{"id":27692,"date":"2018-07-20T02:45:00","date_gmt":"2018-07-20T02:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/20\/parliamo-di-filosofia\/"},"modified":"2018-07-20T02:45:00","modified_gmt":"2018-07-20T02:45:00","slug":"parliamo-di-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/20\/parliamo-di-filosofia\/","title":{"rendered":"Parliamo di filosofia"},"content":{"rendered":"<p>Se si passano in rassegna i pi\u00f9 celebrati libri di filosofia della modernit\u00e0 e della contemporaneit\u00e0, ci si accorge che scaturiscono dalla stessa radice che ha prodotto il cinema malato e la letteratura malata: la radice del disgusto nei confronti della vita, del disprezzo dei grandi valori sui quali si regge (Dio, la patria e la famiglia) e sulla celebrazione delle forze disordinate, irrazionali, incontrollabili, o, all&#8217;opposto, sulla celebrazione di una ragione, di una scienza e di un progresso che dovrebbero essere il correttivo a tali forze disordinate, ma finiscono per svolgere la stessa funzione: quella di sottoporre l&#8217;individuo a dei meccanismi alienanti, deresponsabilizzanti, che lo espropriano sia della facolt\u00e0 di scegliere e decidere cosa fare della sua vita, sia di godere delle cose belle e buone che ci sono in essa, per corteggiare e sprofondare nelle cose pi\u00f9 brutte e aberranti, come il drogato scivola nella dipendenza dagli stupefacenti. La sola differenza \u00e8 che a leggere i libri di filosofia \u00e8 un pubblico assai pi\u00f9 ristretto di quello che si dedica alla lettura dei romanzi o alla visione dei film. Tuttavia, non bisogna sottovalutare l&#8217;influenza che i filosofi, o sedicenti tali, sono capaci di esercitare sulla societ\u00e0 odierna: di fatto, essi controllano, direttamente o indirettamente, la cultura accademica, e dunque la formazione universitaria degli studenti; controllano, spesso, la direzione, o almeno la consulenza, delle case editrici e la linea editoriale di molti giornali; sono ospiti fissi, ascoltati e riveriti, di moti programmi televisivi di grande ascolto; moltiplicano la loro presenza nelle citt\u00e0, mediante conferenze, presentazioni di libri (i loro e quelli dei loro amici), pubblici dibattiti. E siccome la massa del pubblico \u00e8 digiuna di filosofia, ma in compenso \u00e8 affetta dalla sindrome dello snobismo, per cui pensa che andare alla conferenza di un celebre filosofo significhi strappare qualche raggio di luce riflessa, figuriamoci poi se il grand&#8217;uomo firma con le sue mani la copia del libro appena acquistato, alla fine si scopre che le conferenze di filosofia, se vantano la presenza di un nome famoso, attirano perfino pi\u00f9 gente che degli eventi culturali di minori pretese o comunque rivolti a un pubblico pi\u00f9 ampio, ad esempio presentazioni di mostre di pittura o cineforum; dal che si capisce quanto i filosofi pesino, oggi, sull&#8217;insieme dei modo di pensare (o credere di pensare) dell&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p>Facciamo una brevissima carrellata, o meglio prendiamo alcuni campioni dalla recente produzione filosofica europea, attingendo alle relative &quot;voci&quot; di <em>Wikipedia<\/em>, come abbiamo gi\u00e0 fatto per il cinema e per il romanzo. E partiamo da un saggio che ha avuto un&#8217;importanza decisiva sulla cultura del secondo Novecento, <em>L&#8217;Essere e il nulla<\/em> di Jean-Paul Sartre, pubblicato nel 1943, ma largamente diffuso a partire dagli anni &#8217;50 e &#8217;60 e divenuto la <em>Bibbia<\/em> dei moderni esistenzialisti.