\u00abOgnuno ha la propria paura: chi di non essere amato; chi delle malattie; chi della bomba atomica; chi di perdere le persone care o il posto di lavoro, e cos\u00ec via. Ma non si tratta veramente di paure diverse, bens\u00ec dei mille volti dell&#8217;unica, radicata paura dell&#8217;essere umano: la paura della morte.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abContinua\u00bb, dice; e le sue labbra si schiudono quasi in una espressione di sfida.<\/p>\n<p>\u00abLa paura ci tiene al guinzaglio come tanti cagnolini e ci rende apprensivi, nevrotici, irrazionali. La paura ci fa attaccare alle cose, come il naufrago si attacca alla tavola. Ma pi\u00f9 ci attacchiamo alle cose e pi\u00f9 cresce la nostra paura di non farcela, di non avere abbastanza presa. \u00c8 cos\u00ec che ci attacchiamo ancora di pi\u00f9, sempre di pi\u00f9: non afferriamo gli altri, li artigliamo addirittura; tale \u00e8 il nostro terrore di rimanere soli, indifesi, abbandonati a noi stessi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa da dove nasce, la paura?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCi ho pensato parecchio e non credo nasca solo dal fatto della morte. Credo che abbia anche a che fare con il senso di colpa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSpiegati meglio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon dico che ci\u00f2 valga per tutti, ma per molti. Noi ci sentiamo in colpa per il semplice fatto di esserci. I nostri nonni sono gi\u00e0 morti, i nostri genitori moriranno prima di noi&#8230; Noi sappiamo che resteremo soli, e sar\u00e0 come se avessimo rubato loro lo spazio per vivere. La nostra vita si sviluppa a scapito della loro, inevitabilmente. Questo ci fa sentire in colpa, anche se, in genere, non ne abbiamo consapevolezza. E il senso di colpa ci rende paurosi. Trasferiamo su svariati oggetti la nostra paura fondamentale, quella di morire, che nasce dal disagio e dal senso di colpa per il fatto che, ora, stiamo vivendo, e rubiamo l&#8217;ossigeno &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; a quelli che sono gi\u00e0 morti o che ci lasceranno presto.\u00bb<\/p>\n<p>Sabina riflette a lungo, accigliata; sembra proprio pi\u00f9 imbronciata che mai. Ed ecco, all&#8217;improvviso, la sua espressione si distende in un luminoso sorriso e una luce impertinente le brilla nello sguardo, mentre dice lentamente:<\/p>\n<p>\u00abMa forse \u00e8 pi\u00f9 semplice. Forse abbiamo paura perch\u00e9 temiamo i cambiamenti; e la vita \u00e8 un continuo cambiamento, che ci piaccia o no.\u00bb<\/p>\n<p>Come spesso accade dopo che ha buttato l\u00ec, con noncuranza, una frase profonda, Sabina sospira e si mette a ridere, come una bambina che l&#8217;ha fatta grossa. E, come sempre, mi sbircia in tralice, osservando la mia reazione.<\/p>\n<p>\u00abTu non ne hai di certo\u00bb, osservo, con calma.<\/p>\n<p>\u00abTutti ne abbiamo, e lo sai benissimo. C&#8217;\u00e8 chi la mostra di pi\u00f9 e chi di meno; e c&#8217;\u00e8 perfino chi sguazza allegramente in mezzo ai cambiamenti, li aggredisce per non essere aggredito.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIl cambiamento \u00e8 vita, tuttavia. Secondo te, abbiamo pi\u00f9 paura della vita che della morte?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa certo. La morte, fa paura solo in apparenza: in realt\u00e0 ci attrae, perch\u00e9 ci garantisce un porto di quiete, dopo tutto. Invece la vita&#8230; la vita \u00e8 imprevedibile, chi lo sa che stangate ci potrebbe riservare: chi ha il coraggio di fidarsene fino in fondo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAspetta, fammi pensare. Se la nostra paura fondamentale \u00e8 quella del cambiamento, ossia quella legata al fatto di essere esposti agli imprevisti dell&#8217;esistenza, allora il senso di colpa non \u00e8 pi\u00f9 dovuto alla coscienza di essere vivi, ma al timore di non vivere nel modo giusto; mentre c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe vivere ancora e, invece, deve prepararsi a morire.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE chi te lo dice che ci sia in giro tutto questo gran senso di colpa?