{"id":27679,"date":"2013-11-23T10:59:00","date_gmt":"2013-11-23T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/11\/23\/distribuzione-geografica-dei-pappagalli-australiani-seconda-e-ultima-parte\/"},"modified":"2013-11-23T10:59:00","modified_gmt":"2013-11-23T10:59:00","slug":"distribuzione-geografica-dei-pappagalli-australiani-seconda-e-ultima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/11\/23\/distribuzione-geografica-dei-pappagalli-australiani-seconda-e-ultima-parte\/","title":{"rendered":"Distribuzione geografica dei Pappagalli australiani (seconda e ultima parte)"},"content":{"rendered":"<p>Il genere &quot;Purpureicephalus&quot;, segnalato da Carlo Luciano Bonaparte nel 1854, \u00e8 rappresentato da una sola specie australiana: &quot;P. spurius&quot; o Pappagallo dal capo rosso, gi\u00e0 riconosciuta dal naturalista tedesco Heinrich Kuhl nel 1820; abita in Australia Occidentale.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Barnardius&quot;, anch&#8217;esso descritto da Bonaparte nel 1854, \u00e8 presente in Australia con quattro specie: &quot;B. barnardi&quot; (Vigors e Horsfield, 1827), &quot;B. macgillivrayi&quot; (North), &quot;B. zonarius&quot; (Shaw) e &quot;B. semitorquatus&quot; (Quoy e Gaimard).<\/p>\n<p>La prima, chiamata comunemente Pappagallo dal collare, vive nelle regioni interne dell&#8217;Australia sud-orientale, fra il Queensland, il Nuovo Galles del Sud, il Victoria e l&#8217;Australia Meridionale, e solo nella zona di Adelaide \u00e8 stato avvistato anche presso la costa; la seconda, Pappagallo di Cloncurry, si trova unicamente in un ristretto areale a sud del Golfo di Carpentaria, ma discosto dal mare; la terza, Pappagallo dal collare giallo, \u00e8 diffusa invece in tutta la sezione centro-occidentale del continente, ma a Sud si affaccia sulla fascia costiera solo alle due estremit\u00e0 della Nullarbor Plain, mentre a Ovest nel tratto da Perth e Cape Keraundren; la quarta, nota con il curioso nome di Pappagallo Twenty-eight (&quot;ventotto&quot;), per una ragione onomatopeica legata al suo canto, \u00e8 stato segnalato nell&#8217;estremo angolo sud-occidentale, a Sud di Perth.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Platycercus&quot;, descritto da Vigors nel 1825, \u00e8 presente con ben otto specie: &quot;P. elegans&quot; (Gmelin), &quot;P. adelaidae&quot; (Gould), &quot;P. flaveolus&quot; (Gould), &quot;P. caledonicus&quot; (Gmelin), &quot;P. venustus&quot; (Kuhl), &quot;P. adscitus&quot; (Latham), &quot;P. eximius&quot; (Shaw) e &quot;P. icterotis&quot; (Kuhl). La prima, nota come Rosella cremisi, ha il suo habitat lungo la costa orientale, ma in settori discontinui, fra la base della Penisola di Capo York e il Tropico del Capricorno e poi, pi\u00f9 numerosa, in tutta la fascia costiera sud-orientale, da Brisbane a tutto lo Stato di Victoria; la seconda, Rosella di Adelaide, \u00e8 presente solo in un areale assai ristretto, intorno alla citt\u00e0 di Adelaide; la terza, Rosella gialla, \u00e8 stata avvistata nella fascia interna al confine tra Victoria e Nuovo Galles del Sud; la quarta, Rosella verde, si trova esclusivamente in Tasmania; la quinta, Rosella settentrionale, abita, come dice il suo nome, nella fascia costiera del Territorio del Nord, tra il Golfo di Giuseppe Bonaparte e il Golfo di Carpentaria; la sesta, Rosella dalla testa chiara, abita lungo il versante orientale, da Capo York a Coff&#8217;s Harbour, e nella corrispondente fascia interna; la settima, Rosella orientale, vive a Sud della precedente, sia lungo la costa che all&#8217;interno, fino a tutto il Victoria e inclusa la Tasmania; infine l&#8217;ottava, Rosella occidentale, abita nella zona sud-occidentale, nella zona delle dense foreste a mezzogiorno di Perth.