{"id":27700,"date":"2015-07-28T03:58:00","date_gmt":"2015-07-28T03:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/i-cristiani-moderni-per-pascal-hanno-molto-da-imparare-dagli-antichi\/"},"modified":"2015-07-28T03:58:00","modified_gmt":"2015-07-28T03:58:00","slug":"i-cristiani-moderni-per-pascal-hanno-molto-da-imparare-dagli-antichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/i-cristiani-moderni-per-pascal-hanno-molto-da-imparare-dagli-antichi\/","title":{"rendered":"I cristiani moderni, per Pascal, hanno molto da imparare dagli antichi"},"content":{"rendered":"<p>I cristiani moderni, a partire da un certo momento, e specialmente a partire dal sesto decennio del XX secolo, hanno incominciato ad essere inquieti, impazienti, quasi smaniosi di mettersi al passo con il mondo moderno, di farsi &quot;perdonare&quot; un loro supposto ritardo, di allinearsi sulle posizioni razionaliste, scientiste, tendenzialmente materialiste, della cultura contemporanea, dominata dalla tecnica e dalla ragione calcolante e strumentale.<\/p>\n<p>I cristiani dei primi tempi della Chiesa non solo non avevano alcun complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti del &quot;mondo&quot;, della cultura pagana, della dimensione terrena, ma, al contrario, erano ben coscienti del fatto di essere portatori di una concezione e di una pratica di vita radicalmente alternative a quelli: sapevano di essere in guerra col mondo, naturalmente in senso figurato, e non erano disposti ad alcun compromesso, se necessario anche a costo della vita.<\/p>\n<p>Sono parecchie, e non una sola, le ragioni storiche che hanno determinato un cos\u00ec grande cambiamento di prospettiva e di mentalit\u00e0; in pratica, per\u00f2, sono tutte riconducibili a un motivo di fondo: la patria vera, per il cristiano, non \u00e8 di questo mondo, ed egli ha nostalgia della patria celeste: la vita terrena, per lui, \u00e8 solo un passaggio &#8212; che possiede, senza dubbio, un valore intrinseco, e che rappresenta un bene prezioso, ma non ha, in alcun modo, un valore assoluto, se non altro perch\u00e9 essa \u00e8 labile e transitoria, e dovr\u00e0 avere una fine. Il cristiano non si attacca eccessivamente a ci\u00f2 che \u00e8 destinato a finire; ama le cose belle e buone di questo mondo, ma senza mai assolutizzarle; non le scambia per dei beni perenni, sa che sono fugaci; le apprezza, ne gioisce, ma procede oltre: cera di scorgere, in esse, un barlume dell&#8217;assoluto e dell&#8217;eterno. Le attraversa come se fossero dei ponti che gli vengono gettati verso la Verit\u00e0: sa che non deve indugiare troppo su di essi, perch\u00e9 il loro scopo \u00e8 quello di aiutarlo a transitare al di l\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, il cristiano dei tempi moderni (non c&#8217;\u00e8 un &quot;cristiano moderno&quot;: c&#8217;\u00e8 il cristianesimo, e ci sono coloro che seguono il Vangelo, scavalcando i secoli e i millenni) \u00e8 un essere umano che, sovente, si \u00e8 lasciato penetrare dallo spirito della modernit\u00e0: spirito laicista, secolarizzato, immanentista, impregnato di idee e &quot;valori&quot; come i diritti naturali, il liberalismo, il democraticismo, il socialismo, il pragmatismo, l&#8217;utilitarismo, il tecnicismo, l&#8217;economicismo; e che, a partire da una tale prospettiva, pretende magari di &quot;rivisitare&quot; le verit\u00e0 eterne del Vangelo, &quot;attualizzandole&quot;, come se avesse paura di apparire poco evoluto, poco aperto, poco al passo coi tempi e come se avesse scoperto, chi sa come, che le generazioni dei credenti che l&#8217;hanno preceduto sbagliavano, perch\u00e9 mettevano troppo l&#8217;accento sul bene e sul male, sul vero e sul falso, sul giusto e sull&#8217;ingiusto, su ci\u00f2 che piace a Dio e ci\u00f2 che a Lui dispiace; mentre essi preferiscono un cristianesimo relativizzato, in sintonia con il relativismo della societ\u00e0 laica, dove quello che importa \u00e8 il &quot;secondo me&quot;, &quot;secondo la mia coscienza&quot;, e non secondo la legge di Dio.