{"id":27699,"date":"2011-11-10T09:41:00","date_gmt":"2011-11-10T09:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/10\/luomo-senza-dio-per-pascal-diviene-incomprensibile-a-se-stesso\/"},"modified":"2011-11-10T09:41:00","modified_gmt":"2011-11-10T09:41:00","slug":"luomo-senza-dio-per-pascal-diviene-incomprensibile-a-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/11\/10\/luomo-senza-dio-per-pascal-diviene-incomprensibile-a-se-stesso\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo senza Dio, per Pascal, diviene incomprensibile a se stesso"},"content":{"rendered":"<p>Pochi filosofi hanno saputo delineare, con maggiore chiarezza e acume di Blaise Pascal, l&#8217;incongruenza e l&#8217;infelicit\u00e0 del destino dell&#8217;uomo che, accecato dalla superbia della ragione, crede di potersi fare Dio di se stesso e volge le spalle al soprannaturale; e questo nel secolo della ragione trionfante, della ragione cartesiana e galileiana, matematica e scientifica.<\/p>\n<p>Per Pascal, l&#8217;uomo possiede una duplice natura: istinto e ragione; il primo gli d\u00e0 lo &quot;spirito di finezza&quot;, la seconda &quot;lo spirito di geometria&quot;; egli ha bisogno di entrambi, ma n\u00e9 l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro possono aiutarlo a divenire ci\u00f2 che egli deve, cio\u00e8 a oltrepassarsi, realizzandosi pienamente; per cui \u00e8 necessario l&#8217;intervento di un terzo ordine, superiore tanto a quello materiale, quanto a quello del pensiero: la Grazia.<\/p>\n<p>La Grazia viene da Dio, \u00e8 un dono di Dio, libero e gratuito; senza di essa l&#8217;uomo rimane rinchiuso nella prigione della propria finitezza, prigione doppiamente dolorosa perch\u00e9 in lui vi \u00e8 l&#8217;aspirazione a librarsi verso pi\u00f9 ampi orizzonti, a slanciarsi verso un altrove che trascende le limitazioni del contingente e del finito.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 infatti, nell&#8217;uomo, una consapevolezza della propria miseria, ma anche una aspirazione al Cielo della felicit\u00e0 e della verit\u00e0: e da dove potrebbe venirgli, se non avesse conosciuto quelle realt\u00e0 che ora gli mancano e delle quali sente la bruciante nostalgia?<\/p>\n<p>Cos\u00ec come l&#8217;anima dell&#8217;uomo, per Platone, portata in alto dalla biga alata, intravvede il Cielo dell&#8217;Iperuranio e ne riporta poi, tornata sulla terra, un oscuro ricordo, che lo pungola e lo sprona verso le cose celesti, analogamente, per Pascal, l&#8217;uomo ha conosciuto, in origine, uno stato di perfetta pienezza e felicit\u00e0, poi perduto a causa della Caduta, ossia del peccato originale; eppure conserva, in qualche modo, il ricordo, o almeno la nostalgia, di quella pienezza e di quella felicit\u00e0 e ambisce a riconquistarle.<\/p>\n<p>Il peccato originale riguarda non il singolo uomo, ma l&#8217;umanit\u00e0; i suoi effetti, per\u00f2, si ripercuotono su ciascun individuo, sicch\u00e9 ogni essere umano \u00e8 come un re decaduto, che non riesce a scordare la propria passata grandezza.<\/p>\n<p>Due grandi pesi lo trascinano verso il basso, lo piegano fino a terra: il peso della ragione, che lo fa inorgoglire e lo spinge a negare ogni debito verso l&#8217;alto; e il peso della materia, che lo sospinge a cercare la felicit\u00e0 sul terreno della concupiscenza. Il primo produce un peccato di arroganza, il secondo un peccato di abbrutimento: ed entrambi sono l&#8217;effetto di un atteggiamento di chiusura verso la dimensione superiore, di autorelegazione e autolimitazione nel carcere delle cose finite (ancora Platone, dunque!).<\/p>\n<p>In breve, allorch\u00e9 l&#8217;uomo decide di essere autosufficiente e di non dovere niente a nessuno, inevitabilmente finisce per non comprendere pi\u00f9 nemmeno se stesso: perch\u00e9 l&#8217;aspirazione a Dio \u00e8 parte essenziale della sua natura.