<\/p>\n<p>Il genere &quot;&quot;Psephotus&quot;, descritto da Gould nel 1845, \u00e8 diffuso con sette specie: &quot;P. haematonotus&quot; (Gould), &quot;P. varius&quot; (Clark), &quot;P. haematogaster&quot; (Gould), &quot;P. marethae&quot; (H. L. White), &quot;P. pulcherrimus&quot; (Gould), &quot;P. chrysopterygius&quot; (Gould), &quot;P. dissimilis&quot; (Collett). La prima, detta comunemente Pappagallo dal dorso rosso, \u00e8 presente in una vasta regione interna sud-orientale, ma in zone che si vanno facendo via via discontinue, segno di una tendenza alla contrazione; la seconda, Pappagallo della Mulga, \u00e8 diffuso in un esteso areale che va dal retroterra del Queensland meridionale fino al retroterra dall&#8217;Australia Occidentale, passando per la sezione centro-meridionale dell&#8217;intero continente; la terza, volgarmente chiamata Berretto Blu, vive nell&#8217;area interna sud-orientale, corrispondente, a un dipresso, al bacino dei fiumi Murray-Darling; la quarta, Berretto Blu Minore, \u00e8 stata segnalata esclusivamente in un piccolissimo areale della Nullarbor Plain, cio\u00e8 in un ambiente assai difficile, perch\u00e9 decisamente arido e quasi privo di alberi; la quinta, Pappagallo del Paradiso, \u00e8 stata segnalata in una zona interna non molto vasta, nel retroterra di Brisbane; la sesta, Pappagallo dalle spalle dorate, si trova solo nella Penisola di Capo York; mentre l&#8217;ultima, Pappagallo monaco, \u00e8 stata vista in una ristretta fascia interna, nella valle del fiume Roper, a Sud della Terra di Arnhem.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Neophema&quot;, segnalato dall&#8217;ornitologo Tommaso Salvadori (nato a Porto San Giorgio nel 1835 e morto a Torino nel 1923) soltanto nel 1891, \u00e8 presente con altre sette specie: &quot;N. bourkii&quot; (Gould), &quot;N. chrysogaster&quot; (Latham), &quot;N. petrophila&quot; (Gould), &quot;N. chrysostoma&quot; (Kuhl), &quot;N. elegans&quot; (Gould), &quot;N. pulchella&quot; (Shaw), &quot;N. spendida&quot; (Gould).<\/p>\n<p>La prima, Pappagallo di Bourke, \u00e8 diffusa in un&#8217;ampia fascia interna arida o desertica, che va dall&#8217;Australia Occidentale al bacino del Murray-Darling; la seconda, Pappagallo dal ventre arancio, vive lungo una ristretta zona costiera dello Stato di Victoria e della Tasmania (ma non all&#8217;interno di quest&#8217;ultima); la terza, Pappagallo di roccia, abita lungo tutta la costa meridionale e occidentale, dalla foce del Murray alla Shark Bay (Baia degli Squali), a Nord del fiume Murchison, ma non \u00e8 mai stata avvistata nell&#8217;interno, anche solo poco discosto dalla riva del mare; la quarta, Pappagallo dalle ali blu, ha il suo areale nel Sud-est del continente, specialmente nel Victoria, oltre che in Tasmania; la quinta, Pappagallo elegante, vive in due areali distinti, l&#8217;uno all&#8217;estremit\u00e0 sud-occidentale del continente, fra Perth e Albany; la sesta, Pappagallo turchese, si trova solo nella fascia interna, parallela alla costa sud-orientale, corrispondente in pratica alla sezione mediana della Gran Catena Divisoria; la settima, Pappagallo dal petto scarlatto, si trova nel retroterra della sezione meridionale e si spinge fino ai deserti centrali.<\/p>\n<p>Seguono quattro generi rappresentati ciascuno da una sola specie.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Lathamus&quot;, descritto da Lesson nel 1831 (e, prima, da White, nel 1790), \u00e8 rappresentato dalla specie &quot;L. discolor&quot;, nota come Pappagallo agile: vive nella fascia sud-orientale, da Brisbane ad Adelaide, per una profondit\u00e0 di circa 100 km. verso l&#8217;interno.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Melopsittacus&quot;, descritto da Gould nel 1840 (e da Shaw, gi\u00e0 nel 1795), \u00e8 noto come Melopsittaco, Pappagallino melodioso o Pappagallino ondulato, ed \u00e8 forse la specie dall&#8217;areale pi\u00f9 vasto: comprende quasi tutto il continente, con l&#8217;esclusione della costa settentrionale e orientale, dal Golfo di Giuseppe Bonaparte a tutto il Victoria, nonch\u00e9 della costa sud-occidentale (zona di Perth). \u00c8 dunque straordinariamente adattabile, essendosi inserito sia nell&#8217;habitat arido e desertico delle regioni centrali, sia nella prateria, nella savana alberata e nella boscaglia; \u00e8 assente solo nelle fitte foreste tropicali.