<\/p>\n<p>In uno scritto che risale, probabilmente, al 1656-57, ma che venne pubblicato soltanto pi\u00f9 di un secolo dopo, nel 1779, intitolato \u00abRaffronto tra i cristiani dei primi tempi e quelli di oggi\u00bb, il grande filosofo e matematico Blaise Pascal, che vi svolgeva una serie di riflessioni in merito alla \u00a0specifica e delicata questione del battesimo ai bambini, ci offre di che meditare anche su d&#8217;una questione di portata pi\u00f9 generale: su quali fossero le qualit\u00e0 richieste al cristiano dei primi tempi, e quali siano quelle ritenute sufficienti dai cristiani dei tempi moderni.<\/p>\n<p>Il fatto che Pascal scrivesse poco meno di tre secoli fa non significa che le sue parole non siano di estrema attualit\u00e0 per noi, cittadini del terzo millennio: \u00e8 facile accorgersi, infatti, che il discorso di Pascal, bench\u00e9 rivolto ai suoi contemporanei, non ha perso niente della sua pregnanza; al contrario, \u00e8 pi\u00f9 che mai significativo per noi, dal momento che la nostra distanza rispetto alla disposizione di spirito dei membri della Chiesa nascente \u00e8 ulteriormente aumentata, fino a raggiungere dimensioni tali, da far dubitare, almeno in certi casi, che si tratti ancora della stessa Chiesa, che si tratti ancora della medesima religione.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, Pascal, nel suo \u00abComparaison des Chr\u00e9tiensdes premiers temps avec ceux d&#8217;aujord&#8217;hui\u00bb, un tempo considerato come parte dei celebri \u00abPens\u00e9es\u00bb, oggi, invece, assemblato agli \u00abOpuscules\u00bb, d&#8217;ispirazione scientifica e morale (da: Blaise Pascal, \u00abOeuvres compl\u00e8tes\u00bb, Parigi, Biblioth\u00e8que de la Pl\u00e9iade, 1954; citato in: Luigi Rusca, &quot;Il breviario dei laici&quot;, Milano, Rizzoli, 1957, 1990, vol. 2, pp. 873-874):<\/p>\n<p>\u00abNon esistevano, quando nacque la Chiesa, che dei cristiani perfettamente istruiti su tutto quanto \u00e8 necessario alla salvezza: mentre si nota oggi una ignoranza cos\u00ec grossolana che fa gemere tutti coloro che nutrono sentimenti di tenerezza per la Chiesa.<\/p>\n<p>Non si entrava a far parte della Chiesa, allora, che dopo grandi fatiche e lunghe attese: vi si arriva, oggi, senza travaglio, senza cura e senza fatica.<\/p>\n<p>Non vi si era ammessi che dopo un esame molto rigoroso: vi si \u00e8 ricevuti oggi prima che si sia in condizione d&#8217;essere esaminati.<\/p>\n<p>Non vi si era ammessi allora se non dopo aver abiurato la propria vita passata, dopo aver rinunciato al mondo, alla carne e al diavolo: vi si entra oggi prima di essere in grado di fare alcuna di tali cose.<\/p>\n<p>Infine bisognava allora uscire dal mondo per essere ricevuti nella Chiesa: mentre si entra oggi nella Chiesa contemporaneamente all&#8217;ingresso nel mondo.<\/p>\n<p>Risultava allora, con tale procedimento, una distinzione essenziale fra il mondo e la Chiesa. Venivano considerati come due contrari, come due nemici inconciliabili, di cui l&#8217;uno perseguita l&#8217;altro senza posa, e di cui quello che appare pi\u00f9 debole deve un giorno trionfare del pi\u00f9 forte. S\u00ec che di questi due partiti contrari si abbandonava l&#8217;uno per entrar nell&#8217;altro; si abbandonavano le regole dell&#8217;uno per seguire quelle dell&#8217;altro; ci si svestiva elle passioni dell&#8217;uno per rivestire quelle dell&#8217;altro. In altre parole, si lasciava, si rinunciava, si abiurava quel mondo nel quale si aveva ricevuta la propria prima nascita, per dedicarsi totalmente alla Chiesa ove si acquistava come una seconda nascita: cos\u00ec si riconosceva una differenza incolmabile fra l&#8217;uno e l&#8217;altra, mentre oggi ci si trova quasi ad ogni istante e nell&#8217;uno e nell&#8217;altra; e lo stesso istante che ci fa nascere nel mondo, ci fa rinascere nella Chiesa. In modo che quando arriva la ragione essa non distingue pi\u00f9 fra questi due mondi tanto contrari. Essa cresce nell&#8217;uno e nell&#8217;altro tutt&#8217;assieme. Si frequentano i sacramenti e si gode dei piaceri di questo mondo. Cos\u00ec, mentre un tempo si notava una distinzione essenziale fra l&#8217;uno e l&#8217;altra, appaiono oggi confusi e mescolati in modo che non discernono quasi pi\u00f9.