{"id":27698,"date":"2012-03-05T03:35:00","date_gmt":"2012-03-05T03:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/05\/entrare-in-contatto-con-la-realta-vera-e-partecipare-al-respiro-della-vita\/"},"modified":"2012-03-05T03:35:00","modified_gmt":"2012-03-05T03:35:00","slug":"entrare-in-contatto-con-la-realta-vera-e-partecipare-al-respiro-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/05\/entrare-in-contatto-con-la-realta-vera-e-partecipare-al-respiro-della-vita\/","title":{"rendered":"Entrare in contatto con la realt\u00e0 vera \u00e8 partecipare al respiro della vita"},"content":{"rendered":"<p>Molte persone domandano affannosamente: \u00abChe libri devo leggere?\u00bb; \u00abQuali esercizi possono fare?\u00bb; \u00abA quali maestri mi devo rivolgere?\u00bb.<\/p>\n<p>Cercano una formula, una strada bella e pronta &#8211; e, magari, una scorciatoia -, una verit\u00e0 prefabbricata da tirar fuori al momento giusto e da consumare all&#8217;occorrenza, come una qualsiasi altra merce.<\/p>\n<p>Al centro delle loro domande, della loro preoccupazione, della loro ansia, c&#8217;\u00e8 sempre un soggetto, sia pure sottinteso (dal punto di vista sintattico, non certo da quello psicologico): \u00abIo, io, io\u00bb; non cessano mai di pensare il mondo a partire da se stessi.<\/p>\n<p>Ora, il primo e fondamentale errore consiste proprio in questo: l&#8217;io non pu\u00f2 uscire da se stesso direttamente, prendendo, per cos\u00ec dire, se stesso per mano; l&#8217;io dar\u00e0 sempre e ancora io, non dar\u00e0 mai qualche cosa di diverso da s\u00e9 &#8211; almeno se ci si pone di fronte al mondo come un io separato e indipendente, che pu\u00f2 decidere di volere o non volere questa o quella cosa.<\/p>\n<p>\u00c8 la vecchia illusione cartesiana, il vecchio inganno volontaristico: quello di pensare che noi &quot;siamo&quot;, solamente perch\u00e9 stiamo pensando di esserci; e che noi possiamo fare questa o quella cosa, oppure non farla, come se fossimo altra cosa dal Tutto di cui siamo partecipi.<\/p>\n<p>\u00c8 un errore di prospettiva, determinato da un atteggiamento riduzionista: come se le cose fossero ciascuna a s\u00e9 stante; come se gli enti fossero slegati e indipendenti, a somiglianza delle tessere di un mosaico gettate a caso da una mano insensata.<\/p>\n<p>Il secondo errore consiste nell&#8217;andare alla ricerca di un &quot;tu&quot; che dovrebbe fare da maestro, da tramite fra noi e la realt\u00e0: ma la realt\u00e0, la realt\u00e0 in se stessa, non sopporta mediazioni; o ci si rivela direttamente, oppure quel che vediamo o crediamo di vedere, quel che capiamo o crediamo di capire, non \u00e8 la realt\u00e0 in se stessa, ma la sua facciata, una sua apparenza illusoria.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: solo noi possiamo sperimentare il contatto con la realt\u00e0, la rivelazione di essa; ma non possiamo farlo, n\u00e9 mai lo potremo, fino a quando ci ostineremo a voler fare leva su noi stessi in prima persona, come degli &quot;io&quot; separati e indipendenti.<\/p>\n<p>Sembrerebbe un circolo vizioso: nessun &quot;tu&quot; pu\u00f2 fare da tramite, nessun &quot;io&quot; pu\u00f2 centrarsi su se stesso.<\/p>\n<p>Invece la soluzione si trova proprio in questa doppia impossibilit\u00e0: perch\u00e9 quando le vie dell&#8217;uomo sono finite, incominciano le vie della Grazia. A colui che cerca sinceramente e disinteressatamente, incurante di sacrifici e incomprensioni, si aprono le porte della realt\u00e0: si aprono silenziose e magnifiche, spontaneamente, non perch\u00e9 egli le abbia forzate.