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Pezoporus&quot;, descritto da Illiger nel 1811, \u00e8 rappresentato dalla specie &quot;P. wallicus&quot; (Kerr), Pappagallo terragnolo, distribuito in alcuni areali distinti lungo la costa sud-orientale e sull&#8217;intera Tasmania, tanto i litorali che le regioni interne.<\/p>\n<p>Il genere &quot;Geopsittacus&quot;, descritto da Gould nel 1861, \u00e8 presente con la specie &quot;G. occidentalis&quot; (Gould), noto come Pappagallo notturno e diffuso in alcune rare localit\u00e0 dell&#8217;interno. Alcuni ornitologi considerano questo Pappagallo non come appartenente a un genere a s\u00e9 stante, ma come una seconda specie del genere &quot;Pezoporus&quot;: &quot;P. occidentalis&quot;, al quale effettivamente somiglia, salvo che nella taglia pi\u00f9 piccola e nei colori pi\u00f9 sbiaditi, come \u00e8 tipico degli uccelli notturni. Si tratta di un Pappagallo alquanto misterioso, estremamente difficile da osservare: dal 1935 al 1984, infatti, la sua presenza \u00e8 stata notata e segnalata con certezza appena sei volte; e, che si sappia, nessun esemplare \u00e8 mai stato tenuto in cattivit\u00e0.<\/p>\n<p>Siamo cos\u00ec giunti al termine di questa panoramica relativa alla distribuzione geografica dei Pappagalli australiani, tutti appartenenti alla famiglia Psittacidae.<\/p>\n<p>Si tratta di uccelli, sia terricoli che volatori, dal piumaggio meraviglioso, dai colori estremamente vividi, che vanno dal verde brillante, al rosso scarlatto, al blu, all&#8217;arancio, al rosa, al giallo; animali intelligenti e tenaci, che si sono adattati a vivere in ogni genere di ambiente, dalle scogliere e dalle foreste di conifere e latifoglie della Tasmania, con un clima temperato fresco e sempre battute dagli impetuosi venti occidentali, ai caldissimi deserti centrali, sabbiosi e rocciosi, dove la pioggia non cade quasi mai, alle lussureggianti foreste equatoriali dell&#8217;estremo Nord, paludose e umidissime, soggette ai quotidiani, violenti acquazzoni e cos\u00ec simili a quelle, quasi inesplorate, della Nuova Guinea, ove si incontrano i Casuari e gli Uccelli del Paradiso; passando per la savana ove si muovono i Canguri e scorrazzano i Dingo, per le praterie ove pascolano le grandi greggi di pecore introdotte dall&#8217;uomo, per i bacini interni di laghi salati, per i boschi di altissimi eucalipti, popolati dai caratteristici Koala.<\/p>\n<p>Il merito di aver cercato, osservato e studiato i Pappagalli australiani, penetrando in un ambiente quasi sempre ostile all&#8217;uomo, quando gran parte di quella terra era ancora lasciata in bianco sulle carte geografiche, spetta a un certo numero di naturalisti e di ornitologi europei, i quali, a partire dagli ultimi decenni del Settecento e poi per tutto l&#8217;Ottocento, si recarono, dopo un viaggio lungo e difficile sulle navi a vela dell&#8217;epoca, nel misterioso ma affascinante continente australe, per costringerlo a rivelare i suoi tesori nascosti di storia naturale.<\/p>\n<p>Erano britannici, francesi, tedeschi e italiani, tutti accomunati da un amore ardente per la natura e desiderosi di ampliare le conoscenze scientifiche sulla flora e sulla fauna di quel Paese remoto e quasi favoloso; tutti sorretti da una fede coraggiosa, quasi eroica, nello sprezzo dei disagi e dei pericoli, nelle difficolt\u00e0 materiali e nell&#8217;incomprensione degli uomini; disposti, in alcuni casi, a mettere a repentaglio anche la loro vita, pur di chiarire la presenza di alcune specie particolarmente rare e di svelare le abitudini degli abitatori alati delle foreste, delle boscaglie e delle steppe nelle zone pi\u00f9 interne e semi-sconosciute. Alcuni erano di origine borghese, altri di origine nobile, come il nostro Tommaso Salvadori; alcuni potevano appoggiarsi, nelle loro ricerche, su istituzioni scientifiche, musei e giardini zoologici d&#8217;Europa, altri dovevano contare principalmente sulle proprie forze e sulle proprie risorse. La loro epopea nel cuore del continente australiano, anche se poco conosciuta rispetto a quella di altri esploratori-naturalisti dell&#8217;Africa o delle due Americhe, costituisce un capitolo appassionante della storia della scienza moderna, nel quale era ancora presente la dimensione dell&#8217;iniziativa personale, del rischio, dell&#8217;avventura.