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 deriva che un tempo non si notavano fra i cristiani che persone molto istruite; oggi esse sono di un&#8217;ignoranza che fa orrore. Da ci\u00f2 deriva che altre volte quelli che erano stati rigenerati dal battesimo e che avevano abbandonato i vizi di questo mondo per dedicarsi alla piet\u00e0 nella Chiesa ricascavano ben raramente dalla Chiesa nel mondo; mentre oggi non accade nulla di pi\u00f9 consueto del vedere i vizi del mondo nel cuore dei cristiani.<\/p>\n<p>La Chiesa dei santi \u00e8 tutta lordata dalla promiscuit\u00e0 dei malvagi; e i figli che essa ha concepito e portato nei propri fianchi fin dall&#8217;infanzia, sono gli stessi che portano nel proprio cuore, cio\u00e8 fino nella partecipazione degli augusti misteri, il pi\u00f9 crudele dei nemici della Chiesa, cio\u00e8 lo spirito del mondo, lo spirito di ambizione, lo spirito di vendetta, lo spirito di impurit\u00e0, lo spirito di concupiscenza. E l&#8217;amore che essa ha per i propri figli l&#8217;obbliga ad ammettere fin nel proprio seno il pi\u00f9 crudele dei persecutori.<\/p>\n<p>M;a non \u00e8 alla Chiesa che si devono imputare i mali che hanno fatto seguito al mutamento di una disciplina cos\u00ec salutare, perch\u00e9 avendo essa notato che ritardare il battesimo lasciava un gran numero di giovani nella maledizione di Adamo, ha voluto liberarli da questa macchia di perdizione, affrettando il soccorso che essa d\u00e0 loro. E questa buona madre vede con immenso dolore che ci\u00f2 che ha creato per la salvezza dei giovani diviene l&#8221;occasione della perdita degli adulti.<\/p>\n<p>Il vero spirito della Chiesa \u00e8 che coloro che essa preserva in et\u00e0 tanto tenera dal contagio del mondo debbano acquisire sentimenti del tutto opposti a quelli del mondo. Essa previene l&#8217;uso della ragione per prevenire i vizi verso cui la ragione corrotta li trascinerebbe; e prima che il loro spirito possa agire, essa li riempie del proprio spirito, in modo che vivano nell&#8217;ignoranza del mondo ed in uno stato tanto pi\u00f9 lontano dal vizio in quanto non lo avrebbero mai conosciuto.\u00bb<\/p>\n<p>Certo, questo \u00e8 un linguaggio che a molti, e specialmente ai cristiani che si ritengono &quot;progrediti&quot; e si atteggiano a &quot;moderni&quot;, difficilmente pu\u00f2 piacere: \u00e8 troppo duro per i loro orecchi, ed essi lo attribuiscono, e quasi lo scusano, parlando dello zelo eccessivo di Pascal ed evidenziando che il cristiano &quot;adulto&quot; deve passare dal conflitto con il mondo al &quot;dialogo&quot; e all&#8217;apertura verso di esso.<\/p>\n<p>Evidentemente, si sono dimenticati che cosa si dice nella formula del battesimo: che il cristiano si impegna a rinunciare a Satana e alle seduzioni del mondo: \u00abDio onnipotente, tu ha mandato il tuo unico Figlio per dare all&#8217;uomo, schiavo del peccato, la libert\u00e0 dei tuoi figli; umilmente ti preghiamo per questo bambino, che fra le seduzioni del mondo dovr\u00e0 lottare contro lo spirito del male: per la potenza della morte e della resurrezione del tuo Figlio, liberalo dal potere delle tenebre, rendilo forte con la grazia di Cristo, e proteggilo sempre nel cammino della vita\u00bb.