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che volge le spalle a Dio, pertanto, l&#8217;uomo che decide di vivere senza Dio, fidandosi unicamente della propria ragione, \u00e8 un uomo mutilato, sradicato, alienato; \u00e8 un uomo impazzito di superbia, dimentico delle proprie radici e dei propri autentici bisogni.<\/p>\n<p>Per Pascal, l&#8217;uomo non \u00e8, propriamente parlando, ma diviene: \u00e8 la creatura che diviene, perch\u00e9 \u00e8 la creatura che pensa (\u00abuna canna che pensa\u00bb, dir\u00e0 in un celebre aforisma) e se anche, davanti alla grandezza materiale dell&#8217;universo, \u00e8 quasi niente, nondimeno possiede una dignit\u00e0 e una grandezza morale che lo pongono molto al di sopra di ogni altro ente, poich\u00e9 egli ha coscienza di s\u00e9.<\/p>\n<p>Eppure, senza Dio, senza la ricerca di Dio e senza l&#8217;abbandono a Dio, l&#8217;uomo \u00e8 la pi\u00f9 miserabile di tutte le creature, perch\u00e9 la sua ansia di assoluto gli si ritorce contro: ovunque egli si volga, infatti, non pu\u00f2 vedere realizzata alcuna delle sue aspirazioni supreme: n\u00e9 la bellezza, n\u00e9 la verit\u00e0, n\u00e9 la giustizia, niente trova quaggi\u00f9 il suo vero compimento e nessuno sforzo che egli compia, per quanto tenace, riesce a far coincidere l&#8217;ideale con il reale.<\/p>\n<p>Bisogna dunque concludere che tutta la vita, che l&#8217;intera condizione umana, altro non sono che una beffa, una tragica ironia?<\/p>\n<p>Certamente no, perch\u00e9 la via d&#8217;uscita dall&#8217;apparente vicolo cieco esiste ed \u00e8 a sua disposizione, purch\u00e9 egli sappia utilizzare la propria ragione non per inebriarsi del finito, ma per farsi piccolo e umile davanti all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassume la questione lo storico inglese della filosofia Alban Krailsheimer, nel suo libro sul filosofo francese, facendo riferimento soprattutto alla \u00abApologia\u00bb (in: A. Krailsheimer, \u00abPascal\u00bb; titolo originale: \u00abPascal\u00bb, Oxford University Press, 1980, pp. 63-72):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; La categorica asserzione che l&#8217;uomo \u00e8 un essere miserabile, costituisce la base di tutta l&#8217;argomentazione del Pascal; e mentre le definizioni di tale miserabilit\u00e0 sono aperte a discussione, non cos\u00ec \u00e8 la tesi, se vogliamo proseguire nel cammino. Che moltissimi individui siano spessissimo scontenti della loro vita, \u00e8 assai probabile; che tale scontento sia un tratto essenziale della natura umana, in conseguenza della naturale infelicit\u00e0 di questa, \u00e8 invece un&#8217;asserzione a cui s&#8217;oppongono con veemenza, per svariatissime ragioni, perfino i pi\u00f9 scontenti. Oscuramente si sente che il diritto alla felicit\u00e0 fa parte del retaggio umano; e la ricerca, per quanto vana, ne \u00e8 incessante. Anche tra quanti si sentono felici, per\u00f2, pochi mancano di riconoscere che la perdita della salute, della prosperit\u00e0 economica, o dei loro cari potrebbe da un momento all&#8217;atro precipitarli nell&#8217;infelicit\u00e0. Se quasi tutti quindi son d&#8217;accordo che la sicurezza e l&#8217;appagamento sono componenti della felicit\u00e0, l&#8217;insicurezza e la frustrazione fanno chiaramente parte di ci\u00f2 che Pascal direbbe &quot;miseria&quot;; ma il punto in discussione \u00e8, quale dei due stati &#8211; felicit\u00e0 o miseria &#8211; sia, in ogni senso, naturale dell&#8217;uomo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Anche il Pascal, seguendo Montaigne e Socrate, comincia dalla necessit\u00e0, per l&#8217;uomo, di conoscersi. La condizione dell&#8217;uomo \u00e8 di &quot;incostanza, noia, inquietudine&quot;, e molto spesso egli \u00e8 menato per il naso dai &quot;poteri ingannevoli&quot; dell&#8217;immaginazione, della vanit\u00e0, ecc., che si mascherano da realt\u00e0. Il dualismo della sua natura \u00e8 affermato chiaramente: &quot;Istinto e ragione, indizi di due nature&quot;. [&#8230;] L&#8217;uomo \u00e8 appena un giunco, il pi\u00f9 debole della natura, ma \u00e8 un giunco che