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 non si lascia conquistare, non si lascia catturare, non \u00e8 una preda che si possa prendere al laccio o porre in catene; non pi\u00f9 di quanto il nuotatore potrebbe prendere al laccio o incatenare l&#8217;acqua del mare in cui \u00e8 immerso.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 proprio questo: noi siamo GI\u00c0 nella realt\u00e0, noi siamo GI\u00c0 nella verit\u00e0; non dobbiamo spingerci oltre, dobbiamo solo guardare meglio; non dobbiamo vedere pi\u00f9 lontano, ma semmai pi\u00f9 vicino.<\/p>\n<p>Dobbiamo lasciar cadere la nostra presunzione, i nostro preconcetti, le nostre formule preconfezionate; dobbiamo lasciare che la verit\u00e0 delle cose parli attraverso di noi, attraverso la nostra anima, attraverso tutto l&#8217;insieme del nostro essere.<\/p>\n<p>Dobbiamo lasciar cadere le abitudini mentali, il pensiero strumentale e calcolante, il principio di causa ed effetto; dobbiamo tornare come bambini, fare &quot;tabula rasa&quot; del nostro falso sapere, e aprirci con fiducia, innocenza e spontaneit\u00e0 alla rivelazione dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprimeva in proposito Anthony De Mello nel suo libro \u00abChiamati all&#8217;amore. Riflessioni\u00bb (titolo originale: \u00abCall to Love. Meditations\u00bb, Guyarat Sahitya Prakash, Anand, India, 1991; traduzione italiana di Renzo Fenoglio, Edizioni Paoline, 1994, e Mondadori, 1997, pp. 87-89):<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 modo di scoprire se ci\u00f2 con cui entri in contatto \u00e8 la realt\u00e0 oppure no? Ecco un test, se ci\u00f2 che percepisci non riesci a farlo rientrare in alcuna formula fornita dagli altri oppure elaborata da te stesso: semplicemente, se \u00e8 un qualcosa che tu non riesci a esprimere con le parole. Che cosa possono fare perci\u00f2 i maestri? Possono portare a tua conoscenza qualcosa che non \u00e8 reale: non possono mostrarti la realt\u00e0; possono distruggere le tue formule; non possono farti vedere ci\u00f2 che le formule evidenziano; possono mostrarti che ti sbagli, non possono indicarti la verit\u00e0; possono al massimo mostrarti la via che conduce alla realt\u00e0, non possono mostrato che cosa puoi vedere. La tua strada devi percorrerla da solo, in una scoperta solitaria.<\/p>\n<p>Andare avanti a solo. Ecco che cosa significa liberarsi da tutte le formule : quelle che ti derivano dagli altri, quelle che hai imparati dai libri, , quelle che tu stesso ti sei elaborato partendo dalle tue esperienze passate. La cosa pi\u00f9 terribile che un essere umano pu\u00f2 compiere \u00e8 quella di inoltrarsi nel mondo dell&#8217;ignoto senza la protezione di una formula qualsiasi.<\/p>\n<p>Camminare fuori dal mondo degli esseri umani come hanno fatto i mistici e i profeti significa rinunciare non alla loro compagnia ma alle loro formule. In questi casi, realmente, anche quando fossi attorniato dalla gente, tu sei veramente, totalmente solo.<\/p>\n<p>Quale terribile solitudine! Questa solitudine \u00e8 il silenzio: solo in questo silenzio tu &quot;vedrai&quot;. E nel momento in cui vedrai, per te diventeranno inutili e libri e guide e guru.