<\/p>\n<p><em>Durante la sua prigionia di guerra (1940-1941) Sartre lesse\u00a0&quot;Essere e tempo&quot;\u00a0di\u00a0Martin Heidegger, una ricerca ontologica condotta con la visione ed il metodo della\u00a0fenomenologia\u00a0di\u00a0Edmund Husserl\u00a0(che di Heidegger fu il maestro). L&#8217;opera di Heidegger fu in effetti prodromica a quella sartriana, il cui sottotitolo recita &quot;Saggio fenomenologico sull&#8217;ontologia&quot;. Il saggio di Sartre \u00e8 manifestamente influenzato da Heidegger, sebbene l&#8217;autore francese nutrisse profondo scetticismo riguardo ad ogni forma in cui l&#8217;umanit\u00e0 potesse raggiungere una sorta di stato personale di realizzazione comparabile con l&#8217;ipotesi heideggeriana di\u00a0re-incontro con l&#8217;Essere. Nella sua pi\u00f9 tetra descrizione de\u00a0L&#8217;essere e il nulla,\u00a0l&#8217;uomo \u00e8 una creatura ossessionata da una visione di &quot;compiutezza&quot;, che Sartre chiama\u00a0&quot;ens causa sui&quot;\u00a0e che le\u00a0religioni\u00a0fanno coincidere con\u00a0Dio. Venuti al mondo nella realt\u00e0 materiale del proprio corpo, in un universo disperatamente materiale, ci si sente inseriti nell&#8217;essere (con la &quot;e&quot; minuscola). La\u00a0coscienza\u00a0\u00e8 in uno stato di coabitazione con il suo corpo materiale, ma non ha alcuna realt\u00e0 obiettiva; \u00e8 nulla (nel senso etimologico di\u00a0nulla res,\u00a0&quot;nessuna cosa&quot;). La coscienza ha l&#8217;attitudine di concettualizzare le possibilit\u00e0, e di farle apparire, o di annichilirle.<\/em><\/p>\n<p>Ora vediamo il testo fondamentale del rifiuto del cristianesimo, <em>Perch\u00e9 non sono cristiano<\/em>, di Bertrand Russell, una raccolta di saggi e conferenze di epoche diverse, che iniziano nel 1927l, ma sono stati raccolti in un volume definitivo trent&#8217;anni dopo, nel 1957.<\/p>\n<p><em>Cristiano non \u00e8 (&#8230;) qualunque uomo virtuoso, ma specificamente chi crede nei dogmi dell&#8217;esistenza di\u00a0Dio\u00a0e dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima e ritiene\u00a0Ges\u00f9\u00a0almeno\u00a0il pi\u00f9 saggio fra gli uomini. (&#8230;) L&#8217;adesione alla religione non \u00e8 dettata da argomenti ma da fattori emotivi, e che la religione non \u00e8 fonte di virt\u00f9: al contrario, essa ha praticato la crudelt\u00e0 (ad esempio nel periodo dell&#8217;Inquisizione) e ostacolato il progresso, nel\u00a0XX secolo\u00a0come in passato. (&#8230;) Il fondamento della religione \u00e8 la paura, da cui solo la scienza e il libero intelletto sono capaci di emancipare l&#8217;uomo. Secondo il filosofo, &quot;la\u00a0Chiesa cattolica\u00a0avrebbe calato in un\u00a0dogma\u00a0la possibilit\u00e0 di dimostrare l&#8217;esistenza di Dio attraverso la pura ragione: ci\u00f2 al fine di contrastare i\u00a0liberi pensatori, al tempo in cui essi invece iniziavano a sostenere che la ragione pu\u00f2 legittimamente dubitare di tale esistenza&quot;. Il primo argomento affrontato da R. \u00e8 quello della Causa Prima. (&#8230;) R. ritiene che il principio si confuti da s\u00e9: se tutto deve avere una causa, allora anche Dio deve averla.&quot; Conclude quindi che non c&#8217;\u00e8 ragione per ipotizzare una Causa Prima delle cose, che ben potrebbero esistere da sempre. (&#8230;). Ma se pure vi fosse un ordine superiore, ci si dovrebbe chiedere perch\u00e9 proprio quello e non un altro. Se esso \u00e8 il migliore possibile, allora Dio stesso soggiace a leggi che gli indicano una via da percorrere; viceversa, l&#8217;argomento \u00e8 contraddetto dalla presenza di un ente che agisce ad arbitrio.