\u00bb, ribatte Sabina, portandosi una mano a visiera all&#8217;altezza della fronte e fingendo di scrutare in lontananza.<\/p>\n<p>\u00abTu non riesci a scorgerlo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abA dire il vero, scorgo il tuo e quello di pochi altri; ma non mi sembra una cosa particolarmente diffusa. Del resto, tu stesso avevi ammesso che non riguarda tutti quanti&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGuarda, per\u00f2, che noi umani siamo assai abili a nasconderlo nelle pieghe della nostra anima, magari all&#8217;insaputa di noi stessi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 darsi. Ora per\u00f2 non metterti a fare della psicopolizia, rovistando nelle cantine della coscienza, come il tuo caro amico Sigmund&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Ridiamo entrambi, poich\u00e9 lei sa bene cosa ne penso di Freud e della psicanalisi; poi riprendo:<\/p>\n<p>\u00abEppure, sono convinto che le due cose &#8211; la paura e il senso di colpa &#8211; sono strettamente legate, anche se in maniera non evidente; e che, per spezzare le catene dell&#8217;una, bisogna infrangere anche quelle dell&#8217;altro.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSiamo schiavi, hai ragione; ma schiavi che non hanno alcuna voglia di ribellarsi. Schiavi che stanno fin troppo bene con le loro lunghe, dorate catene ai polsi e alle caviglie&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAdesso non fare la cinica.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE tu non fare il moralista.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon hai proprio rispetto di nulla, svergognata? Non ti commuove nemmeno lo spettacolo di questa umanit\u00e0 incatenata e avvilita, che si aggrappa alle cose per il terrore di affogare e che si tortura nelle fiamme del senso di colpa&#8230; E se non piangi di ci\u00f2, di che pianger suoli?\u00bb<\/p>\n<p>Sabina, adesso, drizza il busto e mi batte ironicamente le mani, come ad un istrione da palcoscenico:<\/p>\n<p>\u00abBene; bravo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 poi perdo il mio tempo a parlare con te? \u00c8 tutta fatica sprecata&#8230; come voler raddrizzare le zampe ai cani, direbbe don Abbondio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE non ti vergogni a paragonarti a don Abbondio?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSempre meglio che essere come la monaca di Monza, cara Gertrude.\u00bb<\/p>\n<p>Sabina ridacchia, poi torniamo a guardare il mare dove, ormai, il sole \u00e8 scomparso dietro la linea tremolante dell&#8217;orizzonte, in una gloria struggente di rosso e d&#8217;arancio.<\/p>\n<p>\u00abAd ogni modo &#8211; riprendo -, che la nostra paura fondamentale sia quella del vivere o quella del morire, in entrambi i casi ha origine da una forma di attaccamento. \u00c8 quello il male fondamentale, dal quale dobbiamo imparare a liberarci.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEssere attaccati alla vita o esserne disgustati, per\u00f2, non sono la stessa cosa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE perch\u00e9 no? Sono le due facce della stessa medaglia. E producono lo stesso effetto, la paura: di morire, nel primo caso; di vivere, nel secondo.\u00bb<\/p>\n<p>Le labbra di Sabina si piegano appena in un accenno di sorriso e i suoi occhi si socchiudono, mentre riconosce, quasi fra s\u00e9 e s\u00e9: \u00abForse \u00e8 proprio cos\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>Poi si volta a guardarmi, di scatto: \u00abE allora, come se ne viene fuori?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPrima di tutto, bisogna vedere se si ha voglia di venirne fuori. Molta gente, anzi, moltissima, ci sta fin troppo bene: la paura \u00e8 un vestito che, all&#8217;inizio, pu\u00f2 riuscire un po&#8217; scomodo; ma poi, quando ci si \u00e8 fatta l&#8217;abitudine, non \u00e8 niente male. Almeno per un certo tipo di persone.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuali, esattamente?