<\/p>\n<p>Che cosa vedrai? Qualsiasi cosa, tutte le cose: una foglia che cade, il comportamento di un amico, i brividi sullo specchio di un lago, un mucchio di pietre, un edificio in rovina, un strada affollata, un cielo di stelle, qualsiasi cosa. Dopo che avrai visto, qualcuno forse si offrir\u00e0 di aiutarti a esprimere in parole ci\u00f2 che hai visto, ma tu scuoterai la testa: &quot;Non \u00e8 cos\u00ec&quot;, perch\u00e9 si tratterebbe sempre e solo di una formula. Qualcun altro potrebbe tentare di spiegarti il significato di quello che hai visto, ma tu scuoterai di nuovo il capo, perch\u00e9 il significato \u00e8 una formula, qualcosa che pu\u00f2 essere incapsulato in concetti e ha un senso compiuto per ogni spirito pensante, mentre ci\u00f2 che tu hai visto \u00e8 al di l\u00e0 di qualsiasi formula, di qualsivoglia significato.<\/p>\n<p>E allora in te si verificher\u00e0 uno strano cambiamento, a malapena percepibile in un primo momento, ma che trasciner\u00e0 con s\u00e9 una trasformazione radicale: perci\u00f2 dopo aver &quot;visto&quot; non arai mai pi\u00f9 lo stesso di prima. Tu sperimenterai l&#8217;esaltante libert\u00e0, la straordinaria confidenza che deriva dal sapere che ogni formula, per quanto si voglia sacra, non ha alcun valore; e tu non chiamerai mai pi\u00f9 nessuno con il titolo di maestro.<\/p>\n<p>E allora non smetti mai di imparare, man mano che giorno per giorno osservi e afferri il procedere e il movimento globale della vita. Allora ogni singola cosa sar\u00e0 per te maestro.<\/p>\n<p>Accantona perci\u00f2 libri e formule, abbi il coraggio di abbandonare il tuo maestro , chiunque egli sia, e guarda le cose da solo. Abbi il coraggio di guardare ogni cosa attorno a te senza paure e sena formule, e non passer\u00e0 molto tempo che tu &quot;vedrai&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una sola cosa che vorremmo aggiungere, ed \u00e8 l&#8217;intervento della Grazia: noi non possiamo fare nulla da soli, possiamo per\u00f2 fare qualsiasi cosa, se ci affidiamo a ci\u00f2 che \u00e8 infinitamente pi\u00f9 grande di noi, infinitamente pi\u00f9 saggio, infinitamente pi\u00f9 limpido.<\/p>\n<p>Noi siamo opachi, torbidi, perch\u00e9 tali ci rende la nostra doppia ignoranza: l&#8217;ignoranza della nostra presunzione e quella della nostra separatezza dal Tutto; non riflettiamo limpidamente le acque dell&#8217;Essere, non ci lasciamo attraversare perfettamente dalla luce splendente dell&#8217;Essere. Per\u00f2, se solo abbandoniamo il nostro Ego, le nostre costruzioni mentali, le nostre formule prefabbricate, subito la nostra vista incomincia divenire pi\u00f9 limpida o, per dir meglio, una seconda vista si dischiude davanti ai nostri occhi.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, infatti, noi non vediamo pi\u00f9 solamente con gli occhi, ma con tutta l&#8217;anima: non \u00e8 pi\u00f9 la vista ordinaria, ma la vista interiore, radiosa, totale.<\/p>\n<p>Sviluppare questa seconda vista, quindi, \u00e8 la stessa cosa che sviluppare la nostra consapevolezza: ed \u00e8 una operazione che si compie in parte dall&#8217;interno di noi stessi, con la volont\u00e0 e con la retta coscienza, e in parte dall&#8217;esterno, allorch\u00e9 ci lasciamo andare al flusso del Tutto, ci mettiamo in sintonia con il respiro cosmico e ci lasciamo penetrare e illuminare dallo splendore incomparabile dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Noi siamo una scintilla dell&#8217;Essere, ma non siamo l&#8217;Essere; siamo della sua stessa sostanza, ma non siamo perfettamente tutt&#8217;uno con lui: lo possiamo diventare, ma solo al termine di un lungo percorso, del quale, in questa dimensione di vita limitata dallo spazio e dal tempo, possiamo soltanto incominciare a muovere i primi passi.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 un immenso respiro, l&#8217;universo intero \u00e8 un immenso, infinito respiro: e noi siamo veramente vivi allorch\u00e9 impariamo a respirare con esso, in sintonia con esso, all&#8217;unisono con esso; quando non lo facciamo, siamo dei semi-vivi, o piuttosto dei semi-morti, che attendono meccanicamente di morire del tutto.