&quot; Secondo R. il principio \u00e8 ormai superato dalle teorie di\u00a0Albert Einstein. (&#8230;) R. ritiene che Cristo non sia stato il pi\u00f9 saggio degli uomini. Considera quindi,\u00a0&quot;prescindendo dal problema della sua reale\u00a0esistenza storica, che il suo insegnamento, pur eccellente sotto molti aspetti, appare difettoso sotto molti altri.&quot; In primo luogo egli si mostra sicuro dell&#8217;imminenza della sua seconda venuta. I primi cristiani credevano in questa imminenza, e, conformemente alla sua parola, non si curavano del domani; ma poi non vi fu alcuna seconda venuta. R. identifica in tutto ci\u00f2 un primo aspetto che non depone per la saggezza di Cristo. &quot;Ma c&#8217;\u00e8 un altro aspetto, quello morale, che negherebbe tale saggezza: l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 infatti prevede il\u00a0castigo eterno.&quot; Ci\u00f2 (&#8230;) \u00e8 segno di scarsi sentimenti di umanit\u00e0: Cristo ha infatti atterrito\u00a0e scagliato invettive; \u00a0in altri passi, ha mostrato inclemenza e inutile crudelt\u00e0.\u00a0Per Russell Ges\u00f9 non regge il paragone con\u00a0Buddha, n\u00e9 con\u00a0Socrate, che mai si fece prendere dall&#8217;ira e, in punto di morte, fu dolce anche con gli avversari.<\/em><\/p>\n<p><em>Capitolo II &#8211;\u00a0La religione ha contribuito alla civilt\u00e0? R. fa suo il concetto di religione in\u00a0Lucrezio: una malattia frutto della paura e fonte di sofferenza. Il pensatore sottolinea poi la distanza fra il comune concetto di religione e la vera natura di questa. (&#8230;) R. rileva come l&#8217;insegnamento di tutti i maestri religiosi sia stato assunto a verit\u00e0 assoluta, e sia per questo via via diventato fonte del potere di una casta privilegiata incaricata di interpretarlo. Tale casta possederebbe dunque una verit\u00e0 eticamente lontana dal messaggio originario, e in quanto immutabile necessariamente contraria al progresso e fonte di oscurantismo. Nel quadro dei rapporti fra religione e civilt\u00e0 si inserisce la problematica dei rapporti fra cristianesimo e\u00a0sesso. R. pone in luce &quot;i danni della visione della sessualit\u00e0 come peccato e della sua relegazione nel solo\u00a0matrimonio\u00a0indissolubile: dal mancato controllo delle nascite alle conseguenze nevrotiche del\u00a0tab\u00f9\u00a0nei giovani sottratti alla conoscenza dell&#8217;ars amandi.&quot; Per R. \u00e8 l&#8217;avvento del cristianesimo a diffondere l&#8217;intolleranza religiosa: essa era sconosciuta al mondo classico fuorch\u00e9, non a caso, a quello\u00a0ebraico, che forse (&#8230;) in questo modo si difendeva dalla minaccia di venir assorbito dai popoli vicini. Le persecuzioni del cristianesimo da parte dell&#8217;impero romano\u00a0sono ridimensionate dal pensatore, in quanto di scarso rilievo, discontinue e di natura essenzialmente politica; viceversa, dai tempi di\u00a0Costantino\u00a0in poi, la persecuzione appare essere stata praticata dagli stessi cristiani. L&#8217;attuale cristianesimo \u00e8 indubbiamente assai pi\u00f9 mite, ma ci\u00f2 \u00e8 attribuito da R. all&#8217;insegnamento dei liberi pensatori, dal\u00a0Rinascimento\u00a0in poi: quindi all&#8217;opera degli stessi uomini che un tempo erano perseguitati dai cristiani. (&#8230;) \u00a0La nostra etica sessuale. Secondo Russell &quot;un moralismo sessuale particolarmente rigoroso \u00e8 il segno di una sessualit\u00e0 vissuta male intesa oscenamente e moralisticamente.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Passiamo al <em>Diario Minimo<\/em> di Umberto Eco, del 1963 (un <em>Secondo diario minimo<\/em> ha fatto seguito trent&#8217;anni dopo, nel 1992). Qualcuno potrebbe chiedere cosa c&#8217;entri questo libro con la filosofia; rispondiamo che qui ci occupiamo dell&#8217;influsso che hanno esercitato sulla societ\u00e0 non solo i veri filosofi, ma anche quelli fasulli, di solito sfruttando l&#8217;ignoranza, la superficialit\u00e0 e il conformismo del pubblico, come, appunto, ha sempre fatto Eco, debitamente sostenuto da tutto l&#8217;<em>establishment<\/em> pseudo culturale italiota, che ne ha fatto quasi, niente di meno, <em>il<\/em> maestro per eccellenza.