pensa&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il Montaigne, una volte demolite le pretese della ragione, s&#8217;accontentava di vivere la propria vita cos\u00ec come veniva; ma nel &quot;Colloquio col signor Saci&quot; il Pascal aveva manifestato il suo assoluto disaccordo da tale rotta. Naturalmente si doveva abbandonare l&#8217;orgoglio; ma rimaneva il problema dell&#8217;inerzia che, smorzando l&#8217;infelicit\u00e0, ammortiva anche ogni rimpianto della grandezza perduta, per non parlare della speranza di rimeritarla. La reazione del Pascal al rifugiarsi del Montaigne in un&#8217;amaca d&#8217;ignoranza e d&#8217;indolenza, \u00e8 di scuoterla, cos\u00ec vigorosamente, da far sembrare preferibile perfino , al di sotto, il nudo terreno di infelicit\u00e0. Egli ricorre a tutte le figure stilistiche, per stillare nel lettore un senso di disperata insicurezza; ma nel medesimo tempo non cessa mai d&#8217;insistere che c&#8217;\u00e8 un rimedio a disposizione, purch\u00e9 l&#8217;uomo voglia cercarlo fuori di s\u00e9 e della propria debole ragione: &quot;L&#8217;uomo trascende l&#8217;uomo&quot;. Se invece resta nell&#8217;ordine naturale, sia d&#8217;istinto sia di ragione, o d&#8217;ambedue, l&#8217;uomo non potr\u00e0 mai oltrepassare la propria miseria. [&#8230;]<\/p>\n<p>Sena una qualche corruzione precedente, l&#8217;uomo godrebbe della verit\u00e0 e della felicit\u00f2 che adesso cerca invano; ma se non le avesse mai conosciute, non avrebbe l&#8217;idea di cercarle. Una volta di pi\u00f9, &quot;l&#8217;uomo trascende infinitamente l&#8217;uomo, e senza l&#8217;ausilio della fede rimarrebbe incomprensibile a se stesso.&quot;. la chiave dell&#8217;enigma \u00e8 il peccato originale; il dualismo cos\u00ec rivelato \u00e8 quello di grazia e corruzione, corrispondenti a grandezza e infelicit\u00e0. La Caduta, del tutto inaccessibile a ragione o a istinto, taglia il nodo: l&#8217;uomo non \u00e8 n\u00e9 solo bestiale n\u00e9 solo divino, ma \u00e8 l&#8217;uno e l&#8217;altro: divino, per opera della grazia, bestiale per opera della corruzione. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 una creatura paradossale, divisa tra miseria e grandezza o, in altro senso, divisa tra istinto e ragione; l&#8217;origine della sua infruttuosa ricerca di felicit\u00e0 sta nella storia passata dell&#8217;umanit\u00e0, non del singolo; tutti i valori umani, anche la giustizia, sono relativi, la vita \u00e8 fugace, e futili e distrazioni. L&#8217;unico suggerimento esplicito \u00e8, che dovremmo ascoltare Dio, e riconoscere che il nostro stato presente rappresenta una caduta dalla nostra vera natura originaria, che era di grazia. Cos\u00ec, una volta di pi\u00f9 la teoria onnipresente degli ordini fornisce la direzione; il dualismo puramente umano d&#8217;intelletto e materia, dev&#8217;essere trasceso, il che pu\u00f2 avvenire solo per opera della grazia, terzo ordine che non \u00e8 sotto nostro controllo, ma che ci viene dato come un libero, immeritato dono di Dio. Finch\u00e9 rifiutiamo d&#8217;ammettere che l&#8217;uomo trascende l&#8217;uomo &#8211; dice il Pascal &#8211; resteremo serrati nella origine dei limiti umani. Peggio ancora: il naturale egoismo d&#8217;ogni individuo lasciato a s\u00e9 stesso significa condanna all&#8217;isolamento Il prezzo imposto collettivamente a tutta l&#8217;umanit\u00e0 per la caduta (finora non specificata) nella corruzione, dev&#8217;essere pagato da ognuno di noi individualmente fino alla fine dei tempi, a meno che noi usiamo il dono del pensiero per adottare l&#8217;umilt\u00e0 che porta sollievo, invece dell&#8217;arroganza che ci chiude in cella. [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p>La concezione antropologica di Pascal, dunque, presenta alcune evidenti convergenze con il pensiero dei giusnaturalisti del XVII secolo.