<\/p>\n<p>Il cristiano, dunque, nell&#8217;atto di entrare a far parte della Chiesa dei credenti, sa che nel mondo vi sono le seduzioni del Demonio, e chiede l&#8217;aiuto di Dio per sottrarsi ad esse e per combatterle: egli non pensa che il mondo sia il Diavolo, o che appartenga al Diavolo (questo lo pensava Lutero e lo pensavano, prima di lui, i manichei), perch\u00e9 questa sarebbe una bestemmia nei confronti della creazione, cio\u00e8 dell&#8217;opera divina; per\u00f2 sa che nel mondo si annidano le tentazioni e le opere del Diavolo, e che sarebbe folle, e pericolosissimo, ignorare tali trabocchetti. Sa, in particolare, che ci\u00f2 che piace allo spirito del mondo non piace a Dio, e viceversa: sa che non si possono servire entrambi, o l&#8217;uno o l&#8217;altro, bisogna fare una scelta, che si rinnova ogni giorno, ogni ora.<\/p>\n<p>\u00c8 strano, a dire poco, che tanti cristiani d&#8217;oggi, tanti teologi e perfino tanti membri del clero cattolico, fino ai pi\u00f9 alti livelli, parlino ormai cos\u00ec poco del male, del peccato, del Diavolo; che non parlino pi\u00f9 dello &quot;spirito del mondo&quot;; che presentino il mondo e il regno di Dio come due realt\u00e0 perfettamente compatibili, rispetto alle quali \u00e8 possibile, se non addirittura auspicabile, possedere come una sorta di doppia cittadinanza: quella del mondo per la vita spicciola, per le scelte pratiche, quella celeste per la vita futura, che, in fin dei conti, non ci riguarda, perch\u00e9 non dipende da noi. \u00c8 strano, perch\u00e9 si direbbe che tutti costoro abbiamo completamente smarrito il senso dell&#8217;identit\u00e0 cristiana e la radicale alterit\u00e0, l&#8217;opposizione inconciliabile che esiste fra lo spirito cristiano, che si nutre dell&#8217;amore di carit\u00e0, e lo spirito del mondo, che \u00e8 fatto di egoismo, superbia, violenza e cupidigia.<\/p>\n<p>Grande mente e nobilissimo spirito di Blaise Pascal. Il geniale filosofo francese vedeva bene, con la sua profonda umilt\u00e0 spirituale, ci\u00f2 che molti cristiani dei tempi moderni hanno perso di vista, o addirittura dimenticato, pur con tutta la loro supposta intelligenza, o forse, piuttosto, proprio a causa di essa: ossia che, se lo spirito del mondo arriva a penetrare e ad insediarsi nel cuore stesso della fede, per questa \u00e8 finita, l&#8217;anima muore al cristianesimo e ci\u00f2 che resta \u00e8 un cadavere che pu\u00f2 avere ancora le apparenze d&#8217;un organismo vivo, ma \u00e8 una forza diabolica quella che le conferisce tali apparenze, non certo l&#8217;autentico spirito del Vangelo.<\/p>\n<p>Lo spirito del mondo, infatti &#8212; ce lo insegna la vicenda esemplare del Peccato originale &#8212; \u00e8, in primo luogo, spirito di superbia: \u00e8 la pretesa dell&#8217;uomo di poter comprendere sino in fondo i disegni di Dio, e di farsi giudice lui stesso, al posto di Dio, di ci\u00f2 che \u00e8 bene e di ci\u00f2 che \u00e8 male. Tale spirito non \u00e8 di origine umana, ma \u00e8 d&#8217;ispirazione diabolica: e ce lo insegna, anche questa volta, la vicenda esemplare del Peccato originale. Perci\u00f2, bisogna diffidare di quei &quot;cristiani&quot; che parlano, scrivono e predicano, come se fosse intervenuta una specie di tregua, o addirittura come se fosse scoppiata la pace, fra il Regno di Dio e lo spirito del mondo. Essi credono di parlare a nome di Dio, ma forse le cose stanno altrimenti: forse, ad ispirarli, \u00e8 una presenza che non viene dall&#8217;Alto, ma dal Basso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cristiani moderni, a partire da un certo momento, e specialmente a partire dal sesto decennio del XX secolo, hanno incominciato ad essere inquieti, impazienti, quasi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[104,107,109,117],"class_list":["post-27700","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-blaise-pascal","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27700"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27700\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}