<\/p>\n<p><em>ELOGIO DI FRANTI.<\/em><\/p>\n<p><em>In un periodo, il secondo dopo guerra, in cui il libro\u00a0Cuore\u00a0veniva smontato per la sua mentalit\u00e0 borghese e nazionalistica, Eco decide di rivalutare e reinterpretare il personaggio che nel romanzo \u00e8 sempre visto come &quot;il cattivo&quot; tanto che alla fine viene pure espulso dalla scuola. Nel 28 gennaio del romanzo, dopo che Franti era stato espulso da scuola per otto giorni, arriva la madre di lui disperata e chiede al direttore che il figlio venga riammesso. Qui si comprende la povert\u00e0 di quella famiglia, diversa da quella borghese di Enrico. Il sorriso di Franti alla frase del direttore &quot;tu uccidi tua madre&quot; fa supporre a Enrico un atteggiamento demoniaco, mentre per Eco \u00e8 simbolo umano, che dimostra la sua timidezza di fronte alla sua povera situazione economica. Peggio \u00e8 invece il carattere di Enrico, un burattino borghese, che vive sui pregiudizi, come quello verso Franti.<\/em><\/p>\n<p><em>FENOMENOLOGIA DI MIKE BONGIORNO.<\/em><\/p>\n<p><em>In\u00a0questa sezione\u00a0Eco dipinge un impietoso ritratto del\u00a0popolare conduttore italoamericano\u00a0&#8211; o meglio, del personaggio che egli rappresenta &#8211; che, nonostante la sua tendenza alla gaffe e alla mediocrit\u00e0, viene idolatrato da milioni di telespettatori, giungendo ad affermare come &quot;Mike Bongiorno convince dunque il pubblico del valore della mediocrit\u00e0 [&#8230;]. Egli dice ai suoi adoratori: &quot;Voi siete\u00a0Dio, restate immoti&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>MY EXAMINATION ROUND HIS FACTIFICATION FOR INCAMINATION TO REDUPLICATION WITH RIDECOLATION OF A PORTRAIT OF THE ARTIST AS MANZONI.<\/em><\/p>\n<p><em>In questa sezione, scritta secondo lo stile dei New Critics, l&#8217;autore analizza il romanzo\u00a0I promessi sposi\u00a0come se fosse l&#8217;ultima opera, in ordine cronologico, di\u00a0James Joyce, non il culmine della sua produzione, ma di certo &quot;il [suo] compimento&quot;. L&#8217;analisi si sviluppa lungo molti parallelismi con le opere dello scrittore irlandese: il saggista sostiene che, in opposizione all&#8217;Ulisse, in cui la descrizione di una giornata vissuta dal protagonista Leopold Bloom si muta nel discorso intorno a una citt\u00e0 e a uno Stato, le vicende narrate nei\u00a0Promessi Sposi\u00a0coprano &quot;in realt\u00e0 gli eventi di una sola giornata vissuta dal protagonista, Renzo Tramaglino&quot;. Inoltre, il famoso &quot;Addio ai monti&quot; di Lucia Mondella viene accostato all&#8217;altrettanto celebre monologo notturno di Molly: nelle &quot;cime ineguali, note a chi \u00e8 cresciuto tra voi&quot; salutate dalla giovane lombarda, l&#8217;autore giunge a vedere un potente simbolo fallico, manifestazione inconscia del\u00a0complesso di Edipo. Infine, alla fine del capitolo XXVI, un Padre Cristoforo ormai morente, alle domande dei promessi ormai riuniti: &quot;Ci rivedremo? Ci rivedremo?