<\/p>\n<p>Come per loro, anche per Pascal l&#8217;uomo era, originariamente, una creatura buona e felice, dotata di libert\u00e0 e dignit\u00e0; quello che resta da chiarire \u00e8 se, nella natura umana, la parte essenziale sia la miseria che vediamo al presente, o la grandezza alla quale incessantemente essa aspira.<\/p>\n<p>Che la miseria non sia l&#8217;elemento essenziale, risulta chiaro proprio dal fatto che essa contraddistingue non l&#8217;uomo in quanto tale, ma l&#8217;uomo dopo la Caduta: egli \u00e8 miserabile e infelice proprio perch\u00e9 \u00e8 decaduto e perch\u00e9 non riesce a trovare il coraggio dell&#8217;umilt\u00e0: l&#8217;umilt\u00e0 di farsi piccolo davanti a Dio e di ascoltare la voce del Suo richiamo.<\/p>\n<p>La sua infelicit\u00e0, dunque, non \u00e8 dovuta alla civilt\u00e0, come lo sar\u00e0 per Rousseau, e meno ancora a una natura ferina originaria, come lo era per Hobbes, ma alle conseguenze del peccato originale e della successiva Caduta; anche se quella Caduta \u00e8 stata indubbiamente una &quot;felix culpa&quot;, perch\u00e9 ha aperto la strada al mistero dell&#8217;Incarnazione e alla Passione e Resurrezione di Cristo (rimandiamo il nostro lettore ad un nostro articolo di due anni e mezzo fa: \u00abSe non ci fosse stato bisogno della Redenzione, vi sarebbe stata egualmente l&#8217;Incarnazione?\u00bb, apparso sempre sul sito di Arianna Editrice in data 29\/04\/2009).<\/p>\n<p>La cosa notevole \u00e8 che Pascal non \u00e8 stato un mistico n\u00e9 un pensatore che tenesse in scarsa considerazione la ragione; \u00e8 stato un grande matematico, cos\u00ec grande da brillare pur nel secolo in cui la matematica celebrava i suoi massimi trionfi.<\/p>\n<p>Pertanto non vi \u00e8, in lui, ombra di disprezzo e nemmeno di condiscendenza verso la ragione; egli ne \u00e8, al contrario, un grande ammiratore (\u00abuna canna che pensa!\u00bb); ma non fino al punto da inorgoglirsene e da pensare che essa possa spiegare tutto; che possa riempire, nell&#8217;uomo, quel grande vuoto, quel bisogno di assoluto, cui solo Dio pu\u00f2 dare appagamento.<\/p>\n<p>La grandezza di Pascal sta proprio in questo ammirare la ragione, ma considerandola come uno strumento che deve essere posto al servizio della vera natura dell&#8217;uomo e non gi\u00e0 adoperato in modo da fuorviarlo; nel riconoscere che essa \u00e8 molto, ma non \u00e8 tutto; e, pi\u00f9 ancora, nell&#8217;attribuirle non la gelida autosufficienza del solo &quot;spirito di geometria&quot; (come fa, invece, Spinoza, che vuol dimostrare geometricamente perfino le verit\u00e0 dell&#8217;etica), ma anche lo &quot;spirito di finezza&quot;, che rende la ragione veramente umana e la colloca nella giusta prospettiva e nella piena consapevolezza del suo ambito e, quindi, anche del suo limite.<\/p>\n<p>In omaggio alla scienza sperimentale, Pascal \u00e8 convinto che sia sempre necessario \u00abinchinarsi davanti ai fatti\u00bb; ma, appunto, egli vede che la miseria dell&#8217;uomo \u00e8 un fatto, cos\u00ec come \u00e8 un fatto la sua aspirazione alla verit\u00e0: e ne trae le logiche conclusioni.<\/p>\n<p>Se, dunque, l&#8217;uomo senza Dio \u00e8 un essere incompleto e infelice, l&#8217;uomo con Dio \u00e8 l&#8217;uomo ristabilito nella sua autentica natura e, perci\u00f2, nella sua gioiosa pienezza e perfezione. Ma, perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, egli deve aprirsi con umilt\u00e0 al mistero ineffabile della Grazia divina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi filosofi hanno saputo delineare, con maggiore chiarezza e acume di Blaise Pascal, l&#8217;incongruenza e l&#8217;infelicit\u00e0 del destino dell&#8217;uomo che, accecato dalla superbia della ragione, crede<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[104,117,221],"class_list":["post-27699","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-blaise-pascal","tag-dio","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27699","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27699"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27699\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}