<\/p>\n<p>Noi Italiani possiamo andare fieri di aver dato un contributo non secondario all&#8217;esplorazione naturalistica dell&#8217;Australia e delle terre vicine; in particolare merita di essere ricordato, accanto a quello del Tommasi, il nome di Luigi Maria d&#8217;Albertis (nato a Voltri, presso Genova, nel 1841 e morto a Sassari nel 1901), botanico, zoologo e antropologo, che si segnal\u00f2 per alcune spedizioni veramente pionieristiche nel cuore delle foreste inesplorate della Nuova Guinea, risalendo intrepidamente i fiumi a bordo di una piccola barca a motore e con un equipaggio misto di indigeni papua e di ex galeotti cinesi.<\/p>\n<p>Tornando al nostro soggetto principale, siamo per\u00f2 costretti a chiudere questa rassegna con una nota di apprensione e con un forte grido di allarme, perch\u00e9 l&#8217;impatto esercitato dalle attivit\u00e0 umane sull&#8217;ambiente naturale di quel pur vastissimo Paese sta producendo, anno dopo anno, danni sempre pi\u00f9 gravi, in alcuni casi irreparabili. Molte specie di Pappagalli sono pi\u00f9 o meno gravemente minacciate di estinzione; per alcune di esse, purtroppo, sono giustificate le pi\u00f9 fosche previsioni, dato che gli avvistamenti si sono fatti estremamente rari e in zone sempre pi\u00f9 impervie e ristrette, segno che \u00e8 in atto una vera e propria rottura nell&#8217;equilibrio ecologico e che le capacit\u00e0 riproduttive di questi bellissimi uccelli non riescono a tenere il passo con i danni causati dall&#8217;irruzione antropica; e questo nonostante la bassissima densit\u00e0 della popolazione umana presente in Australia: 22.600.000 abitanti nel 2010, distribuiti su una superficie di 7.600.000 kmq., con una densit\u00e0 pari a 2,79 abitanti per chilometro quadrato (in Italia, per fare un confronto, la densit\u00e0 della popolazione \u00e8 quasi cento volte tanto: per la precisione, di 202 abitanti per chilometro quadrato!).<\/p>\n<p>Se non verranno presi seri provvedimenti per la protezione delle specie minacciate, il cui habitat sta scomparendo o \u00e8 sottoposto a gravi e invasive modificazioni, molte delle specie qui descritte cesseranno di esistere nel giro di qualche anno o di qualche decennio, cos\u00ec come hanno cessato di esistere gi\u00e0 tanti abitatori della fauna originaria dell&#8217;Australia, dal Tilacino al Vombato gigante. Contrariamente a quel che in genere si pensa, le estinzioni incominciarono fin dall&#8217;epoca dei pi\u00f9 antichi insediamenti umani, qualcosa come 40.000 anni or sono; ma la pressione antropica ha raggiunto livelli insostenibili solo dopo l&#8217;arrivo degli Europei, e attualmente ha raggiunto i livelli di guardia. Bisogna che vengano create al pi\u00f9 presto delle riserve naturali sufficientemente ampie da garantire un adeguato margine di sicurezza per la riproduzione delle specie in pericolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il genere &quot;Purpureicephalus&quot;, segnalato da Carlo Luciano Bonaparte nel 1854, \u00e8 rappresentato da una sola specie australiana: &quot;P. spurius&quot; o Pappagallo dal capo rosso, gi\u00e0 riconosciuta<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[92],"class_list":["post-27679","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27679","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27679"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27679\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27679"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27679"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27679"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}