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuelle che non osano guardarsi dentro sino in fondo, mettersi a nudo di fronte a se stesse. Che preferiscono attaccarsi alla paura, piuttosto che prendere in mano la propria vita e fare di essa esattamente quello che sono state chiamati a farne.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE cio\u00e8?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIl regno della libert\u00e0 e, al tempo stesso, dell&#8217;armonia. Perch\u00e9 la vera libert\u00e0 non \u00e8 agire in modo arbitrario, ma trovare l&#8217;accordo con il grande flusso della vita universale. Lasciarsi afferrare dal suo ritmo, dalla sua bellezza, dalla sua perfezione.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon giudicare le cose, ma accoglierle con stupore e gratitudine&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuesta l&#8217;ho gi\u00e0 sentita da qualche parte. Di&#8217; un po&#8217;, stai per caso facendomi il verso?\u00bb<\/p>\n<p>Lei assume l&#8217;aria della finta innocente e risponde, quasi scandalizzata:<\/p>\n<p>\u00abMa che dice mai, professore! Non mi permetterei di certo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe carogna sei.\u00bb<\/p>\n<p>Questa volta la risposta \u00e8 solo uno sguardo assassino e una mezza boccaccia; poi torna a guardare il mare che si sta tingendo tutto di rosso e di violetto.<\/p>\n<p>Restiamo a lungo in silenzio, mentre un&#8217;ultima vela bianca si affretta in direzione del vecchio faro, all&#8217;imbocco del porto. Si \u00e8 levata una brezza vigorosa che fa sbattere con forza la bandiera e frusta con essa il palo cui \u00e8 legata.<\/p>\n<p>\u00abTu nei hai parecchi di sensi di colpa, vero?\u00bb, mi chiede, dopo un poco.<\/p>\n<p>\u00abInsomma, non c&#8217;\u00e8 male.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi sarai chiesto per quale motivo, immagino.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Perch\u00e9 mi sento responsabile per un sacco di cose.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuali cose, per esempio?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTutte.\u00bb<\/p>\n<p>Le scappa un fischio a mezza bocca:<\/p>\n<p>\u00abAccidenti; allora vuol dire che sei proprio un caso disperato.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE lei, dottore, cosa propone per venirne fuori?\u00bb<\/p>\n<p>Sabina inarca le sopracciglia e sbatte le palpebre un paio di volte, assumendo una solenne aria di sussiego:<\/p>\n<p>\u00abOddio, dei modi ci sarebbero&#8230; Per\u00f2 il paziente deve seguire ciecamente le mie indicazioni; altrimenti non rispondo di nulla e me ne lavo le mani..\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSentiamo, dottore. Sono tutto orecchi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBene, prima di tutto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCome ha detto? Non capisco, dottore. Potrebbe parlare un po&#8217; pi\u00f9 forte?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOppure potrebbe avvicinarsi lei alla mia bocca, caro paziente&#8230; Forse quello che devo dirle non \u00e8 cosa che si possa pronunciare a voce troppo alta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEcco, va bene cos\u00ec? Ma non scherzi troppo; il paziente \u00e8 molto ammalato&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, direi che pu\u00f2 andare&#8230; per cominciare.\u00bb<\/p>\n<p>Ora non si ode che il suono della risacca e lo sbattere incessante della bandiera.<\/p>\n<p>Venere, la prima stella della sera, si \u00e8 ormai accesa nell&#8217;azzurro del cielo, verso occidente, e brilla e pulsa come se fosse una creatura vivente, mentre le prime ombre incominciano ad allungarsi sulla sabbia tiepida.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSei diventata silenziosa.\u00bb Sabina mi lancia un&#8217;occhiata di sotto in su, con quel suo caratteristico sguardo interrogativo e leggermente ironico, e risponde semplicemente: \u00abChe cosa c&#8217;\u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-27721","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27721\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}