<\/p>\n<p>Abbiamo un dovere verso la vita, quello di viverla pienamente; e abbiamo un sacrosanto diritto, quello di essere, anzi, di divenire realmente noi stessi, cio\u00e8 quel che in sostanza siamo, ma che tendiamo a scordare: una scintilla dell&#8217;Essere, che dall&#8217;Essere proviene ed all&#8217;Essere anela a ritornare, al termine del suo viaggio.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che non tende a ritornare all&#8217;Essere, ha smarrito la strada; tutto ci\u00f2 che insegue altre strade, \u00e8 preda di miraggi e allucinazioni: una sola \u00e8 la direzione, una sola la meta, anche se le strade per giungervi sono infinite.<\/p>\n<p>Questo pensiero deve esserci di sprone e deve infonderci coraggio, allorch\u00e9, nei momenti di maggiore difficolt\u00e0, potrebbe sembrarci che la meta non arrivi mai, che proprio l&#8217;Essere sia il miraggio che ci porta fuori strada, nella torrida arsura del deserto.<\/p>\n<p>Se noi non vogliamo divenire il miraggio di noi stessi, il fantasma di noi stessi, l&#8217;allucinazione di noi stessi; se non vogliamo vanificare questa splendida occasione che ci viene data, e che si chiama vita; se non vogliamo permettere che il fiume delle nostre acque si disperda ed evapori nelle sabbie, molto prima di giungere al mare cui anelava: allora abbiamo la responsabilit\u00e0 di prendere in mano il nostro destino e di svilupparlo sino in fondo.<\/p>\n<p>Non possiamo fermarci allo stadio di bruchi; possiamo e dobbiamo divenire farfalle: tale \u00e8 il nostro destino, per questo siamo stati chiamati alla vita.<\/p>\n<p>Non abbiamo bisogno di maestri, ma di capire che tutto, nella vita, ci \u00e8 maestro: perch\u00e9 tutto \u00e8 grazia, tutto \u00e8 luce, tutto \u00e8 via; anche e specialmente l\u00e0 dove i nostri passi si fanno pi\u00f9 incerti per la stanchezza e pi\u00f9 timidi per lo smarrimento.<\/p>\n<p>In fondo, dobbiamo piegarci, dobbiamo spezzarci: dobbiamo morire al nostro vecchio io e rinascere ad una seconda vita, ma gi\u00e0 fin da ora, gi\u00e0 fin da questa vita; e chi non ha provato l&#8217;angoscia dell&#8217;agonia e lo schianto dei sogni spezzati, non ha imparato ancora nulla, non sa ancora nulla, \u00e8 inconsapevole come un bambino piccolo.<\/p>\n<p>Ricordiamoci sempre che non siamo soli; ricordiamoci che una forza benevola ci sostiene e ci incoraggia, quando le nostre forze umane sembrano sul punto di abbandonarci: non dobbiamo fare tutto da soli, a noi \u00e8 chiesto solamente di rispondere &quot;s\u00ec&quot; alla chiamata.<\/p>\n<p>La strada \u00e8 solitaria e si inerpica verso le altezze, dove l&#8217;aria \u00e8 rarefatta e il respiro diventa difficile: difficile, ma libero e gioioso; dobbiamo abituare i nostri polmoni a respirare lass\u00f9 e i nostri occhi a contemplare quell&#8217;immenso panorama, l\u00e0 dove soffiano liberi i venti, al di sopra delle cime pi\u00f9 alte e inviolate.<\/p>\n<p>A che serve vivere, se ci si limita ad esistere?<\/p>\n<p>A che serve avere la vista, se ci si limita a guardare?<\/p>\n<p>A che serve avere l&#8217;udito, se non si \u00e8 capaci di udire l&#8217;essenziale, ossia la voce del silenzio?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molte persone domandano affannosamente: \u00abChe libri devo leggere?\u00bb; \u00abQuali esercizi possono fare?\u00bb; \u00abA quali maestri mi devo rivolgere?\u00bb. 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