&quot;, risponde con l&#8217;espressione &quot;Lass\u00f9, spero&quot;. Privando questa scena di &quot;una complicata luce soprannaturale&quot; l&#8217;autore coglie un riferimento a uno dei fondamentali dettami contenuti nel\u00a0Corpus Hermeticum: &quot;Sicut inferius sic superius&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Potremmo andare avanti con le opere di Massimo Cacciari, Gianni Vattimo, Umberto Galimberti. Nessuna di esse \u00e8 diventata un classico; nessuna ha suscitato un dibattito internazionale; nessuna ha segnato un svolta, ha dischiuso una porta, ha mostrato una nuova prospettiva. Se non si tratta di miseri giochi semantici, come nel caso di Umberto Eco, si tratta comunque di libri modesti, che non aggiungono niente, che non depongono certo a favore della genialit\u00e0 dei loro autori. Eppure, nonostante l&#8217;irrilevanza della loro opera, costoro sono assurti al rango di <em>ma\u00eetres-\u00e0-penser,<\/em> e ormai fanno parte del paesaggio fisso dei salotti televisivi, e non c&#8217;\u00e8 discussione, su qualsiasi argomento, di politica, di ecologia, di attualit\u00e0, di cultura, nel quale la loro opinione non sia domandata come una grazia, e ricevuta come uno speciale privilegio, da conduttori ossequenti e quasi in soggezione. Conclusione: non \u00e8 necessario essere dei grandi pensatori per influenzare l&#8217;orizzonte filosofico del proprio tempo, basta aver raggiunto una posizione mediatica di visibilit\u00e0, che reca con s\u00e9 la sindrome della indispensabilit\u00e0. Come \u00e8 impossibile celebrare il Natale senza appendere un Babbo Natale di pezza sulla porta di casa, cos\u00ec \u00e8 impossibile che un programma televisivo si occupi di un argomento di carattere generale, o specifico, senza che vengano invitati Cacciari, o Galimberti, o qualcun altro della stessa scuderia. Che si parli della scuola pubblica, o d&#8217;immigrazione, o di urbanistica, o di spesa sociale, o di guerre, o della sanit\u00e0, o di cinema, o di fisica quantistica, o del problema dello smaltimento della plastica, o di musica leggera, o di televisione, o di sport, o della questione religiosa, o di papa Francesco, o di bullismo, o di disordini alimentari, o di depressioni, suicidio, nevrosi, felicit\u00e0, progresso, l&#8217;opinione di Cacciari e Galimberti \u00e8 considerata irrinunciabile e imperdibile. Non \u00e8 che abbiano molto da dire, n\u00e9 che lo sappiano dire in maniera molto chiara e comprensibile (alzi la mano chi ci capisce qualcosa dei loro libri, ammesso che li abbia mai letti, e specialmente quelli di Cacciari), per\u00f2 le loro facce sono ormai considerate decorative e rassicuranti, una garanzia di seriet\u00e0 del discorso, una promessa che si voler\u00e0 alto, non si scivoler\u00e0 nelle solite chiacchiere da <em>Bar Sport<\/em>.<\/p>\n<p>E che cosa dicono, in sostanza, questi signori, con tutta la loro alterigia e la loro prosopopea, con il loro abituale e ormai scontato disprezzo per chi dissente dal loro pensiero? No: non dicono che Dio, patria e famiglia sono concetti totalmente obsoleti; lo danno addirittura per acquisito. Ci\u00f2 che dicono, parte dal presupposto che dobbiamo rivolgere lo sguardo in tutt&#8217;altra direzione che non siano Dio, la patria e la famiglia. Ma quale sia questa direzione, il guaio \u00e8 che non lo sanno neppure loro: non ne hanno proprio la minima idea&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si passano in rassegna i pi\u00f9 celebrati libri di filosofia della modernit\u00e0 e della contemporaneit\u00e0, ci si accorge che scaturiscono dalla stessa radice che ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[117,123,180,194],"class_list":["post-27692","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-dio","tag-edmund-husserl","tag-jean-paul-sartre","tag-martin-heidegger"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27692"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27692\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}